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Cosa sono i KPI

(martedì 22 maggio)

PPC, CTR, Rank, frequenza di rimbalzo, conversion rate, Organic Search, Paid Search, …, KPI: il mondo della SEO ha introdotto nuove sigle, indici di settore, comprensibili (a meno di ricerche “volatili”) da chi con la SEO o campi attinenti ha a che fare.
Per chi si avvicina casualmente a questa sfera – come inizialmente successo a me – queste sigle suscitano curiosità ….. fino a conoscerne (perlomeno !) il significato ! …
Se la definizione per gli addetti ai lavori è abbastanza semplice e scontata, non per tutti i committenti vale lo stesso ! …
Si sta parlando ovviamente di indicatori. Se però alcune di queste sigle sono univoche, individuano “nero su bianco” un parametro preciso (), altre accolgono ‘sotto il loro ombrello’ diverse sfaccettature di uno stesso ambito che si vuole misurare.
L’acronimo che raccoglie queste ultime è il KPI. KPI è l’acronimo inglese di Key Performance Indicator, ovvero sono definiti come gli indicatori chiave di prestazione; bisogna pensare ai KPI come a degli indici numerici che forniscono dettagli importanti sulle performance e sull’andamento di un qualunque processo o attività aziendale.

Tutti i KPI devono essere sempre legati a degli obiettivi che ci si propone di raggiungere e vanno definiti in anticipo, nello stesso momento in cui si crea la strategia.

Il planning di qualsivoglia progetto di web marketing, è pertanto buona norma definire insieme al cliente cosa sono i KPI e quali quelli più importanti da tenere sotto controllo: sono questi che ci dicono se la strategia di web marketing è stata impostata correttamente.

Per approfondimenti:

Cosa sono i KPI – Key Performace Indicator

Guida ai KPI: significato, definizione, tipologie ed esempi pratici

KPI – Key Performance Indicator

‘Altalena’ San Carlo per i quarti di finale under 14

(venerdì 18 aprile)

Partita “tiratissima” quella di ieri sera alla palestra del Centro Giovanile San Carlo tra le squadre u14 locale e San Marco per il  quarto di finale in “gara secca” che conduce alle semifinali di categoria nel tabellone provinciale 2018 .
Stasera faccio da 2° al collega Francesco.
Sin dai primi scambi la partita appare abbastanza tranquilla, a parte i necessari (“pochi”) interventi arbitrali.
Come ha detto qualcuno da qualche parte, il compito del secondo arbitro – laddove designato – è ancor più gravoso delle responsabilità del primo (.. ma non faccio una grinza !, a fronte di una giusta collaborazione arbitrale quando possibile ‘si fischia quello che si vede’ – come dice il nostro Aldo) ! … beh stasera ne ho avuto un pò la conferma in quanto più volte, coadiuvato dal collega, occorre stemperare le panchine …. tutto relativo !
Di quanto sia “contesa” la gara ne sono prova i primi due parziali, uno per parte, la cui durata (28′ e 26′) testimonia le ambizioni e la determinazione con cui ambedue le formazioni approcciano a questa gara da ‘dentro o fuori’.

Se il primo set è appannaggio della formazione di casa (25-22, con “nota di merito” a San Marco per un tentativo di rimonta in extremis nel finale), San Marco non lascia la presa e anzi ‘rimane in cattedra’ dettando anche scambi e ritmi di gioco. Nel secondo San Carlo “stregata” non riesce ad esprimersi come sa: il sestetto in campo pare aver smarrito la solita sincronia lasciando spazio a grossolane sbavature in diversi frangenti (7-12 al giro di boa), “dramma” d’identità che pare ancor più allarmante nel successivo (9-17) per il meritato 20-25.
Così, complici due set in cui San Carlo è apparsa inconcludente e affatto incisiva, lasciando spazio a diverse ingenuità non impeccabili, la squadra bustocca rovescia la situazione.
Col quarto set le locali … rientrano in gioco e, realizzando in prima battuta un buon break (12-6, poi 13-9), danno chiara espressione di aver ri..trovato il bandolo della matassa e dunque di rientrare in gara ! …Per contro, la squadra bustocca cerca di rimanere in scia ma San Carlo è chiamata a dar lustro della sua “livrea” e non demorde (18-12) per il finale 25-16 che vuol dire … andiamo al tiebreak.
Tiebreak che inizia bene per San Marco (0-2) ma i padroni di casa non perdono tempo e rientrano subito; di potenza ribaltano la situazione e viene fuori la loro grinta e aggressività (8-3 a cambio-campo). Paradossalmente è ora la squadra ospite che non riesce a pungere come prima anzi procede col passo della formica mentre le locali se ne vanno (11-4, 13-5) per il definitivo 15-7.

Cenni di SEO semantica

(giovedì 17 maggio)

Con l’avvento degli anni Duemila, i search engine erano molto più semplici di quelli odierni, in quanto studiati per analizzare il significato del testo o delle parole e si limitavano ad applicare regole ‘preconfezionate’, dando in questo modo maggiore peso alle parole chiave e al loro posizionamento nel testo o nei tag html.

Successivamente i motori di ricerca adottarono un perfezionamento dei propri algoritmi: ci si rese conto infatti che le keywords non erano più sufficienti ad ottenere risultati di qualità poiché a fronte si faceva riferimento a regole facili da “smontare” nella loro complessità. Si cominciò a parlare di spam engine.

Sorse dunque l’esigenza di andare oltre all’analisi delle kw per provare a comprendere il significato “intrinseco” delle parole. Per rispondere a questa esigenza verosimilmente sempre più stringente si svilupparono degli algoritmi cosiddetti semantici (modelli matematici che consentono di individuare un punteggio di pertinenza di un determinato documento per una query di ricerca dell’utente) unitamente all’implementazione di contenuti che, in quanto pertinenti alla ricerca, potessero corredare a “ricerca secca”.

