#10 annInsieme di Blu Volley

(lunedì 28 settembre)

Ottobre 2005 – Ottobre 2015: un sogno che continua da 10 anni ! ………..

 

[Dalle pagine di ‘Humus’] L’oratorio può essere considerato come “lo spazio e il tempo“ della parrocchia nella comunità con riguardo ai bambini anzitutto e ai ragazzi. Qui si cura con particolare attenzione la formazione e l’educazione del fanciullo nelle varie fasi d’età con proposte ….
Attenzione però: l’oratorio non vuole apparire come un semplice luogo di ritrovo e svago, altrimenti si finirebbe per offrire loro un posto qualunque: il fine primario …..

Da un decennio a questa parte in particolare poi diverse realtà stanno raccogliendo la sfida lanciata da alcune associazioni attente alle esigenze dei fanciulli per una più specifica educazione individuando qualcosa che sicuramente costituisce per loro un polo d’attrazione ….
Essi sono comunque fermamente convinti del loro operato e proprio qui più che nel semplice ritrovo all’oratorio vogliono costruire un saldo rapporto di fiducia …..

 

Alla stregua di quanto stava avvenendo per i ragazzi con il calcio, nell’aprile del 2004 durante una riunione del consiglio d’oratorio qualcuno avanzò  la possibilità di coinvolgere le ragazze che frequentavano il campo adiacente giocando timidamente spensieratamente a pallavolo in una attività viceversa organizzata incentrata proprio su quel “gioco” che a loro piaceva improvvisare, intravedendo in ciò l’azione educativa e formativa di una disciplina sportiva; quel qualcuno sarebbe poi stato il primo presidente della nascente Blu Volley.  Attorno a lui, altri stretti collaboratori si sono avvicendati negli anni chi per allenare le squadre o affiancarsi chi come collaboratore a vario titolo …

 

Da subito la proposta incontrò una buona adesione tanto che, complice il passaparola fra le ragazze, già ai primi allenamenti la squadra poteva contare su una quindicina di elementi !!

L’avventura era solo agli inizi in quanto se è vero che a questo punto era  prioritario riuscire a dare concretezza al progetto culminato nella conoscenza dell’ambiente delle Polisportive Giovanili Salesiane

 

 

e della figura di don Bosco, nell’estate successiva la madre di una giocatrice si offre per allenare la “squadretta” e, forte della sua esperienza di ex-giocatrice di pallavolo e con l’aiuto del marito Angelo e altri stretti collaboratori, si riesce a dare il là al progetto, con l’obbiettivo di partecipare ad un campionato vero.

L’ottobre del 2005 è una data storica in cui la nascente ASD PGS Blu Volley – associazione sportiva dilettantistica di pallavolo giovanile di Cuveglio, paesino dell’Alto Varesotto, novità inedita sul nostro territorio (ma destinata ben presto ad interessare anche i paesi limitrofi) – registra la prima  partecipazione ad un vero campionato nella categoria “under 14”.

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La storia della società continua, “come un fiume in piena che la sabbia non può arrestare…”, segue inevitabilmente lo scorrere del tempo e il naturale cammino di chi si ritrova immerso in un ambiente nuovo con i suoi ostacoli e vicissitudini, cercando però sempre di avere presenti e fermi gli obbiettivi prestabiliti.

Sin dalla sua costituzione, Blu Volley ha trovato una risorsa importante nei genitori i quali, per quanto possibile, non sono venuti meno alle esigenze dando la loro disponibilità a vario titolo: dal trasporto delle giocatrici per le partite, alla presenza in palestra per ‘LaCurva’, ad aiutare a vario titolo fino ad assolvere a  compiti di direzione del gioco o responsabilità quale è ad esempio la figura del dirigente di squadra, figura indispensabile nella struttura della società per la gestione dei rapporti fra le giocatrici e fra loro e gli allenatori (e non solo!) e alla cui formazione la società riserva particolare attenzione.

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Blu Volley si rivela anche essere “in continuo movimento”, evolvendo nel corso degli anni sia orizzontalmente, cioè come famiglia, sia verticalmente, attenta anche alle necessità del territorio: se nel giro di poco tempo  è stata in grado di allargarsi come bacino d’accoglienza (dalla primordiale u14 del 2005 nel giro di un anno si passa ad avere anche una under 16

 

 

 

 

 

e poi una under 18;

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spinta da richieste sempre più insistenti, nel settembre 2007 Blu Volley  avvia per la prima volta la leva del minivolley, …)

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ha cercato pure di interessarsi del settore sociale avviando corsi di formazione alla pallavolo nelle scuole come all’oratorio, abbracciando anche progetti comunali ed associazionistici con la parentesi della costituzione, nel 2007 e nel 2011, di una formazione tutta al maschile e successivamente di una mista, cioè di una squadra formata da ragazzi e ragazze. Inoltre, da qualche anno propone un corso di pallavolo per gli ‘Over’, i genitori, il quale risulta ben partecipato !

 

Se la stagione ufficiale di Blu Volley occupa le squadre con i vari campionati da ottobre agli inizi di giugno, complice la vulcanica Mariateresa non si sta mai fermi a guardare: ed allora, terminati gli impegni ufficiali, ecco tornei che vanno a riempire l’estate o semplicemente le vacanze: il torneo ‘Su Le Mani’, evento che ogni anno riscuote parecchio successo ed è sempre ben apprezzato dalle formazioni che vi partecipano (nell’ultima edizione – 2014 – ha abbracciato la rappresentazione teatrale di Andrea Zorzi ‘La leggenda del pallavolista volante’ –

 

 

 

 

 

 

e che ha raggiunto nelle ultime edizioni anche una valenza internazionale, il ‘Torneo della Befana’, organizzato nei primi giorni dell’anno, il ‘Torneo Blu’ nei mesi estivi presso l’oratorio di Cuveglio; ma anche la partecipazione dei nostri colori all’esterno come il torneo ‘Pasqua sottorete’ di Torino, a Besozzo, a Caravate, Luino, Laveno, ….

