Vieni Signore, poni la tua dimora tra noi

San Paolo, scrivendo ai cristiani di Roma, annuncia che il mistero, “avvolto nel silenzio per i secoli eterni “, si è ora manifestato (II Lettura). La promessa si compi nella storia. Nell’annuncio dell’angelo a Maria (Vangelo) si attua, infatti, ciò che Natan aveva profetizzato a Davide (I Lettura). Al suo re, che avrebbe voluto costruirgli un casa dove abitare, Dio capovolge la prospettiva: lui stesso – Dio – avrebbe donato a Davide e all’umanità tutta un discendente, nel quale e attraverso il quale avrebbe dimorato per sempre in mezzo al suo popolo. Non il tempio che Davide vorrebbe edificare, ma il Figlio di Dio che assume, attraverso Maria, la nostra carne, è il Dio-con-noi, cioè la vera dimora di Dio nella storia e tra gli uomini.
Perché questa inaudita promessa si realizzi è però necessario il “Sì” docile di Maria, secondo la logica dell’alleanza. Dio opera gratuitamente a nostro vantaggio, ma suscitando e attendendo la risposta della nostra libertà. Per questo motivo anche San Paolo sottolinea la necessità che ” tutte le genti giungano all’obbedienza della fede”. E’ la fede di Maris, è la nostra fede, a diventare spazio aperto e disponibile nel quale Dio può operare le sue meraviglie.

Vieni Signore Gesù, tu sei la gioia del mondo

Terza domenica d’Avvento

Il Vangelo è chiaro: Giovanni Battista non è il Cristo, e il battesimo di Giovanni non è il battesimo di Gesù. Altro è colui che predica la conversione, alto colui che offre al mondo la misericordia divina. Anzi, Gesù, venendo in mezzo a noi, è la misericordia divina in persona. Perciò è lui la luce del mondo ! Quando le forze l’oscurità del male ci sommergono, lui non ci abbandona mai. E, come scrive il profeta Isaia, possiamo esultare nel profondo dell’anima, perché “il Signore fa germogliare” nel modo di oggi – che ne ha tanto bisogno – i propri semi di giustizia e di lode (I Lettura).
Esultare, “essere sempre lieti“, è possibile ? Sì, ci risponde Paolo, perché degno di fede è colui che ancora oggi ci chiama (II Lettura). Ma si tratta di una gioia “nel Signore”, e di una gioia inseparabile dalla preghiera. E’ la gioia che chiediamo per il mondo intero. E’ la gioia che porteremo noi stessi agli altri, se ci lasciamo convertire e consacrare nello Spirito Santo.

Prepariamo le vie del Signore che viene

Seconda domenica di Avvento

Chi tra di noi ascolterà Giovanni Battista e farà vere e proprie scelte di conversione ? Ricordandoci che la conversione non è farci santi con la nostra bravura, bensì orientare la nostra vita verso la misericordia divina che sta per manifestarsi, volgerci verso l’Amore che viene a salvarci !
Si tratta di preparare – insieme – la via del Signore, di togliere tutti gli ostacoli, in noi e tra di noi, che impediscono alla tenerezza divina di raggiungerci (I Lettura e Vangelo). Allora potrà manifestarsi il “battesimo di fuoco“; il fuoco dell’Amore che consuma il non-amore tra noi, e fa ardere i nostri cuori.
L’Avvento ci chiama alla conversione del cuore, così da affrettare la venuta del giorno del Signore. Dobbiamo prepararci insieme, perché verranno nuovi cieli e una terra nuova nei quali la giustizia – e solo essa – abiterà (II Lettura). Dobbiamo prepararvi il mondo intorno a noi: Dio vuole che nessuno si perda, ma questo dipende anche dalla nostra testimonianza !
La tua vita farà intravedere agli altri la bellezza della speranza ? Coraggio ! E’ la tua missione !

Maranà, thà ! “Vieni, Signore Gesù !”

prima domenica d'Avvento
Prima domenica d’Avvento

Nel cammino di fede, di preghiera e di celebrazioni che ogni anno le nostre comunità compiono, il tempo di Avvento è la prima tappa. Nela sua origine, il termine “avvento” (dal latino adventus, che corrisponde al greco parousìa) richiama l’attesa degli abitanti della città che si preparavano alla “venuta” del sovrano, in visita alla loro comunità.
In queste quattro settimane del tempo di Avvento anche le nostre comunità si preparano all’incontro con il loro Signore, Cristo Gesù, nelle sue due venute, quella ebraica (nel suo Natale) e quella definitiva (alla fine del tempo e del mondo). Nelle prime due settimane siamo invitati a preparare la venuta del Signore alla fine del tempo e del mondo.
Le letture bibliche di questo primo periodo orientano i nostri atteggiamenti alla vigilanza, alla veglia dal sonno spirituale e alla preghiera: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete il momento e l’ora” (Mc 13,33). Le due ultime settimane ci preparano alla venuta storica di Gesù, il suo Natale. Le letture bibliche (soprattutto a partire dal 157 dicembre) presentano i testi messianici che lungo la storia di Israele hanno alimentato la speranza nella venuta del Messia e la fiducia nella promessa di salvezza fatta da Dio all’umanità.
La preghiera della Chiesa nel tempo liturgico dell’Avvento è rivolta con fiducia al Signore che è venuto (nel Natale) e che verrà (alla fine del tempo e del mondo), che è presso il Padre, ma è anche presente nella sua comunità che prega, veglia e prepara il cuore ad accoglierlo. Lungo questo cammino di preparazione ci sostengono l’atteggiamento fiducioso della Vergine Maria (l’Avvento è il vero tempo mariano), il silenzio raccolto di San Giuseppe e l’esemplarità del Battista nel “preparare la via del Signore e nel raddrizzare i suoi sentieri” (Mc 1,3: testo che apre la prima domenica di Avvento).