“Le mucche mi guardavano come un marziano”

Riporto un breve articolo relativo ad una impresa di un (quasi) coetaneo amante dello sport delle nostre zone.

(venerdì 28 agosto)

Luca Spada di Eolo ha corso la Ultra Trail Mont Blanc, 120km in mezzo alle montagne fra Courmayeur e Chamonix. Il giorno dopo ci racconta emozioni e fatiche. Ha perso 6 kg in 25 ore.

“Arrivato. Stravolto ma felice.
25 ore e 37 minuti di gara. 119km, 7200 metri di disvello.
333° su 1800 atleti.
6kg persi in 25 ore.
Ho dormito quasi 24 ore per riprendermi, salvo una pausa intermedia dove la mia mogliettina Tiziana mi ha preparato 3 etti di pasta buonissima”.

GALLERIA FOTOGRAFICA

Ultra Trail Mont Blanc4 di 20

Luca Spada ieri mattina alle 7.38 è arrivato in fondo alla Ultra Trail Mont Blanc, 120 km tra le montagne valdostane e francesi. Una corsa straordinaria, prestigiosa, durissima in mezzo a scenari da mozzafiato.
Oggi è il giorno delle riflessioni.

“E’ stata una bellissima esperienza, – ci racconta Luca – è un evento organizzato molto bene con atleti provenienti da ogni parte del mondo. L’accoglienza e il sostegno delle persone in Francia è fantastico. L’evento è molto sentito, tutti a vare il tifo e urlare il tuo nome nei vari passaggi. E’ una gara veramente durissima, tutta su sentieri stretti e sconnessi e con salite ripidissime e senza fine, ma i paesaggi e le montagne che si attraversano sono meravigliose.
La corsa durante le ore notturne, complice anche il meteo favorevole, è stata magnifica. Calma, silenzio, fresco, la luce della Luna e le tante mucche a riposo che incrociavo disseminate nei pascoli, che mi guardavano come un marziano (non avevano tutti i torti…).
Chiunque riesca a finire questa gara (si sono ritirate 600 atleti su 1800) merita massimo rispetto, bisogna avere una testa bella dura per non arrendersi”.

Luca ha pubblicato una lunga galleria di foto sul suo profilo Facebookin cui descrive con dettagli i vari passaggi della corsa, dalla partenza a Courmayeur fino all’arrivo a Chamonix.

Il momento del brevissimo ristoro è uno dei passaggi più ambiti e Luca lo racconta così: “Mi consegnano subito la mia sacca e mi attacco a mangiare un brodino con dentro pasta. E’ una vera schifezza ma in quel momento mi sembra la cosa più buona del mondo. Il mio stomaco non accetta più barrette. Il solo pensiero mi faceva vomitare. Questo brodino invece mi ha rimesso a posto con il mondo. Mi cambio calze, maglietta, metto termica e mi preparo per il lungo viaggio in notturna”.

E arriva la notte, lui la correrà tutta fino all’alba.
“Fantastico incontrare le mucche al pascolo nella notte. La frontale illuminava i loro occhi che mi guardavano stralunate! Ho proseguito senza problemi fino al Col Joly dove sono arrivato verso mezzanotte. Anche qui un tifo da stadio ad accoglierci e un ottimo ristoro. Mangiato altro brodino e subito ripartito per le Les Contamines dove sapevo mi aspettava l’ultima salita durissima della gara: l’ascesa al temutissimo Col du Tricot!”.

(tratto da www.varesenews.it, Marco Giovannelli)

Creare sitemap.xml (.. chi è costui ??!)

Lo strumento per comunicare con Google e gli altri motori di ricerca.

“Le Sitemap consentono ai webmaster di indicare ai motori di ricerca le pagine dei loro siti disponibili per la scansione. Nella sua forma più semplice, una Sitemap è un file XML contenente gli URL di un sito insieme ai rispettivi metadati aggiuntivi (data dell’ultimo aggiornamento, frequenza tipica delle modifiche, importanza rispetto agli altri URL del sito) che consente ai motori di ricerca di eseguire la scansione del sito in modo più efficiente. In genere, i crawler web individuano le pagine dai link presenti sul sito e da altri siti. Questi dati vengono aggiunti per consentire ai crawler che supportano Sitemaps di selezionare tutti gli URL nella Sitemap e di ottenere informazioni relative a tali URL tramite i metadati associati. L’utilizzo del Protocollo Sitemap non garantisce l’inclusione delle pagine web nei motori di ricerca, ma facilita il processo di scansione del tuo sito da parte dei crawler web”.