 

 

Nel 2009 direttore tecnico e direttivo decidono di iscrivere una squadra al campionato provinciale di federazione di Terza Divisione, un balzo in avanti per una società sportiva di provincia nata solo da pochi anni oltre che un’ esperienza si direbbe impensabile per le nostre giovani, con l’intento di proporre una esperienza più stimolante (“all’inseguimento dei 3 punti”) ma al contempo più impegnativa,  che allenatori e dirigenza sentono necessaria come “banco di prova” , o meglio punto di arrivo, per le ragazze più grandi e che da lì in poi viene accostato  all’impegno PGS. A questo primo sodalizio in federazione  ne seguiranno altri, ma anche in ambito Fipav la società non perde mai la sua fonte ispiratrice e l’obbiettivo da perseguire: la fomazione del giocatore e al contempo della persona; ecco succedersi a varie riprese under14,under 16, una Prima Squadra per un campionato di Seconda Divisione nel 2010, under 18.

Nel 2013, scadenza per il secondo mandato, il rinnovo del direttivo porta il primo cambio al timone della società con il passaggio della presidenza da Remo Magni a Sergio De Tomasi, a segnare sì un cambiamento ma comunque continuità condivisa sulla strada finora percorsa  !

 

 

 

 

In 10 anni Blu Volley ha visto passare in palestra uno stuolo di ragazzi, di Cuveglio come dei paesi limitrofi nel giro di pochissimo tempo.

 

Dall’unico campionato PGS degli albori della società si è passati nell’ultima stagione 2014/15, fra sessione invernale e primaverile,  a 11 campionati PGS e 8 di Federazione.

Ancora, nell’ultima stagione sono stati raggiunti importanti e significativi traguardi dalle nostre squadre, a confermare, oltre che una annata in crescendo, anche il buon lavoro svolto dalla società negli ultimi anni, delle atlete anzitutto ma riconoscendo il prezioso lavoro svolto dagli allenatori:

in PGS l’under 12 convince finendo al primo posto il campionato invernale PGS e si piazza poi al 3° posto alle finali regionali,

 

under 13 e under 16 che approdano alla seconda fase provinciale; la libera femminile dopo un promettente campionato invernale esplode nel successivo primaverile concludendo al primo posto il girone e arrivando poi a un passo dal podio provinciale;

 

in FIPAV l’inedita compagine ‘under 12’, alla prima esperienza, è protagonista di un sfavillante avvio di stagione  e conquista il quarto posto nel proprio girone sfiorando il podio, dimostrando la propria maturazione;

under 16 e under 18 rispettivamente seconda e terza nel proprio girone, la squadra di Terza Divisione che dapprima si afferma inaspettatamente nel torneo provinciale della Volley Cup e si arrende solo in finale, presagio di una stagione in crescendo in Terza Divisione centrando qui l’obbiettivo più atteso ed inseguito dalla società: il passaggio in Seconda Divisione !

 

 

 

 

Credendo nella preparazione pre-stagionale come momento fortificante per le giocatrici, dopo le prime esperienze di ritiro di squadra a Maccagno del 2008 e 2009, nel 2011 Blu Volley organizza dei veri e propri camp in strutture attrezzate con l’opportunità di confrontarsi con altre realtà: ecco l’EuroCamp di Cesenatico, a Chianciano Terme nel 2014 e il soggiorno a Baselga di Piné (TN),

Se è vero che gli allenamenti fanno la forza di una squadra (cit. Velasco), Blu Volley ha da sempre incentivato, e per quanto possibile accompagnato, le sue giocatrici di qualsiasi età ad assistere a partite di serie e anche della nazionale italiana. E’ così che Blu Volley organizza anche trasferte ai grandi palazzetti (Busto Arsizio, Varese) per seguire  in prima fila partite del campionato nazionale di volley o di tornei internazionali; nel corso degli anni la nostra partecipazione ad un allenamento della nazionale italiana maschile al palazzetto di Varese, ad assistere a partite dei campionati europei e alle finali del campionato del mondo femminile a Milano e del campionato italiano femminile.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Milano – 2° Salomon City Trail

(lunedì 21 settembre)

Un trionfo per il CityTrail Milano che si è disputato questa mattina con partenza e arrivo nella centralissima Arena Gianni Brera. In mezzo tanti chilometri: 13km per chi ha corso la non competitiva Fast e ben 23,5km con oltre 500metri di dislivello positivo per chi invece ha scelto la versione competitiva Hard.

In 2039 hanno preso il via sotto un sole estivo che ha resto questa giornata davvero unica, correre in posti insoliti e nuovi di Milano come il Portello o il Parco CityLife era la sfida, i 557 gradini a salire e altrettanti a scendere dei 20 piani della Torre Allianz era la sfida nella sfida. Senza dimenticare il passaggio nel mitico Monte Stella, la ‘Montagnetta’ come chiamata dai milanesi che da anni la frequentano per allenarsi.

A vincere la quinta edizione è stato il ventisettenne Fabio De Angeli (Asd Circuito Runing) che ci ha impiegato 1h28’36” precedendo il marocchino Halim Rabai (Us Milanese) arrivato in 1h29’14” mentre terzo è Gaetano Gadaleto (Atl. La Torre) che ha concluso in 1h35’25”.

