Maranà, thà ! “Vieni, Signore Gesù !”

prima domenica d'Avvento
Prima domenica d’Avvento

Nel cammino di fede, di preghiera e di celebrazioni che ogni anno le nostre comunità compiono, il tempo di Avvento è la prima tappa. Nela sua origine, il termine “avvento” (dal latino adventus, che corrisponde al greco parousìa) richiama l’attesa degli abitanti della città che si preparavano alla “venuta” del sovrano, in visita alla loro comunità.
In queste quattro settimane del tempo di Avvento anche le nostre comunità si preparano all’incontro con il loro Signore, Cristo Gesù, nelle sue due venute, quella ebraica (nel suo Natale) e quella definitiva (alla fine del tempo e del mondo). Nelle prime due settimane siamo invitati a preparare la venuta del Signore alla fine del tempo e del mondo.
Le letture bibliche di questo primo periodo orientano i nostri atteggiamenti alla vigilanza, alla veglia dal sonno spirituale e alla preghiera: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete il momento e l’ora” (Mc 13,33). Le due ultime settimane ci preparano alla venuta storica di Gesù, il suo Natale. Le letture bibliche (soprattutto a partire dal 157 dicembre) presentano i testi messianici che lungo la storia di Israele hanno alimentato la speranza nella venuta del Messia e la fiducia nella promessa di salvezza fatta da Dio all’umanità.
La preghiera della Chiesa nel tempo liturgico dell’Avvento è rivolta con fiducia al Signore che è venuto (nel Natale) e che verrà (alla fine del tempo e del mondo), che è presso il Padre, ma è anche presente nella sua comunità che prega, veglia e prepara il cuore ad accoglierlo. Lungo questo cammino di preparazione ci sostengono l’atteggiamento fiducioso della Vergine Maria (l’Avvento è il vero tempo mariano), il silenzio raccolto di San Giuseppe e l’esemplarità del Battista nel “preparare la via del Signore e nel raddrizzare i suoi sentieri” (Mc 1,3: testo che apre la prima domenica di Avvento).

“La SEO è viva”: contrordine firmato Google

Se per Steve Jobs i webmaster venivano additati come figure ‘in circolo’ e usate da poche persone, la sua interpretazione va rivista o meglio aggiornata ! Ne è un chiaro sintomo l’aver ribattezzato pochi giorni fa il Google Webmasters Central in Google Search Central con un certosino indizio sul cambiamento “generazionale” in corso.
La terminologia ‘webmaster’ è stata ufficialmente (e operativamente) deprecata, o meglio rimpiazzata: con ciò decade la figura ‘nuda e cruda’ di webmaster preferendo spostare l’attenzione su SEO specialist, marketer, web developer, blogger, …

Un0a riflessione asettica questa, perché se volessimo darle un taglio più specifico beh si aprirebbe un mondo a riguardo, leggi qui 1 e 2.

GA4: uno spaccato su Google Analytics 4

Cronotavola di Google Analytics

Il mese di ottobre ha portato un fondamentale aggiornamento allo strumento di Google Analytics, giunto ora alla release numero 4. ‘GA 4‘ (evoluzione della proprietà App + Web) è il nuovo nome di Google Analytics App Place Web, in grado di monitorare dati sia da mobile sia da siti web.

Google Analytics è lo strumento utilizzato dalle aziende, grandi e piccole, per analizzare e apprezzare le preferenze dei clienti e “conformarsi” alle loro esigenze di acquisto; questo rinnovamento deriva dal fatto che l’uso dell’analisi costituisce una priorità assoluta per le aziende, e le soluzioni esistenti attualmente rendono difficile ottenere una visione completa del cliente e al tempo stesso ricavare informazioni utili.

Occorre fare un inciso per capire due concetti chiave ricorrenti nell’ambito di Google Analytics.

Google Analytics 4 si differenzia radicalmente dal precedente Google Universe Analytics: non ci sono più le viste. Un concetto innovativo sono i data streams cioè i dati raccolti possono essere ora analizzati in una proprietà.

