‘Luglio Culturale’ a Cuvio

Nonostante le misure restrittive ancora in vigore, anche l’edizione 2020 del ‘Luglio Culturale’ è andata in scena, salvata dalla ferma volontà degli organizzatori di non rinunciare al classico cartellone estivo e al tempo stesso offrire malgrado tutto delle serate di svago ai presenti.
E proprio le misure vigenti hanno costretto gli organizzatori loro malgrado ad un programma meno prolisso del solito proponendo ad ora tre serate all’insegna della buona musica.

Concerto d’apertura stasera (sabato 4 luglio) per la serie di appuntamenti promossi da Proloco di Cuvio e associazione ‘Momenti musicali’ con il patrocino del comune di Cuvio, pur non senza difficoltà, non solo organizzative, dettate dalle misure restrittive.

Primo incontro che ha proposto un concerto d’arpa condotto da Elena Guarneri, “insolito” ma melodico strumento dalla sonorità molto dolce e versatile per “espressività” presentato in precedenza nel corso dell’evento ‘Una quarantena di minuti live’ di Million Dreams sempre da Elena (guarda qui).
“Vi dedico una canzone” è stato un concerto ‘fuori le righe’ in quanto non proponeva un programma di musica classica bensì si è trattato di una carrellata di “colonne sonore e di grandi successi dagli anni Sessanta in poi” così come previsto dalla stessa artista la quale nei giorni precedenti l’appuntamento aveva lasciato che fosse il pubblico stesso a scegliere i pezzi che si sarebbero ascoltati nella serata.


Tecnicamente, Elena ha confezionato un programma ricco e articolato, invitando i presenti (per creare un sorta di sfondo all’esecuzione come pure un filo logico al percorso) ad immaginare una sorta di caleidoscopio, ad un susseguirsi di colori da associare ad ogni brano, segnando squisitamente con essi i sentimenti e gli umori sottintesi, intramezzati per ciò da brevi suoi introduzioni.
Ma la maestrìa e l’abilità dell’interpretazione è sempre dell’artista, l’unico vero artefice del successo o meno – musicalmente parlando – della serata, ed in questo Elena Guarneri, arpista laureata al conservatorio ‘G. Verdi’ di Como, eccelle con la sua solida preparazione e professionalità concedendosi – ma talora è lo strumento stesso che lo esige – a degli arrangiamenti volti a imprimere ritmo quando non ‘a chiudere’ il pezzo proposto.
Come pure suadente e piacevole è l’osservare lo scorrere delle dita sulle corde dell’arpa, ora esili ora più spesse, a scandire con la loro vibrazioni le note ma al tempo stesso facendo socchiudere gli occhi agli ascoltatori invitandoli quasi ad abbandonarsi all’evoluzione delle stesse.
Si è così passati da autentici cavalli di battaglia in materia (‘The roof is leaking’, ‘Love of my life’, ‘Fields of gold’, ‘Braveheart theme’) ad,altri più medidativi (‘Hallelujah’ di L. Cohen, ‘Forrest Gump Theme’, Shallow’) a inni alla libertà (‘Il cielo d’Irlanda, Oh ! Freedom).

Help! Marathon … una mano alla ‘Sacra Famiglia’

(sabato 25 aprile)

Dopo quasi due anni di “inattività” colgo l’occasione di una iniziativa benefica per riallacciare le scarpe da runners per una gara e …. involarmi ! 🙂 🙂
In un periodo decisamente caotico e difficile, che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini e le occasioni d’aggregazione, dalla mente del poliedrico e mai domo Vittorio Ciresa, in collaborazione con l’associazione ‘Un sorriso per Michela’, nasce questa iniziativa sportiva, ‘Help! Marathon‘ soprannominata “Criceto Run” da più parti – per ovvi motivi anche logistici – , evento a scopo benefico per raccogliere fondi a favore dell’istituto Sacra Famiglia del vicino paese di Cocquio Trevisago, di cui un gruppo di ragazzi guidati dall’amico Emidio partecipa alle gare del circuito del Piede d’Oro oltre a ospitare da alcuni anni una gara dell’omonimo calendario.
Nel pieno rispetto delle indicazioni governative determinate dall’epidemia di Coronavirus, il periodo non può vederci riuniti nello stesso luogo per cui ben venga l’idea di una competizione virtuale: ognuno può quindi svolgere la propria attività sportiva preferita (tapis roulant, cyclette, rulli, circuiti, palestra) stando comodamente a casa, senza “paletti” per tempo e modi dunque !
L’evento ha avuto luogo oggi, 25 aprile una data significativa oltre che per la storia dell’Italia anche per sottintendere al rilancio che essa vuol dare alle speranze di ripresa.