“E’ la gara più importante che io abbia mai vinto – ammette subito il vincitore – mai avevo fatto così tanta fatica, faccio per lo più gare su strada, qualche trail ma fare i gradini della Torre Allianz è stato davvero particolare”. Non una vittoria casuale per Fabio De Angeli, commesso in un negozio di ferramenta dalle parti di Abbiategrasso dove vive: “Ho cercato di prendere più vantaggio possibile nel primo tratto, sapevo che tra le scale avrei sofferto. Dopo i primi due piani infatti non sono più riuscito a farli totalmente di corsa e il minuto di vantaggio che avevo accumulato si è un po’ ridotto. Fare poi gli ultimi 5km dopo essere sceso è stata durissima, gambe davvero stanche ma ho tenuto fino in fondo. E’ un piccolo sogno che si è avverato questo”. 

Tra le donne è vittoria bis per la milanese Simona Baracetti (Road Runners Club) già vincitrice nel 2014. L’anno scorso furono 28km, quest’anno meno chilometri e più dislivelli, ma la più forte è rimasta lei. 1h44’26” per entrare a braccia alzate in Arena distanziando di parecchi minuti Chiara Moras (Martesana Corse) sulla finish-line in 1h52’34” e Monica Pilla (Atl. San Marco Us Acli) che ha impiegato 1h54’19”.

“Gara stupenda, divertentissima, molto varia – afferma Simona Baracetti acclamata mentre è sul podio dai suoi compagni di team Raod Runners Milano – Uno spettacolo anche la Torre Allianz. I più potenti affrontavano due gradini alla volta, io andavo di reattività di caviglie facendone uno a uno. Stupendo, però poi davvero dura fare i chilometri finali fino al traguardo.Faccio la custode proprio al CityLife, quella saràla mia nuova sede d’allenamento appena si potrà, non mancherò neanche nel 2016, è stato emozionante”.

Oggi si assegnava anche il Trofeo Allianz, premio dedicato al più veloce nel salire i 20 piani del nuovo grattacielo milanese, una sorta di ‘gran premio della Montagna’. In palio sia al maschile che al femminile ,con un accompagnatore, tre splendidi giorni a Castelnuovo Berardenga (Si) nell’incantevole Borgo San Felice, circondati da vigneti e uliveti. Resort, cantina, centro benessere, piscina, scuola di cucina e tanto altro. Il meglio per potersi rilassare dalle fatiche del Salomon CITYTRAIL Milano. In premio prestigiose bottiglie di vino anche per il 2° e il 3° classificato. Il più veloce di tutti a scalare la Torre Allianz è stato Massimo Caroleo con 2’49”, mentre al femminile è la stessa Baracetti ad essere stata la più rapida impiegandoci 3’57”. Curiosità il vincitore Fabio De Angeli si è classificato 8° con un parziale di 3’15”.

Premiati come da regolamento anche i 16 vincitori di categoria, 8 al maschile ed 8 al femminile, Salomon CityTrail Milano li porterà in giro per l’Italia a correre visto che in palio c’erano anche pettorali omaggio per correre in diverse maratone o trail nel nostro Paese.

(tratto da www.podisti.net, domenica 20 settembre)

Fuoriporta … alla Cardacrucca

(lunedì 21 settembre)

Per questa domenica un’alternativa al solito impegno con il Piede d’Oro. Quest’anno, dopo aver dovuto rimandare l’appuntamento l’anno scorso opto per la ‘Cardacrucca’ edizione 3 (dopo la 0 e la 1) organizzata dalla Cardatletica dell’amico Omar Spoti.
Il meteo abbastanza bizzarro di questi ultimi giorni con un’improvvisa pioggia più o meno intensa di ieri sera sul varesotto desta qualche motivo d’ apprensione per l’indomani, ma stamane ad attenderci è una bella giornata di sole quasi a salutare questa estate (domani – oggi ndr – infatti cade il solstizio d’autunno): condizioni ideali dunque per una corsa .. e la tipologia del percorso fa il resto !
Il ritrovo è con gli amici Gianluigi Vanetti e Maria Zarantonello e Osvaldo e Giovanna per raggiungere la località Tornavento (frazione d Lonate Pozzolo), a ridosso di Malpensa, per prendere parte a questa gara di 15 km che si siluppano completamente fra il parco del Ticino e il canale Villoresi. Si tratta di una gara totalmente in linea con qualche breve tratto di falsopiano verso metà percorso.
Tanti gli amici della domenica che ritrovo anche qui: Katia Fornasa e Laura Marsiglio dell’Athlon Runners, Antonio Vasi, Giuseppe Dascanio e una buona presenza dell’Atletica Verbano, Marco Klaric dell’Atletica 3V, Sasà Samuele Pari e gli amici della Podistica Mezzanese.
Arrivati all’oratorio del paese della brughiera di buon’ora rispetto alla partenza, ci dirigiamo al banco iscrizioni per il ritiro dei pettorali e della tshirt ricordo, ed è già un pullulare di cardatleti, con tanto di giovanotti al seguito, Omar e Stefania Visentini Zampini a coordinare il marasma !
Importante poi ho modo di constatare con Luigi la partecipazione: fra competitiva e non, più di 1000 iscritti leggo sul sito dell’organizzazione !
Dopo aver assistito al minigiro per i bambini (sempre bello vedere l’impegno dei piccoli sorridenti ma “concentrati” per arrivare al traguardo; alcuni poi che ti fanno quasi tenerezza), qualche minuto dopo le 9.30 parte la nostra gara: interamente lungo i larghi viali di terra battuta attraversando le campagne e i boschi circostanti, ‘sfruttando la meravigliosa e suggestiva via Gaggio, le affascinanti vecchie piste di atterraggio costruite dai tedeschi risalenti alla seconda guerra mondiale … corse in mezzo alla natura e ai reperti storici’, pochissimi tratti d’asfalto – d’altronde necessari punti di connessione – e con gli ultimi chilometri sull’argine del Villoresi affluente del Ticino, a cui ci accompagna una discesa abbastanza tecnica per la presenza di sassi a vista e un piacevole passaggio con a lato lo scorrere del fiume (ciao Lorena Castiglioni) ..
Siamo agli ultimissimi chilometri quando, invece di proseguire sul canale, si prende una sorta di bretella in pavé; eccoci: molto suggestivo il tratto finale con il passaggio su uno dei ponticelli che collegano le due sponde e immediatamente dopo una agevole e abbastanza larga scalinata che risale a una sorta di belvedere antistante alla piazza da cui in precedenza si è partiti.
Caratteristico anche il passaggio su due ponti in pietra con gradinate lunghe ma scorrevoli dove, alla fine della seconda trovo il PEPPO (…).
Nonostante il percorso odierno fosse interamente in linea, io riesco a guadagnare una storta poco dopo l’ottavo km:la frittata è fatta: la sorta è abbastanza importante costringendomi ad un procedere abbastanza incerto e proseguendo sullo stile “corricchiare” ….

