Metti una sera con gli ‘asinelli’

(Venerdì 30 agosto)

CorsadegliAsinelli_aMalgesso001Stasera andava di scena la ‘Corsa degli asinelli’ di Malgesso, 2^ prova della combinata

creata e voluta dal gruppo ‘7 Laghi Runners’ da alcuni anni, in sinergia con la ‘Corsa di S. Rocco’ di Brebbia; si presenta come una delle ultime corse serali della stagione.

 

Benché si possa considerare come una serale ‘di nicchia’, si apprezza una buona partecipazione (con la batteria dei bambini che partono poco prima di noi, stimo sui 200 i concorrenti), a testimonianza che anche queste decentrate non sono poi tanto disdegnate ! E’ il primo anno che dopo la sgambata a Brebbia prendo parte al secondo atto a Malgesso e, fermo stante la piacevolezza di compiere un ‘inedito’ allenamento in compagnia, ho apprezzato come tanti altri (circa 150 partecipanti) il percorso proposto.

Sul luogo della partenza ho modo di

 

ritrovare e salutare diversi frequentatori del circuito varesino; fra tutti, vedo con un pò di ‘stupore’ l’amico Giuseppe Ramundo il quale, provenendo da Cantello, ha fatto parecchia strada (con traffico annesso visto l’orario) per arrivare sin qui !, Stefano, Nunzio, Paola, Michele, Pasquale, Giuseppe del ‘GP Miralago’, Ugo e l’immancabile Giulio ‘Lo Squalo’.

Di poco inferiore ai 6 km., interamente nei boschi e campagne circostanti ad eccezione del primo km su asfalto in cui affrontiamo subito dopo la partenza una non indifferente salita per risalire al disopra delle scuole adiacenti e poi deviare per uno scorrevole sterrato che ci riconduce in zona partenza (denoto una buona tenuta – vado pensa

ndo -). Quindi si ripassa in zona partenza e si prosegue in direzione Trav
edona Monate; poco poco dopo si abbandona l’asfalto per il fatidico tratto di bosco inserito anche nella tappa primaverile del Piede d’Oro, dove si svolge tutto il resto della gara. Passato il terzo chilometro, mentre sfiliamo per i sentieri, ecco ai bordi del camminamento Katia Grillo intenta a riprendere i concorrenti impegnati. Dopo un piacevole passaggio nei boschi e sentieri di Malgesso, i concorrenti recuperano a meno di un km dal traguardo le vie del paese e si ritrovano a percorrere in senso contrario la ‘chicane’, con passaggio sopra la superstrada, che conduce al rettilineo antistante il municipio.
Decisamente picevole come andamento, molto simile a quello della gara di due settimane fa di Brebbia: non così ricco di saliscendi come nella prima ma senz’altro impegnativo dal punto di vista muscolare e per i continui cambi di ritmo richiesti, fino ad ‘aprirsi’ per il rettilineo finale.
Come tante altre, anche questa serale si inserisce in una cornice di festa di paese; pertanto, al ternine delle fatiche, c’è la possibilità per tutti di fermarsi per stare in compagnia e trascorrere qualche ora insieme, magari anche facendo quattro salti … o quattro passi per il viale a festa.

Sara Anzanello: “Riparto dalla bici”

MODENA – Belle notizie, bel post…

di Sara Anzanello

Ormai tutte le squadre hanno già iniziato la preparazione. Corsa al campo di atletica, chili e chili di pesi, ore ed ore in palestra ad allenare i fondamentali, dieta ferrea e tanta disciplina e spirito di sacrificio.
Noi atleti siamo così.

Siamo focalizzati sui nostri obiettivi per i quali lavoriamo con costanza e pazienza, siamo delle formichine che giorno dopo giorno si mettono alla prova per migliorare la loro prestazione.

Gioiamo dei piccoli miglioramenti e non molliamo mai.

Devo ammettere che la mentalità dell’atleta l’ho capita solo in questo periodo. Ne sono sempre stata conscia ma prima era scontata, un qualcosa talmente intrinseco dentro di me che non c’avevo mai dato peso, mi veniva naturale. Adesso, che sicuramente non sono in preparazione, capisco che nella mia quotidianità regni ancora la disciplina, la motivazione e la pazienza che mi hanno sempre caratterizzata e che mi hanno permesso di diventare quello che sono.

