14/15 settembre: un arrivederci correndo all’estate

Duplice impegno questo week end con la partecipazione ad una gara serale il sabato sera e la consueta tappa del Piede d’Oro la domenica mattina.

In un ennesimo (e presumibilmente ultimo) finr settimana intriso di corse serali (Legnano, Sumirago, ..) a Besozzo invece va di scena l’ ‘Ultima Corsa d’Estate’ ( presumo azzeccata anche nella denominazione considerando che si è oramai al termine dei mesi caldi, almeno per quanto mi riguarda).
Giunto in prossimità della zona del ritrovo, noto (!) che tutto il centro del paese è stato chiuso al traffico; trovato parcheggio nei pressi della partenza della gara che qui si svolge a luglio, mi reco al tavolo delle iscrizionipo: con stupore noto vhe tuttew le strade adiacenti è un susseguirsi di stand vari nonché tavolate dove poter mangiare, attrattive e gonfiabili per i bambini: realizzo allora che questa serata è la ‘Notte Bianca’ di Besozzo !!, ricollocata rispetto all’anno passato, in cui oltre a ciò che avviene per le strade, pure tutti i negozi rimangono aperti se non addirittura partecipano direttamente con gli stand stessi.
Al banco delle iscrizioni trovo il carissimo Giuseppe D’Ascanio, presidente dell’ASD Atletica Verbano, coinvolto con alcuni suoi scagnozzi nell’organizzazione dell’evento podistico proposto, con il qualr ho modo di scambiare qusalche battuta. Dopo essermi preparato torno sul rettilineo centrale dove è posta la partenza, prevista per le 19.30. Quindi, dopo un blando riscaldamento, condivido con un altro amivo delle corse domenicali (di cui però non so il nome) la sensazione che, pur essendo pochi – non supererremo la cinquantgina – non manca qualche personaggio d’élite che ben conoaciamo !
Pronti, via: il percorso propone nei suoi 5 km il periplo (giro ndr) della frazione di Bogno (= TANTAA SALITA !), cara a noi assidui del PO, con tratto finale lungo la discesa che si fa anche a fine luglio e arrivo sulla via centrale che ha fatto da cornice alla partenza. La partenza è buona,la carreggiata decisamente larga, e subito ci si butta a fionda (.. io .. direi di no, ma inizio con un buon passo !) per entrare nella frazione alquanto collinare: qui, dopo aver attraversato il paese, riconosciuto l’impegnativo tratto vicino al cimitero che si corre anche nella ‘Su par Ul Sass’, da percorrere due volte. La seconda tornata è decisamente provante poiché dovendo condurre gli atleti su un lungo rettilineo che accompagna poi al tratto conclusino ne mette a dura prova la resistenza con una breve .. salita !! Sulla discesa finale cerco di ritrovarmi (ma dove ho messo la 5a ??); e, superata la famosa fontana della piccola rotonda in paese, non rinunciando al mio debole per la volatona, ingaggio con una podista nel frattempo sopraggiunta un serrato tete-a-tete per ‘ottenere il primato’ … vinto !! Al traguardo poi soddisfazione per ognuno dal momento che l’organizzazione ha previsto premi a sorteggio per tutti.

Il Piede d’Oro fa tappa oggi a Castiglione Olona dove il gruppo dell’Athlon Runners organizza la gara odierna.
Percorso gradevole che, dopo un primo tratto asfaltato attraverso il centro del paese e le campagne circostanti, scendere alla ciclabile mentre negli ultimi 2 chilometri propone il piatto forte di giornata della risalita (interminabile !!) al castello di Monteruzzo.
Mi bastano poco più di due km. per capire che “anche oggi non è giornata” con un fastidio al ginocchio che è presagio dei soliti indolenzimenti ..; decido così, visto il tracciato ‘piacevole’, di approfittarne per fare un ‘test di resistenza’. La risposta a questo proposito non è male anche se nel tratto finale con l’ascesa devo gettare la spugna dei buoni propositi.
Dopo un lungo tratto percorso sulla ciclabile si attraversa il caratteristico borgo antico del paese. Messa alle spalle la lunga ascesa, il tratto finale propone un rapido zigozago che riporta i podisti all’arrivo posto a ridosso del castello.