Verso la VolleyCup 2015

(lunedì 21 settembre)

Per la Prima Squadra di Blu Volley, quest’anno esordiente per la prima volta nella sua storia nel campionato provinciale di Seconda Divisione, la stagione 2015/16 inizierà nuovamente con il torneo prestagionale della Volley Cup. Dopo la preziosa esperienza dello scorso anno, redditizia per testare il sodalizio e preparare i successivi impegni di Terza Divisione e che le ha viste poi conquistare il titolo provinciale

e di classificarsi fra le prime quattro squadre nella fase regionale, coach Pozzi coadiuvato da Manfredi è pronto a guidare la compagine nostrana  in questa avventura di precampionato, utile per testare lo stato di forma delle nostre ragazze, augurandoci che come già avvenuto possa essere trampolino di lancio per gli impegni a venire.

Di Arcisate, Uboldo, Solbiate Olona e Saronno le formazioni con cui Blu Volley sarà chiamata a misurarsi nelle prossime settimane, in gare di sola andata con l’epilogo della finale per il titolo provinciale da disputarsi entro metà novembre.

La vincente della Volley Cup Varese sarà ammessa poi alla “Champions” Volley Cup Regionale

Giacomo Leone: “La Mia Maratonina di Cremona”

(sabato 19 settembre)

Un mese oggi, e Cremona verrà pacificamente invasa dagli atleti iscritti alla sua quattordicesima Mezza Maratona. Il prossimo 18 ottobre, alle 9.30 in punto, via XX Settembre sarà teatro dello sparo di inizio per il fiume di sportivi che, attraversato il centro storico e toccate le sponde del Po in periferia, taglierà il traguardo nella pittoresca Piazza del Comune.

Molti i campioni e le campionesse cimentatesi in questa manifestazione fin dalla prima edizione.

Correva l’anno 2002 quando un top runner d’eccezione raccoglieva con entusiasmo l’invito degli organizzatori.

Classe 1971 – annata pregiata per il fondo azzurro.

Di Francavilla Fontana – paese che ha dato i natali a molte delle eccellenze dell’atletica nazionale.

Portacolori delle Fiamme Oro – negli anni fucina di talenti.

Già, si tratta proprio di Giacomo Leone, ultimo italiano ed europeo capace di conquistare la corona di alloro alla Maratona di New York – 1996, 2:09’57”, e vicinissimo a bissare il successo tre anni dopo – quarto in 2:09’36” a soli venti secondi da Joseph Chebet, primo al traguardo.

“Come sono arrivato a gareggiare a Cremona? È stato il locale questore a chiedere alle Fiamme Oro un atleta rappresentativo per tenere a battesimo questa nuova competizione; e ho raccolto di buon grado questo invito”, racconta l’allievo di Piero Incalza prima, e di Massimo Magnani poi, che nel proprio palmares annovera molti altri successi oltre a quello nella Grande Mela: bronzo ai Campionati Europei del 1989 e quinto ai Giochi Olimpici di Sidney, ancora oggi detiene la seconda migliore prestazione all-time italiana sui 42k – 2:07’52” corso ad Otsu, Giappone, nel 2001; e vanta ben otto maratone chiuse con un crono inferiore alle 2:10′. “Oltre al privilegio di essere invitato e di provare in anteprima assoluta il percorso gara, la Mezza Maratona Città di Cremona si è rivelata il giusto passaggio in previsione della Maratona di Milano che stavo preparando.”

Ancora oggi, il consigliere nazionale FIDAL e Vicepresidente della Federazione Mondiale Master di Atletica Leggera conserva un piacevole ricordo di quella giornata. In primo luogo per le splendide amicizie nate proprio in quella occasione e mantenute negli anni – “Michel Solzi, una delle anime dell’evento, è ormai un amico che sento regolarmente”; secondariamente, per l’atmosfera unica che si respira proprio a Cremona – “l’organizzazione è perfetta, il tifo strepitoso e vivo lungo tutto il percorso, gli abitanti molto sorridenti e l’arrivo in una piazza di una bellezza indescrivibile.”

La condotta di gara di Giacomo Leone è stata ineccepibile: giusto passaggio in proiezione della maratona meneghina, l’obiettivo cronometrico dell’attuale Assistente Capo della Polizia di Stato in forza alla questura di Brindisi era correre in circa 1:03. Crono rispettato (1:03’34”) dopo una prova a tutto gas e in solitaria dal primo all’ultimo chilometro. “Il percorso è tanto lineare e veloce, quanto tecnico, soprattutto nella parte iniziale. Le curve non sono molte, ma sono insidiose e strette: fondamentale quindi scegliere la giusta traiettoria e gestire le proprie forze per non arrivare già stanchi nella seconda metà gara.” È lo stesso atleta a suggerire di non improvvisare, ma di prepararsi con impegno e dedizione ad ogni gara; a maggior ragione in caso di corsa lunga quale la Maratonina cremonese. “La seconda parte del percorso è quella da correre al massimo, quella dove dare il meglio di sé e recuperare posizioni”, continua Leone.“Eccezion fatta per un sottopassaggio, dall’11km non n poi è tutta pianura: ecco perché è il momento ideale per cambiare passo.”