E se le mie colleghe stanno sudando in palestra io riparto dalla “Bicicletta”.

Dopo il trapianto il mio fisico ha risentito molto dell’inattività, dell’operazione e dei mesi in ospedale. Adesso che sono passati quasi sei mesi sto ricominciando a riprendere possesso del mio corpo.

E’ stato un percorso difficile e si prospetta ancora molto lungo il recupero.
Ma se prima non riuscivo quasi a camminare, adesso posso affermare con orgoglio che andare in bicicletta è un buon modo per rimettere su quei muscoli che sono praticamente scomparsi dalle mie gambe.

Correre in mezzo al verde mi gratifica molto e mi permette di tenermi un po’ in allenamento: l’aria sana, il bel paesaggio, qualche nube di moscerini che ogni tanto mi ritrovo a oltrepassare (se siete a Jesolo quando correte in bici vi consiglio di tenere la bocca chiusa, le proteine dei moscerini non sono buonissime).

Ho anche scaricato roadbike (la versione per la bici di runtastic) e sono contentissima dei miei progressi. Le mie prestazioni non sono sicuramente da giro d’Italia, ma pian piano aumento ogni giorno il mio percorso di 500 metri.

Bisogna fare così, ripartire dalle piccole cose.

Se prima il mio obiettivo era camminare, poi era diventato correre in bici. Adesso il mio obiettivo sarà correre a piedi, ma credo che ci voglia ancora tanta tanta bici e tante tante nubi di moscerini.

 

(tratto da Volleyball.it)

e-Scoresheet: Referto elettronico per tutti…

(Mercoledì 28 agosto)
Escoresheet in campo anche a Londra 2012

BOLOGNA – Grande innovazione per il mondo della pallavolo italiana: arriva e-Scoresheet, il software per il referto elettronico delle Serie A, ora disponibile anche per le serie inferiori.
Data Project, leader mondiale nella creazione di software e servizi per la Pallavolo, ha reso disponibile ai Comitati Provinciali e Regionali FIPAV l’uso del referto elettronico per tutti i campionati di serie e categoria!

Da anni strumento ufficiale nei campionati di serie A maschile e femminile, oltre a tutte le manifestazioni europee ed internazionali, il software consente di compilare il referto di gara in tempo reale, verificando ogni situazione e fase di gioco attraverso automatismi che rendono impossibile l’errore per l’operatore.

Data Project ha proposto ai Comitati l’utilizzo facoltativo di e-Scoresheet, in modo che le società abbiano il tempo per adeguarsi alla innovazione. In alternativa, si può continuare ad utilizzare il referto cartaceo.

Questa innovazione aiuterà tutte le squadre di pallavolo a risolvere le problematiche che puntualmente si ripetono in ogni annata sportiva, come il reclutamento e la formazione dei segnapunti, gli errori di compilazione e l’invio della copia cartacea all’organo competente.

Sarà facile per le società, infatti, interessare più persone, mettendole rapidamente nella condizione ideale di svolgere con facilità e senza stress il proprio compito, al riparo da qualsiasi tipo di errore (si pensi ai genitori che, una volta accreditati, potrebbero sostituire il segnapunti assente, per una partita dei figli, e nel contempo divertirsi a seguire l’incontro).

La moderna e accattivante grafica dell’e-Scoresheet

Il programma e-Scoresheet è disponibile in versione ufficiale per tutte le società e gli addetti ai lavori sul sitowww.dataproject.com/FIPAVCPcon licenza valida fino al 30 Novembre 2013.

Si può scaricare e provare immediatamente in tutte le sue potenzialità. Questo è un grande vantaggio, perché permette agli interessati di apprendere il funzionamento del programma, prima di iniziare ad usarlo regolarmente se il Comitato sposa l’iniziativa.

Il software funziona su qualsiasi PC, anche “datato”, purché sia equipaggiato con sistema operativo Windows XP o versione successiva. Questo significa che può essere usato sulla quasi totalità dei computer in circolazione, per cui dovrebbe essere facile recuperare un portatile dismesso e predisporlo per il referto elettronico.

L’adozione di e-Scoresheet porterà anche notevoli vantaggi ai Comitati: dal risparmio di tempo per la formazione dei segnapunti  alla eliminazione dei costi per la stampa dei referti in carta chimica auto copiante, dallo snellimento delle procedure di invio e omologazione all’aggiornamento più rapido delle classifiche.

