ADP Cantello che convince

(domenica 17 dicembre)

Ritorno a Cantello per dirigere un’altra partita delicata – in chiave passaggio alla fase regionale. Di fronte Cantello trova la compagine di ADP Oratori Cardano al Campo; una sfida da “piani alti” del girone VA09, visto che sono rispettivamente seconda e terza a pari punti alle spalle della 1a della classe Real Busto .
Partita intensa e ricca di contenuti ci sarebbe da aspettarsi e invece … per l’occasione Cantello “mette il vestito bello”: torna a giocare come sa e come ha abituato il suo pubblico e … cala il poker anzi il tris !
Benché non abbia un’opinione del sodalizio ospite, Cardano si presenta con una formazione di tutto rispetto ma sul campo e palesemente irriconoscibile ! pagando lo “scotto” del primo parziale con una scelta errata della metà campo di gioco che non riesce poi a riassorbire. Basta così poco più di un’ora alla squadra di casa per piegare il sodalizio di coach Chierico.

Ore 15: in compagnia di un solleone alquanto fastidioso che impedisce di avere una corretta visuale sul campo (peggio che al PalaBunker), perlomeno nel primo set, fischio d’inizio : dal trespolo cerco barcamenandomi di seguire l’evolversi degli scambi dovendo arrendermi nei momenti topici. Certo questa circostanza non consente una direzione “trasparente limpida” ma finché c’è fattibilità di gioco (ricordo una gara ….)

Che qualcosa non vada nel sestetto ospite lo si vede quasi subito: pur ottenuto il servizio, il loro rendimento (complessivo) è condizionato pesantemente nel primo set dalla metacampo scelta .. baciata dal sole che ne mette ko l’alzatrice; si aggiungano (ciò però non ne è conseguenza a mio parere !) i diversi errori in battuta che impediscono a Cardano di rientrare in partita (25-17); per contro, le locali disputano un set pressoché discreto, in cui già mostrano la loro determinazione e brama di fare risultato …

Col ritorno in campo ci si aspetterebbe una reazione della squadra precedentemente svantaggiata ma la grinta delle giocatrici di Cantello non muta e anzi diversi sono i tentativi di attacco dalla seconda linea. Sul finire della prima frazione anzi le ospiti sfruttando un turno proficuo in battuta tentano di rientrare (12-7, 15-15) ma Cantello non molla (20-19). Con la “contraerea” delle ragazze d Chierico in azione le ragazze di Buzzi alzano le barricate e riescono s respingere l’assalto (25-20).

il terzo set vede la formazione della brughiera annichilita nelle fasi iniziali (6-1) dopodiché una serie si errori, anche banali, delle ospiti al servizio (15-3, 17-6) spianano la strada all’avanzata della formazione di casa mai impensierite, ma Cardano spreca ancora molto (25-16).

Prima dell’under 12 al PalaBunker

(sabato 16 dicembre)

Piace la compagine under 12 di casa Blu Volley che oggi, al secondo impegno del campionato provinciale di federazione, prima gara ina casa al PalaBunker di Cuveglio, coglie un’altra vittoria contro la compagine di CSI Bisuschio (4-1), che senza dubbio le rinfranca, portandosi temporaneamente in testa alla classifica del ‘girone A’.
La squadra , allenata dalla coppia De Tomasi-Ortoni, in campo dimostra di essere un sestetto già smaliziato e affiatato, attento nei fondamentali e duttile, le quali riescono già a coprire a tuttocampo sotto lo sguardo attento del coach e le sue indicazioni.
D’altronde, pure le avversarie non sono da meno, si presentano come un gruppo organico e coeso che si impegna nondimeno, che non demerita quanto a impegno visto, ma che manca forse di quell’aggressività necessaria sulle finalizzazioni delle azioni che invece premia Blu Volley.

Si è ancora agli inizi del campionato 2024 ma se questi sono gli auspici che si vedono in campo , ‘ne vedremmo delle belle’ !

Empatia

Guardo attorno e vedo come un caleidoscopio; scruto sfacettature di Vita Esperienze vissute che parlano in silenzio di sé.

Quasi internate rimangono assopite e nell’oblio confondendosi ma lasciando traccia nei propri pensieri, nei propri ricordi.

Maschere del nostro io Spilli dietro cui poter mascherare le nostre nefandezze le cose assopite.

Voci che tutt’attorno nessuno ascolta. E nessuno dà conforto.