‘Trofeo Poretti’ a Bernate. La mia gara finisce al 5° km .. no al 6°

Eccoci alla ripresa del Piede d’Oro. Chiusa la parentesi ferragostiana, saltata – per scelta – la tappa di Cantello, oggi il Piede d’Oro faceva tappa a Bernate per il ‘Trofeo Poretti’per la gara nr 25 inserita in calendario. Raggiunto l’ampio parcheggio della fattoria Pasqué tradizionale ritrovo della gara, non sono mancati strombazzamenti e saluti a dritta e a manca agli amici della carovana: tra gli altri, ecco Giuseppe Ramundo reduce dalla Mezza di Trecate di sabato sera corsa sotto l’acqua dall’inizio alla fine, stamattina presente solamente per ‘onor di presenza’.
La gara odierna è caratterizzata da un percorso ricco di saliscendi, pertanto richiede un impegno muscolare (e continuità) non di poco conto. Sin da quando mi sono levato stamane ho accusato un irrigidimento muscolare alle gambe, derivante dal giretto fatto il venerdì precedente con Angelo (!!), e non ancora rientrato.
Partenza inedita rispetto agli anni passati: infatti, invece di andare verso il centro paese, si va in direzione opposta facendo praticamente il periplo della fattoria Pasqué nella parte sottostante, e quindi passaggio per la parrocchiale del paese.
Sin dall’inizio sento le gambe decisamente rigide, nonostante il ridscaldanento di routine, e fino al 4-5 chilometro ingaggio quasi un ‘teteatete’ con l’acido lattico che spinge in direzione opposta !! ‘Vinto’ poi questo acciacco ecco che posso allora tirare un sospiro ‘liberatorio’ ma di lì a poco ecco sopraggiungere una voce … dal basso: la caviglia; non un male che attanaglia ma un ‘avvertimento’, per cui decido (sigh !!) di non forzare più del possibile. Come al io solito, opto per inizio soft, condizionato dagli acciacchi di cui sopra …; non c’è però nessun egnale di risveglio in questo senso con i chilometri che scorrono, pertanto continuo cercando di non mollare. Solamente verso il passaggio al quinto le gambe mi consentono un qualche presagio per allungare … non fosse che ora avverto qualche segnale “reclamo” dalla caviglia (!!!) e quindi, considerato il fondo boschivo, comunque non particolarmente insidioso, mi tocca nuovamente rinunciare ! …
La strada prosegue fra continui saliscendi che mettono a dura prova la forza muscolare dei podisti.
Si esce dunque dal lungo tratto di bosco per immettersi nel caseggiato, a significare che si è agli chilometri di giornata. Qui un passaggio che decisamente non ricordavo: dapprima, il cartello degli’8km’ che indica di svoltare a sinistra, dopodiché SORPRESONA: un bel salitone decisamente impegnativo (che arriva allorquando si è già col fiatonne), abbastanza lungo. Sempre procedendo su afalto, si arriva ad un bivio quindi si prende nuovamente a sinistra per ridiscendere a Bernate per il consueto arrivo alla fattoria. Ultimo chilometro caratteristico con la sua serie di tornanti, da percorre a tutta, ma oggi (SSIGHHH !!) non ce n’é ! e giunti in prossimità dell’arrivo, deviazione per gli ultimi 4-500 metri che portano gli atleti a ripercorerere la parte interna della fattoria fatta all’inizio, fino al rettilimeo finale a fianco delle sue scuderie.
Senz’altro quello di oggi non era un appuntamento da perdere, se non altro per il luogo di partenza/arrivo e per la varietà del percorso di gara. Nonostante tutto !!

