Esordio con una 'u16' !!

(lunedì 17 ottobre)

Cominciata oggi pomeriggio la nuova stagione dal cadreghin.
Come inizio … rompo subito il ghiaccio: mi attende una prima designazione “importante” – leggi “per categoria” di riferimento – : under 16 fra la locale squadra Atlas San Fermo e le coetanee del Bergoro Volley. Subito arriva così un banco di prova idoneo a testare le mie “attitudini”, “il polso” all’avvio dell’ottavo anno da direttore di gara (!!!).
“Più facile a dirsi che a farsi” – verrebbe da dire: già a questo livello – voglio dire – gli scambi di gioco si fanno più intensi (e in più di una occasione le due squadre ne fanno prova confrontandosi tenacemente per conquistare il punto) così come le dinamiche di squadra più “animate” per cui è doveros(issim)a una attenta presenza dell’arbitro, oltre che una rapida capacità decisionale sulle azioni – specie sottorete !-. E’ per questo che, oltre a curare i “particolari” di gioco cerco di non distaccare il mio sguardo dalla palla che ora passa in una metacampo ora nell’altra.

Proprio prima di partire da casa mi rinfresco le idee – “come da prassi” – con la rilettura di alcuni passi delle RdG, la nostra Bibbia: ‘ … in particolare mi soffermo, cercando di fare mie le parole, sull’abilità di porre attenzione se – fermo il rispetto di alcuni “paletti” fondamentali – ‘il singolo palleggio (e più in generale ogni singolo tocco di palla) è stato eseguito correttamente o non correttamente’. E in effetti così deve essere nel contesto della gara, al fine di ‘agevolare il gioco’.”Fermo quanto previsto dalla Regola 9.3.3, il criterio valutativo deve essere improntato a garantire la continuità del gioco“.
Ciò si traduce nel riuscire ad usare e a mantenere (sembra facile !) un metro imparziale nei confronti di ambedue le formazioni, non arrecando cioé vantaggio ad una nei confronti dell’altra, non rendendo pesante il gioco ma sanzionando le azioni più eclatanti (e bbehhh qui ogni tanto la soggettività ci può scapppare – ammesso non si sfori !!).

Rispettando l’approccio-tipo alla gara, seguo ambedue le squadre in campo sian dal riscaldamento ufficiale come sono solito fare cercando così di carpire eventuali “punti deboli” in particolare nella costruzione del gioco; così come cerco di memorizzare (‘na parola!) e prestare attenzione anche al corretto posizionamento dei sestetti ogni volta che risalgo sul seggiolone ….
Per la verità, al contrario di quelle che potevano essere le mie aspettative il gioco non si rivela affatto falloso in considerazione proprio della categoria (calmiere prima giornata ??). Mi limito a sanzionare le dinamiche più fallose, evitando (per ora) possibili velleità (le quali per loro natura non farebbero altro che alimentare l’effetto opposto desiderato ! …).
Pur ben disposte in campo ed essersi tenute a braccetto fio a raggiungere la doppia cifra, già nella seconda rotazione del primo set con il capitano in battuta la squadra di casa rompe gli indugi e mette la freccia (10-8) mentre le ospiti non riescono a pungere in maniera convincente benché il parziale si chiuda con un bel break che le fa illudere (+6) per il finale 25-20; emerge quasi “puntigliosamente” la superiorità delle locali, probabilmente perché più motivate …
Il secondo set è quasi una fotocopia del precedente, con Bergoro che soffre le rimesse in gioco della seconda line, giocando pertanto più in difesa, e commettendo diversi errori in ricezione (25-15), mentre il sestetto di casa comincia ad pagare lo “sforzo da  prestazione “con qualche errore grossolano, molti servizi “fuori” – non che ne condizioni il gioco -. Per contro, sostenute anche dalla panchina, le ospiti, seppur costrette ad inseguire, non vogliono concedere punti facile all’avversario (è per questo che talvolta la palla viene lungamente giocata e difesa prima di toccare il teraflex ..
Lanciate dai primi due parziali a proprio vantaggio, Atlas chiude facilmente e senza problemi il terzo set approfittando di un avversario oramai … quasi alle corde (25-8) !

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