Sitemaps.org

È questa la stringente ufficiale e inconfutabile definizione che il sito del “consorzio” Sitemaps.org dà della sitemap.xml ovviamente e delle sue caratteristiche. Una definizione inconfutabile perché scritta dai membri del consorzio stesso, degli aderenti al “Protocollo Sitemap 0.9”, ovvero Google, Yahoo! e Microsoft (Bing).

Fu Google anni fa a inventarsi l’utilizzo di un file di testo chiamato sitemap.xml che avrebbe dovuto permettere a webmaster e creatori di siti di dare vita a una mappa del proprio lavoro da spedire direttamente ai motori di ricerca comunicando loro in questo modo esattamente cosa da quel momento in poi avrebbero trovato, e quanta importanza ogni pagina e categoria del loro sito avesse e quindi sulla quale si desiderasse si fosse indagato.

Una sorta di comunicazione frontale con i motori di ricerca e con i loro crawler, o robots,  spiders e bots, tramite la quale si può dire e suggerire loro tutte le pagine che compongono il sito, anche quelle altrimenti ignorate dagli ispettori dei motori di ricerca, e tutti i metadati, fondamentali per la comunicazione e per le strategie online attuali. Contenuti per mobile, video, immagini, notizie, codice dell’eventuale CMS utilizzato ( linkare CMS) per scrivere e realizzare il sito, informazioni geografiche. Una dichiarazione di intenti quindi, semplice e chiara con la quale mettersi subito alla pari con l’attività di chi deve riportarci ai navigatori del web.

L’importanza intrinseca nella Sitemap deriva dal fatto di consegnare al webmaster la possibilità di raccontare agli spider tutto, pagine altrimenti poco visibili o poco linkate, pagine errate, la priorità di indicizzazione, la frequenza di aggiornamento, la data di ultima modifica.

Dovendo dare ulteriormente un senso e una giustificazione alla sua esistenza, potremmo accomunarla a quella del robots.txt. Dove se questo è la porta che apre o chiude agli spider, l’altra è l’ospite che illustra in dettaglio al nuovo arrivato tutte le stanze e cosa potrà trovarci.

Come si crea.

Programmatori ed esperti di informatica potrebbero ovviamente creare una Sitemap a mano scrivendola di proprio pugno. Con un semplice bloc notes. In rete e nei CMS però esistono rispettivamente semplici tools  e plugin che permettono di crearne una per sé, spuntare le voci opportune e ottenere un file.xml da segnalare.

Con WordPress è possibile creare una Sitemap.xml per il sito realizzato con il CMS attraverso semplici plug-in facili da installare e veloci.

Tra questi potremmo ricordare ancora quello di Google stesso, come il

Google XML Sitemap Generator for WordPress

oppure

XML – Sitemaps.com

XML Sitemap Generator – Free Unlimited Pages

Google permette di segnalare a sé una Sitemap tramite Google Webmaster Tools, anzi potremmo affermare che la creazione degli strumenti per web master da parte di Google sia dipesa principalmente dalla necessità di invio e sua ricezione di Sitemap. In questo modo:

“Carica la Sitemap sul tuo sito.Nella home page di Strumenti per i Webmaster, fai clic sul sito desiderato. Sotto Configurazione sito, fai clic su Sitemap. Nella casella di testo, completa il percorso alla tua Sitemap. Fai clic su Invia Sitemap”.

Modalità analoghe e simili permetto di inviare la propria Sitemap ai Bing  e Yahoo!. Tali modalità compresa quella di Google vengono chiamate in gergo e di norma “Submisison”.

