“Virtual Run”, un modo per dire ‘Io ci sono !’

(sabato 31 ottobre – domenica 1 novembre)

Rieccomi alle corse serie pur se amatoriali e corse con un mero senso di partecipazione e ‘leggerezza’, tanto più in questo periodo con un fine solidale !
Virtual Run‘ (o ‘Races’): un modo escogitato (o riscoperto ?) quest’anno per ridare slancio al popolo dei runners, in particolare amatori, al fine di poter partecipare e (far) vivere eventi sportivi altrimenti impossibili causa inevitabili assembramenti e noncuranza delle misure restrittive da rispettare in questo strano periodo.

Fine settimana movimentato questo con la partecipazione a due eventi sportivi che sono ormai una tradizione nel panorama autunnale per chi ama lo sport all’aria aperta e nello specifico la corsa.

E così, colti due inviti su Facebook, decido di iscrivermi a La Corsa dei Santi di Roma, alla quale “strizzo l’occhiolino già da qualche anno” che si tiene il primo di novembre in corrispondenza dunque con la ricorrenza omonima, a sostegno del progetto benefico di Missioni Don Bosco ONLUS nelle carceri minorili, e dulcis in fundo sulla stessa ‘wave‘ non mi lascio sfuggire l’occasione(issima’) di partecipare ad un’edizione speciale della New York City Marathon che, viste le circostanze, apriva a diverse distanze: 5, 10, 21, 30 fino ad arrivare ai 42 km. Pianificato in 48 ore il fine settimana con questa ‘matrice sportiva’, per quest’ultima decido di non sovraccaricare in chilometri dovendo già fare i 10 di Roma. Abbracciate le iniziative, cerco “la concentrazione” necessaria: venendo da poco meno di due anni con le scarpette da runner ‘al chiodo’ – fatti salvi saltuari allenamenti con amici – avverto comunque il ‘senso della competizione’ – alias rimettermi in gioco (è pur sempre una sfida nonostante il contesto …) -.

Così tra sabato pomeriggio e domenica mattina va in scena il doppio impegno: sabato – come detto – opto per la “2020 Virtual TCS New York City Marathon” e la domenica mattina, avendo più tempo a disposizione, per i 10 chilometri della ‘Corsa dei Santi‘ della città eterna che, giunta alla 13^ edizione, si sta rivelando un appuntamento ‘di fine stagione’ da non mancare per molti podisti, amatoriali e non !
La maggior parte delle corse ‘virtuali’ poggia su apposite interfacce per gestire i tempi registrati da ogni partecipante cercando di fornire loro il miglior servizio lasciando così loro il piacere e – perché no ? – la spensieratezza della corsa. Ecco, non avendoci avuto mai a che fare, ho avuto modo di apprezzare molto il servizio della app di Enternow.
Tutto sommato, come già apprezzato recentemente, non sono proprio un “legno” ma tant’é che lungo i due sviluppi si ripresentano gli stessi ‘bug’ che mi trascino da tempo: vale a dire, nonostante una partenza oramai ‘controllata’, il “fuori-giri” è sempre dietro l’angolo e non lesina a ripresentarsi se distolgo l’attenzione dalla gestione respiro-passo-frequenza
Un altro parametro di non poco conto per un podista – amatoriale piuttosto che pro – è quello di trovarsi a passare da un fondo erboso e battuto – quello a cui sono abituato – alla strada, che certamente è molto più impegnativo come andamento !
Dal tempo finale che spunto potrei limare – non per egoismo ma giustamente – un paio di minuti da ciascuna per .. motivi tecnici (scarpe che si slacciano, tubolare per occhiali che continua a sfilarsi,…).

NYCM – Partenza 2019
NYCM – Ponte di Navarrano

Sabato l’inedita partecipazione alla ‘New York City Marathon’ – Virtual Race sulla distanza prescelta di 5 km (3,1 miglia).