Avendo preso subito a cuore l’iniziativa, mi spiaceva non renderla perfetta, non portarla a compimento fino alla fine. Così scartate alcune alternative possibili (cyclette, tapis-roulant, giardino), ho trovato soluzione nell’amata corsa; ma come mettere in pratica l’idea ?
Ecco allora venire in aiuto uno spartano e agreste anello tutto all’interno della mia via e allora … goo !!
A compimento dell’evento, oggi per tutti nessun crono da rispettare, libertà nel ritmo e passo da tenere, semmai una sfida con sè stessi.
Ebbene, soddisfatto di aver aggiunto alle energie (e nn km) messi sul piatto dai partecipanti, i miei 5k o poco più percorsi.

Essenza della scrittura creativa

(mercoledì 22 aprile)

Quando si dice ‘da cosa nasce cosa ! …’: un paio d’anni fa (o 3 ??), incuriosito da un banale ma abbagliante banner che continuava a comparire sul social network che utilizzo e che attirava la mia curiosità, ho spostato le mie attenzioni dallo sterminato campo del Web alla nicchia della SEO.
La nuova materia in cui mi ero addentrato non è stata una ‘bolla d’aria’ ma anzi, aldilà dell’approfondimento (in lungo e in largo) di cosa fosse l’ottimizzazione per i motori di ricerca, è stato il trampolino di lancio per la scoperta di una passione, una ‘capacità innata‘ (come spiegherò più sotto), interessandomene sempre più finanche a cercare (tuttora) uno sbocco professionale.

Da là ecco arrivare un là anche al mio blog – per il quale avevo perso un pò la “bussola”(oltre ad uno strano senso di compiacimento misto a soddisfazione per la nuova scoperta)- con l’inserimento di nuovi contenuti volti ad approfondire metodologie e tecniche d’approccio alla Search Engine Optimization.


Questo passo mi ha portato di lì a poco a scoprire anche la SEO copywriting (scrittura ottimizzata per la SEO), la cui filosofia mi ha a sua volta portato a enfatizzare questa “arte”: anche qui, tanto tempo speso a scandagliare e “rivoltare” la Rete a ricercare risorse ‘interessanti’ che mi permettessero di avvicinarmi a piccoli passi e allo stesso tempo approfondire la nuova materia per poi “raccontarne” tematiche e singoli aspetti ….

Ed è proprio questo step, ‘scrittura ottimizzata per la SEO‘ che, con grande frenesia ed entusiasmo, ha fatto scoccare in me una fiammella o per meglio dire mi ha condotto a scoprire un talento che forse già era in me ma al quale non davo particolare peso: la scrittura creativa.

Oggigiorno la scrittura creativa anima, con diversa valenza, varie figure professionali (blogger, web writer, copywriter – interprete della seo copywriting), in quanto tali mosse tutte però da un fine commerciale per attrarre il cliente/consumatore verso la pubblicità prodotti/servizi. La seo copywriting fa allora della scrittura creativa un veicolo per un fine commerciale.

Se dunque la seo copywriting mira a creare contenuti ottimizzati – cioè interessanti e utili all’interno di un contesto spiccatamente commerciale (ciò che è poi il suo fine) -, un modo di scrivere contenuti per attirare il cliente per come la voglio intendere qui però ‘scrittura creativa’ sta ad indicare un talento che ognuno può scoprire in sè, una capacità di dare libero sfogo alla propria scrittura.

Dunque una dote che può celarsi in ognuno di noi che inaspettatamente può svilupparsi ma che, in quanto tale, deve essere coltivata. [https://www.scritturacreativa.org/cose-la-scrittura-creativa/] Ma attenzione: avere questo talento o meglio vederlo crescere fra le nostre abilità non è scontato per tutti però !!

