Tommaso Vaccina racconta il suo titolo mondiale a Zermatt

(martedì 28 luglio)

Vaccina Tommaso campione del mondo Zermatt Marathon 2015

Cari Amici Podisti, se dicessi che vincendo il Mondiale di corsa in montagna ho realizzato un sogno mentirei: non l’ho mai immaginato, non ho mai aspirato a tanto. Ho iniziato a correre quotidianamente quando a 19 anni tanti miei coetanei smettevano, e quanti atleti di talento ho conosciuto che, rispetto alle mie caratteristiche, avevano qualcosa in più. Su di loro magari avrei scommesso, non su di me.

Ad una maratona alpina come quella di Zermatt bisogna arrivare preparati fisicamente, ma una certa tranquillità ci vuole per non pensare a quanta strada e dislivello bisogna percorrere, così in partenza non guardo il ritmo dei primi e mi concentro sulle mie sensazioni. I chilometri passano velocemente e al 10° km sono circa quindicesimo, nei tratti tecnici sono prudente, non salto alcun ristoro e all’ingresso di Zermatt che segna la metà gara mi avvicino al 10° posto. Arriva la prima salita vera, ma corribile, che porta a Sunegga, circa 8 km di ascesa continua e provo a forzare il ritmo, superando diversi atleti che inizialmente erano nel gruppo di testa.

Il dubbio è di spendere troppe energie, ma la salita si addice alle mie caratteristiche e decido di insistere. Sento la sete mentre supero lo sloveno Matja Kosovelj, campione del mondo 2013, e quando raggiungo l’amico Massimo Mei, che sta facendo una ottima gara, siamo quasi in cima. Al km 28 sono così suonato che, senza accorgermi, mi rovescio in testa un bicchiere di coca cola, qualcuno al ristoro se la ride e come dargli torto! Quando si inizia a scollinare sono quarto e l’amico di sempre Tito Tiberti, emozionato, mi dice che mi precede un keniano a 1 minuto circa.

Penso che arrivare quarto sarebbe già qualcosa di notevole e so che i due atleti africani nella lunga discesa che porta a Riffelalp metteranno le ali ai piedi. C’è davanti anche lo statunitense Andy Wacker, che arrivò terzo in Colorado con una gara coraggiosa di testa… come posso puntare al podio? Sono ancora prudente in discesa, ma dove posso mi lascio andare, sono passate le 2 ore di gara e siamo costantemente sopra ai 2000 metri di quota. Poi in fondo alla discesa con stupore intravedo il keniano, evidentemente in difficoltà e penso al finale che mi aspetta: 3 km circa di rampa finale fino ai 2700 metri di quota, del tutto paragonabile alla mia gara preferita, la corsa al monte Faudo. Ultimo ristoro e inizio a credere nel podio quando passo l’atleta africano, ma non è finita; osservo i tornanti finali senza alberi e arriva la sorpresa più grande: il fuoriclasse keniano Paul Maticha, detentore del record in questa maratona, non ha più energie e a malapena riesce a correre! Quando gradualmente mi avvicino scorgo anche l’americano più avanti, ma sofferente. Mi dico che bisogna crederci e soffrire, ma allo stesso tempo restare calmo e concentrato: affianco lo statunitense al km 41 e non mi volto più, incontrando il tifo dei miei compagni Gigio Siguard e Stefano Pitto, venuti da Genova.

Arrivo pieno di gioia, una soddisfazione impagabile.

Incontro mio padre, Anna e i suoi genitori, Giorgio e Fabrizio Anselmo commosso.

Penso a mio padre, quando tanti anni fa venne a vedere sotto la pioggia la mia prima Stramilano, giunsi circa duecentesimo e pensai seriamente di cambiare sport perché non mi sentivo adatto a sopportare tutta questa fatica.

Poco dopo arriva l’atleta americano e al terzo posto il giovane e promettente Francesco Puppi che alla prima maglia azzurra è già sul podio! Siamo una grande squadra, lo conferma Massimo Mei al 5° posto e Gerd con Rambaldini poco distanti, facile capire che abbiamo conquistato l’oro a squadre.

Mentre svolgo le pratiche dei controlli antidoping, inizio a sentire entusiasta amici e parenti, informo Gigi Tettamanzi che non può già sapere il risultato, ma la voce sta girando più veloce del previsto e molti mi anticipano con messaggi e chiamate incredule.

Mi informano dello splendido terzo posto di Catherine Bertone, nonostante un’infiammazione al ginocchio, e quando salgo sul podio delle premiazioni e suona l’inno di Mameli cerco negli occhi delle persone care, amici e parenti, compagni di squadra e di fatica, la soddisfazione di essere italiani e di festeggiare insieme.

Sono passati due giorni dalla vittoria di Zermatt e prendo coscienza che a 35 anni vincere un titolo mondiale ha un sapore speciale, ora che non sono così giovane da montarmi la testa e la mia vita da “non professionista” sa regalarmi ancora grandi soddisfazioni.

Un pensiero va al Professor Enrico Arcelli, che ho conosciuto di persona l’anno scorso, perché ha saputo insegnare con i suoi scritti la fisiologia dell’allenamento e dell’alimentazione: in questo successo tutto italiano Lui è presente!

 

(tratto da www.podisti.net, 8 luglio)

Passaggio (!!) a S. Anna … fuoritutti !!

(sabato 25 luglio)

Anche quest’anno è giunto l’ appuntamento della ‘Camminata di S. Anna’ di Besozzo, giunta alla 37^ edizione, che segna la pausa estiva per la carovana del Piede d’Oro.
Giungo come sempre con anticipo al ritrovo, giuto il tempo oper fare un pò di “vasca”.
Pur denotando l’assenza di alcuni big, vuoi perché in vacanza o per la sovrapposizione(/prelazione per gare alternative – ad es. il ‘Giro del Pèrim’ di domani a Vararo -) incrocio alcuni protagonisti della serata: Antonio Vasi, Ronnie Fochi, Andrea Marzio, Salah Argoub …. Non mancano poi gli amici di sempre: i compagni del CB, Michele Immobile, Samuele Pari, Simona Milani, Andrea Morosi, Federica Caporali e famiglia al seguito, Ugo Fantoni e gli amici del 7Laghi, Giuseppe Ramundo e la verbanella Barbara Manenti.
Percorso praticamente invariato nel suo sviluppo tranne la parte iniziale in cui, dopo aver abbandonato le vie interne prospicenti la partenza, dalla via centrale prendiamo poi a sinistra per risalire a Bogno con la sua ascesa “da bere tutta d’un fiato”.
La chicca di giornata è rappresentata dall’impegnativa salita che conduce alla chiesa di S. Pietro posta dopo il terzo chilometro, al termine del quale si prende un sentiero abbastanza agevole nella parte collinare di Besozzo. qui gli astanti si trovano ad affrontare un altro strappetto niente male !
Al termine di questa “bretella di scorrimento” nel verde ci si ritrova ad affrontre un’altra erta (..erta veramente) che oltre che ad una venerazione di S. Anna apre ad una visita a San Pietro !!.
Ennesimo scorrimento sempre su asfalto in saliscendi che riporta verso i tornanti che scendono verso il vrnyto del paese.e
Eccoci infine agli ultimi chilometri di giornata i quali, procedendo in una dolce discesa, riconducono alla sede stradale princpale, quindi ultimi 400 metri nell’arzigolìo di stradine che riportano alla zona di partenza.

