2 giugno

Il 2 giugno, ‘Festa della Repubblica Italiana‘, rappresenta un data importante per la nostra storia nazionale: ma perché è importante ricordarla ? Che significato e rilevanza ha avuto per il nostro paese ?

Ricorre in questa data il referendum del 1946, a seguito della Seconda Guerra Mondiale, con cui venne decretata la fine della monarchia in Italia e la nascita della Repubblica Italiana. In particolare, la consultazione popolare venne indetta qualche anno dopo la caduta del fascismo, il regime dittatoriale vigente in Italia per oltre 20 anni, e mantenuto – pure sostenuto dai suoi membri – anche a posteriori dai Savoia.

Alla proclamazione del risultato Umberto II di Savoia, ultimo re d’Italia e Principe di Piemonte, decise di lasciare l’Italia e il 13 giugno andò in esilio in Portogallo.

Prima votazione a suffragio universale (a tutti gli aventi diritto, uomini e donne, viene riconosciuto il diritto di voto), il risultato non fu poi così scontato, né uniformemente ripartito fra il Nord Italia e il Centro-Sud (al nord Italia la repubblica venne preferita quasi dappertutto, mentre al sud prevalse la monarchia – anche a Roma la monarchia ebbe più voti della repubblica-).

Il risultato della votazione venne comunicato il 10 giugno; la notte fra il 12 e 13 giugno 1946, durante la prima seduta del Consiglio dei Ministri, il presidente Alcide De Gasperi prese atto del risultato ed assunse le funzioni di capo provvisorio dello Stato. E così dopo 85 anni di regno venne sancita la nascita della Repubblica Italiana. Infine, il 18 giugno 1946 la Corte Costituzionale ne riconosce infine la nascita.

La prima celebrazione ufficiale avvenne il 2 giugno 1947, a cui presero parte tutti i corpi delle forze armate, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Croce Rossa; nel 1948 si ebbe la prima parata militare; e definitivamente il 2 giugno divenne festa nazionale nel 1949, con celebrazioni in tutta Italia. Il fulcro delle celebrazioni di Roma prevede l’alzabandiera solenne all’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro, simbolo di sapienza e gloria, da parte del Presidente della Repubblica e alla presenza delle massime cariche dello Stato.

Particolarità, nel 1961 il grosso delle celebrazioni avvenne a Torino (capitale d’Italia dal 1861 al 1865) e non Roma, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nel 1963 la manifestazione non si tenne nella giornata del 2 giugno in segno di rispetto per le condizioni di papa Giovanni XXIII (sarebbe spirato il giorno dopo) e venne rinviata al 4 novembre, in contemporanea alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2024

(domenica 12 maggio)

Come da tradizione, oggi 12 maggio ricorre la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, istituita mezzo secolo fa (per la precisione, questa è la 58ima Giornata Mondiale) dal Concilio Vaticano II per tracciare un proprio orientamento attualizzato sugli strumenti della comunicazione.
Quest’anno il tema scelto da Papa Francesco, al centro della Giornata, é “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana”. Del resto, di fronte ad un fenomeno che, ponendosi come soluzione ideale e ottimale per velocizzare operazioni mnemoniche e non di vari settori, nel giro di pochi anni si è sparso a macchia di leopardo, anche la Chiesa è oramai chiamata a prendere una propria posizione sulla materia, ad assumere un proprio ruolo.
Per dare una valenza alla sua portata, basta riportare alcuni brevi passaggi: ‘… cambiamento che coinvolge tutti …. L’accelerata diffusione di meravigliose invenzioni, il cui funzionamento e le cui potenzialità sono indecifrabili per la maggior parte di noi, suscita uno stupore che oscilla tra entusiasmo e disorientamento e ci pone inevitabilmente davanti a domande di fondo: cosa è dunque l’uomo …. quale sarà il futuro … nell’era delle intelligenze artificiali?’, ‘.. In quest’epoca che rischia di essere ricca di tecnica e povera di umanità, la nostra riflessione non può che partire dal cuore umano … solo recuperando una sapienza del cuore, possiamo leggere e interpretare la novità del nostro tempo …’ (questo forse il nocciolo che traspira), ‘.. l’utilizzo stesso della parola “intelligenza” è fuorviante. Le macchine possiedono certamente una capacità smisuratamente maggiore rispetto all’uomo di memorizzare i dati e di correlarli tra loro, ma spetta all’uomo e solo a lui decodificarne il senso …’, ‘.. A seconda dell’orientamento del cuore, ogni cosa nelle mani dell’uomo diventa opportunità o pericolo. ..’, ‘.. Dalla prima ondata di intelligenza artificiale, quella dei social media, abbiamo già compreso l’ambivalenza toccandone con mano, accanto alle opportunità, anche i rischi e le patologie. Il secondo livello di intelligenze artificiali generative segna un indiscutibile salto qualitativo. È importante quindi avere la possibilità di comprendere, capire e regolamentare strumenti che nelle mani sbagliate potrebbero aprire scenari negativi …’. E’ però imprescindibile che, per cogliere la bontà dei nuovi strumenti di cui si disponne, sia necessario un confronto continuo per coglierne un equo utilizzo improntato ad uno sviluppo delle conoscenze e applicazioni. Ancora, ‘.. la rivoluzione digitale può renderci più liberi, ma non certo se imprigiona in modelli (echo chamber) che, anziché accrescere il patrimonio dell’informazione, rischia di farci piombare in una palude … assecondando gli interessi del mercato o del potere …’.

