Segreti SEO: tutto quello che devi sapere

(mercoledì 2 novembre)

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In questo articolo scopriremo tutti i segreti SEO, analizzeremo quali sono i fattori che determinano il posizionamento sui motori di ricerca di una pagina e capiremo come migliorare la nostra situazione.

Ecco una breve lista dei punti chiave che prenderemo in considerazione:

  • Backlink: sono il fattore principale che determina il rank di una pagina su Google.
  • Il livello di autorevolezza dei backlink influisce sul ranking dell’intero sito.
  • Concentrare la pubblicazione di post che trattano un unico argomento aiuta il posizionamento.
  • Analizzando i risultati nella SERP scopriamo che la lunghezza del contenuto è un fattore che i motori di ricerca reputano essenziale.
  • Aggiungere il protocollo di crittografia HTTPS aiuterà le tue pagine a salire in classifica.
  • È preferibile utilizzare URL non troppo lunghe.
  • I post con almeno una immagine sono più apprezzati dai motori di ricerca.
  • La velocità del sito conta: pagine che si caricano velocemente sono premiate rispetto a siti “simili”, ma più lenti.
  • Ad un basso bounce rate viene associato ad un alto ranking su Google.

Ora che abbiamo fatto un po’ di chiarezza, analizziamo i punti singolarmente.

1. Segreti SEO: Backlink

Segreti SEO: Backlink

Il numero di referral è il primo fattore da tenere a mente quando si ha la necessità di posizionarsi sui motori.

Con referral intendiamo tutti i siti che hanno pubblicato un link, ad una delle nostre pagine, all’interno di un loro post.

Google ragiona come un essere umano: quando si tratta di scegliere un ristorante daresti più fiducia ad uno che ha centinaia di recensioni positive o ad uno che ne ha due eccellenti?

È per questo motivo che è meglio avere molti siti collegati al tuo, piuttosto che uno solo che genera backlink continuativi nel tempo, perché questi ultimi perdono di valore.

In questo articolo spieghiamo qualcosa di più sui backlink.

2. Segreti SEO: Autorevolezza

Segreti SEO: Autorevolezza

Rispetto a quanto appena detto, possiamo aggiungere un altro fattore molto importante: l’autorevolezza del sito che linka il tuo.

Se dovessi acquistare un libro di ricette seguiresti il consiglio di Carlo Cracco o di uno sconosciuto che hai incontrato sull’autobus?

Allo stesso modo, i motori di ricerca stilano una classifica dei siti più autorevoli in rete e determinano un punteggio a seconda del sito che ci segnala.

Se ne determina che ha molto più valore un backlink da un sito veramente autorevole che 100 backlink da pagine poco considerate.

L’importanza dei backlink autorevoli è fondamentale per una SEO di successo, come spiegato nell’articolo Perchè è importante fare Guest Blogging.

3. Segreti SEO: Focus

Agli albori delle tecniche SEO, Google determinava il contenuto di una pagina esclusivamente grazie alle parole chiave che in essa erano inserite.

Le pagine venivano posizionate utilizzando piccoli “trucchetti” come inserire la parola moltissime volte all’interno del contenuto, nascondendola con caratteri simili allo sfondo e così via.

Grazie ad Hummingbird, uno degli algoritmi di Google, le cose sono cambiate, e il motore di ricerca riesce a riconoscere l’argomento di ogni pagina.

È per questo motivo che è bene concentrare gli sforzi di copywriting su un unico argomento per ogni articolo.

4. Segreti SEO: Contenuti

Segreti SEO: Contenuti

I post lunghi sono quelli preferiti dai motori di ricerca. Da una ricerca online si evince che il numero medio delle parole contenute negli articoli in prima pagina Google è 1890.

Questo dipende dal fatto che un post lungo è presumibilmente più esaustivo per gli utenti, che quindi generano interesse, commenti, condivisioni social ecc.

Google associa un articolo lungo al fatto che l’argomento trattato in esso sia stato analizzato nella sua interezza.

Un blog con articoli prevalentemente lunghi offre anche un buon indice di affidabilità per l’intero sito, significa che l’editore ha cura dei suoi testi e quindi dei suoi utenti.

Per ulteriori approfondimenti: Come scrivere un Blog.

5. Segreti SEO: HTTPS

Segreti SEO: HTTPS

Sebbene non ci sia una fortissima correlazione tra il protocollo HTTPS e una migliore SEO possiamo senz’altro dire che l’utilizzo del protocollo sicuro è un indice di affidabilità per Google.

Come scritto dagli stessi autori di Google, la sicurezza è una priorità assoluta è quindi è stato inserito l’HTTPS come indice da valutare nella graduatoria di un sito web.

Anche se attualmente, solo l’1% dei siti al mondo utilizza il protocollo protetto, Google si sta adoperando perchè, in futuro, diventi uno standard per tutti.

Cambiare protocollo però non è semplice quindi, prima di prendere ogni decisione, ti rimandiamo alla documentazione ufficiale di Google.

6. Segreti SEO: URL

Segreti SEO: URL

Le URL brevi tendono a posizionarsi meglio rispetto a quelle lunghe per due principali ragioni.

In primo luogo una URL come webipedia.it/titolo-post, è più facile da comprendere rispetto a una come webipedia.it/2016-02/categoria/argomento/ecco-il-titolo-del-mio-post.

Matt Cutts infatti svela che gli algoritmi di Google tendono a dare poca importanza al contenuto dopo la quinta parola nella URL.

In secondo luogo, se una pagina è stata catalogata con troppe “ramificazioni” (e che quindi richiede troppi link per essere raggiunta dalla home page), potrebbe significare che è “poco considerata” dallo stesso autore, e di conseguenza anche dai motori di ricerca.

Fortunatamente, risolvere questa questione è molto facile: puoi consultare questo articolo per capire come strutturare alla perfezione i tuoi permalink.

Un altro aspetto che nel mondo SEO ha perso un po’ di valore è l’inserimento della parola chiave all’interno del titolo del post.

È sempre bene che le parole chiave siano riportate anche nel titolo, ma i nuovi algoritmi premiano maggiormente il contenuto testuale della pagina.

7. Segreti SEO: Immagini

Segreti SEO: Immagini

Tutti gli studi di settore convengono che le pagine corredate da più immagini tendono a generare più visualizzazioni e interazioni social.

Da qui si deduce che dovrebbero anche essere premiate lato SEO, e infatti è così.

Non esiste però alcuna correlazione significativa tra il numero di immagini inserite e un migliore posizionamento. Il nostro consiglio quindi è di inserire sicuramente un’immagine che sia esplicativa per l’articolo e di usarne altre se possono essere utili alla lettura o alla comprensione del testo.

Per ottimizzare al meglio le tue immagini leggi come ottimizzare le immagini web.

8. Segreti SEO: Velocità

Segreti SEO: Velocità

Utilizzando Alexa per analizzare i dati di ogni sito internet, si può notare una forte correlazione tra la velocità di caricamento delle pagine e la loro SEO.

L’utilizzo sempre più massiccio dei dispositivi mobile ha reso internet indispensabile anche per chi non è collegato ad una rete fissa ad alta velocità.

L’ottimizzazione di ogni componente del tuo sito web sarà un fattore sempre più determinante agli occhi dei motori di ricerca.

In un post sul forum ufficiale di Google abbiamo trovato questa dichiarazione:

You may have heard that here at Google we’re obsessed with speed, in our products and on the web. As part of that effort, today we’re including a new signal in our search ranking algorithms: site speed. Site speed reflects how quickly a website responds to web requests.

Siti più veloci è uguale a utenti più felici, ma non solo, la maggiore rapidità di caricamento determina una riduzione dei costi di esercizio.

È per questo che l’indice di velocità è stato aggiunto agli altri nella determinazione del ranking di un sito web.

Diversi sono gli strumenti che Google suggerisce di usare per verificare la velocità di caricamento delle pagine:

  • Strumenti per Webmaster (o Search Console): il software più completo per la verifica di un sito web.
  • Page Speed: un modulo open source di Google che valuta le performance di una pagina e fornisce alcuni suggerimenti su come migliorarla.
  • YSlow: simile al precedente ma realizzato da Yahoo.

Nel nostro Corso Google Strumenti per Webmaster imparerai tutto quello che serve per monitorare la salute del tuo sito.

9. Segreti SEO: Bounce Rate

Segreti SEO: Bounce Rate

La miglior user experience possibile è il traguardo che Google cerca di raggiungere ogni volta che mette mano ai propri algoritmi. Per una SEO di successo, tutti i fattori che determinano un miglior coinvolgimento degli utenti sono da considerare.