Personalmente buona restazione stasera: perlomeno nei primi km cerco di non mollare e di mantenere .. il passo, riuscendo così nell’impegnativo passaggio a Bogno … Non così brillante è invece l’ascesa alla chiesetta di S. Pietro alquanto tosta. Affronto poi la parte conclusiva parlottando con l’amico Marco Riva fandoci alternativamente il cambio per la scesa dinale sull’ultima parte di gara.

A seguire, un veloce saluto un pò a tutti e arrivederci a fine agosto per la ripresa del PSV !

Appuntamento alla ‘Spingi Corri Pedala’

(domenica 19 luglio)





















Rimasta in sospeso fino agli ultimissimmi giorni per lo svolgimento in contemporanea di una gara di rilevanza in quei di Somma Lombardo che ne condionava la partecipazione, come tradizione anche quest’anno nel contesto della ‘Festa della Polenta’ di Cuveglio si è svolta la ‘SpingiCorriPedala’ manifestazione sportiva “sentita” e comunque significativa gara a staffetta handbyke-podista-ciclista che costituisce quasi un ponte con la StracHascine di Albizzate della sera precedente.
La manifestazione spegne quest’anno le 25 cadeline, e gli oganizzatori hanno sperato fino all’ultimo di poter dar vita all’edizione d’ARGENTO ! …
Proprio per quanto sopra detto, al via 10 staffette che poco dopo le 9.20 dopo il sorteggio delle terne si sono date battaglia sul percorso oramai collaudato che prevede per gli kandbikers l’attraversamento dell’arteria principale di Cuveglio da località S. Maria fino alle porte del paese provenendo dalla direzzione opposta, quindi in direzione di Cuvio per raggiungere tramite la strada interna il paese di Cavona, quindi giù verso il lago d’Oro per poi risalire verso l’arteria principale per gli ultimi 400 metri che conducono alla zona-passaggio testimone (7,2 km.); cambio dunque per i podisti e poi le mountain bikes sull’identico percorso (da effettuare rispettivamente una volta – poco meno di 4,6 km – e due volte) che ridiscende per tramite del bosco retrostante la baita sulla ciclabile, proponendo successivamente l’ascesa alla frazione e quindi la ridiscesa verso la medesima ciclabile, e infine affrontare uno strappetto tagliagambe che riporta al punto iniziale.

Se nei primi anni per quanto riguarda la frazione dei podisti il coinvolgimento era perlopiù rivolto a due gruppi della zona, dalle edizioni più recenti “si apre” a coinvolgere pure degli “esterni” …… e le adesioni arrivano, tnto che gli interessati sposano da subito a causa e condividono appieno lo spirito della manifestazione confidando di poter tornare per l’edizione successiva !! ..

Un credo fondato e pienamente condiviso oltre che dall’associazione Polha di Varese, dall’amministrazione locale a patrocinio della manifestazione e dalla proloco di Cuveglio nei suoi vari collaboratori che da sempre si dimostra sensibile e attenta ad ogni dettaglio organizzativo.
Come consuetudine, la mattinata prosegue con le premiazioni di rito e per chi vuole la possibilità di fermarsi presso il parco sotto i tendoni allestiti per un momento di condivisione e allegria.

 

 

 

 

 

 

Run for Parkinson’s – il lago di Comabbio chiama ! …




Oggi niente Piede d’Oro. No non che abbia rinunciato alla mia abitudine domenicale ma ho glissato il tradizionale appuntamento preferendo invece dare la mia partecipazione ad un altro evento sportivo parallelo, pubblicizzato già da tempo e che risponde al nome di WoodInStock – Run for Parkinson’S: l’intero ricavato della manifestazione sarò devoluto all’associazione italiana che raccoglie fondi per la lotta al Parkinson. La location impagabile del lago di Comabbio ha fatto poi il resto !!

Appuntamento al parco Berrini di Ternate per questa domenica con gli amici della Podistica Mezzanese.


Visto il largo anticipo sulla partenza che verrà data alle 9, decido di passeggiare per il parco facendo alcune fotografie al panorama, e subito riconosco e scambio due parole con lo speaker Daniele Bonesini del team ‘3 amici da paura’ di Samarate.
Mentre le casse del palco allietano l’atmosfera con le musiche dei Queen (GGRRANDDIIII!!!!), ecco arrivare alla spicciolata altri partecipanti fra cui “l’ineguagliabile segretaria” della Mezzanese Barbara Imbres la quale mi consegna il pacco gara: t-shirt ricordo, asciugamano ricamato ‘RUN FOR PARKINSON’S’ insieme a un bigliettino per l’estrazione dei premi a sorteggio e un buono pasto per chi vuole fermarsi alla festa-contenitore.

