A Varese per uno scontro fra titani

(lunedì 26 febbraio)

Siamo ancora alle primissime giornate del campionato primaverile delle PGS ma quella che ho arbitrato oggi è stata un gara senz’altro altisonante (come da aspettative) e combattuta da ambo le parti. Varese, scuola Silvio Pellico, categoria under 13; di scena la squadra locale di Elpis contro la formazione di Olimpia Pernate.

Oramai conosco bene – con piacere – il sodalizio delle ‘Pulci’ di Elpis e la caratura, l’estro delle giovani atlete. Diversamente, nulla so sulle avversarie. Si può suggellare allora la gara come un ‘Derby del Ticino‘, dal momento che Pernate si trova sulla sponda piemontese.
Ritmi serrati e bel gioco sciorinato dal primo all’ultimo set con le due squadre che giocano una buona pallavolo in considerazione del “livello tecnico” della categoria.
Con lo sviluppo del gioco emergono però velleità o leggerezze da ambedue le parti (leggi “falli”) che a rigor di regolamento non possono passare inosservate all’arbitro nonostante il disappunto di panchina e giocatrici (aria interrogativa).
Partita piacevole con continui finanche rocamboleschi capovolgimenti di fronte e recuperi della palla in situazioni estreme. A scanso della giovinezza le due formazioni non lesinano molto a … giocare alta la palla.
Se i primi due set Elpis e Olimpia tentano vicendevolmente di imporsi sfoggiando il meglio del loro gioco (il primo è appannaggio delle locali 17 a 12, il secondo “più complicato” vede Pernate pareggiare i conti 11 a 17), col terzo parziale le locali fanno la voce grossa approfittando di un improvviso quanto inaspettato black-out nelle fila del sodalizio piemontese. Il parziale vede ancora la squadra di Tanco imporsi, stavolta in larga misura (17-9).
Ultimi due quasi interminabili (posso testimoniare che nel corso del quarto solo guardando il parziale nell’intervallo del timeout chiesto da Pernate capisco perché mi sembrasse interminabile – 15-15 -), mentre nell’ultimo la squadra di casa mette una mano sul malloppo ma dopo l’altalena degli ultimi cambi palla le ospiti ad imporsi, che nel frattempo rivitalizzate hanno ritrovato lucidità e il grip giusto per “fare la differenza”, 15 a 17.

Etoile filante

Cadeau généraux le Destin m’a donné.

Si loins néanmoins tu est rentrée avec une favourable intimidation dans ma vie. Etoile parvue dans la nuit de mon ciel. Sincerité et complicité se sont retrouvées là et ont réjoui.

Maintenant tu envahi mes pensées Mes nuites, ma journée, comme l’un des plus beaux plaisirs qu’on puisse avoir ! lesquels peuvent enivrer.

A la facon d’une papillon qui va fleur en fleurs ainsi d’avoir tout.

Soleil de vie toi, et joie l’avoir connue.

Per OSGB prove di .. volo con I Gabbiani

(domenica 18 febbraio)

Oggi buon ‘test’ il secondo impegno stagionale a Induno Olona: categoria under 16, di fronte la formazione locale di OSGB opposta alle coetanee della compagine novarese de I Gabbiani.
Giunto sul campo ritrovo l’amica Benedetta alla guida del sodalizio di casa. Dalle distinte noto che la squadra de I Gabbiani è ‘fuori classifica’ presentando nella propria rosa un ‘2007’; squadra di casa invece relativamente giovane. Dal riscaldamento emerge, ed è poi quanto si vedrà in partita, OSGB orientata ad un gioco maggiormente organico, I Gabbiani puntare su palle lunghe (e questi saranno i punti di forza che si apprezzeranno !).
Approccio alla gara: formazioni aggressive e .. solide, ambedue dalle ambizioni già alte in questa tornata dei campionati PGS, ma la partita non offre grossi spunti tecnici almeno nei primi due set nei quali palesemente le due squadre “si stuzzicano”, dapprima appannaggio di OSGB poi I Gabbiani trovano l’alchimia giusta e impongono il proprio gioco, ancorché asfissiante … Primi due set sostanzialmente antitetici, con la formazione di casa che riesce a “stordire” le avversarie incapaci di trovare il giusto assetto sul rettangolo di gioco non riuscendo ad essere convincenti nel primo (15-7, 17-10) e al contrario un secondo parziale in cui pur partite in sordina le ragazze di Pozzan mettono la quinta e con una buona rotazione con il capitano in battuta annichiliscono la retroguardia di OSGB inermi (15-25).

