Determinazione Elpis

(domenica 24 marzo)

La designazione odierna mi riporta alla palestra delle scuole “Silvio Pellico” di Varese dove la locale compagine under 13 di Elpis guidata da Tanco è contrapposta al sodalizio Real Busto. Formazione varesina chiamata a confermare la propria leadership – temporanea – del girone -, bustocche che cercano di rimanere aggrappate ai pisani alti.
Sul campo dall’una e dall’altra parte nulla da eccepire quanto a determinazione e grinta, benché ad avvio dei giochi la squadra ospite si riveli in difficoltà nella gestione (4-0). “Avvio di gara” in quanto negli scambi successici e nello sviluppo dei set Real Busto si rivela .. all’altezza della situazione, nonostante la giovane età delle atlete. Se Elpis, dal canto suo, disputa una discreta partita “a testa bassa”, com’è nel suo stile, chi non conosce la squadra guidata da coach Berruti non conosce la grinta e caparbietà del sodalizio (13-12; 12-13; 10-10; 12-11; 8-5). E in effetti si assiste a cinque set molto tirati in cui è da apprezzare l’impegno da ambo le parti, e che spesso si risolvono solo sugli ultimi punti: 18-16, 18-16, 15-17, 17-13, 17-10.

E’ forse in questa categoria che la figura arbitrale svolge più che nelle altre un ruolo cruciale, nel rispetto delle indicazioni di gioco e del target del ‘buon padre di famiglia’: fermo stante proprio questo punto, lascia “scorrere” il gioco, le dinamiche che avvengono riservandosi – a parer mio – il dovere di intervenire su gesti estremi o reiterati – esperienza da acquisire sul campo -. E non è detto che questo approccio sia poi facile da applicare: è perciò determinante che l’attenzione e la presenza siano messe anzitutto.

L’under 14 di Monceri-Muselli sbatte contro Cedrate

(domenica 17 marzo)

Dopo il “non proibitivo” dosaggio di partite e i continui rinvii per l’appuntamento da lì s venire, arrivo oggi a inanellare la 500ima presenza come arbitro ufficiale. Teatro proprio palestra del Centro Giovanile San Carlo di Varese la stessa dove nell’ottobre del 2009 diressi la mia prima gara come arbitro PGS.
Di fronte oggi la compagine ‘under 14’ locale di coach Monceri contro le coetanee di Atletico Cedrate accompagnate da Staiano come dirigente in panchina.
Partita ostica sulla carta vado pensando alla vigilia, e tale si è rivelata !
Al giro di boa nel girone VA06, entrambe scendono sul taraflex motivate e determinate a cercare punti preziosi per la propria classifica (la formazione locale è attualmente prima nel girone, a seguire Cedrate con le coinquiline Orago e Fagnano).
Formazioni abbastanza equilibrate quanto a preparazione e gioco e variegate quanto ad annate. Anche se la gara scorre (!) via facile, le locali nei momenti papabili tendono ad essere fallose (leggi rete).

Subito dopo i primi scambi per “testarsi” la partita di accende agonisticamente parlando: la squadra del gallaratese cambia marcia “alza l’asticella” impegnando le locali tutte, palla che se all’inizio viaggiava a fil di rete, con lo sviluppo del gioco (poco più di un’ora e mezza la durata della gara) viene giocata spesso alta non tanto per cogliere impreparate le avversarie quanto a testimoniare la grinta ora dell’una ora dell’altra squadra e l’intensità stessa delle dinamiche. Nulla da eccepire sulla qualità del gioco che impegna a più non posso entrambe le compagini su tutti i 18 metri del campo.
In tutti e quattro i set giocati pertanto ritmi serratissimi con le squadre che in ognuno procedono sostanzialmente a braccetto fino alla conclusione della prima rotazione (6-8 a 7-15 nel primo; nel successivo da 8-11 a 9-13; terzo parziale che dice da 18-11 a 23-14; quarto set da 18-9 a 20-17).

