‘Colpaccio’ della libera femminile VV contro OSGB

(giovedì 21 marzo)

Gara intensa quella di stasera al PalaGemonio per la categoria ‘Libera Femminile’: di fronte il sodalizio di ‘Vivi Blu Volley‘ contro la coriacea formazione OSGB Induno Olona, tuttora impegnata nel tabellone regionale della Don Bosco Cup 2019 (reduce dalla fresca vittoria con Cormano domenica scorsa 3-2). Importante vittoria della formazione di casa per 3 a 2 al termine di oltre due ore di gioco.
Set molto combattuti quelli andati in scena, dal primo all’ultimo, con le due squadre che, se nei primissimi momenti di gioco tentano di guadagnarsi dei buoni gap iniziali, procedono poi sostanzialmente a braccetto. Forte di una squadra più giovane Blu Volley sprizza d’autorità nei primi due sfoderando una buona artiglieria (Crisafio in forma), ma OSGB non tarda a crescere e a prendere in mano le redini del gioco.

Ambedue si aprono a tutto campo per giocare la palla, lavoro non indifferente per le due difese dunque, anche se il gioco si concentra molto sui tre metri, con scambi talvolta alquanto prolungati e .. ‘complicati’. Nonostante una buona partenza nei primi due set (4-0 nel primo, 3-1 nel secondo), le ospiti non stanno a guardare ed anzi Blu Volley soccombe al loro gioco che non tarda a divenire pressante e cede i primi due punti (19-25, 25-27).

Ed è proprio nell’intervallo fra il secondo e il terzo parziale che avviene forse la “chiave di volta” con una atipica (ma prevista da regolamento) ridesignazione del libero di casa (avvicendamento di una frizzante e ritrovata Marella per l’indisposta Melita). Anche se sostanzialmente i break non variano affatto (!!), con le dinamiche di gioco “che impazzano” nelle parti centrali di gara, importante turno al servizio del numero 4 di casa (gap di 7 punti, 16-8 da 9-7) più “stretto” il successivo). Ma è proprio la tensione che si accumula via via ora da una parte ora dall’altra il che induce diversi errori a rete. Nel quarto set, stessa fotocopia, la squadra di casa riesce a tenersi avanti seppur di poco poi arriva una buona rotazione con il numero 12 Cernecca in battuta da cui viene fuori un break di 6 punti (da 17-15 a 23-17) per il finale 25-17. Si arriva al set di spareggio che inizia proficuamente per la squadra locale (4-0) ma la compagine di Induno non si arrende affatto ed anzi, allargando tatticamente il proprio gioco per cogliere di sorpresa la difesa di Blu Volley, capovolge il parziale (4-5). Ecco allora un “colpo di reni” delle locali che permette di conquistare il cambio campo (8-5). Ma Induno torna sotto per l’ 8 pari; finale si frazione avvincente con Vivi e OSGB di nuovo a braccetto. E’ poi ancora il numero 4 De Tomasi che dei servizi calibrati e un’accorata azione di gruppo a guadagnare un importante gap (+3) che sposta la posta in gioco verso la squadra di casa. Ma come si sa ‘Mai dire mai ! …’: Induno tenta alacremente di rientrare complicando i piani alla squadra di coach Pozzi, ma il muro di casa, che già nei precedenti si era mostrato efficace, si dimostra preparato per il finale 15-13.

La squadra di Pozzi conferma il suo stato di forma e di bel gioco, avvincente, lanciato e che convince, in cui ognuna delle pedine in campo svolge al meglio il proprio ruolo ed evidenziando alcune importanti “pesanti” individualità; e la prova odierna, contro una fra le migliori compagini del panorama provinciale, è stato un valido banco di prova della maturità raggiunta dal gruppo.

Uso parole chiave: la rivincita della Long Tail

Qualsiasi campagna di ottimizzazione SEO inizia con l’individuazione e la scelta delle parole chiave più adatte per ‘aggredire’ la SERP per il miglior piazzamento del nostro articolo/pagina e spingere verso le primissime pagine il proprio sito; una fase che deve essere ben pianificata per poi vedere i risultati sperati. “Conditio sine qua non” è scegliere dunque opportune e ricorrenti parole chiave utilizzate nelle query su precisi prodotti/servizi.

Ma che logica adottare nel selezionare queste paroline magiche ? Ebbene, in risposta a questo quesito è possibile muoversi in vario modo: fra questi, oggigiorno l’ideale è la scelta di frasi o di combinazioni di termini (le keywords) che un utente potrebbe utilizzare nelle sue ricerche sui prodotti.

A questo fine, Internet ci mette a disposizione diversi tools anche gratuiti che si rivelano efficaci nelle loro finalità. Essi ci permettono di sondare anzitutto il livello di competitività intrinseca nella scelta delle keywords, andando poi a calibrare le nostre scelte sulla base dei riscontri permettendoci anche ad analizzare le strategie dei nostri competitors.

