San Carlo (mi) apre la stagione 2022

Si riparte – per quel che mi riguarda – con una nuova stagione dal cadreghìn.
La prima designazione di campionato mi mette in particolare apprensione devo ammettere (!!), al pari di approcciare con una adeguata preparazione tra RdG e Casistica, forse perché trovandomi di fronte ad una categoria con cui non ho molta esperienza.
Esordio stagionale ala palestra del Centro Giovanile San Carlo di Varese per arbitrare in coppia una partita di under 20 tra la formazione di casa guidata da Gaggini opposta alle coetanee di Atlas San Fermo.
Ben conosco la maturità e le ambizioni di ambedue i sodalizi memore del passato recente, e dunque immagino ci sia da aspettarsi un bella sfida. E i fatti ne danno prova !
San Carlo stenta a trovare i giusti equilibri fra il sestetto troppo slegato nelle fasi iniziali con il capitano di Atlas San Fermo D’Ingianni che coglie impreparata la ricezione di casa (0-2). Questione di poco perché San Carlo Si ritrovi (3-2) e riprenda il timone del set realizzando buoni gap (7-3, 16-8) per il conclusivo 25-14.
Il ritorno n campo non è dei migliori per le ospiti che subiscono subito il pressing della squadra di casa (10-5), ma complice una ricezione attenta e reattiva delle ragazze di Ambrosini la squadra di San Fermo rientra in gioco (15-10, 16-19) approfittando di alcune leggerezze in fase ricettiva e di difesa delle locali, realizzando un ghiotto break che costringe San Carlo ai vantaggi (27-25).
Terzo set che vede di nuovo San Fermo partire bene con un buon gioco d’attacco (0-3) ma le locali riescono nuovamente a rientrare pur non senza difficoltà. E’ verso la fine della prima rotazione che riescono a capitalizzare un buon momento (16-8 da 6-6) che scalfisce la grinta di San Fermo (20-9). Peraltro Atlas non getta affatto la spugna e arriva al 22-24 ma spreca la rimonta con una palla mandata in rete (25-22).
La “ridesignazione” a fare da secondo se da una parte risulta utile nell’evolversi della partita a dare enfasi allo spirito di collaborazione con il collega primo dall’altra mi richiama ancora una volta alla necessaria presenza del secondo laddove deve essere nei momenti topici di gara (non sempre ottimale da parte del sottoscritto.

L’under 13 chiude al PalaGemonio

La palestra comunale di Gemonio saluta la compagine dell’under 13 formato fipav che nell’ultima giornata ospitando le coetanee di Valbossa Volley, squadra capofila del girone.
Avvio peraltro incoraggiante per le nostre ‘Pulci'(2-0) che nelle prime battute sorprendono la retroguardia avversaria la quale però non fatica a ritrovarsi e a imporre la propria autorità contro un gruppo che viceversa fatica a trovare continuità e coesione nel suo gioco “a corrente alternata” (6-25) ! …..
Valbossa che non riesce ad … ingranare neppure ad inizio del secondo set ma la squadra di casa non ne approfitta (0-1, 1-3, 2-6), commettendo diverse lacune soprattutto in fase di ricezione (11-25).
Il terzo vede le ospiti continuare nella loro azione di gioco fluido ed efficace, le nostre non riuscire a reagire ad un gioco neanche troppo asfissiante (5-25).

La gara odierna segna anche l’arrivederci di coach Manfredi chiamata ad altri incarichi societari.

Potenza della radio

Ogni invenzione non è a sè stante ma soggetta inconfutabilmente ad una serie di passaggi e miglioramenti …

Nascita della radio

Un caso esemplare è quello dell’invenzione della radio, che deve i suoi natali alla primordiale scoperta delle onde elettromagnetiche – ovvero onde radio – le quali, condotte liberamente nell’aria, possono essere captate da appositi strumenti (pionieri di questa scoperta furono lo scozzese James Clerk Maxwell, padre teorico dell’elettromagnetismo – 1864 -, e il tedesco Heinrich Rudolf Hertz il quale successivamente ne dimostrò l’esistenza).

Invenzione della radio

In quegli anni peraltro alla portata della scoperta venne dato poco peso dal mondo della scienza.

Fu una specie di corsa a due” ( rif. www.focusjunior.it): dello studio e proprietà delle onde elettromagnetiche si interessarono due scienziati, l’italiano Guglielmo Marconi ed il russo Aleksandr Stepanovič Popov. Sebbene lavorassero anche geograficamente ben lontani, i due intrapresero lo stesso percorso, gli stessi passi che, muovendo da una tecnologia in grado di inviare e ricevere segnali radio anche a notevoli distanze.

Nel 1894 Marconi avrebbe lett