Di corsa .. per la fiaccolata di Cavona

Da alcuni anni il gruppo di giovani di Cavona propone, alla vigilia della festa patronale per la Madonna della quale nel piccolo paese al centro della Valcuvia è presente un santuatio, una fiaccolata itinerante, con partenza da un santuario/convento tipico delle nostre zone; così a memoria negli anni passati si sono scelti i luoghi di Agra, S. Monte, Ardena, …
Quest’anno, l’interepido gruppo ha scelto di partire dal suggestivo Eremo di Santa Caterina, a Leggiuno.
Siamo in una dozzina di ragazzi a fungere da tedofori per questa simpatica iniziativa …, il percorso è di 17 chilometri per cui ognuno di noi deve percorrerr perlomeno un km .. a meno di ripescaggi !! Dopo la benedizione impartita dal nostro don Samuele nella chiestta interna, si parte e, dopo un ‘allineamento’ alla parte sottostante alla strada che conduce al Santuario, prende il via l’edizione 2012 della fiaccolata !!
Siamo accompagnati nell’impresa da un paio di furoni di appoggio per lasciare per strada gli staffettisti e recuperare quanti hanno già corso più un paio di motociclette ‘apripista’. Il tragitto da percorrere prevede un unico tratto piuttosto impegnativo, più o meno a metà: la risalita da Gemonio (e, a seguire, visto l’anticipo sulla tabella di marcia, da Azzio per poi ridiscendere da Orino) !!, dove viene ‘lasciata per strada’ Laura, una delle due ragazze della comitiva.
Il tratto finale, una volta raggiunta Cuvio, è percorsa da tutti i tedofori insieme. Ecco dunque che gli improvvisati, camminanbdo e corricchiando, raggiungono il santuario di Cavona dedicato alla Madonna; qui, raggiunta la piccola piazza dove è stato eretto l’sltare per la celebrazione della domenica, sono due ali di persone che accolgono la fiaccola, ed è poi Laura, la più giovane, che avvicina la fiamma al trespolo che illuminerà il culmine della festa !!Gruppo di tedofori per la fiaccolata 2012

Piacevoli ricordi – 1

Prendo spunto da un post pubblicato dall’amico Daniele Leonarduzzi  e che riportava alcuni scatti dell’Alpe Veglia. Magnifica zona quella, meta in questi mesi di soavi e rilassanti passeggiate (come il sottoscritto ha avuto modo di fare anni fa con alcuni amici). Passando le fotografie, nonostante il tempo passato, mi sono ricordato di quei luoghi, immersi in un totale silenzio e comunque non così facilmente raggiungibili per la loro collocazione geografica, (ricordo ancora solo al pensiero uno stretto anfratto che ho dovuto scalare per arrivare a destinazione quell’anno !!).

Con piacere allora si era optato per accampamento in tenda vicino ad un torrente che scorre lassù e … mi pare di avere riconosciuto il luogo preciso nelle fotografie …

SSPETTACOLOO !!

Ripresa ‘ufficiale’ degli allenamenti

Non so il perché di questo articolo … forse perché mi ero prefisso di scriverlo alla vigilia di una delle ultime gare serali di questa stagione che avevo inserito nella mia agenda … ma che poi non ho corso ! A Malgesso si correva infatti la ‘Corsa deglki Asinitt’, gara del cartellone provinciale di fine agosto organizzato dal gruppo podistico ‘7 Laghi Runners’ dell’amico Ugo Fantoni, inserita poi in una combinata con la ‘S. Rocco di corsa’ dello scorso 16 agosto organizzata dal medesimo.

