Addio strumento di test per i dati strutturati !

Un altro passo avanti nel mondo della SEO – verrebbe da dire ! Stavolta, protagonista o meglio finito sotto i riflettori della casa di Mountain View è una delle ultime innovazioni introdotte in tema di multimedialità e strutturazione delle pagine web: i rich snippets.
Se a proposito del loro utilizzo e validazione Google aveva messo a disposizione uno strumento di validazione mediante cui gli operatori SEO potevano controllare la corretta implementazione del codice, tool ‘decantato’ fino al giorno prima, è degli inizi di luglio la notizia secondo cui questo non sarà più disponibile.


Anche se la scelta non avrà effetti immediati, non si tratterà comunque di un ‘addio totale’ dal momento che il tool sarà comunque integrato (e migliorato) nel nuovo strumento di test dei risultati multimediali che lo sostituirà.

Progetto sviluppato nel 2017, il nuovo strumento di test consente di testare sia porzioni di codice che URL di pagine web di rich snippet tradizionali come di altre tipologie di risultati di ricerca che vengono visualizzati in una SERP.
Se all’inizio consentiva di supportare solo i quattro tipi-base di dati strutturati (ricette, annunci di lavoro, film e corsi), ora il tool ex-novo si dimostra compatibile con dati strutturati in JSON-LD, Microdata e RDFa.
Il tool consente in particolare, in fase di analisi del codice di un pagina web, di fornire in risposta sia errori (che impediscono alla pagina di essere visualizzata sul Web) sia avvertimenti (uno o più elementi non verranno mostrati nella SERP.

Qui riporto un articolo su alcune valide alternative al tool di Google.

Il rapporto tra SEO e Web Marketing

Cosa accomuna due parole, una che oramai risuona facilmente che ha a che fare con il settore web e il (web) marketing ?

SEO e Web Marketing due termini sempre più strettamente in relazione tra loro oggigiorno che stanno prendendo sempre più piede sul mercato e più specificamente parlando di siti e commercio, e che sono interdipendenti.

Del primo fino a qualche anno fa la definizione ideale sarebbe stata ‘l’insieme delle attività atte a migliorare il posizionamento di un sito/pagina su Google’.

Mentre “Markerting” indica ‘un processo che ha come fine quello di favorire l’incontro fra domanda e offerta, di beni o servizi’. Ora veniamo alla parolina ‘Web’: l’accostamento fa sì che, se pubblicità e rapporti commerciali sono i mezzi tramite cui si realizza il marketing (‘tu vai a cercare il cliente’), viene letteralmente ribaltato il significato della parola: ora diviene “qualcuno che ti cerca“, sì che non devi più correre dietro al potenziale acquirente per attrarli verso le tue offerte, non più dunque sottostare ‘ai suoi umori’ poiché ora è lui che vuole ciò che tu vendi.

Tornando invece alla definizione primaria, bisogna operare alcune sostituzioni nell’etimologia delle parole : non più “posizionamento” ma “visibilità” in virtù della potenza che oggi l’aggiunta dei rich snippet e di altri tag (title, meta description) realizza un significativo gap in termini di visibilità del progetto/prodotto; “contenuto” al posto di “pagine” dal momento che oggi si posizionano sui motori anche contenuti e non solo pagine (ad es. i video).  Attualmente “Google” andrebbe sostituito con “motori di ricerca“: Google rimane sempre il numero 1 in diversi paesi, ma non ovunque (si pensi ad esempio  alla Cina e alla Russia). 

Verosimilmente, il sito può essere allora pensato come ad un imbuto (tecnicamente, “funnel“): da una parte entrano gli utenti ‘alla ricerca’, dall’altra escono le “conversioni“, ciò che noi vogliamo l’utente faccia (una richiesta di contatto, la compilazione di un modulo, fino alla vendita).

Da questo punto di vista è quindi da accogliere il visitatore, facendolo atterrare sulla pagina del proprio sito e a proprio agio, e potergli fornire la miglior risposta possibile per ciò che cerca, con l’auspicio che compia l’azione finale, determinante.