Chi vince non sa che cosa si perde

Da una intervista con il Santo Padre uscita con il primo numero del 2021 di ‘Sportweek’ – supplemento de ‘La Gazzetta dello Sport’ – riporto un estratto di una piacevole conversazione con uno dei papi che più si è dimostrato sensibile nei confronti dello sport, nelle sue varie discipline e ‘interpretazioni’. Lo sport per Francesco è l’occasione in cui ciascuno si mette in competizione prima di tutto co sé st4sso, per superare la spinta all’individualismo.

Tutto nasce da un’intervista … fuori le righe.
Sullo sfondo la Via Crucis dello scorso 10 aprile in una Basilica di San Pietro insolitamente deserta e perciò desolante, con il papa a celebrare in solitaria; idea rilanciata poi dalla lettera scritta dal papa ad Alex Zanardi a seguito del suo tragico incidente . L’intelligibile intermediazione e collaborazione di don Marco Pozza da il la ad un progetto “ambizioso”, proponendo a papa Francesco una intervista ‘di ampio respiro’ sullo sport, un’intervista strutturata in cui cogliere e approfondire il suo pensiero sul mondo dello sport, vissuto dai suoi luoghi tramite diversi incontri con vari, coinvolgendolo così in una sorta di ‘enciclica laica sullo sport‘.
Ne sono usciti sette pilastri sui quali Francesco edifica lo sport: lealtà (“Lo sport è lealtà e rispetto delle regole. Anche lotta alle scorciatoie, lotta al doping”), impegno (“Il talento è niente senza applicazione: si può nascere talentuosi ma non ci si può addormentare sopra il talento …”), sacrificio (“Il ‘sacrificio’ è termine che lo sport spartisce con la religione: “sacrum-facere” è dare sacralità alla fatica”), inclusione (“Questo sarà l’anno delle Olimpiadi. I Giochi, da sempre, sono un segno di inclusione, contrapposta alla cultura del razzismo, dello scarto”), spirito di gruppo (“Fare squadra è essenziale nella logica dello sport. Anche della vita di tutti i giorni”), ascesi (“Le storie delle grandi imprese ci inducono a pensare che il gesto sportivo sia una sorta di ascesi, pur senza la religione addosso …”) e riscatto (“Dire sport è dire riscatto, possibilità di redenzione per tutti gli uomini”). Per ognuno di questi è stato accostato un rappresentante del mondo sportivo che può esserne considerato ‘il paladino’.
L’intervista è avvenuta ai primi del mese di dicembre alla presenza di Stefano Barigelli, direttore de ‘La Gazzetta dello Sport‘, e Pier Bergonzi, vicedirettore e autore dell’intervista, e don Marco Pozza, ospiti di papa Francesco nella residenza di Santa Marta.

Gaetano Scirea - Paladino di Lealtà

LEALTA’. “Prendere le scorciatoie è una delle tentazioni con cui spesso abbiamo a che fare nella vita: pensiamo sia la soluzione immediata e più conveniente ma quasi sempre conduce a degli esiti negativi. La scorciatoia è l’arte di imbrogliare le carte. Penso, ad esempio, a chi va in montagna: la tentazione di cercare scorciatoie per giungere prima alla vetta … nasconde spesso e inevitabilmente un lato tragico. Questo capita anche nell’allenamento delle differenti discipline sportive: ….. Il gioco e lo sport in genere sono belli quando si rispettano le regole; senza regole, infatti, ci sarebbe anarchia, confusione totale. Rispettare le regole è accettare la sfida di battersi con l’avversario in maniera leale … La pratica del doping nello sport non solo è un imbroglio, una scorciatoia che annulla la dignità, ma è anche volere rubare a Dio quella scintilla che, per i suoi disegni misteriosi, ha dato ad alcuni in forma speciale e maggiore.”.