Ritmi sempre serrati ora, formazioni che si inseguono punto a punto, ma la squadra dell’OltrePo comincia a trovare le giuste sinergie e dinamiche per far girare la palla… Le ragazze di Mazzola avvertono questo cambiamento e verosimilmente non abbassano la guardia (6-3) ma le avversarie rispondono alla pari e mettono la freccia (13-16) quando asd inizio di seconda rotazione intensificano il gioco dai nove metri confidando in validi “bracci armati” (numero 33 in particolare) per il 21-25 finale, mentre dall’altra parte le ragazze di OSGB pasticciano su palle innocue e gestibili. Set successivo incerto fino ad inizio seconda rotazione (12-11), quando dal capitano e dal numero 25 in battuta (battute al full di cotone !!) arriva il La per la formazione de I Gabbiani mentre non si risolve l’empasse di Induno che, pur cresciute raggiunta la doppia cifra e portato il parziale ai vantaggi, cedono, complice anche una vistosa accompagnata che a giudizio non poteva passare inosservata, il set 24-26.

Oggi dunque una buona prova utile – dicevo – per saggiare la mia preparazione in una categoria in cui “la fermezza” conta: e i risultati li posso apprezzare. E infatti, salito sul trespolo con la solita determinazione, mantengo alta l’asticella dell’attenzione sulle dinamiche di gioco, con particolare attenzione a quelli che possono essere i falli più comuni su tutti quelli di seconda linea e le invasioni) e placo gli animi in campo – squadre comunque non particolarmente fallose – richiamando in un certo senso ambo le parti ad un “rispetto delle regole” (qualche esagerazione ? non penso) nei primi set, mentre nella parte finale della gara mi limito a gestire le dinamiche.

Elogio della fiducia

Tra i valori relazionali, da ricercare in una persona e di basilare importanza per poter stabilire un rapporto che si vuole stabile è la fiducia (confiance in francese; trust in inglese; confianza in spagnolo: Vertrauen in tedesco). Talento oggi quasi di poco conto o spesso sottinteso (il “dare per scontato’ certe cose è spesso un’arma a doppio taglio, e qui può assumere sfaccettature .. disattese per il legame), che ad un certo punto “l’altro” richiede in chi gli sta di fronte. Esigere fiducia reciproca per potersi fidare ciecamente di chi si ha di fronte, e a prescindere dal rapporto esistente.

Valore che non si riduce a qualcosa di “astratto” ma che si deve propagare nel tempo per preservare il legame stesso che si è creato. Una qualità ricercata e richiesta soprattutto in un legame che vuole tenere unite due persone, quindi irrinunciabile (e interdipendente) per lo stesso.

Valore non facile da ritrovare e tantomeno concedere: legato strettamente per ciò a un altro valore imprescindibile che va sotto il nome di complicità.
Complicità forse è poi lo step successivo alla fiducia, ed esso quando sussiste … apre molte porte !

“Cari i miei pischelli”

– I figli che non ho mai avuto –

Titolo un po’ frivolo, parrebbe poco serio ma volutamente giocoso, ma che racchiude un preciso quanto sottile (e “prezioso” per me) significato.

Una riflessione che nasce semplicemente dalle mie sensazioni ed emozioni.

Da alcuni anni, svolgo un lavoro che mi porta ad essere in contatto con bambini e ragazzi: ciò che a pensarci, “relazionarsi” con i giovani, mi è sempre piaciuto, fa quasi parte del mio DNA: arrivo così ad apprezzare il mio attuale ruolo di collaboratore scolastico.
Cosa non sempre scontata, si può respirare una bella atmosfera in una scuola (“da sapere” costruirsi) che quest’anno ho raggiunto complice il buon rapporto anche con il personale docente oltre che con i ragazzi, alcuni dei quali conosco se non addirittura figli di miei amici.

Tralasciando altre realtà in cui mi metto in gioco, è qua che largamente manifesto la mia sensibilità per i fanciulli, sulla falsariga del ‘Buon padre di famiglia’ riversando forse quel ‘qualcosa’ che mi realizzerebbe.