Talento non innato ma da saper coltivare.

Mi pongo disinteressatamente alla finestra offrendo il mio orecchio e le mie esperienze.

Conscio che possa risuonare in chi cerca.

A Cantello, questo “sconosciuto”

(domenica 10 dicembre)

Trasferta oggi al “paes di sparg” per dirigere il locale sodalizio ‘under 16’ guidato da coach Buzzi opposto al team di Real Busto.

Gara poco edificante dal punto di vista delle dinamiche di gioco – viste a sprazzi – in cui la formazione di casa disattende le aspettative di panchina e sostenitori, non ripagando perciò le aspettative che mi ero immaginato.

Al comando del girone VA09 con un filotto di 7 partite vinte su 7, Real Busto è chiamata a tenere al largo le inseguitrici dirette Cantello, Cardano e Cairate .
Con il sestetto di casa stranamente inefficace in questa tornata, per la squadra bustocca basta un’ora e mezza per chiudere la pratica con un perentorio 3 a 0 e conservare il primato.
Nei primi due set infatti Real Busto pur con un gioco non pressante (diversi infatti gli errori s muro da ambo le parti nell’intero arco della partita) ma comunque organico (e vincente) regola facilmente la squadra di casa poco reattiva e fragile in difesa (16-25, 10-25). Più complicato .. – leggi da sbrogliare – il terzo con le due squadre praticamente che avanzano punto-a-punto sino all’inizio della seconda rotazione quando capitan Ferrario capitalizza un buon turno in battuta (14-18 da 12-12), cui Cantello ingenuamente non riesce ad opporsi con azioni efficaci e positive, oltremodo sbilanciata in avanti facilitando i tiri lunghi delle bustocche. Le due formazioni blandamente centellinano negli attacchi !!
Col ritorno in campo Real Busto torna a far valere il proprio peso e, mentre la ricezione di Cantello tracolla (non senza demeriti), già prima del giro di boa scava un gap considerevole (7-20) che richiederebbe una (ri)scossa delle locali la quale però non arriva e anzi ripropone mestamente le medesime leggerezze già viste (11-25).

La designazione odierna offre un buon banco di prova, utile per tastare la preparazione arbitrale: mi accorgo che dirigendo poche gare di questa categoria pago lo scotto di non essere sempre puntuale negli interventi da sanzionare (complice forse anche il divario che si vede in campo fra le due compagini), non sempre è facile e repentino realizzare questo passaggio , ma cerco di ‘stare all’altezza’ nel sanzionare le azioni più plateali.

“Il vero amore”

(sabato 9 dicembre)

Nato in Libano il 6 gennaio 1883 ed emigrato poi negli Stati Uniti, Gibran è noto per la raccolta di poesie Il Profeta, pubblicata nel 1923. In particolare Il vero amore è una delle più note, spesso letta ai matrimoni, non ai funerali, perché parla della resistenza dei sentimenti attraverso le avversità della vita, «nel bene e nel male», e di come sia più importante la reazione al dolore e alle difficoltà, che il dolore stesso.

‘Voglio leggervi una poesia che credo possa dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe imparare a vivere’. *

Il vero amore non è ne fisico ne romantico.
Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto,
ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.

[* Poesia letta da Gino Cecchetin al recente funerale della figlia Giulia]

8 dicembre: giorno dell’Immacolata Concezione

L’Immacolata Concezione è un dogma della Chiesa cattolica, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

Dogma Immacolata Concezione

Pio IX è il papa che definì solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione. Una spinta fondamentale fu data dalle suppliche dei fedeli e dall’ampio consenso tra i vescovi. E in più c’era il voto che lo stesso Pio IX aveva fatto alla Santa Vergine…

Quando Pio IX, 1’8 Dicembre 1854 proclamò il Dogma dell’Immacolata come verità rivelata da Dio, il protestante razionalista Harnach scrisse una frase spiritosa e incredula: “Ma quando, e perché, e da chi?”. Sono espressioni ironiche, destabilizzanti, ma possono essere motivo anche per i credenti di ricordare la lunga, sofferta ricerca teologica di questo privilegio di Maria SS. sino alla formulazione definitiva e infallibile della chiesa.

La verità della Immacolata Concezione era già patrimonio della fede orientale e della prima festa sotto questo titolo sin dal secolo VI e VII. Nella Chiesa latina sin dal mille.