Scrittura creativa … una miniera di idee in una penna

Scrittura creativa – almeno come la intendo io e voglio trattarla in queste righe – vuol dire uscire dagli schemi prefissi, prendere un testo o – se voglio – buttar giù una opinione su un determinato argomento … oppure ancora consultare una serie di testi, articoli relativi inerenti un argomento ciò di cui voglio scrivere, su cui voglio esternare la nostra opinione, e “dare libero sfogo alla propria penna“. Impregnarlo quindi di nostre considerazioni e opinioni, il che è il valore aggiunto a ciò che scriviamo.E’ ciò che rende unico il nostro scritto, così personalizzato.

Ma dietro a quest’arte del ‘saper scrivere’ sta un importante lavoro che parte dal reperimento, selezione e lettura di risorse sull’argomento e la loro successiva elaborazione per arrivare ad un elaborato ‘unico’, il più possibile distaccato dalle risorse preventivamente consultate (ciò assume un significato ancor maggiore in ottica seo, come visto).

In Wikipedia si trova una sua bella definizione (di cui riporto alcuni passaggi), sia sintetica – la sua essenza – sia “particolareggiata” – ciò che è e può essere, arrivare a fare -. Comincia con questo incipit:

La scrittura creativa è ogni genere di scrittura che vada al di là della normale scrittura professionale, giornalistica, accademica e tecnica …..

E poi:

La scrittura creativa nasce dall’applicazione della potenzialità creativa, presente in forme diverse in tutte le persone e che consente di elaborare soluzioni nuove, inedite ed originali nei vari contesti della vita, alla scrittura. Tale applicazione produce degli elaborati in cui sono presenti gli elementi tipici della creatività stessa intesi come: fantasia, invenzione, immaginazione, originalità. Lo scrittore creativo dal primo istante in cui pensa ad una storia fino a quando ne scrive la scena finale deve far uso di tutti e cinque i sensi poiché l’immaginazione creativa viene alimentata dalla capacità di tradurre la realtà in modo inedito e dall’abilità di usare la fantasia per rielaborare in modo originale le conoscenze acquisite con precedenti esperienze dirette o indirette … Proust a tale proposito sosteneva che: ”il vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.

Un elemento basilare e costitutivo della scrittura creativa sono le idee le quali si sviluppano attraverso due fasi, una divergente, l’altra convergente: nella prima fase la mente è libera di viaggiare senza confini all’interno di mondi fantastici, possibili e impossibili; nella seconda fase, invece, le idee vengono raccolte, scelte, analizzate e selezionate. L’altro elemento fondamentale della scrittura creativa è lo stile. Nella scrittura creativa le emozioni e i sensi si combinano …. la scrittura creativa collega il pensiero, le emozioni e le sensazioni di chi scrive con quelli di chi legge attraverso un ponte empatico che ha come punto di partenza la fantasia, la capacità e l’ispirazione dello scrittore e come punto di arrivo l’immaginazione, l’interpretazione e la rielaborazione del lettore. [rif. wikipedia]

Un’altra bella definizione la si trova sul sito di Apogeo:

La scrittura creativa è un modo per esercitarsi a scrivere. Per fare pratica, per prendere confidenza con carta e penna.
È darsi una possibilità per tutte le volte che si è detto ma io non so scrivere.
È un modo per ascoltarsi, per guardarsi dentro e venire a patti coi propri demoni.
È mettere a tacere il giudizio e farsi spazio sulla pagina.
È avvicinare tra loro parole che non avresti mai messo vicine, un po’ come il fucsia col rosso.
È abituarsi a sentire il suono delle parole e della punteggiatura.
È dilungarsi, seguire il filo dei propri pensieri, scrivere cose senza senso, e poi pulire, tagliare, limare.
È usare la stessa parola in contesti diversi per vedere che effetto fa.
È imparare a leggere, sempre e tanto.
È sforzarsi di trovare le parole giuste.
È smetterla di trattenere il respiro.
È lasciarsi andare e insieme darsi un tono.
Scriviamo ovunque e continuamente, anche senza accorgercene. Scriviamo parlando e parliamo scrivendo. Ogni parola che usiamo ci identifica, esprime la nostra identità quanto i vestiti che indossiamo.
Scrivendo lasciamo che le persone si facciano un’idea di noi. Di chi siamo. Di come ci comportiamo, di cosa ci piace.
La scrittura ci rappresenta. Dice molto di noi. E ci appartiene. Nessuno può toglierci il nostro modo di scrivere. E se l’abbiamo smarrito, basta esercitarsi, scrivere, scrivere, scrivere per ritrovarlo.
Quando ritroviamo il nostro modo di esprimerci è come se in qualche modo ci ritrovassimo anche come persone. [rif: https://www.apogeonline.com/articoli/che-cose-la-scrittura-creativa-simona-sciancalepore/]