E, prima di chiudere la telefonata, aggiunge un’ultima chicca per convincere gli indecisi a correre a Cremona: “Oltre all’aspetto sportivo, la provincia lombarda è affascinante anche sotto il profilo culturale ed enogastronomico. Correre in mezzo a tanta bellezza e a tanta storia è una splendida occasione per arricchire il proprio bagaglio personale. Sono rimasto letteralmente a bocca aperta durante la visita al Duomo. E solo le leccornie locali assaggiate dopo la gara sono state capaci di farmela richiudere!”

A questo punto, fatto tesoro sia di questi preziosi consigli per affrontare il percorso, sia dei suggerimenti post corsa, non resta che iscriversi alla Mezza Maratona Città di Cremona. Affrettatevi per non perdere questa opportunità unica di combinare sport, cultura e gastronomia!

Del resto, solo la Maratonina cremonese è “emozionante…coinvolgente…unica”: parola di Giacomo Leone!

 

(tratto da www.podisti.net, 18 settembre)

‘Su&giò’ anche a Brebbia

(domenica 13 settembre)

La gara di oggi, a Brebbia per la 16^ edizione della ‘Stramulino’, preannunciava per la carovana del Piede d’Oro l’entrata officiosa nella stagione autunnale, a distanza esatta di una settimana dall’inizio secondo il calendario gregoriano. Le condizioni meteo degli ultimi giorni non facevano presagire granché di buono per la gara odierna, ancor più gli aggiornamenti del weekend ! E in effetti, a farci compagnia per la mattinata è sin dalla partenza una pioggerellina intermittente che solo negli ultimi chilometri si fa più insistente (ma tant’é !!).
Guardandosi attorno, vien da dire che non si è in molti oggi visto anche il calendario che propone ancora sovrapposizione di gare. A mio avviso – ma penso sia un’opinione condivisa – questa di Brebbia è una gara ben partecipata anche da ragazzi e persone che PSV’s non é, e un pò di riscontro lo si ha poi nelle premiazioni “speciali” che seguono.
Secondo anno consecutivo in cui il calendario del PSV propone l’appuntamento a Brebbia, io l’affronto per la prima volta ma m’immagino che non sia delle più tranquille come andamento; e in effetti, si propone come una gara alquanto muscolare e ricca di cambi di ritmo per una corretta gestione, in buona parte lungo le campagne e i boschi circostanti.
In compagnia di Michele Immobile, mi accingo alla partenza ma ben presto mi lascio sfilare preferendo un ritmo più “consono” alle mie abitudini, mi pare di sforare un pò !
Dopo un iniziale giro di lancio lungo le stradine circostanti la zona di partenza, alla seconda ascesa in direzione della casa di riposo del paese – che ora si percorre in toto (!!) – si prende un primo tratto di sterrato, tipologia di fondo su cui si svilupperà (gradevolmente) buona parte del tracciato odierno e che nella sua seconda parte ripercorre, seppur al contrario, quello della gara agostana che qui si svolge.
Verso metà percorso lasciamo i boschi per tornare verso le strade di paese, passare davanti alle piscine scoperte di Brebbia e procedere in direzione di Malgesso dove dopo un breve passaggio riprendiamo dei sentieri boschivi che riconducono verso Brebbia, non prima di ricalcare buona parte di percorso della ‘San Rocco di corsa’.

Usciamo dal bosco ed eccoci ridiscendere verso la superstrada: intuisco che ci tocca pure il terribile strappetto per risalire alla parte conclusiva dei 10 km e spicci di oggi e, complice anche la pioggia che si è fatta ora più insistente, nonostante qualche accenno decido di camminarla perlopiù, memore anche dell’infortunio di qualche anno fa proprio su questa brevissima asperità a gradini che da allora mi fa sempre indugiare !!

Devo ammettere che dalla ripresa di Cantello ancora non ho ritrovato il giusto assetto da gara, quello che permette anche di giungere al traguardo con una mera soddisfazione: non riesco a correre come vorrei … rimanendo coi piedi per terra ma con la determinazione del runner (o pseudo …) necessaria ! così un pò mi spiace se vado a rivedere o a ripensare alla prestazione appena conclusa, pur se comunque la corsa e la fatica sia sempre condivisa e all’arrivo ci sia chi più chi meno la soddisfazione del finisher (termine rubato a competizioni maggiormente risonanti …), col rimorso più che altro di non aver atteso uno dei punti fermi del decalogo di noi podisti amatori (??!).

I siti e-commerce spariranno!

Perché i siti e-commerce gestiti senza una precisa strategia hanno i giorni contati? Come si può intuire chi sopravviverà e chi no?

 

Insieme a Marco Cavicchioli, esperto di e-commerce e di web marketing, cerchiamo di comprendere il motivo per il quale i siti web di e-commerce non curati in maniera adeguata sono destinati a “soccombere” di fronte ai marketplace.

Potete seguire Marco su marcocavicchioli.guru.

Ok, ammetto spudoratamente di aver scelto questo titolo ad hoc per attrarre la vostra attenzione. Ma se è improbabile che tutti i siti di e-commerce spariscano, rimane invece molto probabile che la maggior parte di essi, nei prossimi anni, venga chiusa. Perché?

I siti e-commerce, chiaramente, non sono tutti uguali. Ne esistono di svariate tipologie diverse, di dimensioni diverse, ed inquadrati diversi settori. Alcuni di questi (pochi) sono destinati a sopravvivere, mentre altri, molti altri, sono invece destinati a scomparire.

Per capire chi sopravviverà, e chi no, dobbiamo capire quali sono esattamente queste tipologie (in fondo a questo articolo verrà spiegato anche cosa si può fare per sopravvivere, quindi vi consiglio di non perdere una virgola del post).