Non voglio qui soffermarmi su una spiegazione ( e “traduzione”) delle posizioni assunte anche perché non ne sarei in grado, ma dare semplicemente rilevanza alla ricorrenza di questa Giornata dal momento che ricordo di averla vissuta anni fa nella mia parrocchia da sempre cerca di orientare i cristiani alla ‘Buona Lettura‘ con la pubblicità di testate piuttosto che letture indicate, arrivando a toccare argomenti più specifici come quello proposto.
Tralascio quindi la parte più concettuale e mi soffermo sugli aspetti più pratici cioé l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (AI) nei vari campi, dapprima quello più squisitamente informatico dove forse la novità dei risultati raggiunti ha fatto più breccia e, proprio sospinti da questa ‘euforia’, si è poi propagata ad altri come può essere la medicina, il commercio, l’agricoltura nelle sue varie applicazioni.
Anzitutto, problema di fondo che accomuna tutti i settori interessati è quello meramente umano: l’impiego dell’Intelligenza Artificiale può arrivare a compromettere il fattore umano, sostituendosi a lui nelle varie attività ?
Ed è già da qui che prende posizione il messaggio diffuso dal papa: importante sì per la sua utilità in svariate mansioni, magari anche scomode da svolgere per l’uomo, ma mai tale da sostituirlo, preservando nella microeconomia il suo ruolo __. Lo scenario si apre poi a questioni ‘di più ampio respiro’: dal come garantire all’operatore la propria dignità senza essere in questo surclassato dal ‘nuovo arrivato’; la necessità di creare una adeguata ed equa interconnessione fra i vari protocolli. Nel dettaglio poi come poter distinguere simulazioni di eventi dalla realtà.

(rif: https://www.comunicazione.va/it/giornata-mondiale-comunicazioni-sociali.html; https://www.comunicazione.va/it/giornata-mondiale-comunicazioni-sociali/gmcs_2024/gmcs-2024-messaggio.html)

Primo maggio, Festa del Lavoro

(1 maggio)

La Festa del Lavoro – o Festa dei Lavoratori – ha una lunga storia: il primo “Primo Maggio” nasce infatti a Parigi il 20 luglio del 1889, durante il congresso della Seconda Internazionale, in quei giorni riunito nella capitale francese. Al Congresso di Parigi del 1889 il Primo Maggio fu dichiarato ufficialmente come la Festa Internazionale dei Lavoratori, proprio in ricordo del massacro dei lavoratori di Haymarket. E fu adottata da molti Paesi nel mondo.

