Musica oltre i confini

Nuovo appuntamento stasera in streaming dal Teatro Comunale di Cuvio, il quarto della stagione, stagione seppur “corta” voluta da Proloco di Cuvio e associazione ‘Momenti Musicali’ di Cuveglio.
La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori” (J. S. Bach). “La musica è una fortuna ed è la nostra vera terapia!” (Ezio Bosso). “C’è musica in tutto, se sai come trovarla!” (T. Pratchett). ‘La Musica muove e fa muovere, viaggia con le persone travalicando i confini territoriali e del tempo. Ci fa viaggiare con la mente in luoghi veri o immaginari e poi ci accompagna in peregrinazioni interiori, un viaggio nella nostra essenza dove i confini sono più oscuri e intricati‘. Questo è il prologo al programma odierno; parole non buttate a caso ma che ne sottolineano, a fronte di quanto verrà ascoltato, una volta di più la valenza e la veridicità. “Portare fuori gli strumenti dai loro confini”.
Appuntamento inedito questa sera (sabato 24,ndr) quanto a genere musicale proposto: e ne sono i protagonisti stessi a farsene portavoce, “uno strano ensemble che non è facile trovare”, ma che da subito ha entusiasmato gli autori stessi. Ad esibirsi è il Trio Calicantus dell’amico e M° Gianluca Fortino, protagonista di diversi ensemble musicali e di differenti esperienze musicali spingendosi – come stasera – in veri e propri “esperimenti” musicali.

Il ‘Trio Calicantus‘ è una formazione relativamente giovane (2013) nata da un progetto avviato con due amiche, Marleen Bergè al violoncello e Eleonora Rapone all’organetto. Tre amici, eccelsi interpreti di tre strumenti diversi provenienti da modi di creare e fare musica diversi … E la magia di un suono nuovo affascinante e ricco di colori ed effetti. L’insolita unione (musicalmente parlando) nasce per caso a seguito dell’esibizione in un concerto di Natale: fu il particolare impasto timbrico e sonoro di questi strumenti che convinse i tre a creare un repertorio ‘dedicato’ che rielaborasse musiche tratte da ambiti musicali diversi (classico, contemporaneo e tradizionale) riadattandole alla formazione attraverso uno scrupoloso lavoro di ascolto e arrangiamento.

Un lavoro paziente di trascrizione e arrangiamento porta alla rielaborazione di musiche tratte da vari repertori dove in ogni singola esecuzione ogni strumento trova il suo spazio “di spicco” per poi riaccordarsi quasi all’unisono con gli altri pur mantenendo – si faccia attenzione – la propria individualità la sua spiccata timbrica … Se risulta efficace nell’esaltare le musiche della tradizione popolare, non da meno si apprezza un amalgama timbrico in grado di creare anche passaggi musicali vivaci e giocosi …. Si può così cogliere il dinamismo l’effetto vibrato la sospensione e la cadenza di chitarra/mandolino; la vibrazione e la profondità timbrica del violoncello; la fluidità e il “trait d’union” (“effetto elastico”, ndr) dell’organetto.
Si crea in questo modo un mix tra musica popolare e colta, alla riscoperta delle origini delle tradizioni musicali proposte da talenti del territorio: spazio dunque a musiche squisitamente popolari ad ‘amarcord’, polke, al genere jazz … e non solo arrangiamenti.

Il ‘Trio’ così formato ben si presta- e il repertorio che segue ne è la prova – ad attingere ed esaltare il filone legato alla tradizione popolare.

(Fonti: www.gianlucafortino.it; https://www.luinonotizie.it/2021/04/23/cuvio-una-serata-di-musica-oltre-i-confini-con-il-trio-calicantus/; https://www.varesenews.it/2021/04/cuvio-musica-nuova-senza-confini/)

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