Uno stimolo in più per richiamare le gambe … alle ordinarie fatiche !
E’così che ho dato appuntamento per il solito giretto dalle nostre parti all’amico Angelo, amico con cui condivido solitamente i miei allenamenti ‘in valle’.
Anche se – causa fraintendimento – mi son dovuto fare un pò di strada in più per il ritrovo, abbiamo così deciso di prendere una strada boschiva che collega la frazione di Cavona al paese di Rancio, non particolarmente impegnativa benché preveda uno scollinamento di divisione fra le due località ma senz’altro da preferire paragonandolo all’alternativa su strada, ripercorrendo un sentiero che non si faceva forse da un anno.
Il piacere comune della scelta era sulla bocca di ambedue. Il nostro andare è – almeno per ora – di piacere, quindi lo scambio di battute, le mezze parole nei brevi tratti impegnsativi, non sono mancate.
Lasciato alle spalle il primo tratto che appunto prevedeva il passaggio da Cavona alla parte retrostante a Rancio, abbiamo deciso piuttosto di riprendere .la strada su asfalto che riporta alla partenza, di ridiscendere alla provinciale e di entrare in Cantevria. Breve tratto il falsopiano qua poi, ricordando la tornata dell’anno scorso fatta in compagnia anche di Gianni, abbiamo deciso di svoltare a destra, di risalire fra i vicoli a zigo-zago e di immetterci in un sentiero che corre parallelo ai paesi sottostanti e che prosegue fino a Cavona. Percorrenza “rilassante” e piacevole, anche se in progessiva ma dolce salita, e che si presenta come un sentiero abbbastanza stretto … il quale è rivelato più lungo di quanto ci ricordassimo – benché fra i due paesi ci sono comunque 4 km circa di distanza ! giunti al ‘capolinea’ ci si presentava un bivio: a destra per risalire in quota verso Duno, o a sinistra per ridiscendere sulla strada provinciale e raggiungere Cavona. Optato per la due, abbiamo dovuto comunque
effettuare una deviazione causa un pascolo improvvisato di pecore. Percorriamo dunque “un pò a caso” perché non sappiamo dove esca, un sentiero lì vicino che comunque ci riporta un pò retrostanti a dove in effetti dovevamo uscire. Attraversamento della strada e ultimo tratto percorrendo la ciclabile che atraversa la piccola frazione della Valcuvia.

 

Il fattaccio di Alex

A tergo di quanto è stato detto nelle settimane scorse a proposito di Alex Schwazer, del suo “passticciaccio” alla vigilia della partecipazione alle recenti Olimpiadi di Londra (partecipazione giustamente negatagli !!), di seguito riporto un articolo che stamane ho letto su Facebook scritto da un esperto del settore sportivo giovanile che ho avuto modo di conoscere un anno fa – e che sa parlare -, sull’Alex ‘uomo’, su quanto è successivamente emerso sul suo vivere, sulle sue frustazioni e insoddisfazioni ‘rimuginate. Un personaggio che sì inaspettatamente e – permettetemi – incredibilmente – ha ferito l’orgoglio dell’atletica italiana, ma senz’altro una persona che ora necessita di potersi (e doversi) rialzare !!

 