Parto abbastanza tranquillo – le sensazioni sono buone -, e subito mi vedo catapultato nell’immaginare alcuni passaggi tipici della competizione reale con i vari quartieri, e l’arrivo in Central Park – certo riassumere 42 km in 5 !!!! -. Peccato che , coperto il primo chilometro, decida di riprendere fiato e procedere così a tratti verso il giro di boa stabilito per raggiungere lo sviluppo dei 5 km totali.

Domenica mattina … balzo indietro e “mi catapulto” oltreoceano nella capitale. Dopo averla ‘adocchiata’ anni fa (10^ edizione, 2017) quest’anno, seppur proposta in veste inedita, finalmente “riesco” a correre ‘La Corsa dei Santi‘ che vede partenza e arrivo sulla piazza di San Pietro in Roma e svilupparsi alcune vie e piazze significative della città. E qui l’immaginazione non può che proiettare l’astante sugli interminabili viali brulicanti di monumenti e pagine di storia.

Nonostante averle corse a distanza, lungo le vie di casa, contento di avervi partecipato in un periodo in cui sarebbe stato praticamente impossibile dar vita all’edizione 2020 di due manifestazioni così distanti e da valori forse diversi ma accomunate dal piacere di correrle pure in un contesto di ‘sottosopra’.

Il fenomeno ‘Cashback’


Negli ultimi tempi, nell'(oramai) mare magnum del mondo digitale si stanno sviluppando piattaforme commerciali B2C orientate a cambiare radicalmente un’abitudine implicita del consumatore, vale a dire abbandonare l’utilizzo della cartamoneta quale consueto sistema di pagamento utilizzato a favore dei moderni sistemi di pagamento elettronici.

Realtà ormai affermatasi negli Stati Uniti, a fronte di una rete capillare oramai collaudata, il cashback sta lentamente prendendo piede anche in Italia.
Cashback è un fenomeno che si propone di assumere addirittura carattere sociale in quanto andrà ad investire in pieno un’abitudine corrente sacrosanta negli acquisti – per meglio dire dei pagamenti – dei consumatori. “Il cashback è il principio secondo il quale, a seguito dell’acquisto di un bene o di un servizio, all’acquirente viene garantito un rimborso di parte della spesa.” E’ un meccanismo di riaccredito automatico di parte dei soldi spesi nei propri acquisti.

Cashback – rimborso sugli acquisti

Si tratta di un metodo mediante cui, previa iscrizione ai rispettivi portali, viene rimborsata una percentuale sui propri acquisti effettuati online .

Come il sito “spot” guadagna una percentuale degli acquisti effettuati dai propri utenti su uno dei punti convenzionati così altrettanto riconosce automaticamente parte del suo guadagno all’acquirente che ha aderito al progetto. Il meccanismo si attiva aderendo a dei siti specializzati dove gli utenti registrati possono guadagnare una percentuale.

Nato inizialmente come servizio online, negli ultimi anni il cashback si è gradualmente diffuso anche a livello locale grazie ad esempio all’utilizzo di coupon creati appositamente.


Si distingue da sistemi cosiddetti programmi di fidelizzazione, come ad esempio la scontistica, perché riconosce effettivamente un guadagno sugli acquisti fatti nei negozi prescelti.

Presenta un duplice aspetto: trarre un vantaggio diretto dalle proprie spese e uno indiretto legato alla rete di contatti sviluppata.
Come anticipato, sempre più siti di cashback incentivano i propri utenti attraverso un sistema di referenza che garantisce loro dei vantaggi extra allorché invitano degli amici ad utilizzare il servizio di cashback, vale a dire una percentuale dell’importo (solitamente tra il 3% e il 10% della cifra pagata) speso. In questo modo i benefici sono sia per l’utente sia per il sito che trova un canale pubblicitario alternativo e spesso più economico rispetto a quelli classici.

Le attività di cashback in Italia stanno prendendo sempre più piede e sono tante le aziende che, per promuovere nuovi prodotti, offrono la possibilità di acquistare loro articoli e richiedere un rimborso.

Solitamente il sito di cashback pone un limite minimo da raggiungere per poter richiedere il pagamento (il cosiddetto “payout“), rendendo così necessaria per l’utente la fidelizzazione.