Ma lo studio sulla Immacolata assunse rilievo nel periodo della Scolastica: vi sono stati Santi, Dottori della Chiesa, Università Teologiche che si schierarono pro e contro questa verità; il primo grande difensore dell’Immacolato concepimento di Maria, fu il francescano Duns Scoto (di cui in quest’anno si celebra il 6• Centenario della sua Professione religiosa).

Giovanni Duns Scoto, il “Doctor subtilis”, il Cavaliere dell’Immacolata era nato a Duns in Scozia nel 1265 o 1266. Entrò nell’ordine Francescano ed ebbe per maestro negli studi teologici Guglielmo Ware (o Varrone), uno dei massimi sostenitori dell’immacolata concezione. Scoto succedette al suo maestro nella cattedra di Oxford, e da qui cominciò a propugnare la sentenza immaculista. Da Oxford passò poi a Parigi, ed ebbe il dottorato ed il magistero alla Sorbona. Il maestro di Scoto pure, Ware, insegnò a Parigi, ma non sembra che abbia avuto occasione di sostenere pubblicamente, ed in maniera che destasse la comune attenzione, il privilegio di Maria. Il primo che richiamò l’attenzione generale sull’immacolata concezione, e l’impose al rispetto di molti fu dunque Scoto. Ciò avvenne nei primi del 1300. Pochi anni più tardi, un fiero avversario del privilegio della Vergine, il domenicano Gerardo Renier, chiamava Scoto “il primo seminatore di questo errore, (dell’opinione cioè immaculista). – Scoti, primi seminatoris hujus erroris, vel secundum Augustinum, falsae aequivalenter hujus haereticae pravitatis”. Ciò avveniva nel 1350, e queste parole, nessuno oserebbe negarlo, costituiscono, a riguardo di Scoto, una testimonianza di primo ordine.

A proposito dell’influsso che ebbe Scoto sul trionfo della dottrina dell’Immacolata Concezione, divenne più tardi popolare il racconto di una sua meravigliosa disputa sostenuta a Parigi per ordine della S. Sede ed alla presenza dei suoi delegati, allo scopo di dissipare tutte le ombre che nelle scuole si venivano accumulando contro l’insigne privilegio della Madre di Dio.

Bernardino da Bustis nell’Officio che lui ha composto in onore di Maria Immacolata, ed approvato da Sisto IV nel 1480 ne parla nei seguenti termini: “Vi fu un tempo in cui certi religiosi si accesero di tanto accanimento contro l’Immacolata Concezione, che chiamavano eretici i frati dell’Ordine dei Minori, perché nella loro predicazione sostenevano essere stata la Madre di Dio concepita senza peccato. Su questo argomento fu per ordine della Sede apostolica tenuta una pubblica disputa nello studio di Parigi (Sorbona). Gli accennati accusatori vi intervennero con un numero addirittura straordinario dei loro dottori. Ma N. Signore a protezione della dignità della diletta sua Madre, d’improvviso destinò a quella città Scoto esimio dottore dell’Ordine dei Minori, ed egli confutati tutti i fondamenti e gli argomenti dell’avversario con ragionamento inconfondibile, fece brillare di tanta luce la santità della concezione della Madonna, che tutti quei frati, pieni di ammirazione per la sua sottigliezza si racchiusero nel silenzio e cessarono dalla disputa. Di conseguenza l’opinione dei Minori fu approvata dallo studio di Parigi. Scoto poi fu per questo denominato il Dottor sottile”.

La disputa ebbe luogo o verso la fine del 1307, o sul principio del 1308. Scoto sarebbe allora venuto espressamente a Parigi da Oxford. Arrivato il giorno del grande atto Sorbonico, come si chiamava allora la disputa, mentre Scoto si avviava al luogo della discussione, si prostrò davanti ad una statua della Vergine che si trovava sul suo passaggio, e le indirizzò questa preghiera: Dignare me, laudare te, Virgo sacrata: da mihi virtutem contra hostes tuos. La Vergine, ad attestare il gradimento di questo atto, inclinò il capo: posizione questa che avrebbe poi conservata anche in seguito. Incominciata la disputa, gli avversari scrosciarono su Scoto una vera gragnuola di argomenti. Non se ne contarono meno di duecento. Scoto li ascoltò tutti con grande attenzione, col contegno modesto’ ma colla tranquillità ed il presagio del trionfo, dipinti in volto. Quando gli avversari si tacquero egli prese a confutare tutti i loro argomenti: li confutò uno per uno nel medesimo ordine con cui erano stati proposti, con quella medesima facilità, con cui Sansone rompeva i vincoli coi quali Dalila l’aveva legato. Conseguenza di tale disputa sarebbe stata non solo l’approvazione della Sorbona data alla opinione immacolista, ma altresì l’adozione da parte della insigne Università della relativa festa, nonché il rifiuto dei gradi accademici a chi avesse osato esprimere un sentimento diverso.