Tra questi, la frequenza di rimbalzo (Bounce Rate) e il tempo di permanenza sul sito sono fra i più importanti.

Se un utente raggiunge una pagina tramite la ricerca e ne esce immediatamente, significa che probabilmente non ha trovato quello che cercava, oppure che la pagina di atterraggio non era abbastanza attrattiva per fargli continuare la lettura.

Se invece la maggioranza degli utenti si sofferma a lungo, e magari interagisce con la pagina con un commento o uno share sui social, indica che il contenuto è stato apprezzato.

Analizzare il comportamento degli utenti sarà una delle attività indispensabili per capire come migliorare i propri contenuti e ottimizzarli per farli rendere al meglio.

 

(tratto da www.webipedia.it, 25 febbraio 2016)

EDIZIONE STRAORDINARIAAA: "La SEO è morta !!" …

(sabato 22 ottobre)

Nella vita comune, o meglio in una vita astratta come può essere quella vissuta nel mare di Internet, da cybernauta, quando si sentono strombazzare o sostenere frasi un pò controcorrente in rapporto alla moda del momento che per chi non conosce bene l’argomentazione fanno tremare o meglio dire ‘Ma adesso ?? .. che non si fa più ?? E’ che ci ho speso tempo per farmelo entrare nella zucca !! …’

Da neofita del settore, mi è capitato in questi giorni navigando periodicamente su Internet, di denotare sinistre esclamazioni che declamavano quasi ai quattro venti, come fosse una cosa che tutti conoscono – ma questo non c’entra, altrimenti usciamo dal seminato -, e per chi invece già ne masticava, ne aveva sentito parlare o peggio – come il sottoscritto – stava muovendo i primi passi affascinato dalla nicchia di settore: “La SEO è morta !”. Poi, sentilo una, due volte, … alla fine quasi bannerizzato appena apri Facebook non riesci a non farcene caso, a non dare peso ….

Decidi allora di reperire qualche informazione in più su ‘quanto si dice’, di indagare un pò sulla questione, di trovare qualche riferimento … (guarda caso): cosa di meglio dello sterminato mare di Internet ?! E cosa ne esce ?? Beh, senz’altro, in un perfetto stile da “urlatore”, il fine del messaggio era sì quello di seminare panico – o meglio, panico per noi comuni mortali, che forse non ce ne capiamo, piuttosto che lanciare un “alert” a potenziali clienti/aziende – ma leggendo un pò di letteratura e qua e là tra i gruppi/blog dedicati, alludeva ad una trasformazione “indotta” di quella che era la SEO (Search Engine Optimization) alla sua nascita, nei primi anni del Ventunesimo secolo.

Conoscendo le potenzialità e le finalità dello strumento, figuriamoci se si poteva trattare di un addio senza se e senza ma !! … Ddisatroooooo !!!!

Di seguito riporto alcuni articoli che vanno a trattare l’argomento, taluni lasciando pensare “.. Chissà ! …” altri invece che spiegano più dettagliatamente la causa e il significato (molto interessante l’ultimo !) dell’affermazione.

 

 

 

 

La SEO è morta? Intervista a Giorgio Taverniti (Giorgiotave)

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Quante volte abbiamo sentito o letto la frase “la SEO è morta“? E’ morta o è divenuta molto complessa?

Abbiamo la fortuna di parlarne con Giorgio Taverniti, conosciuto da tutti come “Giorgiotave“.

 

Oggi parliamo di SEO con una persona che non ha bisogno di presentazioni: Giorgio Taverniti (alias Giorgiotave), che ringrazio per la disponibilità e la professionalità con le quali ha risposto alle mie domande.

 

1) Per prima cosa, ci racconti chi è Giorgio Taverniti .. o meglio, Giorgiotave? Ci parli delle tue innumerevoli attività e iniziative (da GT Idea al forum, per arrivare ai convegni  GT)?lasem-2                                         La SEO è morta? Giorgio Taverniti (Giorgiotave)

Mi piace una descrizione che hanno fatto di me nei primi anni dell’attività:

Fondatore di GT Idea e di uno dei forum dedicati alle tematiche SEO,SEM e SMM più attivi in Italia, è impegnato attivamente nella gestione di una community di oltre 100.000 specialisti del web, stimolando l’interesse e la crescita dei suo partecipanti attraverso un’opera quotidiana di divulgazioneformazione. Forte di un originale approccio alla gestione delle comunità, il forum gt si differenzia dal panorama internazionale dei forum SEO incentivando la condivisione e la diffusione delle più efficaci tecniche di posizionamento sviluppate dagli iscritti.

È passato molto tempo, ma il cuore della descrizione è ancora valido.

In questi anni insieme a Cosmano Lombardo e Andrea Pernici ci siamo concentrati molto nella crescita della GT Idea riuscendo a portare avanti il Network, aumentare l’apporto nella formazione e offrire servizi di consulenza.

Così abbiamo creato un team di persone con la voglia di migliorare le cose e che ogni giorno si batte per ottenere risultati migliori.
Ed è così che nascono le idee e le iniziative più belle.

Attualmente siamo impegnati su più fronti:

  • stiamo studiando un cambio radicale e rivoluzionario per il forum GT
  • sta per avere luogo a Roma, il 4 Luglio, la seconda edizione del Festival del Web Marketing
  • cerchiamo di dare spazio a progetti innovativi
  • progettiamo un cambio nei vari siti del Network
  • innoviamo sempre più i servizi di consulenza

È una crescita costante di ognuno di noi e del gruppo.

 

 

2) Mi ha colpito il motto del tuo profilo Google+, che ho usato come titolo del post: “La SEO non morirà mai, perché è uno stile di vivere il Web“. Mi trovi d’accordo.
Puoi argomentarlo per in nostri lettori?

La SEO è morta? Non morirà mai!

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Ogni anno, dal 2000, qualcuno dice che la SEO è morta. Questo perché, specialmente negli ultimi anni, è diventata molto complessa. Le persone non comprendono i meccanismi che ci sono dietro alle modifiche di Google e quando esce una nuova news dicono che la SEO è    morta.

In realtà sono persone non competenti. E, secondo me, non capiscono di web a 360°, non hanno una visione chiara.

Essere un SEO ti porta a vedere le cose in un modo completamente differente. Ti permette di interagire con tutte le altre figure del reparto digital e ti consente di dire la tua in qualsiasi canale web, perché tutti i canali oggi influenzano il posizionamento organico. E comunque, tutti i canali hanno un contenuto da ottimizzare per renderlo visibile.

Questo approccio non lo possono avere le altre figure. Il SEO può spiegare come i motori di ricerca interagiscono con i social, il codice della pagina, il server, il layout, il mobile, i contenuti e tante altre cose.

Non esiste una figura che può permettersi di interfacciarsi a quel livello con tutte le altre. Ed è per questo che alla fine diventa uno stile di vivere il web.

 

3) Cosa significa, oggi fare SEO? Quali sono diventati i cardini di tale attività? E come sono variati (in un breve raffronto) nel tempo?

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Keyword strategy: conoscenze SEO e di marketing

La cosa più importante che è cambiata è la keyword strategy. È sempre di più un vero pilastro della SEO.
E si è evoluta talmente tanto che servono siaconoscenze SEO che di Marketing. E non è facile.
Dietro ogni ricerca delle persone c’è un bisogno che noi possiamo soddisfare, ma prima di noi c’è Googleche lo interpreta e prova a dare una risposta. E molte volte non contano i link, i contenuti, le penalizzazioni, ma conta riuscire a soddisfare l’utente. Perché se offri quello che vuole, e in quella SERP passa un quality rater o molti utenti “valutano” la tua risorsa come valida per quella chiave, col cavolo che scendi

Un po’ di tempo fa, mi ha intervistato Giovanni Sacheli (l’intervista) chiedendomi di dare delle percentuali di influenza ad alcuni fattori. Ho risposto così:

Analisi delle parole chiave: 100%, SEO on-page (Meta tags, LSI, SEO Copywriting): 0%, Ottimizzazione del crawling: 0%, Link building: 0%, Social media management: 0%, Content generation: 0%
Concludendo: speriamo nasca una nuova generazione di SEO che prima di ogni cosa, analizzi si le parole chiave, ma poi si studi bene le SERP.

 

4) Noto spesso una grande difficoltà da parte delle aziende nell’approccio all’attività SEO e di promozione dei siti web nei confronti dei clienti. Mi spiego meglio con la domanda: qual è, secondo la tua esperienza, la miglior formula di vendita di questi servizi? Basata sugli obiettivi (richieste informazioni dai siti, acquisti, ecc.)? Basata sulla posizione raggiunta nelle SERP?