Pietro Mennea - Simbolo dell'impegno sportivo

IMPEGNO. “La storia, non solo quella sportiva, racconta di tanta gente di talento che si è poi persa strada facendo … Nello sport non basta avere talento per vincere: occorre custodirlo, plasmarlo, allenarlo, viverlo come l’occasione per inseguire il meglio di noi …”.

Fiorenzo Magni - Sacrificio

SACRIFICIO. “A nessuno piace fare fatica perchè la fatica è un peso che ti spezza. Se, però, nella fatica riesci a trovare un significato, allora il suo giogo si fa più lieve. L’atleta è un pò come il santo: conosce la fatica ma non gli pesa perchè, nella fatica, è capace di intravedere, oltre, qualcos’altro. Trova una motivazione, che gli permette non solo di affrontare la fatica ma quasi di rallegrarsi per essa: senza motivazione, infatti, non si può affrontare il sacrificio …”.

Muhammad Alì - "Inclusione"

INCLUSIONE. “Chiediamo al Signore la grazia di poterci avviare verso un anno di ripartenza di tutto … Le Olimpiadi, di cui ho sempre apprezzato il desiderio innato di costruire ponti invece che muri, possono rappresentare anche simbolicamente il segno di una partenza nuova e con il cuore nuovo. All’inizio dell’esperienza delle Olimpiadi, infatti, si prevedeva addirittura la tregua delle guerre nel tempo delle competizioni ….”.

Spirito di gruppo nello sport

SPIRITO DI GRUPPO. “E’ vero: nessuno si salva da solo … Lo sport ha questo di bello che tutto funziona avendo una squadra come cabina di regia. Gli sport di squadra assomigliano ad un’orchestra: ciascuno dà il meglio di sé per quanto gli compete … E’ così che piccoli gruppi, capaci però di restare uniti, riescono a battere squadre incapaci di collaborare …”.

Sergei Bubka - Simbolo di 'ascesi' nello sport

ASCESI. “.. L’ascesi … ti permette di vedere e comprendere meglio il centro: [dalle periferie] estraniarsi dal mondo per immergersi ancora meglio … Lo sport rappresenta tutto questo molto bene: mi immagino le scalate sugli Ottomila metri, le immersioni negli abissi, le attraversate degli oceani come dei tentativi per ricercare una dimensione diversa, più alta, meno abituale …”.

Alex Zanardi -'Riscatto'

RISCATTO. “.. non basta sognare il successo, occorre svegliarsi e lavorare sodo. E’ per questo che lo sport è pieno di gente che, col sudore della fronte, ha battuto chi era nato con il talento in tasca. I poveri hanno sete di riscatto: offri loro un libro, un paio di scarpette, una palla e si mostrano capaci di gesta impensabili … “.

(Fonti: ‘La Gazzetta dello Sport’, sabato 02/01/2021; ‘Sportweek’, periodico allegato, nr. 1/2021)

Importanti ricorrenze del 2021

Ricorrenze del 2021

Prendendo spunto dal messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, l’anno che sta per iniziare ci introduce a diverse ricorrenze e anniversari, di portata nazionale e non, “… Tappe della nostra storia, anniversari che raccontano il cammino che ci ha condotto ad una unità che non è soltanto di territorio. …”.

700 anni morte Dante Alighieri

Ecco ricorrerà il settecentesimo centenario della morte di Dante Alighieri (settembre 1321): già diverse le pubblicazioni uscite a riguardo e innumerevoli le iniziative programmate.

Bicentenario morte Napoleone Bonaparte

Duecento anni fa, il 5 maggio 1821, nell’isola atlantica di Sant’Elena moriva Napoleone: una data che tutti ricordiamo facilmente dai banchi di scuola per la celebre ode del Manzoni, composta quasi di getto pochi mesi dopo dalla sua scomparsa, quando apprese la notizia.