La configurazione della nuova versione è basata sugli eventi: si passa da un modello session-centric ad uno basato su eventi; muore così il concetto di ‘sessione’ (e suoi attributi). Il data model viene ‘appiattito’ consentendo di avere un dato più granulare, più grezzo e pertanto ‘usabile’, in un certo senso duttile e performante: i dati vengono utilizzati dinamicamente (rispetto a quanto avveniva in Google Universal).

GA 4 può venir definito come un Google Analytics più intelligente, che sfrutta il machine learning per l’apprendimento automatico e fornisce automaticamente informazioni utili e addirittura una profilazione degli utenti. Così, il nuovo Analytics è in grado di rilevare automaticamente le nuove tendenze che emergono dallo studio dei dati (ad esempio i prodotti che subiscono una variazione della domanda in funzione delle nuove esigenze dei clienti).
Sarà possibile apprezzare il comportamento dei clienti dall’acquisizione alla conversione e alla fidelizzazione, significativo quando occorre prendere decisioni in tempo reale per conquistarli in linea con le loro mutate esigenze.

Sostanzialmente, Google Analytics 4 è un sistema di analisi user centrico e predittivo, ideato per ottenere un miglior ritorno dalle operazioni di marketing che vengono applicate.

Non prevedendo uno schema predefinito ma assolutamente personalizzabile (vedi introduzione e definizione eventi) al tempo stesso è necessario attribuire una specificità della struttura medesima quanto a parametri, dati di confronto ecc.; agli eventi viene posto un limite sul numero di eventi che si possono creare di 500. Inoltre, la mancanza di uno standard di misurazione, riferito ai parametri, comporterà l’avere a che fare con “una giungla”, con una struttura dei dati completamente diversa da altre analisi.

Inoltre, il nuovo real-time integrato ha una gestione completamente diversa dal precedente. Definito il significato di concetto in GA, GA4 presenta un nuovo concetto di conversione che si differenzia da precedente concetto di obiettivi presente in GAU (da configurare in ogni vista), collegato agli eventi e attivabile mediante un flag.
Ci sono definizioni e metriche “custom” – ora 50 non più 20 -, e altri attributi (user properties: dimensioni da collegare cioè parametrizzare “su misura” agli utenti).


Si ha ora una gestione completa dei grafici: tramite Explorer Analysis è possibile creare ex-novo nuove reportistiche anche ex-novo: ciò in particolare comporta però una complessità per creare i nuovi report, in conflitto con ‘data studio‘, strumento collegato ad esso.
In Google Analytics 4 è previsto un collegamento diretto con BigQuery, ovvero un enorme database virtuale il quale consente di eseguire operazioni su gradi volumi di dati. Ora, l’utilizzo di GA non è più a pagamento come previsto da Google Analytics 360.
Inoltre, ora è possibile debuggare in tempo reale tutti gli eventi (Debug View).
C’è inoltre la possibilità di poter contare su un collegamento diretto con Google Adsense (nativo).
Inoltre creare custom audience mediante algoritmi di predictive: uso audience per gestire operazioni di remarketing (il cui intento è di individuare e indurre ‘utenti che potrebbero acquistare’).
Gestione cross domain gestita direttamente da GA4.
Gli eventi si possono adesso creare e modificare all’interno della piattaforma stessa, permettendo di duplicare un evento cambiandogli semplicemente nome. Quindi ciò appare come un nuovo livello di gestione e modifiche di eventi e conversioni strutturato ora direttamente all’interno della piattaforma di GA4 non facendo riferimento esterno al sito/app, definito non solo in fase di progettazione, creando nuove entità.

Conclusioni

La nuova proprietà di Google Analytics 4 fornisce una visione cross-channel più completa andando a prendere come dato di analisi l’intero ciclo di vita del cliente e utilizza tali informazioni con funzionalità di marketing predittivo, fornendo agli operatori di marketing più informazioni e modi efficienti per agire in base a tali informazioni.

Google Analytics 4 sarà l’opzione predefinita quando si imposterà una nuova proprietà. Universal Analytics continuerà ad essere disponibile, ma Google consiglia ai proprietari dei siti di impostare entrambi i tipi di proprietà e di eseguirli in parallelo.

Per approfondimenti (fonti): https://www.nimaia.it/blog/google-analytics-4-che-cos-e-e-come-si-usa/ https://www.dankempes.com/blog_seo/29-google-analytics-4.html https://support.google.com/analytics/answer/10089681

“Virtual Run”, un modo per dire ‘Io ci sono !’