 

Purtroppo non so risponderti. Nel senso che a noi ci contattano perché vogliono lavorare insieme a noi. Non abbiamo commerciali o formule di vendita.

 

 

 

5) Qual è l’errore assolutamente da evitare in ambito SEO e di promozione di un sito web? lasem-5E quello che ti capita di notare più spesso?

 

 

                                                                                                                                                                   Errori SEO: Giorgio Taverniti (giorgiotave)

Quello che mi capita di notare più spesso è l’uso errato del Title.
L’errore da non fare e mi riallaccio alla domande 3… è di creare una keyword strategy o comunque un piano di comunicazione senza prendere in considerazione questo: “The Customer Journey to Online Purchase”.

 

6) Parliamo di penalizzazioni da parte di Google. Ci racconti qualche esperienza che possa darci delle indicazioni interessanti? Le attività da evitare per non incappare in questo fastidioso evento? Nel caso accadesse, come consigli di agire?

 Ho delle slide bellissime su SlideShare.

http://image.slidesharecdn.com/milano13penalizzazioni-131024083648-phpapp02/95/le-penalizzazioni-di-google-smau-1-638.jpg?cb=1447686083

Sono ancora valide

 

7) Cosa ne pensi della Local SEO? Hai qualche consiglio sull’argomento lasem-6Local Strategy“?

 

Di sicuro di non lasciarsi sfuggire Google My Business (se vi rivolgete a persone che usano Windows Phone usate anche Bing Places).

Local SEO strategy – La SEO è morta?

Ad oggi My Business è lo strumento più potente per chi si occupa di local: da un unico posto si possono gestire le informazioni che poi compaiono nelle SERP di Google, su Maps e su Google Plus.

E il progetto di Google è molto ambizioso.

 

 

8) Se fatto con serietà, sono un sostenitore del “Guest Posting“, lasem-7perché ritengo sia un modo di condividere esperienze e contenuti di qualità.. è un po’ come invitare un ospite in una trasmissione radio o televisiva. Tu cosa ne pensi?  Quali sono le tecniche SEO off-site che prediligi?

 

La SEO è morta? E il Guest Posting?

Il problema non è mai la tecnica, ma l’uso che se ne fa. Google non è contrario a Guest PostingDirectoryArticle Marketing, ma tende a penalizzare coloro che utilizzano queste forme per introdurre  link fatti appositamente per spingere un sito nei risultati di ricerca.

Quindi se volete farne, di qualità, fatevi linkare semplicemente con www nome del vostro dominio.it.

A me piacciono molto le campagne che mirano a creare un forte interesse verso un’iniziativa: per esempio i contest.

 

9) La “web advertising” si sta evolvendo di giorno in giorno. Recentemente ho fatto un post su questo blog relativo alla “Native Advertising” che apprezzo particolarmente. Quale sarà, secondo te, il trend che andrà a delinearsi?

 

Di sicuro Facebook l’ha capito prima di tutti. Ad oggi il 60% dei suoi introiti viene proprio dal Native. Questo sarà un trend sicuro, un altro è quello di personalizzare sempre di più l’annuncio a seconda dell’orario e del dispositivo della persona che sta guardando l’annuncio.

 

Social network e Web Marketing

 

10) Pensi che la maggior fonte di traffico per un sito web rimarrà derivante lasem-8dai motori di ricerca o si sposterà sempre di più verso social network? Visto che abbiamo toccato l’argomento: qual è il tuo rapporto con i social network? Fanno parte di tuoi “piani strategici“?

 

Social Network e Web Marketing

Dipenderà sempre dai progetti, anche se basarsi sul traffico è errato. Bisogna vedere poi a cosa serve quel traffico, che obiettivi ci siamo posti e come li stiamo tracciando.

Proprio nell’analisi di Google si mostra come i social convertono solo per il 16% contro i motori di ricerca al 41%.

Quindi dipende dal progetto.

Io mi trovo benissimo con i social network e ovviamente rientrano nei nostri piani strategici e in quelli dei nostri clienti. Per fare una buona attività di Web Marketing non puoi tralasciare i canali utili ai tuoi obiettivi.

 

Google e la lotta contro la SEO

11) Da professionista che opera in questo settore, spesso mi faccio odiare affermando che appoggio Google nella “lotta contro la SEO“. lasem-9Chiaramente la mia è una provocazione verso quei “trucchetti” che troppo spesso mi trovo a dover vedere. Io ritengo che tali azioni abbiano “le gambe corte” e che il futuro sia completamente orientato ai contenuti. Tu cosa ne pensi? Mi odi? 

                    Google e la lotta contro a SEO

No
Io credo che Google stia facendo l’errore di chiudersi dentro il suo punto di vista andando contro i webmaster, invece che lavorare insieme.

Per tagliare fuori chi fa spam, sta tagliando fuori tutta la categoria. Cosa veramente stupida.

Comunque, non è il futuro che è orientato ai contenuti… è il passato ed il presente. È sempre stato così

 

 

Microdati, Microformati, Rich Snippet

12) Microdati, Microformati, Rich Snippet: pensi che in futuro lasem-10possano diventare una discriminante importante nel posizionamento, oltre che per il CTR nella Serp?

 Tra molti anni si. Nel senso che i motori di ricerca avrebbero un gran vantaggio se tutto il codice del web fosse formattato in un

Microdati, Microformati, Rich Snippet

certo modo.
Se arrivassimo a questo punto, si, diventerebbe una discriminante.

 

(tratto da www.alessiopmaro.com, 25 giugno 2014)

 

 

 

LA SEO È MORTA! VIVA LA SMO!

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FOCUS: ci s’interroga se la SEO abbia ancora la stessa importanza di qualche anno fa, raccontando la sua evoluzione verso la SMO (Social Media Optimization).

La SEO è al capolinea?

Mi trovo spesso a parlare di SEO con amici “addetti ai lavori”, così tra un caffè ed una chiacchiera sul nuovo algoritmo di Google, ci chiediamo se la SEO sia morente o se abbia ancora speranze di vita.

Il 2011 è stato un anno di grandi cambiamenti, è iniziato con l’annuncio di Google Panda che ha fatto stragi di siti ben posizionati che però sfruttavano infiniti elenchi di directory ed usavano in modo selvaggio l’article marketing. Il Panda di Google si è dimostrato tutt’altro che il mite e simpatico orsetto che eravamo abituati a considerare; sarebbe stato meglio chiamarlo Google Grizzly per quanto abbia scosso il mondo della SEO.

Le agenzie di SEO erano tutte concentrate sulla tecnica e sui trucchi più o meno leciti che permettevano a siti di dubbia utilità di essere posizionati in prima pagina.

Oggi, e per fortuna, l’aspetto fondamentale di ogni sito è il suo contenuto. Tuttavia concentrarsi sui contenuti è molto più difficile che fare un elenco di link; si è passati dalla quantità alla qualità,passaggio  che ha fatto traballare anche le grandi agenzie di SEO. Ad un tratto non bastavano più i soldi per comprare link, bisognava essere in grado di creare contenuto utile e ben scritto.

Avere centinaia di backlink generici ha perso la sua importanza, a vantaggio di pochi link ma di qualità, ovvero posizionati in contenuti in linea con il sito linkato ed in pagine con pochi altri link verso l’esterno.

Ecco quindi spuntare un concetto importante, quasi dogmatico: dal marketing tradizionale (outbound) siamo ormai passati all’inbound marketing ovvero dalle strategie per trovare clienti siamo passati alle strategie per farsi trovare dai clienti. Fanno parte dell’outbound marketing cose come la pubblicità in TV, la radio o volantini inviati a casa. Sono tutte attività che interrompono senza consenso ciò che le persone stanno facendo, come ad esempio vedere un film o ascoltare la musica. Sono azioni che si rivolgono ad un pubblico di massa con ritorni sugli investimenti non sempre misurabili.

Diversamente l’inbound marketing si basa su strategie che permettono di essere trovati dai potenziali clienti ovvero su tre concetti chiave:

  1. Contenuti (guarda un po’…);
  2. Search Engine Optimization (di nuovo la SEO?) e Social Media Optimization (SMO ovvero il futuro dell’Internet Marketing);
  3. I Social Network.

In altre parole la strategia di base (fondamentale) è scrivere contenuti di qualitàottimizzare il sito per favorire i motori di ricerca (farsi trovare da chi cerca) ma soprattutto usare i Social Network perraccontare della nostra attività o del nostro prodotto/servizio.

