Per OSGB prove di .. volo con I Gabbiani

(domenica 18 febbraio)

Oggi buon ‘test’ il secondo impegno stagionale a Induno Olona: categoria under 16, di fronte la formazione locale di OSGB opposta alle coetanee della compagine novarese de I Gabbiani.
Giunto sul campo ritrovo l’amica Benedetta alla guida del sodalizio di casa. Dalle distinte noto che la squadra de I Gabbiani è ‘fuori classifica’ presentando nella propria rosa un ‘2007’; squadra di casa invece relativamente giovane. Dal riscaldamento emerge, ed è poi quanto si vedrà in partita, OSGB orientata ad un gioco maggiormente organico, I Gabbiani puntare su palle lunghe (e questi saranno i punti di forza che si apprezzeranno !).
Approccio alla gara: formazioni aggressive e .. solide, ambedue dalle ambizioni già alte in questa tornata dei campionati PGS, ma la partita non offre grossi spunti tecnici almeno nei primi due set nei quali palesemente le due squadre “si stuzzicano”, dapprima appannaggio di OSGB poi I Gabbiani trovano l’alchimia giusta e impongono il proprio gioco, ancorché asfissiante … Primi due set sostanzialmente antitetici, con la formazione di casa che riesce a “stordire” le avversarie incapaci di trovare il giusto assetto sul rettangolo di gioco non riuscendo ad essere convincenti nel primo (15-7, 17-10) e al contrario un secondo parziale in cui pur partite in sordina le ragazze di Pozzan mettono la quinta e con una buona rotazione con il capitano in battuta annichiliscono la retroguardia di OSGB inermi (15-25).

Ritmi sempre serrati ora, formazioni che si inseguono punto a punto, ma la squadra dell’OltrePo comincia a trovare le giuste sinergie e dinamiche per far girare la palla… Le ragazze di Mazzola avvertono questo cambiamento e verosimilmente non abbassano la guardia (6-3) ma le avversarie rispondono alla pari e mettono la freccia (13-16) quando asd inizio di seconda rotazione intensificano il gioco dai nove metri confidando in validi “bracci armati” (numero 33 in particolare) per il 21-25 finale, mentre dall’altra parte le ragazze di OSGB pasticciano su palle innocue e gestibili. Set successivo incerto fino ad inizio seconda rotazione (12-11), quando dal capitano e dal numero 25 in battuta (battute al full di cotone !!) arriva il La per la formazione de I Gabbiani mentre non si risolve l’empasse di Induno che, pur cresciute raggiunta la doppia cifra e portato il parziale ai vantaggi, cedono, complice anche una vistosa accompagnata che a giudizio non poteva passare inosservata, il set 24-26.

Oggi dunque una buona prova utile – dicevo – per saggiare la mia preparazione in una categoria in cui “la fermezza” conta: e i risultati li posso apprezzare. E infatti, salito sul trespolo con la solita determinazione, mantengo alta l’asticella dell’attenzione sulle dinamiche di gioco, con particolare attenzione a quelli che possono essere i falli più comuni su tutti quelli di seconda linea e le invasioni) e placo gli animi in campo – squadre comunque non particolarmente fallose – richiamando in un certo senso ambo le parti ad un “rispetto delle regole” (qualche esagerazione ? non penso) nei primi set, mentre nella parte finale della gara mi limito a gestire le dinamiche.

Elogio della fiducia

Tra i valori relazionali, da ricercare in una persona e di basilare importanza per poter stabilire un rapporto che si vuole stabile è la fiducia (confiance in francese; trust in inglese; confianza in spagnolo: Vertrauen in tedesco). Talento oggi quasi di poco conto o spesso sottinteso (il “dare per scontato’ certe cose è spesso un’arma a doppio taglio, e qui può assumere sfaccettature .. disattese per il legame), che ad un certo punto “l’altro” richiede in chi gli sta di fronte. Esigere fiducia reciproca per potersi fidare ciecamente di chi si ha di fronte, e a prescindere dal rapporto esistente.

