Cassano Valcuvia (VA) – 3^ Trincea Trail. Ho realizzato un sogno: ho corso nella storia !

(Lunedì 25 maggio)

24 maggio è una ricorrenza particolare: l’Italia 100 anni fa faceva il suo ingresso nel primo grande conflitto mondiale, la grande guerra, una guerra che era una via di mezzo tra le antiche battaglie del XIX secolo e le nuove tecnologie belliche in cui si utilizzavano anche le pattuglie aeree e i gas.
Il conflitto iniziò nel 1914 ma l’Italia decise di rimanere neutrale in base ad accordi con Francia, Gran Bretagna e Russia, un anno dopo, il 24 maggio dopo promesse di ampliamento territoriale fatte dai tre paesi citati della Triplice Intesa a discapito dell’Austria, l’Italia entrò in guerra contro l’Austria e la Germania.
Nelle zone di confine si scatenavano le più aspre battaglie, epiche furono le battaglie nell’alto veneto, ma i capi dell’esercito temevano un attacco tedesco passando dal territorio neutrale svizzero, motivo per cui sotto la direzione del capo di Stato Maggiore Luigi Cadorna originario di Verbania Pallanza, veniva costruito un sistema di difesa permanente a difesa della Pianura Padana e dei suoi maggiori poli industriali: Torino, Milano e Brescia.
Questo sistema venne chiamato Linea Cadorna in onore di chi lo ha comandato rispolverando e modificando un progetto del 1882 che ha visto costruire 72 km di trincee, 88 postazioni di artiglierie di cui 11 in caverna, 25000m quadri di baraccamenti, 296 km di strade e 298 km di mulattiere per un costo di 105 milioni di Lire e 40000 uomini al lavoro per difendere il confine dalla Val d’Aosta orientale e le valli Ossolane alle alpi Orobiche.
Va detto che nessuna di queste fortificazioni vide sparato un solo colpo di fucile durante il primo conflitto mondiale, ne venne fatta manutenzione dall’esercito fascista in vista di un ipotetica invasione svizzera per farsi vedere grandi dopo che i tedeschi inglobarono l’Austria nel 1938, ma un vero utilizzo bellico vi fu in alcune di queste zone durante il secondo conflitto mondiale quando le truppe partigiane sfruttarono le fortificazioni in difesa dai rastrellamenti nazifascisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
La zona fortificata meglio tenuta al giorno d’oggi tra quelle che ho visitato è senza dubbio quella di Cassano Valcuvia nell’alto varesotto, una linea arretrata rispetto al confine, qui nel varesotto infatti le prealpi sono basse e facilmente valicabili quindi venne fatto un doppio sbarramento; ed è forse un caso che proprio nel 100esimo anniversario dell’entrata dell’Italia nel conflitto, a Cassano Valcuvia si corre la terza edizione del Vibram Trincea Trail.
Non è dovuta al caso la mia partecipazione, avendo partecipato più volte alla precedente gara FIDAL di corsa in montagna, da quando è diventato trail per diversi motivi ho saltato le prime due edizioni; si può dire che ho fatto di tutto per evitare qualsiasi tipo di impegno ed esserci, questo perché sono appassionato di storia e di territorio, adoro gli itinerari storici e allora eccomi qui.
Il caso vuole che questo appuntamento arrivi subito dopo un importante obiettivo podistico per il quale mi sono preparato al meglio quindi ho anche una buona condizione di forma, ma non sentendomi sicuro dichiaro di voler correre godendomi il fascino delle trincee e delle gallerie, e poi dei panorami qualora il meteo lo permetta, all’arrivo quel che arriva arriva.
Si parte con un giro di lancio di 1,5 km aggiunto quest’anno per scremare il gruppo prima dell’ingresso negli stretti cunicoli, poi con la torcia frontale accesa un lungo dentro e fuori dalle trincee con le loro nicchie per le munizioni, seggiolini, camere di deposito armi tutto costruito a secco con la pietra locale, e le gallerie scavate a mano che collegano un reparto all’altro, vari strati di linee di trincea a 50m di dislivello tra loro, poi una galleria di circa 300m e la più affascinante tutta fatta di scalini (244 per l’esattezza) lunga 800m purtroppo correndo non ne abbiamo assaporato la magnificenza al meglio.
Una volta che ne usciamo c’è un passaggio stretto ed esposto, aiutati con un cavo d’acciaio ci portiamo in località  Val Alta dove si attraversa la galleria con le 4 postazioni dei cannoni che sarebbero serviti per tirare su Locarno o sulla più vicina Luino, da qui per qualche km le vediamo in direzione Nord.
