La ‘Prima’ di Arsago al PdO

(domenica 6 maggio)

Seconda new entry della stagione 2018 del Piede d’Oro con l’appuntamento odierno di Arsago Seprio con l’edizione numero “0” della ‘Arsalonga’    , gara organizzata dal Gruppo Podistico Arsaghese di 11 e 5,5 km.

 

 

Contrariamente alle aspettative, ad attenderci una bella mattinata di sole oggi, il che consente di correre (finalmente) canotta !
Sbrigate le faccende di rito, salutati i tanti amici presenti (Luciano Dalle Fratte, Michele Immobile, Gianni e Francesca, Ugo e Nicola Benevento quest’ultimo in partenza per il Giro dell’isola d’Elba ; Lorena, Omar e Riccardo, Stefano, Roberto, Barbara e Andrea – non vedo o me lo son perso Sam ! -, Diana Ceriani al seguito di Fabio e di Ari, Vincenzo Lo Presti); e ancora Giuseppe Bollini e Francesca Vaccaro “lanciati”. Ritirato il braccialetto, mi accingo ad un pò di riscaldamento (!!) lungo le vie circostanti (non che abbia macinato chissà che ma .. sono già bell’é pronto per tornare a casa a vedermi !) per poi tornare al campo sportivo location dell’evento e assistere agli atti conclusivi del minigiro con un particolare tifo per ‘Il Piratino’.

In queste ultime settimane non riesco ad allenarmi bene, per cui approccio alla gara odierna sugli 11 km pensandola un pò come la cartina tornasole dello stato di forma.
Poco dopo tocca alle due distanze canoniche …. dall’adiacente sede stradale. Prendendo in direzione delle vie del paese, dopo i primi 2 km “di lancio”, in corrispondenza della deviazione fra il “lungo” e il “corto” si imbocca la piacevole zona boschiva di Arsago Seprio che ci farà compagnia per buona parte dello sviluppo odierno. 
A   seguire al 3° km una ‘tranquilla’ ma progressiva ascesa che porta al punto più alto di tutto il percorso (la salita del Monte della Guardia) passando dalla Palude Pollini. Il camminamento spiana poi fino a farci attraversare il sottopasso dell’autostrada.
Si rimane in zona boschiva fino a metà percorso raggiungendo Centenate (frazione di Besnate) dove è allestito il ristoro.
Seguono “interminabili” tratti di sterrato per attraversare i quali è doveroso un continuo sinistra-destra per evitare le cospicue pozzanghere (!) presenti nonché un occhio d’attenzione ai tratti fangosi presenti (ecco sopraggiungere Samuele !!), testimonianza del meteo dei giorni passati.
Lungo l’itinere una breve ma erta ascesa che mi fa venire in mente il famoso ‘Muro’ di Cuveglio per quanto è similare !!
Ci si rituffa dunque lungo i sentieri boschivi toccando alcune caratteristiche zone aree boschive quali la Fontana Vecchia, la Madonna degli Alpini, la chiesa dei S.S. Cosma e Damiano, per poi tornare con l’ultimo km. verso la provinciale.

Ultimo tratto boschivo di circa 400 mt. dietro l’ex pista di motocross per raggiungere il campo sportivo per l’ultimo volatone verso l’onnipresente gonfiabile.

   

 

 

 

 

Al ristoro finale un affettuoso saluto all’amico ultramaratoneta Paolo Fortese della PM.

Tornando alle prerogative di giornata, giornata no a mio parere, a parte i primissimi chilometri dove “mi sento bene”. La serenità “transitoria” delle buone sensazioni avvertite e tutto sommato di un andamento regolare vanno infatti poi scemando !!

Appena abbandoniamo l’asfalto per i sentieri boschivi, vengo affiancato da Federica la quale mi passa leggiadra. Cercando di stringere i denti sull’ascesa di cui sopra raggiungo Vincenzo, anche lui acciaccato, con il quale condividerò buona parte del percorso odierno, adottando pedissequamente un itinere ‘stile elastico’.

Tappa “di pianura” verrebbe da dire ma di fatto tale non è: il tracciato si presenta infatti verosimilmente muscolare per i continui saliscendi – e conseguenti cambi di ritmo consigliati – e nella parte boschiva rimangono ancora tracce delle piogge dei giorni scorsi.

Nonostante dunque un profilo tutt’altro che impegnativo ad eccezione di un paio di punti, pur non forzando ahimé non riesco a mantenere un ritmo regolare.
Nulla da eccepire riguardo questa prima volta per Arsago Seprio: buona la location e la disponibilità di parcheggi (si denota anche una buona partecipazione, favorita dal divenire della giornata), percorso ben presidiato dai volontari della Podistica Arsaghese (è così che mi imbatto nell’omonimo Andrea Paio) e qualche “intrufolato” preso in prestito.

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