Un altro modo per segnalare la Sitemap ideato e introdotto nel 2007 è l’utilizzo del robots.txt. Esiste infatti la possibilità di inserire l’URL della propria mappa all’interno del robots.txt in una riga indipendente e comunicare quindi al motore di ricerca l’esistenza della mappa tramite il file che verrà interrogato quotidianamente.

Un ultima modalità riguarda l’uso del Ping, un avviso, ovvero parlare direttamente con i motori ci ricerca. Nella barra del proprio browser si inserisce un URL precompilato dal motore di ricerca e da chiudere con il proprio indirizzo sitemap.xml. Google, ASK e Yahoo! utilizzato per tale funzione questi URL:

  • Linkare (http://www.google.com/webmasters/sitemaps/ping?sitemap=LINK_SITEMAP;
  • http://submissions.ask.com/ping?sitemap=LINK_SITEMAP;
  • http://search.yahooapis.com/SiteExplorerService/V1/updateNotification?appid=YahooDemo&url=LINK_SITEMAP.

Per lanciare un Ping basta inserire l’Url della propria Sitemap al posto di LINK_SITEMAP.

Analizzare una mappa.

Webmaster Tools di Google, come del resto gli strumenti simili messi a disposizione dei webmaster sia da Yahoo! che da Bing offrono una diagnosi continua del sito segnalato e in caso di necessità spediscono all’autore del sito messaggi relativi a eventuali errori,malware, errori nella Sitemap e nella sua segnalazione. Invitando sovente l’autore della stessa mappa e segnalare la stessa di nuovo e corretta.

Sitemap Index.

La Sitemap non può consistere in un file dalle dimensioni illimitate. Ha dei paletti, grandissimi ma comunque presenti. I limiti inderogabili alla mole della mappa sono: 50.000 URL o 10 mega. Esistono è facile intuirlo siti dispongono di strutture che superano e di molto i 50.000 URL, che avrebbero quindi una mappa necessariamente più grande delle dimensioni consentite.

Per questi siti è stato introdotto il protocollo Sitemap Index. La Sitemap Index è una sorta di titolo d’insieme che riassume tutte le mappe subordinate, previste per esempio per varie sezioni e sottodomini di un grande sito. All’intero del tag “sitemapindex” in fase di scrittura, si andranno a inserire vari tag, uno per ogni sitemap che si vuole porre sotto l’ombrello della maggiore.

A quel punto, una volta creato il grappolo, in fase di segnalazione non si deve far altro che segnalare la Sitemap Index, dalla quale i crawler riusciranno poi a capire e indagare l’intera sottostruttura.

Mergozzo (VB) – 1^ Eco River Run

(lunedì 24 agosto)

Turroni Alessandro Mergozzo Eco River Run 2015

Ancora un successo di partecipazione alle manifestazioni podistiche inserite nel calendario “VCO in Corsa”: sabato 22 agosto, si è infatti disputata, con partenza e arrivo allo stadio di Mergozzo, la 1^ edizione della “Eco River Run”, che ha richiamato a correre sulle rive del Toce 600 atleti provenienti da tutto il nord ovest.

La corsa principale, sulla distanza di 17,5 km, si è disputata sulle ciclabili della riva sinistra del fiume, in un ambiente veramente suggestivo che non ha mancato di entusiasmare i partecipanti. Il tracciato della corsa, tutto pianeggiante e ombreggiato, senza attraversamenti stradali, conduceva i runners fino alla foce del Toce per poi tornare indietro dopo aver percorso un anello intorno alla piana di Fondotoce.

Il secondo percorso previsto, di 8 km, risaliva invece la riva del Toce fino alla caratteristica passerella che unisce Candoglia a Ornavasso, per oltrepassarla e percorrere un paio di km sulla riva destra del fiume; da lì si ritornava poi a Mergozzo ripercorrendo lo stesso tragitto.

I più piccoli si sono invece misurati nel terzo percorso previsto, un anello di 1,5 km intorno allo stadio.