Il piazzale e le vie adiacenti si animano di podisti fra cui riconosco diversi frequentatori del PSV tra cui Marco Tiozzo, Omar Spoti, Enea Zampini; Federica Caporali, Emanuela Polinelli, Giuseppe Ramundo, la San Marco in blocco, … e anche la PM non scherza essendo anche per loro gara sociale: fra tutti, vedo l’amico Paolo Fortese.
La mattinata è calda, e questo già metteva in apprensione un pò tutti, e ce ne se accorge subito: non vi é neppure voglia del tradizionale riscaldamento, e condivido l’opinione con Walter Rossi della
La partenza avviene in senso antiorario stavolta, per cui da subito dopo le prime centinaia di metri si affronta il maestoso pontile di legno sospeso sull’acqua che ci accompagna per un buon km, per poi perdersi nel prosieguo della ciclabile che si snoda fra i boschi e la vegetazione lacuale, lambendo poi un camping turistico.
Al quarto chilometro si ridiscende proprio a ridosso dello specchio d’acqua, ed è tutto un susseguirsi di sali e scendi, curve e controcurve.
Abbastanza agevolmente si raggiungono in successione le altre località che si affacciano sul lago: lasciata Ternate, ecco Mercallo, Varano Borghi, Corgeno.
Parto bene ma come tanti altri devo condividere la fatica con il sole che non concede sconti neppure oggi, benché l’andamento venga talvolta mitigato da una flebile aria !
Ecco che passato il primo km vengo raggiunto dal solito PEPPO vociante …
Gli ultimi chilometri sono un pò di sofferenza in quanto i soliti dolori mi costringono più volte ad interrompere il mio passo e poi a tentare di rilanciare (e recuperare !!) …
Siamo ormai in prossimità del traguardo di giornata, di lontano si ode la voce squillante di Daniele; l’agognato arrivo sembra però non arrivare più in quanto sono illuso della prossimità di un tendone blu, e invece ci sono ancora 500 metri da percorrere sui sentieri del parco: UUFFFIIII (ppant..) !!
Senz’altro piacevole questa mattinata podistica, passa in compagnia di tanti altri colori e per una buona causa; il tutto reso ancor più affascinante dalla cornice del Lago di Comabbio e dai suoi colori suggestivi. Come suggestivo è stato poter “toccare” questo male degenerativo.
A seguire le premiazioni di rito con riconoscimenti anche per alcuni atleti che, colpiti da questo male, hanno trovato nello sport praticato a vario livello (anche agonistico) uno stimolo per dire ‘BARCOLLO MA NON MOLLO’ !!

Qui il link alla gallery dell’immancabile Arturo Barbieri !