(sabato 31 ottobre – domenica 1 novembre)

Rieccomi alle corse serie pur se amatoriali e corse con un mero senso di partecipazione e ‘leggerezza’, tanto più in questo periodo con un fine solidale !
Virtual Run‘ (o ‘Races’): un modo escogitato (o riscoperto ?) quest’anno per ridare slancio al popolo dei runners, in particolare amatori, al fine di poter partecipare e (far) vivere eventi sportivi altrimenti impossibili causa inevitabili assembramenti e noncuranza delle misure restrittive da rispettare in questo strano periodo.

Fine settimana movimentato questo con la partecipazione a due eventi sportivi che sono ormai una tradizione nel panorama autunnale per chi ama lo sport all’aria aperta e nello specifico la corsa.

E così, colti due inviti su Facebook, decido di iscrivermi a La Corsa dei Santi di Roma, alla quale “strizzo l’occhiolino già da qualche anno” che si tiene il primo di novembre in corrispondenza dunque con la ricorrenza omonima, a sostegno del progetto benefico di Missioni Don Bosco ONLUS nelle carceri minorili, e dulcis in fundo sulla stessa ‘wave‘ non mi lascio sfuggire l’occasione(issima’) di partecipare ad un’edizione speciale della New York City Marathon che, viste le circostanze, apriva a diverse distanze: 5, 10, 21, 30 fino ad arrivare ai 42 km. Pianificato in 48 ore il fine settimana con questa ‘matrice sportiva’, per quest’ultima decido di non sovraccaricare in chilometri dovendo già fare i 10 di Roma. Abbracciate le iniziative, cerco “la concentrazione” necessaria: venendo da poco meno di due anni con le scarpette da runner ‘al chiodo’ – fatti salvi saltuari allenamenti con amici – avverto comunque il ‘senso della competizione’ – alias rimettermi in gioco (è pur sempre una sfida nonostante il contesto …) -.

Così tra sabato pomeriggio e domenica mattina va in scena il doppio impegno: sabato – come detto – opto per la “2020 Virtual TCS New York City Marathon” e la domenica mattina, avendo più tempo a disposizione, per i 10 chilometri della ‘Corsa dei Santi‘ della città eterna che, giunta alla 13^ edizione, si sta rivelando un appuntamento ‘di fine stagione’ da non mancare per molti podisti, amatoriali e non !
La maggior parte delle corse ‘virtuali’ poggia su apposite interfacce per gestire i tempi registrati da ogni partecipante cercando di fornire loro il miglior servizio lasciando così loro il piacere e – perché no ? – la spensieratezza della corsa. Ecco, non avendoci avuto mai a che fare, ho avuto modo di apprezzare molto il servizio della app di Enternow.
Tutto sommato, come già apprezzato recentemente, non sono proprio un “legno” ma tant’é che lungo i due sviluppi si ripresentano gli stessi ‘bug’ che mi trascino da tempo: vale a dire, nonostante una partenza oramai ‘controllata’, il “fuori-giri” è sempre dietro l’angolo e non lesina a ripresentarsi se distolgo l’attenzione dalla gestione respiro-passo-frequenza
Un altro parametro di non poco conto per un podista – amatoriale piuttosto che pro – è quello di trovarsi a passare da un fondo erboso e battuto – quello a cui sono abituato – alla strada, che certamente è molto più impegnativo come andamento !
Dal tempo finale che spunto potrei limare – non per egoismo ma giustamente – un paio di minuti da ciascuna per .. motivi tecnici (scarpe che si slacciano, tubolare per occhiali che continua a sfilarsi,…).

NYCM – Partenza 2019
NYCM – Ponte di Navarrano

Sabato l’inedita partecipazione alla ‘New York City Marathon’ – Virtual Race sulla distanza prescelta di 5 km (3,1 miglia).

Parto abbastanza tranquillo – le sensazioni sono buone -, e subito mi vedo catapultato nell’immaginare alcuni passaggi tipici della competizione reale con i vari quartieri, e l’arrivo in Central Park – certo riassumere 42 km in 5 !!!! -. Peccato che , coperto il primo chilometro, decida di riprendere fiato e procedere così a tratti verso il giro di boa stabilito per raggiungere lo sviluppo dei 5 km totali.