Possiamo tranquillizzarci ora? Abbiamo addomesticato il Panda? Sì, fino a quando Google non ci ha proposto Google Fresh!

Lo scopo di Google Fresh è fornire all’utente il contenuto più recente in un range di tempo sensibile. Un esempio? Quando c’è stato il lancio di Volunia (il nuovo motore di ricerca tutto italiano) mi è accaduto una cosa alquanto strana, così strana che ho immediatamente effettuato uno screen print di cui vi mostro il risultato (fate clic sull’immagine per ingrandirla):

 

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Come potete vedere nel campo di ricerca avevo digitato la query google e come risultato ho ottenuto in prima posizione un articolo del Corriere della Sera che parlava di Volunia. Se guadate bene era una notizia pubblicata due ore prima che io effettuassi la ricerca. Per la cronaca, l’articolo faceva un confronto tra Volunia e Google. Aggiungo, per gli addetti ai lavori, che non ero connesso con nessun servizio Google e da poco avevo anche cancellato la cache. Ho effettuato la stessa ricerca mezzora dopo, ma l’articolo era già scomparso ed al primo posto era tornato, come ci si aspetterebbe, il link a Google.

Quali sono le implicazioni di Google Fresh? Questo nuovo algoritmo costringe i webmaster all’aggiornamento con maggiore frequenza dei contenuti del proprio blog o sito; questo vuol dire anche essere maggiormente informati e fornire contenuti non solo qualitativamente elevanti, ma ancheparticolarmente pertinenti con ciò che sta accadendo relativamente all’area d’interessa del sito.

Di nuovo l’accento sui contenuti e di nuovo le tecniche SEO passano in secondo (terzo? quarto?) piano.

Quindi la SEO è davvero morta? Forse sì, almeno la SEO che siamo abituati a pensare. Oggi la SEO si sta evolvendo sempre di più verso la SMO che è costituita da azioni sempre meno tecniche e con maggiore importanza del fattore umano.

Le agenzie SEO, tutte incentrate sulla tecnica, sono seriamente in pericolo. Un bravo consulente con ottime capacità di copywriting e marketing può fare la differenza. Infatti la SMO si basa su azioni come il commentare su altri blog in modo intelligente e non invasivo (SPAM), come quello dell’aggiornamento di stato nei profili dei Social Network, creando sondaggi, contenuti che favoriscano la loro condivisione. Il consulente SMO crea (inventa) video su Youtube, condivide foto, organizza flussi RSS per favorire gli aggiornamenti e, tra le altre cose, gestisce la reputazione online (ORM).

Sempre più aziende stanno comprendendo che è necessario non solo avere una presenza nei social network, ma anche gestirla in modo strategico, coinvolgendo gli utenti, coccolando i clienti, gestendo ed amplificando le relazioni, creando comunità.

Finalmente siamo tornati ad una gestione SEO/SMO dove l’uomo fa la differenza, dove non è solo una questione di chi ha più soldi, ma di chi ha maggiori capacità di scrivere un testo, di comunicare un sentimento, di raccontare una storia.

 

Personalmente mi piace molto questa nuova prospettiva, la ritengo non solo più utile, ma maggiormente democratica perché, potenzialmente, alla portata di tutti.

 

 

(tratto da http://www.marketingsocialnetwork.it)

lasem-13La SEO è morta: viva la SEO (e il social media marketing)

La SEO è morta? Se ne discute da diversi anni. Anzi: ammesso che la SEO si trovi in cattive condizioni, il dibattito sul suo destino è più vivo che mai. Stando a Google Search, solo negli ultimi 30 giorni sono stati pubblicati nel web oltre mille documenti, in lingua inglese, contenenti l’espressione esatta “SEO is dead”. Quasi il triplo sono quelli in italiano, contenenti l’espressione “la SEO è morta” o “il SEO è morto” (a proposito: perché prevale l’uso al maschile, visto che traduciamo optimization con “ottimizzazione”?) Sempre secondo Google, il termine SEO mantiene lo stesso livello di popolarità nelle ricerche degli utenti dal 2009. Quanto alle ricerche effettuate con l’espressione per esteso – “search engine optimization” – esse sono in crescita (fonte: Google Trends).

Di solito chi sostiene la tesi secondo la quale il lavoro di ottimizzazione di siti e singole pagine web per i motori di ricerca sia diventato superfluo fa notare la progressiva diminuzione di peso del traffico organico rispetto a quello ottenuto attraverso i social media come Facebook, Twitter o altri. Si tratta di un argomento debole. Il traffico che otteniamo è soprattutto frutto delle nostre scelte e delle nostre strategie. Certo, se pubblichiamo pochi contenuti di qualità sul nostro sito e dedichiamo invece molte energie a disseminare backlink nei social media, dove peraltro saranno in molti casi accompagnati dall’attributo “nofollow” e quindi in linea di massima ininfluenti ai fini del posizionamento nelle SERP, la resa in termini di traffico organico sarà modesta.

Nel caso del sito di Spindox, a titolo di esempio, il traffico organico contribuisce per il 22,5% del totale, circa il doppio rispetto a quello proveniente dai social media, che supera di poco il 12%. È un buon ratio? Dipende. Una maggiore popolarità del brand Spindox su Facebook, Twitter & C. e un’attività più intensa di social media marketing potrebbe spostare questi pesi in una certa direzione. Ma se, viceversa, aumentassimo la quantità di contenuti sul nostro canale di news, lavorando per renderli sempre più autorevoli, interessanti e SEO friendly, otterremmo l’effetto contrario. Magari la cosa più sensata è fare entrambe le cose.

Il punto è che SEO, strategia editoriale e social media marketing devono lavorare di concerto. Sono le tre leve su cui occorre agire per costruire visibilità, prestigio e relazioni qualificate online. Guai a trascurarne una!

Non dimentichiamo che il volume delle ricerche online da parte degli utenti di Internet è in continua crescita. Né trascuriamo l’autorevolezza che i motori di ricerca si vedono tuttora riconosciuta dagli internauti. Stando ai risultati del 2015 Edelman Trust Barometer, i motori di ricerca sono considerati dagli utenti la fonte di informazioni più credibile. Semmai il problema di Google è che i margini garantiti fin qui dal business del search advertising rischiano in futuro di assottigliarsi molto. Ma questa è materia per un altro post.

D’altra parte ciò che sta cambiando, in modo sempre più evidente, sono i fattori che influenzano la visibilità di qualunque sito nei motori di ricerca, ossia i criteri utilizzati dagli stessi motori di ricerca – Google in particolare – per determinare il ranking delle SERP. Ne abbiamo parlato recentemente nel post Il futuro della SEO. In sintesi si può dire che i motori di ricerca tendono a premiare in misura crescente la qualità dei contenuti. Questo non significa che la SEO sia morta. Piuttosto vuol dire che certi vecchi trucchi, al limite dello spam, hanno le gambe sempre più corte. E che nessuna buona SEO sarà in grado di sostituire un piano editoriale di qualità. Dobbiamo insomma abituarci a considerare la SEO una disciplina che aiuta gli utenti a entrare in contatto con i contenuti di loro interesse, non un espediente per rendere visibile ciò che agli utenti non interessa.

Qualcuno ha proposto di sostituire la “vecchia” sigla con un nuovo acronimo: UEO, ossia “user experience optimization”. Sarà, ma a noi sembra solo l’ennesima trovata di marketing. Fra l’altro pessima dal punto di vista SEO, visto che UEO sta anche per Unione Europea Occidentale (in italiano, ma anche in francese) e quindi genera grande ambiguità.

P.S. I fondatori di Spindox credono a tal punto nella SEO da insegnarla come materia universitaria: il corso tenuto quest’anno da Paolo Costa all’Università di Pavia (Laurea magistrale in Editoria e Comunicazione Professionale) si intitola – guardate un po’ – Web Marketing & Social Media: SEO, SEM, Analytics.

 

 

(tratto da https://www.spindox.it, 17 settembre 2015)

 

 La SEO è viva? La SEO è morta? La SEO è immortale !!!

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Eravamo agli albori del 2010 quando scrissi un articolo dedicato alla potenziale morte della SEO, oggi a distanza di più di 3 anni da quel post c’è ancora chi ogni tanto cerca di trovare i killers della SEO. Secondo il mio umile punto di vista la SEO, come qualunque altra materia, si sta evolvendo e sta diventando un’argomentazione trattata non solo da pochi smanettoni ma da chiunque decida di avviare un business online che per forza di cose si dovrà avvicinare alla tanto amata esss ei oooo.

