Quando la palla chiama … l’arbitro (ligio) risponde

(13 marzo)

E’ provato “scientificamente” – verrebbe da dire – che la palla esercita un influsso innegabilmente positivo, benefico tanto sui bambini/ragazzi quanto poi sugli adulti.
A questi ultimi in particolare, escludendo quanti continuano a stare dalla ‘parte attiva’ per vocazione, spetta il delicato e responsabile compito di educare al gioco (uno strumento utile anche per la crescita personale) – in maniera particolare proprio i fanciulli -, passando in questa maniera da soggetto attivo – coinvolto nella pratica – a soggetto passivo – in cui volgere la propria attenzione ai regolamenti e al rispetto delle regole -.
Questo avviene se la passione per la disciplina e le sue regole superano la pratica della stessa.
Un passaggio che verosimilmente coinvolge una minoranza: un ruolo forse non facile da rivestire e svolgere da subito ma che regala poi soddisfazioni, a vario titolo, e gratificazioni.
E’ in questo contesto che anni fa mi sono imbarcato in una avventura formativa (ed educativa) incentrata sullo sport quale strumento di crescita e che tuttora sto portando avanti: l’appassionante ruolo di arbitro di pallavolo.

Torneo ‘Green Volley PGS’: pronti, via ! …

(16 maggio 2021)

Palestra Falaschi, San Fermo – Torneo Green Volley PGS 2021
[Finalmente] Oggi esordio ufficiale sul seggiolone in questa inedita stagione con partenza rimandata causa pandemia e restrizioni varie con il comitato PGS che, sulla ‘spinta’ delle diverse società satelliti, ha proposto un mini-campionato, nel rispetto dei Protocolli COVID, opportunamente senza prevedere fasi successive o finali: il torneo ‘Green Volley PGS’.
Ad ospitare la mia ‘prima’ del 2021 la palestra Falaschi di San Fermo per un gara della categoria under 19 che sa tanto di derby fra la locale formazione di Atlas di coach Ambrosini e il sodalizio di OSGB di Induno Olona guidato dalle giovani Barella e Rania in panchina, società divise geograficamente tra di loro da pochi chilometri.
E infatti le due formazioni non tradiscono le aspettative nonostante OSGB porti a casa un ‘rotondo’ 3 a 0, disputando una partita molto intensa e ricca di spunti che non lasciano di certo annoiati. Per quanto visto ecco i due sodalizi non tradiscono quanto hanno ereditato dal passato “recente” (leggi stagione 209/20); risultato finale tutt’altro che scontato alla vigilia per l’impegno profuso in campo da ambo le parti.
Che la squadra ospite sia determinata a cominciare la stagione confermando la su autorevolezza lo si vede sin dai primi palloni dando dimostrazione (almeno per ora) di sbagliare quasi nulla dai 9 metri approfittando talora delle imperfezioni avversarie, quando non mettendo a segno degli aces – “sfuggenti” per chi è in ricezione -, e la duttilità delle atlete quando in fase ricettiva (0-7). Le locali non stanno certo guardare ma, dovendo pagare anche alcune defezioni di squadra, non riesce a recuperare il break (3-11, 6-13). E così il primo parziale va a favore delle ospiti 13-25.
Con il ritorno in campo la squadra di Ambrosini appare determinata non mollare ma soprattutto nella prima rotazione si registrano parecchi errori a rete da ambo le parti. Il set prosegue con le squadre a braccetto benché le locali cerchino di stare avanti (7-9, 12-11, 14-13). Si apprezzano poi alcuni scambi intensi con le atlete dell’una e dell’altra parte che tentano di sorprendere l’avversario nella rimessa in gioco della palla. Complice una seconda rotazione ben giocata anche dal punto di vista delle dinamiche, la squadra di Ambrosini è sul punto di riretrare e mettere la freccia (17-16), quando sul 18-18 ecco OSGB riuscire a sferrare la zampata (e il break) determinante (19-23). Ma – come si sa – “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco !”: palla che va a Atlas che però non ne approfitta con il capitano che manda la palla in rete (20-25).
Si va al terzo set con i sestetti pressoché immutati e “i pesi” in campo che non mutano: Induno sempre lanciatissimo, Atlas poco coeso e brillante in attacco lasciando sul campo punti preziosi e non impensierendo alla distanza le ospiti per il finale 16-25.