Proprio la tendenza insita di mantenere questo tipo di legame consente a chiunque di alimentarlo. Del resto, è il fanciullino che è in noi (cit. Pascoli) che tenta di ‘farsi strada’ ed emergere, alla stregua della nostra età e .. storia.

Per ciò si aggiunga che la capacità di dialogare anche in maniera empatica con loro e l’essere disponibili con i professori sono secondo me punti fermi per una gratificazione del “fu” bidello.

Riuscire a mantenere un rapporto di questo tipo anche quando si è adulti, quando “si passa alla maggiore età”, è importante e funzionale e alimenta comunque la crescita del proprio io; non cristallizza cioè la persona a quello che è ma crea una sorta di continuità con la sua giovinezza … i ricordi.

Acuto di Folgore Bosto alla prima di campionato

(domenica 11 febbraio)

Iniziano con questo fine settimana i campionati primaverili PGS 2024 che condurranno a fine maggio alle finali per i titoli provinciali di categoria.
Così, mi reco alle scuole ‘Foscolo’ di Varese per l’impegno di under 14 fra la formazione locale e le coetanee di OSGB Induno.
Particolarità scrutando le distinte delle due formazioni è che OSGB presenta una rosa targata ‘2010’, mentre il sodalizio locale porta una maggiore eterogeneità presentando anche alcuni elementi all’esordio nella categoria.

Partita intensa anche dal punto di vista delle dinamiche, con OSGB che parte in auge … sfoggiando il vestito migliore, e Folgore costretta ad inseguire riuscendo poi a ribaltare l’andamento della gara. Già dal riscaldamento si possono apprezzare ambizioni e “pesi” in campo …..

E già dai primi palloni giocati si intuisce quanto predetto. Ottenuto il servizio Induno parte bene (0-4) ma le locali si fanno sentire subito e corrono all’assalto: in effetti, si denota una buona risposta sul campo (5-6). Nuovo strappo delle ospiti che possono contare ora su una buon fraseggio e fluidità di palla (6-11). Le ragazze di Giadini pur non deludendo non riescono però a darsi continuità (8-15, 9-18). Già ad inizio seconda rotazione doppia Folgore (10-20) pe il conclusivo 19-25.
Seconda frazione sostanzialmente fotocopia del precedente ad eccezione di un inizio scoppiettante dove la squadra di casa parte bene (5-2) se non risentire del ritorno delle avversarie (5-8), e poi tentare invano la fuga (12-11); poi è tutto un testa-a-testa fra le due (27-27,18-18, 19-20). Il finale è da cardiopalma ma dice ancora OSGB (23-25).
Ed è a questo punto che Folgore trova l’alchimia e l’assetto giusti nel proprio sestetto. Il sodalizio di casa parte bene con il braccio armato Ponzellini in battuta approfittando di uno sfilacciamento e di una linea troppo bassa della retroguardia di Induno (3-0) ma OSGB non rimane a guardare e nel giro di due rotazioni è nuovamente avanti (5-8). Folgore rimane in scia (9-11, 12-13) e, mentre la panchina di Induno tenta invano di ridare ossigeno alle sue ragazze utilizzando i due timeout , approfittando di un loro “dissesto” tattico preme a fondo e realizza un significativo gap che la porta dal 16 a 18 al 25 a 18.
Il successivo parrebbe allora riaprire i giochi oltre ad essere il più incerto e combattuto a referto (29′). Dopo una prima fase di stallo (4-3, 7-7) ecco i padroni di casa mettere la freccia (10-8) e realizzare poi un proficuo gap (15-9) cui Induno fatica a rispondere (16-11, 19-13). E’ ora l’apoteosi attorno al rettangolo di gioco e Folgore capitalizza il gap (21-15). Induno non ha però gettato la spugna e , benché siano diversi i punti da colmare (24-17) vuole dire ancora la sua. Si assiste ora all’ascesa di Folgore ‘in folle’ mentre OSGB rimane inerme (26-24).
Al tie-break procedono a braccetto fino al cambio campo quando le locali realizzano un discreto break (+5, 12-7) per il conclusivo 15-10.

Come da prassi, alla vigilia della gara mi antepongo anzitutto la presenza dell’arbitro cosa in cui mi comporto discretamente arrivando a cogliere anche situazioni non proprio nitide … Riesco perciò ad impormi nei momenti topici e di dissenso ma qui la prestazione non è del tutto limpida in quanto in un paio di occasioni ho la sensazione di peccare di zelo … forse. Comunque la prima è aandata !