Anni fa considerata esplicitamente un escamotage alle tradizionali tecniche utilizzate per l’ottimizzazione dei siti web, non riuscendo allora ad affermarsi come una valida tecnica SEO, il progresso in termini di competitività e l’affinamento delle tecniche di posizionamento in SERP hanno fatto sì che fosse necessario rivedere e rimodulare le tecniche d’approccio, tenendo ferma l’esigenza di poter ottenere in tempi brevi delle conversioni piuttosto che avere potenziali clienti interessati ai nostri prodotti/servizi. Ecco allora che il poter arrivare già a un pubblico mirato, un traffico profilato giustifica il ricorso alla “coda lunga” ovvero a concatenazioni di parole piuttosto che letteralmente ad adoperare “frasi”.

La soluzione ottimale in termini di ‘piazzamento’ è cioè andare a cogliere le parole chiave con il minor numero di ricerche nell’arco di tempo prefissato.

Obbiettivo comune a ogni progetto SEO è di creare contenuti di qualità che possano rispondere ai reali bisogni degli utenti, conducendoli a compiere l’azione di clickare sul sito web, intercettando così da subito i suoi bisogni per avere maggiori possibilità di ottenere una sua visita/conversione. Si realizza così la teoria di Chris Anderson, per il quale ‘una strategia di marketing è più efficace se vengono preferiti prodotti che hanno un basso volume di vendita/richiesta da parte dell’utente oppure una bassa richiesta’ (prodotti di nicchia): questi possono difatti portare a costituire una quota di mercato cospicua e superiore a quella dei nostri competitors. Da ciò consegue che e’ preferibile utilizzare più parole chiave eventualmente combinate tra loro e caratterizzate da un basso volume di ricerca piuttosto che scegliere singoli termini ma con un alto volume di ricerca.

Statisticamente inoltre si possono contare fino a 5 diversi modi di operare per la determinazione delle parole chiave da utilizzare (1 parola, 2 oppure 3 parole chiave, 4 parole chiave, più di quattro parole chiave). Il ricorso all’utilizzo di 1-2 parole chiave risulterebbe essere la soluzione migliore mentre la percentuale si riduce per l’impiego di 3 o più parole.
Invece, poiché il successo – come detto sopra – risiede nella capacità di riuscire a conquistare e convertire potenziali clienti in tempi brevi, a tutt’oggi la soluzione migliore è quella che punta ad utilizzarne tre o più.

La SEO “coda lunga” è la strategia di preferire keywords con volume di ricerca inferiore (e tasso di conversione superiore) rispetto a scegliere poche parole chiave con un alto volume di ricerca.

Ad esempio se si vuole ottimizzare il sito di un negozio di prodotti tipici (vini rossi pregiati) per “bruciare” i competitors andremo direttamente a posizionarci per qualcosa di specifico (es.’ vini rossi pregiati’) piuttosto che un comune ‘vini’ o ‘vini rossi’, perché con questa specifica si ha già un’idea chiara di ciò che il visitatore cerca.
L’utilizzo di 3 parole rappresenta lo “zoccolo”, il nostro target in quanto è quello con le maggiori possibilità di ottenere conversioni.
L’ipotetica parola chiave ideale non è però quella che ottiene il maggior numero di visitatori (=maggior volume) ma quella che raccoglie il maggior numero di risultati (=conversioni).

E’ meglio utilizzare le long tail keywords rispetto alle short tail perchè oggi siamo di fronte ad un utente sempre più esigente.

Una domenica tra esordi e conferme

(lunedì 11 marzo)

‘Inaspettato’ doppio impegno oggi con l’esordio casalingo al PalaGemonio del format ‘u16’ primaverile e il successivo appuntamento preserale con l’under 18 che al PalaBunker di Cuveglio ospita il sodalizio di OSGB Induno Olona.
Prima volta fra le mura di casa per il gruppo della passata ‘under 14’ di Vera passato ora nella categoria superiore: le giocatrici in campo non sfigurano con un buon gioco a tutto campo (non sempre efficace), buone dinamiche e fondamentali talora al limite e pertanto da sanzionare.
Di front oggi una squadra abbastanza solida ma anch’essa ‘da rodare’: Città

Locali che perlomeno nella prima parte di gara riescono a tratti a tenere testa alle avversarie, squadra al secondo anno di categoria capace di esprimere un gioco “rodato” e qua e là pressante. 3 a 0 per gli ospiti di Città Giardino. Nonostante la sconfitta il nuovo sodalizio dimostra una buona matuirtòà com è lrcito attendrsi però un gioco più all’altezza e …..


