Un'uscita come tante altre … o prova di resistenza ??

(venerdì 13 ottobre)

”    30′ ai 5 km, … Sta correndo ininterrottamente da 40′ ! …. 

     Ora affronta il tratto più impegnativo; … siamo a 46′ … 49′ … Ci avviciniamo               all’ora di corsa …., quasi raggiunto il traguardo ! ….

     Ecco Andrea Bassetto impegnato sugli stretti tornanti conclusivi, i più ostici –         se così si può dire ! – …. Siamo prossimi all’obbiettivo dei 60 minuti.

      … … 59′, siamo arrivati a ridosso dell’ora di corsa !!! …. Il nostro atleta pare          fermarsi; il fiato si fa pesante, le gambe paiono indurite ! …..

      Si ferma e – ingenuamente – lo sentiamo imprecare contro ….

      Record ! Record ! Record ! … Andrea Bassetto Andrea Bassetto; il nostro                    Andrea Bassetto: E’ record !!!

     Miglior prestazione personale !! Grande Andrea Bassetto comunque !!

     Grande Andrea Bassetto; Andrea Bassetto è a un passo dall’appuntamento             con la storia

     E’ record !.. E’ record !!, …, E’e recooorddd !!! Andrea Bassetto; record                   Andrea Bassetto. Miglior prestazione di sempre !!!!   “

 

Ebbene sì, segnamoci su un taccuino (o anche qualcosa di più … duraturo, un almanacco) la data odierna: da quando mi sono avvicinato a questo sport, alla corsa, semplicemente come passione e praticandola essenzialmente senza ambizioni, oggi forse a distanza di chissà quanto tempo sono riuscito a correre ininterrottamente per un’ora. Tra i miei soliti luoghi, i miei paesi; la mia ciclabile, sfidando poi l’affascinante ma pur sempre impegnativa – solo nell’ultima parte – ascesa a Ferrera di Varese con le sue cascate, scoperte quasi per caso 2-3 anni fa !!

