A 39 anni non si ferma, Gioli: “Il volley è una passione eterna”

(martedì 14 giugno)

L’ex azzurra che ha vinto tutto con la Nazionale e il club (“in bocca al lupo alle ragazze che vanno ai Giochi di Rio”), ha appena prolungato con Montichiari: “La pallavolo non è come timbrare il cartellino. Devi avere qualcosa dentro. L’età non è tutto”.

 

“L’addio alla pallavolo? Non ho chiodi in casa per appendere le scarpe”. Chissà se è stato proprio questo il segnale premonitore per il “Gioli-tris” a Montichiari. La centrale, che spegnerà 39 candeline il prossimo 17 settembre, non lascia, non raddoppia, ma triplica e così sarà nuovamente il faro della compagine bresciana sempre nel solco della filosofia “niente voli pindarici, ma guastafeste sì”, proprio come nello stile di Simona: “La storia piacevolmente continua – spiega la mamma fast come era stata soprannominata – visto che la speranza del prolungamento è diventata una gioia con la firma del contratto. Mi piace proseguire quel progetto che ha preso vita il primo anno, non con l’idea di diventare una corazzata bensì calcando ogni parquet lottando e togliendoci le nostre soddisfazioni. Come nell’ultima annata con una final four di Coppa Italia che abbiamo raggiunto battendo le future campionesse d’Italia di Conegliano”.

Gioli_volley 1

Dopo aver vinto tutto, in Italia, con l’Italia, la centrale ligure non ha per nulla la pancia piena tanto da sposare totalmente – anima e corpo – un sodalizio divenuto ormai una delle realtà più belle del campionato: “In un contesto così particolare – prosegue Gioli -, è necessario avanzare passo dopo passo senza alzare troppo l’asticella. E, nonostante il livello del torneo sia destinato ad salire ancora, penso che la società allestirà di nuovo una compagine combattiva e fastidiosa per tutti. Questa è la ragione che mi ha spinto al rinnovo”. Una favola di provincia, quella della Promoball, che continua con un nuovo presidente, Costanzo Lorenzotti, ma con le buone vecchie abitudini di cui mamma fast è e sarà l’elemento-cardine: “Il volley – osserva Simona – non dev’essere vissuto solo come un lavoro, ma come una passione. Personalmente non sento l’età sul piano mentale e neppure su quello fisico, grazie indubbiamente alla genetica e agli ottimi preparatori che ho avuto, senza trascurare un pizzico di necessaria fortuna. Anche se in passato ho vinto molto a certi livelli, non devono mai mancare gli stimoli per dare il meglio seppur per raggiungere obiettivi diversi: sono fondamentali, perché timbrare il classico cartellino sarebbe la cosa peggiore”.

Gioli_volley 2

Ma con le Olimpiadi alle porte, d’obbligo un pensiero alle prospettive della banda Bonitta in terra brasiliana, da parte di una campionessa che in azzurro vanta 307 gettoni e un palmares che non ha bisogno di commenti, in cui spiccano due ori europei (2007-2009), due coppe del Mondo (2007-2011) e una Grand Champions Cup (2009): “Un sogno che si realizza – sottolinea – soprattutto per le tante giovani che vivranno in prima persona una manifestazione così importante. A loro va un grossissimo in bocca al lupo, ci sono tante squadre attrezzate a cui però si può contrapporre un bel mix preparato dal c.t. quindi non poniamo limiti”: Ed è proprio sulle giovani che la fuoriclasse di Rapallo pone l’accento dall’alto della sua caratura: “La pallavolo – spiega Gioli – si deve vivere con entusiasmo e sacrificio perché basta un attimo per passare dalle stelle alle stalle. E non c’è gioia più bella che tornare in alto dopo una delusione visto che gli alti e i bassi rientrano nella normalità, ma non bisogna considerare tutto perduto alla prima delusione. La mia erede? Non faccio nomi, ma nel mio ruolo ci sono molti elementi che nel corso degli anni saranno vincenti perché hanno caratteristiche tali da garantire il presente ma anche il futuro”. Quel futuro che per Simona è ancora targato Montichiari, quello che si vive “anno per anno” in barba perfino alle scaramanzie (”ne ho talmente tante che non basterebbe un’intera Gazzetta…”) che lei, da abile stratega, riesce a far passare come “pignolerie degne di una persona metodica”. Ebbene sì, l’esperienza fa la differenza. Anche nelle parole. E anche per chi ad esse, ha sempre preferito i fatti.

 

(tratto da www.gazzetta.it, 13 giugno)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *