Buon Natale dalla Corale Amadeus

Il tempo d’Avvento culmina nella bellezza delle atmosfere natalizie le quali accompagnano alla venuta del Salvatore. Periodo che poi culmina nei momenti di raccoglimento e meditazione abbandonandosi che propongono e conducono all’ascolto delle melodie natalizie e non solo.

Ecco allora succedersi una sequela di concerti in cui si cerca di avvicinare il pubblico all’intensità vera e al significato del Natale con i suoi valori.

Anche quest’anno la Corale Amadeus non ha voluto mancare a questo appuntamento del celebrare il Natale esibendosi in due concerti, a Rancio Valcuvia e a Germignaga, con un repertorio articolato accostando alle classiche melodie natalizie brani più ricercati e impegnativi, spaziando nei secoli dal Seicento non rinunciando a ripescare anche addietro, e rispolverando alcune pagine importanti.

A tutta la Comunità, ai fedeli, a quanti ci seguono sempre, ai coristi e alle loro famiglie i più sentiti auguri. Buon Natale e buone feste !

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Il nostro presepe ….


Anche quest’anno gli Amici del Presepe della parrocchia di Cuveglio si son prodigati per proporre alla Comunità un presepe che fosse veicolo di un messaggio evangelico, secondo il loro stile: volutamente una ‘realizzazione artistica’mediante cui si andasse a riprendere una tematica della diocesi. Così prendendo spunto dalla proposta del parroco don Lorenzo, quest’anno il Presepio è ispirato all’XI Sinodo della diocesi di Como: “Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio”: dunque, ruota attorno a cinque tematiche-chiave: Giovani, Famiglia, Poveri, Presbiteri, Comunità cristiana.

Così, nell’opera (un termine non usato a caso, vedere per credere, tanta è la meticolosità seguita dai volontari) rappresenta queste cinque realtà: l’oratorio di Canonica quale ritrovo per i giovani, la Caritas come luogo di accoglienza per i poveri, il Seminario dedicato alla formazione dei Presbiteri e il Vescovo che accoglie la Comunità cristiana sulla porta del Duomo di Como.
E al centro, la Natività, immagine della Sacra Famiglia.

E sono 400 presenze … "upon" la rete

“Capita” di avere piccole soddisfazioni ! … piccole, quasi banali verrebbe da dire, ma che in determinati contesti, per determinate persone assumono significato, rilevanza, vuoi perché risultato di impegno personale e ancor prima voglia di mettersi in gioco.

Si aggiunga poi quando un traguardo del genere, una propria ambizione magari, non te lo saresti mai immaginato – nel tuo “itere” – o per meglio dire per il calarsi in determinati contesti sociali non ci avresti mai scommesso, a suggellare una sorta di rivincita con te stesso! …. In piccolo sì, sempre in piccolo !

E’ per ciò che non mi vergogno di dare rilevanza a questo mio “piccolo traguardo”, anzi !; piccolo ma carico di significato per me, Andrea Bassetto.

E sono 400 “gettoni” di presenza come arbitro ufficiale delle Polisportive Giovanili Salesiane – Comitato di Varese -, 400 volte che salgo in questa veste su quello che vado legittimamente chiamando “cadreghìn”, ‘il seggiolone’. Amante delle statistiche, con la partita odierna (21 dicembre 2019) inanello la 400ima presenza come arbitro ufficiale sul teraflex.

Un’avventura cominciata più di dieci anni fa, maturata a seguito della costituzione della società di pallavolo giovanile nostrana ASD PGS Blu Volley del 2005, di cui sono anche uno dei fondatori.

Il voler ricoprire – ancora ricordo – una funzione di rilievo nell’ambito in cui mi sono felicemente ritrovato – non bastasse quanto già svolgevo in società – mi ha spinto di lì a poco (autunno del 2008) ad iscrivermi al corso arbitri del comitato provinciale PGS e nel giro di pochi mesi, nel gennaio successivo, eccomi “pronto” per scendere in campo e salire su quel trespolo, moderatamente in quanto per le prime gare è previsto il tutoraggio (grazie Stefano Macalli !). E quel pronto tra virgolette non è messo lì a caso ma è indicativo: indicativo di un percorso innegabile che – magari non ce ne si accorge – chiunque ‘formato’ deve attraversare per dire a tutti gli effetti, ma soprattutto a sé stesso: sono pronto !

