Il caso: La Fipav scarica la responsabilità su Menegatti

(venerdì 26 luglio)

 
 
Chi ha strappato la coppia? - foto © Tarantini

Chi ha strappato la coppia? – foto © Tarantini

MODENA – Sul caso della separazione tra Greta Cicolari e Marta Menegatti, da Long Beach – dove è stata per la tappa del Grand Slam – la giovane azzurra Marta Menegatti è stata fatta intervenire, dalla Fipav, sul caso della sua separazione con la ormai ex compagna Greta Cicolari. 

“Voglio chiarire una volta per tutte la mia posizione riguardo alla situazione che si è venuta a creare nell’ultimo periodo. È da tempo che non ci sono più le giuste condizioni per lavorare insieme a Greta. Credo fortemente che il nostro ciclo sia finito, perciò la mia volontà è quella di non giocare più insieme a Greta. È già successo in passato che tante altre coppie si siano divise. Non capisco il motivo di tutte queste polemiche dato che avevo già informato Greta, la Federazione e l’Aeronautica Militare di questa mia presa di posizione”. 

La Fipav, in accordo con il tecnico Lissandro, ha ora deciso che la coppia femminile che parteciperà ufficialmente al prossimo campionato Europeo a Klagenfurt, sarà formata da Daniela Gioria e Laura Giombini

Al tempo stesso la Fipav supporterà la partecipazione in Austria di Greta Cicolari (che continua la sua attivitàal di fuori delle squadre nazionali) in coppia con Silvia Costantini. Analogamente, la Federazione,  si comporterà sino alla conclusione della stagione per l’attività di Cicolari. 

 Avendo visto le due azzurre a Stare Jablonki (dove al contrario non c’era nessun dirigente federale al seguito delle ben 4 squadre iscritte) la dichiarazione di Marta che arriva da Long Beach, dove l’atleta è con lo staff tecnico, stride tantissimo… Anche solo con l’armonia che si può vedere in questi video registrati in Polonia…

Insomma per me tutte queste difficoltà di coppia non c’erano… Se poi le si vuole creare per giustificare quanto accaduto per volere del tecnico, va tutto bene. 

In realtà ora con questa nota la Fipav sostiene due cose. Da una parte scarica la responsabilità della decisione sull’azzurrina, dall’altra smentisce ogni valenza del tecnico azzurro… visto che la decisione è di Marta.

Detto questo, se l’atleta davvero ha preso di suo questa decisione non resta che prenderne atto e voltare pagina, però – a titolo personale – posso dubitarne. 

Restano altri dati di riflessione. Ovvero che in una Fipav dove si cerca ogni giorno di “aggiustare”, “ricomporre”, “mediare” far scoppiare una coppia ad una settimana dal Campionato Europeo dove le due erano la miglior squadra nel ranking ha del clamoroso. 

Sotto l’aspetto dell’investimento poi ora da una coppia forte ora se ne hanno due che difficilmente potranno raggiungere risultato a breve. Inspiegabile poi la programmazione del cambio di coppia a metà di una stagione… Farlo è lecito, comprensibile, nelle corde di un tecnico deputato a programmare e fare (ma oggi si legge che ha deciso Marta….). Ma con questa modalità è solo autolesionistico per tutta la disciplina. 

Come in tante altre situazioni, che si manifestano quotidianamente da anni sia per l’indoor che nel beach volley, anche questa è la dimostrazione che al di là delle passerelle olimpiche, dove Magri e c. possono fare il pavone con il CONI, o per l’impegno nell’organizzazione di costosi eventi, del beach volley e dei suoi atleti alla Federvolley non interessa pressoché nulla.  

Il trattamento riservato poi nel comunicato stampa federale a Greta Cicolari, sino a pochi mesi fa portata come fior e all’occhiello dalla Fipav è umanamente quanto di più disdicevole: “continua la sua attività al di fuori delle squadre nazionali”… Lo stesso trattamento venne riservato dalla mattina alla sera a Gioria-Momoli…Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

 
(tratto da Volleyball.it)

