Riscopriamo l’Evangeliario

(mercoledì 4 maggio)

Alla messa, durante la processione all’altare, è sempre più frequente vedere il diacono o un lettore che, elevandolo un pò al di sopra della testa, porta un libro finemente decorato che viene deposto sull’altare. E’ l’Evangeliario, il libro che contiene i quattro Vangeli. Per questo sulla custodia sono normalmente raffigurati i simboli dei quattro Evangelisti.

Dopo le letture, desunte da altri libri della Bibbia, l’Evangeliario, accompagnato dal canto dell’alleluia e dai ceri, viene portato solennemente all’ambone e qui incensato. Dopo la proclamazione, riservata solo al diacono o al sacerdote,  dopo l’ascolto in piedi da parte dei fedeli, l’Evangeliario viene baciato e il vescovo, se presente, con l’Evangeliario benedice l’assemblea.

Perché tutta questa solennità fin dai primi secoli ? Perché i Vangeli contengono i gesti e le parole di Cristo, vertice di tutta la rivelazione di Dio all’umanità. In Cristo, la Parola fatta carne, Dio ci ha detto tutto.

Poiché la liturgia è tutta presenza e azione di Cristo, nella proclamazione liturgica del Vangelo è Cristo stesso che parlano. “Il Vangelo è la bocca di Cristo”. l’Evangeliario significa la sua presenza e per questo viene posto sull’altare come l’Eucaristia. Durante i concili del primo millennio veniva talvolta posto su un trono per indicare l’invisibile, ma reale presidenza di Cristo.

 

(tratto da ‘La Domenica’, periodico religioso) 

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