Cronaca di un’uscita .. di routine …

(Venerdì 29 maggio)

‘E anche questa è fatta !’;’Ehh Andrea ? … Cosa ? … Come ? … Ma doove ? … Con chi ?.. (‘.. Ma quanti eravate ?’).
No!, semplice sgambatina infrasettimanale. Per onorare la mia consuetudine dei 2 allenamenti faccio di tutto per non saltare, vista la giornata abbastanza frenetica: per evitare il sole (che oggi non fa molto capolino) ancora alto esco di casa verso le 18.30.
Non sono solito uscire a quest’ora così, appena varcato il cancello, ho la malsana idea di optare per l’ascesa a Duno, dopo aver effettuato il giro largo attraversando Vergobbio e risalendo verso la parte alta (via Corte) e poi verso l’abitazione dell’amico Piero Sada, alché mi accorgo di non aver messo in conto che procedendo da qui mi tocca il passaggio obbligato della risalita della Via Santa (e si che ero partito per un giro “soft” !!) che porta ai tornanti verso il piccolo borgo montano.
Arrivato al punto fatidico mi accorgo comunque di avere un buon passo “da scalatore” (??) ma sul tratto più impegnativo devo alzare bandiera bianca !! …
Attuo la “genialata” della camminata e veloce per tenere il passo e infatti dopo due-tre passi cerco di riprendere .. quasi invano però !
Cammin facendo quando magari la strada spiana o comunque quando sono sui successivi tornantini non “horsdecatégorie” la storia si ripete !! non posso fare a meno di concludere che la concentrazione stasera non c’é. In questo modo arranco fino ad arrivare ai piedi del borgo: ultimo tornante e intravedo la cappelletta della Beata Vergine Maria, un saluto, e via per gli ultimi 1-200 metri fino ai piedi della scorciatoia di Via per Cuveglio, ma già mi sono premesso che per oggi non se ne parla !

Epilogo (.. e prologo finale …) di ‘un campionato di Terza Divisione’

(mercoledì 27 maggio)

Con la chiusura dei giochi ordinari dei vari campionati Fipav di categoria settimana scorsa ora si procede con la ‘seconda fase provinciale’ di ogni categoria vale a dire, decretare le promozioni di diritto e le retrocessioni di ogni girone, è or tempo per le seconde e terze pizze di contendersi per i famigerati ‘play-out’ di categoria e, contemporaneamente, vedere le prime di ogni raggruppamento contendersi il titolo provinciale.

Ufficializzate le promozioni di Alfa Volley (girone B), Free Srl Uboldo (girone C), di O.F.C. Arnate (girone D), per miglior quoziente set; le retrocessioni “d’ufficio” per Grafiche MPS Castronno (girone B), Volley Fagnano (girone C) e Gallarate Volley Moriggia/Pro Patria Busto A. (girone D),  ecco così in programma in questa seconda parte di settimana le semifinali tra Scuola del Volley Varese e Free srl Uboldo (già stasera) e venerdì OFC Arnate contro la compagine di casa nostra di Alfa Volley.

Per le squadre seconde classificate al termine della stagione nei rispettivi raggruppamenti concentramento  in programma in un’unica giornata domenica 31 luglio, in casa della miglior classificata:  girone all’italiana tra Osteria San Martino (‘D’), Castiglione Volley (‘C’) e PGS San Carlo ASD (‘B’).

Cassano Valcuvia (VA) – 3^ Trincea Trail. Ho realizzato un sogno: ho corso nella storia !

(Lunedì 25 maggio)