‘Nessuno nasce imparato !’ – si dice da qualche parte. E questo motto fa un po’ parte dell’ABCDario dell’arbitro, di un buon arbitro, di pallavolo in questo caso: per quanto si faccia ben volentieri agli inizi, come per tutte le cose l’esperienza te la fai sul campo, le situazioni di gioco le impari là.

Ma attenzione: non basta la buona volontà per intraprendere questo cammino di maturità: per questo ci si richiama anzitutto al nostro ruolo di “educatori”, come voleva Don Bosco dai suoi fanciulli ed educatori. Noi siamo allora chiamati ad educare per definizione. E qui sta il ‘bello’ di questa scelta: accompagnare come lui voleva i giovani nella propria crescita umana ed educativa attraverso lo sport.

.. Un mondo che permette di stringere nuove amicizie e ‘aprirsi a nuovi orizzonti’, ma ancor di più – e più fortemente (per chi li ha a cuore) – di mantenere e coltivare un rapporto con i giovani. Una “seconda pelle” che chi vive questi valori indossa con serietà e responsabilità ma senz’altro con condivisione !

Un ruolo che certo non sempre è .. facile da gestire, in particolare mano a mano che si avanza di categoria; ma sta proprio qui, in queste circostanze, l’abilità dell’arbitro la quale discende dalla maturità raggiunta.

Egli può dirsi soddisfatto e gratificato della direzione di gara se arrivato il fischio finale scende dal seggiolone e vede allenatori e dirigenti non ricorrere a puntualizzazioni sulla gara … finisce là !! E qui la soddisfazione per il lavoro svolto è “massima” ! .. Anche se non sempre si è condivisi nelle scelte fatte. Personalmente, il “post” è talvolta “latente” per il sottoscritto: non dico “empatia”, ma avviene naturale che si vada a ripensare a situazioni di gioco appena trascorse, cercare di capire …

Facendo tesoro delle nozioni apprese poi ognuno “è mandato” in questa esperienza che è la pallavolo dei giovani. E quello che più mi piace e francamente sposo ogni volta che salgo su quel “cadreghìn” è l’essere, oltre che ‘direttore di gara’, anche “educatore” e ancor più “buon padre di famiglia” nella direzione delle squadre (e qui sogghigno un po’ – permettetemelo -, conoscendomi): il saper atteggiarsi cioè nella figura con “buonsenso” e “determinazione” all’occorrenza. Certo perché essere arbitro non è ‘solo’ applicare alla lettera le RdG, la nostra ‘Bibbia’, ma talora adattarle opportunamente ai contesti di gioco.

Grazie allora al nostro primo direttore tecnico Paolo Di Vincenzo, a Cristina Bollini (‘non fischiare quello che vedi solo tu e Gesù‘) e ad Angelo Cannata che in primis si sono occupati e si occupano della nostra formazione, agli altri colleghi già “veterani” e non da ultimo ai tanti colleghi-amici con cui si calcano periodicamente i campi della pallavolo, dai quali anche si possono cogliere preziosi suggerimenti e ‘dritte’; a Massimo Zibetti e tutti gli altri presidenti che si sono succeduti in questa decade per averci sostenuto, alla simpatica suor Cinzia e alle sue collaboratrici che ci accolgono per le nostre riunioni.

E ora, via eccomi ad un traguardo di cui posso andar orgoglioso, per costanza e continuità, a testimoniare una passione innata.

Bramosia d’amore

Rincorrere o camminare passo passo, uno di fianco all’altro ?
Il gesto più naturale è il secondo, fatto da gesti, posizioni e pensieri che si incontrano, si confrontano, si intrecciano …. Magica alchimia e (sublime) poesia !
Un inizio di dialogo che serve per ‘temprare’ (le) due anime, i propri sogni, le proprie aspettative …
Fino a plasmarsi nella migliore delle ipotesi. Ecco da qui comincia il bello per i due protagonisti, i due attori della scena.
Da una innocua complicità può nascere .. Amore !