E’ con questa disinvoltura che una mia cara amica è riuscita recentemente a raccogliere insieme, da ricordi della propria giovinezza e dai racconti dei suoi nonni, un turbinìo di racconti vissuti della propria giovinezza, trascorsi con la leggiadrìa dei tempi in un ridente paesino di montagna

Io questa esperienza l’ho colta e la sto portando avanti su uno specifico settore che forse non dà pieno risalto alle sfumature della scrittura creativa, al significato e alle potenzialità dell’arte; come pure mi capita di scrivere elaborati di altro genere da cui è più facile far emergere questi “stravolgimenti” usando la propria penna e allo stesso modo anche il nostro “porci in maniera empatica” nei confronti dell’ argomento.
Ecco allora che – com’è giusto che sia – pur specializzandoci su un determinato settore, su determinate argomentazioni, il saper sviluppare e affinare questa tecnica può permettere di poterci avvicinare anche ad altri filoni con la stessa creatività e capacità.

Buon Natale dalla Corale Amadeus

Il tempo d’Avvento culmina nella bellezza delle atmosfere natalizie le quali accompagnano alla venuta del Salvatore. Periodo che poi culmina nei momenti di raccoglimento e meditazione abbandonandosi che propongono e conducono all’ascolto delle melodie natalizie e non solo.

Ecco allora succedersi una sequela di concerti in cui si cerca di avvicinare il pubblico all’intensità vera e al significato del Natale con i suoi valori.

Anche quest’anno la Corale Amadeus non ha voluto mancare a questo appuntamento del celebrare il Natale esibendosi in due concerti, a Rancio Valcuvia e a Germignaga, con un repertorio articolato accostando alle classiche melodie natalizie brani più ricercati e impegnativi, spaziando nei secoli dal Seicento non rinunciando a ripescare anche addietro, e rispolverando alcune pagine importanti.

A tutta la Comunità, ai fedeli, a quanti ci seguono sempre, ai coristi e alle loro famiglie i più sentiti auguri. Buon Natale e buone feste !

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Il nostro presepe ….


Anche quest’anno gli Amici del Presepe della parrocchia di Cuveglio si son prodigati per proporre alla Comunità un presepe che fosse veicolo di un messaggio evangelico, secondo il loro stile: volutamente una ‘realizzazione artistica’mediante cui si andasse a riprendere una tematica della diocesi. Così prendendo spunto dalla proposta del parroco don Lorenzo, quest’anno il Presepio è ispirato all’XI Sinodo della diocesi di Como: “Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio”: dunque, ruota attorno a cinque tematiche-chiave: Giovani, Famiglia, Poveri, Presbiteri, Comunità cristiana.

Così, nell’opera (un termine non usato a caso, vedere per credere, tanta è la meticolosità seguita dai volontari) rappresenta queste cinque realtà: l’oratorio di Canonica quale ritrovo per i giovani, la Caritas come luogo di accoglienza per i poveri, il Seminario dedicato alla formazione dei Presbiteri e il Vescovo che accoglie la Comunità cristiana sulla porta del Duomo di Como.
E al centro, la Natività, immagine della Sacra Famiglia.

E sono 400 presenze … "upon" la rete

“Capita” di avere piccole soddisfazioni ! … piccole, quasi banali verrebbe da dire, ma che in determinati contesti, per determinate persone assumono significato, rilevanza, vuoi perché risultato di impegno personale e ancor prima voglia di mettersi in gioco.

Si aggiunga poi quando un traguardo del genere, una propria ambizione magari, non te lo saresti mai immaginato – nel tuo “itere” – o per meglio dire per il calarsi in determinati contesti sociali non ci avresti mai scommesso, a suggellare una sorta di rivincita con te stesso! …. In piccolo sì, sempre in piccolo !

E’ per ciò che non mi vergogno di dare rilevanza a questo mio “piccolo traguardo”, anzi !; piccolo ma carico di significato per me, Andrea Bassetto.