24 maggio è una ricorrenza particolare: l’Italia 100 anni fa faceva il suo ingresso nel primo grande conflitto mondiale, la grande guerra, una guerra che era una via di mezzo tra le antiche battaglie del XIX secolo e le nuove tecnologie belliche in cui si utilizzavano anche le pattuglie aeree e i gas.
Il conflitto iniziò nel 1914 ma l’Italia decise di rimanere neutrale in base ad accordi con Francia, Gran Bretagna e Russia, un anno dopo, il 24 maggio dopo promesse di ampliamento territoriale fatte dai tre paesi citati della Triplice Intesa a discapito dell’Austria, l’Italia entrò in guerra contro l’Austria e la Germania.
Nelle zone di confine si scatenavano le più aspre battaglie, epiche furono le battaglie nell’alto veneto, ma i capi dell’esercito temevano un attacco tedesco passando dal territorio neutrale svizzero, motivo per cui sotto la direzione del capo di Stato Maggiore Luigi Cadorna originario di Verbania Pallanza, veniva costruito un sistema di difesa permanente a difesa della Pianura Padana e dei suoi maggiori poli industriali: Torino, Milano e Brescia.
Questo sistema venne chiamato Linea Cadorna in onore di chi lo ha comandato rispolverando e modificando un progetto del 1882 che ha visto costruire 72 km di trincee, 88 postazioni di artiglierie di cui 11 in caverna, 25000m quadri di baraccamenti, 296 km di strade e 298 km di mulattiere per un costo di 105 milioni di Lire e 40000 uomini al lavoro per difendere il confine dalla Val d’Aosta orientale e le valli Ossolane alle alpi Orobiche.
Va detto che nessuna di queste fortificazioni vide sparato un solo colpo di fucile durante il primo conflitto mondiale, ne venne fatta manutenzione dall’esercito fascista in vista di un ipotetica invasione svizzera per farsi vedere grandi dopo che i tedeschi inglobarono l’Austria nel 1938, ma un vero utilizzo bellico vi fu in alcune di queste zone durante il secondo conflitto mondiale quando le truppe partigiane sfruttarono le fortificazioni in difesa dai rastrellamenti nazifascisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
La zona fortificata meglio tenuta al giorno d’oggi tra quelle che ho visitato è senza dubbio quella di Cassano Valcuvia nell’alto varesotto, una linea arretrata rispetto al confine, qui nel varesotto infatti le prealpi sono basse e facilmente valicabili quindi venne fatto un doppio sbarramento; ed è forse un caso che proprio nel 100esimo anniversario dell’entrata dell’Italia nel conflitto, a Cassano Valcuvia si corre la terza edizione del Vibram Trincea Trail.
Non è dovuta al caso la mia partecipazione, avendo partecipato più volte alla precedente gara FIDAL di corsa in montagna, da quando è diventato trail per diversi motivi ho saltato le prime due edizioni; si può dire che ho fatto di tutto per evitare qualsiasi tipo di impegno ed esserci, questo perché sono appassionato di storia e di territorio, adoro gli itinerari storici e allora eccomi qui.
Il caso vuole che questo appuntamento arrivi subito dopo un importante obiettivo podistico per il quale mi sono preparato al meglio quindi ho anche una buona condizione di forma, ma non sentendomi sicuro dichiaro di voler correre godendomi il fascino delle trincee e delle gallerie, e poi dei panorami qualora il meteo lo permetta, all’arrivo quel che arriva arriva.
Si parte con un giro di lancio di 1,5 km aggiunto quest’anno per scremare il gruppo prima dell’ingresso negli stretti cunicoli, poi con la torcia frontale accesa un lungo dentro e fuori dalle trincee con le loro nicchie per le munizioni, seggiolini, camere di deposito armi tutto costruito a secco con la pietra locale, e le gallerie scavate a mano che collegano un reparto all’altro, vari strati di linee di trincea a 50m di dislivello tra loro, poi una galleria di circa 300m e la più affascinante tutta fatta di scalini (244 per l’esattezza) lunga 800m purtroppo correndo non ne abbiamo assaporato la magnificenza al meglio.
Una volta che ne usciamo c’è un passaggio stretto ed esposto, aiutati con un cavo d’acciaio ci portiamo in località  Val Alta dove si attraversa la galleria con le 4 postazioni dei cannoni che sarebbero serviti per tirare su Locarno o sulla più vicina Luino, da qui per qualche km le vediamo in direzione Nord.
Usciti dalla galleria la divisione dei percorsi con la gara corta da 13km 700m d+ che va a sinistra dove sorgeva il forte di Val Alta devastato dai bombardamenti tedeschi del ’43 per poi scendere a valle, vi partecipano alcuni forti atleti del Team Vibram; la lunga 29 km 1700m d+ svolta a destra e si inerpica su un sentiero stretto che diventa a scalini accanto a una parete di arrampicata e attraverso altre trincee più alte si raggiunge la vetta del Monte S.Martino 1088m.
Si scende 100m di dislivello attraversando il sacrario dei caduti a memoria del gruppo che comandato dal colonnello Carlo Croce, combatté la prima battaglia partigiana dopo che il generale Badoglio firmò l’armistizio e i tedeschi dettarono legge in Italia; ‘Abbiamo preso le armi per la libertà di tutti’ cita una lapide di fianco ai nomi dei caduti, si respira la storia.
Da qui si esce veloci in gara e immersi nuovamente nel bosco si corre in single trek prima su terreno morbido e vallonato poi in ripida salita fino a raggiungere la seconda vetta di giornata e gpm della gara il Monte della Colonna 1207m seconda montagna più alta della Valcuvia.
A sinistra la Valcuvia e il massiccio del Campo dei Fiori, a destra Luino e l’alto lago Maggiore, noi ci si immerge nella faggeta e si scende veloci tangendo solamente la colma del S.Michele per arrivare all’omonimo paesino correndo sulla Strà  di caver a picco su Castelveccana e il lago Maggiore, itinerario estraneo alla Linea Cadorna ma che collega il S.Martino con la strada militare del Monte Pian Nave 988m terza asperità  di giornata.
Prima e dopo il Pian Nave due passaggi dal ristoro posto proprio sotto la chiesetta di S.Michele al km 15 e 19 dove un mitico Ivano Bellini con consorte e Maria Vallejo accolgono il lungo cordone di podisti arrivanti da una parte o dall’altra al ritorno come fossero a casa loro.
Dopo l’ultimo ristoro, girato in direzione Est, verso Cassano Valcuvia si affronta il sentiero del fondista, una strada sterrata vallonata che in poco meno di 2 km porta alla strada militare che da Val Alta porta in paese, si tagliano due tornanti passando in altre trincee a cielo aperto poi la seconda modifica della terza edizione: vista la lamentela di alcuni partecipanti del 2014 in cui si diceva che le trincee si attraversavano solo all’inizio, il nuovo percorso si dirige verso le trincee iniziali.
Tutto ciò aumenta la difficoltà  perché per raggiungerle si devono affrontare 1,5 km in più con 4-5 strappetti brevi ma spaccagambe, pochi avevano capito questa novita  che è rimasta sulle gambe.
Da qui si scende in paese, lo si attraversa passando davanti al museo dedicato alla Linea Cadorna e si sale sull’opposta collina di S.Giuseppe attraversando la 14esima trincea di giornata posta intorno e nei sotterranei della chiesetta, da qui poco più di un km tra i campi e si entra nel campo sportivo dove é posto l’arrivo.
I volti sono tutti sorridenti, stanchi ma felici di aver potuto correre in un posto affascinante, abbiamo corso nella storia, ne va dato atto e onore alla Protezione Civile di Cassano Valcuvia che in ogni periodo dell’anno è¨ sapientemente all’opera per ripulire e scoprire nuove postazioni in trincea, e all’Atletica 3V per aver organizzato una corsa itinerante che valorizza le meraviglie e la storia di un territorio meraviglioso incastonato tra colline, prealpi e laghi.

Per la cronaca la gara da 29km è stata vinta da un eccellente Maurizio Mora su Sboarina Gabriele e Giannelli David, al femminile trionfa Susanna Serafini su Martina Bricariello e Caia Maddalena.
Chi vi scrive va oltre il previsto con una bella gara in cui la rimonta si ferma intorno al 20°km per via di una caduta in un tratto sassoso con qualche contusione dalla quale mi son ripreso bene per arrivare agile al traguardo in poco più di 4h.
Nella gara corta trionfo del team Vibram con Delorenzi Roberto su Ruzza Stefano pronto per il mondiale ultratrail di Annecy e Dalle Fratte Raffaele, tra le donne Vanzini Elena su Duregon Eleonora e Poroli Raffaella.