Così il discepolo di Scoto, Francesco Mayroni, riassumeva l’argomento del maestro: “Dio ha potuto preservare Maria dal peccato: era conveniente che lo facesse: dunque lo fece. – Potuit, decuit, ergo fecit”.

I contemporanei lo chiamarono Doctor subtilis, e i porteri: Doctor Verbi Incarnati e Doctor Marianus.

Le dispute perdurarono sino al Ven. Pio IX.

Ora questa verità non è più incerta e disputabile, essa fa parte dei dogmi della nostra fede e fu solennemente definita da Pio IX il giorno 8 dicembre 1854 con la Bolla Ineffabilis, ove si proclama: “1I Dio ineffabile sin dal principio e innanzi ai secoli, elesse e dispose all’Unigenito suo Figlio una Madre, da cui fatto uomo, avesse egli a nascere nella felice pienezza dei tempi, e fra tutte le creature di tanto amore predilesse, lei, da compiacersi in lei sola con propensissimo affetto. Per il che, assai più che tutti i santi, la ricolmò dell’abbondanza di tutte le grazie celesti, tolte dal tesoro della divinità, in un modo così meraviglioso, che sempre affatto immune da ogni macchia, di peccato, e tutta bella e perfetta, ebbe in sé quella pienezza d’innocenza e di santità, di cui maggiore non può concepirsi al di sotto di Dio, e cui nessuno fuor che Dio stesso può raggiungere col pensiero. E per verità era del tutto conveniente, che sempre rifulgesse ornata degli splendori di perfettissima santità, ed affatto immune dalla stessa macchia della colpa originale, riportasse amplissimo trionfo dell’antico serpente, una sì venerabile Madre.

PIO IX E IL DOGMA DELL’ IMMACOLATA

Sull’intenzione di Pio IX, tra la fine del ’48 e gli inizi del ’54, di procedere verso la definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione, il massimo storico attuale scrive: “Le circostanze eccezionali del momento, l’esilio a  Gaeta e l’imminente proclamazione della Repubblica Romana non faceva che stimolare il papa nella via intrapresa, che nella sua tipica forma mentis gli appariva non solo una questione teologica ma anche come il rimedio più efficace per la salvezza della Chiesa, del suo capo, della società intera dai mali che sovrastavano minacciosi”. Pio IX fu sospinto a definire questo dogma dalla sua pietà mariana che egli mantenne nell’esercizio del suo pontificato, nel quale, però, anche le particolari curvature del temperamento e della educazione familiare vengono chiamate a inquadrarsi nelle responsabilità del supremo magistero.

L’ INFLUSSO DELLA DEVOZIONE PRIVATA

Appare indubbio che allorché Pio IX varcò il soglio pontificio volle porre fine alla secolare controversia teologica e di definire l’Immacolata Concezione.

Già dal 1821, giovane sacerdote, seguendo l’esempio di prelati romani, faceva il ritiro mensile nella cappella del Convento di S. Bonaventura al Palatino, dove era esposta la Lettera Profetica di S. Leonardo da Porto Maurizio, l’ultimo grande araldo dell’Immacolata, e davanti all’urna del Santo aveva voluto ricevere l’abito del Terzo Ordine francescano. E per leggere quella Lettera Profetica ed averne copia, appena eletto papa si reca con tutto il suo seguito al Convento di S. Bonaventura, come attestano i contemporanei pp. Giuseppe da Roma e Agostino Pacifico.