I partecipanti alla corsa da 17 km sono stati 370. Primo al traguardo Alessandro Turroni che, chiudendo in 58:33, ha stabilito il nuovo record della corsa, abbassando di 1 minuto e 13 secondi quello appartenente a Stefano Clemente, stabilito nell’edizione “0” dello scorso anno. A completare un podio tutto ossolano, il ritrovato Mauro Bernardini in 1:01:00 ed Ennio Frassetti, già secondo nel 2014, in 1:01:43. Quindi a chiudere la top five Didì Boutamine in 1:02:04 e lo stresiano Rocco Macellaro in 1:02:55.

La corsa femminile ha visto il dominio della lombarda di Garbagnate Susanna Serafini, che chiudendo la propria prestazione in 1:10:16 ha stabilito il nuovo record femminile, precedentemente stabilito da Valeria Bellan. Il podio ha visto al secondo posto in 1:15:44 Stefania Martino di Zeloforamagno e la biellese Sonia Destro terza in 1:17:18. A seguire Gabriella Gallo (1:18:14) e Chiara Cerlini (1:18:34).

La manifestazione, patrocinata dall’ Ente Parco del Ticino e del Lago Maggiore, è stata a cura di Dimensione Sport – gli organizzatori del Triathlon Internazionale di Mergozzo del prossimo 6 settembre e dei recenti “Attraversata a nuoto” e “Giro podistico del lago di Mergozzo” – e dell’ASD Gravellona VCO, società di atletica leggera che il prossimo 27 settembre organizzerà la ventesima edizione della “Mezzamaratona del VCO”. Ha collaborato alla riuscita della manifesta la società di calcio del Mergozzo che si è occupata di allestire la cena per gli atleti.

Eco River Run è stato questo un esempio di fattiva collaborazione tra società sportive di diverse discipline, volta alla promozione dello sport e del territorio, grazie alla bellezza dell’ambiente nel quale si è svolta la manifestazione.

(tratto da www.podisti.net, lunedì 24 agosto)

Danilo Goffi saluta l’attività agonistica con la ‘CORRIconDANILO’

A quanto pare, questa volta ci siamo. E sembra persino essere quella buona, definitiva e irrevocabile – questo, almeno, quel che va ripetendo lui. Già. Perché più o meno cinque anni fa ci aveva già provato: dismesso dal Gruppo Sportivo Carabinieri, con tanti allori sul capo e medaglie al collo, alla fine del 2011 Danilo Goffi aveva salutato la carriera agonistica sportiva. Ma poi, poi, passato il momento di smarrimento iniziale, il fuoco sacro della corsa, mai completamente spento, è tornato a bruciare; quella corsa insita in maniera indelebile nel suo dna; quella corsa che lo ha accompagnato nella crescita personale e professionale; quella corsa che nella primavera del 2013 lo ha scosso dal torpore e lo ha spinto a rimettersi in discussione per tornare e inseguire nuovi traguardi. E così Danilo ha fatto nella dimensione Master, pur correndo con ritmi e tempi invidiabili anche per chi, master, non lo è ancora: due Maratone di New York conquistate nella nuova categoria passando per un titolo italiano assoluto alla Milano Marathon, per concludere con una sensazionale Maratona di Boston lo scorso aprile.

Ed ora, il saluto alla vita agonistica con una festa, più che una corsa; o, meglio, con una festa in corsa o una festosa corsa, scegliete voi quale di queste ultime due espressioni preferite. In entrambi i casi, la cosa certa è che la CORRIconDANILO del prossimo 3 ottobre sarà una combinazione unica e imperdibile di sport e allegria. Unica, perché si tratta di un evento confezionato ad hoc per questa occasione che non si ripeterà quindi una seconda volta: una gara regionale Fidal di 8km tra le vie di quella Nerviano che lo ha visto crescere; un percorso prevalentemente pianeggiante e asfaltato, interamente chiuso al traffico grazie alla collaborazione con le locali forze dell’ordine, la protezione civile e i volontari impegnati per questo intenso pomeriggio sportivo. Imperdibile perché quel sabato saranno in tanti gli amici campioni e le amiche campionesse dell’alfiere biancorosso del Monza Marathon Team che alle 17.00 prenderanno parte alla gara con partenza dal Centro Sportivo Comunale sito in via Monsignor Piazzi 3. Qualche anticipazione? Beh, tanto per iniziare, in questa occasione si riunirà ancora una volta il quartetto d’oro della maratona degli Europei di Budapest 1998: con Danilo, Stefano Baldini, Massimo Vincenzo Modica e Giovanni Ruggiero. E tanti altri, che vi sveleremo cammin facendo prenderanno parte ai festeggiamenti.