Il cashback non è né uno sconto sull’acquisto né un guadagno: lo sconto infatti si applica contestualmente all’acquisto (ed è garantito dal venditore);
i soldi che si accumulano sul conto mediante questo meccanismo non sono infatti un guadagno ma piuttosto un risparmio ottenuto sotto forma di rimborso di parte di un acquisto.

“Cashback” letteralmente significa “soldi indietro e consiste in un rimborso parziale della spesa sostenuta dagli utenti quando acquistano online sui siti di negozi/circuiti di convenzionati.


Un sito di cashback fornisce i mezzi tecnici ed amministrativi grazie ai quali si può ottenere un rimborso sugli acquisti effettuati online. In particolare, se si acquista su un negozio convenzionato con le modalità previste dal sito di cashback, il sito stesso riconoscerà una quota della spesa effettuata per l’acquisto, in denaro reale.

Il ‘Cashless’ approda in Italia

A dicembre anche in Italia verrà avviato questo progetto che rientra nel piano Italia cashless con il fine di invogliare il consumatore a ridurre l’utilizzo di contante e incoraggiandoli all’utilizzo di strumenti digitali, unitamente ad un sistema di premialità.

Blu Volley spegne 15 candeline

5 ottobre 2005 – 5 ottobre 2020: 15 anni di passione sottorete che hanno accomunato bambini e ragazze di Cuveglio – ma non – solo per una palla e un rettangolo di gioco; di impegno e sacrifici richiesti e dati da tutti; di droplets sui campi da gioco, ace, rice, “block”, schemi, … Una sana competizione sportiva nata come come sfida educativa e di formazione per tutti, fondata sul rispetto dell’avversario; impegno ma anche divertimento per chi ha partecipato all’avventura, il sentirsi gratificati per un obbiettivo raggiunto, ma ancor prima sentirsi parte di una squadra, quindi in un contesto di coesione e affiatamento, di un percorso di crescita non solo sportiva …15 anni or sono Cuveglio ha salutato la nascita di una realtà giovanile che, abbracciando gli ideali di San Giovanni Bosco, ha fatto di uno sport, la pallavolo, uno strumento educativo per tante ragazze pure dei paesi limitrofi. La società di pallavolo femminile ASD PGS Blu Volley festeggia oggi i 15 anni di costituzione.Presentatasi agli albori della sua storia con una squadra di “under 14/16” nei campionati delle Polisportive Giovanili Salesiane, oggi “la” Blu Volley è una grande famiglia … con tanto di genitori ! … Dalla nascita sono bastati pochi anni poi per fare un ‘salto di qualità’ con l’esordio nei campionati di Federazione, e negli ultimissimi anni il più grande risultato raggiunto, a suggello di ottime stagioni disputate nei campionati di divisione, è quello di presentare una squadra in serie D; dall’altra parte, quella di poter contare su di un brillante vivaio grazie alla preparazione di allenatori e tecnici del micro/minivolley. Quindici anni per chi sta dietro le quinte, accompagnando le ragazze in un percorso di sport e divertimento, ma anzitutto di crescita e formazione.Se il primo ringraziamento va perciò ai fondatori, ad allenatori e tecnici che in questi anni si sono succeduti nelle due attuali palestre ‘di casa’, Cuveglio e Gemonio, analogo ringraziamento va ai genitori che si rendono disponibili a vario titolo ad accompagnare le squadre come pure a sostenerci fra le mura di casa.

