I siti e-commerce spariranno!

I siti e-commerce spariranno!

Perché i siti e-commerce gestiti senza una precisa strategia hanno i giorni contati? Come si può intuire chi sopravviverà e chi no?

 

Marco Cavicchioli: esperto di e-commerce e di webmarketing

Insieme a Marco Cavicchioli, esperto di e-commerce e di web marketing, cerchiamo di comprendere il motivo per il quale i siti web di e-commerce non curati in maniera adeguata sono destinati a “soccombere” di fronte ai marketplace.

Potete seguire Marco su marcocavicchioli.guru.

Ok, ammetto spudoratamente di aver scelto questo titolo ad hoc per attrarre la vostra attenzione. Ma se è improbabile che tutti i siti di e-commerce spariscano, rimane invece molto probabile che la maggior parte di essi, nei prossimi anni, venga chiusa. Perché?

I siti e-commerce, chiaramente, non sono tutti uguali. Ne esistono di svariate tipologie diverse, di dimensioni diverse, ed inquadrati diversi settori. Alcuni di questi (pochi) sono destinati a sopravvivere, mentre altri, molti altri, sono invece destinati a scomparire.

Per capire chi sopravviverà, e chi no, dobbiamo capire quali sono esattamente queste tipologie (in fondo a questo articolo verrà spiegato anche cosa si può fare per sopravvivere, quindi vi consiglio di non perdere una virgola del post).

I siti e-commerce spariranno? Chi si salverà?

Esistono 3 caratteristiche chiave che consentono di suddividere i siti e-commerce: dimensioni, settore ebusiness model.

Partiamo dall’ultima: il business model.
Da questo punto di vista possiamo dividere i siti e-commerce in due grandi categorie: i marketplace, ed i siti di vendita diretta. I marketplace (come eBay o Amazon)  sono siti web in cui chi vendere la merce non è il proprietario del sito, ma sono dei “merchant” che caricano il proprio catalogo all’interno della piattaforma. Nei siti di vendita diretta (ovvero gli e-commerce in senso stretto), invece, è direttamente il proprietario ad effettuare la vendita.
Ebbene, i primi sono destinati a prosperare, mentre i siti di vendita diretta (che sono la stragrande maggioranza) sono destinati a soffrire. Perché?
Perché quando un marketplace raggiunge grandi dimensioni (come eBay, o Amazon, ma anche Zalando, Etsy o Dalani) è in grado di attrarre così tanto traffico da sottrarlo di fatto agli altri. E visto che nell’e-commerce attrarre “traffico” equivale ad attrarre potenziali clienti, questo significa che i grandi marketplace sottraggono clienti ai siti di vendita diretta. A questo punto è facile capire perché

i marketplace sono destinati a prosperare, mentre molti siti di vendita diretta sono invece destinati a scomparire.

Quali di questi sopravviveranno?

Sopravviveranno i siti e-commerce di grandi dimensioni

Per rispondere dobbiamo passare ad analizzare la seconda caratteristica che differenzia i siti e-commerce: la dimensione.
Non tutti i siti di vendita diretta, infatti, sono piccoli. Ad esempio i siti e-commerce dei grandi brand (tipo Ikea) hanno un tale volume di business da avere tutte le risorse necessarie a poter sfidare i marketplace. Ovvero un sito e-commerce di grandi dimensioni (non per quantità di prodotti in vendita, ma per giro d’affari) è in grado di competere ad armi pari, o quasi, con i marketplace. In altre parole non soffre del problema riportato nel precedente capitolo (la perdita di clienti a favore dei grandi marketplace), e questo gli può consentire di sopravvivere.
Cosa dire invece dei siti di piccole dimensioni che non possono competere con i marketplace?

A questo punto dobbiamo introdurre la terza caratteristica che differenzia i siti e-commerce: il settore.
Tutto ciò che è stato detto fino ad ora, vale infatti per i settori commerciali più grandi, o generici, ma quando si analizzano le nicchie di mercato (o le iper-nicchie) le cose cambiano.
In particolare per iper-nicchie di mercato il Customer Service (soprattutto pre-vendita) è in grado di fare la differenza. In genere i grandi siti e-commerce, ed in particolare i marketplace, hanno un servizio pre-vendita scadente, o addirittura inesistente. Quindi

i piccoli siti e-commerce che si rivolgono a nicchie di mercato, o a iper-nicchie, possono battere la concorrenza dei grandi siti offrendo, ad esempio, un eccellente servizio pre-vendita.

Iniziamo a tirare un po’ di somme da questo ragionamento.