L’uso del referto elettronico può rappresentare l’occasione per tutto il movimento della pallavolo italiana di guardare al futuro.

 

(tratto da Volleyball.it)

Volley, World Grand Prix 2013: parte la Final Six, per l’Italia c’è subito il Giappone

(Martedì 27 agosto)

Le azzurre a Sapporo incontrano in cinque giorni cinque delle squadre più forti al mondo, poi tornano in Europa: in Svizzera e Germania dal 6 settembre iniziano gli Europei.

 

Il calendario della Final Six 28 agosto-1 settembre 2013

Dopo aver mandato una specie di “Nazionale B”, forte, ma non con le più forti, all’ultimo appuntamento della fase preliminare del World Grand PrixMarco Mencarelli ha deciso di schierare le migliori in Final Six e sarà lui a guidarle, mentre in Taiwan aveva inviato una spedizione guidata dal suo vice Paolo Tofoli che si è comportata egregiamente guadagnando il pass per la Final Six.

Sapporo, in Giappone, in questi giorni il ct potrà dunque fare affidamento sulle palleggiatrici Letizia Camera e Noemi Signorile, le schiacciatrici Valentina Fiorin, Cristina Barcellini, Caterina Bosetti e Carolina Costagrande, le centrali Cristina Chirichella, Raphaela Folie, Valentina Arrighetti e la capitana Martina Guiggi. Como opposto potrà scegliere tra Valentin Diouf e Indre Sorokaite, mentre il libero molto probabilmente sarà Alessia Gennari. Monica De Gennaro non dovrebbe giocare le cinque partite perché sta cercando di recuperare al meglio dopo l’infortunio al polpaccio sinistro che ha rimediato durante il match contro la Repubblica Dominicana in Taiwan. In vista degli Europei, poi, dovrebbe essere recuperata anche un pezzo da novanta come Lucia Bosetti, che il 29 agosto dovrebbe togliere il tutore all’anulare della mano destra che si è infortunato durante un’amichevole con l’Olanda quasi un mese fa.

Ricordiamo gli impegni delle azzurre a Sapporo (orari italiani):

Mercoledì 28 agosto: Giappone – Italia ore 12:00
Giovedì 29 agosto: Italia – Cina ore 8:30
Venerdì 30 agosto: Brasile – Italia ore 8:30
Sabato 31 agosto: Italia – Usa ore 6:30
Domenica 1 settembre: Serbia – Italia ore 6:30

La formula della Final Six è quella classifica del round robin, quindi verranno assegnati tre punti alla squadra che vince per 3-0 o 3-1, due punti a chi vince al tie-break, un punto a chi perde per 3-2 e zero punti a chi perde per 3-0 o 3-1. La classifica finale dopo le quindici partite stabilirà chi avrà vinto. Se due squadre hanno gli stessi punti a fare la differenza saranno il numero di gare vinte, poi il quoziente set e infine il quoziente punti.
Tutte le partite dell’Italia saranno trasmesse in diretta tv da RaiSport.

Foto © Fivb

(tratto da Volleyball.it)

Verso l’Europeo: L’Italia fa team building con il rafting

 

Azzurri versione rafting – foto fipav

CAVALESE  – Un pomeriggio sulle acque del torrente Avisio, sperimentando il rafting come attività di team building.

La squadra azzurra, in ritiro a Cavalese, come ogni anno ha dedicato una giornata di ritiro a una nuova attività sportiva per trovare sintonia in un contesto diverso.

TEAM BUILDING – L’idea di lavorare sul coordinamento e la sincronizzazione della squadra a bordo di un gommone ha entusiasmato Mauro Berruto.

Il ct ha tenuto segreta ai suoi atleti la curiosa attività pomeridiana fino a pochi minuti prima di partire, per non far perdere loro la concentrazione durante gli allenamenti.

Sotto la guida dell’istruttore dell’associazione Avisio Rafting, Fabio Bolognani, la squadra ha così solcato il torrente della Val di Fiemme da Masi di Cavalese fino a Molina di Fiemme.

Una esperienza particolare e divertente che ha entusiasmato Savani e compagni.