A questo punto, non vi resta che rimanere sintonizzati sul sito www.danilogoffi.it e sulla pagina facebook del campione nervianese per scoprire tutte le novità della CORRIconDANILO; e, dal 10 agosto, iscrivervi per partecipare a questa corsa festosa: del resto, quando vi ricapita di correre insieme a tanti campioni riuniti tutti in una sola volta?

 

(tratto da www.podisti.net, 28 luglio)

Noi e i rifugiati

(lunedì 24 agosto)

La realtà dei rifugiati o dei migranti non è più un’emergenza, è una condizione di questa fase storica che coinvolge in modo diretto l’Europa. Iniziamo a progettare anziché aver paura.

Che ci piaccia o meno fa poca differenza. La realtà dei rifugiati o dei migranti non è più un’emergenza, è una condizione di questa fase storica che coinvolge in modo diretto l’Europa. C’è anche da credere che durerà a lungo perché sono anni che i conflitti a due passi da casa nostra non trovano soluzione. Solo in Siria sono morte 250mila persone e metà del paese è distrutto. Per non parlare dell’Iraq, della Libia e di tante altre comunità.

Chi può scappa da quelle terre. Scappa dalla paura, dalla violenza, dall’idea che nulla potrà cambiare in tempi brevi. Non è la povertà, e nemmeno chissà quale speranza di avanzamento sociale o economico a far affrontare i rischi di un’odissea spesso drammatica.

Ci vorrà tempo e tanta volontà per cambiare l’attuale scenario geopolitico. Il mondo è diventato complesso e per di più molto interconnesso. Le persone reagiscono come possono e chi viveva nelle zone dei conflitti prova a scappare.

Questa è la loro situazione. La nostra è ben differente. Possiamo così gridare, possiamo così sperare che non ci riguardi, possiamo così continuare a dire “prima vengono gli italiani”. Intanto ogni giorno arrivano migliaia di uomini, donne e bambini. A nessuno piace questa situazione. Nessuno resta tranquillo di fronte a questa tragedia, ma pensare di vederla risolta solo grazie al fatto che se ne occuperà qualcun altro, non solo è inutile, ma è anche disumano.

Ci riguarda tutti. Riguarda tutto il nostro continente e le nazioni che lo compongono, e l’Europa se ne dovrà far sempre più carico. Intanto però resta la domanda su cosa fare noi.

E allora forse non è meglio guardare a questa nuova realtà con occhi diversi? Non è forse meglio cercare soluzioni che non fondino le proprie radici nell’emergenza, ma in una progettualità che riguardi in modo più serio le persone in stato di bisogno? È mai possibile che dobbiamo assistere quotidianamente a comunità che si ribellano al fatto che arrivino i “profughi” a casa loro?

Chi specula su questa crisi per meri calcoli di bottega farà i conti con la storia oltre che con la propria coscienza.
Per un momento proviamo anche a lasciar fuori dalla porta i valori che dovrebbero caratterizzare la nostra civiltà. Si fa un po’ fatica per la verità perché verrebbe facile citare il vangelo di Matteo quando nel giorno del giudizio finale Dio giudicherà solo dai gesti d’amore per il proprio prossimo, “io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”.

Oggi, qui, in casa nostra, far questo significa mettere in campo energie e risorse pensando a progetti che valorizzino le vite umane e non le vivano solo come emergenze da risolvere da un’altra parte.

Perché non iniziamo a pensare a piccoli progetti che permettano un inserimento meno problematico dei rifugiati? Questo è possibile se ognuno si mettesse a fare la propria parte con responsabilità. La politica ha il compito di trovare soluzione, ma anche ascoltare e progettare con le comunità. Gli amministratori potrebbero pensare spazi, ma soprattutto occupazioni socialmente utili. I cittadini farsi parte di questi processi in modo attivo provando a conoscere prima di giudicare e basta.