  1. I grandi marketplace sono in grado di sottrarre clienti ai siti di vendita diretta, e per questo sono destinati a prosperare.
  2. I siti di vendita diretta di grandi dimensioni sono in grado di competere con i marketplace, quindi sopravviveranno.

 

E i piccoli siti e-commerce? Ebbene, saranno questi a scomparire!

Siti e-commerce: puntare alle nicchie di mercato giuste

Ma non tutti.
Infatti, come già detto, ci sono delle nicchie di mercato, o addirittura delle iper-nicchie, in cui il servizio che possono offrire i grandi siti, o i marketplace, non è eccellente. I piccoli siti che sono in grado invece di offrire un servizio clienti (soprattutto pre-vendita) di eccellenza possono arrivare a dominare queste nicchie.
Ma anche in questo caso solo pochi siti ce la faranno: è difficile immaginare che per ogni mercato nazionale ci possano essere più di due, tre o quattro siti in grado di dominare una nicchia. Mentre invece i piccoli siti e-commerce sono migliaia e migliaia: quindi molti scompariranno.

Ad oggi non si sa bene quanti siano i siti e-commerce nel mondo, ma si sa che i grandi marketplace sono davvero pochi (in Italia quelli che hanno un giro d’affari di grandi dimensioni saranno solo qualche misera decina), e che i siti e-commerce di grandi dimensioni sono comunque pochi (in Italia le grandi aziende sono solo l’1,5% del totale).
E quanti sono i siti di e-commerce di piccole dimensioni?
In Italia ci sono circa 4,3 milioni di aziende (dati Istat), ed il 4% vende online (dato in crescita). Quindi potremo ipotizzare che in Italia ci siano circa 160.000 siti e-commerce. Di questi quanti possono dominare una nicchia di mercato?

E’ possibile immaginare che, a tendere, di quei 160.000 siti e-commerce in Italia ne possano rimanere solo poche decine di migliaia. Ovvero l’80/90% potrebbe scomparire!

Anche perché, alle tendenze in atto di cui sopra, se ne sta aggiungendo un’altra: l’utilizzo delle App. Come già ampiamente evidenziato su questo blog in alcuni articoli passati (“Mobile commerce: gli italiani acquistano dallo smartphone?”, “Internet mobile: la rivoluzione è in atto!” e “E-commerce in Italia: come sarà nel 2015?”) sono e saranno sempre pochi i siti di e-commerce che saranno in rado di convincere i propri potenziali clienti a scaricare, installare ed utilizzare la propria App. Ovvero il cosiddetto “mobile-commerce” è territorio di conquista dei grandi marketplace, o dei grandi siti e-commerce, non di quelli piccoli.

 

Ma allora cosa fare se si ha un piccolo sito e-commerce?

Siti e-commerce: vendere sui marketplace

Le uniche due soluzioni “buone per tutti” che posso dare sono:

  1. trovatevi una nicchia (meglio ancora se è una iper-nicchia), e diventate i dominatori di quel mercato offrendo un servizio pre-vendita eccellente
  2. oppure, molto più semplicemente, andate a vendere sui marketplace.

Purtroppo noto da tempo (oramai sono anni che mi occupo di e-commerce) che molte persone che gestiscono siti e-commerce sovrastimano enormemente le loro capacità, e sottostimano i vantaggi di vendere su un marketplace.
L’illusione di essere bravi (e quindi competitivi) è allo stesso tempo stupida e deleteria. Quando si parla di e-commerce quelli davvero “bravi” sono le persone come i due ragazzi berlinesi che hanno trovato 5 milioni di euro di investimento, ed hanno fondato Zalando, non quelli che riescono a fatturare qualche migliaio di euro al mese online. Fidatevi, quelli davvero bravi a vendere online in Italia sono rarissime eccezioni: nella mia decennale carriera in questo settore ne ho conosciuti davvero pochi, molto pochi, pochissimi! La stragrande maggioranza aveva capacità nella media, o poco più, mentre per fare davvero la differenza in questo settore bisogna essere dei veri e propri Numeri 1.