E sono 400 “gettoni” di presenza come arbitro ufficiale delle Polisportive Giovanili Salesiane – Comitato di Varese -, 400 volte che salgo in questa veste su quello che vado legittimamente chiamando “cadreghìn”, ‘il seggiolone’. Amante delle statistiche, con la partita odierna (21 dicembre 2019) inanello la 400ima presenza come arbitro ufficiale sul teraflex.

Un’avventura cominciata più di dieci anni fa, maturata a seguito della costituzione della società di pallavolo giovanile nostrana ASD PGS Blu Volley del 2005, di cui sono anche uno dei fondatori.

Il voler ricoprire – ancora ricordo – una funzione di rilievo nell’ambito in cui mi sono felicemente ritrovato – non bastasse quanto già svolgevo in società – mi ha spinto di lì a poco (autunno del 2008) ad iscrivermi al corso arbitri del comitato provinciale PGS e nel giro di pochi mesi, nel gennaio successivo, eccomi “pronto” per scendere in campo e salire su quel trespolo, moderatamente in quanto per le prime gare è previsto il tutoraggio (grazie Stefano Macalli !). E quel pronto tra virgolette non è messo lì a caso ma è indicativo: indicativo di un percorso innegabile che – magari non ce ne si accorge – chiunque ‘formato’ deve attraversare per dire a tutti gli effetti, ma soprattutto a sé stesso: sono pronto !

‘Nessuno nasce imparato !’ – si dice da qualche parte. E questo motto fa un po’ parte dell’ABCDario dell’arbitro, di un buon arbitro, di pallavolo in questo caso: per quanto si faccia ben volentieri agli inizi, come per tutte le cose l’esperienza te la fai sul campo, le situazioni di gioco le impari là.

Ma attenzione: non basta la buona volontà per intraprendere questo cammino di maturità: per questo ci si richiama anzitutto al nostro ruolo di “educatori”, come voleva Don Bosco dai suoi fanciulli ed educatori. Noi siamo allora chiamati ad educare per definizione. E qui sta il ‘bello’ di questa scelta: accompagnare come lui voleva i giovani nella propria crescita umana ed educativa attraverso lo sport.

.. Un mondo che permette di stringere nuove amicizie e ‘aprirsi a nuovi orizzonti’, ma ancor di più – e più fortemente (per chi li ha a cuore) – di mantenere e coltivare un rapporto con i giovani. Una “seconda pelle” che chi vive questi valori indossa con serietà e responsabilità ma senz’altro con condivisione !

Un ruolo che certo non sempre è .. facile da gestire, in particolare mano a mano che si avanza di categoria; ma sta proprio qui, in queste circostanze, l’abilità dell’arbitro la quale discende dalla maturità raggiunta.

Egli può dirsi soddisfatto e gratificato della direzione di gara se arrivato il fischio finale scende dal seggiolone e vede allenatori e dirigenti non ricorrere a puntualizzazioni sulla gara … finisce là !! E qui la soddisfazione per il lavoro svolto è “massima” ! .. Anche se non sempre si è condivisi nelle scelte fatte. Personalmente, il “post” è talvolta “latente” per il sottoscritto: non dico “empatia”, ma avviene naturale che si vada a ripensare a situazioni di gioco appena trascorse, cercare di capire …

Facendo tesoro delle nozioni apprese poi ognuno “è mandato” in questa esperienza che è la pallavolo dei giovani. E quello che più mi piace e francamente sposo ogni volta che salgo su quel “cadreghìn” è l’essere, oltre che ‘direttore di gara’, anche “educatore” e ancor più “buon padre di famiglia” nella direzione delle squadre (e qui sogghigno un po’ – permettetemelo -, conoscendomi): il saper atteggiarsi cioè nella figura con “buonsenso” e “determinazione” all’occorrenza. Certo perché essere arbitro non è ‘solo’ applicare alla lettera le RdG, la nostra ‘Bibbia’, ma talora adattarle opportunamente ai contesti di gioco.