(tratto da www.podisti.net, scritto da Davide Passeri)

JavaScript: JQuery sì o no ?

(Lunedì 25 maggio)

Una delle funzionalità più apprezzate di JavaScript è senza dubbio la sua facile estendibilità: questo linguaggio di programmazione permette infatti di creare plugin e/o framework con grande semplicità. Fra questi c’è senz’altro jQuery.

La facilità di utilizzo di jQuery lo fa preferire sovente a JavaScript nativo, in quanto dispone di moltissimi metodi che spaziano in tutti gli ambiti: a partire da AJAX (come già spiegato in questo articolo), fino ad arrivare all’iterazione senza utilizzare cicli iterativi diretti quali for o while.

Tuttavia, l’utilizzo di jQuery non è sempre consigliato. Spesso ci sono funzioni che possiamo ugualmente ottenere senza ricorrere a plugin o framework, ma semplicemente con un’aggiunta di pochissimo olio di gomito, visto che su progetti di larghe dimensioni anche un piccolo script di 27kb potrebbe avere un pesante impatto sulle prestazioni generali.

A questo proposito, ti elencherò di seguito una serie di 5 piccoli tip che potrai utilizzare e riadattare per qualsiasi tuo lavoro, senza il bisogno di scomodare CDN vari. Naturalmente, i seguenti consigli valgono anche per qualsiasi altro framework o plugin.

1 – Il wrapper “$”

Capita alle volte di utilizzare jQuery esclusivamente per la comodità dei suoi selettori e, in particolare, del suo wrapper “$”. Una motivazione abbastanza debole, in quanto in JavaScript lo stesso effetto è facilmente ottenibile tramite il selettorequerySelectorAll. Vediamone un breve esempio qui sotto.

varel = document.querySelectorAll(‘.the-div’);

Se questo procedimento ti sembra troppo lungo, puoi rimediare con la creazione di una semplice funzione che vada a sostituire il wrapper.

varS = function(el) {
  returndocument.querySelectorAll(el);
}

Potrai poi utilizzarla nel seguente modo:

vartheDiv = S(‘.the-div’);

Il metodo querySelectorAll necessita, tuttavia, di una successiva iterazione, in quanto il suo risultato è una lista di nodi (NodeList) — ovvero elementi — che bisogna processare per poter manipolare i singoli nodi contenuti all’interno. Se ti sembra complesso, non preoccuparti, vedrai come si può facilmente ovviare a ciò nel punto successivo.

2 – L’iterazione con le NodeList

jQuery è famoso per permettere una manipolazione estremamente malleabile dei suoi elementi tenendo gran parte dei processi nascosti allo sviluppatore. Ciò non è sempre un bene, in quanto non si ha mai l’esatto controllo del funzionamento dello script.

Capire le NodeList è davvero semplice: basti sapere che esse non sono nient’altro che array. Sarà spontaneo il ragionamento di iterare attraverso i diversi nodi tramite un semplice ciclo for.

for(vari = 0; i < theDiv.length; i++) {
  theDiv[i].style.height = “200px”
}

Con questa semplicissima porzione di codice, per esempio potremo assegnare un’altezza di 200px a tutti gli elementi presenti nella NodeList.

3 – Gli eventi

Chiunque abbia provato jQuery avrà sicuramente provato anche i suoi fantastici eventi. O forse non sono così meravigliosicome sembrano? Scopriamolo nel codice appena sotto.

vartheOtherDiv = document.querySelector(‘.the-other-div’);
theOtherDiv.onclick = function() {
  alert(“Dai che non è così difficile!”);
}

Come puoi notare, stavolta non abbiamo utilizzato la funzione S precedentemente creata, ma abbiamo impiegato il selettore querySelector anziché querySelectorAll; questo perché non ci occorre selezionare più elementi, visto che in questo caso ce ne basta solo uno.

Se hai fatto attenzione, avrai sicuramente notato che non iteriamo l’elemento in un ciclo for, dato che il selettorequerySelector restituisce un solo nodo al posto di una NodeList.

4 – La gestione delle classi

Un grande pregio di jQuery è quello di offrire ottimi metodi per la gestione on the fly delle classi. Tuttavia JavaScript offre dei metodi ugualmente potenti, seppur poco conosciuti:

for(i = 0; i < theDiv.length; i++) {
  theDiv[i].classList.add(“classe-prova”);
  theDiv[i].classList.remove(“classe-prova-2”);
  theDiv[i].classList.toggle(“classe-prova-3”);
}

Hai capito bene: i metodi .add, .remove e .toggle sono proprio l’esatto equivalente di quelli che utilizzi con jQuery. Semplice, no?

5 – Le animazioni

Arriviamo ora al tasto dolente di jQuery. Purtroppo questo framework non offre un gran metodo per le animazioni, dato che non permette ancora di animare una proprietà quale transform.

In questo punto ti chiedo una particolare attenzione, visto che il codice non è esattamente breve, ma una volta appresi i concetti di base, potrai realizzare soluzioni ad alto impatto visivo. Ecco lo snippet qui di seguito:

varanotherDiv = document.querySelector(".another-div"),
    endValue = 200;
functiontranslateX() {
  varcurrent = 0;
  functionincrementTranslate() {
    current++;
    anotherDiv.style.webkitTransform = "translateX("+ current + "px)";
    anotherDiv.style.mozTransform = "translateX("+ current + "px)";
    anotherDiv.style.msTransform = "translateX("+ current + "px)";
    anotherDiv.style.oTransform = "translateX("+ current + "px)";
    anotherDiv.style.transform = "translateX("+ current + "px)";
       
    if(current === endValue) {
      clearInterval(callAnimation);
    }
  }
  varcallAnimation = setInterval(incrementTranslate, 1);
}
  
window.onload = translateX();

Innanzitutto assegniamo una variabile al nostro elemento another-div. Successivamente, stabiliamo il numero di pixel entro il quale la nostra animazione deve terminare e salviamo tale valore nella variabile endValue.