Allenamento sui tornanti della Canonica-Duno

Stasera (ieri, ndr) appuntamento con un allenamento d’eccezione alla Canonica-Duno, corsa – o meglio allenamento – serale in compagnia organizzata dagli amici dell’Atletica Verbano su un percorso di quasi 5 km in salita e interamente su asfalto. Una classica che viene proposta dal gruppo a carattere sociale ma aperta pure ai simpatizzanti. Arrivato nel parcheggio antistante le scuole elementari di Cuveglio ove è posto il ritrovo ecco a dare il benvenuto agli astanti l’amico Vittorio ‘Vitto’ Damia; alla spicciolata arrivano poi i partecipanti ritrovo alcuni protagonisti della recente SpingiCorriPedala di domenica scorsa: Lello Russo, Vincenzo Dabraio, Giuseppe Dascanio, Ivano Parolin,OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA prevat 2013 004 prevat 2013 005 prevat 2013 006 prevat 2013 031 Montichiari Giuseppe,  Renato Pegorin ….. e gli amici Mauro Toniolo, Luca Spada, Davide Santambrogio, Stefano Beltramello, Davide Passeri, Alexia Aprile, Gennaro Anania più alcuni rappresentanti del gruppo sportivo dei Runners Quinzano.

Così, ci troviamo in buon numero alla partenza (40 per l’esattezza) ai piedi dell’ascesa che da Cuveglio (294 m s.l.m.) porta ai 530 metri s.l.m. del piccolo borgo di Duno. Nel perfetto protocollo di una gara serale – in quanto tale prevedibilmente “da bere tutto d’un fiato”  – il ritmo è sin dai primi metri piuttosto sostenuto – e a dire il vero in un gruppetto lo si avverte ancora di più – ; così, nel giro di pochissimi metri la comitiva si è già allungata visibilmente !!

Le sensazioni che provo sono quelle già preventivate alla vigilia: alla partenza riesco tutto sommato ad adeguarmi al ritmo ‘sopra le righe’ – (!!!) -; così fino ai primi tratti più impegnativi quando decido di staccare, mio malgrado. Mentre ‘c’é da soffrire’ (..IRE !!) quando, una volta raggiunto il paese di montagna poiché, come da tradizione, la prova prevede il suo traguardo aldilà dell’abitato, nei pressi dell’imbocco di un sentiero che conduce ad Arcumeggia, laddove la pendenza è quasi da capogiro una volta superata l’ampia piazza (penso tr il 15% e il 20% per un 300 metri !!).

E ora aspettiamo Caronte !!! 🙂

‘… Di corsa !’ alla Spingi Corri Pedala

(Domenica 21 luglio)

Nella cornice della Festa della Polenta qui a Cuveglio, consueto appuntamento di paese ‘di mezza estate’, nella mattinata di domenica si è svolta la tradizionale ‘SpingiCorriPedala’, gara a staffetta che vede coinvolti handbykers, podisti e ciclisti.

Tornata numerosa per questa 22a edizione della manifestazione sportiva:  ben 23 terne i cui abbinamenti sono stati effettuati poco prima della partenza con tutti i presenti. Giro interamente su asfalto per gli handbikers, primi frazionisti, attraversando praticamente buona parte della via principale del centro valcuviano andando poi verso Cuvio e la frazione di Cavona per poi tornare al punto di partenza dove “passare il testimone” agli amici podisti secondi frazionisti, i quali coprivano un tracciato più o meno di eguale lunghezza (circa 5 km.) ridiscendendo verso la pista ciclabile retrostante all’area feste per poi risalire verso il paesino di Cavona attraversandolo e riportare sulla ciclabile. Quindi è la volta dei ciclisti i quali devono compiere analogo giro ma per due volte.

Una alternativa alle solite camminate domenicali che oramai da alcuni anni è un ‘mio’ appuntamento fisso sull’agenda, una esperienza a cui non si può mancare (sorteggiato o no)  , un turbinio di emozioni (non esagero !!?) e fors’anche sensazioni (ammirevole è il gesto compiuto da questi giovani o veterani in carrozzella, ‘habitués’ di eventi del genere dividendosi tra il Giro d’Italia di handbike – che proprio settimana scorsa ha vissuto una tappa a Somma Lombardo e il cui prossimo appuntamento sarà il 18 agosto a S. Marino – e eventi ‘stra’ come la StracascHine di Albizzate svoltasi ieri sera (sabato, ndr) su un percorso cittadino di Albizzate.