Vendere online: dominare la nicchia

Pertanto la prima opzione (ovvero dominare una nicchia) prevede un lungo percorso che è precluso alla maggioranza delle persone. Ma non preoccupatevi se rientrate in questa categoria: vi appartengono quasi tutti (tranne rarissime eccezioni). Quindi questa scelta potrebbe non essere la migliore.
Spesso (molto spesso) l’opzione migliore è la seconda: fidatevi, è un’opzione che può sembrare non particolarmente interessante, ma invece è quasi sempre quella ad elevato rendimento (anche e soprattutto a livello economico)!
I marketplace, però, non sono ciò che sembrano: per capire come utilizzarli per fare business vi consiglio di leggere il mio articolo “Marketplace: eBay e Amazon non sono piattaforme, ma mercati!”, perché vendere sui marketplace è diverso rispetto a vendere su un proprio sito e-commerce.

Mi spiace se vi ho dato brutte notizie, ma preferisco la realtà nuda e cruda ad una pia illusione…

Creare sitemap.xml (.. chi è costui ??!)

Lo strumento per comunicare con Google e gli altri motori di ricerca.

“Le Sitemap consentono ai webmaster di indicare ai motori di ricerca le pagine dei loro siti disponibili per la scansione. Nella sua forma più semplice, una Sitemap è un file XML contenente gli URL di un sito insieme ai rispettivi metadati aggiuntivi (data dell’ultimo aggiornamento, frequenza tipica delle modifiche, importanza rispetto agli altri URL del sito) che consente ai motori di ricerca di eseguire la scansione del sito in modo più efficiente. In genere, i crawler web individuano le pagine dai link presenti sul sito e da altri siti. Questi dati vengono aggiunti per consentire ai crawler che supportano Sitemaps di selezionare tutti gli URL nella Sitemap e di ottenere informazioni relative a tali URL tramite i metadati associati. L’utilizzo del Protocollo Sitemap non garantisce l’inclusione delle pagine web nei motori di ricerca, ma facilita il processo di scansione del tuo sito da parte dei crawler web”.

Sitemaps.org

È questa la stringente ufficiale e inconfutabile definizione che il sito del “consorzio” Sitemaps.org dà della sitemap.xml ovviamente e delle sue caratteristiche. Una definizione inconfutabile perché scritta dai membri del consorzio stesso, degli aderenti al “Protocollo Sitemap 0.9”, ovvero Google, Yahoo! e Microsoft (Bing).

Fu Google anni fa a inventarsi l’utilizzo di un file di testo chiamato sitemap.xml che avrebbe dovuto permettere a webmaster e creatori di siti di dare vita a una mappa del proprio lavoro da spedire direttamente ai motori di ricerca comunicando loro in questo modo esattamente cosa da quel momento in poi avrebbero trovato, e quanta importanza ogni pagina e categoria del loro sito avesse e quindi sulla quale si desiderasse si fosse indagato.

Una sorta di comunicazione frontale con i motori di ricerca e con i loro crawler, o robots,  spiders e bots, tramite la quale si può dire e suggerire loro tutte le pagine che compongono il sito, anche quelle altrimenti ignorate dagli ispettori dei motori di ricerca, e tutti i metadati, fondamentali per la comunicazione e per le strategie online attuali. Contenuti per mobile, video, immagini, notizie, codice dell’eventuale CMS utilizzato ( linkare CMS) per scrivere e realizzare il sito, informazioni geografiche. Una dichiarazione di intenti quindi, semplice e chiara con la quale mettersi subito alla pari con l’attività di chi deve riportarci ai navigatori del web.

L’importanza intrinseca nella Sitemap deriva dal fatto di consegnare al webmaster la possibilità di raccontare agli spider tutto, pagine altrimenti poco visibili o poco linkate, pagine errate, la priorità di indicizzazione, la frequenza di aggiornamento, la data di ultima modifica.

Dovendo dare ulteriormente un senso e una giustificazione alla sua esistenza, potremmo accomunarla a quella del robots.txt. Dove se questo è la porta che apre o chiude agli spider, l’altra è l’ospite che illustra in dettaglio al nuovo arrivato tutte le stanze e cosa potrà trovarci.

Come si crea.

Programmatori ed esperti di informatica potrebbero ovviamente creare una Sitemap a mano scrivendola di proprio pugno. Con un semplice bloc notes. In rete e nei CMS però esistono rispettivamente semplici tools  e plugin che permettono di crearne una per sé, spuntare le voci opportune e ottenere un file.xml da segnalare.

Con WordPress è possibile creare una Sitemap.xml per il sito realizzato con il CMS attraverso semplici plug-in facili da installare e veloci.

