E-commerce, nuovo Eldorado

Per E-commerce si intende il complesso delle transazioni commerciali e anche delle piattaforme legate allo scambio di prodotti e servizi. Un modo di fare commercio che senza dubbio è sentito dagli imprenditori come un’opportunità in più per la loro attività, un nuovo Eldorado.

L’e-commerce così come lo conosciamo oggi non può essere certamente paragonato a quello degli albori – più o meno 20 anni fa – quando acquistare in Rete iniziava ad essere un’abitudine per i più smaliziati, per le differenti metodologie utilizzate e le rinnovate tecniche d’approccio.

Il fenomeno del commercio elettronico vide i suoi natali con le prime transazioni commerciali di metà anni Novanta allorché un impiegato dell’azienda americana NetMarket vendette a un amico un CD di Sting; successivamente avvenne la prima vendita online di una pizza. Di lì a qualche anno sarebbero nati Amazon ed eBay (1995), e poi Alibaba (1999), colossi attualmente ancora sulla cresta dell’onda del palcoscenico dei servizi e-commerce.
Nel frattempo, in quasi trent’anni la vendita tramite Internet di beni e servizi è cresciuta esponenzialmente, adattandosi all’evolversi dei tempi e alle esigenze dei consumatori.

Da una ricerca da parte dello studio Casaleggio Associati (2007), da sempre attento ai suoi sviluppi, che analizzava il primo decennio di andamento dell’e-commerce in Italia e in Europa, il nostro paese risultava essere il fanalino di coda nel settore tanto da parlare di ‘Eldorado latente‘, facendo emergere come l’ecommerce rivestisse allora una posizione marginale nell’economia del nostro paese.

Se già più di dieci anni fa il settore segnava una inversione di rotta cominciando ad assumere un peso via via crescente (per la verità in misura minore in Italia, maggiormente a livello europeo), il la ad una crescita sempre più dirompente si è denotato negli ultimi anni e in particolare dal 2020, pur essendo qua determinata da esigenze oggettive legate alla pandemia.

Fra il 2014 e il 2015 in particolare si colloca la chiave di svolta del settore con una incidenza sull’economia nazionale che ha raggiunto la doppia cifra, una crescita che si colloca controcorrente rispetto ad un PIL fluttuante.

Contestualmente, ecco allora che la rilevanza dell’argomento, dell’avere un negozio online, ha assunto una valenza strategica per qualsiasi impresa:
in corrispondenza allo stravolgimento delle consuetudini legato alla pandemia da Coronavirus che ci ha costretto a successive misure restrittive l’avere una vetrina su Internet è divenuto sinonimo di sopravvivenza per gli imprenditori.

Durante il lockdown, l’e-commerce è stato il principale, se non esclusivo, motore di sostentamento dei consumi, rendeendo meno amara la crisi delle vendite.

I dati sul commercio elettronico in Italia mostrano chiaramente come siano aumentati nel tempo gli acquisti da dispositivi mobile: il canale mobile conta poco meno del 50% del fatturato e-commerce.


Fra le varie tipologie di commercio elettronico, B2B (Business to Business) e B2C (Business to Consumer) i più comuni, grande rilievo sta assumendo in questi tempi il modello D2C, acronimo di ‘direct-to-consumer’ (diretto al consumo) sinonimo di commercio conversazionale. Si basa sulla vendita diretta al consumatore finale, controllando ogni aspetto dell’attività dalla produzione alla distribuzione dei prodotti. La potenza del commercio conversazionale sta nel porre il cliente (e la conversazione “diretta”) al centro del rapporto commerciale. In questo senso si parla di commercio conversazionale, ossia la vendita di prodotti o servizi attraverso conversazioni personalizzate. Un modello di business che colpisce nel segno in un periodo in cui i consumatori sono sempre più alla ricerca di autenticità e prossimità.

Se questo periodo di restrizione porta i grandi brand a rivedere i propri piani, quelli d2c hanno fatto passi avanti.