Amore con la ‘A’ maiuscola !

Trenta candeline per la Corale Amadeus

Chi canta prega due volte !’ – diceva S. Agostino. La musica e il canto sono da sempre legati alla preghiera, ‘una maniera di accostarsi’. Ancora oggi la musica è una parte fondamentale delle celebrazioni della Chiesa, a cominciare dalla Messa. Ma si tende ad andare oltre, esigenza imprescindibile per l’apertura e la sopravvivenza del coro e dei cantori stessi e il compiacimento non solo dei fedeli ma anche di un pubblico più allargato.
Motto che si è rivelato poi “filo conduttore” e cammino per la genesi del gruppo.
Chi canta prega due volte !’ – ricordava anni or sono il nostro “il fu” Monsignor don Mario Binda – nostro primo sostenitore -, in occasione del concerto tenuto dalla Corale Amadeus per la dedicazione del nuovo altare e della chiesa di S. Lorenzo di Canonica di Cuveglio (anno 2000), occasione per riproporre il ‘Gloria’ di Antonio Vivaldi e il ‘Cantique di Jean Racine’ di Fauré.

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Estratti dal libretto edito in occasione della Dedicazione dell’altare

“Amarcord”
“Amarcord”

Il prossimo settembre la corale Amadeus taglierà il traguardo dei trent’anni di attività: trenta candeline di una passione che ognuno di noi ha voluto mantenere viva in sè e mettere a disposizione della comunità.

Correva l’anno 1989 quando la passione per il “belcanto” che le animava e lo stare insieme alla base dei cori parrocchiali di Rancio Valcuvia e Cuveglio portò alla costituzione della Corale Amadeus, al fine di accompagnare le principali funzioni religiose delle due parrocchie.
Passione e stare insieme che sono rimasti valori indissolubili e innegabili nel corso dei trent’anni trascorsi, collanti nei “tira-e-molla” che possono accadere.

Concerto della Corale Amadeus diretta dalla prof. Tabacchi ad Arcumeggia

Dapprima sotto la direzione della prof. Michela Tabacchi, dal settembre del 1993 si è registrato il “passaggio di testimone” al M° Loris Capister.

Il Maestro Loris Capister durante la direzione di un concerto

Da allora via via il coro, animato da fervidi legami di amicizia e unità, ha conosciuto un nuovo slancio (a merito della ventata di novità e “passione” portate dal Maestro) a cominciare dall’organizzazione di un importante (e prezioso) corso sulla vocalità tenuto dal tenore Diego D’Auria che ha dato il la alla preparazione di brani più impegnativi.

“Pietre miliari” della Corale Amadeus sono la ‘Missa Brevis KV 259’ di Mozart, ‘Dies Irae’, ‘Lacrymosa’ e ‘Ave Verum’ omonime; senza dimenticare l’Halleluja’ di Georg Friedrich Haendel e il ‘Gloria‘ di Antonio Vivaldi.

Esecuzione Missa Kv529 -Mozart

Poi, l’occasione presa al volo di accompagnare una messa al Duomo di Milano (1997), sfoggiando l’esecuzione dell’Halleluja.


Ha così potuto tenere diversi concerti proponendo repertori sia sacri sia profani, da accostare ai primordiali brani dei vari tempi liturgici, spaziando dal barocco al periodo romantico, arrivando fino al ‘900 attraverso pagine importanti di grandi compositori (Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven, Saint-Saens, Fauré, Donizetti, Verdi), presentando raccolte e brani talora di non facile lettura. Il tutto senza rinunciare però alla scoperta di piccole brevi “chicche” di gradevole ascolto (‘Personent Hodie‘, ‘Adventi Enek’, ‘Deck the Hall‘, ‘Ding Dong’) anche dal carattere goliardico (‘Capriciata a tre voci’, ‘Insalata italiana’).