160 anni Unità d’Italia

In ambito più strettamente storico, ricorrerà il centosessantesimo anniversario dell’Unità d’Italia (mercoledì 17 marzo) 1 2 e delle Forze Armate (giovedì 4 novembre), il centenario della collocazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma 1 2, i settantacinque anni della Repubblica 1 2.

Centenario Milite Ignoto


“… Dal Risorgimento alla Liberazione: le radici della nostra Costituzione. Memoria e consapevolezza della nostra identità nazionale ci aiutano per costruire il futuro …”.

Caduta impero azteco

Sottolineiamo poi, andando più a ritroso nella storia, il 13 agosto 1521, gli spagnoli di Hernán Cortés conquistano la capitale degli aztechi Tenochtitlán (attuale Messico), distruggendo popolazione e città e decretando così la fine dell’impero azteco e per ciò l’inizio della caduta del loro mondo incontaminato, e il passaggio alla Spagna di quei territori.

(Fonti: www.ilsole24ore.com, www.larepubblica.it, www.difesa.it)

Una luce brilla per noi: è il Figlio del Dio Altissimo

Santo Natale 2020 – Una luce brilla per noi

Siamo come il popolo descritto da Isaia: camminiamo nelle tenebre , ma in questa notte vediamo una grande luce, quella stessa che vedono i pastori quando l’angelo annuncia loro che è nato per tutti un Salvatore, Cristo Signore. L’angelo si manifesta anzitutto a dei pastori. Colui che nasce viene infatti come il re-pastore, che avrà cura del suo popolo per condurlo a pascoli di vita. Lo farà, annuncia San Paolo a Tito, donando se steso per noi, come agnello condotto al macello, e così formare per sé un popolo puro. A illuminarci è la luce di questo amore che si dona fino alla fine.

(Fonte: fr. Luca Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza VA)

Natale 2020: il presepe di Cuveglio

Benché stiamo attraversando un periodo atipico e difficile per tutti, non potevamo mancare al tradizionale appuntamento con il Santo Presepe.
Nel rispetto delle norme restrittive imposte, pare giusto che anche la nostra chiesa sia illuminata dalla luce della Natività.
Quest’anno il gruppo degli ‘Amici del Presepe’ non ha voluto sbalordire con una “creazione”, come fatto negli ultimi anni, ma realizzare una rappresentazione più sobria, tornando a quello che è il presepe della tradizione.

A capeggiare sulla Sacra Famiglia sta la scritta ‘A tutti Sei venuto incontro …‘ riprendendo il Messaggio della nostro Vescovo, a testimoniare la vicinanza di Gesù Signore anche in questo momento di sconforto e afflizione … “Io sono il tuo vincastro ! ..”, sempre.

Solito impegno e lungimiranza da parte dei volontari che si rendono disponibili per l’appuntamento; imbastito come al solito il progetto ‘pronti, ..via !!’ e, pur avendo meno tempo a disposizione del solito, eccolo qua !

Natale 2020 – Gruppo ‘Amici del Presepe’, Cuveglio

Ecco allora da parte del gruppo ‘Amici del Presepe’ e di don Lorenzo un augurio di Buon Natale alla Comunità Pastorale e a quanti si troveranno a passare dinanzi al Presepe che abbiano allestito.

(Per le foto si ringrazia Daniele Loddo)

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Natale 2020: un augurio dalla Corale Amadeus