Tra questi potremmo ricordare ancora quello di Google stesso, come il

Google XML Sitemap Generator for WordPress

oppure

XML – Sitemaps.com

XML Sitemap Generator – Free Unlimited Pages

Google permette di segnalare a sé una Sitemap tramite Google Webmaster Tools, anzi potremmo affermare che la creazione degli strumenti per web master da parte di Google sia dipesa principalmente dalla necessità di invio e sua ricezione di Sitemap. In questo modo:

“Carica la Sitemap sul tuo sito.Nella home page di Strumenti per i Webmaster, fai clic sul sito desiderato. Sotto Configurazione sito, fai clic su Sitemap. Nella casella di testo, completa il percorso alla tua Sitemap. Fai clic su Invia Sitemap”.

Modalità analoghe e simili permetto di inviare la propria Sitemap ai Bing  e Yahoo!. Tali modalità compresa quella di Google vengono chiamate in gergo e di norma “Submisison”.

Un altro modo per segnalare la Sitemap ideato e introdotto nel 2007 è l’utilizzo del robots.txt. Esiste infatti la possibilità di inserire l’URL della propria mappa all’interno del robots.txt in una riga indipendente e comunicare quindi al motore di ricerca l’esistenza della mappa tramite il file che verrà interrogato quotidianamente.

Un ultima modalità riguarda l’uso del Ping, un avviso, ovvero parlare direttamente con i motori ci ricerca. Nella barra del proprio browser si inserisce un URL precompilato dal motore di ricerca e da chiudere con il proprio indirizzo sitemap.xml. Google, ASK e Yahoo! utilizzato per tale funzione questi URL:

  • Linkare (http://www.google.com/webmasters/sitemaps/ping?sitemap=LINK_SITEMAP;
  • http://submissions.ask.com/ping?sitemap=LINK_SITEMAP;
  • http://search.yahooapis.com/SiteExplorerService/V1/updateNotification?appid=YahooDemo&url=LINK_SITEMAP.

Per lanciare un Ping basta inserire l’Url della propria Sitemap al posto di LINK_SITEMAP.

Analizzare una mappa.

Webmaster Tools di Google, come del resto gli strumenti simili messi a disposizione dei webmaster sia da Yahoo! che da Bing offrono una diagnosi continua del sito segnalato e in caso di necessità spediscono all’autore del sito messaggi relativi a eventuali errori,malware, errori nella Sitemap e nella sua segnalazione. Invitando sovente l’autore della stessa mappa e segnalare la stessa di nuovo e corretta.

Sitemap Index.

La Sitemap non può consistere in un file dalle dimensioni illimitate. Ha dei paletti, grandissimi ma comunque presenti. I limiti inderogabili alla mole della mappa sono: 50.000 URL o 10 mega. Esistono è facile intuirlo siti dispongono di strutture che superano e di molto i 50.000 URL, che avrebbero quindi una mappa necessariamente più grande delle dimensioni consentite.

Per questi siti è stato introdotto il protocollo Sitemap Index. La Sitemap Index è una sorta di titolo d’insieme che riassume tutte le mappe subordinate, previste per esempio per varie sezioni e sottodomini di un grande sito. All’intero del tag “sitemapindex” in fase di scrittura, si andranno a inserire vari tag, uno per ogni sitemap che si vuole porre sotto l’ombrello della maggiore.

A quel punto, una volta creato il grappolo, in fase di segnalazione non si deve far altro che segnalare la Sitemap Index, dalla quale i crawler riusciranno poi a capire e indagare l’intera sottostruttura.

Internet lento: 30 fattori che rendono l’Internet lento

(sabato 1 agosto)

Internet lento? Scopri in questa lezione perchè la navigazione è lenta e come velocizzare Internet.

Anche se paghi per una connessione ad alta velocità, hai sicuramente avuto problemi di Internet lento.

Ma cosa esattamente ti rallenta la connessione o la navigazione? E cosa puoi fare per velocizzarle?

Internet e il World Wide Web sono basati su centinaia di tecnologie differenti che interagiscono l’una con l’altra, ed è facile che qualche intoppo rallenti il flusso di dati che deve arrivare al tuo computer o la conversione dei dati in pagine web o loro visualizzazione.

Sono infatti moltissimi i fattori che impattano sulla velocità della connessione e della navigazione in Internet e che possono rendere Internet lento.

In questa lezione ti descrivo i principali fattori, e ti spiego quali puoi controllare per migliorare i problemi di Internet lento.

lcuni di questi fattori non sono controllabili direttamente da te, ma altri invece possono essere controllati e modificati per velocizzare Internet ed eliminare possibili problemi di configurazione del pc che rallentano Internet.

Si distinguono:

  • fattori esterni
  • fattori interni

Se sei un utente esperto, usa questa lista per un check-up. Se sei alle prime armi, nelle prossime lezioni ti spiego come mettere in pratica questi consigli.