La scelta del giorno del Primo Maggio quale giorno della Festa del Lavoro (o anche Festa dei Lavoratori) trova però le sue radici, la sua motivazione in un episodio nefasto, a seguito di un grave incidente che si verificò a Chicago nel maggio 1886 quando un gruppo di lavoratori decise di scendere in piazza per rivendicare i loro diritti, manifestazione che si concluse con il massacro di Haymarket (l’episodio è noto come Haymarket Affair). L’evento segnò quindi, pur ancora in via officiosa, cosa diverrà quel giorno. Negli anni immediatamente precedenti a Chicago i sindacati si stavano impegnando per cercare di ottenere una giornata lavorativa giusta di 8 ore. A fronte di un paese oramai lanciato nel processo di industrializzazione, negli Stati Uniti i sindacati erano forti e ben organizzati. Per il primo maggio fu organizzato uno sciopero generale in tutto il paese, definito dai sindacati “La Grande Rivolta”, il quale era malvisto dalle polizie delle maggiori città americane. Le manifestazioni proseguirono nei giorni successivi e di là poco gli operai di una fabbrica produttrice di mietitrebbie (McCormick) si scontrò con la polizia. Gli agenti avevano ricevuto ordine di usare anche la violenza per sedare i rivoltosi, pertanto alcuni di loro arrivarono a sparare contro gli operai ferendone anche mortalmente diversi. Ma l’epurazione contro i lavoratori non ebbe fine là: in una nuova manifestazione il giorno successivo, nel corso di una protesta pacifica, gli agenti intervenuti per allontanare gli operai, provocati reagirono violentemente addirittura sparando sulla folla. I fatti di Chicago compattarono le organizzazioni sindacali e socialiste anche fuori dagli Stati Uniti, in un movimento che portò la Seconda Internazionale a istituire una giornata internazionale dei lavoratori il primo maggio per commemorare i morti di Chicago.

In Italia la Festa dei lavoratori si lega a un altro evento storico, la cosiddetta strage di Portella della Ginestra, una località in provincia di Palermo. Il primo maggio 1947 una folla di lavoratori era riunita in paese per celebrare la ricorrenza – sospesa durante il fascismo ma ripresa dopo la Seconda Guerra Mondiale –. Sul luogo però c’erano anche uomini malvisti mafiosi e filo- monarchici, i quali non pensarono due volte a sparare sulla folla.

Da circa 130 anni, in Italia e in quasi tutto il mondo, il primo maggio è la data scelta per celebrare la festa dei lavoratori: in questo giorno vengono organizzate diverse manifestazioni – di carattere sindacale e anche politico -e raduni volti a celebrarne la ricorrenza, i diritti ottenuti e irrinunciabili e le richieste tuttora vive dei lavoratori.
Viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti paesi del mondo (negli Stati Uniti e Canada cade invece il primo lunedì di Settembre, in Nuova Zelanda in ottobre; nei Paesi Bassi, in Danimarca e in Giappone il primo maggio non è considerato festa nazionale, pur svolgendosi manifestazioni organizzate), per ricordare tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, rivendicarne altri o semplicemente riaffermare quelli acquisiti. Ma tutti che trovano il filo conduttore nella richiesta di una riduzione della giornata lavorativa.

La Festa dei lavoratori è la giornata che rappresenta le lotte volte ad ottenere migliori condizioni di lavoro.

(rif: www.ilpost.it; www.wired.it; www.wikipedia.org)

Cosa successe il 25 aprile

(26 aprile)

25 aprile. Festa della Liberazione. Alle generazioni più recenti, parlo almeno di quwelle dagli anni Settanta in poi (quindi mi chiamo dentro), sfugge il mero senso del giorno, o meglio, della Festa della Liberazione.

La ricorrenza è una festa nazionale che si celebra ogni 25 aprile per commemorare la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, a suggellare l’apice della resistenza italiana.

Esso suggella la punta di diamante dell’azione d’insurrezione e di lotta dei partigiani e dall’esercito italiano iniziata l’8 settembre 1943.

Su parere favorevole Partito Comunista, per il quale era giunto il momento di «scatenare l’attacco definitivo», pochi giorni prima il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, a cui facevano capo i singoli movimenti antifascisti e di resistenza) diede l’ok all’ insurrezione generale per cui i partigiani pianificarono e avviarono attacchi verso le città, dove si erano concentrati gli usurpatori.