    Ci si accorge così che è possibile creare delle “relazioni” fra i vari elementi chiamate “entità” (l’entità rappresenta qualcosa – luogo, persona, brand – che consente alla macchina di capire il significato dei contenuti pubblicati e conseguentemente di integrare la lettura con informazioni di contesto – correlate -, presentandoli non più in maniera gerarchica ma organizzandoli come aggregati basati sul valore semantico: ecco, un insieme di relazioni basate su un grafo.

In questo modo si possono estrarre informazioni aggiuntive relative anche al di fuori della pagina web in considerazione del contesto (insieme di informazioni e dati strutturati che circonda la ricerca). E’ così che si comincia a parlare di SEO semantica, volta cioè a far capire al motore di ricerca di cosa si sta parlando, realizzando un passaggio da dati non strutturati (propri del linguaggio) a dati strutturati (comprensibili dalle macchine).

Si parla di campo semantico delle parole (insieme di tutte le parole pertinenti con quella data, dove la pertinenza è espressa da un legame di appartenenza della parola stessa) per indicare insiemi di vocaboli che hanno un legame con la parola in oggetto, permettendo al search engine di cogliere il significato di una parola o di una frase ragionando così sul suo contesto.

Un primo tentativo di algoritmo semantico, peraltro abbastanza efficace, è stato l’algoritmo LDA il quale basandosi si basava sul concetto di gruppi di Topic (insieme di termini “pertinenti”) finalizzati a “snellire” la varietà di documenti su cui andare poi a fare la ricerca ‘ultima’: in funzione di una propria query di ricerca esso risponde con un valore numerico compreso in un certo range (‘indice di pertinenza’) con cui indica quanto ogni singolo risultato sia pertinente alla ricerca effettuata. A meno della definizione di un “word space” (‘ventaglio’ di parole) l’apprendimento di un algoritmo LDA andrebbe avanti ‘senza soluzione di continuità’ generando risultati via via sempre meno attendibili.

 

Grazie ad algoritmi semantici Google, analizza e classifica le pagine ed i contenuti del web.

Una potenzialità della seo semantica è la disambiguazione, cioè è in grado di scandagliare le varie sfumature di significato che può assumere la parola ricercata, ricerche poi correlate nel grafo di ricerca.

 

L’efficacia degli algoritmi semantici finisce, o perlomeno viene limitata non producendo risultati attendibili, da problemi di polisemia (parole che hanno significato diverso in contesti diversi) che di conseguenza alterano in molti casi l’output. Anche il fornire pagine web con argomentazioni fuorvianti (la sorgente dell’informazione è ricca di “rumore”) rispetto all’argomentazione (racconti personali, commenti dei lettori, snippet di testo di articoli correlati che sporcano il contenuto) porta ad avere un documento ricco di testo extra che ne diminuisce la rilevanza anche se, magari, il contenuto è il migliore in assoluto. Ad ogni modo queste problematiche sono notevolmente ridotte quando tali algoritmi lavorano su settori verticali (es. vLex, Yummly, Zaptravel).

 

Da circa 5 anni fa, per migliorare il markup delle pagine web creando un formato standard dal quale attingere dati, l’impegno di Google ed altri motori di ricerca, al fine di organizzare le informazioni e renderle universalmente accessibili e fruibili, é orientato a trovare meccanismi che permettano di meglio comprendere i contenuti esistenti; i motori di ricerca stanno diventando delle vere e proprie learning machine, e pertanto occorre cercare di semplificare il processo di comprensione. Ci sono diversi elementi utili a tale scopo, e probabilmente il principale è oggi l’uso del markup semantico che si realizza mediante lo sviluppo di un “vocabolario” che possa permettere la marcatura semantica HTML delle pagine web. Il risultato è stato Schema.org,

un sito nel quale si può trovare tutto il necessario per marcare in modo appropriato i propri contenuti. Schema.org unitamente all’adozione dei Microdati (metadati) consentono ai motori di ricerca di comprendere le informazioni presenti in modo da fornire risultati più completi nelle SERP.

 

Ma perché la SEO diventa semantica ??

Nel 2012 Ray Kurzweil viene assunto in Google con la mission di studiare la comprensione del linguaggio naturale. In questo modo, Google si avvicina all’IA (Intelligenza artificiale): si passa in sequenza dal ritrovamento di informazioni “aggiuntive” a come viene impostata la ricerca alla possibilità di comprendere la lingua utilizzata nelle pagine indicizzate e introdurre dei servizi informativi per l’utente.

 

Breve excursus sullo sviluppo dell’algoritmo di Google : nell’ultimo ventennio si è assistito ad un perfezionamento sempre maggiore degli algoritmi di calcolo passando da Hummingbird, RankBrain , ‘AI First’: Hummingbird è la revisione completa più importante e miliare capace di interpretare l’intento di ricerca nascosto dietro le richieste; RankBrain è in grado di fornire pagine attinenti (Intelligenza Artificiale di Google) con cui è in grado di approfondire maggiormente il sistema di conoscenza/intenti e fornire risposte per ricerche “disgiunte” (‘disambiguazione’, vedi sopra) nel senso che è in grado di riportare contenuti vicini anche se non espressi direttamente dall’utente;  ‘AI First’: il SEO di Google imposta una nuova visione che sposta lo strumento da semplice focus di reperimento informazioni al ritrovamento di servizi, informativi e di assistenza (tramite ‘Google Assistant’).

A fine estate del 2013, Google ha annunciato un nuovo aggiornamento algoritmico: Hummingbird.

A differenza dei precedenti algoritmi  Panda e Penguin, che possono essere visti come “revisioni” di un vecchio motore, con il suo annuncio a fine estate del 2013, Hummingbird è il motore nuovo di zecca, orientato a presentare i risultati in un modo completamente diverso rispetto al passato. Lo sforzo di Google è quello di concentrarsi sulla fase di comprensione delle ricerche. Ciò faciliterebbe le fasi successive, limitando il numero dei documenti indicizzati che vengono consultati per mostrare i migliori risultati possibili. Questa maggior attenzione alla fase di comprensione significa anche una maggior attenzione al contesto della ricerca, a come i concetti appaiono nei documenti e a come sono in relazione fra loro.