Grazie allora al nostro primo direttore tecnico Paolo Di Vincenzo, a Cristina Bollini (‘non fischiare quello che vedi solo tu e Gesù‘) e ad Angelo Cannata che in primis si sono occupati e si occupano della nostra formazione, agli altri colleghi già “veterani” e non da ultimo ai tanti colleghi-amici con cui si calcano periodicamente i campi della pallavolo, dai quali anche si possono cogliere preziosi suggerimenti e ‘dritte’; a Massimo Zibetti e tutti gli altri presidenti che si sono succeduti in questa decade per averci sostenuto, alla simpatica suor Cinzia e alle sue collaboratrici che ci accolgono per le nostre riunioni.

E ora, via eccomi ad un traguardo di cui posso andar orgoglioso, per costanza e continuità, a testimoniare una passione innata.

Bramosia d’amore

Rincorrere o camminare passo passo, uno di fianco all’altro ?
Il gesto più naturale è il secondo, fatto da gesti, posizioni e pensieri che si incontrano, si confrontano, si intrecciano …. Magica alchimia e (sublime) poesia !
Un inizio di dialogo che serve per ‘temprare’ (le) due anime, i propri sogni, le proprie aspettative …
Fino a plasmarsi nella migliore delle ipotesi. Ecco da qui comincia il bello per i due protagonisti, i due attori della scena.
Da una innocua complicità può nascere .. Amore !

Amore con la ‘A’ maiuscola !

Trenta candeline per la Corale Amadeus

Chi canta prega due volte !’ – diceva S. Agostino. La musica e il canto sono da sempre legati alla preghiera, ‘una maniera di accostarsi’. Ancora oggi la musica è una parte fondamentale delle celebrazioni della Chiesa, a cominciare dalla Messa. Ma si tende ad andare oltre, esigenza imprescindibile per l’apertura e la sopravvivenza del coro e dei cantori stessi e il compiacimento non solo dei fedeli ma anche di un pubblico più allargato.
Motto che si è rivelato poi “filo conduttore” e cammino per la genesi del gruppo.
Chi canta prega due volte !’ – ricordava anni or sono il nostro “il fu” Monsignor don Mario Binda – nostro primo sostenitore -, in occasione del concerto tenuto dalla Corale Amadeus per la dedicazione del nuovo altare e della chiesa di S. Lorenzo di Canonica di Cuveglio (anno 2000), occasione per riproporre il ‘Gloria’ di Antonio Vivaldi e il ‘Cantique di Jean Racine’ di Fauré.

Dedicazione-ChCuveglio-2000-1-of-5

Estratti dal libretto edito in occasione della Dedicazione dell’altare

“Amarcord”
“Amarcord”

Il prossimo settembre la corale Amadeus taglierà il traguardo dei trent’anni di attività: trenta candeline di una passione che ognuno di noi ha voluto mantenere viva in sè e mettere a disposizione della comunità.

Correva l’anno 1989 quando la passione per il “belcanto” che le animava e lo stare insieme alla base dei cori parrocchiali di Rancio Valcuvia e Cuveglio portò alla costituzione della Corale Amadeus, al fine di accompagnare le principali funzioni religiose delle due parrocchie.
Passione e stare insieme che sono rimasti valori indissolubili e innegabili nel corso dei trent’anni trascorsi, collanti nei “tira-e-molla” che possono accadere.

Concerto della Corale Amadeus diretta dalla prof. Tabacchi ad Arcumeggia

Dapprima sotto la direzione della prof. Michela Tabacchi, dal settembre del 1993 si è registrato il “passaggio di testimone” al M° Loris Capister.

Il Maestro Loris Capister durante la direzione di un concerto

Da allora via via il coro, animato da fervidi legami di amicizia e unità, ha conosciuto un nuovo slancio (a merito della ventata di novità e “passione” portate dal Maestro) a cominciare dall’organizzazione di un importante (e prezioso) corso sulla vocalità tenuto dal tenore Diego D’Auria che ha dato il la alla preparazione di brani più impegnativi.

“Pietre miliari” della Corale Amadeus sono la ‘Missa Brevis KV 259’ di Mozart, ‘Dies Irae’, ‘Lacrymosa’ e ‘Ave Verum’ omonime; senza dimenticare l’Halleluja’ di Georg Friedrich Haendel e il ‘Gloria‘ di Antonio Vivaldi.

Esecuzione Missa Kv529 -Mozart

Poi, l’occasione presa al volo di accompagnare una messa al Duomo di Milano (1997), sfoggiando l’esecuzione dell’Halleluja.