Se non si conoscono appieno le formazioni è lecito che l’arbitro, PGS o FIPAV che sia, non conoscendo appieno le squadre che ha di fronte, si conceda ameno una “parentesi d’osservazione” in cui possa tastare e farsi un’idea della consistenza di entrambe. Se assodata una plausibile diversità nel gioco che possa tornare a proprio vantaggio allora è là che deve intervenire per sanzionare ‘azioni al limite’, ciò sempre però non appesantendo troppo la gara e – come mi hanno insegnato – diventare lui protagonista . E dire ciò ‘intervenire laddove necessario’ non è poi tanto semplice, tanto intuitivo: diverse sono le variabili che influenzano la circostanza: l’attenzione, i riflessi, la (doverosa) presenza …

Bella partita quella delle 19 tra il sodalizio ‘u18’ di casa e la squadra di Induno Olona. Formazione ridotta per coach Giudici al cospetto di quella ospite: quindi necessaria massima determinazione da parte delle ragazze in campo. Set intensi quelli che vengono disputati per poco meno di due ore di gioco.
Pronti, via … ecco la formazione di casa si dimostra come al solito “vivace” per un inizio non certo proficuo, con gli schemi disegnati ce talvolta saltano, facendo trasalire coach Giudici. Dopo un momento di “apnea” (1-6), OSGB rimane In vantaggio fino al giro di boa (12-16) quindi subentra il “fattore soffitto” che in più occasioni limita il gioco avversario con diversi punti che si perdono “in aria”; le locali con lo sprone della panchina giocano ora meglio, si assestano (.. quasi) gli equilibri in campo, trovano l’assetto giusto per reagire mentre dall’altra parte si denotano diversi errori a rete unito alla palle alte non sempre proficue. Determinante come in altri episodi critici di gara l’apporto di propizie rotazioni in zona 1 che consentono a Blu Volley di respirare riaprendo le sorti e capitalizzare buoni gap (25-20). Il rientro in campo è praticamente simile al set precedente (ancora 12-16 al giro di boa !, casualità ?) mentre ora sono la ricezione e la difesa avversaria che bloccano le nostre (20-25).

Un set a testa dunque. Insolito il ritorno in campo con la retroguardia di OSGB che subisce molto i servizi di Blu Volley (5-1, 12-34, 16-7) per il conclusivo 25-11. Nel quarto le due squadre procedono sostanzialmente appaiate (4-3, 6-5, 9-9, 10-11). Induno che punta molto sulle sue torri per cerare l’allungo vincente ma Vivi ‘galvanizzata’ non abbassa la testa per il finale 18-25. .. E tie-break sia !si procede punto a punto con le ragazze di Rania che mettono in atto una copertura che ha poco da recriminare. Blu Volley che rimane al passo e dopo una serie di scambi intensi è in vantaggio al cambio campo 8-7. Da qui s’innesca una bella battaglia soprattutto sui tre metri ma pure con interessanti azioni di recupero per il 15-8 finale.
Se, riprendendo quanto detto prima, per crearmi una visione più o meno generale per consuetudine lascio scorrere via il primo set (a meno di azioni clamorose), forse un pò contrariamente alla circostanza di categoria, la presenza si fa poi massima per non avvantaggiare ne l’una né l’altra squadra; da questo punto di vista denoto che la squadra di OSGB è capace di esprimere un gioco pulito e poco falloso, una buona coesione di gruppo che le consente di far girare bene la palla … Blu Volley invece ci mette ‘anima e core’ per riconfermare le sue potenzialità; da rivedere invece la coesione di gruppo visto che talora saltano i ruoli e dunque l’armonia in campo delle giocatrici e della squadra di conseguenza … Vivi avanti così !

SEO e SEM: l’unione fa la forza

Al cospetto di realtà imprenditoriali di maggior spessore, anche una piccola impresa ha la possibilità di mettersi online, andando a ritagliarsi così un opportuno spazio ‘competitivo’ in Rete: ciò ricorrendo ad un’oculata strategia fondata sostanzialmente su tecniche di web marketing.

Per ciò ci vengono incontro la SEO (Search Engine Optimization) e la SEM (Search Engine Marketing), attività che, se ben attuate e miscelate fra loro, consentono anche alle PMI di ottenere una cospicua crescita a livello digitale e raggiungere obbiettivi di visibilità on line inaspettati per la loro tipologia.

Due attività di web marketing efficaci sì, ma in cosa consistono in poche parole ?

SEO

La SEO comprende un insieme di tecniche e strategie mediante le quali aumentare la quantità di potenziali clienti e migliorare la qualità del traffico organico (cioè non a pagamento) verso il proprio sito web, generando in questo modo visite e traffico qualificato.
L’attività SEO garantisce, mediante opportune tecniche, di migliorare la visibilità on line in termini di ricerche per il proprio sito di attività/servizi e conseguentemente ne migliora il posizionamento nei confronti della concorrenza. Per contro, è alquanto attendibile che un sito web difficile da trovare (mancata adozione di simili strategie) non risulta essere una buona scelta per l’azienda né produce buoni risultati.