Archiviato Il terzo parziale, che sembrerebbe quello del riscatto per capitan Caputo e compagne per come la squadra sta conducendo (5-4, 11-5) per il finale 25-15, il quarto vuole essere la cartina tornasole delle effettive velleità per la squadra di Monceri-Muselli ma, dopo un buon avvio in cui rimangono e avanti per buona parte del set (5-4, 7-6, 11-9) le locali accusano un severo blackout in campo condito da banali quanto improvvide incertezze che consentono alla squadra gallaratese di rosicchiare un buon break (+8) e arrivare così a mettere in apprensione la retrovia locale. Da apprezzare in considerazione dell’età i ripetuti tentativi di attacco da seconda linea, pur non sempre a segno, delle giocatrici di casa, con Pedrini braccio-armato che si distingue anche da zona 1.

L’arbitro cerca sempre di fare del suo meglio dovendo gestire i 18 metri del campo di gioco, perciò orientando la sua attenzione sull’uno o l’altro campo se non focalizzando la sua attenzione sulla rete e le zone adiacenti. Deve riuscire cioè ad arrivare a valutare anche i “casi estremi” – ciò che fa un buon arbitro -, la qual cosa – è indubbio – si acquisisce sul campo. Frazioni di secondo in cui è chiamato a decidere su situazioni limite (palla dentro/fuori, toccata o no, ..). Errare è umano, ma ciò che fa più diventare tesi è, a prescindere dal contesto, il dissenso del pubblico. Mai – ripeto MAI – dare ascolto alle loro insinuazioni. Lecito invece – come a me capita sovente – “cristallizzare” un momento il gioco, rivedere l’azione da valutare e da lì proseguire. Comportamento forse non condivisibile perché può ritorcersi contro. Ecco, questa è una cosa che devo ancora imparare a gestire nonostante l’esperienza acquisita. Sovrappensiero ieri, ad esempio, mi sono voltato verso un genitore che polemizzava sulla decisione presa quasi interrogandolo.

Ma l’arbitro ha dalla sua che fintanto che non fischia l’azione successiva può tornare sui suoi passi ! ..

A Varese per uno scontro fra titani

(lunedì 26 febbraio)

Siamo ancora alle primissime giornate del campionato primaverile delle PGS ma quella che ho arbitrato oggi è stata un gara senz’altro altisonante (come da aspettative) e combattuta da ambo le parti. Varese, scuola Silvio Pellico, categoria under 13; di scena la squadra locale di Elpis contro la formazione di Olimpia Pernate.

Oramai conosco bene – con piacere – il sodalizio delle ‘Pulci’ di Elpis e la caratura, l’estro delle giovani atlete. Diversamente, nulla so sulle avversarie. Si può suggellare allora la gara come un ‘Derby del Ticino‘, dal momento che Pernate si trova sulla sponda piemontese.
Ritmi serrati e bel gioco sciorinato dal primo all’ultimo set con le due squadre che giocano una buona pallavolo in considerazione del “livello tecnico” della categoria.
Con lo sviluppo del gioco emergono però velleità o leggerezze da ambedue le parti (leggi “falli”) che a rigor di regolamento non possono passare inosservate all’arbitro nonostante il disappunto di panchina e giocatrici (aria interrogativa).
Partita piacevole con continui finanche rocamboleschi capovolgimenti di fronte e recuperi della palla in situazioni estreme. A scanso della giovinezza le due formazioni non lesinano molto a … giocare alta la palla.
Se i primi due set Elpis e Olimpia tentano vicendevolmente di imporsi sfoggiando il meglio del loro gioco (il primo è appannaggio delle locali 17 a 12, il secondo “più complicato” vede Pernate pareggiare i conti 11 a 17), col terzo parziale le locali fanno la voce grossa approfittando di un improvviso quanto inaspettato black-out nelle fila del sodalizio piemontese. Il parziale vede ancora la squadra di Tanco imporsi, stavolta in larga misura (17-9).
Ultimi due quasi interminabili (posso testimoniare che nel corso del quarto solo guardando il parziale nell’intervallo del timeout chiesto da Pernate capisco perché mi sembrasse interminabile – 15-15 -), mentre nell’ultimo la squadra di casa mette una mano sul malloppo ma dopo l’altalena degli ultimi cambi palla le ospiti ad imporsi, che nel frattempo rivitalizzate hanno ritrovato lucidità e il grip giusto per “fare la differenza”, 15 a 17.