Fatto ciò, creiamo la funzione translateX() e assegniamo a una variabile il primo valore che dovrà avere la proprietà che andremo a modificare in seguito, che nel nostro caso sarà pari a zero. Successivamente definiamo un’altra funzione interna a quella attuale, incrementTranslate(), che verrà successivamente chiamata ogni ms grazie al setInterval definito poco dopo; così facendo si andrà a incrementare la variabile ogni qual volta la funzione verrà chiamata, attribuendo alle nostre proprietà di volta in volta il suddetto incremento.

Siamo quasi giunti al termine: quando la variabile current sarà uguale ad endValue, l’elemento avrà eseguito correttamente la nostra animazione, motivo per cui andremo a cancellare il setInterval settato in precedenza, mettendo fine così all’animazione in essere.

Infine, al caricamento degli elementi — window.onload è l’equivalente JavaScript di $(document).ready() — avvieremo semplicemente l’animazione dell’elemento.

Conclusioni

Anche oggi l’articolo termina qui. Se adesso stai per gettare nel cestino i tuoi script pieni di $ e .toggleClass(), non farlo: jQuery è uno dei framework JavaScript più validi in circolazione; offre tool comodissimi nello sviluppo di siti medio-grandi, senza contare la vastissima disponibilità di plugin aggiuntivi e il supporto che riceve da una massiccia comunità internazionale.

Lo scopo di questo articolo non è quello di convertirti alla dottrina del “Pure JavaScript“, ma vuole lasciarti con una domanda: “Ho sempre bisogno di ciò che utilizzo?”.

Se ti va, facci sapere cosa ne pensi a proposito; sono fermamente convinto che potrebbero nascere spunti più che interessanti. Per ora ti auguro come al solito una buona giornata e un buon coding!

 

(Tratto da www.yourinspirationweb.com)

Tu saluti quando corri ? Aloha !

 

n è una questione di educazione ma di solidarietà.

Verso colei o colui che sta correndo nel tuo senso opposto, che sta arrancando paonazzo in volto e con il fiato cortissimo e probabilmente sta messo meglio di te.

Eppure non accade mai, per un fatto di cultura, di mentalità o di indifferenza? Non guardate mai negli occhi chi vi corre incontro aspettando che il vostro sguardo venga contraccambiato? I runner vi fanno mai un cenno con la testa o con la mano?

Correndo quasi sempre a Milano sul Naviglio, al mattino presto siamo in tanti (sarebbe impegnativo salutare tutti, il fiato finirebbe subito), tutti in fila, affaticati e insonnoliti o semplicemente concentrati nella corsa, pensando magari di avere davanti una dura giornata di lavoro. Se poi la stagione è fredda, c’è l’aggravante della nebbia che sale dall’acqua. Chi saluti se non riesci neanche a vedere?

Quando ho iniziato a correre, le prime volte incontravo un tizio più o meno sempre alla stessa ora, che appena mi vedeva faceva il gesto del pollice in su e mi strizzava l’occhio. Senza malizia. Lo faceva e basta, come se fosse un gesto automatico.

Cambiando orari, quel tizio non l’ho più rivisto e mai più nessuno mi ha salutata o incoraggiata.

Ma è così anche nel resto del mondo?

Ho corso a Parigi nei giardini di Tuileries in una breve vacanza. E anche se non sei nella nebbia del Naviglio in compagnia di nutrie e orizzonti desolati ma sei a un passo dalla Tour Eiffel in un tripudio primaverile di fiori e in un posto incantevole, la situazione è la stessa. Gente che corre guardando dritto davanti a sé, immersa com’è nei pensieri e nella corsa.

Ho corso a New York City – la Grande Mela, dove vedi tutti e nessuno ti vede. Ok, la città è dura, la gente è dura e  individualista e tu sei solo una formica in mezzo a un enorme formicaio dai ritmi frenetici. Nessuno si accorge di te (apparentemente). Eppure lo reputo ancora adesso il miglior posto dove correre per perdersi in mille immagini e riflettere.

Ho corso a Solana, San Diego, CA. dove le vecchine di ottant’anni alle sei del mattino anziché andare a messa o aspettare che apra il supermercato, corrono. Corrono con cani improbabili più vecchi di loro e tu le incontri perché sei sballata dal fuso orario e sei sveglia già da due ore. Le vedi correre con passo da tartaruga e pensi che da un momento all’atro cadranno perché le loro gambe tremanti non reggeranno. E invece vanno avanti a quel ritmo senza fermarsi mai. A parte loro che hanno la visuale coperta dalla visiera bianca e forse anche dalla cataratta, i runner ti salutano. Lo fanno con la voce, con la mano, con il sorriso. Comunque lo fanno in maniera schietta e decisa sfoggiando muscoli e denti bianchi.

Ho corso a Lahaina. Maui. Ebbene, nonostante Alexander Payne con ‘Paradiso Amaro’ (The Descendants) voglia farci credere che la vita è dura ovunque, anche alle Hawaii, vi assicuro che in questo contesto la gente sembra contenta e rilassata. E quindi ti salutano proprio tutti. Anche il signore che cammina tenendo in una mano il caffè e nell’altra il giornale e il guinzaglio con l’immancabile cagnolino. E mentre corri e pensi che inizia a fare troppo caldo, arriva con un tempismo perfetto una leggera pioggia a rinfrescarti. Ma il sole mica se ne va. Si nasconde dietro le nuvole per qualche attimo e poi ritorna subito  facendo apparire arcobaleni in ogni dove. Il caldo scompare, sei bagnata e stai benissimo. Non senti più la fatica, la visione di quello che accade sopra la tua testa ti distrae da qualsiasi cosa. La gente corre, ti viene incontro salutandoti e senti uscire dalla tua bocca uno strano ‘Aloha!’. Allora pensi a come reagirebbero i runner milanesi se ti mettessi a salutare così anche a San Cristoforo sul Naviglio. E inizi a ridere.