Le piccole imprese che adottano un piano SEO di qualità crescono più velocemente poiché lavorando ad una ottimizzazione del sito web
(basato su fattori On Page e fattori Off Page) per i motori di ricerca vengono dimezzati i tempi necessari per entrare in contatto con i potenziali clienti.


I vantaggi dell’attività SEO

Mediante una strategia SEO si ottengono risultati organici destinati ad avere successo maggiore nel lungo periodo, richiedendo contestualmente però un controllo e una cura costante. Andando cioè ad interessare specificamente la struttura del sito, gli effetti di una campagna SEO sono più duraturi e si propagano più fedelmente nel medio/lungo periodo.


SEM

Se la SEO mira ad aumentare il traffico organico (vale a naturale, che cioè non fa uso di strumenti/soluzioni a pagamento) verso il sito web attraverso l’utilizzo di tecniche gratuite mediante le quali si realizzano risultati organici (“strutturali”, propri del sito), l’attività SEM è orientata ad accrescere il traffico online mediante strumenti a pagamento (pay-per-click, ricerca a pagamento, pubblicità).

I vantaggi dell’attività SEM

Investire in annunci a pagamento fa sì che l’impresa possa apparire al momento giusto alla persona giusta (portando traffico profilato). L’attività SEM produce buoni risultati in poco tempo, rivolgendosi ad un pubblico già interessato al prodotto o al servizio offerti dall’azienda, perché terminati i benefici della campagna sponsorizzata ne svaniscono anche gli effetti, mentre una campagna SEO è stabile ed apprezzabile nel medio/lungo periodo: forse più gravosa perché riguarda direttamente il codice HTML ma i cui risultati sono più duraturi nel tempo.

Pur se adottate singolarmente, le due strategie promettono ottimi risultati se combinate insieme. Sta all’imprenditore, in ragione del proprio mercato, decidere quali delle due adottare, se non entrambe.

SEO e SEM hanno in comune l’obbiettivo di veicolare più traffico (mirato) possibile sul proprio sito web.

Gli effetti di un’attività SEM sono quantificabili nel breve periodo rivolgendosi ad un pubblico già interessato al prodotto/servizio, perchè terminati i benefici della campagna sponsorizzata ne svaniscono anche i benefici, mentre quelli che scaturiscono da una campagna SEO permangono anche nel lungo periodo.

L’unione di queste due tecniche consentirà una campagna di marketing digitale più forte, con ottimi risultati, permettendo alle piccole imprese di competere con i colossi aziendali, avendo investito in una strategia digitale completa e sviluppata in maniera ottimale, garantendosi in tal modo una crescita rapida e un successo duraturo.

Bramosia d’amore

Rincorrere o camminare passo passo, uno di fianco all’altro ?
Il gesto più naturale è il secondo, fatto da gesti, posizioni e pensieri che si incontrano, si confrontano, si intrecciano …. Magica alchimia e (sublime) poesia !
Un inizio di dialogo che serve per ‘temprare’ (le) due anime, i propri sogni, le proprie aspettative …
Fino a plasmarsi nella migliore delle ipotesi. Ecco da qui comincia il bello per i due protagonisti, i due attori della scena.
Da una innocua complicità può nascere .. Amore !

Amore con la ‘A’ maiuscola !

Colpaccio delle Pulci targate BV all’ultima di campionato

(lunedì 4 marzo)

La domenica sportiva si apre al mattino a Casciago dove la formazione under 16 locale ospita le coetanee di Real Busto.
Seppur si sia solo all’inizio del campionato primaverile, ambedue sono in cerca di conferme: poco so sulla squadra bustocca, mentre il format di Luvinate si presenta come un gruppo ‘eterogeneo’, sul quale giustamente lavorare, relativamente giovane e quindi ‘da vedere all’opera’. Probabilmente anche l’esperienza nella categoria e la imprescindibile coesione di gruppo sono la chiave di lettura della gara, come dirà poi il campo.
Tre set giocati (20-25, 21-25, 22-25) con molti cambi “di fronte” a testimoniare la “voglia di ..” per cercare di sorprendere reciprocamente le avversarie nella propria metà campo ma al tempo stesso tattica e dinamiche di gioco da affinare per entrambe . Parziali che stanno a significare come le due compagini siano andate sostanzialmente a braccetto, rincorrendosi quasi; l’epilogo di gara obiettivamente va a premiare quella con più esperienza.