Per OSGB prove di .. volo con I Gabbiani

(domenica 18 febbraio)

Oggi buon ‘test’ il secondo impegno stagionale a Induno Olona: categoria under 16, di fronte la formazione locale di OSGB opposta alle coetanee della compagine novarese de I Gabbiani.
Giunto sul campo ritrovo l’amica Benedetta alla guida del sodalizio di casa. Dalle distinte noto che la squadra de I Gabbiani è ‘fuori classifica’ presentando nella propria rosa un ‘2007’; squadra di casa invece relativamente giovane. Dal riscaldamento emerge, ed è poi quanto si vedrà in partita, OSGB orientata ad un gioco maggiormente organico, I Gabbiani puntare su palle lunghe (e questi saranno i punti di forza che si apprezzeranno !).
Approccio alla gara: formazioni aggressive e .. solide, ambedue dalle ambizioni già alte in questa tornata dei campionati PGS, ma la partita non offre grossi spunti tecnici almeno nei primi due set nei quali palesemente le due squadre “si stuzzicano”, dapprima appannaggio di OSGB poi I Gabbiani trovano l’alchimia giusta e impongono il proprio gioco, ancorché asfissiante … Primi due set sostanzialmente antitetici, con la formazione di casa che riesce a “stordire” le avversarie incapaci di trovare il giusto assetto sul rettangolo di gioco non riuscendo ad essere convincenti nel primo (15-7, 17-10) e al contrario un secondo parziale in cui pur partite in sordina le ragazze di Pozzan mettono la quinta e con una buona rotazione con il capitano in battuta annichiliscono la retroguardia di OSGB inermi (15-25).

Ritmi sempre serrati ora, formazioni che si inseguono punto a punto, ma la squadra dell’OltrePo comincia a trovare le giuste sinergie e dinamiche per far girare la palla… Le ragazze di Mazzola avvertono questo cambiamento e verosimilmente non abbassano la guardia (6-3) ma le avversarie rispondono alla pari e mettono la freccia (13-16) quando asd inizio di seconda rotazione intensificano il gioco dai nove metri confidando in validi “bracci armati” (numero 33 in particolare) per il 21-25 finale, mentre dall’altra parte le ragazze di OSGB pasticciano su palle innocue e gestibili. Set successivo incerto fino ad inizio seconda rotazione (12-11), quando dal capitano e dal numero 25 in battuta (battute al full di cotone !!) arriva il La per la formazione de I Gabbiani mentre non si risolve l’empasse di Induno che, pur cresciute raggiunta la doppia cifra e portato il parziale ai vantaggi, cedono, complice anche una vistosa accompagnata che a giudizio non poteva passare inosservata, il set 24-26.

Oggi dunque una buona prova utile – dicevo – per saggiare la mia preparazione in una categoria in cui “la fermezza” conta: e i risultati li posso apprezzare. E infatti, salito sul trespolo con la solita determinazione, mantengo alta l’asticella dell’attenzione sulle dinamiche di gioco, con particolare attenzione a quelli che possono essere i falli più comuni su tutti quelli di seconda linea e le invasioni) e placo gli animi in campo – squadre comunque non particolarmente fallose – richiamando in un certo senso ambo le parti ad un “rispetto delle regole” (qualche esagerazione ? non penso) nei primi set, mentre nella parte finale della gara mi limito a gestire le dinamiche.

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