Scoppiata a Roma la rivoluzione il 15 novembre 1848 ed il 24 rifugiatosi Pio IX a Gaeta , il re delle due Sicilie Ferdinando II gli offre ospitalità, ma dietro suggerimento degli Alcantarini di Napoli, per mezzo del suo ambasciatore il duca di Serracapriola, curatore degli affari economici dei francescani, gli chiede come contraccambio la definizione dogmatica dell’Immacolata. Nella sua risposta all’inviato reale Pio IX dichiara che le grandi parole di S. Leonardo e le suppliche del mondo cristiano non gli lasciano più riposo e che è ben risoluto all’azione. Infatti il 2 febbraio 1849 pubblica da Gaeta l’enciclica Ubi Primum, nella quale chiede all’episcopato di tutto il mondo di fargli conoscere con lettere il suo pensiero e quello dei fedeli riguardo all’Immacolata Concezione. Questo ricorso ai Vescovi della cristianità è precisamente quel “Concilio per iscritto e senza spese” preconizzato da S. Leonardo presso Clemente XII e Benedetto XIV. Il risultato dell’inchiesta è noto: 1’8 dicembre 1854 il dogma è proclamato.

Dogma dell'Immacolata Concezione

Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla “Ineffabilis Deus” che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Nella devozione cattolica l’Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) dove Maria apparve a Bernardette presentandosi come «l’Immacolata Concezione».

Dogma dell'Immacolata Concezione

Già celebrata dal secolo XI, la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura.

Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele.

L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Nella Sacra Scrittura l’Immacolata Concezione di Maria non ha un fondamento biblico in senso stretto; nella tradizione della Chiesa trova però un solido fondamento.
Nel proclamare il dogma è stato dato uno speciale risalto al Vangelo di Luca dove Maria è chiamata dall’Arcangelo Gabriele ‘Piena di Grazia’ e dove Santa Elisabetta le dice ‘Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo Grembo’.

L’iter del pronunciamento del dogma da parte di Papa Pio lX nel 1854 è il seguente:
– Nel 1848 viene istituita una commissione teologica perché si esprimesse sulla possibilità di definire il dogma.
– L’anno seguente il Papa pubblica l’enciclica Ubi Primum, in cui chiede a tutti i Vescovi di esprimersi  sulla definibilita’ del dogma.

I Vescovi sono concordi e favorevoli.
L’8 dicembre 1854 Pio lX proclama così il dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus.
La bolla così recita: ‘Dichiariamo che la dottrina ritiene, che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua Concezione, per singolare privilegio di Dio Onnipotente e in vista dei meriti di Gesù  Cristo, Salvatore del genere umano, sia stata  preservata immune da ogni macchia di colpa originale, ciò sia da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli’.
A conferma della veridicità del dogma, a Lourdes, il 25 marzo 1858, la Madonna, in una apparizione, si presenta a Bernadette Soubirous come ‘l’Immacolata Concezione.

[fonti: www.papapionono.it; www.famigliacristiana.it; www.lapressa.it]

.. Le Pulci di casa nostra …

(domenica 3 dicembre)

Eccomi oggi fra le mura di casa del Pala Bunker di Cuveglio per arbitrare le Pulci di casa nostra che ospitano la compagine di Orago Besnate.

Il lavoro svolto sin qui dal gruppo ricreato dalla giovane e caparbia Ortoni si vede e si apprezza qua e là pure nelle dinamiche di partita, peccato manchi ancora quel passo in più che potrebbe fare la differenza: trovare i giusti equilibri e dinamismi di squadra per rinfrancarsi dalle sue inezie e fragilità.
Partita non esaltante quanto a contenuti tecnici anche se talora si apprezzano degli sprazzi e delle azioni di gioco non indifferenti in particolare delle gialloblu, ma però Orago fa intendere da subito di voler capitalizzare per rimanere in scia alle fuggitive Saronno ‘Azzurra’ e Castronno (17-25 / 14-25 / 17-25).

Quindi

Gestori pacchetti

(martedì 10 ottobre)

Un gestore di pacchetti è un tool di strumenti per automatizzare l’installazione e la configurazione dei programmi e gestire l’utilizzo del sw aggiunto.

A differenza dell’ambiente Linux il quale pone alla base del suo funzionamento un univoco sistema di gestione dei pacchetti (“debian“,  file-archivio che contiene i file eseguibili, le librerie e la documentazione associati), Windows non ha mai previsto un unico tool dedicato sino all’ ultima release.

In ambito Windows infatti non si poteva parlare di uniformità e unicità di tools finalizzati a questa funzione. Una prima standardizzazione è arrivata con i pacchetti MSI (Microsoft Installer), un formato standard per la gestione dei pacchetti sulla piattaforma. Una parentesi però, appunto …. Infatti, negli anni successivi si è continuato a sviluppare parallelamente altre procedure d’installazione, che magari per l’installazione si basavano su un file eseguibile.