Carissimo Alex Schwazer,
mentre si stanno spegnendo le luci su quell’incredibile esperienza sportiva che sono le Olimpiadi, capaci di farmi gioire per una vittoria, emozionare per un gesto tecnico, arrabbiare per un giudizio falsato… mi resta anche il rammarico di non aver potuto tifare un grande atleta che stimo e apprezzo.
Lo dico sinceramente e senza falsi moralismi. Non voglio giudicare e neppure rimproverare. Voglio invece cercare di spiegarti quali ragioni mi hanno spinto a non voler rinunciare a fare ancora il tifo per te.
Innanzitutto perché da anni vengo con i ragazzi della mia parrocchia in vacanza proprio a Racines. Un luogo straordinario e incantevole. Un paradiso per chi è sempre immerso nella frenesia della città.
Chissà quante volte anche tu hai attraversato, di corsa, il sentiero che porta al Passo Giovo, oppure il fondavalle verso la Klammalm, hai ammirato e ascoltato il suono delle cascate di Stanghe… ma forse nella testa non più la serenità di una volta bensì il chiodo fisso di una domanda: “E se a Londra non vinco?”. La paura di una terribile sentenza affidata al destino di un risultato. Come se il valore di una persona dipendesse da una medaglia.
Ricordo alcune sere a Racines di aver alzato lo sguardo verso il cielo e di aver visto le stelle così vicine da poterle contare. “ Se guardo il cielo, la luna e le stelle…che cos’è l’uomo perché tu te ne dia pensiero”. Così recita un salmo della Bibbia.
Mi piace pensare che la grandezza di una persona non è data solamente da una medaglia al collo ma dal fatto che qualcuno gli ha regalato la vita per poter provare a conquistarla. Che tu vali perché il tuo papà, la tua mamma, i tuoi cari ti vogliono bene e che tu puoi sentirti vivo perché hai fatto tutto quello che era nelle tue possibilità.
Vorrei che il cielo stellato di Racines, che ancora ti accarezza e non ti abbandona, urlasse a tutti gli sportivi, e non solo, questa incredibile verità.
Una seconda ragione che non fa venire meno il tifo per te è che in più di un’occasione, nei miei incontri sul valore dello sport, citavo la tua frase di Pechino: “Non sono contento perché ho vinto ma ho vinto perché sono contento”.
Sembra stridere con le lacrime, la tristezza, la noia dei 35 km al giorno che per mesi hai dovuto sopportare. La ripetitività, la solitudine, la fatica, l’incognita del risultato ti hanno tolto il sorriso insinuandoti il sospetto che a tutto questo ci fosse un’alternativa, più veloce e più sicura.
In tempi in cui la legge del “tutto, subito e possibilmente facile” invitano a trovare le scorciatoie per rinunciare alla fatica e gustare la “gratificazione immediata”, il tuo ritrovato sorriso potrebbe sostenere la ripetitività dello studio di tanti giovani, la pazienza di chi sta vicino ai malati, la monotonia di un lavoro in fabbrica, la costanza di chi è in ricerca di un impiego. Il tuo sorriso faccia comprendere che non si può accettare fatica, disciplina, pazienza solo per un risultato perché finiremmo, senza volerlo, per assomigliare a dei servi se non a degli schiavi, con la voglia, prima o poi di liberarcene. Invece il sudore di una preparazione è un investimento su se stessi, utilissima per la propria libertà e felicità.
Torna ad essere felice, caro Alex! E’ l’augurio che ti voglio fare.
E’ giusto riconoscere i propri sbagli ma è un sentimento malato lasciarsi schiacciare dai prorpi errori. Quello che conta è perdonarsi e chiedere perdono per il proprio passato. Chi è capace di testimoniare la sofferenza del suo passato sbagliato può diventare un faro che aiuta nel mare mosso dello sport, ma soprattutto della vita.

Don Alessio Albertini
Segr. Commissione Sport
Diocesi di Milano

 

Appunti sul camp a Cesenatico 2012

Anche quest’anno la PGS Blu Volley ha proposto alle sue giocatrici un soggiorno/camp al mare a Cesenatico presso la struttura dell’Eurocamp, centro ad hoc che propone vacanze sportive a gruppi sportivi di tutta Italia come pure provenienti dall’estero oppure semplicemente alle famiglie.
Dal 21 al 25 agosto l’associazione nostrana di pallavolo femminile ha così ripetuto la positiva esperienza già fatta l’anno scorso. Diversamente però quest’anno si proponeva l’apertura anche alle under 14, e col senno di poi si può ammettere che la scelta è stata azzeccata !…
Una settimana di preparazione in vista della prossima stagione (se ne faccia buon uso !!!), quindi spesa nelle varie palestre a disposizione, ma non solo: ecco così, oltre alla rivistazione dei vari fondamentali e ad interminabili sudate (!!), tornei di beach volley nella struttura annessa alla vicina spiggia, le serate in compagnia all’aria aperta (nella vana speranza di cercare un pò di refrigerio), le interminabili partite a calcetto o a ping-pong, le serate di aggregazione, …
Ancora una volta, oltre alla disponibilità dei dirigenti presenti, molto valido e prezioso si è rivelato l’apporto dei genitori al seguito che hanno contribuito a vigilafre sulla coesione del gruppo nei vari momenti della giornata-tipo.

