Le chiavi di un “piccolo paradiso”

(domenica 28 gennaiio)

Una chiave. ‘ Beh ? ..’ -si direbbe – ‘Cosa c’è di strano in una chiave ?? …’.
Non è una “semplice” chiave, ma permette di aprire ad uno spazio reale, tangibile in cui i bambini, i ragazzi finanche i più piccoli possono dare sfogo alle loro passioni: lo stare insieme, il gioco e il divertimento.
Questa chiave dunque è a simboleggiare qualsiasi luogo, spazio o cortile, in cui il fanciullo può correre svagarsi giocare e relazionarsi con altri suoi coetanei. E il pensiero allora corre subito a San Giovanni Bosco e ai suoi insegnamenti.
Nello specifico, la chiave in questione è di una palestra. Uno spazio più circoscritto (e definito) per il gioco. Ecco allora che qui parla di sport, veicolo – proprio come dice don Bosco – per la formazione e la crescita educativa del fanciullo … per la persona di domani.

Lo strumento – il format – migliore è quello dello “sport di squadra” quindi calcio, pallavolo, pallacanestro piuttosto che egualmente eventi organizzati su più discipline che “allenano al divertimento ma anche alla condivisione, e dunque educazione, i ragazzi”, ciò che è proprio alla base dell’oratorio di Don Bosco.

Il cardine che tiene viva questa dimensione di crescita educativa tramite lo sport è attualmente tenuta viva dalle PGS (Polisportive Giovanili Salesiane) nelle varie discipline che propone: pallavolo, pallacanestro, ginnastica soprattutto.

Qui a Cuveglio si è proposta fatta 20 anni fa ai nostri giovani si è basata sulla pallavolo, che già teneva aggregati i ragazzi nelle sere d’estate al campetto del nostro oratorio. Ebbene, se al primo raduno si contava su un gruppo di una dozzina di ragazze nel corso degli anni la società nostrana ASD PGS Blu Volley accoglie un bacino inimmaginabile di ragazzi, di varie fasce d’età, impegnati nelle varie categorie.

Te e me

Come due corpi estranei, quasi sconosciuti ignari di un destino giocoso finanche beffardo, che rivela complicità Vengono a toccarsi.

Due anime distanti, ignare di quel che sarà e potrà essere.

Due punti distanti che cercano allora una connessione un legame che li possa mettere inconsapevolmente in sincronia, nella stessa orbita dell’infinito.

Cercatori di sogni forse noi alla ricerca di un alito, un sussulto che possa fare vibrare le nostre anime che il Fato ha voluto tacere.

Me e te. Toi e moi.

Piccolo Coro Valcuvia “… ragazzi che crescono cantando insieme !”

Ieri pomeriggio (sabato 6 gennaio), cogliendo l’invito di Davide, trovandomi a passeggiare a Laveno, mi sono allungato nella chiesa al termine del lungolago per assistere al concerto tenuto dai bambini e ragazzi che fanno parte del ‘Piccolo Coro Valcuvia‘ guidato magistralmente da Margherita Gianola.
Era la prima volta che assistevo ad una loro esibizione, benché nei nostri paesi (e non solo, potendo contare già alcune trasferte) si siano esibiti diverse volte, ma appena entrato nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo al termine del lungolago, ho trovato un gruppo eterogeneo e numeroso di bambini e ragazzi più grandicelli dediti ad ammaliare e ravvivare con il loro semplice ma gioioso e altisonante canto il pubblico presente e l’atmosfera natalizia che ancora traspira.

Si dice ‘Piccolo Coro Valcuvia‘ ma in effetti si tratta di tre cori “diversi” per età ma riuniti insieme: Baby Coro – per i piccini dai 3 ai 6 anni -, Piccolo Coro – bambini dai 6 ai 10 anni – e Junior Coro – fanciulli dagli 11 anni in su -. Una realtà coinvolgente e altisonante – sia fra i piccoli che lo compongono sia per il “dietro le quinte”.
Alla base di questo autentico progetto educativo sani e sinceri valori di amicizia e condivisione frammisti alla spensieratezza dei bambini. Dal 2017 sotto la direzione di Margherita Gianoli Mascioni che li prepara e dirige sapientemente e con entusiasmo, il gruppo conta ora una cinquantina di piccoli cantori e oltre che ad esibirsi nei paesi della Valcuvia si esibiscono anche nelle province di Venezia, Trento, Bergamo, Verona e Belluno. Tra gli altri anche la partecipazione a due eventi di spessore: nel marzo 2022 il Piccolo Coro Valcuvia ha cantato, assieme ad altri cori, all’Udienza di Sua Santità Papa Francesco nell’Aula Paolo VI in Vaticano e, nel giugno 2023, a Longarone (BL), ha partecipato a “Corinfesta-Vajont60”, evento a ricordo dei 500 bambini che sono rimasti vittime della sciagura del 1963.

Ma. come per tutte le cose, “nessuno nasce imparato”: ed è in ciò che si realizza la primordiale e importante responsabilità della direttore artistico: prendere per mano il bambino, a cui senz’ombra di dubbio piace cantare, e aiutarlo ad avere fiducia in sé, a vivere e affinare le sue capacità. “Gli unici limiti possibili sono quelli che ci poniamo noi stessi.

Ancora una volta, e questo ne è un esempio lampante, la musica si fa ‘esperienza di vita’, strumento importante ed edificante allo stesso tempo con un indubbio valore educativo, umano e di crescita della persona.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/associazioneculturalevalcuvia/

Il brindisi universale

(lunedì 1 gennaio)

Capodanno è una festa celebrata in tutto il mondo per dare il benvenuto all’ anno nuovo. Perché ? Qual è il senso di questa festa che unisce tutto il globo ? La sua origine risale a tempi antichi e le sue radici sono profondamente piantate nelle diverse tradizioni culturali. La celebrazione del passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo ha origini lontane nel tempo e varia da cultura a cultura. In generale, il capodanno rappresenta un momento di rinnovamento e speranza per il futuro. E’ spesso considerato il passaggio dell’ anno per riflettere sui giorni trascorsi e fare buoni propositi per il futuro […].

Nel calendario gregoriano, istituito nel 1582 da papà Gregorio XIII e utilizzato nella maggior parte del mondo, Capodanno cade il 1° gennaio. Tuttavia, questa data risale all’ antica Roma quando Giulio Cesare con il calendario giuliano fissò come inizio dell’anno il primo gennaio in onore del dio romano Giano, il quale possedeva due facce (..) che guardavano sia al passato che al futuro, simboleggiando la transizione da un anno all’altro. Era la divinità degli inizi, da cui deriva il nome del mese di gennaio.

Mentre le celebrazioni di Capodanno variano da luogo a luogo. In molti paesi occidentali, si organizzano feste, spettacoli di fuochi d’artificio e concerti per accogliere il nuovo anno. Altre tradizioni comprendono il bacio a mezzanotte, il brindisi con lo champagne e il canto dell’inno nazionale. In molte culture asiatiche, come quella cinese, si festeggia il Capodanno lunare che cade tra fine gennaio e metà febbraio, ed è caratterizzata da una serie di celebrazioni tradizionali come i draghi danzanti e i fuochi d’artificio. Capodanno è anche un’occasione per impegnarsi in buoni propositi per l’anno a venire […]. Rappresentano un impegno verso il miglioramento personale e il cambiamento positivo. Capodanno è una festa universale che celebra l’inizio di un nuovo anno, un momento per per riflettere, festeggiare e sperare in un futuro migliore.

 

[da ‘La Prealpina’, 39 dicembre 2023]

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