Consiglio: prima di iniziare a velocizzare Internet, testa la tua velocità di connessione reale con un test velocità Internet. Una volta misurata la tua effettiva velocità di partenza, potrai compararla con la velocità che raggiungerai dopo aver ottimizzato la connessione. Anche se la velocità indicata dal provider è in genere la velocità massima, raggiungibile solo in condizioni ideali (teoretiche), se  la tua velocità reale è inferiore di molto alla velocità pubblicizzata dal tuo provider o alla velocità minima garantita contrattualmente, contatta il tuo provider e chiedi informazioni sui motivi della lentezza, consigli per velocizzare la connessione ed eventualmente avvia un reclamo formale. Tutti i dettagli nella lezione su come misurare la tua velocità di connessione Internet con un test velocità Internet.

14 Fattori Esterni Al Tuo Pc Che Possono Rendere Internet Lento

Ecco i principali fattori che possono rendere Internet lento:

1. Tipo di connessione Internet

Il tipo di connessione Internet è il fattore che più incide sulla velocità della connessione. L’offerta sul mercato è variegata: esistono collegamenti dial-up, di banda larga e wireless e collegamenti lenti (da 56 kb/s a 128 kb/s), veloci (da 640 kb/s a 7 Mb/s) e superveloci (fino a 20 Mb/s). Per scegliere la connessione Internet più adatta ai tuoi bisogni, leggi quanta velocità di connessione serve per le attività online più comuni: navigare, chiamare con Skype, guardare video su YouTube, guardare film in streaming e giocare online. Sto anche preparando alcune lezioni per spiegarti vantaggi/svantaggi e costi indicativi di ogni tipologia di connessione.

2. Livello di aggiornamento e configurazione dei dispositivi usati per connetterti

E’ importante verificare che i dispositivi che usi per la connessione (modem, routers e chiavette per connessione mobile) abbiano drivers aggiornati e siano configurati al meglio. Un driver non aggiornato o una configurazione errata possono infatti rallentare o bloccare la connessione. Ti spiego come aggiornare i drivers in una lezione di prossima pubblicazione. La configurazione varia da modello a modello e ti consiglio di leggere le istruzioni, cercare informazioni su Internet ed eventualmente chiedere al tuo Internet service provider.

3. Stato e capacità tecniche dei dispositivi usati usati per connetterti

E’ importante controllare che tutti i dispositivi che ricevono e trasmettono i dati Internet (ad esempio cavi telefonici/modem, linee DSL, chiavette per connessione mobile, routers/chiavette USB etc) siano in buone condizioni ed in grado di gestire il traffico dati alla velocità fornita dal provider. Cavi del telefono usurati possono impedirti di raggiungere 56 Kb/s o più in connessioni dial-up. Modem esterni, routers e chiavette se vecchi di qualche anno potrebbero per limiti tecnici fungere da colli di bottiglia (anche se in perfette condizioni fisiche): se possono gestire il trasferimento dati solo fino a determinate velocità, limitano la velocità della connessione indipendentemente dalla velocità fornita dal provider rendendo Internet lento. Non mi piace suggerirti di spendere soldi per colpa dell’estrema velocità con cui la tecnologia diventa obsolescente, ma magari una minima spesa potrebbe risolvere i tuoi problemi di lentezza di Internet. Prima di decidere di acquistare un nuovo modem o router, assicurati comunque che quello che stai usando sia stato aggiornato e configurato bene, e che i limiti tecnici del dispositivo siano la causa della connessione lenta.

4. Compatibilità tra modem/router e sistema operativo

Non tutti i modem e routers sono compatibili con tutti i sistemi operativi. Sono stati segnalati ad esempio problemi di incompatibilità tra Windows Vista e vari modelli di router. L’incompatibilità può rallentare Internet o addirittura impedire la connessione. Controlla i requisiti minimi del sistema dei dispositivi che utilizzi per la ricezione e trasmissione dati e verifica la loro compatibilità con il tuo sistema operativo.