Rovate (VA) – XX StraRovate e Mini StraRovate

Due anni fa la StraRovate compiva i suoi primi 18 anni e per l’occasione ci fu un boom di presenze che ne sancì un’ulteriore crescita rispetto al passato: l’obiettivo era confermare quei numeri tenendo sempre alto il livello qualitativo di organizzazione e servizio offerto ai podisti. La giornata piovosa dell’anno scorso non fece testo e ci ha fatto arrivare a questo ventesimo anniversario come “prova del 9” per la nostra Associazione. E’ più facile fare il botto una volta che confermarsi nel tempo, un po’ come un atleta che sforna una prestazione straordinaria, ma poi non è in grado di essere costante nell’arco di una stagione.
Invece i numeri, i commenti positivi del post gara, il fatto che molti volti noti ritornino da tanti anni a sfidarsi lungo il nostro tracciato tanto bello quanto impegnativo, ci hanno dato la conferma che quanto costruito con fatica non è stato uno sforzo vano, ma viene apprezzato da ogni sorta di podista, dal top runner al gruppo di amici che si fa una bella camminata nel verde dei nostri splendidi boschi all’interno del Parco Rile Tenore Olona.
La serata di questa Estate con la E maiuscola è calda e afosa, ma verso le 18.30 all’apertura delle iscrizioni si alza una leggera brezza, il cielo è velato e qualche gocciolina d’acqua abbassa un poco la temperatura rendendo l’aria meno pesante e abbassando la percezione di calura che ormai ci attanaglia da giorni. Come ogni anno le iscrizioni partono a rilento per poi avere la classica impennata dalle 19.30 in poi e sembrano essere senza fine, i posteggiatori riempiono per intero i due campi adiacenti l’oratorio, tutti i parcheggi del paese sono colmi e anche il campo di calcio è ricoperto di auto.
La prima conferma di una serata straordinaria arriva dalla MINIStraRovate: ben 46 piccoli amici ci regaleranno un’emozione lunga 380 mt con tanto di salita dei grandi da percorrere per intero: li abituiamo fin da bimbi al saliscendi rovatese! Non c’è nulla come la MINIStraRovate che trasformi in concreto lo spirito e l’idea fondante la nostra Associazione: avvicinare i più piccoli allo sport dando a tutti la possibilità e l’occasione di praticarlo, nessuno escluso.
Ad accogliere i nostri podisti in erba al traguardo due ali di folla con mamme, papà, nonni, zii che tributavano loro un lunghissimo applauso: per tutti una medaglia ricordo che, come per magia, ha trasformato anche i volti rigati dalle lacrime degli ultimi arrivati in sorrisi di gioia. Un grazie di cuore al nostro sponsor che ci ha permesso di regalare tanta felicità!
Terminata la MINIStraRovate entriamo nel vivo della manifestazione: nonostante un ulteriore potenziamento delle iscrizioni, terminiamo alle 20.25 e costringiamo i ritardatari a fare un bell’allungo fino al nastro di partenza per non partire in ritardo. Il colpo d’occhio di canottierine colorate è spettacolare: 365 uomini e 124 donne che sommate ai bambini portano la StraRovate a 535 presenze totali! E li davanti, ovviamente in prima fila per non perdere nemmeno un millimetro sui diretti rivali, mai come quest’anno c’è un Parterre de Rois straordinario: almeno 10 atleti di alto livello che in altre occasioni avrebbero vinto per distacco la gara sono al nostro nastro di partenza. Wow!
Ore 20.30 in punto BANG! al colpo di pistola sparato dal Sindaco di Carnago, Dott. Maurizio Andreoli, la marea di canottierine variopinte si scatena lungo l’ampia via San Bartolomeo chiusa al traffico come tutto il centro del nostro piccolo paese interamente dedicato a Voi amici podisti.
Il serpentone colorato sale tra gli applausi nella piazza antistante la Parrocchiale di San Bartolomeo e, spinto dalle urla di incitamento degli accompagnatori, scollina e si snoda nelle ultime centinaia di metri di asfalto per poi buttarsi tra il verde e l’oro dei campi e dei boschi che  circondano ancora Rovate.
Il percorso è tanto impegnativo e tecnico quanto bello e scorrevole: uno dei tratti più caratteristici molto apprezzato dai partecipanti è senz’altro quello delle “vallette”: alle gobbette stile motocross i due favoriti Oukhrid e Fochi hanno già scavato un solco sul gruppetto di inseguitori che a sua volta ha già messo secondi importanti sul gruppone che colora i sentieri dei nostri boschi. Il sentiero porta alla diga, salita e sterrato fino a Milanello… personalmente è il pezzo che considero più duro: un falsopiano di ghiaietto che ti taglia le gambe sotto il sole e allora, proprio all’ingresso del centro sportivo rossonero, grazie agli amici del  gruppo AIDO Sez. Carnago e Rovate, allestiamo il nostro ristoro intermedio con dell’acqua fresca… ma non c’è un attimo di respiro, la canotta arancione, quella nera e via via tutti gli altri si lanciano nel single track magistralmente “dipinto” di bianco dai nostri responsabili del percorso per il toboga che ci porta a ridiscendere in valle per poi affrontare il micidiale trittico di salite dove chi ne ha ancora e ha saputo gestire le energie con saggezza avrà la gamba giusta per staccare gli amici-avversari e trionfare sotto l’arco d’arrivo. Dall’angolo di via F.lli Rosselli sorge prima l’arancione del nero… è la sagoma del “Fenomeno” Lhoussaine Oukhrid che, arrivando addirittura in scioltezza, dà un colpo d’ascia di 26 secondi al precedente record della StraRovate fermando il timer a 18’29”, straordinario! Ma altrettanto bravo un altro campione che risponde al nome di Ronnie Fochi: il “Cannibale”, che quest’anno non ha sbagliato un colpo, ha trovato pane per i suoi denti in quel di Rovate: è secondo in 18’33” e come il vincitore ben al di sotto del precedente record, un grosso applauso anche a Ronnie! Al terzo posto il forte Alessandro Tronconi in 18’58” (ne avrebbe vinte di StraRovate con questo tempo!), seguito da Stefano Ghenda (4° – 19’07”), Manuel Beltrami (5° – 19’09”), Luca Ponti (6° – 19’20”), Luca Filipas (7° – 19’27”), Giovanni Vanini (8° – 19’30”), Giuseppe “Playbeppe” Bollini (9° – 19’52”) e Domenico Maddalena (10° – 20’04”).
In campo femminile si riconferma per il secondo anno consecutivo la fortissima Sabina Ambrosetti in 22’12”, seconda Cinzia Lischetti in 22’55” e sul gradino più basso del podio sale la giovane Martina Gioco (23’20”), seguita da Erika Caccamo (4a in 23’24”), Elisabetta di Gregorio (5a in 23’58”), Simona Lo Cane (6a in 24’28”), Jane Lambert (7a in 24’49”), Orietta Bellorini (8a in 25’20”), Emanuela Fossa (9a in 25’51”) e Alessia Crivellaro (10a in 26’17”) tutte premiate, invece delle 6 previste, grazie alla generosità dei nostri sponsor.
Sul gradino più alto del podio biancorosso sale per la prima volta Alberto Mazzalovo, seguito da Germano Cattaneo e Massimo Nardi.
Complimenti poi a Maria Gigi e Giovanni Mazzucchi rispettivamente la più giovane e il più “anziano” assoluti della nostra corsa. Ancora una volta presente anche il “nonno” della StraRovate, amatissimo da tutti i podisti del Varesotto: Giulio Dorigo 20 StraRovate e non sentirle!
Due bei salami e una forma di formaggio per l’Amatori Atletica Casorate gruppo più numeroso con ben 59 elementi presenti al nastro di partenza.
Il tradizionale ristoro, anzi “ristorone” attendeva piccoli e grandi nel piazzale dell’oratorio: pizza, focaccia, marmellate, nutella, acqua, te e anche un integratore energetico oltre alle tradizionali anguriata e melonata per dissetarsi e rigenerarsi in attesa delle premiazioni di MINI e grandi atleti.
Alle 21.30 inizia a cadere qualche goccia di pioggia e allora via alle premiazioni più velocemente possibile per evitare un temporale che alla fine non è mai arrivato! La serata continua e lasciamo scatenare i COFFEE BREAK che con la musica soul, funky and blues accompagneranno la cena e i commenti del dopo gara con il nostro stand gastronomico preso d’assalto.
Voglio ringraziare innanzitutto i nostri amici sponsor che nonostante la congiuntura economica non favorevole crescono di anno in anno e che ci permettono di arricchire sempre più le nostre premiazioni con prodotti di qualità. Un ringraziamento particolare all’amico Antonio Puricelli che è sempre disponibile e attento alla nostra gara nonostante i tanti impegni organizzativi e al supporto del PSV – Piede d’Oro nella persona del Sig. Angelo De Mieri.
Un ringraziamento di cuore anche all’amico blogger PlayBeppe Bollini che ci fa rivivere la gara commentandola in prima persona con passione dalle prime posizioni e all’insostituibile Arturo Barbieri che ha scattato oltre 1.300 foto tutte visibili sul portale Podisti.Net .
La montagna di complimenti ricevuti anche questa volta dai top runners, passando per quelli degli appassionati fino a quelli del podista occasionale o da chi ha fatto una semplice camminata in compagnia, danno la spinta e lo stimolo alla Polisportiva Rovatese per fare ancora meglio in vista della prossima edizione. Se anche questa volta l’organizzazione è stata impeccabile lo dobbiamo ai volontari della nostra Associazione, alla disponibilità della Protezione Civile locale e dell’Ass. Naz. Carabinieri in Congedo, ai volontari dell’AIDO, alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale, ma anche ad altre persone veramente in gamba che per una sera si sono avvicinate a noi prestando gratuitamente il loro tempo per farvi trascorrere questa magnifica serata di sport.
Se avete suggerimenti, osservazioni, proposte, critiche costruttive scriveteci all’indirizzoinfo@polisportivarovatese.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E’ necessario abilitare JavaScript per vederlo. , cercheremo di esaudire “ogni” vostro desiderio!
L’ultimo ringraziamento, il più importante, va a tutti voi amici podisti: dal primo dei fuoriclasse all’ultimo dei tapascioni, dal più grande al più piccino, siete il vero sale della StraRovate, la vostra presenza è la benzina della nostra Associazione, siete i veri e unici protagonisti di questa manifestazione: senza il vostro calore e la vostra passione la nostra buona volontà servirebbe a poco.
La StraRovate è una campestre dura e con passaggi abbastanza tecnici, si corre la sera ma in un periodo caldo: è nata così e intendiamo lasciarla così perché rappresenta al meglio il territorio in cui viviamo. Molti arrivano stremati e fradici di sudore, ma una volta tagliato il traguardo il sorriso pieno di soddisfazione che si disegna sui loro volti ci indica che la veste che abbiamo cucito alla StraRovate è quella giusta.
Non mi resta che salutarvi con un arrivederci all’edizione 2016: vi aspettiamo a braccia aperte!
(tratto da www.podisti.net, 5 luglio)

Toh !, un’altra ‘Tre Campanili’

(venerdì 10 luglio)

La Tre Campanili è una gara insolita e senza paragoni. E’ definita una mezza maratona, ma conta qualche centinaio di metri in più e raggiunge una quota altimetrica di ben 1028 metri. E’ una gara Internazionale di corsa in montagna con terreno misto fra asfalto, sterrato, sentieri e cemento… quasi un trail direi.