Esistono 3 caratteristiche chiave che consentono di suddividere i siti e-commerce: dimensioni, settore ebusiness model.

Partiamo dall’ultima: il business model.
Da questo punto di vista possiamo dividere i siti e-commerce in due grandi categorie: i marketplace, ed i siti di vendita diretta. I marketplace (come eBay o Amazon)  sono siti web in cui chi vendere la merce non è il proprietario del sito, ma sono dei “merchant” che caricano il proprio catalogo all’interno della piattaforma. Nei siti di vendita diretta (ovvero gli e-commerce in senso stretto), invece, è direttamente il proprietario ad effettuare la vendita.
Ebbene, i primi sono destinati a prosperare, mentre i siti di vendita diretta (che sono la stragrande maggioranza) sono destinati a soffrire. Perché?
Perché quando un marketplace raggiunge grandi dimensioni (come eBay, o Amazon, ma anche Zalando, Etsy o Dalani) è in grado di attrarre così tanto traffico da sottrarlo di fatto agli altri. E visto che nell’e-commerce attrarre “traffico” equivale ad attrarre potenziali clienti, questo significa che i grandi marketplace sottraggono clienti ai siti di vendita diretta. A questo punto è facile capire perché

i marketplace sono destinati a prosperare, mentre molti siti di vendita diretta sono invece destinati a scomparire.

Quali di questi sopravviveranno?

Per rispondere dobbiamo passare ad analizzare la seconda caratteristica che differenzia i siti e-commerce: la dimensione.
Non tutti i siti di vendita diretta, infatti, sono piccoli. Ad esempio i siti e-commerce dei grandi brand (tipo Ikea) hanno un tale volume di business da avere tutte le risorse necessarie a poter sfidare i marketplace. Ovvero un sito e-commerce di grandi dimensioni (non per quantità di prodotti in vendita, ma per giro d’affari) è in grado di competere ad armi pari, o quasi, con i marketplace. In altre parole non soffre del problema riportato nel precedente capitolo (la perdita di clienti a favore dei grandi marketplace), e questo gli può consentire di sopravvivere.
Cosa dire invece dei siti di piccole dimensioni che non possono competere con i marketplace?

A questo punto dobbiamo introdurre la terza caratteristica che differenzia i siti e-commerce: il settore.
Tutto ciò che è stato detto fino ad ora, vale infatti per i settori commerciali più grandi, o generici, ma quando si analizzano le nicchie di mercato (o le iper-nicchie) le cose cambiano.
In particolare per iper-nicchie di mercato il Customer Service (soprattutto pre-vendita) è in grado di fare la differenza. In genere i grandi siti e-commerce, ed in particolare i marketplace, hanno un servizio pre-vendita scadente, o addirittura inesistente. Quindi

i piccoli siti e-commerce che si rivolgono a nicchie di mercato, o a iper-nicchie, possono battere la concorrenza dei grandi siti offrendo, ad esempio, un eccellente servizio pre-vendita.

Iniziamo a tirare un po’ di somme da questo ragionamento.

  1. I grandi marketplace sono in grado di sottrarre clienti ai siti di vendita diretta, e per questo sono destinati a prosperare.
  2. I siti di vendita diretta di grandi dimensioni sono in grado di competere con i marketplace, quindi sopravviveranno.

 

E i piccoli siti e-commerce? Ebbene, saranno questi a scomparire!

Ma non tutti.
Infatti, come già detto, ci sono delle nicchie di mercato, o addirittura delle iper-nicchie, in cui il servizio che possono offrire i grandi siti, o i marketplace, non è eccellente. I piccoli siti che sono in grado invece di offrire un servizio clienti (soprattutto pre-vendita) di eccellenza possono arrivare a dominare queste nicchie.
Ma anche in questo caso solo pochi siti ce la faranno: è difficile immaginare che per ogni mercato nazionale ci possano essere più di due, tre o quattro siti in grado di dominare una nicchia. Mentre invece i piccoli siti e-commerce sono migliaia e migliaia: quindi molti scompariranno.

Ad oggi non si sa bene quanti siano i siti e-commerce nel mondo, ma si sa che i grandi marketplace sono davvero pochi (in Italia quelli che hanno un giro d’affari di grandi dimensioni saranno solo qualche misera decina), e che i siti e-commerce di grandi dimensioni sono comunque pochi (in Italia le grandi aziende sono solo l’1,5% del totale).
E quanti sono i siti di e-commerce di piccole dimensioni?
In Italia ci sono circa 4,3 milioni di aziende (dati Istat), ed il 4% vende online (dato in crescita). Quindi potremo ipotizzare che in Italia ci siano circa 160.000 siti e-commerce. Di questi quanti possono dominare una nicchia di mercato?

E’ possibile immaginare che, a tendere, di quei 160.000 siti e-commerce in Italia ne possano rimanere solo poche decine di migliaia. Ovvero l’80/90% potrebbe scomparire!

Anche perché, alle tendenze in atto di cui sopra, se ne sta aggiungendo un’altra: l’utilizzo delle App. Come già ampiamente evidenziato su questo blog in alcuni articoli passati (“Mobile commerce: gli italiani acquistano dallo smartphone?”, “Internet mobile: la rivoluzione è in atto!” e “E-commerce in Italia: come sarà nel 2015?”) sono e saranno sempre pochi i siti di e-commerce che saranno in rado di convincere i propri potenziali clienti a scaricare, installare ed utilizzare la propria App. Ovvero il cosiddetto “mobile-commerce” è territorio di conquista dei grandi marketplace, o dei grandi siti e-commerce, non di quelli piccoli.

 

Ma allora cosa fare se si ha un piccolo sito e-commerce?

Le uniche due soluzioni “buone per tutti” che posso dare sono:

  1. trovatevi una nicchia (meglio ancora se è una iper-nicchia), e diventate i dominatori di quel mercato offrendo un servizio pre-vendita eccellente
  2. oppure, molto più semplicemente, andate a vendere sui marketplace.