Paradossalmente, quando Microsoft abbandonò il sistema a 32 bit si puntò ad una standardizzazione di questa procedura ma dovette poi far retromarcia per tornare a valorizzare win32 in funzione della centralità dell’architettura per gli utenti. Pertanto, si arrivò a un compromesso con Win32 come metro comune da utilizzare per operazioni su qualsiasi programma – tuttora valido -.

Di fronte alla varietà dei protocolli disponibili prevalse però la necessità di poter disporre di un protocollo standard.

Si arriva così all’adozione di Winget, comando che installa automaticamente programmi in Windows 10 e 11, il quale dimostra piena compatibilità con varie applicazioni.

WingetUI è l’interfaccia grafica ideale per “snellire” l’istallazione dei gestori di pacchetti e ha il pregio di permettere un controllo completo sul software. Dialogando con i vari gestori di pacchetti, WingetUI dimostra pirena compatibilità nelle varie operazioni di gestione di un programma.

L’interfaccia di WingetUI è suddivisa in tre sezioni, da cui poter gestire le varie azioni (installazione, disinstallazione, aggiornamento, ..) per ogni applicazione: ‘Scopri i pacchetti’, ‘Aggiornamenti software’ e ‘Pacchetti installati’: quindi, i pacchetti disponibili nell’app; l’elenco delle app per cui è disponibile una nuova release; gestire tutti i packages.

[rif.: www.punto-informatico.it; www.ilsoftware.it]

Anche in PGS … “La pallavolo contro la violenza”

(domenica 26 novembre)

Nel weekend in cui anche il mondo sportivo si unisce nel ricordo delle vittime della violenza sulle donne, mi ritrovo a riportarne e condividerne il messaggio (‘LA PALLAVOLO CONTRO LA VIOLENZA’) con le categorie ‘under’: oggi (sabato, ndr) under 14, domenica under 13.

Eccomi sabato sul campo di Bosto per dirigere la partita fra la locale compagine di Giadini che ospita la ‘coinquilina’ di Oratori Cardano guidata da Massari, Galmarini e Turri in panchina.
All’inseguimento della formazione Atletico Cedrate, ancora imbattuta, nel girone Va05, conosco poco ambedue le formazioni pertanto approccio alla gara con pragmatismo, cercando di focalizzare le dinamiche dall’una e dall’altra parte. Col senno di poi, direi ne è venuta fuori una partita sostanzialmente corretta ma in cui, a voler essere pignoli, è abbondato il senso del ‘buon padre di famiglia’. Comunque, la pignoleria – almeno a questi livelli – non è mai una buona compagna !
I parziali e i tempi registrati a referto dicono di una gara decisamente equilibrata , caratterizzata peraltro da numerosi errori a muro da ambo le parti.
Dopo la simpatica presentazione di squadre, allenatori e direttore di gara (speaker di turno Lorenzo) con il sottofondo dei Queen e al predetto momento di raccoglimento, il via ai giochi.
Se Folgore riesce a stordire le avversarie nella prima frazione, dopo una prima rotazione in cui procedono a braccetto (10-7, 17-8), che getta nello sconforto l’attacco delle ospiti (finale 25-15), il successivo vede una rediviva Cardano (in vantaggio 5-1) che – pur commettendo diversi errori in battuta – si oppone efficacemente al gioco delle locali (8-13). Le ragazze di Giadini tentano la riscossa e si rimettono in carreggiata ma il gap non varia (11-14). Buona spinta di capitan Bertazzo che incamera un proficuo +7 (18-14), dopodiché è tutto un botta-e-risposta con il sodalizio di Massari che progressivamente alza l’asticella (19-22); le locali perdono diversi punti su palle inattive lasciate incustodite sottorete. Poi, altro buon break capitalizzato dalle battute al fulmicotone di Pantaleone (+4, 24-22) ma … “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco !“. La formazione della brughiera rimane in scia e agguanta Folgore fino a portarla ai vantaggi per il finale 25-27.
Terza frazione con le squadre ancora a braccetto e Folgore che concede alle ospiti qualche palla facile (12-18). Tenta poi di darsi una scossa (15-18) ma ora le ragazze di Cardano difendono bene la propria metacampo e riescono a portare in porto il set (22-25). Quarto set determinante ma che comincia male per Bosto pur in ricezione (0-2). E’ poi di nuovo capitan Bertazzo a condurre la .. carica di Folgore unitamente a tutta la squadra che si ritrova (14-12, 16-13). Poi è un buon gioco in particolare della ricezione e delle battute imprevedibili di Chindris (+7) a ridare smalto alle locali (23-17) per il finale 25 a 18.
S va al tie break con Folgore che pure conquistata palla subisce l’avanzata di Cardano (4-0). Cerca di ritrovarsi ma Cardano va al cambio campo in vantaggio 8 a 6. Giadini trova l’8 pari ma ancora le ingenuità in campo permettono alle avversarie di allungare (8-11) e la perdita di autostima delle ragazze di trovare la vittoria (9-15).