Si consideri poi che – chi più chi meno – questi atleti in handbike sono dei veri proiettili lungo le strade – quest’anno era tra noi anche un certo Marco Re Calegari !!  -. A noi successivi staffettisti tocca la parte più tosta della giornata: a parte il percorso in sè, peraltro piacevole e ‘tranquillo’ lontano dalle macchine – due soli tratti impegnativi direi la risalita alla frazione di Cavona e a poche centinaia di metri dal cambio una salitella di un venti metri spaccagambe -, tosta per il caldo che oramai incombe !!

Al termine poi, c’è tempo di rilassarsi per tutti all’aria aperta, refrigerandosi e sorseggiando una bibita o una piacevole birra in compagni. A seguire, premiazioni per tutti e possibilità di continuare la giornata fermandosi  pranzare nell’ampio spazio verde della festa.

Trova il tuo ‘Buon samaritano’

 

Se nelle ultime settimane ci sono state proposte in varie sfacettature come ci si può atteggiare per “essere felici”, nell’ultima domenica la Sacra Scrittura proponeva la parabola del ‘Buon Samaritano’, la quale sottende anche al ruolo che ognuno di noi dovrebbe assumere in un contesto sociale, famiglia o comunità nel senso più squisito del termine.

Il passo segnato con questa pagina è fondamentale per ogni cristiano, richiamandolo non a ciò che Lui vuole ma a ciò che a lui medesimo fa bene, lo fa sentire parte attiva di una comunità, di una società, permettendogli anche di dare un senso al suo essere, di sentirsi “importante”, “utile”; forse anzi la pagina più “bella” del “vivere cristiano” dell’intero testo sacro. Facendo leva sul caso esemplare del cagnesco rapporto esistente fra Giudei e Samaritani, Gesù rileva dalla disponibilità a servire, “ad aprirsi” l’uno all’altro la valenza dell’essere prossimi. “Va’ e anche tu fà così”.

 

Nel mentre si legge mi è piacevole come d’abitudine figurarmi la scena che viene trasmessa e allora mi torna in mente la primissima volta alle scuole elementari in cui l’allora arciprete del nostro paese don Mario Binda nei suoi insegnamenti ci introdusse a questa preziosa e basilare pagina del Vangelo.

Il messaggio che traspira è chiaro. Ma allora, come porci dinanzi a questo ‘richiamo’ ? come io, te, ognuno di noi può ‘incarnare’, far suo questo verbo, questo modo di atteggiarsi ? Così come ‘anche il buon cristiano’ dovrebbe saper coltivare il talento dell’essere disponibili verso chi ci è vicino, a prescescindere da chi esso sia.

Pensieri

(Domenica 14 luglio)

Vivo di sport da quando sono nata e lo pratico ogni giorno da 20 lunghi anni, ho giocato a tutto quello che ho potuto giocare. Ho provato ogni sorta di sport, dagli sport individuali a quelli di squadra, e come tanti atleti trentenni come me sono consapevole di tutto il percorso che mi ha portato ad essere la Greta atleta di oggi.

Io sono l’insieme di tutte le esperienze della mia carriera, sia a livello fisico-tecnico che a livello mentale-strategico…

Ho incontrato migliaia di atleti, decine di allenatori e centinaia di addetti ai lavori. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa anche se pur minimo, nel bene o nel male.

Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla prima volta che ho afferrato una palla e ho lasciato che diventasse la mia vita…

Ieri ho letto una frase che mi ha molto colpito, diceva: “Quando pensi di mollare ricorda perché hai cominciato”

Beh… Io non mai pensato un secondo della mia vita di mollare la cosa più bella e gratificante che ho avuto finora: la mia passione per lo sport.

E ricordo benissimo perchè ancora è vivo in me il perchè ho cominciato.

A volte si possono avere momenti di debolezza ma questo non significa voler MOLLARE.

Se ripenso a tutto quello che ho vissuto, ai pianti e alle gioie che lo sport mi ha dato e continua a darmi….

Potrei stare ore a ricordare e a raccontare ogni singolo momento, ogni singolo sorriso, ogni singolo urlo e ogni singola lacrima versata.

20 anni sono tanti…

In questo cammino mi hanno affiancato persone che poi inevitabilmente ho dovuto salutare… Fa parte della vita di un atleta.

Tante persone mi sono state di aiuto, ognuno al momento più giusto… Ma un po’ egoisticamente mi sento di dire che nessuno più di me è stato fondamentale in tutto questo percorso.