Usciti dalla galleria la divisione dei percorsi con la gara corta da 13km 700m d+ che va a sinistra dove sorgeva il forte di Val Alta devastato dai bombardamenti tedeschi del ’43 per poi scendere a valle, vi partecipano alcuni forti atleti del Team Vibram; la lunga 29 km 1700m d+ svolta a destra e si inerpica su un sentiero stretto che diventa a scalini accanto a una parete di arrampicata e attraverso altre trincee più alte si raggiunge la vetta del Monte S.Martino 1088m.
Si scende 100m di dislivello attraversando il sacrario dei caduti a memoria del gruppo che comandato dal colonnello Carlo Croce, combatté la prima battaglia partigiana dopo che il generale Badoglio firmò l’armistizio e i tedeschi dettarono legge in Italia; ‘Abbiamo preso le armi per la libertà di tutti’ cita una lapide di fianco ai nomi dei caduti, si respira la storia.
Da qui si esce veloci in gara e immersi nuovamente nel bosco si corre in single trek prima su terreno morbido e vallonato poi in ripida salita fino a raggiungere la seconda vetta di giornata e gpm della gara il Monte della Colonna 1207m seconda montagna più alta della Valcuvia.
A sinistra la Valcuvia e il massiccio del Campo dei Fiori, a destra Luino e l’alto lago Maggiore, noi ci si immerge nella faggeta e si scende veloci tangendo solamente la colma del S.Michele per arrivare all’omonimo paesino correndo sulla Strà  di caver a picco su Castelveccana e il lago Maggiore, itinerario estraneo alla Linea Cadorna ma che collega il S.Martino con la strada militare del Monte Pian Nave 988m terza asperità  di giornata.
Prima e dopo il Pian Nave due passaggi dal ristoro posto proprio sotto la chiesetta di S.Michele al km 15 e 19 dove un mitico Ivano Bellini con consorte e Maria Vallejo accolgono il lungo cordone di podisti arrivanti da una parte o dall’altra al ritorno come fossero a casa loro.
Dopo l’ultimo ristoro, girato in direzione Est, verso Cassano Valcuvia si affronta il sentiero del fondista, una strada sterrata vallonata che in poco meno di 2 km porta alla strada militare che da Val Alta porta in paese, si tagliano due tornanti passando in altre trincee a cielo aperto poi la seconda modifica della terza edizione: vista la lamentela di alcuni partecipanti del 2014 in cui si diceva che le trincee si attraversavano solo all’inizio, il nuovo percorso si dirige verso le trincee iniziali.
Tutto ciò aumenta la difficoltà  perché per raggiungerle si devono affrontare 1,5 km in più con 4-5 strappetti brevi ma spaccagambe, pochi avevano capito questa novita  che è rimasta sulle gambe.
Da qui si scende in paese, lo si attraversa passando davanti al museo dedicato alla Linea Cadorna e si sale sull’opposta collina di S.Giuseppe attraversando la 14esima trincea di giornata posta intorno e nei sotterranei della chiesetta, da qui poco più di un km tra i campi e si entra nel campo sportivo dove é posto l’arrivo.
I volti sono tutti sorridenti, stanchi ma felici di aver potuto correre in un posto affascinante, abbiamo corso nella storia, ne va dato atto e onore alla Protezione Civile di Cassano Valcuvia che in ogni periodo dell’anno è¨ sapientemente all’opera per ripulire e scoprire nuove postazioni in trincea, e all’Atletica 3V per aver organizzato una corsa itinerante che valorizza le meraviglie e la storia di un territorio meraviglioso incastonato tra colline, prealpi e laghi.

Per la cronaca la gara da 29km è stata vinta da un eccellente Maurizio Mora su Sboarina Gabriele e Giannelli David, al femminile trionfa Susanna Serafini su Martina Bricariello e Caia Maddalena.
Chi vi scrive va oltre il previsto con una bella gara in cui la rimonta si ferma intorno al 20°km per via di una caduta in un tratto sassoso con qualche contusione dalla quale mi son ripreso bene per arrivare agile al traguardo in poco più di 4h.
Nella gara corta trionfo del team Vibram con Delorenzi Roberto su Ruzza Stefano pronto per il mondiale ultratrail di Annecy e Dalle Fratte Raffaele, tra le donne Vanzini Elena su Duregon Eleonora e Poroli Raffaella.

(tratto da www.podisti.net, scritto da Davide Passeri)

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