Ha così potuto tenere diversi concerti proponendo repertori sia sacri sia profani, da accostare ai primordiali brani dei vari tempi liturgici, spaziando dal barocco al periodo romantico, arrivando fino al ‘900 attraverso pagine importanti di grandi compositori (Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven, Saint-Saens, Fauré, Donizetti, Verdi), presentando raccolte e brani talora di non facile lettura. Il tutto senza rinunciare però alla scoperta di piccole brevi “chicche” di gradevole ascolto (‘Personent Hodie‘, ‘Adventi Enek’, ‘Deck the Hall‘, ‘Ding Dong’) anche dal carattere goliardico (‘Capriciata a tre voci’, ‘Insalata italiana’).

Il repertorio si è successivamente arricchito di alcuni brani originali ed arrangiamenti del Maestro: ‘Ave Maria’, ‘Jingle Bells‘, ‘White Christmas’ ed altri.

Dal 1998 si sono susseguite occasioni di collaborazione con diverse formazioni strumentali come l’Associazione Mozart e l’Orchestra Filarmonica Europea, l’orchestra da camera ‘Il Setticlavio’ di Nerviano e l’orchestra ‘dei Due Laghi’ di Luino, avvalendosi di importanti voci soliste.

W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Kyrie’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000
W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Agnus Dei’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000

Da ricordare nello stesso anno il concerto tenuto presso la Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA), gioiello del FAI, con la collaborazione della pianista Chiara Nicora.

Nel dicembre del medesimo inizia pure un rapporto di accompagnamento ‘più stabile’ con il M° Marco Cadario, eccellente pianista ed organista di fama internazionale per i diversi concerti in Europa e non solo
(recentemente tra l’altro abbiamo festeggiato i venti anni di collaborazione con lui !). Diverse le collaborazioni poi con altri importanti artisti del panorama nazionale tra cui il soprano Antonella Romanazzi, talentuosa voce solista la quale ha recentemente registrato un cd.

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Dal 2002 al 2004 l’esperienza si è arricchita della cooperazione con il Coro del Politecnico di Milano.

25.01.2003 – Concerto con il Coro del Politecnico Chiesa di S. Giulio, Cittiglio

Negli anni successivi ecco il repertorio della corale si arricchisce con l’inserimento di brani tradizionali di altri paesi, alcune gospel songs e altri tratti dal repertorio sacro e profano del ‘900, sempre proposti in lingua originale (‘Oh Happy Day’,’Oh holy night, ‘Praise to the Lord’, ‘Cantique de Jean Racine’, ‘Tonight’ – da West Side Story -, solo per citarne alcuni).

La curiosità per la sperimentazione di nuovi orizzonti sonori ci ha spinto ad affrontare anche brani di derivazione hawayana, afro-caraibica, propri della tradizione locale (‘Thank you for the Christmas’, ‘Mele Kalikimaka‘ ad esempio). Recentemente il repertorio si è arricchito con ‘Short festival’ di G. Holst, dei due ‘Te Deum’ di Mozart e Haydn e ‘Halleluja’ di Beethoven dal ‘Cristo al Monte degli Ulivi‘, sontuose e impegnative esecuzioni.

Il Coro Amadeus ha avuto occasione di esibirsi in concerti oltre che in Italia anche in Svizzera e Francia a Ronchamps, in occasione del gemellaggio del comune di Cuveglio con la cittadina d’oltralpe (14-15 ottobre 2006); in particolare uno tenuto nella meravigliosa Cappella di ‘Notre Dame du Haut’ di Le Courbusier dove ha eseguito per la prima volta il ‘Te Deum’ di Mozart.

Ha partecipato per alcune stagioni alla rassegna provinciale “Provincia in Musica” organizzata da Anbima e dalla provincia di Varese, e tradizionalmente a concerti natalizi sia presso la parrocchiale di Cuveglio (‘Concerti di Avvento’) che in paesi limitrofi.

Ukulele

Dal 2000 si sono aggiunti ai coristi il M° Gianluca Fortino e Elena Guarneri. Due punti di forza dal momento che il primo è un importante chitarrista e la seconda una bravissima arpista. Grazie a loro, il repertorio si è potuto impreziosire grazie al supporto in alcuni brani con i loro strumenti (1_ 2_).