5. Presenza di server di rete e proxy aziendali (in reti aziendali)

gli amministratori di rete spesso limitano l’utilizzo di Internet e tentano di evitare che gli utenti svolgano operazioni come il download di file di grandi dimensioni durante gli orari di punta. Se Internet è lento e tu hai bisogno di velocizzarlo, rivolgiti all’amministratore della tua rete;

6. Numero delle macchine che condividono la stessa connessione

Se più macchine (ad esempio un laptop, un palmare ed un tablet) utilizzano la stessa connessione, ilrallentamento della navigazione Internet è tanto più evidente quante più sono le macchine connesse e quanto più è lenta la connessione di partenza (cioè quanta meno banda è a disposizione). Prova a disconnettere tutte le macchine tranne una e a riaccedere a Internet per verificare se Internet è ancora lento. Se usi una connessione wireless e noti rallentamenti sospetti di Internet, controlla inoltre che nessun vicino stia usando la tua connessione abusivamente. Ti spiego come in una lezione di prossima pubblicazione.

7. Tipologia di utilizzo della connessione in caso di più dispositivi connessi

se più dispositivi sono connessi alla stessa connessione, il rallentamento della navigazione è tanto più evidente quanti più sono i programmi in esecuzione che richiedono un grande traffico di dati (ad esempio programmi p2p come Emule o BitTorrent, siti di streaming di film e video, giochi online multiplayers e simili), per cui in caso di Internet lento chiudi i programmi di questo tipo che non ti servono.

8. Congestione del traffico locale

Quante più persone si connettono localmente ed utilizzano la stesso cavo di banda larga o lo stesso nodo della connessione mobile, quanto più Internet è lento per questi utenti. I flussi di traffico su Internet variano a seconda del giorno della settimana e dell’ora, e la navigazione migliora nei momenti di minore flusso. In generale, i periodi migliori sono durante la giornata fino alle 3 e i giorni feriali. Il sito Internet Traffic Reportmostra i flussi di traffico quotidiani in diverse località italiane e ti può dare un’idea dei periodi più congestionati.

9. Capacità del sito che visiti o dell’hosting di gestire sovraccarichi

Se l’hosting provider (l’azienda che ospita il sito) o il sito stesso che stai visitando non sono in grado di assorbire picchi improvvisi o estremi di traffico, il sito si carica molto lentamente o non si apre proprio. Questo può capitare a siti di piccole e medie dimensioni  in particolare se ospitati su servers condivisi, ma anche ai siti più visitati al mondo: mai avuto problemi di Facebook lento o YouTube lento? Considera comunque che anche vari motivi tecnici possono rendere un sito non raggiungibile. Questo capita a siti piccoli come ai siti più popolari al mondo. Un esempio recente: il 5% di tutti gli utenti globali di Internet non ha potuto accedere a Google per 27 minuti agli inizi di novembre 2012, per colpa di un errore di un Internet Service Provider in Indonesia (ps: se Google non è raggiungibile, puoi anche controllareisgoogledown.com).

10. Distanza dalla località del server

Se sei in Italia, stai navigando in Internet e visiti un sito ospitato in un server lontano (ad esempio negli USA o in Asia), a parità di tutte le altre condizioni il tempo di caricamento del sito sarà maggiore rispetto a quello di un sito ospitato più vicino.

11. Dimensione della pagina da visualizzare e struttura del codice

più la pagina è grande (ad esempio, pagine con molte immagini o video tendono ad avere dimensioni maggiori di pagine con solo contenuto testuale), più tempo occorre per visualizzare la pagina web sul tuo schermo. La dimensione finale della pagina non è l’unico fattore che rallenta il caricamento della pagina. Ci sono molti fattori di web design (ad esempio la qualità del codice, dove sono inseriti determinati scripts e comandi, quanti errori sono presenti, se sono usati CSS, quante richieste vengono inviate al server etc) sui quali non hai diretto controllo, però ti spiego in una lezione di prossima pubblicazione alcuni modi pernavigare più velocemente, visualizzando le pagine web senza immagini e bloccando scripts e plugins cherallentano la navigazione. Queste soluzioni sono utili se hai una connessione lenta o sei accedi a Internet tramite smarphones o tablets.

12. Manutenzione o problemi tecnici del tuo Internet Service Provider

A volte la connessione cade o rallenta per motivi tecnici del tuo provider. Magari il provider sta effettuando operazioni di manutenzione (su network, servers, trasmettitori nella tua zona) o è sotto attacco DOS. Indipendentemente dalla ragione, in caso di Internet lento, se tu sospetti sia un problema del provider non esitare a contattarlo per verificare la causa della connessione lenta. Innanzitutto è utile infatti capire se il problema è dovuto al provider o no, poi il provider può aiutarti a ri-configurare la tua connessione se necessario ed infine puoi chiedere un rimborso per il disservizio. Mi è capitato personalmente di ottenere rimborsi per problemi di cadute frequenti della connessione dovute a motivi tecnici del provider – ma non aspettare che il rimborso arrivi da solo, ti devi attivare contattando il customer service per richiedere il rimborso.