Domenica mattina … balzo indietro e “mi catapulto” oltreoceano nella capitale. Dopo averla ‘adocchiata’ anni fa (10^ edizione, 2017) quest’anno, seppur proposta in veste inedita, finalmente “riesco” a correre ‘La Corsa dei Santi‘ che vede partenza e arrivo sulla piazza di San Pietro in Roma e svilupparsi alcune vie e piazze significative della città. E qui l’immaginazione non può che proiettare l’astante sugli interminabili viali brulicanti di monumenti e pagine di storia.

Nonostante averle corse a distanza, lungo le vie di casa, contento di avervi partecipato in un periodo in cui sarebbe stato praticamente impossibile dar vita all’edizione 2020 di due manifestazioni così distanti e da valori forse diversi ma accomunate dal piacere di correrle pure in un contesto di ‘sottosopra’.

Il fenomeno ‘Cashback’


Negli ultimi tempi, nell'(oramai) mare magnum del mondo digitale si stanno sviluppando piattaforme commerciali B2C orientate a cambiare radicalmente un’abitudine implicita del consumatore, vale a dire abbandonare l’utilizzo della cartamoneta quale consueto sistema di pagamento utilizzato a favore dei moderni sistemi di pagamento elettronici.

Realtà ormai affermatasi negli Stati Uniti, a fronte di una rete capillare oramai collaudata, il cashback sta lentamente prendendo piede anche in Italia.
Cashback è un fenomeno che si propone di assumere addirittura carattere sociale in quanto andrà ad investire in pieno un’abitudine corrente sacrosanta negli acquisti – per meglio dire dei pagamenti – dei consumatori. “Il cashback è il principio secondo il quale, a seguito dell’acquisto di un bene o di un servizio, all’acquirente viene garantito un rimborso di parte della spesa.” E’ un meccanismo di riaccredito automatico di parte dei soldi spesi nei propri acquisti.

Cashback – rimborso sugli acquisti

Si tratta di un metodo mediante cui, previa iscrizione ai rispettivi portali, viene rimborsata una percentuale sui propri acquisti effettuati online .

Come il sito “spot” guadagna una percentuale degli acquisti effettuati dai propri utenti su uno dei punti convenzionati così altrettanto riconosce automaticamente parte del suo guadagno all’acquirente che ha aderito al progetto. Il meccanismo si attiva aderendo a dei siti specializzati dove gli utenti registrati possono guadagnare una percentuale.

Nato inizialmente come servizio online, negli ultimi anni il cashback si è gradualmente diffuso anche a livello locale grazie ad esempio all’utilizzo di coupon creati appositamente.


Si distingue da sistemi cosiddetti programmi di fidelizzazione, come ad esempio la scontistica, perché riconosce effettivamente un guadagno sugli acquisti fatti nei negozi prescelti.

Presenta un duplice aspetto: trarre un vantaggio diretto dalle proprie spese e uno indiretto legato alla rete di contatti sviluppata.
Come anticipato, sempre più siti di cashback incentivano i propri utenti attraverso un sistema di referenza che garantisce loro dei vantaggi extra allorché invitano degli amici ad utilizzare il servizio di cashback, vale a dire una percentuale dell’importo (solitamente tra il 3% e il 10% della cifra pagata) speso. In questo modo i benefici sono sia per l’utente sia per il sito che trova un canale pubblicitario alternativo e spesso più economico rispetto a quelli classici.

Le attività di cashback in Italia stanno prendendo sempre più piede e sono tante le aziende che, per promuovere nuovi prodotti, offrono la possibilità di acquistare loro articoli e richiedere un rimborso.

Solitamente il sito di cashback pone un limite minimo da raggiungere per poter richiedere il pagamento (il cosiddetto “payout“), rendendo così necessaria per l’utente la fidelizzazione.

Il cashback non è né uno sconto sull’acquisto né un guadagno: lo sconto infatti si applica contestualmente all’acquisto (ed è garantito dal venditore);
i soldi che si accumulano sul conto mediante questo meccanismo non sono infatti un guadagno ma piuttosto un risparmio ottenuto sotto forma di rimborso di parte di un acquisto.