Natale 2020

L’anno che sta per terminare si è rivelato particolarmente insidioso per tutti, nessuno avrebbe scommesso su una situazione come quella attuale ! Ci ha limitato e limita tuttora noi e le nostre abitudini come le diverse attività del nostro vivere.
Questa pandemia non ha guardato in faccia a nessuno, arrecando sconforto e dolore, talora strappandoci anche gli affetti più cari ….
Le misure restrittive imposte hanno messo al tappeto tanti settori e, fra questi, anche quello della musica ne sta uscendo molto danneggiato !
La situazione venutasi a creare in questi mesi non ci ha permesso di poter tenere alcun concerto e allietare quanti ci seguono con il “nostro belcanto”.
La Corale Amadeus non poteva però lasciar passare inosservato questo importante momento che è il Natale, un Natale inusuale proprio per il contesto in cui ci troviamo ma alla cui atmosfera, nonostante tutto, non vogliamo sottrarci, affidando in particolare, con tutta la comunità, le nostre speranze ! …
Ecco allora che per far vivere la gioia del Natale e augurare a tutti di (poter) passare un buon periodo di festività la corale fa un regalo un pò particolare con un cameo di melodie natalizie, talune tradizionali (e tipiche del nostro repertorio) altre più ricercate ma di eguale impatto.
A tutti voi, a chi ama seguirci, ai coristi e alle loro famiglie, un augurio che porti serenità e – è il caso di dirlo – un futuro migliore.
Buon Natale a voi !!

Vieni Signore, poni la tua dimora tra noi

San Paolo, scrivendo ai cristiani di Roma, annuncia che il mistero, “avvolto nel silenzio per i secoli eterni “, si è ora manifestato (II Lettura). La promessa si compi nella storia. Nell’annuncio dell’angelo a Maria (Vangelo) si attua, infatti, ciò che Natan aveva profetizzato a Davide (I Lettura). Al suo re, che avrebbe voluto costruirgli un casa dove abitare, Dio capovolge la prospettiva: lui stesso – Dio – avrebbe donato a Davide e all’umanità tutta un discendente, nel quale e attraverso il quale avrebbe dimorato per sempre in mezzo al suo popolo. Non il tempio che Davide vorrebbe edificare, ma il Figlio di Dio che assume, attraverso Maria, la nostra carne, è il Dio-con-noi, cioè la vera dimora di Dio nella storia e tra gli uomini.
Perché questa inaudita promessa si realizzi è però necessario il “Sì” docile di Maria, secondo la logica dell’alleanza. Dio opera gratuitamente a nostro vantaggio, ma suscitando e attendendo la risposta della nostra libertà. Per questo motivo anche San Paolo sottolinea la necessità che ” tutte le genti giungano all’obbedienza della fede”. E’ la fede di Maris, è la nostra fede, a diventare spazio aperto e disponibile nel quale Dio può operare le sue meraviglie.

Vieni Signore Gesù, tu sei la gioia del mondo

Terza domenica d’Avvento

Il Vangelo è chiaro: Giovanni Battista non è il Cristo, e il battesimo di Giovanni non è il battesimo di Gesù. Altro è colui che predica la conversione, alto colui che offre al mondo la misericordia divina. Anzi, Gesù, venendo in mezzo a noi, è la misericordia divina in persona. Perciò è lui la luce del mondo ! Quando le forze l’oscurità del male ci sommergono, lui non ci abbandona mai. E, come scrive il profeta Isaia, possiamo esultare nel profondo dell’anima, perché “il Signore fa germogliare” nel modo di oggi – che ne ha tanto bisogno – i propri semi di giustizia e di lode (I Lettura).
Esultare, “essere sempre lieti“, è possibile ? Sì, ci risponde Paolo, perché degno di fede è colui che ancora oggi ci chiama (II Lettura). Ma si tratta di una gioia “nel Signore”, e di una gioia inseparabile dalla preghiera. E’ la gioia che chiediamo per il mondo intero. E’ la gioia che porteremo noi stessi agli altri, se ci lasciamo convertire e consacrare nello Spirito Santo.

A Riveder le Stelle

Prima stagionale Teatro alla Scala
‘Prima’ – Teatro alla Scala
‘A riveder le stelle’, lo spettacolo che sostituisce la prima della Scala: ecco il programma con tutti gli artisti e i brani

In diretta dal Teatro alla Scala di Milano “A riveder le stelle” – Lo spettacolo sarà un racconto dei grandi contenuti dell’opera e dell’arte, un susseguirsi di arie, duetti e terzetti raccolti per tema e raccontati con trovate di grande effetto scenico, tra la tecnologia e il video, da un lato, e la grande macchina teatrale scaligera dall’altro. I diversi temi verranno via via introdotti da artisti di fama internazionale, posti, per brevi letture, nei luoghi del teatro sconosciuti al grande pubblico.