13. Blocco del traffico P2P attuato dall’Internet Service Provider

Talvolta il tuo Internet Service Provider limita o blocca del tutto un determinato tipo di traffico – ad esempio il traffico P2P (peer to peer) – per preservare la qualità del servizio per altri tipi di traffico. Se usi eMule, BitTorrent o applicazioni simili basate su protocolli P2P, potresti notare una connessione lenta soltanto quando utilizzi questi programmi. A volte il blocco o il limite è applicato in ore specifiche della giornata o al superare di una determinata soglia di traffico consumato. Ti spiego in una lezione di prossima pubblicazione come capire se il tuo traffico viene limitato.

14. Agenti atmosferici

Pioggia, neve, vento possono rendere Internet lento. L’ho notato personalmente sulle connessioni mobile che uso, ma la connessione lenta in caso di maltempo è un problema anche per connessioni di banda larga. Se accade frequentemente, ti consiglio di contattare il tuo provider e chiedere informazioni e magari un rimborso per il disservizio se ci sono le basi per la richiesta.

16 Fattori Interni Al Tuo Pc Che Possono Rendere Internet Lento

15. Livello delle prestazioni complessive del computer

L’uso di Internet richiede risorse, memoria e spazio su disco. Non ti consiglio di cambiare computer, ma di mantenere pulito il registro di sistema, l’hard disk e più in generale il tuo computer: migliorare le prestazioni del computer serve anche per velocizzare Internet. Scopri i fattori che rallentano il computer e la guida su come velocizzare il computer.

16. Numero e tipologia di programmi e servizi attivi

Se hai problemi di Internet lento, ridurre i programmi inutili con avvio automatico, ridurre i servizi inutili con esecuzione automatica e chiudere i programmi pesanti che sono in esecuzione nel tuo computer mentre navighi permette di dedicare più risorse e memoria al browser e quindi velocizzare Internet.

17. Numero e tipologia di programmi in esecuzione che usano la connessione contemporaneamente

Ci sono molti programmi che utilizzano la connessione Internet (ad esempio, programmi di chat live, programmi di posta come Outlook, Skype, programmi peer to peer come Emule o BitTorrent, programmi di streaming di video e musica etc). Se ti serve soltanto un programma (ad esempio vuoi fare una videochiamata con Skype), chiudi tutti gli altri programmi non necessari che consumano banda per ridurre la competizione sulla banda disponibile e velocizzare Internet. Qui ti spiego come individuare tutti i programmi (anche in background) che stanno consumando banda (lezione di prossima pubblicazione).

18. Downloads in corso (anche in background)

molti programmi che usi potrebbero essere impostati per cercare e scaricare aggiornamenti in automatico. Spesso scaricano in background, senza che tu te ne accorga. La maggior parte degli aggiornamenti scaricati è di piccole dimensioni, ma non sempre. In ogni caso, la ricerca di aggiornamentio e il successivo download occupano molta banda causando una navigazione lenta. Accertati quindi se hai Internet lentoche non ci siano downloads in corso (ad esempio gestiti da downloads managers, o da Windows Update o Adobe o altri programmi nel tuo computer impostati per controllare e scaricare automaticamente gli aggiornamenti). Qui ti spiego come individuare tutti i programmi (anche in background) che stanno consumando banda (lezione di prossima pubblicazione).

19. Configurazione del registro di sistema di Windows

il registro di sistema di Windows contiene anche le informazioni relative la gestione dei pacchetti Internet. Attraverso alcune opportune modifiche puoi aumentare la capacità di Windows di gestire un maggior traffico dati. Scopri come velocizzare Internet modificando il registro di sistema di Windows (lezione di prossima pubblicazione).

20. Eventuale presenza di spyware e virus

Spyware e virus sono tra le cause più frequenti della lentezza di Internet. I programmi spyware possono rallentare il sistema interferendo con il browser e monopolizzando la connessione Internet, e arrivare abloccare la connessione. I virus possono ad esempio infettare la tua posta e moltiplicarsi inviando anche centinaia di messaggi al minuto, riducendo la potenza di elaborazione e la larghezza di banda della connessione Internet disponibile per altre attività. Di prossima pubblicazione la guida su come rilevare e proteggersi da spyware e malware (lezione di prossima pubblicazione).