 

La SEO non può morire!

Fin quando Google sarà online, fin quando le persone useranno i motori di ricerca per trovare le informazioni che gli interessano, fin quando ci saranno consulenti SEO che si aggiornano costantemente, niente e nessuno potrà uccidere la SEO.

Certo la SEO di 10 anni orsono non è la stessa di oggi, e quella di oggi non sarà quella di domani, ma questo è solo frutto di un processo evolutivo oserei dire naturale, come il seme che diventa albero.

Quindi ammesso che la SEO è immortale, quello che cambia non è altro che la forma ma la sostanza rimane sempre la stessa. In questa mutazione alcune cose sono andate perse, ma per ogni fattore SEO perduto uno nuovo viene a prendere il suo posto, ad esempio se qualche anno fa bastavano una manciata di link spam con anchor text esatto, oggi bisogna stare attenti ai link e renderli più naturali possibili.

 

 

Chi vuole uccidere la SEO?

Purtroppo qualcuno ogni tanto se ne esce dicendo che la SEO è morta, e costoro sono quelli che rendono la SEO complicata, quelli che hanno bisogno di trovare sempre l’ultima news a tutti i costi perchè di ‘sta SEO non è che ne abbiano capito molto, quindi quando loro per primi non capiscono qualcosa la rendono complicata agli occhi dei clienti e potenziali tali, ma è tutto molto più semplice di quanto si pensi.

La SEO viene ferita nel suo animo ogni volta che i SEO(fake) parlano o scrivono per sentito dire, ma del resto la macchina umana è fatta per mentire e mentiamo costantemente a noi stessi e a chi ci circonda, quindi non mi stupisco quando leggo le solite menate a riguardo.

Chi vive di corsi SEO è costretto ad “inventarsi” sempre qualcosa di nuovo, a meno che non voglia rischiare di proporre sempre la stessa solfa ai propri alunni, eppure basterebbe seguire poche “best practice SEO” per ottimizzare una pagina web e posizionarla per una determinata key, purtroppo però qualcuno ci vuol far credere che per fare SEO bisogna essere una sorta di geni incompresi del web, ma quello che conta veramente a mio avviso è l’esperienza all’atto pratico, perchè come diceva Aristotele:

Quello che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo.

 

Non solo SEO pura

Fare SEO per il semplice gusto di farla può essere un lavoro utile in termini formativi ma se le direttive arrivano dal reparto marketing un operazione di ottimizzazione è un tassello di un mosaico molto più ampio. Quello che vedo da consulente SEO è che i fattori che entrano in gioco per fare SEO sono di diverso tipo ed è per questo che fare una distinzione tra SEO pura e SEO contaminata credo sia un dovere di questo articolo.

La SEO pura è quell’insieme di operazioni onsite ed offsite che potremmo definire “basic”. Si tratta dell’ ABC, delle fondamenta, veri e propri evergreen, ovvero azioni che possono essere usate su qualsiasi nicchia, ovviamente limando a dovere il tutto proprio in base alla nicchia di mercato.

Poi c’è la SEO contaminata che dentro di sè contiene la precedente però integra al suo interno una serie di tasselli derivanti per lo più dai canali sociali, luogo dove si stanno muovendo le discussioni e dove l’utenza passa il tempo, tutto sommato non è strettamente necessario contaminare la SEO pura per ottenere risultati migliori, anche se attivare dei canali sui social network e gestirli al meglio porterà ottimi benefici in termini SEO.
Conclusione

La conclusione è molto semplice quanto dura, chi afferma che la SEO è morta (o sta morendo) non capisce nulla di SEO.

 

 

(tratto da http://www.marketingseoagency.com)

 

 

Qualcuno dice che la SEO è morta (forse perché non sa più come farla)

 

Con questo post voglio fare un po’ di chiarezza, ho visto in passato in giro per la rete alcuni articoli ma anche commenti di alcuni “consulenti” sconsigliare in ambito turistico la SEO, dicendo che è morta.

Allora mi sono chiesto come mai girano queste informazioni in rete.

La risposta che mi sono dato è che negli ultimi anni fare la SEO in maniera efficace è diventato sicuramente più difficile soprattutto in ambito turistico, ma la SEO non è morta, è solamente cambiato il modo di farla. Fra poco ti dimostrerò il perché.

Anzitutto che cos’è la SEO? È quell’insieme di operazioni che aiutano una pagina web ad essere più visibile di altre sui motori di ricerca in modo naturale (non il pay per click). Sì, su Google, hai capito bene.

Chi non sa come fare a farsi vedere tra i primi risultati su Google, stanco di essere dietro agli altri, si è messo a raccontarti che la SEO è morta, che non si può più fare niente per prendere le prime pagine dei motori, e che ti devi accontentare di quello che viene.

È vero che non c’è la GARANZIA, un modo perfetto e sempre vincente di essere primo sui motori, ma ci sono delle regole e dei professionisti che le conoscono e le studiano sul campo da anni, che possono riuscire ad ottenere ancora importanti risultati per te.

Se anche tu hai deciso di mollare il campo della SEO perché ti hanno detto che è morta, finisci di leggere questo articolo e ti dimostrerò che almeno è un po’ presto per farlo.

CASO STUDIO

Per complicarmi la vita ho scelto una delle parole chiave a più alta competizione, in questo periodo. Ci potrà essere secondo te un evento più grande dell’Expo di Milano ? Ecco, se la SEO fosse morta io non ti potrei far vedere quello che invece ti sto per mostrare.

Due tuoi colleghi che si sono fidati e mi hanno creduto hanno fatto insieme a me delle offerte per il loro hotel per farsi trovare da chi cercava una camera per l’Expo.

Ecco qui il RISULTATO per la ricerca “Hotel Expo Milano”


Hai visto? Prima pagina di Google, senza trucco e senza inganno.

Un altro esempio? Proviamo la chiave secca “offerte expo” (poi ti mostrerò con i dati che non sempre quella che pensiamo abbia più ricerche, ha in realtà più ricerche. Tutto va misurato).

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Hai visto? Prima pagina di GOOGLE, senza trucco e senza inganno.

Un altro esempio? Proviamo la chiave secca “offerte expo” (poi ti mostrerò con i dati che non sempre quella che pensiamo abbia più ricerche, ha in realtà più ricerche. Tutto va MISURATO).

Ecco per la ricerca “offerte Expo”

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In questo caso sono riuscito ad ottenere la prima pagina con l’offerta citata nel primo esempio e anche con un’altra che ho curato.

Ecco gli accessi che sono arrivati grazie a questi posizionamenti (sì sì, è proprio morta questa SEO).

Questi sono gli accessi dell’offerta che si è posizionata nella prima pagina di tutte e due le SERP che ti ho mostrato (Search Engine Results Page, la pagina dei risultati Google per la ricerca che ho fatto)

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Questi gli accessi dell’offerta che si è posizionata in prima pagina per la ricerca “offerte Expo”:

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So già cosa stai pensando: che sono le conversioni che contano, verissimo!
Ma prima di queste ci sono le visite no?

NO VISITE, NO CONVERSIONI!

Che siano telefoniche o dirette dal sito (lo so che ti interessano le conversioni ma non è l’argomento di questo post).

TANTO C’E’ IL PAY PER CLICK!

Stavi pensando questo? In effetti il pay per click è un ottimo strumento che usiamo tantissimo, spesso anche per fare dei test su keyword di nostro interesse. Soltanto dopo un’attenta analisi è giusto decidere se vale la pena intraprendere una strategia SEO che richiede tempo e ore di lavoro, quindi ogni caso è da analizzare: SEO naturale e PPC sono ottime strategie e la differenza sta nel capire quando usare uno o l’altro o entrambi.

Tornando all’esempio sopra riportato nei nostri screen, vediamo per queste due chiavi quanto avresti dovuto pagare, volendo fare campagne Pay per Click:

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Per avere quelle visite che vedi sopra, in media i miei clienti avrebbero speso più di 5000 € nel primo caso e più di 1000 € nel secondo, solo per quelle chiavi!

Per questo ti dico che le strategie in un progetto di web marketing vincente sono tante altre, ma la SEO ad oggi fa ancora assolutamente parte di quelle azioni che possono spingere in modo significativo il tuo hotel.

Insomma, la SEO non è morta, ora sai che ci sono modi per essere più visibili, per mangiare in testa ai tuoi competitor, mentre loro se ne stanno addormentati e ascoltano le favole dei cantastorie.

La SEO non è morta, è solo diversa da qualche anno fa. Ti ho appena dimostrato il perché.

