La SEO, questa sconosciuta (!!)

(martedì 31 ottobre)

 

 

E’ dalla primavera scorsa che, bersagliati continuamente e immancabilmente da advertising e pubblicità varia su Faccialibro alias Facebook, mi sono imbattuto in un “coso” multicolore, una sigla accattivante alla fin fine, che da subito ha calamitato la mia attenzione, inconsapevole di ciò che sarebbe nato di lì a poco: “La SEO“: ecco da lì mi si è aperto un mondo, sarà stato forse per la curiosità nascosta nell’autoritario acronimo !
Fui così attratto da paroloni come keywords, SERP, Ranking Page, Seo On-Page, Long tail, Landing Page, copywriting, “Panda”, “Penguin”, …., intenti di ricerca, web writing, ….

Fatto sta che da allora, ho iniziato a volerne sapere di più su questa nicchia del Web, quindi alla ricerca di siti e fonti che trattassero più specificamente dell’argomento, fugandone le metodologie e le tecniche d’approccio.
Le mie ricerche sono approdate subito a un piccolo “tesoretto”: articoli sparsi che trattavano ‘La SEO …‘, ‘La SEO è morta ?’, “Seo On-Page e Seo Off-Page”, “Comunicare sul Web”, “Un approfondimento sulla ‘Long Tail'”…

Come un infante, che nella su ingenuità viene attirato da qualsiasi cosa gli venga messa sottomsno, fui “catalizzato” da questo “scatolone”, questo parolone dietro cui si cela un mondo immenso a livello contenutistico e operativo ! ….

Così come spiattellata, dolce per il suo valore quasi altisonante, la parola “SEO” (Search Engineering Optimization) allo stesso modo cela un mondo di problematiche … leggendo, infatti, ‘non tutti coloro che fanno SEO sanno fare SEO’ (cit. Flavio Mattanzi, Jacopo Matteuzzi).

Altro problema che si nasconde dietro (ed altrettanto maniacale!) – esperienze perlopiù vissute da chi la vive sul campo – è come riuscire ad attaccare la SEO, o analogamente come la SEO può attaccare: mi spiego, alla SEO sono correlate/emergono – a mia opinione – due problematiche: una vicino l’altra lontano. “Vicino” perché occorre capire in che ambito essa può essere applicata (leggi se e come ne valga la pena) per ottenere dei risultati attendibili, dove può “trovare presa” e con che modalità; a proposito occorre distinguere fra Local SEO e SEO “generica”: dall’una o dall’altra prescindono gli strumenti utilizzati. “Lontano” nel senso che per definizione la SEO è una scienza “astratta”: bene l’applicazione e l’ottimizzazione degli strumenti utilizzati, mestiere che verosimilmente va imparato sul campo, ma gli effetti che ne possono derivare sono valutabili nel medio-lungo periodo, ponendo un’anelito di “nebulosa” sulla sua EFFICACIA ! Ne consegue l’impegno di risorse economiche da parte dell’investitore cliente e di risorse intellettuali (strano ma vero!) da parte di “chi si mette in gioco”..
Concluso un potenziale iter di formazione occorrerebbe dare un senso pratico a quanto appreso: c’è il mito della libera professione, tanto “scevra” quanto strada difficile da intraprendere ai giorni nostri; il più facile bacino che troviamo è quello delle agenzie web al cui interno è insensato non prevedere questa argomentazione ma a mio parere pare talvolta un mondo ovattato, a prescindere poi dal rapporto che si potrebbe instaurare (e sviluppare), dove riuscire a muovere i propri passi ad entrare è “cosa astrusa” quasi; ci sono poi le collaborazioni dietro cui si celano altri “sì, ma, forse …”: serietà e continuità del rapporto, credibilità nello stesso, …

Chiusa una porta dunque si apre “una giungla” – mi vien da pensare -, tra le diverse problematiche che il SEO (oramai unito alla SEO !) trova sulla sua strada.

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