 (tratto da Volleyball.it)

Grand Prix: Signorile, “La Final Six? Nessuna sorpresa”

(Martedì 27 agosto)

Signorile e De Gennaro alla Final Six. Il libero deve recuperare l’infortunio – foto © Tarantini

SAPPORO – Alla vigilia dell’importante appuntamento, il debutto con il Giappone nella Final Six di Grand Prix, la regista azzurra Noemi Signorile, una delle protagoniste della qualificazione, racconta le sue sensazioni: “Se devo essere onesta non sono completamente sorpresa di aver raggiunto le finali. Ho sempre pensato che fossimo un bel gruppo, capace di fare buone cose. Ora bisogna dare il meglio di noi per arrivare più in alto possibile”.

Non manca però l’emozione per un debutto così prestigioso: “Quella c’è di sicuro, in più iniziare contro il Giappone che è la squadra di casa e perciò avrà tutto il pubblico a proprio favore, renderà le cose più difficili”. 

La sfida con le nipponiche aprirà una serie di cinque gare che metterà le azzurre di fronte ad alcune tra le più forti formazioni al mondo: “Saranno dei match molto importanti per capire cosa significa giocare contro squadre di altissimo livello. Tutte le avversarie sono davvero forti, credo che sia la maniera migliore per testarci soprattutto in vista del Campionato Europeo che inizierà pochi giorni dopo le finali”.

 

(tratto da Volleyball.it)

La montagna parlerà tedesco

Accordo tra la Provincia di Bolzano e il governo. l’italiano sparirà da 135 toponimi. Ma per i falchi della Volkspartei è ancora poco

Vi piace l’Alto Adige, con i suoi paesaggi incantati e le camminate tra i monti in stile Heidi? Fate attenzione, perché a breve potreste vedere cancellati i luoghi a cui siete più affezionati. Forcella del Santo? Zac, tagliato. Monte Sant’Anna? Via, non esiste più. Malga Zirago? Stop. E così per la Forcella di Vallunga, la Croda Nera, la Forcella Mezdì e altri centotrenta nomi di cime, malghe e posti da favola. Potere della politica, dove basta una stretta di mano per cancellare in un amen i posti del cuore, i suoi simboli, i ricordi di una vacanza. 

La stretta di mano, che al momento doveva restare segreta, è quella tra il ministro agli Affari regionali Graziano Delrio e il governatore altoatesino Luis Durnwalder: nel nome dell’intesa tra Stato ed Alto Adige, ben 135 toponimi italiani sono stati sacrificati (o meglio dire, cancellati) e di loro non rimarrà più alcuna traccia sui cartelli, che conterranno solo i nomi tedeschi.

La vicenda è molto più complessa di quanto si potrebbe pensare, e prende avvio agli inizi del Novecento, quando lo storico Ettore Tolomei fu incaricato di tradurre in italiano tutti i nomi tedeschi dell’Alto Adige: si mise di buzzo buono, e arrivò a quota 16.735. Da allora, tra furiose polemiche, l’Alto Adige divenne la terra del doppio nome, e guai a chiamare un toponimo con il suo nome italiano se sei di madrelingua tedesca, e viceversa. Siccome la “guerra dei nomi” non poteva durare in eterno, tre anni fa Durnwalder e l’allora ministro Raffaele Fitto iniziarono a incontrarsi (o meglio, a scontrarsi) per decidere quante di quelle denominazioni italiane fossero veramente “in uso”.

Alla fine, la lente d’ingrandimento ha messo nel mirino 135 toponimi che a breve saranno cancellati,
mentre su altri dieci l’accordo non è stato trovato: tra questi c’è l’Alta vetta della Vetta d’Italia (che i sudtirolesi vorrebbero chiamare solo Lausitzer Weg), Malga Sasso (Steinalmen nella dizione tedesca) e soprattutto Durna in Selva, che non è forse la località più conosciuta dai turisti italiani, ma che ha un significato simbolico per il governatore Durnwalder, visto che la denominazione tedesca è proprio Durnwald.