L’obbiettivo che Blu Volley va offrendo alle proprie atlete con questa esperienza è di unire all’allenamento specifico in palestra momenti di condivisione, sia in campo che fuori in attesa dell’inizio della nuocva stagione oramai alle porte. Un’altra novità, che peraltro era stata già ‘studiata’ anzitempo dagli allenatori, è stato l’accostamento di ragazze di diversa età (e dunque squadra di appartenenbza) nei singoli allenamenti, come pure la possibilità per le più piccole di vedere giocare le atlete più grandi.Blu Volley - Camp Cesenatico agosto 2012

’18^ San Rocco di corsa’ .. fermata obbligata (?)

Anche se la gara di stasera ‘esce un pò dalle righe’ per il suo epilogo, vado a scrivere qualche riga di commento sulla serata.

Stasera è andata di scena una delle ultime corse serali della stagione, con la ‘Corsa di S. Rocco’ di Brebbia Superiore organizzata dal gruppo locale e dal gruppo ‘7 laghi runners’. Bella gara di 5,5 km circa su e giù per le stradine e i boschi del paese, comunque sia abbastanza impegnativa anche per la presenza di una scalinata/salita TOSTATOSTA a metà gara e un finale in progressiva salita che riporta i concorrenti nello stesso luogo della partenza.
Non sono un grande frequentatore di corse serali; per la verità ho cominciato a correrle (o perlomeno a metterle in agenda) da qualche anno, dapprima in compagnia di Vittorio Damia e poi pian piano magari
è cresciuto anche in me l’interesse per questo genere di corse (piacevoli). Ecco quindi che alla classica di Laveno Mombello (‘Tre Campanili’) e al neonsato ‘Circuito Serale di Orino’ unite all’ultima del Piede d’Oro a Besozzo si è aggiunta tra le altre anche la serale odierna guardando, con una strizzatina, ad altre meritevoli come Rovate ed Azzate.
Qeusta gara riscuote sempre una buona partecipazione, sia come numero (stasera mi dicono 200 !) sia nella qualità dei runners.
Arrivato sul posto ritrovo alcuni amicissimi: Fedrica, Giuseppe, Giuliano, Pietro, l’altro Giuseppe, Gianni e Francesca che però non corrono, e Angelo.
La partenza alle 18.15 ma pochi ‘se ne saccorgono’ perché viene data da Ugo Fantoni impegnato con le iscrizioni e posto chissà dove, e quindi solamente chi è già schierato in prima fila è pronto ! Percorso che propone un primo tratto di 400 metri di asfalrto per poi portare tutti nei boschi limitrofi, poi una suggestiva collinetta aldilà di un attraversamento che riporta i partecipanti nella zona di partenza, quindi di nuovo bosco e sterrato. Nel frattempo si comincia a scendere progressivamente presagio a quello che sarà dopo: siamo circa a metà gara, ecco la chicca: una scalinata decisamente ripida e spaccagambe che io riesco a (gestire) compiere tenendo il ritmo, forse esagerando; arrivo sugli ultimi scalini e mi si riacutizza un acciacco al polpaccio che mi costringe a fermarmi sul posto e addirittura a sedermi sugli scalini stessi (!!!). Provo a riprendere, ma è impossibile; mi fermo nuovamente e cerco di allungare/massaggiare il muscolo: NIENTE !!
Il ragazzo che è la di servizio cerca di sincerarsi della mia situazione, pronto a chiamare anche l’ambulanza per il trasporto msa io decido, essendo già a metà del percorso, di proseguire camminando a mò di zoppo fino alla fine, stringendo i denti.
La corsa è un l’attrattiva della serata infatti si inserisce nei giorni di festeggiamento in onore di S . Rocco: finita la corsa infatti, si allargono panche e tavoli e .. via con la festa, una classica sagra di paese (ben partecipta) con tanto di stand gastronomico e orchestra.
Tornando a me, mi sa che ora dovrò stare fermo un pochetto .. vediamo domani come mi alzo !