Memoria storica della Corale è Rita la quale, nonostante tutto, non manca mai di rallegrarci con il suo impegno e dedizione (chiedere a lei per un excursus sui nostri concerti e .. gesta !!).

Costituitasi in forma associativa nel 1999, suoi presidenti nel corso degli anni sono stati Angelo Maffenini (dal 1999 al 2005) e attualmente Carla Pellegatta.

Con questo passo, per la Corale è stato possibile costituirsi anche come ente organizzatore e promotore di iniziative culturali e di musica portando in loco esibizioni inedite.

Ha cercato anche di avviare degli scambi con altre corali (ad esempio Tavernola Bergamasca) e periodicamente collabora con il coro ‘Giovan Battista’ di Caravate diretta dal M° Ezio Cadario.

Andrea Bassetto

Deck the Hall

The First Nowell

Stille Nacht

Personent Hodie

Gloria – Vivaldi

Jingle Bells

Melekaliki Maka

Carol of the Bells

Joy to the World

Ave Maria di Elgar

Santo Natale 2018

Gruppo Presepe Parrocchia Cuveglio

Il presepe è dedicato a rappresentare le sette opere di misericordia corporali.
Al centro della scena troviamo la natività, illuminata e impreziosita da una cascata d’acqua, fonte di vita; il percorso della Misericordia inizia alla sua sinistra.
Partiamo da una grande locanda dove dare da mangiare agli affamati e vestire gli ignudi, proseguiamo attraversando un ponte sotto il quale un pozzo consente di dare da bere agli assetati.
Attraversiamo un villaggio di campagna, armonioso e pieno di vita, collegato da un piccolo ponte all’ospedale dove visitare gli infermi.
Lasciata alle spalle la sofferenza dei malati, incontriamo la prigione dove visitare i carcerati.
Sul fronte opposto alla locanda iniziale, ecco l’ostello che permette di alloggiare i pellegrini e accogliere i forestieri.
Alla base, il sepolcro dove seppellire i morti.

Auguri di buon Natale a tutta la comunità pastorale

La Misericordia di Dio si ritrova anche nel Presepe

Concerto d’Avvento – Buon Natale dalla Corale Amadeus

“Buon Natale nel mondo”

(martedì 18 dicembre)

Con uno sguardo al recente allargamento della Comunità Pastorale di Cuveglio alla parrocchia di Cuvio, la Corale Amadeus con la collaborazione della Proloco di Cuvio ha tenuto proprio nella prepositurale di quest’ultima il tradizionale concerto natalizio, dopo l’esibizione di una settimana fa a Caravate.
Nonostante le difficoltà del recente passato, la Corale diretta dal M° Loris Capister e accompagnata all’organo dal M° Marco Cadario, ha saputo (e voluto) mantenere questo appuntamento che da anni è un MUST per la nostra comunità e la corale stessa.
Introdotti dalle parole di compiacimento di Padre Massimiliano, padrone di casa, il coro ha offerto ai presenti un ampio programma natalizio abbastanza eterogeneo, spaziando da brani della tradizione (‘Stille Nacht’, ‘Adeste Fideles’, ‘The First Nowell’), ad altri più ricercati ma altrettanto piacevoli (‘Joy to the world’, ‘O holy Night’, ‘Halleluja’), fino a sconfinare alla scoperta della tradizione e all’atmosfera del Natale in altri paesi del mondo (‘Deck the hall’, ‘Mele Kalikimaka’) con l’accompagnamento all’organo/tastiera del M° Marco Cadario.
Ecco allora un susseguirsi di liete note risuonare, pronte ad annunciare la Santa Notte, la Venuta di Cristo Gesù, che lontanamente facevano ripensare a candidi paesaggi innevati piuttosto che ad invocazioni e gestualità proprie del periodo, immergendo tutti nell’atmosfera natalizia.
La serata coincideva con un’altra “ricorrenza”: l’appuntamento del concerto è infatti conciso coi 20 anni di collaborazione fra Cadario e la Corale Amadeus: era infatti il 1998 quando nella medesima chiesa dei SS. Pietro e Paolo  di Cuvio Marco Cadario fece il suo “debutto” con il gruppo, un sodalizio che compiacevolmente è poi continuato negli anni.

Infine, dai maestri, dal presidente del coro Carla Pellegatta e da tutti i coristi i più sinceri auguri di Buon Natale e Buone Feste !!