Significativa vittoria nel pomeriggio per il “manipolo” dell’under 13 di Vivi Blu Volley che s’impone sulla forte compagine di Orago. Preziosa perché ridà morale al gruppo benché il “rocambolesco” risultato arrivi all’ultima giornata di campionato.
Orago con formazione ridotta giusto a 7 giocatrici di cui due classe 2008.
Risultato che sta stretto agli ospiti nonostante la leadership praticamente incontrastata nel gruppo C. Set intensi, soprattutto gli ultimi due per la grinta messa in campo dalle due squadre.

Formazioni che si studiano ad inizio del primo set, ma a lungo andare la squadra ospite non riesce ad esprimersi al meglio, a mostrare quell’aggressività e determinazione proprie; Blu Volley ne approfitta (2-4, 8-6). Al giro di boa siamo 11-10 (importante break del numero 67) che fa mettere meritatamente le mani avanti alle locali sulla prima fazione. Le sensazioni della ‘giornata-no’ della formazione bustocca continuano nel set successivo con Orago che perde subito palla favorendo la squadra di casa (3-1). Le ospiti tentano l’allungo (5-10) approfittando dell’empasse delle Pulci “ree” di andare facilmente in confusione in campo. 9-17 al giro di boa e gioco asfissiante delle avversarie che non sembra diminuire per il finale 14-25. La squadra preme ora (1-5) ma nuovamente Blu Volley non rimane a guardare e .. incalza (7-9) fino a mettere la freccia subito dopo il giro di boa (13-12). “Riallineamento” delle avversarie per il 18-20, poi saggia e provvida sostituzione nelle fila di Blu Volley con l’ingresso del numero sul fluidificante 94 il quale realizza un break importante accompagnando la squadra di casa ad aggiudicarsi anche il terzo set (25-22). Similcopia il successivo, per la verità con ambo le squadre “sugli scudi”, attente nel far girare a dovere la palla e a cogliere il momento propizio per metterla giu. Buona partenza di Vivi (3-0), a seguire l’allungo determinante 9-1; poi avversarie che tornano sotto 10-11. Raggiunto il pari (13-13) le posizioni di invertono: Orago “non gira” come sa ed è Vivi Blu Volley ad allungare (18-15). Non cede però (18-20) ma le locali riescono a sopraffarle (25-21).

Il pomeriggio continua al Palabunker di Cuveglio con l’incontro ‘u16’ fra la squadra di casa e la forte compagine di Union Castellanza.
I giochi cominciano con determinazione e coesione di gruppo, frutto del lavoro svolto nel sestetto di casa il cui gioco ‘piace’: gioca a testa alt nonostante paghi alla distanza non tanto di stanchezza quanto di mancate coperture piuttosto che ingenuità commesse sul campo.
Peraltro, Vivi Blu Volley con un prova corale convincente del sestetto in campo fa suo il primo set 25-23. Poi, è verosimilmente la “paura di” e la non continuità in quanto sinora visto unito ad alcuni errori tattici farraginosi a giustificarne il tracollo: Seppur anche la squadra avversaria vada a corrente alternata 23-25). Da qui la formazione di casa “si spegne” (4-25).

Squadra di casa che tornata in campo non riesce a ritrovarsi ed anzi non è impeccabile in ricezione e sulle conclusioni dai tre metri (11-25).

La ‘sindrome da soffitto’ offusca San Giulio

(sabato 2 marzo)

Primo appuntamento marzolino a Bosto con l’incontro tra la locale under 16 di Sgrò opposta alla compagine cassanese di Robur San Giulio.
Pratica che la squadra locale sbriga in un’ora di gioco; San Giulio appare spaesata, incapace di prendere ad inizio gara dei punti di riferimento sia all’interno della squadra stessa che sul campo, obiettivamente mai in partita né capace di impensierire, fatica ad ingranare nel primo set tanto da far pensare ad una possibile e famelica “sindrome da soffitto’. Formazione poco aggressiva ma caratterizzata altresì da un gioco laborioso !

Conquistata subito palla, le locali già rosicchiano un “gap di sicurezza” (5-1) ma ma le ospiti cercano di rientrare (5-3). Ecco allora che salgono i ‘pezzi pesanti‘ di Bosto tramite i quali, particolarmente incisivi sugli attacchi dai tre metri, sempre supportate da un buon gioco di squadra che si allarga a tutto campo, accellera (+9) dando forse una piega più consistente al set (13’ giocati) per il conclusivo 25-10.
Il secondo è una fotocopia del precedente ma con San Giulio che, pur accusando un break importante (14-8) non demorde e con il giro di boa cerca di riavvicinarsi intensificando le dinamiche di gioco nel finale (25-21).
Robur che rimane incapace di impensierire la squadra di casa nonostante ora si contino diversi errori in particolare al servizio da ambo le parti. Si torna in campo ma dopo i primi scambi in cui le squadre procedono appaiate (2-2) ecco Folgore contare sulla sua artiglieria non indifferente prendere le distanze: 11-7, 13-8; 18-11 al giro di boa, e archiviare cosi il risultato 25-18.