Il repertorio si è successivamente arricchito di alcuni brani originali ed arrangiamenti del Maestro: ‘Ave Maria’, ‘Jingle Bells‘, ‘White Christmas’ ed altri.

Dal 1998 si sono susseguite occasioni di collaborazione con diverse formazioni strumentali come l’Associazione Mozart e l’Orchestra Filarmonica Europea, l’orchestra da camera ‘Il Setticlavio’ di Nerviano e l’orchestra ‘dei Due Laghi’ di Luino, avvalendosi di importanti voci soliste.

W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Kyrie’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000
W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Agnus Dei’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000

Da ricordare nello stesso anno il concerto tenuto presso la Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA), gioiello del FAI, con la collaborazione della pianista Chiara Nicora.

Nel dicembre del medesimo inizia pure un rapporto di accompagnamento ‘più stabile’ con il M° Marco Cadario, eccellente pianista ed organista di fama internazionale per i diversi concerti in Europa e non solo
(recentemente tra l’altro abbiamo festeggiato i venti anni di collaborazione con lui !). Diverse le collaborazioni poi con altri importanti artisti del panorama nazionale tra cui il soprano Antonella Romanazzi, talentuosa voce solista la quale ha recentemente registrato un cd.

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Dal 2002 al 2004 l’esperienza si è arricchita della cooperazione con il Coro del Politecnico di Milano.

25.01.2003 – Concerto con il Coro del Politecnico Chiesa di S. Giulio, Cittiglio

Negli anni successivi ecco il repertorio della corale si arricchisce con l’inserimento di brani tradizionali di altri paesi, alcune gospel songs e altri tratti dal repertorio sacro e profano del ‘900, sempre proposti in lingua originale (‘Oh Happy Day’,’Oh holy night, ‘Praise to the Lord’, ‘Cantique de Jean Racine’, ‘Tonight’ – da West Side Story -, solo per citarne alcuni).

La curiosità per la sperimentazione di nuovi orizzonti sonori ci ha spinto ad affrontare anche brani di derivazione hawayana, afro-caraibica, propri della tradizione locale (‘Thank you for the Christmas’, ‘Mele Kalikimaka‘ ad esempio). Recentemente il repertorio si è arricchito con ‘Short festival’ di G. Holst, dei due ‘Te Deum’ di Mozart e Haydn e ‘Halleluja’ di Beethoven dal ‘Cristo al Monte degli Ulivi‘, sontuose e impegnative esecuzioni.

Il Coro Amadeus ha avuto occasione di esibirsi in concerti oltre che in Italia anche in Svizzera e Francia a Ronchamps, in occasione del gemellaggio del comune di Cuveglio con la cittadina d’oltralpe (14-15 ottobre 2006); in particolare uno tenuto nella meravigliosa Cappella di ‘Notre Dame du Haut’ di Le Courbusier dove ha eseguito per la prima volta il ‘Te Deum’ di Mozart.

Ha partecipato per alcune stagioni alla rassegna provinciale “Provincia in Musica” organizzata da Anbima e dalla provincia di Varese, e tradizionalmente a concerti natalizi sia presso la parrocchiale di Cuveglio (‘Concerti di Avvento’) che in paesi limitrofi.

Ukulele

Dal 2000 si sono aggiunti ai coristi il M° Gianluca Fortino e Elena Guarneri. Due punti di forza dal momento che il primo è un importante chitarrista e la seconda una bravissima arpista. Grazie a loro, il repertorio si è potuto impreziosire grazie al supporto in alcuni brani con i loro strumenti (1_ 2_).

Memoria storica della Corale è Rita la quale, nonostante tutto, non manca mai di rallegrarci con il suo impegno e dedizione (chiedere a lei per un excursus sui nostri concerti e .. gesta !!).

Costituitasi in forma associativa nel 1999, suoi presidenti nel corso degli anni sono stati Angelo Maffenini (dal 1999 al 2005) e attualmente Carla Pellegatta.