Valore che non si riduce a qualcosa di “astratto” ma che si deve propagare nel tempo per preservare il legame stesso che si è creato. Una qualità ricercata e richiesta soprattutto in un legame che vuole tenere unite due persone, quindi irrinunciabile (e interdipendente) per lo stesso.

Valore non facile da ritrovare e tantomeno concedere: legato strettamente per ciò a un altro valore imprescindibile che va sotto il nome di complicità.
Complicità forse è poi lo step successivo alla fiducia, ed esso quando sussiste … apre molte porte !

“Cari i miei pischelli”

– I figli che non ho mai avuto –

Titolo un po’ frivolo, parrebbe poco serio ma volutamente giocoso, ma che racchiude un preciso quanto sottile (e “prezioso” per me) significato.

Una riflessione che nasce semplicemente dalle mie sensazioni ed emozioni.

Da alcuni anni, svolgo un lavoro che mi porta ad essere in contatto con bambini e ragazzi: ciò che a pensarci, “relazionarsi” con i giovani, mi è sempre piaciuto, fa quasi parte del mio DNA: arrivo così ad apprezzare il mio attuale ruolo di collaboratore scolastico.
Cosa non sempre scontata, si può respirare una bella atmosfera in una scuola (“da sapere” costruirsi) che quest’anno ho raggiunto complice il buon rapporto anche con il personale docente oltre che con i ragazzi, alcuni dei quali conosco se non addirittura figli di miei amici.

Tralasciando altre realtà in cui mi metto in gioco, è qua che largamente manifesto la mia sensibilità per i fanciulli, sulla falsariga del ‘Buon padre di famiglia’ riversando forse quel ‘qualcosa’ che mi realizzerebbe.

Proprio la tendenza insita di mantenere questo tipo di legame consente a chiunque di alimentarlo. Del resto, è il fanciullino che è in noi (cit. Pascoli) che tenta di ‘farsi strada’ ed emergere, alla stregua della nostra età e .. storia.

Per ciò si aggiunga che la capacità di dialogare anche in maniera empatica con loro e l’essere disponibili con i professori sono secondo me punti fermi per una gratificazione del “fu” bidello.

Riuscire a mantenere un rapporto di questo tipo anche quando si è adulti, quando “si passa alla maggiore età”, è importante e funzionale e alimenta comunque la crescita del proprio io; non cristallizza cioè la persona a quello che è ma crea una sorta di continuità con la sua giovinezza … i ricordi.

Acuto di Folgore Bosto alla prima di campionato

(domenica 11 febbraio)

Iniziano con questo fine settimana i campionati primaverili PGS 2024 che condurranno a fine maggio alle finali per i titoli provinciali di categoria.
Così, mi reco alle scuole ‘Foscolo’ di Varese per l’impegno di under 14 fra la formazione locale e le coetanee di OSGB Induno.
Particolarità scrutando le distinte delle due formazioni è che OSGB presenta una rosa targata ‘2010’, mentre il sodalizio locale porta una maggiore eterogeneità presentando anche alcuni elementi all’esordio nella categoria.

Partita intensa anche dal punto di vista delle dinamiche, con OSGB che parte in auge … sfoggiando il vestito migliore, e Folgore costretta ad inseguire riuscendo poi a ribaltare l’andamento della gara. Già dal riscaldamento si possono apprezzare ambizioni e “pesi” in campo …..