Detto di San Giulio, il sodalizio di Folgore Bosto si apprezza invece per la crescita generale che (denoto) ha saputo maturare nell’arco di alcuni mesi, valorizzato da un buon inserimento e per alcune individualità che la fanno particolarmente aggressiva.

Trenta candeline per la Corale Amadeus

Chi canta prega due volte !’ – diceva S. Agostino. La musica e il canto sono da sempre legati alla preghiera, ‘una maniera di accostarsi’. Ancora oggi la musica è una parte fondamentale delle celebrazioni della Chiesa, a cominciare dalla Messa. Ma si tende ad andare oltre, esigenza imprescindibile per l’apertura e la sopravvivenza del coro e dei cantori stessi e il compiacimento non solo dei fedeli ma anche di un pubblico più allargato.
Motto che si è rivelato poi “filo conduttore” e cammino per la genesi del gruppo.
Chi canta prega due volte !’ – ricordava anni or sono il nostro “il fu” Monsignor don Mario Binda – nostro primo sostenitore -, in occasione del concerto tenuto dalla Corale Amadeus per la dedicazione del nuovo altare e della chiesa di S. Lorenzo di Canonica di Cuveglio (anno 2000), occasione per riproporre il ‘Gloria’ di Antonio Vivaldi e il ‘Cantique di Jean Racine’ di Fauré.

Dedicazione-ChCuveglio-2000-1-of-5

Estratti dal libretto edito in occasione della Dedicazione dell’altare

“Amarcord”
“Amarcord”

Il prossimo settembre la corale Amadeus taglierà il traguardo dei trent’anni di attività: trenta candeline di una passione che ognuno di noi ha voluto mantenere viva in sè e mettere a disposizione della comunità.

Correva l’anno 1989 quando la passione per il “belcanto” che le animava e lo stare insieme alla base dei cori parrocchiali di Rancio Valcuvia e Cuveglio portò alla costituzione della Corale Amadeus, al fine di accompagnare le principali funzioni religiose delle due parrocchie.
Passione e stare insieme che sono rimasti valori indissolubili e innegabili nel corso dei trent’anni trascorsi, collanti nei “tira-e-molla” che possono accadere.

Concerto della Corale Amadeus diretta dalla prof. Tabacchi ad Arcumeggia

Dapprima sotto la direzione della prof. Michela Tabacchi, dal settembre del 1993 si è registrato il “passaggio di testimone” al M° Loris Capister.

Il Maestro Loris Capister durante la direzione di un concerto

Da allora via via il coro, animato da fervidi legami di amicizia e unità, ha conosciuto un nuovo slancio (a merito della ventata di novità e “passione” portate dal Maestro) a cominciare dall’organizzazione di un importante (e prezioso) corso sulla vocalità tenuto dal tenore Diego D’Auria che ha dato il la alla preparazione di brani più impegnativi.

“Pietre miliari” della Corale Amadeus sono la ‘Missa Brevis KV 259’ di Mozart, ‘Dies Irae’, ‘Lacrymosa’ e ‘Ave Verum’ omonime; senza dimenticare l’Halleluja’ di Georg Friedrich Haendel e il ‘Gloria‘ di Antonio Vivaldi.

Esecuzione Missa Kv529 -Mozart

Poi, l’occasione presa al volo di accompagnare una messa al Duomo di Milano (1997), sfoggiando l’esecuzione dell’Halleluja.


Ha così potuto tenere diversi concerti proponendo repertori sia sacri sia profani, da accostare ai primordiali brani dei vari tempi liturgici, spaziando dal barocco al periodo romantico, arrivando fino al ‘900 attraverso pagine importanti di grandi compositori (Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven, Saint-Saens, Fauré, Donizetti, Verdi), presentando raccolte e brani talora di non facile lettura. Il tutto senza rinunciare però alla scoperta di piccole brevi “chicche” di gradevole ascolto (‘Personent Hodie‘, ‘Adventi Enek’, ‘Deck the Hall‘, ‘Ding Dong’) anche dal carattere goliardico (‘Capriciata a tre voci’, ‘Insalata italiana’).

Il repertorio si è successivamente arricchito di alcuni brani originali ed arrangiamenti del Maestro: ‘Ave Maria’, ‘Jingle Bells‘, ‘White Christmas’ ed altri.

Dal 1998 si sono susseguite occasioni di collaborazione con diverse formazioni strumentali come l’Associazione Mozart e l’Orchestra Filarmonica Europea, l’orchestra da camera ‘Il Setticlavio’ di Nerviano e l’orchestra ‘dei Due Laghi’ di Luino, avvalendosi di importanti voci soliste.