 

L’arma migliore è organizzare la conoscenza, quello che ad ora il motore di ricerca sa fare meglio: lo fa attraverso un grafo (‘Knowledge Graph’), collegando cioè le informazioni con grafi per aiutare il motore di ricerca ad interpretarle correttamente.  

 

 

 

 

 

 

La gara ora si sposta dal terreno delle keyword al terreno della semantica, dei significati: le entità sono le nuove keywords.

La varietà di dispositivi oggi utilizzati per connettersi alla Rete, rappresenta un ulteriore fattore determinante. PC, portatili, smartphone, tablet, televisori, hanno ognuno un metodo diverso di input, che va dal digitare una parola ad effettuare una richiesta vocale.

Se una volta la query tipica era del tipo [ristoranti a Milano], oggi è diventata molto più specifica, come [dove andare a mangiare cibo indiano a Milano], o [qual è il posto migliore per mangiare cibo indiano a Milano]. Un esempio per constatare che i motori di ricerca han capito che lavorare sulle singole parole chiave non era sufficiente; hanno invece bisogno di capire come i dati sono correlati, sia all’interno dello stesso sito che nell’intero web. E’ questo il cambiamento più importante all’interno della search: il passaggio da parole chiave ad entità. Le parole diventano concetti, e i motori di ricerca evolvono in macchine in grado di apprendere.

 

Due sono i concetti fondamentali da cui ha preso origine la seo semantica: intento e contesto. L’intento parte dall’utente, il quale dichiara (più o meno) esplicitamente cosa sta cercando. E il contesto, che potrebbe essere inteso come tutto ciò che “circonda” una ricerca e la fa andare in una certa direzione, ovvero le dà un senso.

Collegando intento e contesto, i motori di ricerca sono in grado di comprendere le diverse query.

Il contenuto principale può essere pensato come un ombrello sotto cui stanno le diverse entità.

    

Una corsa ‘Gioiosa’

(mercoledì 15 maggio)

Gioia del Colle – 6^ Corri con Gioia

Auciello verso il traguardo

 

La Gioia di esserci, di partecipare, di correre, di divertirsi, di impegnarsi, di ascoltare, di emozionarsi, di arrivare, di reintegrarsi, di ridere, di scherzare, di vivere.

La Gioia di organizzare, di ospitare, di curare ogni dettaglio, di farlo per gli altri, di emozionarsi, di ridere, di piangere, di arrabbiarsi, di premiare, di smontare, di ripristinare.

“Solo” la sesta edizione, ma un organizzazione da classica, da serie A, con l’umiltà di cercare eventuali nei per migliorare per la settima: ecco in poche parole la CorriconGioia.

Era da tempo che non ascoltavo nemmeno una lamentela, i partecipanti hanno gradito e sono andati via più che soddisfatti, dopo una serie di piacevoli sensazioni come indicato nel primo periodo.

Gli organizzatori, i soci della Gioia Running, amano fare le cose per bene, ci mettono cuore, animo a braccia, come descritto nel secondo periodo, e il risultato li premia.

1512 iscritti Fidal (più circa 300 liberi) sono un numero rilevantissimo, considerando quanti assenti ci fossero, impegnati nelle funzioni religiose di questo periodo, dai battesimi alla prime comunioni, che in Puglia sono oramai feste da un giorno intero.

Chi c’era già stato ha commentato che Gioia non tradisce, chi era qui per le prime volta ha detto che tornerà con piacere.

E allora viva Gioia, viva la Gioia Running, viva la CorriconGioia, viva il nuovo presidente Gianni Gemmati che ha compiuto gli anni proprio il giorno della gara.

E poi Michele, Leo, Eugenia, Antonello, Luciana, Giuseppe, Giovanni, Tommaso e… tutti gli altri, tutti coesi, tutti attenti al massimo risultato organizzativo. Quartier generale fissato presso il palazzetto dello Sport “Capurso”, appena fuori città, dove si arriva velocemente e si parcheggia tranquillamente.

Larghi gli spazi anche per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per il ritiro del pacco gara: le code sono brevi per il piacere di tutti. Gara regionale valevole come 9^ prova di Corripuglia, il Campionato regionale Fidal che si basa su 22 tappe nell’intera regione, prevede il costo d’iscrizione pari a 7 euro, per un pacco gara alimentare “ben fatto”.

A disposizione degli atleti alcuni bagni chimici, oltre a bagni, spogliatoi e docce (quest’ultime per il post gara) della struttura.

La novità di quest’anno è la modifica del percorso, con relativa omologazione e certificazione, divenuto più snello e più piacevole, oltre a misurare appunto 10000 metri esatti. La conferma è nell’allestimento di più griglie al via: dopo quella dei più veloci precedentemente selezionati dalla Commissione Master Fidal (con gli atleti contraddistinti da uno speciale bollino posto sul pettorale), altre nove griglie permettono agli atleti rimanenti di schierarsi liberamente e con coscienza secondo il ritmo con il quale vogliono correre (si va dai 4’ ai 6’ al km).

Considerando che nella prima griglia, quella dei più forti, si sono intrufolati tantissimi altri atleti non aventi titolo, c’è da chiedersi se dietro qualcuno abbia accettato di schierarsi, con onestà, nella griglia di competenza o se siano venuti tutti avanti…

Da segnalare la presenza del servizio pacer che guida gli atleti a raggiungere il crono finale desiderato: ecco, proprio la presenza dei pacer della Running Zen, può essere stato un concreto deterrente per le partenza selvaggia, con tantissimi partecipanti a farsi guidare dai “palloncini”, da chi sa dettare i ritmi e condurre gli atleti al raggiungimento del proprio obiettivo.

Comunque, dopo le solite operazioni di vestizione e di riscaldamento muscolare, gli atleti si sono schierati nei pressi della linea di via per la partenza prevista intelligentemente prevista per le ore 9,00.

Temperatura calda ma non caldissima, il cielo è striato da numerosi banchi di nubi, leggero il soffio del vento, si potrà correre insomma in condizioni quasi ideali. E ideale è la voce di speaker Paolo Liuzzi che cita, elenca, nomina, sorride, incita, con la sua faccia pulita e sincera, sempre molto gradito, sempre bravo e partecipe, la classica ciliegina sulla torta per questa appetitosa manifestazione.