 

(Tratto da www.runandthecity.it)

2^ Corsa-Camminata Bendata, si corre sabato 13 giugno

(Lunedì 25 maggio)
Avete mai provato a correre o camminare senza vedere dove mettete i piedi?
Niente paura, non serve alcuna preparazione specifica, solo la voglia di gridare agli altri cosa si prova a non vedere, un esperimento di sensibilizzazione alle difficoltà degli sportivi non vedenti.
Ritrovo ore 17,00, Data: 13 Giugno 2015 , iscrizioni il giorno dell’evento
Partenza dal gazebo in legno
del Parco Conca Fallata , in via Jan Palach (lato numero civico8) Milano
Raggiungibile con bus :46 Ferm .Palach Asilo – 79 Ferm. Chiesa Rossa-Boifava, MM Famagosta
Testimonial di questo evento Alberto Ceriani, famoso Atleta vincitore di tante gare internazionali nella disciplina Triathlon per non vedenti.
Ci racconterà quali sono le difficoltà a trovare guide volontarie per accompagnarlo negli allenamenti e come con la forza di volontà si supera qualsiasi ostacolo.
Cosa serve? Portati una fascia (foulard) per bendarti, noi ti daremo una cordicella che servirà al tuo accompagnatore per guidarti in un insolito esperimento sensoriale nel percorso del parco Conca Fallata, in tutta sicurezza anche per i bambini !
Stimolare le sensazioni, condividere i problemi degli altri può migliorare la qualità della vita di tutti
Vi aspettiamo numerosi con qualsiasi condizione metereologica!
Ristoro finale e a tutti in regalo una maglietta ricordo ed altri gadget (fino ad esaurimento scorte).
(Tratto da www.podisti.net, venerdì 22 maggio)

Jesolo (VE() – 5^ Moonlight Half Marathon

(Lunedì 25 maggio)
Nella maratona al chiaro di luna è nata una stella. Quella di Eyob Faniel, il 23enne eritreo in attesa di cittadinanza italiana, che questa sera ha dominato la 5^ Moonlight Half Marathon vincendo in volata davanti all’aviere piemontese Francesco Bona e al maratoneta azzurro Ruggero Pertile, entrambi al traguardo con il tempo di 1h05’37”’’.
Allenato da Giancarlo Chittolini, Eyob vive a Bassano del Grappa, corre per i colori della Brugnera Friulintagli e a ottobre potrebbe fare il suo esordio in maratona proprio alla 30^ Venicemarathon. Faniel ha condotto una gara molto intelligente, rimanendo sempre coperto nel quartetto di testa composto da Bona, Pertile ed il keniano Lawi, per poi sferrare un attacco micidiale nell’ultimo chilometro. Fresco vincitore di un bronzo sui 10.000 metri agli Italiani di Isernia di settimana scorsa, Eyob vince la sua terza mezza maratona di carriera.
“Devo confessare che sono arrivato a Jesolo un po’ stanco dalla gara di settimana scorsa, per cui stasera ho controllato fino all’ultimo chilometro. Lì ci ho provato e ho capito che le gambe giravano bene e allora ho detto ciao ragazzi, io vado”  scherza così il sorridente Eyob, mentre abbraccia sul podio l’allenatore Chittolini.
Nella gara femminile Giovanna Pizzato ha fatto gara di testa sin dal primo chilometro aggiudicandosi così per la seconda volta (prima vittoria nel 2012) la Moonlight Half Marathon in 1h19’09”. Completano il podio femminile: Rosa Alfieri (1h19’40”) e Mirella Bergamo (1h21’20”).
Questa gara – ha dichiarato entusiasta la Pizzato – ha un’atmosfera magica per me, vincerla anche quest’anno al rientro da un infortunio mi ha dato una carica enorme. Il nuovo percorso, poi, è veramente bello”.
Eyob, così come la Pizzato, firmano il nuovo primato della corsa perché il percorso è stato modificato rispetto al passato per accogliere la nuova 10 chilometri.
Gli arrivati solo nella mezza maratona sono stati 3.667 e a questi si aggiungono gli oltre 2.000 che hanno preso parte alla prima MHM10KM valida come prima tappa del Garmin Forerunner Tour.
Nella MHM10KM Garmin Forerunner 10K hanno vinto Gabriele Cossettini con il tempo di 32’40”” e Ilaria Benetti 37’55”. In gara anche il campione olimpico Stefano Baldini che ha corso, divertendosi, assieme alle prime donne. “Stasera c’erano le condizioni ideali perché la pioggia ha ripulito l‘aria e si è creata quel clima frizzantino ideale per correre. Mi è piaciuto molto il percorso e mi sono divertito moltissimo!”.
Le prossime tappe del Garmin Forerunner Tour saranno: Monza il 31 maggio, 11 luglio a Viareggio per poi concludersi il 25 ottobre a Venezia con la 2^ VM10KM.
Alcune curiosità: gli atleti più maturi al via erano Franco Bonilauri, nato nel 1938 e Carla Barsanti nata nel 1935; tra gli stranieri, Grewe Hilmar, nato nel 1940, e Maria Ele Mesia Rampoldi nata nel 1954. Ben 16 persone quest’oggi hanno festeggiato il loro compleanno correndo la 5^ Moonlight Half Marathon.
Tra le società più numerose, ha vinto l’Atletica Vicentina con 107 atleti iscritti, seguita dal Running Team Pettinelli (85), Atletica Riviera del Brenta (71), la Essetre Running (65) e Vicenza Marathon (62). Nelle società extra veneto vincono: Marathon Club Trento (55), Happy Runner Club (35), Podismo Buttrio (35), Runners Bergamo (20) e Podismo Lattanzi (19). Nella Garmin Forerunner 10k vince la Essetre Running.
Grande soddisfazione in casa Venicemarathon per un’edizione che per la prima volta ha visto l’abbinamento di una mezza maratona ad una 10 km.
“E’’ stata l‘edizione più bella – ha dichiarato Piero Rosa Salva, presidente del Venicemarathon Club –- perché abbiamo lanciato una nuova sfida che abbiamo vinto per merito dei partecipanti, i veri protagonisti di questa giornata. Non nascondo che, essendo il primo anno di questa doppia gara, qualche pensiero l’avevamo ma questa sera abbiamo avuto la prova che la struttura regge ed è riuscita ad accogliere nel migliore dei modi tutti i partecipanti. Ringrazio le amministrazioni comunali di Jesolo e di Cavallino-Treporti che come ogni anno ci sono vicine e ringrazio tutti quei volontari che in questi giorni hanno preso acqua e freddo ma che, per merito loro, siamo riusciti a realizzare una manifestazione di grande successo”.
Grande entusiasmo anche per il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia e quello di Cavallino Treporti, Claudio Orazio, l’assessore allo Sport del Comune di Jesolo Ennio Valiante e quello di Cavallino-Treporti Maurizio Orazio che hanno premiato gli atleti saliti sul podio della manifestazione.
Risultati Moonlight Half Marathon
Uomini
1. Eyob Faniel Ghebrehiwet (ERI) 1h05’’34″’’
2. Francesco Bona (Aeronautica) 1h05’’37’’”
3. Ruggero Pertile (Assindustria Padova) 1h’05’’37″’’
4. Lawi Kiptui (KEN) 1h05’’51’’”
5. Said Boudalia (Atl. Biotekna Marcon) 1h’07’’02″’’
6. Simon Kipngetich Rugut (UGA) 1h08’’35’’”
7. Lucio Sacchet (Ana Atl. Feltre) 1h10’’26″’’
8. Diego Avon (Spak4 Padova) 1h10’’38’’”
Donne
1. Giovanna Pizzato (Essetre Running) 1h19’’09″’’
2. Rosa Alfieri (Atletica Reggio A.s.d.) 1h19’’40’’”
3. Mirella Bergamo (Valsugana Trentino) 1h21’’20″’’
4. Marina Zanardi (Grottini Team) 1h22’’32’’”
5. Maurizia Cunico (Vicenza Marathon) 1h23’’18″’’
6. Antonella Gravino (A.s.d. Equlibria Running Team) 1h24’’12″’’
7. Paloma Salado Morano (A.s.d Atletica San Rocco) 1h24’’18’’”
8. Ilaria Gurini (Essetre Running) 1h25’’59’’”
RISULTATI MHM10KM – Garmin Forerunner Tour
Uomini
1. Gabriele Cossettini 32’’40″”
2. Lorenzo De Conto 32’’54””
3. Pietro Bernardoni 32’’59″”
4. Luca Solone 33’’33””
5. Gianmarco Pitteri 33’’58″”
Donne
1. Ilaria Benetti 37’’55””
2. Alice Sganzerla 38’’24″”
3. Jessica Doria 38’’51””
4. Alessandra Magosso 39’’48″”
5. Barbara Giacomuzzi 39’’56””
(Tratto da www.podisti.net)