Purtroppo noto da tempo (oramai sono anni che mi occupo di e-commerce) che molte persone che gestiscono siti e-commerce sovrastimano enormemente le loro capacità, e sottostimano i vantaggi di vendere su un marketplace.
L’illusione di essere bravi (e quindi competitivi) è allo stesso tempo stupida e deleteria. Quando si parla di e-commerce quelli davvero “bravi” sono le persone come i due ragazzi berlinesi che hanno trovato 5 milioni di euro di investimento, ed hanno fondato Zalando, non quelli che riescono a fatturare qualche migliaio di euro al mese online. Fidatevi, quelli davvero bravi a vendere online in Italia sono rarissime eccezioni: nella mia decennale carriera in questo settore ne ho conosciuti davvero pochi, molto pochi, pochissimi! La stragrande maggioranza aveva capacità nella media, o poco più, mentre per fare davvero la differenza in questo settore bisogna essere dei veri e propri Numeri 1.

Pertanto la prima opzione (ovvero dominare una nicchia) prevede un lungo percorso che è precluso alla maggioranza delle persone. Ma non preoccupatevi se rientrate in questa categoria: vi appartengono quasi tutti (tranne rarissime eccezioni). Quindi questa scelta potrebbe non essere la migliore.
Spesso (molto spesso) l’opzione migliore è la seconda: fidatevi, è un’opzione che può sembrare non particolarmente interessante, ma invece è quasi sempre quella ad elevato rendimento (anche e soprattutto a livello economico)!
I marketplace, però, non sono ciò che sembrano: per capire come utilizzarli per fare business vi consiglio di leggere il mio articolo “Marketplace: eBay e Amazon non sono piattaforme, ma mercati!”, perché vendere sui marketplace è diverso rispetto a vendere su un proprio sito e-commerce.

Mi spiace se vi ho dato brutte notizie, ma preferisco la realtà nuda e cruda ad una pia illusione…

Quando battevamo Mo Farah …


(mercoledì 9 settembre)

Alzi la mano chi si ricorda quando e chi alcuni atleti azzurri riuscirono a battere quel fuoriclasse indiscusso che èMohamed Farah.

Bisogna fare un bello sforzo di memoria e andare indietro nel tempo. Tutto avvenne una fredda mattina nel dicembre 2005 nella cittadina olandese di Tilburg, a 35 km da Eindhoven. Si disputava la dodicesima edizione dei campionati europei di cross. La partenza fu data alle 14.30 su una distanza di 9840 metri e l’uomo da battere era l’ucraino Sergey Lebid, vincitore ininterrottamente della rassegna continentale dal 2001 (in totale riuscirà a vincere nove volte gli europei!). E fu ancora a lui a vincere davanti allo spagnolo Alberto Garcia e al francese naturalizzato Driss Maazouzi.

Farah fino ad allora aveva raccolto un oro agli europei junior di Grosseto nel 2001 sui 5.000 e sempre quell’anno un argento agli europei di cross a Thun vincendo la volata con il nostro Stefano Scaini che si dovette accontentare del bronzo. Nel 2003 portò a casa un argento sui 5.000 agli europei under 23.

Prima di Tilburg, vinse in Germania un nuovo argento agli europei under 23 ancora sui 5.000: insomma, non era un “signor nessuno” ma doveva ancora dimostrare il suo immenso talento battagliando con i grandi. In quel campionato arrivò 21° e tre azzurri riuscirono a fare meglio di lui: Gabriele De Nard si piazzò al 13° posto, Michele Gamba fu 18° e Daniele Caimmi 20°. Della squadra azzurra facevano parte anche Gianmarco Buttazzo (22°), Maurizio Leone (28°) e Federico Simionato (69°).

Siamo riusciti a raggiungere qualche protagonista di quella giornata.

Michele Gamba: “La gara l’avevo preparata seriamente dopo un  raduno di 45 giorni in Kenya (Iten), sono stato uno dei primi atleti ad allenarsi lì. Dagli allenamenti fatti la mia condizione fisica sembrava buona, sono arrivato a Tilburg prendendo il volo da Nairobi duegiorni prima per sfruttare al meglio la preparazione in quota, tutta la squadra voleva far bene visto il podio conquistato l’anno prima a Heringsdorf.

Durante la gara sono stato sorpreso dal ritmo furibondo impostato dai primi. Sinceramente è come se mi avessero messo dentro ad una centrifuga! Il percorso era molto nervoso con continui cambi di ritmo e fossi, ricordo per la cronaca che la gara è stata vinta da Lebid, secondo Garcia. Mi sono rivisto la gara e lamia confusione è stata motivata dalle immagini dove si nota il ritmo da gara in pista, non sicuramente da cross con un finale eclatante che vide Garcia e Lebid scannarsi con continue variazioni di ritmo. Evidentemente mi mancavano dei ritmi più brillanti…

Non conoscevo Mo Farah, anche l’anno prima non impressionò arrivando 15°, molto lontano dai primi e dietro a tre italiani (Maurizio Leone 8°, Umberto Pusterla 12°, Michele Gamba 13°: ndr). All’epoca era molto giovane, non immaginavo che a distanza di cinque anni diventasse così forte, negli anni evidentemente ha sviluppato al meglio il suo enorme talento. Un atleta evoluto si esprimetra i 24/32 anni, ma ovviamente dev’essere sostenuto da una corretta programmazione (allenamento/coach e federazione)”.