Salto nei regionali ! ..

(domenica 4 febbraio)

Tempo di regionali. All’indomani della chiusura dei campionati invernali in quel di Milano, quest’anno differita rispetto a Varese, gia nel weekend passato è partita lsa Don Bosco Cup 2024 con buona parte delle gare di andata.
Eccomi sabato nella nuova location di OSGB di Induno Olona, presso l’oratorio San Paolo. Format under 14: avversarie, la formazione Net Volley di Cinisello Balsamo, forte di un agevole 3 a 0 (25-4; 25-18; 25-15) che, oltre ad evidenziare il divario fra le due compagini, già forse ha tracciato l’epilogo del turno.
Pertanto, alla formazione guidata da Laura Barella non rimane … che giocarsela davanti al proprio pubblico.
La storia però non cambia nel ritorno con il sestetto di Cinisello che non abbassa l’asticella del proprio gioco e con un gioco pressante e veloce piega a più riprese la retroguardia di OSGB inerme di fronte alle mine lanciate dai nove metri (8-17 dopo solo tre rotazioni nel primo set), a evidenza che la formazione di Cinisello Balsamo non rinuncia alle proprie ambizioni, per un perentorio 10-25 finale. L’intervallo è propizio alle locali e a coach Barella per rimettere ordine nelle proprie fila e, con una rimescolata di carte, nel successivo riesce a tenere testa ad un gioco verosimilmente più affievolito delle ospiti tenendosi avanti nonostante il ritorno per il conclusivo 25-20.
Ma OSGB non riesce a tener testa e continuità nei due successivi alzando praticamente bandiera bianca nell’ultimo set (25-13 e 25-15).

La designazione di domenica mi riporta alla palestra Falaschi di San Fermo in Valle Olona, dove il sodalizio locale ‘u13’ di coach Ambrosetti sfida nella gara di ritorno il sodalizio di Volley Arluno guidato dal duo Ferrari. Le locali partono dal risultato di 1 a 4 dell’andata (17-15, 13-17, 9-17, 8-17, 5-17) maturato giusto 24 ore prima. Conoscendo però il sodalizio di Atlas, che può contare anche sul fattore-campo, c’è da aspettarsi di tutto nella gara di ritorno. Gioco apprezzabile da ambo le parti. La compagine milanese in particolare si dimostra una formazione molto duttile e dinamica, ciò che probabilmente ha segnato il solco già nell’andata, senza nulla togliere alle ragazze di San Fermo.

La gara è tutto un testa-a-testa fra le due squadre con la formazione ospite che, pur tramortita dalla buona partenza della squadra di casa (1-6) non perde la concentrazione potendo contare su di una buona cabina di regia (numero 7) che dà lo scossone con micidiali diagonali dalla prima linea (9-12). Mentre Arluno preme molto sulle palle lunghe, la squadra di Ambrosetti invece non riesce a trovare continuità nella sua azione (10-17). La formazione di casa non getta la spugna anzi… mentre si apprezzano dinamiche di gioco che vanno in crescendo a testimonianza dell’impegno profuso da ambo le parti, riesce a domare e a contenere le avversarie nei successivi due (17-12, 17-12). Ecco allora il quarto set assume un’importanza fondamentale (a dimostrazione, 24′ di gioco a referto !!): si intravede la tensione nelle ragazze di Ferrari con un gioco non così lindo come agli inizi (leggi alcune invasioni a rete), Atlas vede così il colpaccio imponendosi ai vantaggi nel quarto (16-18), mentre Arluno perde verosimilmente di lucidità. Volley Arluno non vuole però tirare i remi in barca e nel quinto set respinge le velleità delle locali (9-17), allontanando lo spettro di un possibile Golden Set, che vale il passaggio diretto al turno successivo. Apprezzabile (non perché sia lo scrivente) la direzione di gara: visto il contesto e le premesse della sfida, tengo alta la concentrazione (quasi al 101% !!), attento allo sviluppo di gioco sui 18 metri e focalizzando la presenza nei momenti topici: da questo punto di vista direi le due squadre sostanzialmente impeccabili e capaci di un un buon gioco e di mantenere viva la palla pure in condizioni .. “estreme” ! Penso di aver risposto adeguatamente all’impegno, senza inventarmi nulla nella conduzione.


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