 

(tratto da http://www.marketingseoagency.com,  Riccardo 17 agosto 2015)

 

 

La SEO è morta: la più grande stronzata!

 

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forse questa frase non ti è nuova e io sono qui per svelarti quello che si nasconde dietro questa frase.

La SEO (posizionamento sui motori di ricerca) è cambiata e non smetterà mai di cambiare.
Se vediamo la SEO di qualche anno fa e la confrontiamo con quella di oggi, abbiamo di fronte due realtà completamente differenti.

Allora perchè molte “aziende seo” continuano a dire che la SEO è morta e cazzate simili? La verità dietro questa affermazione è 1 sola: molte aziende che prima si sono portati a casa un bel po’ di soldi appiccicandosi l’etichetta di “seo expert” o “seo specialist” hanno utilizzato tecniche e strategie di posizionamento su google che all’epoca erano vincenti ma che poi col tempo hanno visto davvero la morte dei propri risultati, con le penalizzazioni del gigante “google”.

SEO è qualcosa che va oltre :

  • scrivere contenuti di qualità
  • inserire keyword a gogo dentro la pagina
  • avere una sruttura semantica corretta
  • avere un dominio abbastanza “vecchio” di età
  • avere tanti link in ingresso

con la lista potrei continuare per ore e attenzione, non sto dicendo che i punti sopra indicati non sono utili al posizionamento della pagina, anzi!

quello che sto dicendo che la SEO di oggi non è più solo questo. Non so quanti siano di preciso, se non circa 160?! o forse più punti che Google prende in considerazione per il posizionamento di quel sito web con quella keyword. Oggi come non mai ciòé che fa davvero la differenza è l’approccio alla SEO e consiste in:

  1. analisi
  2. strategia
  3. ottimizzazione

Alcuni dei punti fondamentali non fanno più parte della pagina, ma del comportamento che l’utente ha verso quella pagina posizionata. Mi spiego meglio, a Google serve solo 1 cosa: migliorare la ricerca per l’utente!
Ecco perchè, al di la di tutti i parametri, Google “dice”:

se l’utente che cerca una determinata informazione, entra in quel sito ed esce quasi subito, molto probabilmente quel sito non ha saputo soddisfare e rispondere alla necessità della persona.

Ecco quindi che Google si domanda:

è giusto che quel sito sia posizionato li?!

 Ovviamente non è solo questo, ma sicuramente questo dato è per Google un dato molto importante ed è il motivo per cui, essendo oggi la SEO molto più complessa rispetto a qualche anno fa, le aziende dicono “la SEO è morta”

Quello che ti invito a fare nella scelta di un servizio SEO per il tuo sito web è di controllare:

  • se c’è un prezzo univoco e standard per tutti
  • se trovi voci tipo… 200 keyword posizionate a €…
  • se trovi scritto garanzia 100% posizionamento in 1° posizione

occhio, perchè dovrebbero metterti in guardia…sono segnali di allarme che potresti spendere soldi e non vedere un ritorno ;-).

 

(tratto da http://www.marketing-position.com, Fabio Sestu)

 

 

Ottimizzazione SEO On-Page

(giovedì 13 ottobre)

ottimizzazione_seoonpage

 

Hai spesso sentito parlare dell’ottimizzazione  SEO On-Page e non hai idea di cosa significhi?

Non preoccuparti, perché si tratta di una strategia fondamentale del SEO e, a dispetto di quanto possa sembrare ad una prima impressione, è anche una delle più semplici da mettere in pratica con del sano fai da te. La prima cosa che devi sapere, infatti, è che per fare SEO On-Page non dovrai necessariamente rivolgerti ad una web agency: con lo studio, ed il costante aggiornamento, sarai tu l’unico padrone del destino del tuo sito web e della tua attività online.

Vediamo dunque come fare SEO On-Page e quali sono le strategie più importanti da mettere in pratica.

SEO On-Page: si parte dai tag HTML

Cominciamo subito ad analizzare la parte più spinosa dell’ottimizzazione SEO On-Page: i tag HTML delle pagine del tuo sito web. Nonostante siano comunque semplici ed intuitivi da compilare, rappresentano l’unica parte ‘tecnica’ delle strategie di SEO On-Page, e necessitano dunque un immediato approfondimento.

Se aprirai la tua pagina web visualizzando il codice HTML, ti accorgerai della presenza di una sezione contrassegnata dal tag <head>: al suo interno, troverai il TITLE e la meta-description.

Come compilarli correttamente per l’ottimizzazione SEO On-Page?

Nella sezione <title> dovrai inserire il titolo della tua pagina, includendo la keyword primaria (ad esempio: ‘hotel a Roma’). Nella sezione <meta name> dovrai invece scrivere una breve presentazione della pagina, anche in questo caso aggiungendo le parole chiave più indicate per la tua attività.

Contenuti e keyword

I contenuti testuali sono fondamentali per ottimizzare le pagine del tuo sito per i motori di ricerca come Google. Da questo punto di vista, dovrai dedicare molta attenzione alla scelta delle keyword più adatte per rappresentare il tuo business: il motivo?

Le parole chiave funzionano proprio come etichette, che servono per indicare ai motori di ricerca l’argomento del tuo sito o dei tuoi articoli. In questo modo potrai segnalarli a Google, permettendogli di fornire il tuo sito in risposta agli utenti che cercheranno le parole chiave che hai inserito.

Inoltre, non dimenticarti mai che dovrai piazzarle con una densità che si aggiri intorno all’1%, e mescolarle in modo naturale al resto del testo: ad esempio, in un articolo di circa 500 parole potrai inserire la parola chiave primaria circa 5-6 volte.

Infine, assicurati di inserire le keyword che rappresentano al meglio la tua attività anche nei testi di presentazione, come ad esempio nella home page.

Contenuti e link interni ed esterni

linkbuilding

L’ottimizzazione SEO On-Page non può assolutamente prescindere da una strategia di link building interno.

Ma cosa significa? Dovrai collocare dentro al testo dei tuoi contenuti dei link che rimandino l’utente ad altri articoli già presenti sulla tua piattaforma, legandoli ad una keyword come anchor-text.

Il motivo? In questo modo aumenterai il traffico anche verso i contenuti più vecchi, che altrimenti difficilmente verrebbero visitati. Così facendo comunicherai a Google che le tue pagine sono interessanti, e che meritano un posizionamento migliore sulla SERP.

Vuoi un esempio? Poniamo caso che tu abbia scritto un articolo sulla ricetta della torta alla marmellata di mirtilli: al suo interno potresti spingere l’utente ad informarsi su ‘come fare la marmellata di mirtilli in casa’, legando a questo anchor-text il link all’articolo apposito. Infine, il consiglio è di inserire anche un link esterno all’inizio dell’articolo, possibilmente collegandolo ad una fonte famosa come Wikipedia.

L’ottimizzazione SEO On-Page delle immagini

Il testo non è certo l’unico aspetto che i robots di Google analizzano per stabilire il posizionamento delle tue pagine: anche le immagini contenute dal sito e all’interno degli articoli, infatti, hanno una grande importanza. Di conseguenza, dovrai avere sempre cura di dargli un nome congruo all’argomento e contenente le parole chiave: invece di rinominare un’immagine ‘sjdfhbdd’, potresti ad esempio rinominarla come ‘torta di mirtilli’ o ‘marmellata di mirtilli fatta in casa’.

Assicurati anche di compilare il tag ALT inserendo la keyword più adatta: in questo modo, permetterai a Google di aggiungerla fra gli elementi determinanti della tua ottimizzazione SEO On-Page. Infine, sappi che queste operazioni sono semplicissime utilizzando un CMS come WordPress: una soluzione che dovresti sempre prendere in considerazione quando crei un sito web.

Attenzione al tema grafico del sito

Chiudiamo la nostra piccola guida sull’ottimizzazione SEO On-Page con la scelta del template grafico più adatto. Oltre a dover essere leggero e agile da navigare, dovrai anche scegliere un template che sia mobile friendly: in questo modo permetterai a chi naviga da smartphone e da tablet di visitare una versione del tuo sito ottimizzata per questi dispositivi, senza che tu debba muovere un dito.

Questo è un aspetto cruciale delle strategie di SEO On-Page, in quanto non solo renderà il tuo sito più interessante per chi naviga da questi device, ma lo renderà più attraente anche agli occhi di Google: con le nuove modifiche dei suoi algoritmi, infatti, i siti web non responsive vengono penalizzati in fase di posizionamento sulla SERP. Questo significa che, realizzando un sito mobile friendly, scavalcherai chi ancora non si è adeguato alle nuove direttive del noto motore di ricerca. Anche in questo caso, se non sai come crearne uno, non hai nulla da temere: CMS come WordPress ti mettono a disposizione tantissimi template responsive, gratuiti o a pagamento.