21. Antivirus, Antispyware, Firewalls

A volte programmi che interferiscono con la connessione possono rallentare Internet. Programmi antivirus, antispyware e firewall compiono operazioni di scan e controllo anche continue che possono occupare banda, rallentando la navigazione. Ad esempio, sono stati riportati problemi di rallentamento di Firefoxdovuti a Spybot Search & Destroy. Nella sezione del Corso sui programmi antivirus troverai consigli su cosa ti conviene usare per proteggere il tuo computer senza rallentamenti di Internet.

22. Velocità di navigazione del browser

Non tutti i browsers (i programmi che usi per navigare) sono uguali. Alcuni vengono continuamente aggiornati e perfezionati per velocizzare la navigazione dell’utente. Scopri i browsers più veloci per la navigazione in questa lezione (lezione di prossima pubblicazione).

23. Configurazione del browser

Alcuni parametri di Internet Explorer, Firefox, Chrome possono essere modificati per velocizzare la navigazione Internet. Impara come configurare il tuo browser al meglio per velocizzare la navigazione Internet (lezione di prossima pubblicazione).

24. Quantità di spazio dedicato alla memoria cache del browser

Accertati che ci sia spazio a sufficienza per la cache del browser, ed elimina i file temporanei di Internet e icookies (lezione di prossima pubblicazione). In generale, avere più spazio libero su disco migliora le prestazioni del computer e aiuta anche a velocizzare la navigazione: qui la lezione su come liberare spazio su disco.

25. Numero di componenti aggiuntivi del browsers in uso

Plugins, addons ed altri componenti aggiuntivi (componenti aggiuntivi multimediali, barre di ricerca o altri strumenti di solito visualizzati sulla barra degli strumenti del browser) possono appesantire il browser erallentare la navigazione. Se non sono necessari ti consiglio di disattivarli o addirittura rimuoverli per velocizzare la navigazione con il tuo browser. Ti spiego come fare in questa lezione (lezione di prossima pubblicazione).

26. Presenza di eventuali conflitti dei componenti aggiuntivi del browser

A volte i componenti aggiuntivi dei browsers possono creare conflitti con altri componenti o programmi nel computer e quindi rallentare Internet. Ti spiego come individuare e risolvere conflitti di componenti aggiuntivi in questa lezione  (lezione di prossima pubblicazione).

27. Livello di aggiornamento del browser e dei componenti aggiuntivi

Spesso ci si dimentica di aggiornare il proprio browser e i componenti aggiuntivi, ma in realtà è utile installare gli aggiornamenti e le ultime versioni stabili non appena possibile per migliorare velocità e fluidità nella navigazione in Internet ed evitare potenziali conflitti tra e con i componenti aggiuntivi. Scopri in questa lezione come aggiornare i browsers e i componenti aggiuntivi manualmente o automaticamente  (lezione di prossima pubblicazione).

28. Risorse utilizzate dal browser

Il consumo di risorse di alcuni browsers tende a crescere in maniera esponenziale mentre navighi e questo rallenta la prestazione del browser e la navigazione. Questo è un problema particolarmente noto in Firefox (dove è causato in particolare dalle estensioni usate), anche nelle più recenti versioni inclusa l’ultima (Firefox 15) come riportato anche dalla review di Firefox 15 di pcmag.com. Navigare tenendo molte finestre aperte spesso contribuisce ad aumentare esponenzialmente le risorse usate e può rendere Internet lento. Chiudi dunque tutte le finestre che non usi mentre navighi, ed in generale evita di tenere aperte molte finestre contemporaneamente.

29. Frequenza del riavvio del browser

Per lo stesso motivo sopra (la tendenza di alcuni browsers ad accrescere eccessivamente il consumo di risorse durante la navigazione) ti consiglio di riavviare il browser ogni tanto. Chiudere il browser e riavviarlo quando il comsumo raggiunge livelli eccessivi abbatte infatti drasticamente le risorse consumate dal browser e rende la navigazione più veloce.

30. Tipologia di DNS usato

Utilizzare un servizio di DNS poco performante con risposte lente causa una navigazione Internet lenta. Per migliorare la tua velocità di navigazione, testa i DNS forniti dai servizi OpenDNS o da Google Public DNS, che potrebbero garantirti una conversione più rapida e una maggiore velocità di navigazione. Scopri i vantaggi e i limiti di questi servizi in questa lezione su come modificare i DNS  (lezione di prossima pubblicazione).

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Se il tuo problema è una connessione lenta wireless, oltre ai fattori sopra spiegati ci sono anche specifici fattori che rallentano connessioni wireless.

 

(tratto da www.ottimizzazione-pc.it)