Credo che per un atleta l’Autoconsapevolezza sia l’arma vincente. Oggi ci tengo a precisare che l’autoconsapevolezza e la mia famiglia sono state e sempre restanno l’unico mio punto fermo.

Solo da loro una critica ha peso, solo da loro un complimento ha valore.

Un abbraccio a tutti

Greta

 

(tratto da Volleyball.it)

Ciclabile … direzione Ferrera

(Mercoledì 17 luglio)
E’ da un mesetto a questa parte che, causa il caldo anzitutto, l’umidità imperversante da queste parti e … la voglia di vacanze (??) le mie uscite d’allenamento ‘by foot’ sono resettate al 50%.
Stasera, imponendomi di riuscire a mantenere un minimo di continuità per il running fra i vari impegni ‘stagionali’, ero intenzionato, approfittando del non-sole di oggi, ad andare a fare un giro sulla ciclabile – altrimenti ‘improponibile – di sicuro ma non tanto sul punto da dove prenderla: poco prima di partire, la decisione è presa si va a Rancio Valcuvia.
Nel contempo, ero però stuzzicato dal “fare” qualcosa di inusuale. Ecco allora, percorso il primo chilometro a ridosso della fattoria e della provinciale attigue, opto per deviare verso la bretella che risale fino a Ferrera, percorso fatto quest’inverno insieme gli amici Angelo e Giovanni.
Percorso piacevole quello che risale al paese, che dapprima si snoda in larghi e ombreggiati viali per poi risalire piano piano sempre tramite una strada agevole a ridosso della montagna, lambendo quella che dovrebbe essere la zona delle famose cascate di Ferrera (la volta precedente non me ne ero affatto accorto, anche forse per il periodo) per arrivare infine, dopo un’ennesimo tornante in risalita, a ridosso della parrocchiale.
Fatta la parte più impegnativa ma anche più bella, invece di tornare indietro da dove arrivato decido di ridiscendere dalla strada e riprendere poi a valle la via della ciclabile.
Posso dire: ‘Oggi mi sono sciroppato un 11 km !!?  🙂

 

.. 1 Settimana da uurlooo ! ….

OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA(domenica 14 luglio)

Conclusa una settimana decisamente .. di fuoco (!!?) .., quasi in rima con il caldo di questi giorni, una sorta di ‘trilogia’ che ho voluto impormi da podista amatoriale: giovedì l’impegnativa corsa serale di Mombello, a cui partecipo per consuetudine da qualche anno, sabato immancabile e irrinunciabile appuntamento con il ‘Circuito Serale di Orino’ e stamane (domenica ndr) “defaticamento” alla Curiglia-Monteviasco (tappone di montagna ! 🙂 ). Tiro un sospiro di sollievo allorché nei giorni scorsi vengo ad impegnarmi la serata del venerdì, giorno in cui invece si corre ‘Lça Grupelava’ a Groppello, in modo da riuscire a rifiatare ‘uno zicc’ !