Frattanto in zona partenza, fatti schierare gli atleti esattamente dietro la linea di via, non si può partire per un piccolo problema sul tracciato, onde assicurare la massima sicurezza agli atleti; intanto, il sole ha avuto la meglio sulle nubi, oramai domina e picchia sulla testa degli atleti che scalpitano per partire. Pronto l’arrivo di alcune bottiglie d’acqua per bagnarsi, ma giunge il via libera per partite e la pistola del Giudice capo De Lillo dà il via alla competizione.

Vanno via gli atleti e ben presto torneranno, è previsto infatti il passaggio su questo lungo viale al secondo chilometro, in testa come da pronostico Auciello e Minerva, la vittoria è affar loro; al femminile, è in testa Labianca con Tropiano che quasi la tallona.

Tracciato interessante, paesaggistico con l’attraversamento del centro di Gioia, tangendo anche il Castello Normanno Svevo, sostanzialmente veloce e piatto se si esclude qualche naturale saliscendi, con ristoro con bottigliette d’acqua a circa metà distanza, continuamente sorvegliato dagli addetti, blindato al traffico, con presenza di buon numero di spettatori, caratterizzato da dieci punti musica con band locali a suonare dal vivo per allietare cuore e orecchie.

Gradiscono i partecipanti, in tanti mi diranno di non aver quasi sentito la fatica, di aver goduto della musica e di aver corso in maniera felice e spensierata, tranne che nell’ultimo chilometro che a detta dei più sembrava non finire mai.

Ben separato l’arrivo tra competitivi e non, si attende orami solo l’arrivo dei primi, con il buon Paolo Liuzzi che intervalla le sue competenze specifiche con i simpatici interventi di dee-jay Piero, un ragazzone gigantesco che esteriormente con l’ambiente podistico non ha nulla a vedere, ma è sempre pronto alla battuta.

31:33, ecco il crono sufficiente a Giovanni Auciello, 38enne di Palo del Colle tesserato per l’Atletica Casone Noceto, di concludere i dieci chilometri e iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione, tagliando il nastro tenuto dalle due simpaticissime miss, una bionda, l’altra mora.

Dieci secondi di distacco ed ecco arrivare Francesco Minerva, 40enne sempre di Palo tesserato per la Montedoro Noci, sempre molto capace, che trova Auciello ad aspettarlo e così vanno via verso il ristoro. Per entrambi domenica prossima trasferta agli Europei Master di mezza maratona, ad Alicante, in Spagna, speriamo di vederli tornare con una medaglia al collo.

Terzo posto, al rientro sulla strada dopo tanta pista, per Giovanni Susca, il 2000 alberobellese dell’Atletica Amatori Cisternino, il pupillo di Michele Cuoco, che conclude in 33:06, stesso tempo accreditato al quarto, il buon Rosario Livatino, il 26enne bitontino tesserato per l’Athletic Academy Bari, che prosegue nel suo processo di ritorno ai vecchi ritmi.

Serio, bravo e… veloce, Allul Sakine (Podistica Taras) è quinto in 33:46, davanti ad Antonio Amodeo, ragazzone della Asd CorriCastrovillari, in Calabria, ottimo sesto in 34:01. Altre certezza, Vincenzo Trentadue (Dynamyk Fitness Palo del Colle) è settimo in 34:31, davanti al capace Giuseppe Rinaldi (Atletica San Nicandro Garganico), ottavo in 35:00, e al triatleta Vito Perta (GS Paolotti Martina Franca), nono in 35:07. E, a chiudere, sprinta come un matto pur di rientrare nei primi dieci, ecco Antonio Di Giulio (Atletica Paro Canosa), che conclude in 35:13.

Sorpresa in campo femminile: sovvertendo tutti gli unanimi pronostici della vigilia, arrivando quasi in sordina anche per via della capigliatura a zero (come la mia!), non dando neanche la possibilità di collocare il nastro riservato all’arrivo della vincitrice, ecco giungere e imporsi Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), quasi incredula e contentissima come non mai, che chiude in 38:48.

Quasi un minuto di distacco, non pensando neanche più a spingere ma a mantenere la posizione, ecco Francesca Labianca (Alteratletica Locorotondo), chiudere seconda in 39:43. Nel post gara le chiedo cosa sia successo, “ero semplicemente stanca” mi risponde Francesca, porgendo prontamente i suoi complimenti a Daniela, la brava vincitrice odierna (Francesca il giorno prima aveva corso anche i 1500 in pista a Lecce). Ottima prestazione anche per Marie France Zaccheo (Amatori Atletica Corato), che conquista il terzo gradino del podio in 40:49.

Col cuore, oltre che con le gambe, Domy Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) è quinta in 41:23, seguita dalla tenacissima Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport Massafra), sesta in 41:51. Sempre generosa, Titti Amatulli (Montedoro Noci) è sesta in 42:25, a precedere un poker di grandi atlete e grandi donne, sempre alla ribalta ogni domenica, nell’ordine: Mara Lavarra (Amatori Putignano), settima in 42:25; Emma Delfine, ottava in 42:28 e Ornella Donghia, nona in 42:38 – entrambe della Nadir on the road Putignano, e da Marisa Russo (Marathon Massafra), decima in 42:40.

In costante aggiornamento, risultano al momento 1409 finisher: hanno chiuso gli arrivi l’irriducibile Vito Armento (Runners Ginosa) in 1:27:24 e Tiziana Catella (Podistica Taras Taranto), visibilmente contenta, in 1:27:25.

Mega ristoro per tutti gli arrivati: integratore, acqua, mozzarelle, gelati, banane, il tutto in quantità industriale con qualcuno che è passato più volte e più volte, raggiungendo alla fine… il chilo di mozzarelle.