Sul sito stesso la corsa viene descritta come dura, bella, affascinante e struggente. Fino a ieri mi sembravano parole buttate lì a caso e, invece, le ho ritrovate in quei 22km.

A Vestone, in provincia di Brescia, si sfiorano i 40°, eppure tutti gli organizzatori sorridono e assistono i runner nei rituali di ritiro pettorale, deposito borse ed ingresso in griglia.

Pochi minuti alla partenza, a sorpresa l’Inno Italiano in sottofondo fa salire l’adrenalina e ci accompagna al conto alla rovescia… tre, due, uno… si parte!

Si caricano le gambe con una lunga e costante salita che da 300 metri porta a quota 500 in poco più di 6km. Il sole batte sulla testa e l’afa non aiuta a respirare. Lungo un limpido torrente con incantevoli cascatine si alternano tratti in pieno sole a piccoli ritagli di piacevolissima ombra.

Da subito capisco che il mio personal best sulla mezza discosterà molto dal risultato che riuscirò ad ottenere qui oggi. La Tre Campanili non è una normale mezza maratona con un dislivello importante, è una corsa a sé, davvero unica.

Attesissimo ristoro ai piedi della vera salita che non dà tregua fino al quattordicesimo chilometro: su strada inizio ad alternare camminata e corsa, poi comincia il sentiero umido e scivoloso tra terra, fango sassi e radici. Con le scarpe da trail mi sarei sentita più sicura della presa sul terreno, invece devo stare attenta ad ogni passo, tutti scivolano spesso e per fortuna ritrovano equilibrio senza cadere.

Ai lati dei sentieri gruppi di volontari e passeggiatori incoraggiano i runner, applaudendo e complimentandosi per l’impresa. Nei paesini che attraversiamo c’è un vero e proprio tifo da parte degli abitanti incredibilmente gentili. Ci sono dolcissimi anziani, famiglie e bambini seduti davanti casa a salutare e ad animare il passaggio. C’è chi mette a disposizione le proprie canne d’acqua dei giardini per donare refrigerio, chi libera i runner dalle bottigliette vuote strette tra le mani nei propri cestini di casa.

Dal decimo al picco del quattordicesimo, i chilometri sembrano non finire mai. Sì, è una garadura,ma così vivace da riuscire a rendere la fatica un vero divertimento. E’ bella e affascinante per l’avvicendarsi di incantevoli paesini e fitte pinete che sorprendono con scorci di meravigliosi panorami sulla valle.

La discesa è mista tra tratti tecnici e terribili parti in cemento. Per me è difficilissimo regolare appoggio e velocità passando dalla terra morbida ai colpi secchi sulle ginocchia che dà il cemento.

Ultimo chilometro in volata sull’asfalto, sfilata con giro di boa fra l’instancabile tifo del pubblico. Nello sguardo dei runner cresce quell’entusiasmo che si ha quando si segna il goal della vittoria. Ed eccola, la struggente soddisfazione e felicità al meritatissimo traguardo!

(tratto da www.podisti.net, rif. blog www.matteinfuga.it)

Irrinunciabile ‘Grupelava’

(venerdì 10 luglio)

Archiviata la ‘Tre Campanili’ di ieri sera, neanche il tempo di rifiatare (io stamattina mi sono imposto l’ennesima uscita “ammazzascaldozzo”) che stasera andava in scena un altro “must” delle serali proposte nella mia zona: la 15^ edizione de ‘La Grupelava’ e della sorella minore ‘La Grupelina’ a Groppello di Voltorre.
Come sempre, riscontro una forte partecipazione di locali, di Groppello/Oltrona e Gavirate, a testimoniare l’attrattiva della manifestazione. Sembra quasi un remake della gara di 24 ore prima per gli amici che ritrovo: Davide Passeri, Davide Santambrogio, Mauro Toniolo, Liliana Cimino e Davide Camplani, Sabina Ambrosetti, Giovanni Belotti, Francesca Micheli; e poi Katia Fornasa, Laura Marsiglio, Roberto Clerici, Walter Rossi e gli altri del’Atletica Gavirate, Munaretto della 3V, Giuseppe Dascanio, Alessandro Giancane e il mitico Giulio Dorigo.
Gara sostanzialmente in linea tranne dei tratti in falsopiano caratteristici di una ciclabile, con alcuni passaggi su sterrato abbastanza impegnativi per tenere il passo, e che, in particolare quando ci si addentrava nei sentieri dei boschi, risultava piacevolmente in leggera discesa (di questo dettaglio non mi ricordavo, e la cosa mi ‘ha rallegrato (assai)’ ! Percorso di circa 6,5 km confermato in toto tranne un tratto iniziale senza però alterarne il percorso, in maniera da ridurre il passaggio sulla sede stradale.
Dunque, il via alle 20 in prossimità di una locale pizzeria a ridosso del lago per risalire verso la zona del ritrovo di piazza Montal, ove è posto anche l’arrivo, e poi via per un piacevole e arzigogolato passaggio nei boschi si prende la ciclabile in direzione di Oltrona al Lago ove è posto un primo TV, quindi, dopo essere passati sotto il cavalcavia della lunga provinciale della Schiranna (siamo a ridosso del km 3), si prende la ciclabile in leggera ma continua discesa che conduce verso il paese di Voltorre. A questo punto passaggio si attraversa l’ampio chiostro sede della gara di inizio marzo del circuito del PO.
Si gira a sinistra e via lungo un breve passaggio non molto largo decisamente in discesa e forse anche un pò tecnico da affrontare che conduce nelle campagne limitrofe.
Si passa sul versante del lungolago sempre in località Voltorre, ampio giro che riporta i concorrenti “in quota”. Dopo un breve tratto di ciclabile per tornare verso Groppello si ridiscende attraverso una brusca curva a gomito verso i boschi per l’ultimo chilometro. Il passaggio ci regalo anche un “salto della siepe” senza siepe ma con un rigagnolo vivo (non tanto rigagnolo perchè quando ci arrivo vedo che qualcuno non ha qui avuto un passaggio felice).
Stasera mi sento bene nonostante tutto, e riesco pure a tenere “un discreto” passo. Come mia abitudine, “per la gloria” sugli ultimi 500 metri spingo spingo e riesco ad inscenare una volatona (.. che vinco !! rheh).
Anche questa è portata a casa ! … E, rubando un detto di queste parti, YES, WE RUN !! 🙂