Archiviata la ‘Tre Campanili’ di giovedì, la concentrazione andava posandosi sull’anello cittadino di Orino, teatro da qualche anno di una inedita e suggestiva ma impegnativa serale nel cuore della Valcuvia. Secondo consuetudine, trattasi di un percorso muscolare e che non consente di rifiatare facilmente la quale mette a dura prova le qualità di ogni podista. Non potevo msancare alla serale organizzata dall’amico Martino Ghielmi con il supporto dell’Atletica Verbano: fino alla settimsna precedente, peraltro, decidere su quale delle gare in programma dal giovedì al sabato ‘puntare’ era un pò problematico !! Da quest’anno inserita nel calendario regionale FIDAL, da un quarto alle 19 in poi si sono succedute le varie categorie previste fino al culmine dei master/veterani alle 20: quasi poco meno di 150 partecipanti, fra cui come da tradizione non sono mancati i big nostrani: tra gli altri, Salah Argoub , Ouyat Salah – poi vincitore – , Andrea Basoli, Massimo Lucchina, Paolo Bassetto, Ivano Bellini, Stefano Gornati, Silvia Oggioni – vincitrice l’anno passato e dell’edizione corsa stasera non senza faticare, Sabina Ambrosetti – giunta seconda nella categoria femminile – , Fabrizio Crisafio, Renato Pegorin, Benedetto Ghielmi – fratello di Martino -, Paolo Fusato, Mauro Contini, Alessandro Giancane .. e l’immancabile Giulio Dorigo che strappa un MERITATO APPLAUSO da tutti i presenti all’arrivo sotto il gonfiabile. Gara veloce “a naso”, comunque a ritmo sostenuto sin dai primi metri, lungo l’apprezzato anello che circonda il paesino della Valcuvia, suggestivo passaggio nell’attiguo centro storico prima di affrontare ‘le chicche’ della gara, due salite una di seguito all’altra, con pendenze fra il 20 e il 35& (!!), prima di riattraversare il borgo e ripetere un giro similare per uno sviluppo di 5,8 chilometri. Il tracciato ‘a doppia corsia’ lungo la via principale, dove è assiepata la gente, permette a chi segue di incrociare ed incitare i primi che si contendono la vittoria finale. Personalmente (!!!), riesco a partire bene, a non esagerare da subito (come suggerisce lo speaker stesso), a gestire l’andatura; ad affrontare degnamente, almeno alla prima, anche se avvertivo una strana sensazione – ?? -, la doppia ascesa che si trova subito dopo il centro di Orino. Una cosa però è certa, e ne ho avuto ancora la riconferma: se non mantieni ben vigile la concentrazione, la determinazione ‘di non mollare’, già alla seconda tornata “si rischia grosso”: così se il tratto iniziale del secondo giro lo faccio in compagnia di Mirco, cercando di gestire il passo (ma sento già l’affanno !!  😉 ), ai piedi di via Battisti – prima salita – pur cercando di “ritrovarmi” m’impianto e non riesco a un giusto passo per attaccare l’erta se non verso la fine dell’ascesa di vicolo Fatighi – la seconda. Dopodiché come anticipato prima si torna verso la zona di partenza per l’arrivo finale, un  piacevole, ma insinuoso forse, ciottolato e dunque il ricongiungimento con la chiesa del paese e poi ci si rituffa in via S. Lorenzo per il volatone finale (ultimi 800 metri). Qui, m’impongo di tirare stringendo i denti cercando il ‘volatone dei bei tempi’ …. Rinnovati complimenti a Martino alla AV e ai vari collaboratori per una piacevole corsa serale, che s’inserisce in un calendario direi fitto di gare di questo tipo ma che ha pieno titolo per guadagnarsi una nicchia nel panorama !! Decido poi di concludere la serata con birra e grigliatina nell’attiguo bar che funge da location alla gara stessa.

Arrivo così all’ultima prova della trilogia preannunciata, una bella camminata (decisamente camminata per il piacere dei luoghi attraversati, ma anche perché armato di fotocamera !!) in montagna organizzata dalla FIASP, e valevole come terza e ultima prova del ‘Trittico delle Valli del Luinese’ (corre voce che questa sia l’ultima edizione). Di buon mattino, dopo il tradizionale ritrovo in pasticceria, parto da Cuveglio con Angelo e Maria Grazia. Giungiamo così di buon’ora al ritrovo ma, insieme agli altri compagni di ventura scopriamo che dobbiamo aspettare ben tre quarti d’ora per poter partire!! … e fa freschetto !! ;(). Il percorso è di poco inferiore ai 10 km e porta da dove parte la funicolare fino al paesino di Monteviasco, tutti RIGOROSAMENTE in salita, attraversando dapprima Curiglia (!!), con tanto di SALITTOOONNIII, e dunque per un bel tratto lungo sentieri e boschi mediante cui si raggiunge il piccolo abitato di montagna sopra il Luinese. Percorso e panorami suggestivi, complice la bella giornata di sole, sulla falsariga delle due precedenti tappe di Castelveccana e Germignaga: appendere che questa potrebbe essere l’ultima edizione mi dispiace un pò, proponendosi come una stuzzicante variante alle solite uscite ! Ma l’avventura non finisce qua !, ad attenderci ci sono i mille (e passa ?) gradini che congiungono le due località; UUAOOO !  🙂

Anteprima ‘Circuito Serale Orino’

(Martedì 9 luglio)