Il 24 aprile 1945 ci fu l’ingresso degli alleati che, una volta superato il Po (e dopo aver incamerato nel mese di marzo un importante successo il quale servì per alimentare il generale sentimento di sfiducia e una inevitabile sconfitta oramai diffusi nelle fila), l’indomani 25 aprile indussero i soldati tedeschi e i fascinorosi della repubblica di Salò a ritirarsi da Milano e da Torino. L’occupazione in Italia non terminò in un solo giorno, ma il 25 aprile è considerato una data simbolo perché coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e dei fascisti della Repubblica di Salò dalle città strategiche, in seguito alla ribellione della popolazione e alla pianificazione da parte dei partigiani di un piano coordinato per riprendere il controllo delle città.

Video

il 22 aprile del 1946 Umberto II di Savoia, principe del Regno d’Italia, sentito l’ allora Presidente del Consiglio, De Gasperi, con un decreto prese la decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” (o “anniversario della Liberazione d’Italia”) con queste parole: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. Successivamente, nel 1949 venne istituzionalizzata come festa nazionale su proposta presentata da De Gasperi (settembre del 1948): il 25 aprile è un giorno festivo, alla pari delle domeniche, il primo maggio, Natale e la festa della Repubblica del 2 giugno.

Il 25 aprile spiegato da Makkox

Eventi commemorativi 25 aprile

Tra gli eventi del programma della festa c’è il solenne omaggio, da parte del Presidente della Repubblica Italiana e delle massime cariche dello Stato, al sacello del Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro in ricordo ai caduti e ai dispersi italiani nelle guerre.

Vedi anche:

Commemorazione 25 aprile

L’offensiva degli alleati nel Nord Italia nella primavera del 1945 (Wikipedia)

approfondimento qui

Le prime pagine dei quotidiani il 25 aprile 1945

Under 16 San Carlo, avanti tutta !

(lunedì 22 aprile)

Prosegue la “cavalcata trionfale” della formazione under 16 di San Carlo guidata da coach Muselli oggi opposta fra le mura di casa del Centro Giovanile San Carlo il sodalizio di Cardano al Campo di Chierico, inanellando la nona vittoria stagionale consecutiva su nove gare disputate, confermando così la propria leadership nl girone VA09.
Comunque affiatate e molto “plastiche” malleabili ambedue, le due squadre scendono in campo determinate e motivate a far bene: con il capitano Citerio in battuta le locali fanno intendere fattivamente le proprie ambizioni (11-0) ma le avversarie non si scoraggiano e giocano anche loro un buona pallavolo a scanso della squadra al primo anno d’esperienza (11-5). A seguire la partita si accende con scambi apprezzabili da ambo le parti e squadre che giocano molto con palle alte. Il divario che si apprezza è consistente e Cardano non riesce a rientrare con uimcisicità (25-9).
Nell’intervallo coach Chierico riesce a ridare ossigeno alle sue ragazze e, pur cambiando poco nel sestetto, al termine di un lungo parziale (27′) in cui le due formazioni si fronteggiano cercando di sfruttare palle alte, vinto ai vantaggi dalla squadra della brughiera 24-26.
Nei successivi due parziali (in particolare nel terzo) San Carlo, pur apparendo meno concentrato, mantiene saldamente le redini e torna in cattedra trovando il fulcro in alcune sue giocatrici e “piazzando” nonostante la resistenza delle giocatrici di Oratori Cardano, rinunciatarie dove possono invece osare (25-5). Il quarto parziale determinante si rivela però essere una e propria matassa da sbrogliare per la formazione di Muselli in quanto Cardano vuole credere ancora al .. colpaccio (procedendo a braccetto (7-5, 8-8, 10-10, 12-10, 15-15). Sul 20 a 17 la squadra di Cardano al Campo vede sfumare un ineffabile rientro in gara mandando in rete per il finale 25-17.