E già dai primi palloni giocati si intuisce quanto predetto. Ottenuto il servizio Induno parte bene (0-4) ma le locali si fanno sentire subito e corrono all’assalto: in effetti, si denota una buona risposta sul campo (5-6). Nuovo strappo delle ospiti che possono contare ora su una buon fraseggio e fluidità di palla (6-11). Le ragazze di Giadini pur non deludendo non riescono però a darsi continuità (8-15, 9-18). Già ad inizio seconda rotazione doppia Folgore (10-20) pe il conclusivo 19-25.
Seconda frazione sostanzialmente fotocopia del precedente ad eccezione di un inizio scoppiettante dove la squadra di casa parte bene (5-2) se non risentire del ritorno delle avversarie (5-8), e poi tentare invano la fuga (12-11); poi è tutto un testa-a-testa fra le due (27-27,18-18, 19-20). Il finale è da cardiopalma ma dice ancora OSGB (23-25).
Ed è a questo punto che Folgore trova l’alchimia e l’assetto giusti nel proprio sestetto. Il sodalizio di casa parte bene con il braccio armato Ponzellini in battuta approfittando di uno sfilacciamento e di una linea troppo bassa della retroguardia di Induno (3-0) ma OSGB non rimane a guardare e nel giro di due rotazioni è nuovamente avanti (5-8). Folgore rimane in scia (9-11, 12-13) e, mentre la panchina di Induno tenta invano di ridare ossigeno alle sue ragazze utilizzando i due timeout , approfittando di un loro “dissesto” tattico preme a fondo e realizza un significativo gap che la porta dal 16 a 18 al 25 a 18.
Il successivo parrebbe allora riaprire i giochi oltre ad essere il più incerto e combattuto a referto (29′). Dopo una prima fase di stallo (4-3, 7-7) ecco i padroni di casa mettere la freccia (10-8) e realizzare poi un proficuo gap (15-9) cui Induno fatica a rispondere (16-11, 19-13). E’ ora l’apoteosi attorno al rettangolo di gioco e Folgore capitalizza il gap (21-15). Induno non ha però gettato la spugna e , benché siano diversi i punti da colmare (24-17) vuole dire ancora la sua. Si assiste ora all’ascesa di Folgore ‘in folle’ mentre OSGB rimane inerme (26-24).
Al tie-break procedono a braccetto fino al cambio campo quando le locali realizzano un discreto break (+5, 12-7) per il conclusivo 15-10.

Come da prassi, alla vigilia della gara mi antepongo anzitutto la presenza dell’arbitro cosa in cui mi comporto discretamente arrivando a cogliere anche situazioni non proprio nitide … Riesco perciò ad impormi nei momenti topici e di dissenso ma qui la prestazione non è del tutto limpida in quanto in un paio di occasioni ho la sensazione di peccare di zelo … forse. Comunque la prima è aandata !

Salto nei regionali ! ..

(domenica 4 febbraio)

Tempo di regionali. All’indomani della chiusura dei campionati invernali in quel di Milano, quest’anno differita rispetto a Varese, gia nel weekend passato è partita lsa Don Bosco Cup 2024 con buona parte delle gare di andata.
Eccomi sabato nella nuova location di OSGB di Induno Olona, presso l’oratorio San Paolo. Format under 14: avversarie, la formazione Net Volley di Cinisello Balsamo, forte di un agevole 3 a 0 (25-4; 25-18; 25-15) che, oltre ad evidenziare il divario fra le due compagini, già forse ha tracciato l’epilogo del turno.
Pertanto, alla formazione guidata da Laura Barella non rimane … che giocarsela davanti al proprio pubblico.
La storia però non cambia nel ritorno con il sestetto di Cinisello che non abbassa l’asticella del proprio gioco e con un gioco pressante e veloce piega a più riprese la retroguardia di OSGB inerme di fronte alle mine lanciate dai nove metri (8-17 dopo solo tre rotazioni nel primo set), a evidenza che la formazione di Cinisello Balsamo non rinuncia alle proprie ambizioni, per un perentorio 10-25 finale. L’intervallo è propizio alle locali e a coach Barella per rimettere ordine nelle proprie fila e, con una rimescolata di carte, nel successivo riesce a tenere testa ad un gioco verosimilmente più affievolito delle ospiti tenendosi avanti nonostante il ritorno per il conclusivo 25-20.
Ma OSGB non riesce a tener testa e continuità nei due successivi alzando praticamente bandiera bianca nell’ultimo set (25-13 e 25-15).