La PFCC debutta al Chiostro di Voltorre

(sabato 26 settembre)

Benvenuti al Chiostro di Voltorre

Il magnifico colonnato del Chiostro di Voltorre
L’interno del Chiostro

PFCC – “prove”

In occasione dei festeggiamenti per la festa patronale di San Michele della parrocchia di Voltorre di Gavirate stasera si è esibita nella chiesa adiacente al Chiostro di Voltorre 1 2 la PFCC (Piccola Formazione Con Contrabbasso), un inedito ensemble di sei giovani talentuosi elementi, una fusione di esperienze e studi musicali diversi riuniti per offrire un’esperienza musicale inedita sostenuta dal suono vibrante del contrabbasso: Clarissa Guarneri (flauto e voce), Elena Guarneri (arpa e voce), Gaia Leoni (viola e voce), Matteo Pallavera (contrabbasso), Alessandro Natto (pianoforte), Giuseppe Amoruso (sax, flauto e voce), al loro primo concerto ufficiale. Il sestetto PFCC nasce infatti solamente nel 2019 come proseguimento ed evoluzione del Quintetto Galec .

Palco pronto per l’ensemble PFCC

Accompagnati dalla voce narrante della poetessa Aleksandra Damnjanovic D’Agostino, in tutti i brani eseguiti durante la serata stupisce il suono preciso e puntuale di ognuno degli strumenti che espone la parte tematica così come la puntualità delle parti vocali che richiama all’attenzione gli astanti.

L’amalgama del suono che si sprigiona dagli strumenti poi crea un’atmosfera di armonia e meditazione che trasporta e accompagna il pubblico in un viaggio fatto di autentiche emozioni, passando da componimenti struggenti ed emozionanti (come dimostra l’iniziale ‘Who wants to live forever‘, o il finale ‘Gabriel’s Oboe‘ tratto da ‘Mission’ del maestro Ennio Morricone) che si alternano ad altri in una perfetta sequenza melodica caleidoscopica, un gioco cromatico per intensità sia per chi suona sia per chi ascolta.
Il programma inizia con la toccante ed intensa ‘Who wants to live forever‘ per poi alternare brani, talora sapientemente arrangiati, del patrimonio musicale classico ad altri divenuti dei pezzi celebri perché ripresi come emblematiche colonne sonore di film.
Nelle loro interpretazioni sia strumentali sia vocali i musicisti sfoggiano brani tratti dal repertorio classico e contemporaneo toccando anche alcune celebri composizioni famose scientemente scelte.

Che dire ? Nonostante si sia in un periodo un pò particolare che nello specifico limitano non poco le esibizioni, seppur alla prima uscita l’ensemble PFCC non ha tradito le aspettative di quanti già li seguivano, ed hanno offerto senz’altro una piacevole serata d’ascolto per i partecipanti.

DAL REPERTORIO:

La proclamazione della Parola di Dio

(martedì 22 settembre)

La prima parte della celebrazione eucaristica è chiamata Liturgia della Parola. E’ un momento importante della celebrazione e ha le sue origini nel culto festivo del sabato nella sinagoga ebraica. Questo culto prevedeva – e prevede ancora oggi – due letture bibliche. La prima fa parte della “Torah” o Legge (come sono chiamati i primi cinque libri della Bibbia). La seconda fa parte dei Profeti (Isaìa, Geremìa, ..). Tra le due letture si interpone un canto. Concluse le letture, un membro adulto della comunità interviene a spiegare e a commentare i testi. E’ lo “schema” che anche Gesù ha seguito nella sinagoga […].
La venerazione con cui veniva proclamata la parola di Dio è testimoniata dal testo di Neemìa 8, 1-12:alla lettura della parola di Dio si dà tempo e spazio: il suo rotolo (o libro) è collocato in posizione elevata, verso la quale è rivolto tutto il popolo, che sta in piedi, ascolta, si inchina, risponde, prega e fa festa.
E’, questa, la dignità che anche la Chiesa continua a riservare alla parola di Dio. Per la sua retta proclamazione è stato istituito il ministero del Lettorato. Al lettore si richiedono preparazione, attenzione, fede, familiarità con la Parola di Dio e, naturalmente, una buona dizione.
Alla sua esclusiva proclamazione (e non per avvisi, testimonianze, interventi catechistici, …) è destinato l’ambone, un termine che ricorda la “posizione elevata” del testo di Neemìa sopra riportato. Ma soprattutto evoca la pietra del sepolcro spalancato, da cui si leva l’annuncio angelico della risurrezione di Cristo (cfr. Mt 28, 2-7).
L’ascolto della parola di Dio diventa interiorizzazione con l’ascolto dell’omelia. Questa ci introduce nel compito del culto liturgico, che avviene nella Liturgia Eucaristica. Proprio come ha fatto Gesù con i discepoli di Emmaus: lungo la strada ha spiegato loro le Scritture, facendo ardere il loro cuore, re nello “spezzare il pane” ha aperto i loro occhi perchè lo riconoscessero nella Parola e nell’Eucarestia (cfr. Lc 2, 30-32.44-45).