Milano – 5.30

(venerdì 22 maggio)
Milano si è svegliata all’alba, questa mattina, per correre la 5.30. Erano più di 3.000 gli appassionati e mattinieri runners e camminatori che si sono dati appuntamento ai Giardini Indro Montanelli per partecipare alla corsa-camminata di 5 km, battezzata proprio con l’orario di partenza: 5.30.
Alle 2 di notte sono arrivate le ciliegie di Vignola e alle 4.30, con l’arrivo dei primi partecipanti, era tutto pronto.
Alle 5.30 un fiume di maglie color magenta ha invaso e colorato di entusiasmo le vie del centro di Milano, in un’atmosfera surreale e magica e nel pieno del silenzio e della quiete di una città ancora addormentata. Tra questi, anche l’Assessora allo Sport del Comune di Milano Chiara Bisconti che ha percorso tutti i 5 km del tracciato e molti bambini.
Correre all’alba non è solo una filosofia, ma uno stile di vita che gli organizzatori, l’associazione sportiva Ginger di Modena, promuovono con successo dal 2009 e che a Milano esportano per il sesto anno consecutivo, grazie anche alla collaborazione con i Podisti da Marte, la “critical mass” podistica dall’anima solidale.
Con partenza e arrivo ai giardini Indro Montanelli di via Palestro, il tracciato ha toccato i punti più suggestivi della città come Corso Venezia, Piazza San Babila, Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele, Piazza Scala, per poi attraversare il quadrilatero della moda e far ritorno ai giardini Montanelli.
La partecipazione alla tappa di Milano è stato un crescendo continuo “commenta Sabrina Severi, organizzatrice dell’evento assieme a Sergio Bezzanti” alla prima edizione avevamo chiuso a 1.000 e da lì, anno dopo anno, abbiamo dovuto organizzarci per accogliere sempre più partecipanti fino ad arrivare ai 3.000 di questa mattina. Una testimonianza concreta di come la città di Milano ami correre all’alba e di come è affezionata alla 5.30.
Ad attendere i partecipanti all’arrivo, un ricco ristoro. La peculiarità di 5.30, poi, è quella di essere una manifestazione a impatto zero e per questo gli organizzatori hanno ricevuto quest’anno il patrocinio di Expo.
La 5.30 non finisce qui, perché Milano è solo la terza tappa di un tour che toccherà ben 14 città. Ecco i prossimi appuntamenti: 29 maggio Torino – Piazza San Carlo, 5 giugno Modena – Parco Novi Sad, 12 giugno Bologna – Piazza Santo Stefano, 19 giugno Ferrara – Largo Castello, 26 giugno Bari – Piazza del Ferrarese, 3 luglio Nottingham UK – Old Market Square, 10 luglio Venezia – Fondamenta Le Zattere, 17 luglio Riva del Garda – Via Rainer Maria Rilke, 31 luglio Roma – Via dei Cerchi (Circo Massimo), 28 agosto Reggio Emilia – Piazza della Vittoria e11 settembre Mantova – Piazza Sorbello.
(Tratto da www.podisti.net)

U16 femminile e U15 maschile: Orago e Segrate si confermano per la terza volta

LE VARESINE SUPERANO IN FINALE LA PIEFFE FOPPAPEDRETTI, I “LEONCINI” BATTONO AL QUINTO MALNATE

L’ennesima conferma. Per il terzo anno consecutivo il Progetto Volley Orago/Visette e il Volley Segrate 1978 si laureano Campioni regionali rispettivamente di Under 16 femminile
e Under 15 maschile.

