Ritorno alla ciclabile, destinazione Ferrera

(venerdì 4 aprile)

fermona#4 fermona#5Questa settimana causa impegni di maggiore rilevanza mi sono ridotto a poter contare su una sola uscita (!!), per cui dovevo puntare su un percorso vicino casa ma che al tempo stesso fosse abbastanza allenante. La scelta dunque è caduta sull’ascesa a Ferrera dalla ciclabile che parte da Rancio e che porta fino a Germignaga/Luino.
Finalmente, arrivato il cambio dell’ora e (SPEREMM !) il bel tempo – ssshtttt, diciamolo piano viste le nuvole che imperversano da un paio di giorni qua ! – ci si può concedere a qualche sgambatina un pò più lunga del solito.  fermona#6 fermona#3
Giunto al solito luogo da dove parte la ciclabile, a farmi compagnia lungo tutto il tragitto un simpatico venticello contrario (.. e non se ne può più ! mi perseguita !!) con passo deciso percorro la lunga striscia che, passato un ponticello che attraversa uno stagno, corre parallelo al fiume Margorabbia e ad una ridente fattoria prima di giungere al sottopassaggio che consente di oltrepassare la statale, quindi qualche altro centinaio di metri, sempre con a lato la fattoria, poi il bivio: diritti si prosegue in direzione Luino, prendendo a destra si risale al piccolo paese di Ferrera di Varese.
Ho scoperto – e battuto – questo tratto alternativo di ciclabile dall’anno scorso, da quando di fatto è stato ‘aperto’, e devo dire che è decisamente meritevole di essere fatto. La risalita non è lunga – penso non arriverà a 3 chilometri da ‘livello 0’ – né dura, impegnativa sì, soprattutto nella seconda parte, considerando che mediamente si arriva dall’aver percorso già un paio di km. Si tratta di una serie di quattro-cinque larghi tornanti che, con un andamento gradevolmente dolce, risalgono al paesino ai piedi di Cunardo. Avverto buone sensazioni nel mio procedere pertanto come diceva la pubblicità dell’amaro Ramazzotti “tutta bere” sono motivato a non desistere, a calibrare il mio passo in base alle sensazioni metro dopo metro (cosa ardua, non è un gioco da ragazzi !). Frattanto, dopo tanto tempo sento che il famoso fanciullino tenta di farsi spazio fra “le pieghe” quasi volesse tentare di farsi sentire …

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Abbandonato il tronco principale, anche il proseguio è rilassante in quanto si sviluppa a fianco dei boschi e campagne limitrofe. Il fondo in una prima parte ancora “in verde” lascia poi spazio fino all’arrivo alla chiesa di Ferrera dove ha termine il camminanento all’asfalto e talvolta sono presenti delle panchine. L’andamento stesso invoglia chi lo percorre a una andatura non impegnata ma continua, ed è con questo obbiettivo che procedo; dopo le prime due curve arriva il famoso “livello 0”, di cui prima, e da lì l’andare si fa sentire maggiormente, la pendenza inizia a pesare sui muscoli, (io) si combatte per non cedere il passo: qualche metro per rifiatare … e via con l’ambizione di giungere “in vetta” (da qui impiego poco meno di 15 minuti per raggiungere il punto più alto). In effetti, dopo una brusca risalita, il percorso si spiana; quindi dopo una curva secca di 180° ci si ritrova sull’ultimo tratto ‘a menu’, da qui è tutto sterrato: un lungo rettilineo in linea che immette poi nella parte boschiva ai piedi di Ferrera. Si cominciano poi a intravvedere le prime case e, con all’orizzonte l’immagine della parrocchiale, percorro l’ultimo tratto boschivo con un occhio curioso e alla vicina cascata della Fermona visitata l’estate scorsa.

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