Sono proprio le lenti e le luci che usiamo a permettere di guardare in modo diverso la vita, tanto più se quel che dobbiamo vedere ci piace poco e magari ci fa anche un po’ paura. Proviamo a spostare l’angolo e magari scopriremo che la presenza di piccole comunità di rifugiati dentro comunità più grandi non sono poi un grande problema, ma anzi potrebbero diventar opportunità per migliorare anche la nostra vita di tutti i giorni. Sul lago d’Iseo Legambiente ha gestito un progetto per tener pulite le rive del lago. In giro per l’Italia ci sono altre esperienze positive. Costruiamo percorsi simili. Ci vorrà lo sforzo di tutti, ma si può riuscire.

Che umanità è quella che vorrebbe voltarsi da un’altra parte di fronte al dramma dei propri fratelli vicini?

Lo Stato deve fare una parte importante, ma possiamo iniziare anche nel nostro piccolo a costruire anziché far passare solo la paura. Noi siamo fortunati a vivere in Italia. È un paese meraviglioso e ricco di tutto, anche quando sembra che tutto vada male. Molta della bellezza che abbiamo però non è nostro frutto diretto, c’è stata lasciata in eredità. Questo vale anche per la pace, che è la condizione più importante per una vita serena.Possiamo restituire parte di questa grande fortuna senza dover rinunciare a quasi niente. Farlo non è solo un gesto buono, ma è un gesto che conviene a tutti.

(tratto da www.varesenews.it, editoriale lunedì 24 agosto)

A proposito della ‘S. Rocco di Corsa’ … approfondimento

(lunedì 17 agosto)

Domenica 16 Agosto si è svolta, nella frazione di Brebbia Superiore, la 21^ San Rocco di corsa e 20° trofeo Enrico Pinorini a.m.

Quest’anno ricorreva il ventesimo anniversario della morte di Enrico Pinorini, per gli amici, Chico, indimenticabile presidente della Pro Loco di Brebbia, che oltre a numerose iniziative quali il palio dei rioni, la partecipazione ai mitici “giochi senza frontiere” e tante altre manifestazioni alle quali tutto il paese partecipava sempre e con grande entusiasmo, organizzò nell’Agosto del 1994 la prima edizione della San Rocco di corsa.

L’anno successivo dopo la sua scomparsa, fu la Pro Loco di Brebbia ad organizzare la stessa su diversi tracciati sino all’anno 2000, quando l’organizzazione passò direttamente al Rione di Brebbia Superiore.

Da quell’anno in poi il tracciato è sempre rimasto lo stesso: un percorso di KM 5,600 che si snoda fra i boschi e le vie della frazione con passaggi caratteristici e abbastanza impegnativi, ma a detta dei partecipanti molto bello.

Quest’anno, ad imporsi l’atleta di casa (abita a Ronchee, altra frazione di Brebbia), Ronny Fochi con l’ottimo tempo di 18’33, a seguire un sempre combattivo Paolo Finesso, con il tempo di 19’15, terzo Antonio Vasi poi Touti, Salha, Santambrogio (anch’egli di Brebbia), Agroup (alias Argoub), Toniolo, Brassini e Tiozzo.

Tra le donne la vittoria è andata a Federica Galbiati con il tempo di 22’38, poi Cristina Clerici (vincitrice di ben 9 edizioni di questa gara e detentrice del precedente record femminile di 21’26 stabilito nel 2007 e abbassato lo scorso anno da Sara Dossena a 21’11), quindi Tiziana Tabacchi (anche lei di Brebbia), Urso, Quartesan, Caccamo, Grassi, Barone, Albergoni e Zambon.

Da segnalare che in campo maschile il record appartiene sempre al Marocchino L. Oukhrid con 17’30, stabilito nel 2007.

Alla fine, su un totale di circa 180 partecipanti, sono stati premiati i primi 20 uomini, le prime 10 donne e poi i primi 3 ragazzi sino a 15 anni (primo Cristian Negrin), i primi 3 bambini del minigiro di mt 600 (primo Sean Ceroni) e poi il primo uomo e la prima donna di Brebbia.