Altra bella partita fra ‘Pulci’ domenica di scena alla palestra Falaschi fra la locale Atlas San Fermo e la rediviva formazione di Orago Group Besnate Gallarate, giovane sodalizio verosimilmente in ascesa. ‘Siamo di fronte ai due pesi di una stessa bilancia ?’ – verrebbe da blaterare a qualcuno … Affatto !! , la risposta … lapidaria.
E’ indubbio che le ospiti, dopo un timido approccio all’esordio nel campionato invernale PGS, stanno dimostrando nelle ultime partite maturazione e determinazione e ne danno prova anche in questa occasione opposte ad una squadra altrettanto dinamica e da un buon potenziale, benché oggi in formazione rimaneggiata.

Così occorre più di un’ora e mezza di gioco alle locali per avere ragione dell’arrembante quanto vivace formazione di Orago (i parziali: 17-10, 15-17, 17-15, 17-13, 17-9).
Archiviato il primo set vinto abbastanza agevolmente con la loro dinamicità e giocate non indifferenti (!!), Atlas cede di misura il successivo 17 a 15 e deve faticare poi per aggiudicarsi con lo stesso parziale il successivo. Frattanto si apprezzano dei buoni fraseggi e la canonica costruzione delle azioni sui 3 passaggi da ambedue le parti, come pure la ripartenza del gioco su palle alte (che mettono in luce la preparazione delle Pulci) per cogliere alla sprovvista l’avversario. Quarto parziale con Atlas che riesce a tenere dietro Orago (11-8) con non poca fatica e regolare con un 17-13.
Si va all’ultimo parziale con le due compagini che “si controllano” (4-3, 6-4) e la squadra di casa che arriva per prima al cambio campo (8-5). E’ a questo punto che la squadra di Ambrosini ritrova coesione e lo slancio necessari (dall’altra parte, Orago “perde” la lucidità vita nei set precedenti) per il finale 17-9.
Nonostante la sconfitta di misura maturata la squadra di Orago promette bene per il prossimo futuro, potendo arrivare a dare qualche grattacapo alle coinquiline contando, alla stregua di Atlas, delle buone invidualità.

‘Il vero amore non uccide’

(lunedì 20 novembre)

Esplosione di sentimenti; di persone che si attraggono, si (ri)trovano complici, e si frequentano con la speranza che … chissà possa scoccare qualcosa …

Poi, accadimenti che lacerano il rapporto- forse incomprensibili -, che complicano quanto raggiunto, che minano il rapporto creato … Tutto quanto costruito quasi dal nulla viene così annientato, travolto con impeto (dalla persona). E il più delle volte è forse l’egoismo esacerbato, portato all’estremo che comanda tutto, in un attimo “ci fa cambiare”, ci toglie quella maschera che forse nascondeva tratti della propria personalità inimmaginabili. Non ci fa vedere e sentire nient’altro che la voglia di vendetta … inconcepibile e bestiale ci insegna la cronaca.

Questo è lo scenario -tipo che apre a comportamenti estremi, inimmaginabili e incomprensibili -dentro e fuori – che preclude ogni possibilità di ragionare finanche riprendere in mano il nostro comportamento, il nostro atteggiamento.

Ferma, stop ! E’ qui che entra in gioco la coscienza della persona. Coscienza – o meglio (saper) prendere in mano la situazione venutasi a creare: una circostanza che ci ha offeso o che in qualche modo mai avremmo pensato capitasse a noi- e imporsi un momento di riflessione ……..Consapevolezza di fermarsi …. capire cosa si sta facendo. Sommariamente , non agire d’impulso, non sempre è la corretta via.

Avere la presunzione che il partner o ex che sia debba pagare – anche amaramente – una propria scelta, decisione o fare un passo indietro – giusto che sia – ha irreprensibilmente in sé qualcosa di inconcepibile e bestiale. Tutto qui.

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