Con la sgambata di stasera “chiudo” la sessione ufficiale di training della stagione.
Ad attendermi il solito giro sulla ciclabile che corre dietro Cuveglio per raggiungere Rancio Valcuvia, e proseguire poi per Grantola, Germignaga .. fino a Luino e la foce del Margorabbia sul lago Maggiore. Ma vista la “circostanza” mi concedo – meglio opto – per un ‘surplus’.
Di fatto, realizzo solo una volta messa alle spalle casa quanto predetto, che mi ero ripromesso di raggiungere oggi un certo traguardo ! … ‘Tutto sbagliato ! …’ – vado concludendo: pur essendo partito di buon’ora, arrivare all’obiettivo prefisso e tornare in un tempo congruo mi pare un pò … complicato. Col “senno di poi” vado pensando – come del resto era nei progetti – che sarebbe stato meglio partire più avanti non per altro ma in modo da goderne di più, ma tant’é !! Oramai ….
Uscito dalla via di casa, vengo clacsonato e letteralmente “costretto-al-cordolo” da una vettura che sta sopraggiungendo: è il maestro della corale Loris Capister con la moglieSabina Corsaro: breve scambio di battute e … via che si riprende.
Così, blandamente ma progressivamente, cercando di auscultare il fiato e i miei passi (ma francamente non è il passaggio migliore questo, ci riuscirò meglio “abbandonata la civiltà”), percorro spensieratamente il seguito, cercato di abbandonarmi alla frequenza e al ritmo e poi alla voce del silenzio circostante che oggi devo dire abbonda !; altrettanto, stringo un pò i denti nei tratti – qui rari – di affaticamento. Raggiungo così le stradine di campagna dietro al cimitero di Cuvio per raggiungere Cavona. A metà strada opto però per prendere nuovamente al bivio la stradina che conduce alla piattaforma ecologica, e poi affrontare il brusco ma breve strappo che riporta sulla strada. Svolto dunque a sinistra, qualche centinaia di metri in discesa per riprendere fiato e quindi riprendo la ciclabile per raggiungere il “paletto” della fattoria di Mattia.
Attraversamento e via di nuovo sul tratto di ciclabile immerso nei boschi che correndo in parallelo alla provinciale porta a Rancio Valcuvia.
Do un’occhiata all’orologio: è passata una buona mezz’ora da quando sono partito: e’ allora che decido ufficialmente di lanciar(mi)e la sfida preposta: mettermi le cascate di Ferrera come obiettivo di giornata: questo vuol dire raggiungere dapprima il paese sopracitato con la sua stazioncina dei pullman, passare dall’altra della strada tramite il sottopasso, recuperare la ciclabile e, dopo quasi un km di falsopiano costeggiando il torrente (nel mentre, incrocio un amico di Cavona che sta camminando sulla bretella ma tiro dritto – sono in vena di ‘prestazione da record’ – dico, riattraversare l’arteria stradale, sempre da un sottopassaggio, quindi accanto alle fattorie della zona per alcun centinaia di metri. Nel mentre incrocio una giovane dedita anche lei al gesto … ‘Ccciao ! …’, ‘Ciao’ fa lei; peccato ero in vena di test !! …A questo punto svoltare a destra invece di proseguire diritto per Grantola.
Come già detto altrove, il tratto di ciclabile che si apre per risalire a Ferrera è decisamente dolce e fattibile. fattibile fino a metà altezza quando iniziano i pochi tornanti che conducono a ridosso della chiesa dopo aver attraversato un tratto boschivo.
Arrivato così dopo 2-300 metri di sviluppo, comincia il bello: personalmente, traducesi nel mantenere la concentrazione alta nelle poche decine di metri più impegnativi di questa risalita: occorre ancor più stringere i denti ma è proprio su questo tratto “tosto” che imprecando – ma per l’aver mancato seppur di pochissimissimoo… il target di correr ininterrottamente per un un’ora – devo alzare bandiera bianca, mi devo fermare. Passano pochi secondi, utili per rifiatare; ceco di riprendere giusto per “onorare” il target prefisso ma … niente !!
Capisco che è ora di compiere il “giro-di-boa” anche per evitare di raffreddarmi troppo ahimé, seppur mancavano due tornanti per salutare le belle cascate locali,

devo rinunciare,  azz !!

 

 

 

 

Una volta ridisceso per la stessa via, prossimo ormai alla fattoria ‘Il Vallone’ assisto a uno stupendo spettacolo che peraltro va ripetendosi in questi giorni: un favoloso tramonto

coi suoi colori accesi, tutti tra l’arancione e il rosso – si staglia innanzi a me accompagnandomi di fatto fino al rientro a casa. Costeggio la fattoria e noto la piccola Emma che sta scorrazzando nel’ampio spiazzo antistante.

 

 

 

Il ritorno è praticamente un alternarsi fra tratti di camminata sostenuta e corsetta di defaticamento, godendo nel mentre della bellezza dei nostri luoghi in particolare offerto proprio dal percorrere la ciclabile ‘Valli del Verbano’. Al ritmo, come dicono i miei amici della domenica, del pasitopasito ….
Il riavvicinamento all’abitato di Cuveglio comunque è “costellato” da contentezza per l’aver oltrepassato un limite, e così incontrando alcuni conoscenti condivido il risultato segnato oggi !

Torno a casa comunque con la soddisfazione di aver indubbiamente segnato un traguardo quasi storico per me, importante: praticamente, un’ora ininterrotta di corsa, senza l’assillo del tempo né del dover guardare l’orologio, seppur non con ‘il fato in gola’, al mio ritmo (guardando GoogleMaps, però concludo non si tratta di più di 7-8 km !!!…).
Mi è piaciuto l’essere riuscito ad abbandonarmi al cosiddetto ‘staccare la spina’ – tanto agognato tra gli appassionati del running-, godendomi appieno quanto coperto.
#divertimentorelaxgoduria

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