 

(tratto da www.webassistant.it)

Cosa è una landing page?

(martedì 4 ottobre)

Una landing page è una pagina HTML costruita con l’intento di raggiungere due obiettivi principali: uno di posizionamento, uno di marketing. Per landing page si intende la pagina di “atterraggio” dell’utente in conseguenza di una ricerca condotta su un motore. Per raggiungere posizioni alte nel ranking del motore per una determinata chiave o set di chiavi, le landing page sono una soluzione efficace. I contenuti di una landing page sono spesso focalizzati su un argomento principe, con un occhio di riguardo all’ottimizzazione del codice HTML su una parola o frase chiave. Ma non basta più costruire una landing page visibile sui motore di ricerca non è il solo risultato a cui si dovrebbe puntare, in quanto questa fase ha come obiettivo il portare utenti sulla pagina.

Terminata questa fase, occorre far sì che la visita porti valore al sito web, in termini di redditività (p.e.: vendite), immagine, iscrizioni a newsletter, etc. Si rende quindi necessario adottare tecniche e strategie di comunicazione volte a far compiere una azione all’utente, di qualunque tipo essa sia e comunque strettamente legata all’obbiettivo specifico della landing page. Un buon connubio tra contenuti promozionali – informativi e un layout grafico accattivante non farà altro che aumentare il grado di efficacia della landing. In fase di progettazione di una landing page è indispensabile tenere presente il target a cui si riferisce. Contenuti ben scritti e grafica accattivante potrebbero comunque non portare risultati se non rivolti alla giusta utenza.

 

L'arte della SEO

artseo1Quando ci accingiamo ad effettuare una qualsiasi ricerca su un browser – Google Chrome, Opera, Mozilla, Safari, …-, si tratti di un servizio o una certa attività, un prodotto piuttosto che una categoria di oggetti –  il motore di ricerca prescelto ci restituisce una lista pressocché infinita di risultati, suddivisi in n pagine per ragioni di spazio, che prende il nome di SERP (Search Engine Results Page, “pagina dei risultati del motore di ricerca”, secondo Wikipedia).

 

Mettendosi dalla parte di ‘chi è dietro il bancone e si presenta, chi vende’ si tratta di una potenzialità non da poco (e praticamente irrinunciabile) il riuscire a posizionare il proprio sito, la propria attività o e-commerce nelle primissime posizioni di un elenco siffatto ! ….

Fare SEO (Search Engine Optimization) significa adottare tutto un insieme di tecniche, strategie e regole finalizzate a far avere al progetto web su cui si sta lavorando un risultato di visibilità in termini di SERP: ciò, va premesso, con un’oculata ragionevolezza in termini di tempo (a seconda infatti della competitività – ricorrenza nelle ricerche svolte – delle keywords adottate, il raggiungimento di un risultato in termini di ottimizzazione SEO varia da pochi giorni a qualche settimana, fino ad un anno o più se siamo dinanzi ad un’alta competitività delle stesse), adattando di pari passo il proprio “arsenale” in funzione dei tempi e del cambiamento delle metodologie.

 

Al concetto di SEO si affiancano quelli di SEM e Web Marketing, anche perché spesso i due termini vengono utilizzati (a sproposito) in modo intercambiabile da sedicenti esperti in materia; è invece importante sottolineare che si tratta di due metodologie ben distinte. La SEO comprende tutte quelle attività messe in atto da un professionista dei motori di ricerca allo scopo di migliorare il posizionamento delle pagine di un sito web sulle pagine dei risultati organici (anche detti risultati naturali) restituite dai motori di ricerca. Il Search Engine Marketing (SEM) indica l’insieme delle attività di web marketing – svolte per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web attraverso i motori di ricerca, e di valutarne l’efficienza. Per Web Marketing si intende di conseguenza la varietà delle tecniche che possono essere adottate per raggiungere lo scopo di cui sopra.

 

Il concetto di SEO nasce attorno al 1995 quando venne introdotto un insieme di strategie finalizzate ad ottenere il miglior piazzamento per un sito, sotto il dominio incontrastato di Yahoo! come motore di ricerca. L’avvento di Google verso la fine degli anni Novanta comportò uno stravolgimento letterale per gli altri motori di ricerca in ambito SEO; inoltre, la crescente complessità degli algoritmi e l’evoluzione di motori di ricerca nascenti compromisero l’efficienza di quelli esistenti e per ciò essi persero grosse fette di mercato. Google inoltre lavorò e lavora attualmente all’aggiornamento del proprio algoritmo al fine di renderlo sempre più efficace, ciò al fine di averne la ‘leadership’: emanò, per mantenere il proprio monopolio sul settore, una sorta di decalogo regolamentare per i webmaster, un protocollo di comportamento per gli operatori.

SEO oggi significa adottare delle semplici regole che consentono ai motori di ricerca di comprendere l’argomento trattato dal sito/pagina e ai visitatori di trovare ciò che cercano.

 

E’ possibile condurre una campagna SEO fondamentalmente attraverso due metodologie: si tratta dell’OTTIMIZZAZIONE SEO ON PAGE e dell’OTTIMIZZAZIONE SEO OFF PAGE. Ognuna delle due tecniche prevede la necessità di dover operare su diversi parametri o adottare strategie. Senza scendere nei particolari se la prima, tassello fondamentale della SEO, concerne l’adattamento e l’adozione di determinati accorgimenti/componenti, la seconda riguarda tutto quell’insieme di strumenti che danno opportunità di far conoscere all’esterno il proprio sito ottenendo dei backlink (il fattore più importante per ottenere la migliore posizione possibile), i quali provengono dai segnali sociali: link tramite social network, i “Mi Piace”, i “Tweet”,…. Google interpreta i link verso il proprio sito (i backlink) come dei ‘punti’: più punti ottiene, più il sito è importante più Google lo premia con le prime posizioni.

Analisi SEO sito web: 10 strumenti GRATUITI

(sabato 28 maggio)

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Come si scelgono le parole chiave? Quali keywords usa il mio concorrente? Quanto è veloce il mio sito? Se sono queste alcune delle domande che ti stai ponendo in questo periodo, questo è l’articolo che fa per te, in cui ti spiego alcuni “trucchi del mestiere” e ti presento una buona parte degli strumenti utilizzati per l’analisi di diverse fasi di un’attività SEO.

 Analisi SEO sito web: 10 strumenti gratuiti per “vedere a che punto sei”

1) Analisi dei Backlink
L’analisi dei backlink (link esterni che rimandano al tuo sito) è una delle attività MOLTO importanti che vengono svolte durante un’attività SEO per il posizionamento di un sito web .

Scopo dell’analisi SEO sito web è valutare il grado di popolarità (quanti backlink ha e di che qualità sono) e trovare le strategie per aumentarla, “spiando” anche come si è mossa la concorrenza.

  •  Backlinkwatch.com !
    Strumenti di questo tipo ne esistono moltissimi, quello completamente GRATUITO che preferisco è però uno solo: Backlinkwatch.com. Motivo: funziona SEMPRE, non devi registrarti e fornisce dati precisi. E’ un po’ grezzo, ma per una panoramica veloce è il mio preferito.

Strumenti più evoluti sono invece:
Open Site Explorer
– Majestic SEO
– Ahrefs

Sono tutti molto più avanzati rispetto al primo, e quindi più complessi da “leggere”. Quindi se sei un neofita, il primo ti basta ed avanza. Inoltre gli ultimi tre nella versione gratuita (di prova per qualche giorno), non forniscono i risultati completi, ma solo un “assaggio”.

2) Analisi della velocità del sito
La velocità di caricamento di un sito è già da un po’ un importante fattore di posizionamento. Un sito lento, oltre a innervosire l’utente, è anche penalizzato dai motori di ricerca.
Per questo motivo è importante avere un sito veloce.
Gli strumenti che suggerisco per quest’analisi SEO sito web sono due:

  • Gtmetrix.com:
    già citato in altri post. Nella versione gratuita fornisce già un sacco di informazioni utili sul grado di velocità del tuo sito, fornendo un punteggio percentuale e indicando anche gli aspetti tecnicamente migliorabili.