L’intesa, come detto, doveva rimanere segreta perché in Alto Adige l’argomento toponimi è forse il più delicato in assoluto. Già nel 2009 c’era stato un primo blitz, confezionato in gran silenzio dall’Alpenverein (il Cai di lingua tedesca) che aveva piazzato nei boschi altoatesini ben sessantamila cartelli segnavia quasi tutti solo in tedesco, fregandosene che i fondi per quei cartelli arrivassero da Bruxelles e anche da Roma, per via del progetto europeo Obiettivo 2. Risultato? Centinaia di telefonate al Cai da parte di turisti infuriati, che non trovavano più i “loro” cartelli.
Il bello è che Luis Durnwalder è stato messo in croce dai falchi della Volkspartei perché quei 135 toponimi italiani cancellati erano stati considerati un’inezia: e così, armati di pennarello, avevano iniziato a segnare decine e decine di nomi italiani da sfrondare, rischiando di far saltare l’intesa col governo. Ma l’intesa, in realtà, a Bolzano piace davvero a pochi, se è vero che sia il Pd locale che il Pdl altoatesino masticano bocconi amari, sebbene a denti stretti. Basta sentire Daniela Rossi, vicesegretaria del Pd: «Abbiamo fatto una pessima figura. Questa intesa non è mai stata discussa tra di noi». Dello stesso avviso Enrico Lillo, braccio destro della pasionaria del Pdl (nonché sottosegretario) Michaela Biancofiore: «Incontri carbonari della Svp, il solito via vai sulla testa dei cittadini di lingua italiana».

(La Repubblica, 26 agosto 2013)

.. E riprendiamo da Cantello ! …

Riprende oggi dopo le ferie agostne la carovana del Piede d’Oro con la ‘Corri a Cantello’, 25^ prova del calendario stagionale.
Si rtrovano cosi gli amici di sempre, i ‘compagni di viaggio’: ecco così Giuseppe Ramundo, oggi a fare gli onori di casa, sempre occupato …, Antonio Spoti, Stefano, Liliana, Sergio, Paola, Andrea e Simona, Gianfranco Riva Fiorella e Manuela al tavolo del PO, Massimo, Samuele, Angelo il presidente.
L’impazienza per ripartire è tangibile dal momento che pian piano gli atleti si avvicinabno alla zona partenza. Alle nove il via da una via adiacente il ritrovo: breve circumnavigazione della piazzetta antistante e, dopo il passaggioo per una contrada via ci si butta negli immensi campi coltivati, tutto un susseguirsi di piacevoli saliscendi che ci accompagnano fin quasi all’arrivo. Nonostante la volontà di riprendere, io sono costretto a correre “zavorrsto” (neologismo per gli amici podisti ! :)), evito di allungare per non … esagerare e così avanzo lungo il percorso; pertanto, non è stata una gara brillante ! …. Alle nove la partenza fda uns via adicente la piazza del tritrovo: breve circumnavihgazione della poazzetta antistante e, dopo il passaggioo per unsa contrada _______ via ci si butta nehgli immesi campicolrtivati, tutto un susseguirsi di piacevoli saliscendi che ci accompagneranno per tutto il resto della gara.

Quella di Cantello è una tappa cui manco da un paio d’anni per cui non ricordo proprio l’andamento, senon aver visto nei giorni scorsi in un post pubblicato il profilo altimetrico, a cui comunque non ho dato peso (‘.. si tratterà di uno sbaglio ! …’).
Il percorso si rivela decisamente ottimale e piacevole, in gran parte attraverso i boschi e le campagne circostanti, senza alcuna asperità di rilievo a parte un paio di strappetti neanche tanto lunghi che salivano dolcemente.
Nonostante la volontà di riprendere, io sono costretto a correre “zavorrato” (neologismo per gli amici podisti ! :)), evito di allungare per non … esagerare e così avenzo lungo il percorso; pertanto, non è stata una gara brillante ! ….
Lungo il percorso incrocio fra gli altri i miei compagni del CB: già alla partenza, ecco disporsi nelle prime fila Gianluigi Vanetti (autore di un buon tenpo finale) con al seguito Franco Di Sario (giungerà poco più avanti di me); lungo l’andare ritrovo una rediviva Barbara e poi Ruggiero …
Che per me sia giornata no me ne accorgo sin dai primi km con l’incapacità di riuscire ad impormi il passo. Dopo un paio di km percorsi eccomi raggiungere dalle retrovie da Massimo Riva, podista “d’assalto” che conosco dai tempi in cui lavoravo alla Mascioni e con cui ho ancora qualche contatto (gli avevo proposto di venire, abitando lui a Malnate); segue la prim storta della ripresa (colpa mia !!). Quindi ecco sopraggiungere Stefano e poi Samuele … nel primo passaggio nei boschi eccomi in compagnia di alcuni ragazzi “di passaggio” e di meno giovani a cui cerco di rimanere attaccato con la speranza di ritrovarmi …
Giunto quasi al termine della fatica odierna non rinuncio però a farmi inquadrare dalla videocamera del Lumi Noso per andar a tagliare il traguardo con un tempo sinceramente esagerato per quello che era oggi !!! Vabbè …