Nella finale, organizzata a Mortara in collaborazione con la Virtus, le giovani varesine si sono imposte per 3-0 sulla Pieffe Foppapedretti Bergamo. Un successo che altro non è se non la conferma della superiorità del gruppo guidato da Alberto Moscato che inizia la sua analisi così:

˂˂ Dire che è una vittoria inattesa non sarebbe giusto. Senza voler sembrare presuntuosi,già nel girone di semifinale avevamo dato prova di aver qualcosa in più, ma una finale è una partita secca e a volte i valori tecnici vengono stravolti ˃˃.

Qual è la “fotografia” di questo gruppo?
˂˂ E’ un gruppo molto omogeneo. Come si dice solitamente in questi casi: non ci
sono punte di diamante ma il livello generale è sicuramente molto buono. In più
queste ragazze hanno tanta voglia di lavorare, in palestra sono infaticabili e hanno notevolimargini di miglioramento ˃˃-

L’ennesimo gruppo di valore che Orago consegna alla pallavolo italiana…
˂˂ Non credo ci sia bisogno di parlare ulteriormente di Orago sotto questo punto di vista. Il settore giovanile è sempre stato il fiore all’occhiello non solo della Società ma, insieme ad altre realtà altrettanto valide, credo della pallavolo lombarda. Vincere un anno può essere anche fortuna perché magari trovi la classica “annata”di ragazze di livello. Vincere per tanti anni di fila e, negli anni in cui non arriva il titolo, rimanere sempre sul podio credo sia frutto di un lavoro capillare e molto qualificato ˃˃.

Il Progetto Volley Orago/Visette Ora vi attende la Finale Nazionale. Qual è l’obiettivo?
˂˂ Il nostro obiettivo è cercare di arrivare il più in alto possibile, puntare almeno alle
semifinali. In queste manifestazioni però ci vuole sempre anche un pizzico di fortuna
perché a volte basta perdere un set per poi trovarsi subito di fronte avversarie forti ˃˃.

Quali sono le più pericolose?
˂˂ Direi le società che tradizionalmente puntano forte sui settori giovanili anche se
alcune Regioni disputeranno la propria finale in questo weekend. Di certo credo che
la favorita numero uno per lo scudetto sia il Volleyrò che ha inserito in squadra atlete molto forti ˃˃.

Il premio di Mvp delle Finali è stato assegnato a Francesca Napodano (Progetto
Volley Orago/Visette).
Le varesine, la Pieffe Foppapedretti Bergamo e la Bracco Pro Patria Milano (nella finale per il terzo posto ha superato l’Uyba Busto Arsizio) rappresenteranno la Lombardia alle Finali Nazionali in calendario dal 3 al 7 giugno a  Mondovì (CN).

 

Anche il Volley Segrate 1978 cala il proprio tris e rimane sul trono di Under 15 maschile battendo, in una finale combatutissima, lo Yaka Volley Malnate.

˂˂Sapevamo che non sarebbe stato facile confermarci – è l’incipit di Fabio Lini, ds segratese –. Questi due gruppi, noi e Malnate, si trovano
di fronte, nelle varie fasi di qualificazione o nelle finali, ormai da tre anni ˃˃.

Dire quindi che si conoscono a memoria è forse addirittura riduttivo.

˂˂ Sotto certi aspetti si ma bisogna tenere presente che, a queste età, i ragazzi sono
in piena crescita sia fisica che tecnica e gli equilibri possono cambiare non solo da
un’annata alla successiva, ma addirittura nel corso della stessa stagione ˃˃.
Cosa che è avvenuta proprio tra Segrate e Yaka…
˂˂ Volendo semplificare e senza voler mancare di rispetto a nessuno o tantomeno
passare per presuntuosi, direi che finalmente li abbiamo superati – e la risata di Lini
conferma la battuta – Finora quando i due gruppi erano in Under 13, Malnate ci aveva
battuti in semifinale. E anche in Under 14 sono stati più bravi di noi superandoci in
finale anche se per 3-2. In Under 15 ci siamo presi finalmente la rivincita. Battute a
parte, sono due squadre molto vicine come valori anche se profondamente diverse
tra loro ˃˃.
Spieghiamo meglio.
˂˂ Lo Yaka si basa molto su alcune individualità che emergono nel pur ottimo livello generale, il nostro gruppo è più omogeneo ed ha qualità atletiche molto
importanti. Sono i classici ragazzi “futuribili”, ragazzi che se continueranno a lavorare bene e con grande applicazione come hanno fatto finora, potranno
togliersi parecchie soddisfazioni anche ad alto livello ˃˃.
Ora vi attende la Finale Nazionale. Qual è l’obiettivo e quali sono gli avversari più pericolosi.
˂˂ Il nostro obiettivo è raggiungere la posizione finale migliore possibile ma, con questa formula, già nel girone di qualificazione sarà molto difficile ˃˃.
Perché?
˂˂ Dovremmo essere inseriti nel gruppo con Ravenna, Catania e, dato che in questo campionato non esiste la preclusione sui possibili incontri tra squadre
della stessa regione, potremmo anche ritrovare subito proprio Malnate. Considerando che solo le prime due vanno alla fase per le posizioni dalla prima
all’ottava mentre le terza e quarta lotteranno per le posizioni dalla nona in su, ecco spiegata la grande difficoltà di cui parlavo prima ˃˃.
Ma Segrate è una splendida realtà che può superare questi ostacoli.
˂˂ Lasciamo stare questi discorsi. Fa sicuramente piacere essere considerati tali ma poi il giudizio finale, insindacabile, lo dà sempre il campo ˃˃.
Alle Finali Regionali per Segrate è arrivata anche la classica ciliegina sulla torta con il premio di Mvp assegnato a Fabrizio Gironi.
Alla Finale Nazionale, in calendario dal 3 al 7 giugno a Lagonegro (PZ), oltre al Volley Segrate 1978, parteciperanno anche Yaka Volley Malnate e
Rulmeca Almevilla che, nella finale per il terzo posto, ha superato i Diavoli Rosa Brugherio.

