ASD e rimborsi sportivi: un passo indietro

 

Sport dilettantistico, vogliono ridurre da 7500 a 2000 euro l’esenzione dei compensi. Retroattivamente!

Notizie estremamente allarmanti sul fronte dello Sport Dilettantistico. Se la notizia fosse confermata sarebbe un duro colpo per tutto lo sport Italiano che si fonda, in massima parte, in volontari che nel tempo libero, allenano, arbitrano, dirigono le nostre Associazioni Sportive Dilettantistiche. Un lavoro duro, solo in parte alleggerito dalla franchigia di esenzione (i famosi “7500 euro”)

TeamArtist si è immediatamente operata con alcuni parlamentari italiani perchè si impedisca questo duro nuovo colpo. Il mondo del no-profit sportivo ce la farà anche questa volta? Se agirà insieme, probabilmente si! CONI, FSN, EPS, ASD… fate sentire la vostra voce! Ricordiamo a tutti che un euro investito da parte dello Stato nello Sport Dilettantistico, equivalgono a 3 euro risparmiati nella Sanità Pubblica! Sport Dilettantistico= Salute

(da Italia Oggi di Venerdì 18 aprile 2014) 

Ridotta la franchigia Irpef sui rimborsi spese agli sportivi dilettanti. La no tax area scenderà dagli attuali 7.500 a 2 mila euro annui. Retroattivamente, in quanto la novità sarà applicabile dal 1° gennaio 2014. È quanto prevede la bozza di dl sull’Irpef. Tra le spese fiscali tagliate, infatti, c’è anche la soglia fissata dall’articolo 69, comma 2 del Tuir, che stabilisce come indennità di trasferta, rimborsi forfetari, premi e compensi erogati per attività sportiva dilettantisti-ca non concorrono a formare il reddito imponibile in capo al soggetto percettore per un importo non superiore a 7.500 euro.

Una misura che colpirebbe principalmente gli atleti e più in generale tutti i collaboratori di associazioni sportive dilettantistiche, i quali con riferimento alle proprie prestazioni (non regolate da un rapporto di lavoro dipendente) percepiscono compensi inquadrati dal fisco come redditi diversi. Nessun limite massimo, invece, per quanto riguarda i rimborsi a piè di lista e quelli chilometrici per le attività svolte fuori dal comune di residenza. Come recentemente chiarito dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 38/E del 2014, non vige nessun tetto per tali spese di viaggio, purché analiticamente documentate: se rimborsate a titolo forfetario, infatti, esse concorrono ai fini Irpef al superamento della franchigia. La bozza di decreto puntualizza che, in deroga alla legge n. 212/2000 (statuto del contribuente), la novità produrrebbe effetti a partire dal periodo d’imposta in corso alla data del provvedimento. Vale a dire dal 2014, dal momento che per le persone fisiche l’anno fiscale coincide con quello solare.

 

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