“Prima” alla palestra di via Carnia (Varese)

(sabato 9 aprile)

Nell’inedita cornice della accogliente e luminosa palestra della scuola Anna Frank di Varese oggi mi ritrovo a dirigere una gara della categoria under 13 fra la locale Elpis, spostata di casa da San Fermo per sovrapposizione con altra manifestazione sportiva, e le coetanee di Real Busto guidate dal collega Mauro.

Una sfida dal sapore dolceamaro sulla carta, che potrebbe nascondere cioè degli “incroci” insidiosi nelle dinamiche di gioco. Beh, il campo dirà ben altro, anzitutto partita assolutamente tranquilla (tanto che non devo nemmeno intervenire a sanzionare azioni fallose) fuorché l’impegno di ambedue le formazioni.


Se il risultato finale è appannaggio della formazione bustocca per 4 a 1, il campo dice di una gara giocata e tenuta viva sia da Elpis che da Busto ‘a tutto campo’.
Viene fuori la maggior esperienza della compagine bustocca, ma la squadra di casa non si dà vinta affatto.
Come non mancano spettacolari e prolungate azioni di gioco a palla alta, che fanno ‘trattenere il fiato’.
Le ospiti fanno capire subito le proprie intenzioni (0-4, 2-5) mentre la squadra di Caravello è vittima della propria fragilità non riuscendo a collezionare poi break utili (8-17).
Archiviato il secondo set, fotocopia del primo, il terzo vede le ospiti tornare in campo come ipnotizzate (4-0, 10-6); così la frazione scivola via, nonostante quanto visto sinora e, con una buona chiusura del capitano, Elpis strappa il set 17 a 10.
Quarto e quinto set che verosimilmente vedono le ospiti salire e annichilire il sodalizio di casa (17-3, 17-5).

Forse una delle migliori partite di categoria che possa ricordare da quando arbitro, avvincente e combattuta da ambedue le squadre nonostante il diverso “peso”.
L’abilità arbitrale a questi livelli (leggi giovanissimi) sta nell’intuire le azioni decisamente fallose – estreme – nelle dinamiche giocate, non intervenendo su qualsiasi presunzione: per quanto visto sul campo nessuna delle due ha eccelso in ciò.


Soddisfazione (e compiacimento anche !) a fine gara quando una giovane atleta dimostra la sua felicità di aver potuto giocare senza “tensione agonistica”. O forse è emerso ancora il ‘buonismo’ dell’arbitro. Io penso di no.