‘Classicissima’, “Tre Campanili” …

(giovedì 9 luglio)

Appuntamento stasera con la ‘Camminata dei Tre Campanili’, simpatica ma accattivante corsa serale di 6,5 km organizzata dall’amico Mauro Contini con il supporto del team dell’Atletica 3V a Mombello di Laveno.
Quasi sfidando il caldo che ancora caratterizza le nostre giornate seppur in maniera meno asfissiante dei giorni scorsi, un pò frettolosamente rispetto alle mie abitudini raggiungo il ritrovo presso l’oratorio di Mombello.
Questa serale ha sempre una buona attrattiva sia fra i runners habitué sia nel coinvolgimento di famiglie e ragazzi e delle scuole del paese. Subito infatti, tra i vari personaggi che incontro anche la domenica, subito vedo Marco Tiozzo (quarto arrivato), Argoub Salah (poi primo classificato), Antonio Vasi (secondo), Ferdinando Mignani (terzo), un redivivo Davide Santambrogio (quinto di giornata), Mauro Toniolo; e poi Stefano Beltramello, Davide Passeri, Barbara Mamenti, Fabio Casa e la piccola Ari, l’amico Giovanni Belotti con Francesca, la coriacea Sabina Ambrosetti (prima del podio femminile), Elisabetta Di Gregorio (terza), Mariangela Soma, Martina Gioco (seconda), Liliana Cimino, oltre ad altri rappresentanti della 3V; ritrovo pure un compagno del CB S. Andrea. Immancabile il Giulio Dorigo.
Percorso immutato con partenza subito in salita da una via interna che conduce alla parte alta del paese e, in meno di un chilometro, eccoci ad affrontare la parte boschiva che caratterizza la camminata per le sue pendenze (o perlomeno per la tenacia che comporta) che mettono a dura prova i protagonisti.
Io per quel che mi riguarda procedo bene in questo primo tratto, stabilizzandomi nelle retrovie, patendo un pò l’ascesa, dandomi il cambio con gli amici Davide e Barbara.
Siamo giunti in prossimità del terzo chilometro quando, scollinati, ci ritroviamo nel centro abitato; qui è posta la deviazione fra il percorso corto di 3 km e il lungo di 6,5 km il quale accompagna gli atleti dapprima verso le campagne e poi, tramite l’attraversamento di alcune corti, verso l’oratorio di Mombello per il chilometro finale.
Al termine, un buon ristoro attende tutti i partecipanti e, a seguire, le premiazioni per grandi e piccoli.
Bella corsa serale questa, che sta divenendo un appuntamento fisso nel mio carnet di serali che non possono mancare ! …

Trofeo delle province di beach Volley: Bergamo e Como volano sulla sabbia

ALL’ARENA BEACH DI CELLATICA BERGAMO SI CONFERMA NEL FEMMINILE, A COMO LA CORONA DI BRESCIA
Bergamo concede subito il bis nel settore femminile, Como sale sul trono
che era di Brescia in quello maschile. Sono i risultati della seconda edizione
del Trofeo delle Province “Mikasa” di beach volley, disputata domenica
all’Arena Beach di Cellatica (BS).
Le bergamasche, nel loro cammino Bergamo, Campione Regionale Femminile vittorioso, non hanno lasciato alle avversarie nemmeno un set superando nell’ordine Brescia 2 e Lecco nel girone iniziale, poi Lodi in semifinale e quindi Milano nella sfida per il titolo.
« Siamo ovviamente contentissimi e faccio subito i complimenti a ragazze e staff tecnico
– è il commento di Osvaldo Milesi, presidente del CP di Bergamo – E’ la continuazione di
un percorso iniziato lo scorso anno in maniera corretta e che si sta sempre

più perfezionando. Se l’anno scorso il successo fu davvero una sorpresa,
in questa edizione non dico che fosse atteso ma di certo sapevamo di avere
una buona squadra, in grado di puntare ai primi posti». Con questo “due su due
Bergamo si può considerare la Provincia leader del beach giovanile nel settore
rosa: « Credo sia ancora presto per questa definizione. Il beach sta crescendo
notevolmente ma a Bergamo abbiamo ancora tanto da fare perché i margini di
miglioramento sono davvero enormi ». Su cosa vi concentrerete? « Non c’è un
settore particolare sul quale cercheremo di incidere di più semplicemente perché
tutti i settori possono e devono essere migliorati. Ad esempio cercheremo di ospitare qualche tappa di circuiti importanti per dare maggior visibilità al beach,
cercheremo di portare questa disciplina anche nelle scuole, nelle singole Società per
vincere gli ultimi residui di una certa resistenza che ancora vede nel beach una disciplina
solo “da spiaggia” o comunque esclusivamente estiva, cercheremo di migliorare le strutture sia a Bergamo che in Provincia ». Il tutto grazie anche all’aiuto di tecnici qualificati: « La nostra guida nel settore è Fabrizio Incitti, il selezionatore regionale maschile – prosegue Milesi – Il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori è sotto gli occhi di tutti. Insieme stiamo imparando anche noi per poi condividere le nostre conoscenze con tutti coloro che vorranno avvicinarsi al beach ». Oltre a tutto ciò, cosa manca ancora a Bergamo per il salto definitivo? « Se riusciremo a compiere fino in fondo il percorso di cui ho parlato poco fa – è la battuta conclusiva che il Presidente del Cp bergamasco fa con un grande sorriso – ci mancherà solo…il mare ».
Nel settore maschile Como conquista il titolo che l’anno scorso era stato di Brescia. I lariani raggiungono la finale a colpi di 2-1 inflitti a Milano e Pavia nel girone iniziale e a Varese in semifinale. Poi ecco il 2-0 nella finale quasi “derby” sulla vicina Lecco. « Prima di tutto voglio fare i complimenti ai ragazzi e ai tecnici, ma anche alle ragazze che hanno conquistato un bellissimo quinto posto – sono le prime parole di Plinio Lunardi,
del Cp di Como –. I favori dei pronostici non erano certo dalla nostra parte e per questo la