Lato arbitro, che dire ? … Già alla viglia sentivo un certo fremito per la partita odierna, conoscendo le due squadre e le rispettive ambizioni per cui .. partivo premunito. Il campo non mi ha dato torto: a parte l’essermi goduto “in prima linea” una bella partita di pallavolo giovanile, ho visto delle belle dinamiche di gioco da ambo le parti, tanta intensità e impegno delle ragazze e .. voglia di costruire !! In senso stretto, ho cercato di approcciare e interpretare al meglio la partita, sempre con il senso del ‘buon padre di famiglia’: non nascondo che forse avrei potuto usare di più il fischietto – in linea con la categoria cioé – ma come può essere umano alcune cose situazioni di gioco, venendo da uno stop inusuale di più di tre mesi, qualcos(in)a può starci. Allo stesso tempo, ho denotato già una discreta padronanza del campo di gioco nei suoi 18 metri di sviluppo ! …

10 anni con le PGS

(giovedì 17 gennaio)

Il prossimo 19 gennaio (andando a memoria) spegnerò le 10 candeline “da un cadrèghin”, un piccolo ma significativo traguardo per me, vuol dire “tanta volontà nel riuscire e migliorarsi .. sempre” “mettersi in gioco“, a testimonianza di vivere ‘in prima persona’ una passione non fine a se stessa ma che “costruisce”, edifica anche chi indossa la maglia: nello stesso periodo infatti 10 anni fa, con altri colleghi che ancora oggi quasi tutti come me si prestano diligentemente per questo servizio non sempre facile da interpretare e ‘gestire’, si è sostenuto il famoso “esame” di abilitazione.
Poi, ognuno ha seguito la sua strada, inseguendo le proprie aspirazioni effettive dettate dall’istinto e sicuramente dal proprio “itere”, dunque se continuare nella carriera arbitrale piuttosto che vivere la pallavolo dal campo più a stretto contatto con i ragazzi, chi ha preferito altre strade.

Chi ha diretto più partite (quindi una maggior “specializzazione”, a più livelli in meno tempo) chi di meno, ma questo prescinde dalle proprie disponibilità e ‘bacino di copertura’ (comunque io quasi 350 partite da arbitro ufficiale, più 94 come dirigente di società).
Aldo, Francesco, Roberto, Francesco, Paolo, Clizia, Paola, … gli amici che con me hanno condiviso quel percorso allora e che oggi ognuno sta vivendo a modo suo, dentro o fuori da un campo da gioco.

Personalmente, una scelta fatta all’epoca per sentirmi ‘attivo’ in un ambiente nuovo appena scoperto ma da cui subito mi sono sentito attratto, quello della pallavolo, iniziato con la costituzione di una società giovanile, e che col senno di poi rifarei 10 100 volte ancora !

Si badi non un cammino a sè stante, dal momento che come per tutte le cose ” l’esperienza te la fai sul campo ! …” – e mai più che in ambito sportivo queste parole sono veritiere. Grazie ai nostri mentori poi – Stefano, Angelo, Elisa, Paolo – che ci hanno affiancato e inizialmente “tutelato” sui campi da gioco, per il senso di rsponsabilità – educativa eprima e sportiva poi, nel segno delle Polisportive Giovanili Salesiane – che ci hanno passato, per i loro insegnamenti, ..

Essere arbitro è una responsabilità ancor prima che dire meramente ‘un ruolo’: sul campo da gioco occorre sempre saper miscelare quella giusta dose di fermezza con quella del ‘buon senso’ (altro talento che si apprende e si apprezza strada facendo), che se vissuti appieno regalano tante soddisfazioni (e qualcuno più grande di me ne sa qualcosa ! …).