Un pò di cronaca ! …

Pochi giorni fa su Internet prima e alla tv poi ho appreso una notizia che mi ha suscitato un pò di inquietudine e disappunto insieme nell’apprendere una notizia di cronaca nera che in un primo momento avrei definito ‘da perfetti irresponsabili’: la notizia riguardava la morte di un bambino di neanche due anni portato dai genitori in alta montagna aldisopra dei 3000 metri ! … Di per sé, il fatto susciterebbe scalpore e indignazione per i più.

La notizia è stata poi ripresa dal telegiornale all’ora di pranzo: contrariamente a quanto pensavo, il servizio ha dettagliato maggiormente l’accaduto intervistando anzitutto un medico pediatra specialista  il quale ha confermato la fattibilità di portare un bambino di pochissimo tempo a simili altezze e  riferendo in particolare dell’avvedutezza dei genitori che, secondo procedura, avevano provveduto ad avvicinare gradualmente (mediante acclimatazione) il piccolino all’altitudine da raggiungere.

Unendo il dovere al piacere, o viceversa



Oggi pomeriggio, accantonati i possibili e .. abitudinari impegni “domestici” mi sono concesso la seconda giornata al lago: destinazione, la mia spiaggia “preferita” (… scoperta) il parco Giona a Maccagno, spazio apprezzato negli anni scorsi quando con le ragazze della nostra squadra di pallavolo organizzavamo un campo alla casa scout soprastante il ridente paese lacuale.
Non che prediliga la vita da lucertola ma, dovendomi organizzare alla ‘bell&meglio’ le mie vacanze nostrane … ci sta. L’ideale, quando possibile e .. ci si riesce a concedere, per un pisolino ritemprante o per concedersi senza pensieri alla lettura ! … Beh poi ogni tanto un bagnetto per rinfrescarsi dai !

Nella puntata di oggi dovevo poi riuscire ad incastrare il cosiddetto ‘utile al dilettevole’: avevo intenzione di farci stare un allenamento (.. INO) sempre a Maccagno, percorrendo alcuni tratti della camminata che là organizzano nel mese di giugno, e a cui da qualche anno a questa parte non riesco a prendere parte (!!). Così, tornato alla macchina per posare le ‘cosedaspiaggia’, infilo le scarpette da runner che preventivamente avevo caricato (acc … mi sono dimenticato le calzette !! .. problema !? … e infatti !!) e .. via attraverso l’adiacente parco per prendere le viuzze interne e quindi tornare sulla strada principale per risalire alla chiesetta che si erge sulla prima galleria per tornare verso Luino. ‘Mi disoriento’ un attimo per le stradine interne in quanto ero partito con l’intenzione di risalire il lungolago ma, visto che ciò equivale a dire arteria principale (= smog) fra me e me penso ‘forse è meglio che proseguo così ! ..’; col rischio di procedere fino all’estremità della darsena (=strada morta); deviando sulla “retta via” mi imbatto sul piccolo porticciolo d’imbarco di Maccagno, con l’adiacente spiaggetta, e di fianco la passerella che riconduce alla strada principale.
Giungendo nei pressi del ‘promontorio’ predetto ci giro attorno ricordandomi di un qualche passaggio urbano che permetta di risalirlo ma non trovo che – seminascosta – una ripida e stretta scalinata, in penombra, alla fine della quale si apre lo spiazzo

che offre una splendida balconata sul lago Maggiore; e poi giù (si sarebbe detto ‘a pata vèerta !’ verso il centro del paese e quindi la risalita al punto di partenza, preferendo, ammaliato dal suggestivo lungolago di Maccagno, ancora le stradine interne (non prima di essermi soffermato su una suggestiva vista sul lago che si apriva percorrendo fino in fondo una di queste … SSPETTACOLOOO !!!)

che riconducono al vicino campo sportivo comunale e quindi al parco.

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