"Sometimes they come back" …

(domenica 4 settembre)
Rientro al PdO dopo la pausa estiva: appuntamento a Taino che dopo tre anni di “assenza” quest’anno rientra ne calendario del circuito podistico, con la sua ‘Da l’ulmin a l’ulmin’, gara di 10 km. che in gran parte si sviluppa attraverso i boschi e le campagne limitrofe.
Col senno di poi, la tappa odierna si presenta come una delle più affascinanti come sviluppo ma altrettanto TOSTAAA per il profilo che impegna gli astanti per gran parte del suo itinere, costringendo gli stessi a mantenere una buona gamba (e conseguentemente fiato), senza tanti complimenti: è caratterizzata infatti da alcuni tratti di poche centinaia di metri decisamente “da rampeur”. Ed è proprio questa peculiarità di buona parte del tracciato proposto a renderla accattivante quanto basta per i palati più esigenti !!

Dopo un breve riscaldamento con la Lory per le viuzze del centro (al termine di cui sono già in acqua), partenza dalla centralissima piazza Pajetta e via per le vie cittadine, in progressiva discesa per uscire dal centro abitato e immettersi, nel giro di poche centinaia di metri, sui sentieri e la parte boschiva che la faranno da padrona: percorso che presenta alcune varianti che lo rendono ancora più ammaliante “da attaccare” e nervoso, e se ne ha subito prova con un primo tratto boschivo di 1 chilometro circa che progressivamente sale; qualche centinaia di metri di saliscendi sempre nel bosco, tempo di rifiatare, e si ricomincia ! … (PUFF!! PUFF!! …).
Si torna così nei pressi della zona di partenza dove è posta la deviazione fra i due percorsi: e noi fortunati dei 10 km ci dirigiamo verso una salita in ciottolato – “a terrazze”, verrebbe da dire – con pendenze non indifferenti fra il 12 e il 15 (Tainenberg – “muro di Taino”, si legge nelle cronache del ciclismo locale, preso in prestito per ricreare con altre rampe del Ticino-Olona una sorta di Fiandre varesino), recuperando così le case di Taino. Proseguendo poco dopo il 5° km si riguadagna poi l’asfalto; ci si ritrova ad affrontare un’altra salitella impegnativa che porta a toccare il secondo punto più alto di giornata, il quale accompagna verso un campo verdeggiante e quindi all’ultimo km interamente su asfalto.
Si giunge ai piedi della zona di partenza dove è posta l’ultima asperità di giornata: una breve ma altrettanto ostica salita spaccagambe che conduce agli ultimi 200 metri sul viale ombreggiato.

Un pò sconsolato in quanto capita la tipologia del  fondo spesso avvallato e in diversi punti caratterizzato da sassi e radici, nonostante la dovuta attenzione, mi costa qualche risentimento alle caviglie ! .. per cui sin da subito procedo con circospezione per evitare il disastro (chiamato distorsione).

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