La designazione di domenica mi riporta alla palestra Falaschi di San Fermo in Valle Olona, dove il sodalizio locale ‘u13’ di coach Ambrosetti sfida nella gara di ritorno il sodalizio di Volley Arluno guidato dal duo Ferrari. Le locali partono dal risultato di 1 a 4 dell’andata (17-15, 13-17, 9-17, 8-17, 5-17) maturato giusto 24 ore prima. Conoscendo però il sodalizio di Atlas, che può contare anche sul fattore-campo, c’è da aspettarsi di tutto nella gara di ritorno. Gioco apprezzabile da ambo le parti. La compagine milanese in particolare si dimostra una formazione molto duttile e dinamica, ciò che probabilmente ha segnato il solco già nell’andata, senza nulla togliere alle ragazze di San Fermo.

La gara è tutto un testa-a-testa fra le due squadre con la formazione ospite che, pur tramortita dalla buona partenza della squadra di casa (1-6) non perde la concentrazione potendo contare su di una buona cabina di regia (numero 7) che dà lo scossone con micidiali diagonali dalla prima linea (9-12). Mentre Arluno preme molto sulle palle lunghe, la squadra di Ambrosetti invece non riesce a trovare continuità nella sua azione (10-17). La formazione di casa non getta la spugna anzi… mentre si apprezzano dinamiche di gioco che vanno in crescendo a testimonianza dell’impegno profuso da ambo le parti, riesce a domare e a contenere le avversarie nei successivi due (17-12, 17-12). Ecco allora il quarto set assume un’importanza fondamentale (a dimostrazione, 24′ di gioco a referto !!): si intravede la tensione nelle ragazze di Ferrari con un gioco non così lindo come agli inizi (leggi alcune invasioni a rete), Atlas vede così il colpaccio imponendosi ai vantaggi nel quarto (16-18), mentre Arluno perde verosimilmente di lucidità. Volley Arluno non vuole però tirare i remi in barca e nel quinto set respinge le velleità delle locali (9-17), allontanando lo spettro di un possibile Golden Set, che vale il passaggio diretto al turno successivo. Apprezzabile (non perché sia lo scrivente) la direzione di gara: visto il contesto e le premesse della sfida, tengo alta la concentrazione (quasi al 101% !!), attento allo sviluppo di gioco sui 18 metri e focalizzando la presenza nei momenti topici: da questo punto di vista direi le due squadre sostanzialmente impeccabili e capaci di un un buon gioco e di mantenere viva la palla pure in condizioni .. “estreme” ! Penso di aver risposto adeguatamente all’impegno, senza inventarmi nulla nella conduzione.


Le chiavi di un “piccolo paradiso”

(domenica 28 gennaiio)

Una chiave. ‘ Beh ? ..’ -si direbbe – ‘Cosa c’è di strano in una chiave ?? …’.
Non è una “semplice” chiave, ma permette di aprire ad uno spazio reale, tangibile in cui i bambini, i ragazzi finanche i più piccoli possono dare sfogo alle loro passioni: lo stare insieme, il gioco e il divertimento.
Questa chiave dunque è a simboleggiare qualsiasi luogo, spazio o cortile, in cui il fanciullo può correre svagarsi giocare e relazionarsi con altri suoi coetanei. E il pensiero allora corre subito a San Giovanni Bosco e ai suoi insegnamenti.
Nello specifico, la chiave in questione è di una palestra. Uno spazio più circoscritto (e definito) per il gioco. Ecco allora che qui parla di sport, veicolo – proprio come dice don Bosco – per la formazione e la crescita educativa del fanciullo … per la persona di domani.

Lo strumento – il format – migliore è quello dello “sport di squadra” quindi calcio, pallavolo, pallacanestro piuttosto che egualmente eventi organizzati su più discipline che “allenano al divertimento ma anche alla condivisione, e dunque educazione, i ragazzi”, ciò che è proprio alla base dell’oratorio di Don Bosco.