Personalmente devo ringraziare il buon Giuseppe Bisceglia che si è ricordato di me, al sole sull’arrivo portandomi un gelato e una bottiglietta d’acqua, anche fresca e per questo più gradita, che hanno seguito il gustoso panino offertomi da Carlo Vitulli, che ho ritrovato con estremo grande piacere.

Terminati tutti gli arrivi, chiusi con grande enfasi e con tutta l’emozione che può donare l’ennesima impresa di un ragazzo che corre su due stampelle e una sola gamba, l’ottimo Cosimo Girolamo da Alberobello, ragazzo da aiutare soprattutto fuori, in termini di lavoro per chi ne avesse la possibilità, è cominciata l’attesa per l’inizio della cerimonia di premiazione.

Bravi Pietro e Paolo a tenere viva la folla con musica, battute e siparietti, ma ben presto è cominciata la protesta, richiedendo almeno la pubblicazione delle classifiche. Purtroppo, un guasto alla stampante e qualche problema informatico, hanno messo in difficoltà gli operatori Fidal, con slittamento delle premiazioni di una decina di minuti, un’interruzione in corso e alcune classifiche sistemate “al volo” dal brillante Paolo, con l’onestà e la collaborazione degli stessi atleti.

Alla presenza del locale sindaco, Donato Lucilla, che ha anche partecipato alla gara, è cominciata la cerimonia, aperta con il premio consegnato ai due primi arrivati, Auciello e Tropiano: un monile, un ricco cesto di prodotti alimentari, scarpe tecniche e altri prodotti. A seguire la consegna di un monile anche per il buon Cosimo Girolamo, quanto mai meritato.

E’ la volta dei meritevoli, i primi cinque, di ciascuna categoria per fascia di età, seguiti dai due primi liberi. Un premio speciale e un assegno per la Comunità “Fratello Sole”, una targa per tutte le associazioni che hanno collaborato (come i ciclisti capitanati da Anna Conte), compresi i fotografi e lo speaker.

Premiati tutti, restano le società che ritirano uno splendido dipinto inerente la corsa: primo posto per la Montedoro Noci su Nadir on the road Putignano, Gioia Running (che da padrone di casa, sportivamente, si autoesclude), Amatori Putignano, Atletica Tommaso Assi Trani e Marathon Massafra.

La manifestazione è davvero conclusa, nell’aria la viva soddisfazione degli organizzatori, il vivo piacere di esserci stati dei partecipanti.

Tutto molto bello, tutto piacevole, tutto “gioioso”…

Peccato per i problemi nella compilazione delle classifiche che mi impegneranno per tutto il pomeriggio e la serata nel rispondere agli agitati atleti che non si ritrovano in classifica. Alcune situazioni sono state sistemate, altre lo saranno, si cercherà di raggiungere la perfezione anche per questo servizio.

Perfezione che è stata “quasi” (il quasi dà sempre spazio ad ulteriori miglioramenti…) raggiunta dalla Gioia Running, bravi e capaci, con i quali mi complimento vivamente.

Domenica prossima pausa Corripuglia, si ritorna il 27 a Palagianello; non mancano però in Regione tanti eventi, dal trail di Gravina, alle 10km di Taranto, Gallipoli, Trinitapoli e… qualcosa mi darà sfuggita!

(tratto da podisti.net, di Roberto Annoscia)

Isola d’Elba, al via il 28° Giro Podistico

(martedì 14 maggio)
Chiusura sabato a Porto Azzurro: ospite d’onore, venerdì sera, Francesco Panetta che presenterà il suo libro
 
Ai vostri posti! Si parte. Per il 28ª anno consecutivo Il Giro Podistico dell’Isola d’Elba non tradisce le attese. I podisti che sbarcheranno sull’isola sono certi che si troveranno di fronte a un’organizzazione collaudata nel corso degli anni, in grado di poter offrire sport e relax. Si parte lunedì 14 dalla spiaggia delle Ghiaie di Portoferraio; il via (ore 16,00) quando i raggi del sole saranno un po’ più tenui. Il percorso è breve, 4.5 Km, con la riscoperta delle mura Medicee: un assaggio, una prova d’orchestra. Martedì 15 l’appuntamento è a Lacona, con un tracciato immerso nel verde. La gittata sale a km 8,8. Mercoledì 16 poi Capoliveri con 16 km,
“La tappa di Gianni” , come è stata battezzata questo segmento del giro in ricordo di Gianni Vaccari, che è stato sempre presente al giro e negli ultimi anni si era dato anche da fare nell’organizzazione.
Giovedì 17 riposo. Il giro podistico riparte il giorno 18 con il tappone montano, manco fosse una tappa alpina del Giro d’Italia. La partenza e l’arrivo da Rio nell’Elba, 10,9 km, con la tradizionale salita alle Panche. In serata ci sarà come ospite d’onore Francesco Panetta, ex campione mondiale e europeo siepi, che presenterà il suo libro “Io corro da solo”. Il gran finale a Porto Azzurro, 11,3 km, sabato 19 maggio: infine premiazioni alle ore 17,00.
ISCRITTI In attesa delle ultime iscrizioni che si possono ultimare anche nella giornata, il Giro Podistico può già contare sulla presenza di poco meno di 300 concorrenti, suddivisi tra competitivi e non. Le donne sono circa 70. Tra i favoriti della competizione Lucio Fregona, ex campione del mondo di corsa in montagna, con oltre 29 presenze in maglia azzurra. Fregona è alla sua prima esperienza al Giro ma non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad affrontare certe salite.