Con questo passo, per la Corale è stato possibile costituirsi anche come ente organizzatore e promotore di iniziative culturali e di musica portando in loco esibizioni inedite.

Ha cercato anche di avviare degli scambi con altre corali (ad esempio Tavernola Bergamasca) e periodicamente collabora con il coro ‘Giovan Battista’ di Caravate diretta dal M° Ezio Cadario.

Andrea Bassetto

Deck the Hall

The First Nowell

Stille Nacht

Personent Hodie

Gloria – Vivaldi

Jingle Bells

Melekaliki Maka

Carol of the Bells

Joy to the World

Ave Maria di Elgar

Santo Natale 2018

Gruppo Presepe Parrocchia Cuveglio

Il presepe è dedicato a rappresentare le sette opere di misericordia corporali.
Al centro della scena troviamo la natività, illuminata e impreziosita da una cascata d’acqua, fonte di vita; il percorso della Misericordia inizia alla sua sinistra.
Partiamo da una grande locanda dove dare da mangiare agli affamati e vestire gli ignudi, proseguiamo attraversando un ponte sotto il quale un pozzo consente di dare da bere agli assetati.
Attraversiamo un villaggio di campagna, armonioso e pieno di vita, collegato da un piccolo ponte all’ospedale dove visitare gli infermi.
Lasciata alle spalle la sofferenza dei malati, incontriamo la prigione dove visitare i carcerati.
Sul fronte opposto alla locanda iniziale, ecco l’ostello che permette di alloggiare i pellegrini e accogliere i forestieri.
Alla base, il sepolcro dove seppellire i morti.

Auguri di buon Natale a tutta la comunità pastorale

La Misericordia di Dio si ritrova anche nel Presepe

Concerto d’Avvento – Buon Natale dalla Corale Amadeus

“Buon Natale nel mondo”

(martedì 18 dicembre)

Con uno sguardo al recente allargamento della Comunità Pastorale di Cuveglio alla parrocchia di Cuvio, la Corale Amadeus con la collaborazione della Proloco di Cuvio ha tenuto proprio nella prepositurale di quest’ultima il tradizionale concerto natalizio, dopo l’esibizione di una settimana fa a Caravate.
Nonostante le difficoltà del recente passato, la Corale diretta dal M° Loris Capister e accompagnata all’organo dal M° Marco Cadario, ha saputo (e voluto) mantenere questo appuntamento che da anni è un MUST per la nostra comunità e la corale stessa.
Introdotti dalle parole di compiacimento di Padre Massimiliano, padrone di casa, il coro ha offerto ai presenti un ampio programma natalizio abbastanza eterogeneo, spaziando da brani della tradizione (‘Stille Nacht’, ‘Adeste Fideles’, ‘The First Nowell’), ad altri più ricercati ma altrettanto piacevoli (‘Joy to the world’, ‘O holy Night’, ‘Halleluja’), fino a sconfinare alla scoperta della tradizione e all’atmosfera del Natale in altri paesi del mondo (‘Deck the hall’, ‘Mele Kalikimaka’) con l’accompagnamento all’organo/tastiera del M° Marco Cadario.
Ecco allora un susseguirsi di liete note risuonare, pronte ad annunciare la Santa Notte, la Venuta di Cristo Gesù, che lontanamente facevano ripensare a candidi paesaggi innevati piuttosto che ad invocazioni e gestualità proprie del periodo, immergendo tutti nell’atmosfera natalizia.
La serata coincideva con un’altra “ricorrenza”: l’appuntamento del concerto è infatti conciso coi 20 anni di collaborazione fra Cadario e la Corale Amadeus: era infatti il 1998 quando nella medesima chiesa dei SS. Pietro e Paolo  di Cuvio Marco Cadario fece il suo “debutto” con il gruppo, un sodalizio che compiacevolmente è poi continuato negli anni.

Infine, dai maestri, dal presidente del coro Carla Pellegatta e da tutti i coristi i più sinceri auguri di Buon Natale e Buone Feste !!