Gabriele De Nard: “Sono già passati 10 anni! Ero molto più giovane, negli anni buoni della carriera d’atleta. Ricordo che stavo molto bene fino a 5 giorni prima della gara; ero a Ostia e correndo in pineta ho preso una brutta storta. In caserma hanno fatto il miracolo di rimettermi in piedi con dei taping alla caviglia che però mi causarono delle belle vesciche sotto al piede. Quindi quel giorno a Tilburg sono partito un po’ insicuro perchè non avevo sicurezza nell’appoggio del piede. Infatti a metà gara ero dietro a tutti gli italiani mi pare. Dopo, invece, il dolore è andato scemando, ho preso sicurezza negli appoggi e ho spinto bene nella seconda parte di gara recuperando parecchie posizioni.

Sinceramente non ricordavo di avere messo alle mie spalle un certo Farah! Colui che l’anno dopo al Campaccio vinse il Campionato Europeo e diede inizio ad una carriera mostruosa.

Che potesse arrivare a fare doppietta alle olimpiadi mondiali e europei non l’avrei immaginato, anche se si intravedeva già una certa classe. Purtroppo le cronache degli ultimi mesi non ne parlano tanto bene per via del suo allenatore. Andava già forte quando si allenava qui in Europa col suo vecchio allenatore, ma andando in America è diventato un fuoriclasse”.

Le vicende di oggi dicono che è impossibile riuscire a stare davanti al britannico, la crescita esponenziale che ha avuto negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, la sua meticolosità e gli insegnamenti di Alberto Salazar hanno fatto diventare Farah una leggenda.

Però quel giorno De Nard, Gamba e Caimmi furono più bravi di lui…

 

(tratto da www.podisti.net)

 

Nonostante il meteo abbia lasciato in forse lo svolgersi dell’esperienza fino al primo pomeriggio, anche quest’anno si è ripetuta la radizionale fiaccolata che gli amici di Cavona organizzano in occasione dei festeggiamenti della Madonna di Settmbre, alla quale è dedicata la chiesa locale.
Rimanendo conformi a quella che è la “filosofia” dell’evento, quest’anno la partenza è fissata dalla parrochhia di Marzio dove ad attenderci è il parroco preposto (nonché ultracentenario) don Luigi che ci saluta dal balcone della sua abitazione con la benedizione alla nostra marcia.
Da qui ha inizio l’avventura 2015 per il cospicuo gruppo di giovani che si è ritrovato per dare vita alla staffetta. Dopo aver percorso il tratto di risalita dalla parrocchiale alla strada principale in gruppo, da qui ci si avvicenda per portare la fiaccola precedentemente accesa.
Il percorso da coprire perlomeno fino al punto di ritrovo con i bambini e il nostro don Gianluigi è pressocché in discesa e verosimilmente non molto distante sicché l’ansia e le titubanze per quanti si é decisamente si diradano (bene !!).
Raggiunta così Ferrera ecco ad attenderci il nostro parroco e alcuni bambini con i quali, percorrendo dapprima un tratto di ciclabile e poi la strada interna che parte da Rancio Valcuvia, raggiungere la comunità festante di Cavona per l’accensione della Fiamma e l’ingresso in Santa Casa.

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Cangiante Bernate

(domenica 6 settembre)

Dopo la tappa di Cantello a segnare la ripresa della carovana del Piede d’Oro dopo la pausa agostana, appuntamento oggi alla fattoria Pasqué di Bernate per la 23^ edizione del ‘Trofeo Poretti’.

 

 

 

 
La mattinata si presenta freschina, e infatti a un’ora dalla partenza la temperatura non supera i 10°, in diversi ci si scambia la medesima opinione; nonostante ciò, pur indugiando come tanti altri, sono intenzionato a presentarmi in canotta alla partenza, tenendo in considerazione anche lo svilupparsi del tracciato. Nel breve riscaldamento che effettuo, presa la via dei boschi di lì a poco arrivo ad un prato baciato dai raggi del sole, tanto da farmi pensare ‘Da qui non mi muovo !!’.

 


Quindi, poco dopo le 9 avuto l’ok dall’organizzazione del P.O., la partenza.
Quella di Bernate si pone quasi come una tappa bizzarra in quanto pressocché ogni anno l’organizzazione cambia il tracciato da affrontare; il paese di Bernate è collocato geograficamente in una posizione collinare, e negli anni passati il tracciato ha quasi sempre subito dei cambiamenti. Quest’anno invece, messa alle spalle la classica partenza all’interno dell’agriturismo e il consueto giro di lancio che dopo una repentina discesa e breve risalita immette sul viale antistante, ecco che si ridiscende invece per le strade e le campagne sottostani, di modo da far rifiatare un pò tutti … Abbandonata la sede stradale, si svolta verso una piacevole piana immersa nel verde che con larghi passaggi conduce alla seconda parte del tracciato.
E’ però dal 5° km che arriva il bello quando ci si trova ad affrontare da lì fino allo scollinamento conclusivo la parte tosta con brevi salite e continui saliscendi e camminamenti in falsopiano pressocché nel bosco.
Gli ultimi chilometri percorsi sono su asfalto e propongono la classica ridiscesa ‘dei 7 tornanti’ che riporta al riferimento della chiesa di Bernate e quindi ad affrontare di nuovo il viale ch conduce all’agriturismo giunti dove come da tradizione occorre fare una sorta di periplo della fattoria prima di giungere al gonfiabile.

Per quel che mi riguarda, una buona partenza e una buona reattività sul tratto iniziale per guadagnare il viale I° Maggio, così come tutto sommato per i primi due chilometri …. La seconda parte quella più impegnativa e muscolare mi mette ancora alla prova e, reduce da due allenamenti con la soglia di acido lattico a 1000, non posso dire che sia stata una passeggiata.
Con piacere affronto la parte conclusiva dei tornanti che riportano al paese e che – ricordo – anni precedenti affrontavo “di gran carriera”: ugualmente comunque cerco di interpretarli alla meglio ma la circostanza non è la stessa ! …

Soddisfatto ? (Forse) A metà, perché anche laddove si può osare qualcosina in più si paga (?) dazio ! …




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