Oggi “giochiamo” a … Gemonio

(domenica 13 maggio)

Terminata la prima fase provinciale dei campionati PGS, oggi ‘mi presto’ per due gare extra al PalaGemonio per i rispettivi impegni di under 14 e under 16 di federazione.
Risultato a parte (che può risultare stretto alle locali), dalle u14 è arrivata una bella partita ‘giocata fin (quasi) all’ultima palla’.
Fanalino di coda del girone a pari punti, le due squadre sono intenzionate a riscattarsi e a cogliere un risultato utile.
A referto i primi due parziali parlano di 26 minuti di gioco ognuno, e in essi è soprattutto Vivi Blu Volley a stringere i denti ritmi e mantenere dinamiche di gioco contro un avversario che di certo non sta a guardare . E così suspence nel primo set che finisce, dopo una ‘coriacea’ risalita delle locali (da 8-20 a 23-24) ai vantaggi per la squadra ospite 24-26.
Il secondo parla ancora di una prima fase di studio fra le due compagini e prossimi al giro di boa Gavirate allungare (7-15 riuscendo poi a mantenere un break positivo per il finale 23-25.
Col terzo, La Sportiva vuole chiudere in scioltezza ma non ha vita facile (10-10, 11-11) quando il capitano effettua dei buoi servizi e con una buona collaborazione di gruppo scava un solco rassicurane (14-21). Vivi non intende demordere ma il suo servizio successivo al cambio palla finisce in rete.

La partita di under 16 è di ben altro ‘tenore’: partita abbastanza nervosa questa (atmosfera controproducentequesta per un buon arbitraggio mi vien da sottolineare !! e chi ha orecchie x intendere ! ..).  A tre giornate dalla conclusione del torneo primaverile Ispra vuole infatti rimanere agganciata al treno ‘Arona Volley’ tre gradini più su, con cui domenica prossima avrà anche lo scontro diretto in casa. Vivi “non ha nulla da perdere” verrebbe da dire, un eufemismo per dire di ‘giocare come sapete’ – a detta di coach Bortoli.
Ne esce paradossalmente, pur subendo la pressione avversaria (4-6, 8-11),  un buon primo set per le locali. Ma poi si assiste ad una sorta di rovesciamento e, complici alcune ingenuità di ‘squadra alta’ e  conseguenti azioni fallose, Blu Volley inizia la “remuntada” e con un forcing di squadra, in ricezione soprattutto, ne esce vincente 25-21.
Che il colpo subito non piaccia ad Ispra lo si intuisce chiaramente: il coach ‘si alza’ dalla panchina e dirige le sue atlete a non lesinare nulla,  a non lesinare sugli attacchi e giocare alta la palla  e a dare maggior copertura a tutto campo. Questi i presupposti ma ciò non vuol dire che le locali tirino i remi n barca (8-6); ecco che ambedue le squadre si impegnano talora in scambi prolungati se non “complicati”! Il parziale prosegue ad armi pari praticamente (10-12, 11-13) poi Ispra alza i ritmi di gioco (13-8, 14-24).
Il se successivo è ancora florido per BV (6-8)ma con il prosieguo Ispra scava un break rassicurante (13-25). La tensione si fa massima col set successivo con le ospiti che premono subito sull’acceleratore (8-15), mentre il sestetto di casa procede a scatti, non facendo trasparire segnali di continuità, anche p 19-25).

Domenica di riposo ?? … Ritorno a Germignaga …

(domenica 13 maggio)

      Se oggi il PdO osservava una domenica di sosta, che fare ? potremmo forse stare fermi ?? … Assolutamente no !! Ed infatti ne approfitto per tornare ad assaporare un bel percorso IVV: a Germignaga va di scena la 39^ edizione della ‘Camminata dell’Alto Varesotto’. organizzata dal locale gruppo sportivo con la collaborazione della protezione civile e e del gruppo alpini, a suggellare la fine dei festeggiamenti del centenario della Grande Guerra, studiando dei percorsi che si snoderanno in parte in prossimità delle fortificazioni della “Linea Cadorna” (1  2)  a Brezzo di Bedero.

Contrariamente alle aspettative meteo, si apre una mattinata metereologicamente gradevole e soleggiata, che di certo stimola un pò tutti alla ‘scampagnata’.
Così, con Gianluigi e Maria, Ganfelice e Osvaldo ci rechiamo presso la palestra delle scuole medie di via Ronchi ove sono fissate partenza e arrivo di questa camminata del circuito FIASP-IVV.

Ad a”aprire” la presentazione della manifestazione lo scorso 4 maggio dell’evento, a ricalcare alcune novità e iniziative collegate.

A mio parere, a memoria per meglio dire perchè non sono un assiduo frequentatore, uno dei percorsi in zona più belli quanto a tipologia e sviluppo. Se non poi “correggere il tiro” e constatare che dall’ultima volta che ho partecipato a questa manifestazione, il percorso si sviluppa completamente sul territorio di Germignaga, probabilmente anche per enfatizzare la commemorazione di cui sopra,   

con percorsi che si snoderanno in parte in prossimità delle fortificazioni della “Linea Cadorna” a Brezzo di Bedero  1  2.

Dopo i primi km che, discendendo dal centro sportivo, si sviluppano attraversando le vie interne

e il centro storico mediante cui raggiungere il centro di Luino e dunque la stazione ferroviaria per poi riprendere il lungolago, quindi in direzione di Germignaga e prendere poi per la suggestiva e gradevole passeggiata  sulla foce del Margorabbia.
Risaliamo poi verso la zona di partenza, quindi tramite una piccola scalinata si risale uno stretto camminamento fiancheggiando il fiume San Giovanni e poi ad una zona boschiva che porta dapprima al bosco delle Fate

      

e poi ancora più su verso la zona boschiva soprastante la località di lago; a seguire, una volta giunti in territorio di Brezzo di Bedero, gli avamposti e i camminamenti della Linea Cadorna, un susseguirsi di sentieri e camminamenti più o meno agilmente percorribili

su di un continuo saliscendi – a tratti solo ‘sali’ -, conditi da alcuni passaggi i mezzo a piccoli torrenti.

Al termine dell’ascesa più brusca eccoci su un largo sterrato il quale ci conduce ‘cammin facendo’ verso un’esposizione a cielo aperto di mezzi e documenti dell’epoca della Grande Guerra, e a seguire ancora giù per sentieri che si perdono nei boschi in dolce ma non sempre agile discesa , fino a recuperare l’asfalto.