.. Irrinunciabile ‘San Rocco’ …

(lunedì 17 agosto)

Nonostante non mi senta “al meglio” delle condizioni, complice il post-Ferragosto, non rinuncio a partecipare alla tradizionale ‘San Rocco di corsa’ organizzata a Brebbia in occasione della festa patronale a cui la chiesa locale è dedicata.
Questo appuntamento di metà agosto può passare come una sorta di prologo alla ripresa di fine mese della carovana del PSV tanti sono i partecipanti al circuito di gare del varesotto che si ritrovano qui come ogni anno. Ecco le verbanelle Barbara Manenti e Antonella, Mauro Toniolo, Davide Santambrogio, Mario Paonessa e Renato Pegorin anche loro dell’Atletica Verbano, Paola Ghiraldini, Nicola Benevento ed altri compagni del ‘7 Laghi Runners’, l’amico bianco-rosso (leggi ‘UYBA’) Luciano Dalle Fratte, Giuseppe Ramundo, Munaretto, Pietro Frendino e Mauro Contini dell’Atletica 3V; Arturo Barbieri ad immortalarci. Non mancano le presenze d’élite, come da tradizione pure in questa simpatica e, si direbbe ancora un pò, serale di nicchia: Marco Tiozzo, Antonio Vasi, Finesso, Matteo Rodari, Ronnie Fochi, Cristina Clerici.


Sbrigate le formalità dell’iscrizione, salutati Ugo Fantoni e Lidio Bertoncello, ritirata la bottiglia di vino come riconoscimento di partecipazione, dedico alla statua del santo mi fermo un momento per un doveroso saluto nell’attigua prepositurale, con Giuseppe faccio un breve riscaldamento nei pressi della zona di partenza.
Contrariamente alle previsioni meteo che davano tempo decisamente avverso o comunque coperto, a fare da sfondo è un sole splendente che ci fa … stare in temperatura per tutti i cinque e rotti km del percorso non bastasse l’andamento collinare della corsa.


Lasciato spazio al tradizionale minigiro riservato a bambini e ragazzini accorsi, verso le 18.15 tocca a noi: di fatto, praticamente nessuno se non quanti sono nelle prime fila si accorgono della partenza. Si parte subito in discesa, quindi a tutta, e proprio per questa caratteristica il plotone ben presto si sgrana: si ridiscende su asfalto per lambire il paese e prendere poi un largo sterrato e attraverso i successivi terrazzamenti adiacenti si risale verso la zona di partenza.
Passiamo davanti ai tavoli della festa, brusca curva a destra e via verso la parte “verde”, la chicca della gara: dapprima, passando lungo un maestoso campo, quindi il clou con la risalita (non impegnativa) alla collina soprastante.
Lasciato alle spalle un primo tratto boschivo, percorriamo un camminamento in discesa che conduce nei pressi della superstrada e ad attenderci è una brusca risalita “libera” che solo nella parte terminale presenta alcuni scalini irregolari la quale apre alla parte terminale di gara; dapprima, ancora un breve passaggio nei boschi e campagne del paese.
Si torna dunque verso il paese, breve risalita, si prende uno stretto passaggio attraverso le contrade, e infine l’erta a ridosso del traguardo finale.
Premettendo lo spirito decisamente di ritrovo e squisitamente di divertimento, questa di Brebbia è, per quanto detto prima, una bella gara serale delle nostre zone che offre un percorso alquanto muscolare e proprio per ciò ben allenante, a patto che si arrivi all’appuntamento “in forma” !! ognuno poi è liber(issim)o di interpretarla come meglio crede ! … Io come altri coetanei soffro la seconda parte, quella che caratterizza perlopiù il profilo della gara.

(segue, qualche foto)




In compagnia di Barbara e Antonella, recuperati da Mauro, raggiungiamo l’arrivo … e subito chi ti trovi aldilà della linea bianca ??! … chi se non il vociante Peppo ?? 🙂

A parte qualsiasi riscontro, contento di aver comunque partecipato, anche semplicemente per aver ritrovato tanti amici che condividono il piacere della corsa.
Appuntamento ora fra due settimane a Malgesso: la ‘San Rocco di corsa’ è inserita infatti in una combinata con la ‘Corsa degli Asinelli’ di Malgesso, i cui tempi finali determinano cioè la graduatoria finale
.