(tratto da ‘La Domenica’ 20 settembre 2020, don Primo Gironi)

‘Luglio Culturale’ a Cuvio

Nonostante le misure restrittive ancora in vigore, anche l’edizione 2020 del ‘Luglio Culturale’ è andata in scena, salvata dalla ferma volontà degli organizzatori di non rinunciare al classico cartellone estivo e al tempo stesso offrire malgrado tutto delle serate di svago ai presenti.
E proprio le misure vigenti hanno costretto gli organizzatori loro malgrado ad un programma meno prolisso del solito proponendo ad ora tre serate all’insegna della buona musica.

Concerto d’apertura stasera (sabato 4 luglio) per la serie di appuntamenti promossi da Proloco di Cuvio e associazione ‘Momenti musicali’ con il patrocino del comune di Cuvio, pur non senza difficoltà, non solo organizzative, dettate dalle misure restrittive.

Primo incontro che ha proposto un concerto d’arpa condotto da Elena Guarneri, “insolito” ma melodico strumento dalla sonorità molto dolce e versatile per “espressività” presentato in precedenza nel corso dell’evento ‘Una quarantena di minuti live’ di Million Dreams sempre da Elena (guarda qui).
“Vi dedico una canzone” è stato un concerto ‘fuori le righe’ in quanto non proponeva un programma di musica classica bensì si è trattato di una carrellata di “colonne sonore e di grandi successi dagli anni Sessanta in poi” così come previsto dalla stessa artista la quale nei giorni precedenti l’appuntamento aveva lasciato che fosse il pubblico stesso a scegliere i pezzi che si sarebbero ascoltati nella serata.


Tecnicamente, Elena ha confezionato un programma ricco e articolato, invitando i presenti (per creare un sorta di sfondo all’esecuzione come pure un filo logico al percorso) ad immaginare una sorta di caleidoscopio, ad un susseguirsi di colori da associare ad ogni brano, segnando squisitamente con essi i sentimenti e gli umori sottintesi, intramezzati per ciò da brevi suoi introduzioni.
Ma la maestrìa e l’abilità dell’interpretazione è sempre dell’artista, l’unico vero artefice del successo o meno – musicalmente parlando – della serata, ed in questo Elena Guarneri, arpista laureata al conservatorio ‘G. Verdi’ di Como, eccelle con la sua solida preparazione e professionalità concedendosi – ma talora è lo strumento stesso che lo esige – a degli arrangiamenti volti a imprimere ritmo quando non ‘a chiudere’ il pezzo proposto.
Come pure suadente e piacevole è l’osservare lo scorrere delle dita sulle corde dell’arpa, ora esili ora più spesse, a scandire con la loro vibrazioni le note ma al tempo stesso facendo socchiudere gli occhi agli ascoltatori invitandoli quasi ad abbandonarsi all’evoluzione delle stesse.
Si è così passati da autentici cavalli di battaglia in materia (‘The roof is leaking’, ‘Love of my life’, ‘Fields of gold’, ‘Braveheart theme’) ad,altri più medidativi (‘Hallelujah’ di L. Cohen, ‘Forrest Gump Theme’, Shallow’) a inni alla libertà (‘Il cielo d’Irlanda, Oh ! Freedom).