Consiglio: se non sei un tecnico non ci capirai molto.
Guarda però il punteggio:
< 60%: se il tuo sito ottiene un risultato uguale o inferiore al 60% è allarme rosso. Contatta subito qualcuno per risolvere i problemi;
– Tra 60% e 75%: se il tuo punteggio è in questa forbice non sarei particolarmente allarmato ma un’occhiata al sito ce la farei dare comunque, è auspicabile un miglioramento;
– Dal 75% in su sei a posto, non mi preoccuperei oltre.

  • Pingdom Website Speed Test :
    Questo strumento è più semplice rispetto al primo, e sofferma la sua analisi solo ad una pagina web. Utile se si vuole dare “un’occhiata veloce”

3) Scansione del sito e controllo dei link
Questa fase di analisi SEO sito web è molto importante perché misura l’ottimizzazione interna di un sito, per verificare ad esempio il grado di ottimizzazione dei meta tag principali (title e description), duplicazioni varie, link interrotti ecc ecc.

A questo scopo gli strumenti suggeriti sono due:

  • Xenu , software desktop gratuito, e molto veloce nell’individuare link interrotti;
  • Screaming Frog, anch’esso software desktop particolarmente indicato per l’analisi di title, description, h1, alt delle immagini e tanto altro.

4) Analisi dei contenuti duplicati
Vuoi controllare se i contenuti del tuo sito sono duplicati? Niente di più semplice!

  • Copyscape
    Basta usare Copyscape.com.
    Ti colleghi, digiti nella barra di ricerca l’indirizzo web che vuoi controllare, e lui ti fornisce l’elenco delle eventuali altre pagine che hanno lo stesso contenuto.

Ti serve essenzialmente per due scopi:
– Controllare che nel tuo sito non siano stati pubblicati contenuti “copiati” da siti esterni (avere contenuti duplicati è VELENO per il posizionamento);
– Controllare che nessuno copi i tuoi contenuti.

5) Ricerca delle parole chiave
“Come si scelgono le parole chiave? Come faccio a sapere quale ricerche fanno gli utenti su Google?”

  • Strumento di pianificazione della parole chiave
    La risposta a queste domande è: Strumento di pianificazione della parole chiave di Adwords
    Nato e cresciuto per aiutare gli inserzionisti di Adwords a pianificare le proprie campagne di Pay per Click, è in realtà da sempre uno degli strumenti principali utilizzato dalle agenzie SEO per fare l’analisi delle parole chiave sulle quali posizionare un sito web.

Completamente gratuito, fornisce importanti informazioni su:

– Numero di ricerche mensile delle parole chiavi fatte dagli utenti;
– Parole chiavi correlate e quella suggerita;
– Grado di competitività (dato molto grezzo e riferito ad Adwords)

  • Ubersuggest
    Altro strumento interessante per la ricerca di keywords, e meno conosciuto rispetto al primo è Ubersuggest.
    Anche questo completamente gratuito, suggerisce una lista di parole chiave correlate alla principale nutrendosi dai dati di Google Suggest. Molto utile per individuare keywords di coda lunga.

6) Analisi delle parole chiave della concorrenza
Si hai letto bene. C’è scritto proprio “Analisi delle parole chiave della CONCORRENZA”!
Puoi scoprire quali keywords sono usate dal tuo concorrente con questo strumento:

  • Semrush 
    Il più famoso strumento SEO che assolve a questa funzione. La versione gratuita ti da informazioni parziali, ma comunque già utilissime!

Con SemRush puoi:
– Analizzare un sito, conoscendo le parole chiavi usate per il posizionamento organico,
per gli annunci in Adwords, vedere i concorrenti organici e i concorrenti Adwords
– Analizzare una parola chiave, conoscendone il grado di competitività organica, la concorrenza in Adwords e conoscere i principali siti che la utilizzano nel posizionamento naturale e in quello a pagamento.

7) Informazioni dai Social Media
“Vuoi sapere quanti Like ha ottenuto una pagina del tuo sito? Non sai in quanti l’hanno condivisa su Linkedin?”

  • SharedCount
    Con un click in SharedCount ottieni in pochi secondi tutte queste informazioni. Ti colleghi al sito, immetti nella barra di ricerca l’indirzzo del tuo sito web, clicchi e in pochi secondi ti dice quanti like, condivisioni e commenti ha ottenuto su Facebook, quanti tweets in Twitter, +1 su Google Plus, condivisioni su Linkedin, ecc ecc

ATTENTO: analizza una pagina per volta. Devi quindi ripetere il test immettendo la url di ogni pagina che vuoi controllare.

8) Strumenti di analisi del traffico
LEGGI LE STATISTICHE DEL TUO SITO! Se non lo fai sbagli di GROSSO! Lo so che“c’hai da fare, e non c’hai tempo e che fai tutto tu….”, ma almeno una volta al mese, trova il tempo per darci un’occhiata.

Leggere le statistiche è molto importante per capire come ci si sta muovendo su internet e le eventuali correzioni da apportare alla propria presenza online.

  • Google Analytics
    Di strumenti di analisi del traffico dei siti web ne esistono diversi. Tuttavia anche per questa funzione Google è ormai leader mondiale da anni con il suo Google Analytics.

Completamente gratuito, ti fornisce una serie infinita di informazioni riguardo i dati di navigazione del tuo sito. Tra i più importanti cito:

– Numero di visite al sito;
– Fonti di traffico (diretto, da referral, organico, a pagamento, social);
– Geolocalizzazione del traffico (hai visite da Italia o Germania o Francia? E in che numeri?);
– Pagine del sito più visitate;
– Tempo di permanenza sulle pagine;
– Tracciamento delle conversioni.

E mille altre informazioni per avere un quadro completo di come “funziona il tuo sito”.

Se non ne hai mai sentito parlare, o non hai mai visto le statistiche del tuo sito, rivolgiti subito al tuo fornitore web per chiedergli gli accessi, e se non ti hanno “montato” le statistiche al sito, chiedi di farlo subito (ti ricordo che sono gratuite e per installarle ci vogliono pochi minuti).

9) Strumenti dei motori di ricerca
Indispensabile per una produttiva presenza online è monitorare lo “stato di salute” del tuo sito. CONTINUAMENTE.

Ci sono contenuti duplicati? Aumentano gli errori 404? Sei incappato in una penalizzazione dai motori?

  •  Google Webmaster Tool
    Tutte queste informazioni puoi recuperarle consultando il tuo pannello di Google Webmaster Tool.
    Fornisce tutta una serie di informazioni tecniche molto importanti per monitorare il corretto funzionamento di un sito.

Se vuoi darci un’occhiata e non hai competenze tecniche ti consiglio di controllare queste informazioni:
– Miglioramenti HTML: ti dice se ci sono title e description duplicati nel tuo sito. Se ne trovi, trova il modo di risolvere il problema.
– Azioni Manuali: ti dice se il tuo sito è stato “penalizzato” per un intervento antispam. Per essere a posto questo pannello deve dirti “Nessun intervento manuale antispam trovato.”
Qualsiasi altro messaggio appaia, fai scattare l’alllarme.
– Errori di scansione: ti dice quanti “errori” ha il tuo sito. Anche in questo caso non entro nel tecnico e ti do un semplice consiglio pratico: qualche errore è naturale che possa esserci. Diciamo che puoi ritenere non preoccupante un numero di errori pari al 5% del numero delle pagine del tuo sito. Se ce ne sono di più, meglio far controllare la situazione.

10) Analisi SEO
Se vuoi posizionarti suo motori di ricerca, la prima attività da effettuare è l’analisi SEO del tuo sito web, per verificare da “che punto si parte” e il grado di ottimizzazione attuale del tuo sito.

  • Woorank
    Woorank è il primo dei due strumenti che ti presento a questo scopo.
    Nella versione gratuita ti fornisce una revisione immediata del tuo sito dal punto di vista SEO, indicandoti le parti che sono ottimizzate (in verde: Passed), i punti su cui intervenire e migliorare (in giallo: To Improve) e gli errori da correggere (in rosso: Errors).
    Ti fornisce anche un punteggio da 0 a 100 sulla “qualità SEO” del tuo sito.
  • Free Seo Analysis di Web Gnomes
    L’analisi SEO di Web Gnomes è l’altro strumento che ti suggerisco. Come Woorank controlla lo stato di ottimizzazione SEO del tuo sito, assegnando un punteggio di qualità al tuo sito e fornendoti le indicazioni su cosa è a posto e dove invece intervenire. La differenza principale sta nel fatto che ti invia il report in PDF via mail: comodo per poter controllare con calma e in un secondo momento i risultati.

 

(tratto da www.gianpaoloantonante.com, rif. 30 giugno 2015)