Ci troviamo ora sul versante che da Brezzo di Bedero guarda il Maggiore e dunque via in discesa fino a guadagnare la statale che si affaccia sul lago Maggiore e rientrare poi per attraversare il centro storico.
Dopo una brusca erta, ci rituffiamo nei boschi circostanti zigzagando per più di un chilometro fra le piante, quindi innanzi noi si staglia una “signora” scalinata che conduce alla prepositurale di Germignaga.
Ridiscendiamo verso il lago (che da qui ci farà compagnia praticamente fino alla fine, con una vista ‘a 360°’, offrendo scorci e      panorami suggestivi, in tutta la sua profondità.

Ennesima risalita per tornare in quota e, passati in un cortile ove è posto l’ultimo ristoro, ancora un lungo attraversamento su sterrato prima di ridiscendere ” a tutta” (ndr per la pendenza) un paio di tornanti e tornare al centro sportivo.

All’arrivo saluto la ritrovata Lella, un paio di amici tra cui l’amico-collega Gianluca e inaspettatamente vedo sopraggiungere anche il mitico Paolino.

Stranamente , non una folta partecipazione quest’anno alla sempre gradevole prova del circuito FIASP.
Soddisfatto come penso molti altri partecipanti del percorso proposto che, personalmente, mi ha fatto scoprire i boschi soprastanti Germignaga che “ignoravo”; gradevoli poi i “pertugi” e i passaggi nel centro storico; nondameno la possibilità di attraversare un tratto della Linea Cadorna.

Under 14 ritrova smalto ma cerca continuità …

(martedì 9 maggio)

Pimpante e “ritrovata” under 14 stasera al PalaGemonio nell’incontro infrasettimanale contro le coetanee di Ponte Tresa.
Gara,affatto mediocre e poco vivace che le due formazioni cercano di interpretare e “attaccare” al meglio.
Ecco, un predicato per una si potrebbe dire: ……ViviBlu che vuole ‘interpretare’ bene la gara e infatti le ragazze fanno un buon lavoro in campo e cominciano a tutto gas 6-2, la squadra fa il suo gioco e denota una buona una buona crescita, almeno nel primo set; Ponte Tresa che non tentenna, appena le dinamiche del gioco lo consentono se non in situazioni critiche, ad attaccare la palla. il resto del parziale volge però appannaggio delle ospiti ….
Peccato però che all’avanzata della formazione ospite corrisponda unaffievolime delle nostre che conseguentemente vanno in palla,concedendo anche punti facili a Ponte Tresa che fa suoi pure il secondo e terzo set.
Le nostre provano a rimanere in carreggiata, a non far scappare le,avversarie ma é proprio in questi frangenti che spicca la verve ospite.
Per Blu Volley rimane comunque l’aver dato dimostrazione a,sentire gli umori di una crescita del gruppo, da lavorare e migliorare la coesione,e la continuità in campo (25-19, 27-25, 25-10).

Weekend “incrociato” per l’ultima del primaverile 2018

(sabato 5 maggio)

Ultimo we del campionato primaverile vissuto sull’asse Varese San Carlo e “Gazzada”, fra Azzate e Morazzone.
Io decido di “alzar(mi)e” il tiro … e allora designazioni che pesano: “18” e “LF” !! ….

Venerdì alla palestra del Centro Giovanile San Carlo per la under 16 locale e la compagine di Bosto ‘B’: se Bosto di fatto non nutre ambizioni, la compagine di casa deve fare attenzioni a eventuali ‘giochi’ di Real Busto con la quale condivide la seconda piazza del girone impegnata a sua volta contro la capolista.
Se allora le aspettative delle ospiti sono orientate sostanzialmente ad una “buona prova”, a testimoniare la compattezza di squadra, San Carlo “deve fare” la partita … Per la cronaca epilogo che va appannaggio della squadra di casa che si impone 3-0 (25-14, 25-21, 25-14) nonostante le ospiti cerchino di riportarsi “in” nel secondo set.
Rimango poi per arbitrare in coppia con l’amico Aldo la successiva gara di libera femminile tra San Carlo B e Aurora dove la seconda insegue il passaggio al tabellone dei quarti di finale conteso con Primavera. Senza nulla togliere alle locali, Aurora si presenta “una spanna più sopra” in campo e intasca un secco ma affatto semplice 3-0 (24-26, 22-25, 15-25).

Sabato due designazioni con a fare gli “onori di casa” la squadra Orasport Gsl Gazzada, per la under 18 e la libera femminile rispettivamente nelle palestre di Azzate e di Morazzone, dove vengo coadiuvato dal collega Alessandro Scarabello.
Da una sfida “da cartellone” poco ‘movimentata’ deve uscire invece la “quarta” squadra che va a comporre il tabellone delle semifinali provinciali di categoria: il risultato è dunque determinante per l’epilogo del girone VA25 visto che la contendente San Paolo con la vittoria fatta registrare nei giorni precedenti è pronta ad azzardare lo sgambetto …. Dunque, se la sfida “da cartellone” poteva apparire poco ‘movimentata’arriva un tiebreak (primo di giornata) che mi mancava da diverso tempo, al termine di poco meno di due ore di gioco, appannaggio delle ospiti________.
Partita concitata da ambo le parti a cui San Filippo approccia con maggior determinazione e “scioglievolezza” delle ragszze; ciò non toglie che Gazzada vuole difendere il proprio campo. Peraltro, l’andamento della gara rispecchia verosimilmente quanto detto, con le ospiti che tentano sempre di allungare ma con Orasport che di certo non le lascia scappare (21-25, 27-25, 14-25, 25-17, 8-15) ! …. 
A riprova, periodi discretamente lunghi a significare il “punto-a-punto”. San Filippo parte poi bene al tiebreak (2-6) mente le locali cercano di riordinarsi in campo ma non trovano un’alchimia efficace nel sestetto (6-11). Così al sodalizio bustocco si aprono le porte per chiudere 8-15.
Cambio di palestra per la seconda gara di giornata, per la quale vengo raggiunto per farmi da ‘secondo’ da Alessandro Scarabello. Di fronte le compagini di Orasport e Excelsior ‘A’ prima della classe nel girone. Nonostante le diverse aspirazioni, ne segue una gara avvincente e giocata alla perfezione senza concedere nulla da ambedue le formazioni … Morale altre 2 ore di partita, gara che finisce al tiebreak e – forse inaspettatamente – vittoria finale per le padrone di casa al termine di una sfida molto accesa agonisticamente e vinta praticamente sugli ultimissimi palloni giocati dalla squadra di casa (25-23, 18-25, 13-25, 25-18, 15-13)