Trittico della Solidarietà 2018 all’epilogo

(sabato 6 ottobre)

Dopo gli appuntamenti di Cavona di questa estate e di Malgesso di domenica scorsa, nel pomeriggio di oggi va in scena a Cassano Valcuvia all’interno della ‘Festa dei popoli’ il terzo e ultimo appuntamento del ‘Trittico della Solidarietà‘, un mini circuito di gare locali scelte e organizzate dall’amico Vittorio Ciresa per fare del podismo locale uno strumento di sensibilizzazione a piccoli grandi gesti per il sociale.

 

Giunto alla seconda edizione, si tratta di un “ventaglio” di gare dei nostri territori attraverso cui si vuole enfatizzare (e allo stesso tempo trasmettere) proprio un valore squisitamente sociale, mettendo da parte qualsiasi risvolto agonistico, occasioni attraverso cui devolvere i fondi a specifiche mutue esigenze piuttosto che alla realizzazione di progetti ‘di più ampio respiro’.

Già da quando avevo adocchiato il volantino della gara odierna ‘mi era salito lo spauracchio’ dal possibile sviluppo altimetrico considerando la collocazione del paese di Cassano Valcuvia; e difatti devo dire le aspettative sono state ampiamente soddisfatte !! …

Con uno sviluppo di 6 chilometri e spicci la gara si è rivelata tutt’altro che .. soft: dopo essere (fortunatamente) ridiscesi al passo dal ripido pendio della località San Francesco sede del ritrovo, partenza dal viale antistante il municipio. Ma appena superato l’edificio, subito la strada prende la sua … piega (in salita) per raggiungere l’eremo dei frati carmelitani, non concedendo letteralmente un metro per rifiatare e così mettere alla prova la resistenza “e l’audacia”dei partecipanti, un’ottantina fra i due percorsi  di 3 e 6 chilometri.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un km circa su asfalto, si imbocca per i boschi; camminamenti fra la vegetazione non sempre agevoli quanto a fondo caratterizzati in più passaggi da tratti sassosi e qua e là da cambiamenti di direzione, fattibili ma che consigliano un’andatura cauta onde evitare incidenti di percorso.
Saluto il Vittorio e messa alle spalle la parte boschiva più aspra (“TO BE CONTINUED..”), segue una lunga dolce ridiscesa che ci accompagna nelle “recondite” campagne locali e un successivo saliscendi che riporta verso l’abitato.

Quindi una risalita piuttosto impegnativa e a seguire deviazione ingannevole sulla sinistra che scende verso il centro del borgo e la zona di partenza. Attraversamento del parco giochi e qui, forse per distrazione, devo bruscamente prendere a destra, in direzione del Centro Documentale ‘Frontiera Nord Linea Cadorna’, attraversando le strette viuzze e guadagnare infine la via principale, passare sotto l’arco che funge da ingresso al paese e risalire poi il versante sinistro. Riguadagnato a questo punto lo sterrato e bosco eccoci affrontare una suggestiva quanto impegnativa scalinata ricavata sul costone retrostante la chiesetta che domina il promontorio, impossibile da correre anche per i più audaci forse (quasi 300 metri di dislivello) !

Raggiunta la sommità, in corrispondenza dell’inizio della Via Santa del paese, ci buttiamo per i duecento metri finali di questa impegnativa ma avvincente e meritevole gara per arrivare al traguardo posto davanti la locanda ‘Crotto del Sorriso’ !

Il post gara è poi allietato da un breve monologo realizzato dalla compagnia del Teatro Periferico di Cassano Valcuvia che festeggia il suo 10° compleanno, abbracciando con ciò l’apertura multietnica che vuole essere al centro dell’attenzione come momento aggregativo della nostra società.

Infine, complimenti a Vittorio Ciresa per la sua perspicacia nel ricercare percorsi e angoli comunque affascinanti nelle nostre valli e paesi da riproporre in veste sportiva.