Essenza della scrittura creativa

(mercoledì 22 aprile)

Quando si dice ‘da cosa nasce cosa ! …’: un paio d’anni fa (o 3 ??), incuriosito da un banale ma abbagliante banner che continuava a comparire sul social network che utilizzo e che attirava la mia curiosità, ho spostato le mie attenzioni dallo sterminato campo del Web alla nicchia della SEO.
La nuova materia in cui mi ero addentrato non è stata una ‘bolla d’aria’ ma anzi, aldilà dell’approfondimento (in lungo e in largo) di cosa fosse l’ottimizzazione per i motori di ricerca, è stato il trampolino di lancio per la scoperta di una passione, una ‘capacità innata‘ (come spiegherò più sotto), interessandomene sempre più finanche a cercare (tuttora) uno sbocco professionale.

Da là ecco arrivare un là anche al mio blog – per il quale avevo perso un pò la “bussola”(oltre ad uno strano senso di compiacimento misto a soddisfazione per la nuova scoperta)- con l’inserimento di nuovi contenuti volti ad approfondire metodologie e tecniche d’approccio alla Search Engine Optimization.


Questo passo mi ha portato di lì a poco a scoprire anche la SEO copywriting (scrittura ottimizzata per la SEO), la cui filosofia mi ha a sua volta portato a enfatizzare questa “arte”: anche qui, tanto tempo speso a scandagliare e “rivoltare” la Rete a ricercare risorse ‘interessanti’ che mi permettessero di avvicinarmi a piccoli passi e allo stesso tempo approfondire la nuova materia per poi “raccontarne” tematiche e singoli aspetti ….

Ed è proprio questo step, ‘scrittura ottimizzata per la SEO‘ che, con grande frenesia ed entusiasmo, ha fatto scoccare in me una fiammella o per meglio dire mi ha condotto a scoprire un talento che forse già era in me ma al quale non davo particolare peso: la scrittura creativa.

Oggigiorno la scrittura creativa anima, con diversa valenza, varie figure professionali (blogger, web writer, copywriter – interprete della seo copywriting), in quanto tali mosse tutte però da un fine commerciale per attrarre il cliente/consumatore verso la pubblicità prodotti/servizi. La seo copywriting fa allora della scrittura creativa un veicolo per un fine commerciale.

Se dunque la seo copywriting mira a creare contenuti ottimizzati – cioè interessanti e utili all’interno di un contesto spiccatamente commerciale (ciò che è poi il suo fine) -, un modo di scrivere contenuti per attirare il cliente per come la voglio intendere qui però ‘scrittura creativa’ sta ad indicare un talento che ognuno può scoprire in sè, una capacità di dare libero sfogo alla propria scrittura.

Dunque una dote che può celarsi in ognuno di noi che inaspettatamente può svilupparsi ma che, in quanto tale, deve essere coltivata. [https://www.scritturacreativa.org/cose-la-scrittura-creativa/] Ma attenzione: avere questo talento o meglio vederlo crescere fra le nostre abilità non è scontato per tutti però !!

Scrittura creativa … una miniera di idee in una penna

Scrittura creativa – almeno come la intendo io e voglio trattarla in queste righe – vuol dire uscire dagli schemi prefissi, prendere un testo o – se voglio – buttar giù una opinione su un determinato argomento … oppure ancora consultare una serie di testi, articoli relativi inerenti un argomento ciò di cui voglio scrivere, su cui voglio esternare la nostra opinione, e “dare libero sfogo alla propria penna“. Impregnarlo quindi di nostre considerazioni e opinioni, il che è il valore aggiunto a ciò che scriviamo.E’ ciò che rende unico il nostro scritto, così personalizzato.

Ma dietro a quest’arte del ‘saper scrivere’ sta un importante lavoro che parte dal reperimento, selezione e lettura di risorse sull’argomento e la loro successiva elaborazione per arrivare ad un elaborato ‘unico’, il più possibile distaccato dalle risorse preventivamente consultate (ciò assume un significato ancor maggiore in ottica seo, come visto).

In Wikipedia si trova una sua bella definizione (di cui riporto alcuni passaggi), sia sintetica – la sua essenza – sia “particolareggiata” – ciò che è e può essere, arrivare a fare -. Comincia con questo incipit:

La scrittura creativa è ogni genere di scrittura che vada al di là della normale scrittura professionale, giornalistica, accademica e tecnica …..