Baceno (VB) – 45^ Baceno Devero Crampiolo

(lunedì 17 agosto)

L’Albo d’Oro della Baceno Devero Crampiolo si arricchisce di due nomi prestigiosi: la 45^ edizione della storica camminata, organizzata dalla Banda Musicale di Baceno in collaborazione con l’Ossola Ski Team e lo Sci Club Valle Antigorio con il supporto del Comune di Baceno e della Pro Loco, è stata infatti vinta da Alessandro Turroni ed Emanuela Brizio.

In campo maschile il forte portacolori del CUS Pro Patria Milano, dopo una prima fase di studio è passato primo a tutti i punti di controllo, riuscendo ad accumulare un piccolo vantaggio e a mantenerlo sulla dura mulattiera dei tubi e sulla salita, più regolare, che dall’Alpe Devero sale ai 1.831 m di Crampiolo.

Turroni ha chiuso in 1h13’36” (record della gara eguagliato), davanti al vincitore del 2014 Mattia Scrimaglia (GS Genzianella, 1h15’07”) e al vincitore del 2010 Stefano Luciani (ASD Circuito Running, 1h15’48”).

Come al solito la gara femminile non ha avuto storia: Emanuela Brizio (Valetudo Skyrunning), che all’arrivo non è sembrata nemmeno troppo provata, ha vinto in 1h27’56”, stabilendo il nuovo record sul percorso introdotto nel 2012. La seconda classificata, Susanna Serafini (Azzurra Garbagnate Milanese), detentrice del record precedente in 1h31’36”, si è migliorata di oltre due minuti, chiudendo in 1h29’19”, ma nulla ha potuto contro lo strapotere della Brizio.

Al terzo posto si è classificata la portacolori del GSD Valdivedro Melissa Ragonesi in 1h32’50”.

In totale sono stati 468 gli iscritti, un numero positivo tenendo conto delle previsioni meteo: fortunatamente il tempo ha tenuto, infatti non ha piovuto e la temperatura si è mantenuta su livelli ottimali per la corsa.

Ulteriori informazioni su www.bacenodeverocrampiolo.it

 

(tratto da www.podisti.net, 16 agosto)

Casalzuigno (VA) – 5° Giro del Perin

(venerdì 14 agosto)

SERVIZIO FOTOGRAFICO – In una mattinata afosa di questo caldo agosto si è svolta a Casalzuigno la 5^ edizione Del Giro del Perin. 135 gli atleti al via, con in cabina di regia, lo staff dell’atletica 3V.
Pronti via ed è subito un gruppetto al comando con Argoub Salah a fare il ritmo.
Gruppo che si granerà lungo i sentieri su e giù che circondano la Valcuvia e con “Villa Bozzolo” a coronare lo splendido scenario che la circonda. In campo femminile lotta a tre con Cristina Clerici a fare da padrona.
Al traguardo applausi per tutti in particolar modo per Argoub Salah e Cristina Clerici i due vincitori, immortalati dal sempre presente Arturo Barbieri.
Ricche le premiazioni con ceste di frutta e tanta soddisfazione da perte dello staff di Vittorio Ciresa e un grazie a tutti i volontari della locale sezione della protezione civile  e della pro loco di Casalzuigno.
Classifiche
1° Argoub Salah                Amatori Gavirate
2° Maddalena Domenico  Atl. Verbano
3° Fontana Claudio           Atl. Verbano
4° Pittà Rosario                 G.S. Castanese
5° Michelin Mauro           Sci Nordico Varese
Donne
1° Clerici Cristina        G.S. Bernatese
2° Maestroni Daniela   G.S.A. Valsesia
3° Zambon Rita            Amatori Gavirate
4° Castagna Veronica   IRV Santini
5° Flauto Antonella      Atletica 3V
Società
1° Atletica 3V
2° Atletica Verbano
3° Atletica Casorate
4° Amatori Gavirate
5° Atl. San Marco Busto

 

(tratto da www.podisti.net, 10 agosto)

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