Allenamento ‘d’eccezione’ stasera in previsione di una serale dei prossimi giorni che si svolger‡ lungo un percorso cittadino di un piccolo paese soprastante Cuveglio, decisamente una bella gara soprattutto la location e per il clima d’amicizia che si respira.
Da alcuni anni infatti il borgo di Orino ospita un piacevole gara serale lungo un caratteristico percorso che attraversa tutto il paese offrendo l’opportunità di scoprire anche angoli che non balzano subito all’occhio; il Circuito Serale di Orino Ë divenuto da un paio d’anni gara regionale Fidal di corsa su strada.
Nella speranza di evitarmi lo scaldozzo che ci viene regalato in questi giorni dal sole, indugiando fino all’ultimo di poter fare l’uscita con Alessandro, verso le 18.30 giungo nel paesino di Orino, incontro altri coetanei che si sono già cimentati o si apprestano nel proprio allenamento.
Dopo un ‘giro di lancio’ lungo lo stradone che da via Europa conduce all’imbocco di via S. Lorenzo e averlo percorso fino al suo estremo opposto dove c’Ë la chiesa del paese, ritrovata la giusta direzione dopo un momento di ‘smarrimento’ per le viuzze che da lÏ si dipartono, proseguo verso la parte bassa del paese lungo una caratteristica via lastricata, per poi attaccare le due ostiche salite proposte dal Circuito Serale poste lungo via Battisti la prima, pi˘ dolce, e via Fatichi (mmai nome fu più azzeccato !!), decisamente pi˘ impegnativa : devo dire che le sensazioni provate nel percorrere queste due ascese, almeno nella prima tornata, sono ‘promettenti’, esattamente come un anno fa: ‘il passo c’Ë ! …, se ci sono io !!! – mi dico.
CosÏ – dicevo – l’impatto Ë naturale, mÏ’impongo si ‘stringere i denti’ per una stima attendibile ! … Pi˘ stringente ( e pi˘ in piedi) si presenta la successiva salita di vicoloOLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA Fatighi (!!!) ma anche questa seppur in stile fantozziano “lingua felpata” riesco a metterla in ssaccocciaaa (e TTIE’EE !! …  ).
Pur trasalito e ansante, ecco ora un rilassante tratto in leggera discesa ( .. e si spera ombra !!)che con un attraversamento in ciottolato corre dietro al paese, ridiscendendo poi verso la piazzetta della chiesa quindi, come da percorso ufficiale del Circuito Serale, prendo la parallela a fianco del monumento sacro che attraversa tutto l’abitato, prima di ridiscendere verso la via principale.
Decido poi di continuare in via San Lorenzo in senso inverso per qualche centinaia di metri e … via con la seconda tornata !! dove lo scopo principale (ma che forse sfugge un pÚ) Ë di testare la resistenza su questo suggestivo percorso.

‘Su&Giò’ per Mombello

(Giovedì 11 luglio)

Andata in scena stasera la ‘Tre Campanili’ di Mombello, organizzata dall’amico Mauro Contini e dall’Atletica 3V. Giunto sul posto, come d’abitudine (e a conferma del trend si questa serrale) ritrovo diversi amici ‘”on the road”: Alberto Marzoni, Davide Passeri, Mauro Toniolo, Antonio Vasi, Ivano Bellini, gli amicissimi Giovanni e Francesca, Giuliano Msrsetti, Giuseppe Dascanio; sbrigate le formalità dell’iscrizione, mentre torno verso la macchina m’imbatto nel mitico Giulio Dorigo ‘Lo Squalo’ (era da un pÚ che non lo incontravo !!) con il quale spendo due chiacchiere. E via per un riscaldamento (non bastasse il sole che ancora incombe !!): il percorso di 6,5 km Ë tutt’altro che ‘una scampagnata’ con una partenza che subito propone l’ascesa ai boschi limitrofi. Per chi non conosce la ‘Tre campanili’ trattasi di una ‘simpatica’ serale che ha come location la parte più country di Laveno Mombello: cosÏ, partenza subito in salita verso gli estremi della frazione di Mombello, quindi via per i sentieri boschivi e le campagne. Quindi l’andamento in questa prima parte di gara è abbastanza nervoso, con continui saliscendi e passaggi anche impegnativi nel verde. Dopo una prima parte ‘d’attacco’ si torna a battere le strade del centro di Mombello verso la campagna attigua. Poco dopo il quarto chilometro di nuovo giù per i boschi – questo tratto non me lo ricordavo – che si propone quasi come un “salto nel buio” – si apprezza un brusco cambio di luce – che inizialmente scende dolcemente per poi riportare verso le zone alte verdi prima e dopo il quinto chilometro verso il caseggiato – caratteristico il passaggio attraverso due contrade con tanto di arco – e dunque l’oratorio del paese da cui si è partiti. Che dire ? Senz’altro bel percorso, che mette a dura prova la resistenza e le capacità dei partecipanti nella prima parte e che poi non concede affatto tregua per il suo profilo ‘variabile’. Dopo poco più di 1 km io trovo anche il tempo per cadere lungo il sentiero che stiamo seguendo inciampando in due assicelle poste ‘diligentemente’ per facilitare un passaggio scivoloso.