W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Kyrie’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000
W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Agnus Dei’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000

Da ricordare nello stesso anno il concerto tenuto presso la Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA), gioiello del FAI, con la collaborazione della pianista Chiara Nicora.

Nel dicembre del medesimo inizia pure un rapporto di accompagnamento ‘più stabile’ con il M° Marco Cadario, eccellente pianista ed organista di fama internazionale per i diversi concerti in Europa e non solo
(recentemente tra l’altro abbiamo festeggiato i venti anni di collaborazione con lui !). Diverse le collaborazioni poi con altri importanti artisti del panorama nazionale tra cui il soprano Antonella Romanazzi, talentuosa voce solista la quale ha recentemente registrato un cd.

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Dal 2002 al 2004 l’esperienza si è arricchita della cooperazione con il Coro del Politecnico di Milano.

25.01.2003 – Concerto con il Coro del Politecnico Chiesa di S. Giulio, Cittiglio

Negli anni successivi ecco il repertorio della corale si arricchisce con l’inserimento di brani tradizionali di altri paesi, alcune gospel songs e altri tratti dal repertorio sacro e profano del ‘900, sempre proposti in lingua originale (‘Oh Happy Day’,’Oh holy night, ‘Praise to the Lord’, ‘Cantique de Jean Racine’, ‘Tonight’ – da West Side Story -, solo per citarne alcuni).

La curiosità per la sperimentazione di nuovi orizzonti sonori ci ha spinto ad affrontare anche brani di derivazione hawayana, afro-caraibica, propri della tradizione locale (‘Thank you for the Christmas’, ‘Mele Kalikimaka‘ ad esempio). Recentemente il repertorio si è arricchito con ‘Short festival’ di G. Holst, dei due ‘Te Deum’ di Mozart e Haydn e ‘Halleluja’ di Beethoven dal ‘Cristo al Monte degli Ulivi‘, sontuose e impegnative esecuzioni.

Il Coro Amadeus ha avuto occasione di esibirsi in concerti oltre che in Italia anche in Svizzera e Francia a Ronchamps, in occasione del gemellaggio del comune di Cuveglio con la cittadina d’oltralpe (14-15 ottobre 2006); in particolare uno tenuto nella meravigliosa Cappella di ‘Notre Dame du Haut’ di Le Courbusier dove ha eseguito per la prima volta il ‘Te Deum’ di Mozart.

Ha partecipato per alcune stagioni alla rassegna provinciale “Provincia in Musica” organizzata da Anbima e dalla provincia di Varese, e tradizionalmente a concerti natalizi sia presso la parrocchiale di Cuveglio (‘Concerti di Avvento’) che in paesi limitrofi.

Ukulele

Dal 2000 si sono aggiunti ai coristi il M° Gianluca Fortino e Elena Guarneri. Due punti di forza dal momento che il primo è un importante chitarrista e la seconda una bravissima arpista. Grazie a loro, il repertorio si è potuto impreziosire grazie al supporto in alcuni brani con i loro strumenti (1_ 2_).

Memoria storica della Corale è Rita la quale, nonostante tutto, non manca mai di rallegrarci con il suo impegno e dedizione (chiedere a lei per un excursus sui nostri concerti e .. gesta !!).

Costituitasi in forma associativa nel 1999, suoi presidenti nel corso degli anni sono stati Angelo Maffenini (dal 1999 al 2005) e attualmente Carla Pellegatta.

Con questo passo, per la Corale è stato possibile costituirsi anche come ente organizzatore e promotore di iniziative culturali e di musica portando in loco esibizioni inedite.

Ha cercato anche di avviare degli scambi con altre corali (ad esempio Tavernola Bergamasca) e periodicamente collabora con il coro ‘Giovan Battista’ di Caravate diretta dal M° Ezio Cadario.

Andrea Bassetto

Deck the Hall

The First Nowell

Stille Nacht

Personent Hodie

Gloria – Vivaldi

Jingle Bells

Melekaliki Maka

Carol of the Bells

Joy to the World

Ave Maria di Elgar

Un Luvinate senza pecche non basta con San Marco

(domenica 24 febbraio)

Oggi mi attende una designazione di under 20 in quei di Casciago fra la compagine locale e il sodalizio di San Marco.
Categoria che può apparire un pò “ostica” per il metro da adottare, a cui non sono abituato, che necessariamente impone una presenza pressoché globale sui 9 per 18 metri e fermezza (fatto salvo il “buon senso”) nelle scelte prese ….
Dal riscaldamento già si intuisce quello che potrebbe essere lo sviluppo dell’incontro: le due squadre infatti si dimostrano impeccabili nei fondamentali quanto puntigliose e determinate nelle conclusioni … e infatti si arriva al tiebreak, per quasi due ore di gioco ! Ben si sa peraltro della coesione e solidità agonistica della squadra di casa guidata da Tosseghini e Caravati ma San Marco per nomea non parrebbe essere da meno (e difatti ! …).