Il cardine che tiene viva questa dimensione di crescita educativa tramite lo sport è attualmente tenuta viva dalle PGS (Polisportive Giovanili Salesiane) nelle varie discipline che propone: pallavolo, pallacanestro, ginnastica soprattutto.

Qui a Cuveglio si è proposta fatta 20 anni fa ai nostri giovani si è basata sulla pallavolo, che già teneva aggregati i ragazzi nelle sere d’estate al campetto del nostro oratorio. Ebbene, se al primo raduno si contava su un gruppo di una dozzina di ragazze nel corso degli anni la società nostrana ASD PGS Blu Volley accoglie un bacino inimmaginabile di ragazzi, di varie fasce d’età, impegnati nelle varie categorie.

Te e me

Come due corpi estranei, quasi sconosciuti ignari di un destino giocoso finanche beffardo, che rivela complicità Vengono a toccarsi.

Due anime distanti, ignare di quel che sarà e potrà essere.

Due punti distanti che cercano allora una connessione un legame che li possa mettere inconsapevolmente in sincronia, nella stessa orbita dell’infinito.

Cercatori di sogni forse noi alla ricerca di un alito, un sussulto che possa fare vibrare le nostre anime che il Fato ha voluto tacere.

Me e te. Toi e moi.

Piccolo Coro Valcuvia “… ragazzi che crescono cantando insieme !”

Ieri pomeriggio (sabato 6 gennaio), cogliendo l’invito di Davide, trovandomi a passeggiare a Laveno, mi sono allungato nella chiesa al termine del lungolago per assistere al concerto tenuto dai bambini e ragazzi che fanno parte del ‘Piccolo Coro Valcuvia‘ guidato magistralmente da Margherita Gianola.
Era la prima volta che assistevo ad una loro esibizione, benché nei nostri paesi (e non solo, potendo contare già alcune trasferte) si siano esibiti diverse volte, ma appena entrato nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo al termine del lungolago, ho trovato un gruppo eterogeneo e numeroso di bambini e ragazzi più grandicelli dediti ad ammaliare e ravvivare con il loro semplice ma gioioso e altisonante canto il pubblico presente e l’atmosfera natalizia che ancora traspira.

Si dice ‘Piccolo Coro Valcuvia‘ ma in effetti si tratta di tre cori “diversi” per età ma riuniti insieme: Baby Coro – per i piccini dai 3 ai 6 anni -, Piccolo Coro – bambini dai 6 ai 10 anni – e Junior Coro – fanciulli dagli 11 anni in su -. Una realtà coinvolgente e altisonante – sia fra i piccoli che lo compongono sia per il “dietro le quinte”.
Alla base di questo autentico progetto educativo sani e sinceri valori di amicizia e condivisione frammisti alla spensieratezza dei bambini. Dal 2017 sotto la direzione di Margherita Gianoli Mascioni che li prepara e dirige sapientemente e con entusiasmo, il gruppo conta ora una cinquantina di piccoli cantori e oltre che ad esibirsi nei paesi della Valcuvia si esibiscono anche nelle province di Venezia, Trento, Bergamo, Verona e Belluno. Tra gli altri anche la partecipazione a due eventi di spessore: nel marzo 2022 il Piccolo Coro Valcuvia ha cantato, assieme ad altri cori, all’Udienza di Sua Santità Papa Francesco nell’Aula Paolo VI in Vaticano e, nel giugno 2023, a Longarone (BL), ha partecipato a “Corinfesta-Vajont60”, evento a ricordo dei 500 bambini che sono rimasti vittime della sciagura del 1963.

Ma. come per tutte le cose, “nessuno nasce imparato”: ed è in ciò che si realizza la primordiale e importante responsabilità della direttore artistico: prendere per mano il bambino, a cui senz’ombra di dubbio piace cantare, e aiutarlo ad avere fiducia in sé, a vivere e affinare le sue capacità. “Gli unici limiti possibili sono quelli che ci poniamo noi stessi.