A Fagnano … con l’incubo del solleone !!

(Domenica 7 luglio)
Appuntamento odierno con il circuito del Piede d’Oro a Fagnano Olona per la IV^ edizione della ‘Straolona’ organizzata dai ‘Runners Olona’.
La lunga trasferta, almeno per chi abita dall’altra parte della provincia (dai 30 km in su), è ripagata però da un percorso piacevole e immerso perr gran parte in uno dei pochi punti verdi della bassa, uno tra i più graditi del circuito varesino.
Ecco gli amici di sempre: Samuele, Stefano, Giovanni, Giovanni del CB, un altro Giovanni e Francesca, Katia, …
Fortunatamente, la mattinata non è già troppo assolata (!!!) con la classica bava di’aria che allieta un pò i numerosi partecipanti alla Straolona (più di 600 fra percorso lungo e il corto): un sospiro di sollievo, anche se l’umidità non è male !!
Alle 8.30 la partenza, come da copione per le gare in calendario nel mese di luglio; avverto subito che l’andatura è relativamente sostenuta (per i primi !!) almeno così nmi pare, complice una dolce ma continua discesa dopo poche centinaia di metri che porta a ridosso della ciclabile; io invece opto ancora una volta con un ritmo ‘tranquillo’, riuscendo poi a concludere la prova mantenendolo ( 🙂 ),
Partenza dal largo viale di via Pasubio, in direzione della zona dei parcheggi; abbandoniamo dopo meno di un km l’asfalto per buttarci (!!!) a capofitto (per chi ne ha) in un lungo e polveroso sterrato, dopodiché si scende progressivamente per la pista ciclabile ‘Valle Olona’. Mentre percorro ‘pacificamente’ il camminamento boschivo che accompagna sul lungofiume, ecco una voce ‘familiare’ giungere dalle posizioni retrostanti e che sta risalendo: è Giuseppe PEPPO Ramundo, fresco rientrante dalle ferie trascorse sul Mar Rosso: arriva poi anche il Sam stile locomotiva (bella questa !!) con alcuni suoi compagni, il quale continua ad iincitarmi a proseguire nell’andatura. Così al chilometro numero 4 si forma un allegro quartetto: io, Samu, Stefano e Giuseppe: cominciano così gli sfottò reciproci, con ‘vittima occasionale’ una ragazza che si trova con noi.
Si arriva poi sulla ciclabile ‘Valle Olona’ la quale costeggia il fiume omonimo e che ci farà compagnia per buona parte del percorso.
Ahimé giunti al chilometro numero 6 comincia a farsi largo il sole !!!! Frattanto, si giunge ad una piacevole variante verde (si scende in un pratone attiguo per risalire subito dopo), quindi il tragitto si fa leggermente più vallonato, e ci conduce alla prima delle due asperità di giornata: l’attraversamento di un ponte ‘a rialzo’ che fa da preludio alla temibile e impegnativa ascesa che conduce ad uno degli ingressi al parco. Messa alle spalle anche questa, si torna in zona partenza e quindi strade di paese, non prima di attraversare un piacevole sterrato …
Ad attenderci all’arrivo, nello stile del fornito stand, ecco fresche fette d’anguria, ghiaccioli e come toccasana BIRRA ALLA SPINA VERYY COOL !!! :).
Avvicinandomi agli amici del mio gruppo, con piacere vedo che ci sono i cari siori Carlo e Teresa, che saluto “caldamente”, i quali abitando nella vicina Busto Arsizio sono venuti a trovarci !!!
Bella gara questa organizzata a Fagnano Olona ! Benché da soli tre anni sia entrata nel circuito del Piede d’Oro, penso incontri il consenso di molti (e aggiungerei un encomio agli organizzatori per avere introdotto la birra “come refrigerante” nel ristoro finale !!!).