Sensazioni per il ‘prologo’ (ndr vedi sopra) ? Beh una cosa è scontata: più sali di categoria più l’attenzione arbitrale deve essere massima e continua (anche se paradossalmente le categorie più insidiose, almeno per le dinamiche di gioco e per il ‘contorno’, rimangono essere quelle inferiori !). Qui la palla, a prescindere dall’esperienza delle giocatrici, viene giocata quasi sempre alta e dunque l’arbitro deve essere attento a cogliere “scientemente” eventuali “out” come nondameno l’essere presenti sulla prima linea e relative invasioni (“nude e crude”): perciò, e questo lo dico a livello generale, è una “manna” riuscire ad avere un ‘secondo’.

L’esperienza personale forse pecca un pò a questi livelli ma quando c’è da mettersi in gioco non tiro indietro posso dire ! Gli errori per quanto minimi possano e debbano essere ci possono stare ma è da questi che si costruisce un buon arbitro !

La ‘Prima’ di Arsago al PdO

(domenica 6 maggio)

Seconda new entry della stagione 2018 del Piede d’Oro con l’appuntamento odierno di Arsago Seprio con l’edizione numero “0” della ‘Arsalonga’    , gara organizzata dal Gruppo Podistico Arsaghese di 11 e 5,5 km.

 

 

Contrariamente alle aspettative, ad attenderci una bella mattinata di sole oggi, il che consente di correre (finalmente) canotta !
Sbrigate le faccende di rito, salutati i tanti amici presenti (Luciano Dalle Fratte, Michele Immobile, Gianni e Francesca, Ugo e Nicola Benevento quest’ultimo in partenza per il Giro dell’isola d’Elba ; Lorena, Omar e Riccardo, Stefano, Roberto, Barbara e Andrea – non vedo o me lo son perso Sam ! -, Diana Ceriani al seguito di Fabio e di Ari, Vincenzo Lo Presti); e ancora Giuseppe Bollini e Francesca Vaccaro “lanciati”. Ritirato il braccialetto, mi accingo ad un pò di riscaldamento (!!) lungo le vie circostanti (non che abbia macinato chissà che ma .. sono già bell’é pronto per tornare a casa a vedermi !) per poi tornare al campo sportivo location dell’evento e assistere agli atti conclusivi del minigiro con un particolare tifo per ‘Il Piratino’.

In queste ultime settimane non riesco ad allenarmi bene, per cui approccio alla gara odierna sugli 11 km pensandola un pò come la cartina tornasole dello stato di forma.
Poco dopo tocca alle due distanze canoniche …. dall’adiacente sede stradale. Prendendo in direzione delle vie del paese, dopo i primi 2 km “di lancio”, in corrispondenza della deviazione fra il “lungo” e il “corto” si imbocca la piacevole zona boschiva di Arsago Seprio che ci farà compagnia per buona parte dello sviluppo odierno. 
A   seguire al 3° km una ‘tranquilla’ ma progressiva ascesa che porta al punto più alto di tutto il percorso (la salita del Monte della Guardia) passando dalla Palude Pollini. Il camminamento spiana poi fino a farci attraversare il sottopasso dell’autostrada.
Si rimane in zona boschiva fino a metà percorso raggiungendo Centenate (frazione di Besnate) dove è allestito il ristoro.
Seguono “interminabili” tratti di sterrato per attraversare i quali è doveroso un continuo sinistra-destra per evitare le cospicue pozzanghere (!) presenti nonché un occhio d’attenzione ai tratti fangosi presenti (ecco sopraggiungere Samuele !!), testimonianza del meteo dei giorni passati.
Lungo l’itinere una breve ma erta ascesa che mi fa venire in mente il famoso ‘Muro’ di Cuveglio per quanto è similare !!
Ci si rituffa dunque lungo i sentieri boschivi toccando alcune caratteristiche zone aree boschive quali la Fontana Vecchia, la Madonna degli Alpini, la chiesa dei S.S. Cosma e Damiano, per poi tornare con l’ultimo km. verso la provinciale.

Ultimo tratto boschivo di circa 400 mt. dietro l’ex pista di motocross per raggiungere il campo sportivo per l’ultimo volatone verso l’onnipresente gonfiabile.

   

 

 

 

 

Al ristoro finale un affettuoso saluto all’amico ultramaratoneta Paolo Fortese della PM.

Tornando alle prerogative di giornata, giornata no a mio parere, a parte i primissimi chilometri dove “mi sento bene”. La serenità “transitoria” delle buone sensazioni avvertite e tutto sommato di un andamento regolare vanno infatti poi scemando !!

Appena abbandoniamo l’asfalto per i sentieri boschivi, vengo affiancato da Federica la quale mi passa leggiadra. Cercando di stringere i denti sull’ascesa di cui sopra raggiungo Vincenzo, anche lui acciaccato, con il quale condividerò buona parte del percorso odierno, adottando pedissequamente un itinere ‘stile elastico’.

Tappa “di pianura” verrebbe da dire ma di fatto tale non è: il tracciato si presenta infatti verosimilmente muscolare per i continui saliscendi – e conseguenti cambi di ritmo consigliati – e nella parte boschiva rimangono ancora tracce delle piogge dei giorni scorsi.

Nonostante dunque un profilo tutt’altro che impegnativo ad eccezione di un paio di punti, pur non forzando ahimé non riesco a mantenere un ritmo regolare.
Nulla da eccepire riguardo questa prima volta per Arsago Seprio: buona la location e la disponibilità di parcheggi (si denota anche una buona partecipazione, favorita dal divenire della giornata), percorso ben presidiato dai volontari della Podistica Arsaghese (è così che mi imbatto nell’omonimo Andrea Paio) e qualche “intrufolato” preso in prestito.