vittoria fa ancora più piacere ». E’ una vittoria che parte da lontano: « Grazie all’ottimo lavoro di Silvia Ronchetti, fiduciario per il settore beach del nostro CP, e a quello dei due “maestri” che collaborano Osvaldo Milesi, Presidente del CP di Bergamo con lei, i numeri stanno diventando interessanti e anche il livello qualitativo cresce in maniera notevole. Di certo c’è ancora molto da fare e questa vittoria non deve essere un punto di arrivo ma di partenza per migliorare e sfruttare gli ampi margini di crescita che una disciplina “nuova e fresca” come il beach offre sicuramente ». Su cosa potete migliorare? « Di certo dobbiamo cercare di penetrare maggiormente sul territorio, coinvolgendo Società e scuole per creare una base solida. Così potremo anche elevare sempre di più il livello tecnico perché ovviamente, allargando la base su cui scegliere, è anche più facile trovare la qualità ». Qual è il problema maggiore che avete riscontrato finora? « Di certo quello dei costi. Se si affitta un campo per giocare a calcetto la spesa viene divisa in 10 o più persone, se si affitta un
campo da beach la spesa grava su quattro persone. Fortunatamente ci sono alcune strutture che ci stanno aiutando notevolmente ad abbattere almeno in parte questi costi e a tutte loro va un sentito ringraziamento con la speranza che queste partnership possano non solo continuare ma migliorare ».
Plinio Lunardi, Presidente del CP di Como

 

(tratto da TuttoVolley, numero 41 del 3 luglio)

 

 

La Lombardia trionfa al Trofeo delle Regioni: in Sicilia arriva la terza “doppietta”

LE RAGAZZE DI PAGLIALUNGA SUPERANO IN RIMONTA IL VENETO, I RAGAZZI DI VACONDIO NON DANNO SCAMPO ALLE MARCHE
Semplicemente fantastico!! Come nel 2000 e nel 2013 la Lombardia ottiene
la terza “doppietta” (tra l’altro è anche l’unica Regione capace di conquistare i due
titoli indoor nella stessa edizione) al Trofeo delle Regioni, aggiudicandosi il
titolo sia femminile che maschile. Due medaglie d’oro che consolidano ulteriormente
il primato della nostra Regione nel settore rosa (il Piemonte, avversaria più “vicina”
in quanto a vittorie, è a quota 5) ma che, soprattutto, porta la nostra Regione ad essere leader solitaria nell’Albo d’Oro “totale”, quello cioè che tiene conto dei successi anche nel beach volley. In questa speciale classifica la Lombardia, ora a quota 15, stacca l’Emilia Romagna (13), le Marche (12) e il Veneto (11). Queste ultime, avversarie proprio delle nostre selezioni nelle finali di oggi.
La giornata siciliana si apre con la rimonta strepitosa delle ragazze di Marco Paglialunga
che conquistano per la decima volta il Trofeo delle Regioni, ribaltando un match che
sembrava nelle mani del Veneto, fuggito sul 2-0. Già nel finale del secondo set però, la Lombardia dà segnali di risveglio che vengono confermati dal terzo in poi. Le ragazze cambiano letteralmente marcia non lasciando più alcuno spazio alle speranze venete. « Vittoria fantastica – è il primo commento di coach Paglialunga – Sarà anche banale, ma non ci sono parole per descrivere quello che stiamo provando in questi istanti. Sono contentissimo soprattutto per le ragazze che hanno dato sempre tutto, dal primo raduno di inizio anno fino all’ultima palla della finale ». Il tono di voce di Paglialunga descrive in maniera puntuale ciò che sta vivendo. Forse vorrebbe fermarsi, invece prosegue analizzando questa meravigliosa finale: « L’avvio faticoso non mi ha sorpreso più di tanto. Fin dal riscaldamento avevo notato molti piccoli segnali che mi avevano fatto intuire come
nelle ragazze ci fosse tanta tensione. Ed era prevedibile perchè, tranne Tanase, nessuna di loro aveva mai fatto finali di questo livello ». Paglialunga ormai è un fiume in piena: « All’inizio abbiamo pagato anche la poca adrenalina rimasta. Tutti, anche noi dello staff, la avevamo veicolata in particolare sulla sfida con il Piemonte perchè lo consideravamo l’avversario più pericoloso. Quindi, sotto questo aspetto, siamo forse arrivati alla finale con le batterie un po’ scariche ». Però siete anche stati superlativi a ricaricarle dal terzo set in avanti: « Già nel secondo c’erano stati importanti segnali di risveglio, ma perdere il parziale ai vantaggi avrebbe anche potuto essere il colpo di grazia alle nostre speranze. Abbiamo reagito alla grande “aggiustando” qualcosa in battuta e a muro e siamo riusciti a ribaltare tutto, finendo per controllare agevolmente terzo, quarto e quinto set ». Ed è arrivata questa vittoria davvero unica: « Eravamo i primi del ranking, ma oggettivamente
non eravamo certo noi i favoriti. C’erano selezioni superiori, alcune tecnicamente,
altre fisicamente. Ma questi gap sono stati colmati dal nostro essere gruppo, dalla
nostra voglia di aiutarci a vicenda, dalla rabbia sportiva con cui abbiamo affrontato
ogni partita. E questo è un ulteriore merito delle ragazze ». Che hanno portato
l’ideale “stella” del decimo successo sulle maglie della Lombardia: « E’ una soddisfazione
in più che tutti noi – ragazze, staff e dirigenti – siamo orgogliosi di aver regalato alla
Regione».
Con l’ulteriore ciliegina di un altro piccolo-grande record, questa volta personale:
«Credo (è così ndr) di essere il primo allenatore a vincere il Trofeo delle Regioni con
due rappresentative diverse: Emilia Romagna nel 2010 e ora Lombardia ». Quasi senza parole anche Alberto Guandalini, referente della selezione rosa: « E’ una vittoria davvero speciale che ci ha regalato emozioni uniche. Non è giusto fare paragoni con le altre in quanto a valore, perchè ogni vittoria è sempre importantissima. Direi quindi che questa è “diversa” perchè arrivanon da favoriti e quando si fa una piccola sorpresa la soddisfazione è maggiore ».
Soprattutto dopo lo scampato pericolo corso sullo 0-2 in finale: « Abbiamo pagato
lo sforzo fisico, ma soprattutto mentale della semifinale con il Piemonte che era
dato da tutti per super favorito. In più avevamo di fronte il Veneto, una selezione di
grande qualità, come hanno dimostrato i risultati delle Finali Nazionali Giovanili ».
Però la Lombardia li ha battuti entrambi: « Spesso si parla di vittoria di gruppo e a
volte non proprio in maniera appropriata. In questo caso invece è davvero il gruppo
che ha fatto la differenza. Tutti, dallo staff alle ragazze passando per dirigenti e
collaboratori, abbiamo remato nella stessa direzione e all’unisono per raggiungere
questo traguardo meritatissimo ».La chiusura è del Presidente del CRL Adriano
Pucci Mossotti: « Vittoria bellissima e meritata. Dopo lo spavento dei primi due
set, è arrivata una reazione veemente che ci ha portato a controllare la partita fino
alla fine. Complimenti alle ragazze, ai dirigenti, allo staff e a Paglialunga ». Il Presidente
spiega subito l’ultima “precisazione” che sembra quasi escludere il tecnico dallo staff:
«I complimenti a Marco sono perchè è il primo selezionatore a vincere con due Regioni diverse, ma anche perchè così ha finalmente saldato il “debito” che aveva contratto con noi quando, per vincere nel 2010 con l’Emilia Romagna, aveva battuto proprio la Lombardia ». E, con una risata, Pucci Mossotti torna a festeggiare la “decima” prima di iniziare a tifare, con tutta la squadra femminile e i dirigenti, per la selezione maschile che sta per scendere in campo.
E proprio dai ragazzi dai Oreste Vacondio arriva la seconda soddisfazione immensa che corona una giornata fantastica. Contro le Marche, la selezione lombarda disputa una gara perfetta. Sempre in controllo, mai in affanno, costantemente avanti nel punteggio, conquista il terzo titolo consecutivo,  quarto in totale, nel settore maschile.