E poi:

La scrittura creativa nasce dall’applicazione della potenzialità creativa, presente in forme diverse in tutte le persone e che consente di elaborare soluzioni nuove, inedite ed originali nei vari contesti della vita, alla scrittura. Tale applicazione produce degli elaborati in cui sono presenti gli elementi tipici della creatività stessa intesi come: fantasia, invenzione, immaginazione, originalità. Lo scrittore creativo dal primo istante in cui pensa ad una storia fino a quando ne scrive la scena finale deve far uso di tutti e cinque i sensi poiché l’immaginazione creativa viene alimentata dalla capacità di tradurre la realtà in modo inedito e dall’abilità di usare la fantasia per rielaborare in modo originale le conoscenze acquisite con precedenti esperienze dirette o indirette … Proust a tale proposito sosteneva che: ”il vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.

Un elemento basilare e costitutivo della scrittura creativa sono le idee le quali si sviluppano attraverso due fasi, una divergente, l’altra convergente: nella prima fase la mente è libera di viaggiare senza confini all’interno di mondi fantastici, possibili e impossibili; nella seconda fase, invece, le idee vengono raccolte, scelte, analizzate e selezionate. L’altro elemento fondamentale della scrittura creativa è lo stile. Nella scrittura creativa le emozioni e i sensi si combinano …. la scrittura creativa collega il pensiero, le emozioni e le sensazioni di chi scrive con quelli di chi legge attraverso un ponte empatico che ha come punto di partenza la fantasia, la capacità e l’ispirazione dello scrittore e come punto di arrivo l’immaginazione, l’interpretazione e la rielaborazione del lettore. [rif. wikipedia]

Un’altra bella definizione la si trova sul sito di Apogeo:

La scrittura creativa è un modo per esercitarsi a scrivere. Per fare pratica, per prendere confidenza con carta e penna.
È darsi una possibilità per tutte le volte che si è detto ma io non so scrivere.
È un modo per ascoltarsi, per guardarsi dentro e venire a patti coi propri demoni.
È mettere a tacere il giudizio e farsi spazio sulla pagina.
È avvicinare tra loro parole che non avresti mai messo vicine, un po’ come il fucsia col rosso.
È abituarsi a sentire il suono delle parole e della punteggiatura.
È dilungarsi, seguire il filo dei propri pensieri, scrivere cose senza senso, e poi pulire, tagliare, limare.
È usare la stessa parola in contesti diversi per vedere che effetto fa.
È imparare a leggere, sempre e tanto.
È sforzarsi di trovare le parole giuste.
È smetterla di trattenere il respiro.
È lasciarsi andare e insieme darsi un tono.
Scriviamo ovunque e continuamente, anche senza accorgercene. Scriviamo parlando e parliamo scrivendo. Ogni parola che usiamo ci identifica, esprime la nostra identità quanto i vestiti che indossiamo.
Scrivendo lasciamo che le persone si facciano un’idea di noi. Di chi siamo. Di come ci comportiamo, di cosa ci piace.
La scrittura ci rappresenta. Dice molto di noi. E ci appartiene. Nessuno può toglierci il nostro modo di scrivere. E se l’abbiamo smarrito, basta esercitarsi, scrivere, scrivere, scrivere per ritrovarlo.
Quando ritroviamo il nostro modo di esprimerci è come se in qualche modo ci ritrovassimo anche come persone. [rif: https://www.apogeonline.com/articoli/che-cose-la-scrittura-creativa-simona-sciancalepore/]

E’ con questa disinvoltura che una mia cara amica è riuscita recentemente a raccogliere insieme, da ricordi della propria giovinezza e dai racconti dei suoi nonni, un turbinìo di racconti vissuti della propria giovinezza, trascorsi con la leggiadrìa dei tempi in un ridente paesino di montagna

Io questa esperienza l’ho colta e la sto portando avanti su uno specifico settore che forse non dà pieno risalto alle sfumature della scrittura creativa, al significato e alle potenzialità dell’arte; come pure mi capita di scrivere elaborati di altro genere da cui è più facile far emergere questi “stravolgimenti” usando la propria penna e allo stesso modo anche il nostro “porci in maniera empatica” nei confronti dell’ argomento.
Ecco allora che – com’è giusto che sia – pur specializzandoci su un determinato settore, su determinate argomentazioni, il saper sviluppare e affinare questa tecnica può permettere di poterci avvicinare anche ad altri filoni con la stessa creatività e capacità.