Pur in un inedito scenario imposto dalle restrizioni per la pandemia da Coronavirus imbastito al fine di non rinunciare al classico appuntamento che inaugura la stagione teatrale, costretta a ripensare l’intera impalcatura del classico appuntamento milanese la macchina organizzativa del Teatro meneghino insieme al Coro e ai vari artisti intervenuti ha realizzato un evento-contenitore di alto contenuto musicale non solo italiano e di grande effetto scenico …

La scaletta

1. Francesco Cilea – Io son l’umile ancella da Adriana Lecouvreur – Registrazione (3’40”)
2. Inno di Mameli (3’)
3. Giuseppe Verdi – Preludio da Rigoletto (2’30”)
4. Giuseppe Verdi – Cortigiani vil razza dannata da Rigoletto – Luca Salsi (4’30”)
5. Giuseppe Verdi – La donna è mobile da Rigoletto – Vittorio Grigolo (2’)
6. Giuseppe Verdi – Ella giammai m’amò da Don Carlo – Ildar Abdrazakov (10’)
7. Giuseppe Verdi – Per me giunto da Don Carlo – Ludovic Tézier (6’30”)
8. Giuseppe Verdi – O don fatale da Don Carlo – El?na Garan?a (4’30”)
9. Gaetano Donizetti – Regnava nel silenzio da Lucia di Lammermoor – Lisette Oropesa (8’30”)
10. Giacomo Puccini – Tu, tu piccolo Iddio da Madama Butterfly – Kristine Opolais (4’)
11. Richard Wagner – Winterstürme da Walküre – Camilla Nylund e Andreas Schager (14’)
12. Gaetano Donizetti – So anch’io la virtù magica da Don Pasquale – Rosa Feola (5’30”)
13. Gaetano Donizetti – Una furtiva lacrima da Elisir d’amore – Juan Diego Flórez (5’)
14. (Ballo) Lo Schiaccianoci – Adagio dal Grand pas de deux, Atto II – Nicoletta Manni e Timofej Adrijashenko (5’30”)
15. Giacomo Puccini – Signore ascolta da Turandot – Aleksandra Kurzak (2’30”)
16. Georges Bizet – Preludio da Carmen (2’30”)
17. Georges Bizet – Habanera da Carmen – Marianne Crebassa (4’)
18. Georges Bizet – La fleur que tu m’avais jetée da Carmen – Piotr Beczala (4’)
19. Giuseppe Verdi – Morrò, ma prima in grazia da Un ballo in maschera – Eleonora Buratto (4’30”)
20. Giuseppe Verdi – Eri tu da Un ballo in maschera – Geroge Petean (4’30”)
21. Giuseppe Verdi – Ma se m’è forza perderti da Un ballo in maschera – Francesco Meli (5’30”)
22. Jules Massenet – Pourquoi me réveiller da Werther – Benjamin Bernheim (3’30”)
23. (Ballo) Waves – Roberto Bolle (7’)
24. (Ballo) Verdi Suite – Estratti dai ballabili da I Vespri siciliani, Jérusalem e Il trovatore, coreografia Manuel Legris – Martina Arduino, Virna Toppi, Claudio Coviello, Marco Agostino e Nicola Del Freo (7’)
25. Giuseppe Verdi – Credo da Otello – Carlos Álvarez (5’)
26. Umberto Giordano – Nemico della patria da Andrea Chénier – Plácido Domingo (5’)
27. Umberto Giordano – La mamma morta da Andrea Chénier – Sonya Yoncheva (5’)
28. Giacomo Puccini – E lucevan le stelle da Tosca – Roberto Alagna (3’30”)
29. Giacomo Puccini – Nessun dorma da Turandot – Piotr Becza?a (3’)
30. Giacomo Puccini – Un bel dì vedremo da Madama Butterfly – Marina Rebeka (4’30”)
31. Giacomo Rossini – Tutto cangia, finale da Guglielmo Tell – Eleonora Buratto, Rosa Feola, Marianne Crebassa, Juan Diego Flórez, Luca Salsi e Mirko Palazzi (3’30”)