Appunti di una domenica pomeriggio alternativa

(domenica 30 settembre)

Proseguendo la giornata sportiva, dopo il consueto appuntamento mattutino con il Piede d’Oro sul lungolago della Schitanna di Varese, nel pomeriggio mi reco a Malgesso, invogliato dall’amico Vittorio Ciresa, per partecipare a una corsa benefica: ‘Memorial Martina e Erika’ e patrocinato dalla Fondazione Giacomo Ascoli , per cui ritrovo Giuseppe e Mariella, la quale da anni combatte per e a fianco dei bambini colpiti da malattie oncoematologiche.
Trattasi di una gara di 5 chilometri circa che si sviluppa fra le vie e i boschi limitrofi, con partenza e arrivo davanti all’oratorio.
“Partecipazione soft” – almeno così si sarebbe detto una volta: si è dato al mattino ora si corre per una giusta causa !
All’arrivo sul piazzale dell’oratorio ritrovo Pietro e gli amici dell’Atletica 3V, qualche rappresentante del 7 Laghi Runners dell’amico Ugo Fantoni, Antonio Rondinelli, Stefano Bordanzi e Matteo Raimondi anch’essi reduci dalla prova del mattino.
Si sarebbe detto gara tranquilla ma, si sa, un conto è parlare … un altro interpretare ! Infatti, sin dall’inizio il ritmo è decisamente alto.
Meno di un km e siamo nella parte boschiva che da subito si profila abbastanza impegnativa con un paio di passaggi … degni di nota fino ad arrivare al punto più alto del percorso.
Noto che lungo lo sviluppo la gara ripropone alcuni passaggi della gara di Malgesso di qualche anno fa.
Siamo attorno al terzo chilometro quando abbandoniamo i boschi per riguadagnare l’abitato, e tornare così in leggera discesa verso ‘la zona di lancio. A questo punto però invece di imbucare nuovamente il rettifilo iniziale teniamo la destra per superare il ponte sulla ferrovia e dirigerci verso il lungo rettilineo delle scuole Manzoni.
Al termine, ci dirigiamo verso il punto di partenza ma veniamo prima portati verso l’attraversamento del parco DinDon, lungo periplo per riuscire dal parco giochi e rientrare più in alto attraversando il viale alberato al termine del quale è posto l’arrivo.

Bel percorso quello proposto dagli organizzatori come buona la partecipazione di grandi e piccini, soprattutto coinvolgendo le famiglie, e accattivante quanto basta … Promosso.

Appuntamento settembrino con la fiaccolata di Cavona

(domenica 9 settembre)
Della serie ‘Piccole cose che lasciano il segno ! ..’

Oggi smetto la skill del podista verace, “doc” per indossare quelli che, da alcuni anni a questa parte, considero un piccolo pregio, un’occasione che non capita tutti i giorni per chi fa della corsa una passione, un piccolo onore: fare il tedoforo, sulle strade di casa !! …
E’ un piccolo ma irrinunciabile gesto questo ma dall’encomiabile significato che si ripete da svariati anni e che porta un gruppo di ragazzi di Cavona e Cuveglio a suggellare, con una marcia di avvicinamento (simbolo di difficoltà e sacrificio) emulando il gesto olimpico, il cammino che porta alla Luce che è Maria.
Come da diversi anni a questa parte avviene, la prima settimana di settembre, in occasione dei festeggiamenti della Madonna Nera nel piccolo paese della Valcuvia, è stato rispettato l’appuntamento con la Fiaccolata. Un ‘rendez-vous’ irrinunciabile e fortemente voluto dalla Comunità che sta diventando una consuetudine dal grande significato in occasione della festività mariana evidenziandone la devozione.

Un gesto che si ripete ogni anno partendo da un santuario o sito religioso della provincia a simulare un cammino non privo di difficoltà e che conduce proprio sul sagrato della chiesa del borgo valcuviano per l’accensione del braciere antistante.
Dopo aver toccato il Sacro Monte di Varese, la prepositurale di Arcisate, San Michele, Agra, Marzio e altre località, partenza quest’anno nel tardo pomeriggio dalla Casa ‘Don Guanella’ di Barza di Ispra passandosi di volta in volta la fiamma per risalire al cuore della Valcuvia dove veniamo accolti da don Lorenzo.