.. Quattro passi ad Arcisate ! …

Appuntamento domenicale col Piede d’Oro ad Arcisate per la ’Quatar pass par Arcisà’, classica del circuito varesotto.
Ambientata nella bella cornice del parco della Lagozza, psi tratta di un percorso decisamente nervoso e impegnativo, riuscire a mantenere un adeguato ritmo è di non poco conto, caratterizzato da continui saliscendi dal primo all’ultimo chilometro. Informati preventivamente i gruppi, quest’anno è stata inserita una variante che allunga di circa un chilometro i due percorsi.
Giunto sul posto, subito vedo Giovanni Giò Barabino del mio gruppo sportivo, subito dopo Franco e Natalino quindi alla spicciolata il press e gli altri …ecco poi Giovanni del ‘7 Laghi Runners’ e Francesca, Angelo pres del PO, Antonio Spoti e la moglie, Liliana e Samuele della Mezzanese, poi Stefano, Flavio e Giovanni; saluto Playbeppe, oggi intasato dal raffreddore, Paola e poi Federica (si sente la mancanza di Giuseppe Ramundo bigione 🙂 ) ….
Si parte dalla parte retrostante del parco, che solitamente si fa nella parte conclusiva della corsa, e da subito la strada inizia piano piano a salire (!!)..

La tappa odierna si Arcisate è rinomata anche per lo ‘scaldotto’ che incombe sui podisti lungo il percorso dal momento che nell’attraversamento dei prati diversi sono i tratti scoperti, benché in buona parte si snodi fra campi e boschi. Percorso decisamente impegnativo, che non concede tregua per rifiatare quasi !!
La mattinata si presenta tersa e ad accoglierci è un flebile soffio d’aria che ‘ci mitiga’ un pò (l’illusione però dura ben poco !).
Come al solito, alle 9 la partenza. Ben presto l’asfalto lascia posto allo sterrato. La variante ‘offerta’ si presenta non indifferente, andando poi ad ‘assommarsi ‘ ad un un profilo già POWER! Io, partito con un buon ritmo, ‘non spingo’ consapevole che IL BELLO HA A VENIRE, ma procedo bene; al primo rifornimento – posto al 3° km – mi jetto già dell’acqua per rifrescarmi, e avessi terstato il sudore con una cartina tornasole penmso che si sarebbe disciolta dala salinità, non è mmale !!).
Passato il quarto chilometro si torna sul ‘percorso vecchio’, con la progressiva ed impegnativa salitella che conduce ai boschi e agli estesi campi della ‘Quatar pass’ e che conduce poi al punto più alto del profilo altimetrico odierno.
Da qui, brusco discesone che porta a lambire il percorso vita, quindi di nuovo camminamento nei boschi che riporta i concorrenti al parco comunale.

Concludo con un tempo che la dice lunga sulla mia prestazione odierna, sospesa fra il primo vero caldo e il continuo ‘So e Giò’ proposto.
Con la variante proposta dagli organizzatori il percorso si arricchisce sicuramente dal punto di vista del gesto atletico richiesto (!!); pur se già decisamente impegnativo e muscolare, ha incontrato comunque l’apprezzamento di molti (anche di top runners come Enrico Rodari); personalmente, condivido anche la decisione di spostare la partenza all’interno del parco.

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