https://www.raiplay.it/video/2020/12/A-riveder-le-stelle-128bb227-ed66-4267-a951-52642b57c39d.html

Prepariamo le vie del Signore che viene

Seconda domenica di Avvento

Chi tra di noi ascolterà Giovanni Battista e farà vere e proprie scelte di conversione ? Ricordandoci che la conversione non è farci santi con la nostra bravura, bensì orientare la nostra vita verso la misericordia divina che sta per manifestarsi, volgerci verso l’Amore che viene a salvarci !
Si tratta di preparare – insieme – la via del Signore, di togliere tutti gli ostacoli, in noi e tra di noi, che impediscono alla tenerezza divina di raggiungerci (I Lettura e Vangelo). Allora potrà manifestarsi il “battesimo di fuoco“; il fuoco dell’Amore che consuma il non-amore tra noi, e fa ardere i nostri cuori.
L’Avvento ci chiama alla conversione del cuore, così da affrettare la venuta del giorno del Signore. Dobbiamo prepararci insieme, perché verranno nuovi cieli e una terra nuova nei quali la giustizia – e solo essa – abiterà (II Lettura). Dobbiamo prepararvi il mondo intorno a noi: Dio vuole che nessuno si perda, ma questo dipende anche dalla nostra testimonianza !
La tua vita farà intravedere agli altri la bellezza della speranza ? Coraggio ! E’ la tua missione !

Maranà, thà ! “Vieni, Signore Gesù !”

prima domenica d'Avvento
Prima domenica d’Avvento

Nel cammino di fede, di preghiera e di celebrazioni che ogni anno le nostre comunità compiono, il tempo di Avvento è la prima tappa. Nela sua origine, il termine “avvento” (dal latino adventus, che corrisponde al greco parousìa) richiama l’attesa degli abitanti della città che si preparavano alla “venuta” del sovrano, in visita alla loro comunità.
In queste quattro settimane del tempo di Avvento anche le nostre comunità si preparano all’incontro con il loro Signore, Cristo Gesù, nelle sue due venute, quella ebraica (nel suo Natale) e quella definitiva (alla fine del tempo e del mondo). Nelle prime due settimane siamo invitati a preparare la venuta del Signore alla fine del tempo e del mondo.
Le letture bibliche di questo primo periodo orientano i nostri atteggiamenti alla vigilanza, alla veglia dal sonno spirituale e alla preghiera: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete il momento e l’ora” (Mc 13,33). Le due ultime settimane ci preparano alla venuta storica di Gesù, il suo Natale. Le letture bibliche (soprattutto a partire dal 157 dicembre) presentano i testi messianici che lungo la storia di Israele hanno alimentato la speranza nella venuta del Messia e la fiducia nella promessa di salvezza fatta da Dio all’umanità.
La preghiera della Chiesa nel tempo liturgico dell’Avvento è rivolta con fiducia al Signore che è venuto (nel Natale) e che verrà (alla fine del tempo e del mondo), che è presso il Padre, ma è anche presente nella sua comunità che prega, veglia e prepara il cuore ad accoglierlo. Lungo questo cammino di preparazione ci sostengono l’atteggiamento fiducioso della Vergine Maria (l’Avvento è il vero tempo mariano), il silenzio raccolto di San Giuseppe e l’esemplarità del Battista nel “preparare la via del Signore e nel raddrizzare i suoi sentieri” (Mc 1,3: testo che apre la prima domenica di Avvento).