Atlas d’autorità

Ultime giornate dei campionati PGS. Oggi in quei di San Fermo dove di fronte sono la compagine u13 locale di Ambrosetti che ospita il sodalizio de I Gabbiani. A due gare dalla conclusione della fase primaverile, una questione a due quella per il primato nel girone VA05 proprio fra la formazione varesina e quella gallaratese di Cedrate.
Partita decisamente scorrevole, con la squadra locale che riesce ad imporsi pur non senza difficoltà: infatti, la squadra di Galliate Novarese, pur oramai tagliata fuori dai giochi finali, non sta a guardare e in alcuni frangenti dell’ora e mezza di gioco mette in apprensione il sestetto e la panchina di casa. Così ad esempio dopo un “perentorio” epilogo del primo set in cui le locali si impongono facilmente (17-4), il ritorno in campo pare segnare il punto di svolta con le avversarie che .. iniziano a ingranare e ad entrare in partita (parziale di 0-5). Buona la condotta del parziale da parte della squadra di Coach Bignoli ma al termine conclusiva di un set comubwue impegnstivo Atlas capovolge lre sorti e vince ai vantaggi 18-16.
Non meno interessanti i rimanenti set con I Gabbiani che comunque ora non mollano e non accenna no a diminuire la propria determinazione nonostante la presenza della prima linea di Atlas; per gli amanti della cabala, set che terminano tutti 17-11 !

Chiedimi perché

Chiedimi perché me ne sto qua ai bordi della grande vasca che è quella sfumatura della Vita che porta al divertimento e alla gioia.

Chiedimi perché non sono partecipe del girotondo della Vita non certo nel suo essere ma nelle sue esagerazioni piaceri.

Chiedimi perché …

Forse perché ho cercato sì nella mia gioventù di assaporare tutto quanto mi fosse possibile, auspicando anche al divertimento.

Mi piace vedere la vita scorrere, come fresche acque, cogliere al volo le opportunità che mi offre.

E’ come guardassi scorrere tutto seduto sul muretto.

A Silvia

“Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all’opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.”
 

– Giacomo Leopardi

In questo componimento Leopardi rievoca una figura femminile del sua giovinezza, Silvia, morta prematuramente di tisi. Il poeta riflette quindi sull’inevitabile infelicità dell’uomo e sul crollo delle speranze. La giovane, con la sua precoce morte, diventa l’emblema della disillusione dell’età adulta.

Determinazione Elpis

(domenica 24 marzo)

La designazione odierna mi riporta alla palestra delle scuole “Silvio Pellico” di Varese dove la locale compagine under 13 di Elpis guidata da Tanco è contrapposta al sodalizio Real Busto. Formazione varesina chiamata a confermare la propria leadership – temporanea – del girone -, bustocche che cercano di rimanere aggrappate ai pisani alti.
Sul campo dall’una e dall’altra parte nulla da eccepire quanto a determinazione e grinta, benché ad avvio dei giochi la squadra ospite si riveli in difficoltà nella gestione (4-0). “Avvio di gara” in quanto negli scambi successici e nello sviluppo dei set Real Busto si rivela .. all’altezza della situazione, nonostante la giovane età delle atlete. Se Elpis, dal canto suo, disputa una discreta partita “a testa bassa”, com’è nel suo stile, chi non conosce la squadra guidata da coach Berruti non conosce la grinta e caparbietà del sodalizio (13-12; 12-13; 10-10; 12-11; 8-5). E in effetti si assiste a cinque set molto tirati in cui è da apprezzare l’impegno da ambo le parti, e che spesso si risolvono solo sugli ultimi punti: 18-16, 18-16, 15-17, 17-13, 17-10.

E’ forse in questa categoria che la figura arbitrale svolge più che nelle altre un ruolo cruciale, nel rispetto delle indicazioni di gioco e del target del ‘buon padre di famiglia’: fermo stante proprio questo punto, lascia “scorrere” il gioco, le dinamiche che avvengono riservandosi – a parer mio – il dovere di intervenire su gesti estremi o reiterati – esperienza da acquisire sul campo -. E non è detto che questo approccio sia poi facile da applicare: è perciò determinante che l’attenzione e la presenza siano messe anzitutto.

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