Ancora una volta, e questo ne è un esempio lampante, la musica si fa ‘esperienza di vita’, strumento importante ed edificante allo stesso tempo con un indubbio valore educativo, umano e di crescita della persona.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/associazioneculturalevalcuvia/

Il brindisi universale

(lunedì 1 gennaio)

Capodanno è una festa celebrata in tutto il mondo per dare il benvenuto all’ anno nuovo. Perché ? Qual è il senso di questa festa che unisce tutto il globo ? La sua origine risale a tempi antichi e le sue radici sono profondamente piantate nelle diverse tradizioni culturali. La celebrazione del passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo ha origini lontane nel tempo e varia da cultura a cultura. In generale, il capodanno rappresenta un momento di rinnovamento e speranza per il futuro. E’ spesso considerato il passaggio dell’ anno per riflettere sui giorni trascorsi e fare buoni propositi per il futuro […].

Nel calendario gregoriano, istituito nel 1582 da papà Gregorio XIII e utilizzato nella maggior parte del mondo, Capodanno cade il 1° gennaio. Tuttavia, questa data risale all’ antica Roma quando Giulio Cesare con il calendario giuliano fissò come inizio dell’anno il primo gennaio in onore del dio romano Giano, il quale possedeva due facce (..) che guardavano sia al passato che al futuro, simboleggiando la transizione da un anno all’altro. Era la divinità degli inizi, da cui deriva il nome del mese di gennaio.

Mentre le celebrazioni di Capodanno variano da luogo a luogo. In molti paesi occidentali, si organizzano feste, spettacoli di fuochi d’artificio e concerti per accogliere il nuovo anno. Altre tradizioni comprendono il bacio a mezzanotte, il brindisi con lo champagne e il canto dell’inno nazionale. In molte culture asiatiche, come quella cinese, si festeggia il Capodanno lunare che cade tra fine gennaio e metà febbraio, ed è caratterizzata da una serie di celebrazioni tradizionali come i draghi danzanti e i fuochi d’artificio. Capodanno è anche un’occasione per impegnarsi in buoni propositi per l’anno a venire […]. Rappresentano un impegno verso il miglioramento personale e il cambiamento positivo. Capodanno è una festa universale che celebra l’inizio di un nuovo anno, un momento per per riflettere, festeggiare e sperare in un futuro migliore.

 

[da ‘La Prealpina’, 39 dicembre 2023]

Santo Natale 2023 … con gli occhi di San Francesco

(Natale 2023)

Anche quest’anno il gruppo ‘Amici del Presepe’ non ha mancato all’appuntamento con la tradizionale rappresentazione del Sacro Presepe nella chiesa di Canonica di Cuveglio.

Il tema proposto quest’anno, ‘Vedere con gli occhi del corpo’, prende spunto dalla ricorrenza dell’Ottavo Centenario dal Primo Presepio a Greccio – un borgo della provincia di Rieti – nel 1223, quando san Francesco – di ritorno dal suo viaggio in Terra Santa ammaliato – ritrovando nel piccolo paese le stesse rocce e gli stessi anfratti, volle «rappresentare e celebrare così Gesù Bambino nato in un umile riparo a Betlemme, nella greppia di una mangiatoia, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui in cui venne alla luce.
L’intuizione di Francesco divenne spunto per annunciare e riscoprire in una forma nuova il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio (Lettera apostolica di Papa Francesco, Admirabile Signum, 2019), e da ciò si originò un eccezionale movimento culturale, artistico, musicale e popolare, che ancora oggi anima e riempie di significato la festa del Natale.

Lo spaccato della scena rurale e contadina minuziosamente ricostruita e proposta dagli Amici pone al centro proprio il santo in adorazione di Gesù, Giuseppe e Maria.

L’invito dunque per ognuno di noi è di volgere sempre il nostro sguardo a Lui e alla Sua Venuta per coglierne il primato e la bellezza pur nella semplicità.

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