Buon Natale dalla Corale Amadeus

Il tempo d’Avvento culmina nella bellezza delle atmosfere natalizie le quali accompagnano alla venuta del Salvatore. Periodo che poi culmina nei momenti di raccoglimento e meditazione abbandonandosi che propongono e conducono all’ascolto delle melodie natalizie e non solo.

Ecco allora succedersi una sequela di concerti in cui si cerca di avvicinare il pubblico all’intensità vera e al significato del Natale con i suoi valori.

Anche quest’anno la Corale Amadeus non ha voluto mancare a questo appuntamento del celebrare il Natale esibendosi in due concerti, a Rancio Valcuvia e a Germignaga, con un repertorio articolato accostando alle classiche melodie natalizie brani più ricercati e impegnativi, spaziando nei secoli dal Seicento non rinunciando a ripescare anche addietro, e rispolverando alcune pagine importanti.

A tutta la Comunità, ai fedeli, a quanti ci seguono sempre, ai coristi e alle loro famiglie i più sentiti auguri. Buon Natale e buone feste !

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Il nostro presepe ….


Anche quest’anno gli Amici del Presepe della parrocchia di Cuveglio si son prodigati per proporre alla Comunità un presepe che fosse veicolo di un messaggio evangelico, secondo il loro stile: volutamente una ‘realizzazione artistica’mediante cui si andasse a riprendere una tematica della diocesi. Così prendendo spunto dalla proposta del parroco don Lorenzo, quest’anno il Presepio è ispirato all’XI Sinodo della diocesi di Como: “Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio”: dunque, ruota attorno a cinque tematiche-chiave: Giovani, Famiglia, Poveri, Presbiteri, Comunità cristiana.

Così, nell’opera (un termine non usato a caso, vedere per credere, tanta è la meticolosità seguita dai volontari) rappresenta queste cinque realtà: l’oratorio di Canonica quale ritrovo per i giovani, la Caritas come luogo di accoglienza per i poveri, il Seminario dedicato alla formazione dei Presbiteri e il Vescovo che accoglie la Comunità cristiana sulla porta del Duomo di Como.
E al centro, la Natività, immagine della Sacra Famiglia.

Anche Cuveglio ha il suo “Spelacchio”

Eh si ! Come tradizione vuole, con il Presepio non può mancare l’Albero di Natale (… e che Albero di Natale ! – verrebbe da dire) a rendere ancor più gioiosa e sobria l’atmosfera natalizia.

E’ così che, fortemente voluto dalla confraternita dei ‘Santi’ e dal parroco don Lorenzo, dopo un rinvio forzato di una settimana nei giorni scorsi è stata messa in atto una vera e propria ‘missione’ con tanto di addetti specializzati al taglio e trasporto eccezionale per il recupero dell’Albero generosamente donato da una proprietà nel vicino paese di Brenta ed erigerlo nel piazzale antistante la chiesa di Cuveglio.

Anche quest’anno l’intraprendente gruppo dei “Santi del Presepe” della Parrocchia di Cuveglio non ha voluto far mancare l’accostamento alla Sacra Famiglia del simbolo del Paradiso e del rinnovamento cristiano.


Dopo un lavoro certosino e attento per prelevare la pianta e il successivo

trasporto ad hoc effettuato dai volontari stessi ecco arrivare l’arbusto in piazza San Lorenzo dove viene preso in consegna dai ragazzi che si prodigano per adagiarlo e stabilizzarlo proprio di fronte all’ingresso principale della Chiesa

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