Parte bene la squadra di casa che dopo il giro di boa riesce a stare avanti alle avversarie (9-8), nonostante si giochi sempre su scarti risicati. Sull’11-15 è una buona rotazione per Luvinate con Posabella in zona 1 che capitalizza un buon break (+7, 22-15). La squadra bustocca non molla e persevera con un gioco molto chirurgico ma le locali appaiono molto determinate e si aggiudicano il primo set (25-18). Ritorno in campo con San Marco più che determinata a dire la sua e .. a rientrare. Così scava subito un gap importante (3-7, 5-12) contando molto sul gioco dei centrali e prontezza della prima linea offrendo anche buone rimesse in gioco della palla per il finale 18-25. Si riaprono così le “sorti”: conquistata subito la palla del servizio avversario, le locali tentano allora di stordire le avversarie (6-1), riuscendo a mantenere un buon gap fino al giro di boa (15-8) quando si bloccano e subiscono il controsorpasso (22-25). Nonostante il gioco da parte bustocca ora si intensifichi, Luvinate non abbassa la testa e con un buon turno in battuta del capitano Daccò capitalizza alcuni millimetrici ace (9-3) . Al giro di boa pur raggiunta 13-13 non si fa intimidire e continua in un’azione massiva e squisitamente coesa; sul 16-17 ora a rivelarsi determinante per la chiusura è il numero 20 Maltraversi la quale, già messasi in luce per le sue “pallottole” in precedenza, incamera un buon filotto accompagnando la squadra al match-ball per il finale 25-16.
E, come pronosticato … tiebreak sia !! che Luvinate comincia ad amministrare bene (5-1) per poi subire il ritorno di San Marco (7-8). La parte finale traspira la tensione e l’adrenalina delle due squadre: San Marco a differenza delle locali dimostra maggiore lucidità e astuzia necessarie in questa fase di gioco per il finale 12-15.

Come detto, l’attenzione arbitrale deve essere sempre alta (la categoria odierna si presta bene !) e mantenere una larga visuale quando – e oggi ne era un esempio lampante – le squadre giocano a tutto campo ! Devo dire che entrambe non sono parse propense ad azioni da sanzionare piuttosto (ma ci sta) polemiche su alcune decisioni arbitrali.
Da questo punto di vista, le valutazioni si complicano sulle azioni sottorete (talora interminabili a furia di botta e risposta) o nel denotare “tocchi di muro” piuttosto che semplici “tocchi” di squadra.

In questi contesti, benché sia sempre l’autorità arbitrale ad avere ragione, è pur sempre opportuno mantenere un “margine di errore nella valutazione” ovvero – anche se non è molto professionale – riconoscere di poter aver sbagliato e quindi mantenere nell’arco della gara un discreto senso di equità di modo da non avvantaggiare né l’una né l’altra.

Aria di derby per la squadra under 14

(giovedì 21 febbraio)

Sfida che sa di derby in famiglia la gara inaugurale della seconda fase del campionato under 14 per i nostri colori, che vede di fronte Vivi Blu Volley e Vivi Volley Vergiate, due sodalizi che fanno riferimento al Consorzio Vivi Volley.
Squadra di casa che è parsa lungi da quella che sinora si è conosciuta e ha ben figurato nella prima fase; dall’altra parte Vergiate, apparsa coesa e scesa in campo ‘sciolta’ e ordinata (in effetti la gara scorre via senza azioni fallose da amo le parti): ha fatto la sua partita, al di là della serata-no delle avversarie, senza dare segni di cedimento o incomprensione fra le atlete ricevendo bene e da subito facendo girare bene la palla nella propria metacampo e non disprezzando attacchi convincenti dai tre metri come pure le palle alte in particolare in fase di finalizzazione. Blu Volley che invece pareva avere smarrito la propria identità e aggressività dimostrate nelle settimane scorse, scesa in campo sfilacciata ‘e senza punti di riferimento’, rivelandosi poco incisive e, nonostante un buon inizio, concedendo molti punti su palle facili da gestire.

Risultato secco di 0-3 ((9-25, 8-25, 14-25) che dimostra non tanto il divario fra due squadre che provengono da un buona prima fase di campionato quanto di un approccio sbagliato e della mancanza di determinazione e aggressività necessarie stasera della formazione di coach Vera, peccando quel gioco a cui ci avevano abituato, incapaci di intavolare un gioco d’attacco e quasi impaurite dal far bene, rovinando in diverse occasioni su palle innocue e in fase di ricezione della palla.