(tratto da TuttoVolley Lombardia, numero 35)

La 5^ Moonlight Half Marathon batte ogni record!

(19 maggio)
Si alza ufficialmente il sipario sulla 5^ edizione della mezza maratona internazionale Moonlight Half Marathon, organizzata dal Venicemarathon Club in programma sabato 23 maggio (partenza ore 19.30) da Cavallino Treporti con arrivo a Jesolo, e sulla nuova 10 km, la MHM10KM Garmin Forerunner Tour, che si correrà in contemporanea (partenza ore 19.15) lungo gli ultimi 10 km del percorso. Le due manifestazioni sono state presentate ufficialmente questa mattina a Jesolo, nell’ambito di una conferenza stampa che ha svelato l’intenso weekend sportivo che la città vivrà a partire da venerdì 22 maggio con l’arrivo della 13esima tappa del Giro d’Italia, sabato 23 con la Moonlight Half Marathon e terminerà domenica 24 con il torneo nazionale di basket ‘Join the Game’.
Raddoppia, quindi, l’offerta che gli organizzatori della Maratona di Venezia propongono al vasto mondo di appassionati delle medie distanze, fitwalkers, nordic walkers e semplici amanti del movimento e del benessere: una 21 km competitiva abbinata ad una dieci chilometri competitiva e non competitiva aperta a tutti, valida come prima tappa del Garmin Forerunner Tour 10K.
Saranno oltre 6.000 i partecipanti alle due manifestazioni, provenienti da 42 nazioni e 18 regioni italiane: numeri quasi duplicati rispetto agli anni passati. La suggestione dello scenario in cui si sviluppa il percorso, abbinato ad un elevato standard organizzativo, fanno sì che la ‘corsa al chiaro di luna’ sia diventata un appuntamento imperdibile per molti atleti italiani e stranieri. Questi dati testimoniano come la manifestazione abbia centrato l’obiettivo di generare nuovo turismo stimolando nuovo indotto economico per il territorio. Le iscrizioni alla mezza maratona, infatti, portate quest’anno a quota 4.000, sono state chiuse in anticipo per esaurimento dei posti disponibili e in questi giorni stanno terminando anche le iscrizioni alla 10 chilometri, che si fermeranno raggiunto il tetto massimo di 2.000 pettorali.
“Ci apprestiamo a vivere una quinta edizione – commenta il Presidente del Venicemarathon Club Piero Rosa Salva – con numeri eccezionali, che confermano la bontà e l’efficacia del lavoro svolto in questi anni, in sinergia e piena sintonia con il Comune di Cavallino Treporti e la Città di Jesolo. L’introduzione, poi, di questa nuova 10 chilometri completa il nostro percorso, perché avvicina una nuova fascia di atleti e appassionati. I numeri che abbiamo raggiunto ci permettono già di dire che anche questa sfida è vinta!”.
Nella 5^ Moonlight Half Marathon tornerà a correre anche quest’anno Ruggero Pertile. Già vincitore nella prima edizione del 2011, il maratoneta azzurro è affezionato alla mezza ‘al chiaro di luna’ e torna a Jesolo per il terzo anno consecutivo. In campo femminile, quarta partecipazione di Giovanna Pizzato. La veneziana di Oriago vinse nel 2012, fu terza nel 2013 e quarta lo scorso anno. La gara sarà inoltre trasmessa da Raisport in data ancora da definire.
Modifiche al percorso e agli orari di partenza sono state apportate dagli organizzatori per gestire al meglio tutti gli aspetti tecnici. La mezza maratona partirà alle ore 19.30 dalla suggestiva diga di Punta Sabbioni anziché dal Lungomare San Felice, mentre la 10 km partirà da piazza S.M. Elisabetta a Cavallino Treporti. L’arrivo sarà unico e allestito, come sempre, in Piazza Mazzini, il cuore pulsante di Jesolo e della movida notturna.
In Piazza Mazzini, ricco di iniziative sarà anche quest’anno il Moonlight Village, cuore nevralgico della manifestazione, dove tutti gli atleti transiteranno per ritirare il pettorale e il pacco gara, raccogliere informazioni sulla gara e prendere parte alle diverse iniziative organizzate. Aprirà al pubblico venerdì 22 maggio (dalle 15 alle 20) e sabato 23 maggio (dalle 9 alle 23).
Interessante sarà seguire il programma di incontri promossi da Garmin nella giornata di sabato 23 maggio nell’area tecnica “Sport Camp”. Qui terrà una lezione, teorica e pratica, sulla tecnica di corsa il campione olimpico Stefano Baldini. L’incontro è fissato alle ore 10.30. Oltre a Baldini, in quest’area il pubblico potrà venire a contatto con gli esperti di Asics, Garmin ed Enervit.
La Moonlight Half Marathon sarà soprattutto una grande festa, non solo per il pubblico che potrà attendere il passaggio degli atleti a ritmo di musica delle band di “Anima la Maratona” lungo il percorso e in Piazza Mazzini, ma soprattutto per gli atleti. Dalle 22, infatti, il dopo gara si sposterà alla discoteca Capannina in Piazza Mazzini con il Moonlight Beach Party: ingresso gratuito e drink in omaggio per tutti i partecipanti, grazie all’iniziativa promossa dalla Confcommercio San Donà-Jesolo.
Molte sono le aziende che hanno contribuito con il loro prezioso supporto alla riuscita della manifestazione.
(Tratto da www.podisti.net)
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com
Exit mobile version