La Via Crucis a Cuveglio

La settimana santa è vissuta da ogni comunità con le proprie tradizioni, alcune ‘particolari’ come la rappresentazione della Passione di Cristo con tanto di personaggi che con un lavoro magistrale rivivono le ultime ore di Gesù dall’Ultima Cena fino al culmine del Calvario, effettua10277712_451057821694971_5252570352393513619_n 10246257_451057891694964_7654471748831834756_nta anche in alcun paesi a noi relativamente vicini – come ad esempio Cavaria, Cimbro di Vergiate come pure in altre regioni italiane -, o quelle proprie della tradizione: la messa n Coena Domini del Giovedì, la Passione del Venerdì fino al culmine con la Veglia Pasquale.
Stasera nonostante il meteo che non prometteva nulla di buono, le comunità di Cuveglio e Cuvio hanno vissuto la tradizionale processione itinerante della Passione di Cristo, dalla chiesa del primo paese fino a quella di Cuvio attraversando per una parte la sede stradale principale per poi risalire alla chiesa che domina lo scenario sottostante al Campo dei Fiori.
Nonostante il tempo incerto tanta gente si è raccolta per vivere questo importante momento religioso e comunitario. Come avviene da alcuni anni, i responsabili ecclesiali delle due comunità invitano le rispettive associazioni locali ad animare ognuna delle quattordici stazioni che compongono la Via Crucis, così che c’è chi si preoccupa della lettura evangelica, chi della meditazione, chi delle acclamazioni. Interessante e significativo in particolare l’aver adottato le riflessioni di due grandi papi della nostra storia che fra pochissimi giorni saranno proclamati Beati della Chiesa: papa Giovanni XXIII e papa Giovanni Paolo II.
La processione si è cos’ì svolta in modo raccolto e, per quanto possibile, medidativo dai partecipanti: peccato infatti – quest’anno l’ho avvertito in maniera particolare, soprattutto nel primo tratto, l’attraversamento di diverse macchine che impediva di porre attenzione proprio ai momenti di riflessione.
Verrebbe da dire che proprio l’unione del gruppo, il voler essere uniti, intesa come ‘Essere un Corpo Solo’ in questo momento ha tenuto lontano dio Pluvio, nonostante i diversi tentennamenti, dal momento che solo sulle ultime stazioni le gocce d’acqua hanno cercato di farsi insistenti benché la liturgia abbia potuto avere il suo naturale epilogo sul sagrato antistante la chiesa di Cuvio.

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