Corsa in montagna: Giro del Perim. Corricchiando/Camminando

I mesi estivi, se possono indurre anche gli interessati al meritato riposo, un periodo di stacco dalle normali attività agonistiche, talvolta propongono inedite se non interessanti manifestazioni/eventi sportivi di corsa in cui mettersi alla prova, oppure semplicemente momenti “diversivi” che si propongono in un periodo di ferie.
E’ con questo spirito che stamane ho partecipato alla corsa in montagna ‘Giro del Perim’, gara di 13 km. con dislivello positivo di 500 m., organizzato dalla locale società sportiva ‘Atletica 3V’, il quale si sviluppa, attraverso sentieri boschivi e il passaggio per le vie del borgo di Arcumeggia e offrendo l’opportunità di godere degli scorci sulla nostra valle tra Casalzuigno e il pittoresco paese della Valcuvia. Ritrovo alcuni amici podisti che frequentano anche il circuito del Piede d’Oro, con cui non manco di scambiare qualche battuta. Tra gli altri, qualche mio compaesano runner, Giuliano Marsetti dell’Atletica Verbano (poi 5° arrivato), Massimo Lucchina dell’Atletica 3V (5°) e l’inossidabile Dante Morandi del CB S. Andrea.
Dopo la prova similare della Curiglia-Monteviasco di luglio, eccomi dunque ad una seconda prova di corsa in montagna, da diversi considerata (e condivido !!) decisamente impegnativa e anche tecnica in particolare nella seconda parte dopo l’ascesa all’alpe omonima.
Effettuata la presentazione ai podisti della gara e del percorso da parte del presidente dell’Atletica 3V Vittorio Ciresa, alle 9:30, orario personalmente tardivo per la partenza di una corsa del genere (cara grazia che la mattinata non si presentava esageratamente calda !!), la partenza. E’ il primo anno che prendo parte da podista alla gara. Apprendo dall’amico Michele Giavini, co-organizzatore della manifestazione, che alla partenza non seguiremo la pesante salita a tornanti che risale a Casale ma, usciti dall’ampia area che funge da ritrovo alla manifestazione, imboccheremo il sentiero a lato, più dolce. Qui ci si presenta il primo – piuttosto breve – tratto di bosco, il quale, pur non essendo particolarmente impegnativo, è capace di fare già arrancare, per fuoriuscire su di un sentiero più largo che conduce poi alla chiesa di Casale. Da qui, un lungo tratto in leggera discesa fino al passaggio nell'”area” di Vergobbio dove, dopo un dolce falsopiano di meno di un chilometro, i concorrenti devono prendere a sinistra per il sentiero detto ‘‘delle Marianne” che, con uno sviluppo di quasi un km, porta i concorrenti dalla frazione di Vergobbio ai piedi del paesino di montagna. Al termine del camminamento che volge sempre in su, non concedendo tregua, gli addetti sul percorso indicano di prendere un ulteriore sentiero che, evitando di percorrere un tratto asfaltato, conduce ai piedi del piccolo borgo. Qui il primo ristoro, dove ritrovo i carissimi amici Giacomo Sangalli e Morena Pedroni. Reintegrati un pò di liquidi, ci si appresta dunque ad attraversare le caratteristiche stradine del piccolo borgo dopodiché si procede a salire ancora in direzione di Aga. Qui, dopo aver incrociato un paio di persone che seguivano la gara (di cui una mi si presenta come uno dei fondatori del gruppo sportivo in cui corro, il CB S. Andrea) ho lo SPETTACOLOSO piacere di vedermi passare a non più di tre metri un giovane cerbiatto (!!!). Percorro a ritroso la mulattiera che collega Arcumeggia a San Martino, quindi una deviazione ci porta ad attraversare poi un lungo tratto all’ombra in un bel bosco (non mi ricordo se trattasi di lecceto ? …).
Ad un certo punto però non vedendo più nessuno davanti a me né alcuna indicazione di percorso né tantomeno traccie di sentiero – forse ingannato dalla pendenza – decido di fermarmi e di aspettare alcuni compagni di corsa che ho precedentemente staccato.
Se davanti a me era posizionato un tenace ottantenne (assiduo e titolato frequentatore di questo genere di corse mi dicono – complimentoni !!), noto con piacere che nel piccolo gruppetto che si viene così formando è presente un giovanotto(NE), frequentatore anche lui del P.O.,  con il quale è in corso un piacevole testa e a testa e che, nel successivo tratto tecnico in discesa, pianta tutti quanti per involarsi. Passato il secondo ristoro di giornata soprastante il caseggiato di Casale, a cui mi fermo più a lungo, ci si appresta ad affrontare gli ultimi km. Riconosco con ‘familiarità’ il tratto di S. Antonio – Battistone, meta un anno fa di un piacevole allenamento con Angelo.
Quindi il ritorno sul tratto iniziale fatto all’andata e l’arrivo all’area feste luogo della partenza.
Ricordo il tempo … lasciamo perdere ! … la premessa era di fare qualcosa di diverso dal solito oggi (benché fermo da fine luglio) e ancor più dal provare una gara suggestiva stando dalle mie parti, e posso dirmi soddisfatto: bella gara, bel percorso, buona compagnia !

