Caleidoscopio sociale

Riporto un post di una mia conoscente … che fa pensare:

 

Scusate se non ho figli… riflessioni sulla condizione di non madre

Quando una donna non ha figli, le cause e le situazioni che determinano questa condizione possono essere le più disparate.
Supponiamo che la donna in questione abbia un partner, compagno o marito non è importante, in questo caso la prima possibilità è che entrambi, oppure solo lei o magari solo lui, non desiderino in alcun modo avere figli, per cui l’evento non avrà mai luogo con buona pace, si spera, di entrambi gli individui.
Supponiamo invece che i due malcapitati non riescano in alcun modo a procreare nonostante le più buone intenzioni, in questo malaugurato caso la cosa può essere vissuta serenamente, quasi mai, ma si cerca di lasciare che la natura faccia il suo corso e ci si rassegni al fatto che non sia destino, oppure la cosa non sia vissuta assolutamente con rassegnazione, quindi si decida di dare il via ad un impietoso massacro sul proprio corpo, ormoni a nastro, operazioni complicatissime di inseminazioni varie, ma nonostante tutti gli sforzi e le sofferenze ahimè il prodotto sia pari a zero e quindi il risultato finale sia spesso la disperazione più nera, alla quale si cerca di far seguire una rassegnazione oserei dire incazzata, inevitabile, ma molto, molto incazzata.
C’è poi il caso della donna single e anche qui vanno distinte delle situazioni ben precise, ovvero la donna single convinta per eccellenza, che piuttosto che portarsi a casa un partner e ancor di più un figlio, se la farebbe cementare… di solito questa tipologia di donna predilige la figura dell’amico per soddisfare le esigenze corporali, ma farebbe carte false per non perdere la sua indipendenza che vale più di qualsiasi altra cosa.
Poi c’è la donna single diciamo per scelta degli altri, o per pura sfortuna, che farebbe qualsiasi cosa per avere in cambio uno straccio di marito e minimo minimo due pargoli, ma ahimè qualche causa sconosciuta (è ‘na cozza? è acida come lo yoghurt scaduto? è semplicemente sfortunata nel trovare con il lanternino tutti gli uomini più bastardi del mondo?) le impedisce di socializzare con il genere maschile, per cui in mancanza di materia prima oserei dire ‘essenziale’ non riesce a procreare.
In tutti questi casi comunque, a parte la convivenza con un malessere quotidiano portato più o meno bene, la donna senza figli è destinata a fare ben presto la conoscenza di una cosa che non l’abbandonerà mai più nella vita e di cui non poteva immaginare il livello che potesse raggiungere ossia la cattiveria della gente, le lingue taglienti di persone anche le più insospettabili che costantemente giudicano la sua situazione, ergo non si esimono dal farsi i cavoli loro manco fossero stati abilitati dal Supremo ad additarla come un essere di serie B solo perché non sta portando avanti la specie umana.
Se per caso hai osato dire che tu e il tuo partner non volete avere figli, sarete subito catalogati come dei mostri egoisti senza senso della famiglia, poi non importa sapere il perché di questa vostra scelta, non sfiora neanche minimamente il cervello di queste persone, ammesso che ne abbiano uno, pensare o solo immaginare che la vostra scelta è dovuta a un disagio interiore che vi fa vivere il ruolo di genitori come inadeguato alle vostre capacità, la paura di non essere in grado di sostenere un simile ruolo magari psicologicamente o economicamente, perché non pensare anche a questo visto la situazione che stiamo vivendo… ma no, non è così, voi siete dei mostri, punto e basta.
E che dire poi se tu e il tuo partner ci state provando da mesi, da anni e sto’ cavolo di bambino non arriva o peggio l’avete pure perso e ti trovi davanti il parente, magari al classico battesimo del figlio di tuo cugino, il quale non vede l’ora di farti la fatidica domanda ‘e voi, a quando il lieto evento?’, ovviamente davanti ai 200 invitati che improvvisamente rivolgono il loro sguardo impietoso su di te e tu, che stai cambiando tutti i colori dell’arcobaleno in volto e non sai cosa rispondere, ti senti anche incalzare sempre dal parente pirla che aggiunge pure, rivolto di solito ai tuoi suoceri, ‘dai, non vorrete far aspettare a lungo questi due poverini per diventare nonni’ e a questo punto vorresti scavare una buca ma solo per seppellire il parente e tutti i 200 invitati che nel frattempo annuiscono e concordano sul fatto che no, non si può far aspettare questi due poverini, devono diventare nonni al più presto.
E che dire della stronza di turno, perché in questi casi esiste sempre, che fino all’altro ieri era nella tua stessa condizione e improvvisamente non si sa per quale miracolo diventa mamma, non sapeva niente di bambini ma ora è praticamente diventata la Wikipedia dell’infanzia e che se per caso o meglio per sbaglio ti permetti di darle un consiglio, ti risponde con quella frase che la donna senza figli NON vorrebbe mai sentirsi dire ‘e ma tu non hai figli, quindi non puoi capire’… ma veramente sei stronza, è la frase che anche tu fino all’altro ieri non volevi sentirti dire e ora me la butti lì con una cattiveria inimmaginabile… e poi diciamolo, non è vero un cavolo che io non posso capire perché non ho figli, io capisco benissimo e anche meglio di te perché non sono coinvolta e quindi ho più razionalità per prendere una decisione che tu, mamma isterica, non riesci a prendere perché in quel momento non ci stai con la testa.
E poi ci sono i genitori, i suoceri e i parenti tutti, che ogni volta che ti vedono ti lanciano il loro sguardo ‘tenero’ e ti dicono ‘novità?’ e tu, fingendo di non capire per non ficcarti in un ginepraio da dove non ne usciresti più, rispondi ‘no, al lavoro sempre uguale’ e speri che non entrino nel dettaglio per non dover rispondere, dare spiegazioni, che poi non sei tenuta a dare perché nessuno ha diritto di chiederti nulla, tanto meno di metterti in imbarazzo con ipotesi e allusioni stupide.
Ebbene si, sono una donna senza figli, per scelta o perché non mi sono arrivati, perché non mi sono massacrata per averli, perché ho accettato il destino di non essere madre, perché per me c’è un tempo per tutto e per me quel tempo è già passato, perché mi ritengo comunque una donna di serie A, solare, positiva e pronta sempre ad aiutare tutti con una buona parola e con un sorriso, e vivrei questa mia situazione più che serenamente se solo le persone imparassero a rispettare la mia condizione, a non dire cattiverie, più praticamente a farsi gli affari propri e a non giudicare quello che non possono sapere.
Care madri, credetemi se vi dico che avete tutta la mia ammirazione, credetemi se vi dico che ho tutta la sensibilità del mondo per capire il vostro sacrificio e la vostra dedizione, ma capitemi se vi chiedo di non guardarmi con sospetto e con invidia perché io ho tempo per me stessa, perché se non avrò mai la gioia di tenere un figlio tra le braccia, ho deciso che dalla vita mi prendo tutto il resto.

 

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