« Effettivamente abbiamo giocato molto bene, con grandissima attenzione – commenta subito dopo il successo Vacondio – I ragazzi hanno messo in pratica tutto ciò che avevamo studiato a tavolino, concedendo alle Marche il minimo indispensabile».

Il tecnico lombardo sottolinea poi come questa scelta « è una vittoria inattesa. Sinceramente il nostro obiettivo era quello di entrare tra le prime quattro perchè sapevamo di avere avversari forti, molto ben preparati che ci avrebbero
affrontato con l’ulteriore stimolo di essere i primi a battere la Regione bi-campione
in carica».
Strada facendo però la squadra è cresciuta tantissimo:
«Il miglioramento è iniziato già dopo i primi raduni. Vedevo gli atleti alzare il proprio
livello di competitività e il gruppo cementarsi, diventare squadra. I ragazzi hanno
sempre mostrato grande disponibilità al lavoro, al sacrificio in palestra. Sapevo
però che solo il campo avrebbe dato il giudizio definitivo ». Che è stato il migliore
possibile: « Complimenti ai ragazzi! Questa vittoria è ancora più bella proprio perchè
inattesa e ottenuta contro pronostico».
Una giusta euforia condivisa anche da Cristina Cariboni, referente della selezione
maschile: «Complimenti ai ragazzi e allo staff tecnico! In campo i ragazzi sono stati bravissimi, non hanno mai mollato un pallone anche quando erano avanti parecchio nel punteggio e magari un piccolo calo di tensione avrebbe anche potuto verificarsi. In panchina sono stati semplicemente fantastici nel preparare ogni gara fin nei minimi particolari ».
La chiusura è ancora del Presidente del CRL Adriano Pucci Mossotti: « Complimenti

anche ai ragazzi! In finale hanno battuto un avversario molto forte, ben
messo in campo, ma già anche durante le partite precedenti avevano dimostrato
le proprie qualità ». Con la Lombardia che conquista la terza “doppietta” indoor al
Trofeo delle Regioni: « E’ una giornata fantastica per la nostra Regione – chiude il
Presidente prima di partecipare alla premiazione e ai giusti festeggiamenti – Ancora
una volta la pallavolo lombarda ha dato prova del proprio valore sotto ogni punto
di vista, scrivendo un’altra pagina importante del proprio cammino. Complimenti
a tutti ».

LA SELEZIONE FEMMINILE
ALZATRICI
Sara Colombano (2000, Futura Busto Arsizio)
Sofia Monza (2002, Futura Busto Arsizio)
CENTRALI
Giada Civitico (2000, Volley Bergamo)
Benedetta Cometti (2000, Volley Bergamo)
Lucrezia Dalpedri (2000, Juvolley)
SCHIACCIATRICI
Valeria Battista (2001, Volley Bergamo)
Giulia Crespi (2000, Volley Bergamo)
Milena Mosca (2000, Amatori Atletica Orago)
Virginia Peruzzo (2000, Futura Busto Arsizio)
Alessia Populini (2000, Pallavolo Roncadelle)
Alice Tanase (2000, Amatori Atletica Orago)
LIBERO
Giulia Virginia Scarpa (2000, Pro Patria Milano)
SELEZIONATORE
Marco Paglialunga
ASSISTENTI ALLENATORI
Matteo Prezioso e Andrea Negri
FISIOTERAPISTA
Daniele Matarozzo
DIRIGENTE ACCOMPAGNATORE
Alberto Guandalini
LE SQUADRE CAMPIONI
LA SELEZIONE MASCHILE
ALZATORI
Filippo Maccabruni (1999, Volley Segrate)
Riccardo Regattieri (2000, Stella Azzurra Malnate)
Filippo Santambrogio (1999, Volley Milano)
CENTRALI
Manuel Bussolari (1999, Pallavolo Castiglione)
Francesco Cariati (1999, Volley Segrate)
Jacopo Parma (1999, Scanzorosciate)
SCHIACCIATORI
Matteo Cremonesi (1999, Volley Milano)
Emanuele Daverio (2000, Stella Azzurra Malnate)
Alessandro Franco (1999, Volley Milano)
Fabrizio Gironi (2000, Volley Segrate)
Edoardo Gola (1999, Pol.Virgilio)
LIBERI
Mattia Taramelli (1999, Volley Milano)
Alessandro Michieletto (2001, Pallavolo Castiglione)
SELEZIONATORE
Oreste Vacondio
ASSISTENTI ALLENATORI
Irene Ranalletti e Max Redaelli
FISIOTERAPISTA
Matteo Scodro
DIRIGENTE ACCOMPAGNATORE
Cristina Cariboni

 

(tratto da TuttoVolley – Speciale Trofeo delle Regioni, 5 luglio)

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