Finali provinciali 2009: Blu Volley è sul podio !!

 

Dopo l`esperienza della qualificazione alla fase regionale dello scorso gennaio, un altro risultato di rilievo va ad arricchire la bacheca della giovane società sportiva di Cuveglio Blu Volley (costituita meno di cinque anni fa), ottenuto dalle ragazze della formazione under 14 allenata da Maria Teresa Manfredi al termine del campionato primaverile 2009 che solo due anni fa fecero il loro esordio nel campionato PGS nella categoria Propaganda: il terzo posto ottenuto nelle finali provinciali recentemente concluse, quasi a suggellare un cammino di impegno e tenacia intrapreso da questo gruppo di ragazzine due anni fa quando fecero il loro esordio nel campionato PGS nella categoria di propaganda, dimostrando già in quella sede di possedere tutte le carte in regola per andare lontano.
Le finali provinciali 2009 hanno infatti decretato che “anche Blu Volley è arrivata fra le società che ottengono un piazzamento di rilievo” – così come ha salutato la squadra durante le premiazioni il presidente del comitato di Varese.
Non si tratta (peccato !) di un primo posto ottenuto – come potrebbe far presagire il tono dell`articolo -, visto lo spessore e l`esperienza delle avversarie, ma una sottolineatura per il traguardo raggiunto dalle giovani atlete le quali sin dalle prime esperienze di questo torneo PGS hanno dimostrato di poter arrivare fra le migliori under 14 di Varese, confermando le aspettative di quanti, allenatori dirigenti e non, le hanno accompagnate e seguite durante la stagione.
Il week end del 6 e 7 giugno ha regalato sentimenti contrastanti alla formazione come agli accompagnatori: dapprima, il ritorno di semifinale contro la formazione di Cardano al Campo, prima classificata nello stesso raggruppamento, con cui aveva disputato i due ultimi incontri in un clima decisamente acceso, partita difficile da decifrare ma a cui le gialloblu hanno cercato di arrivare al meglio della preparazione nella speranza (poi sfumata) di ribaltare il risultato dell`andata, poi il giorno successivo la disputa della finale di consolazione dove hanno trovato le coetanee della PGS Simpatia, sconfitte nell`altra semifinale da Lonate Pozzolo. A questo appuntamento culminante ha stupito un po` l`atteggiamento di approccio alla gara: le giocatrici sono scese in campo sì non senza tradire l`emozione ma disputando una delle migliori gare della stagione dando prova dei progressi fatti dalla squadra e della maturazione acquisita sottorete: è così che Blu Volley si è agevolmente e inaspettatamente imposta con un secco 2-0 i tre set previsti.
Un complimento dunque a tutte le ragazze che costituiscono il gruppo under 14 e ai loro allenatori per il risultato raggiunto.