L’e-commerce si rivela essere al giorno d’oggi una strategia vincente per una realtà aziendale, a maggior ragione un tesoretto per le piccole imprese: è in ciò che sta l’essenza della Local SEO, con cui per definizione ha molto in comune verrebbe da dire (leggi commercio di prossimità) perché consiste sempre in un rapporto diretto fra commerciante e consumatore …

Di seguito, il Rapporto sull’E-commerce in Italia nel 2021. https://www.youtube.com/watch?v=Bkg0ZsSlYi4

(Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Commercio_elettronico, https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/ecommerce/, http://www.b2commerce.it/e-commerce-in-italia-un-eldorado-latente/, https://blog.osservatori.net/it_it/e-commerce-in-italia)

WooCommerce vs Shopify


Nel panorama delle piattaforme di e-commerce, WooCommerce e Shopify sono quelle più affermate e popolari, più facili ed utilizzate sul mercato (1 2).
Ambedue possono essere utilizzate senza bisogno di particolari requisiti né dell’aiuto di professionisti; ognuna delle due presenta propri punti di forza per rappresentare la soluzione ideale al fine di implementare il proprio negozio online come pure svantaggi.
Primo carattere distintivo fa riferimento alla loro “natura”: mentre Shopify è a pagamento, WooCommerce, plugin associato al CMS WordPress, è fondamentalmente gratuito, fintantoché non si voglia personalizzarlo secondo le proprie esigenze.

Shopify è un ‘prodotto chiavi in mano’: una volta acquistato “pronti-via” … si va in strada con la sola preoccupazione di allestirlo con i propri prodotti etc. (.. affermazione comunque del tutto relativa, considerando comunque la sua strutturazione !). WooCommerce invece si presenta come un vero e proprio programma ‘indipendente’, da personalizzare in base alle proprie esigenze in termini di ecommerce.

Una delle decisioni principali da parte dell’utente è (saper) cogliere se è orientato ad una piattaforma di e-commerce open source (gratuita) piuttosto che ad una più user-friendly che al contrario prevede una tariffa mensile.
Shopify è la soluzione ideale per iniziare da subito, eliminando complicazioni dovute all’hosting (acquisto dello spazio per il sito web) e alla gestione degli aspetti tecnici legati al negozio online, sostituendoli con una svariata gamma di strumenti di facile utilizzo per le varie esigenze, rendendolo così funzionante in pochi minuti. Shopify è la scelta ideale se si desidera un pacchetto all-in-one per il proprio negozio di e-commerce. WooCommerce si presta invece alla personalizzazione del proprio ecommerce.
Approfondimenti qui:
https://ecommerce-platforms.com/it/compare/shopify-vs-woocommerce-comparison#woocommerce-vs-shopify-difference

Shopify è una soluzione di e-commerce all-in-one progettata per offrire tutto il necessario per iniziare subito. Consente di ‘bypassare’ eventuali complicazioni che possono derivare dal dover gestire gli aspetti tecnici ricorrendo invece a strumenti di facile utilizzo. Se questi ne sono i privilegi, se cioè Shopify ha il pregio di essere funzionante in pochi minuti, ciò si traduce nella mancanza di un controllo completo sul progetto. WooCommerce, a parte il fatto di essere in stretta relazione con WP, si presenta come una piattaforma open-source (‘Le soluzioni open source sono spesso piene di funzionalità uniche perché vengono costantemente sviluppate‘) e self-hosted cioè prevede pieno controllo sia sul dominio del sito che sull’hosting, pieno controllo sui contenuti che vengono caricati permettendo, a differenza del concorrente, e di avere il controllo su aspetti più peculiari (come il citato hosting). Può inoltre contare su di una vasta community, garantendo una piena personalizzazione del negozio online.


In definitiva, Shopify offre tutte le funzionalità necessarie per gestire e far crescere la tua attività. WooCommerce è la soluzione ideale se si ha già un sito wordPress e si vuole poter avere un maggiore controllo sul proprio negozio.