“Cashback” letteralmente significa “soldi indietro e consiste in un rimborso parziale della spesa sostenuta dagli utenti quando acquistano online sui siti di negozi/circuiti di convenzionati.


Un sito di cashback fornisce i mezzi tecnici ed amministrativi grazie ai quali si può ottenere un rimborso sugli acquisti effettuati online. In particolare, se si acquista su un negozio convenzionato con le modalità previste dal sito di cashback, il sito stesso riconoscerà una quota della spesa effettuata per l’acquisto, in denaro reale.

Il ‘Cashless’ approda in Italia

A dicembre anche in Italia verrà avviato questo progetto che rientra nel piano Italia cashless con il fine di invogliare il consumatore a ridurre l’utilizzo di contante e incoraggiandoli all’utilizzo di strumenti digitali, unitamente ad un sistema di premialità.

“Ok Google, mostrami …”: facciamo uno Snapshot a Google Assistant

Google Assistant è un assistente virtuale basato su Intelligenza Artificiale. Sviluppato da Mountain View dal 2016 all’interno di un programma di messaggistica, inizialmente precluso ad essere utilizzato su un determinato tipo di cellulari (Pixel), dal 2017 è disponibile per la vasta gamma di smartphone con sistema operativo Android e iOS. Nato per darci ‘una mano’ – come del resto tutti i suoi simili – nel nostro quotidiano: impegnati ad esempio nei nostri progetti di lavoro o semplicemente nelle azioni quotidiane, basta un semplice comando vocale per chiamarlo in causa.

Snapshot introduce il concetto di istantanea, fotografia di un oggetto.

Non è solo assistente vocale, ma una vera e propria suite di servizi innestata direttamente all’interno del sistema operativo. Può essere inoltre connesso con altri apparati o dispositivi, consentendo così ad esempio all’automobilista di non distrarsi dalla guida staccando le mani dal volante.

Oltre ad essere specializzato nella gestione dei comandi vocali, ‘GA’ è in grado di sostenere addirittura una conversazione con l’utente, grazie all’uso combinato dell’algoritmo di Google per la comprensione del linguaggio (vedi web semantico) ! Questa funzionalità permette all’assistente vocale di eseguire autonomamente operazioni più complesse del semplice ‘comando’ quali ad esempio prendere un appuntamento, prenotare un ristorante, consultare gli orari di apertura di un negozio, …., oltre ad essere in grado di accorgersi di contesti in cui non è in grado di eseguire quanto richiesto.

Google Assistant è in grado di eseguire svariate operazioni: oltre a pianificare la giornata, dare consigli su ricette, attività da svolgere o promemoria
senza bisogno di doverlo attivare. Basterà ora dire: ‘Ok Google, mostrami la mia giornata. Con un semplice “Ok Google” ecco che GA dà il meglio: l’assistente è in grado di navigare in internet alla ricerca delle informazioni richieste e cercare immagini, programmare eventi e gestire promemoria, sistemare le proprie impostazioni a seconda delle preferenze espresse.
Non molto popolare in Italia a dire la verità, ma destinato a importanti sviluppi per il futuro.
E’ inoltre in grado di sostenere una conversazione con l’utente, grazie all’uso dell’algoritmo di Google per il trattamento del linguaggio. Questa funzionalità, ancora non pienamente disponibile, permette all’assistente vocale di eseguire in autonomia operazioni come visto fra le più disparate.
Senza l’ausilio delle mani per digitare messaggi testuali, l’assistente di Big G consente di inviare brevi messaggi vocali attraverso un’operazione direttamente controllabile con la voce …..

In questi giorni Google sta arricchendo l’interfaccia grafica dell’applicazione per gli smartphone Android introducendo la sezione Snapshot, accessibile semplicemente attivando Google Assistant e la modalità scherno intero. La novità introdotta da Google consiste in una innovazione delle impostazioni delle applicazioni tra cui la possibilità di personalizzare la sezione stessa in base ai contenuti che vogliamo, sempre attivabile attraverso la voce.
Introdotta nel 2018, questa opzione fornisce agli utenti una panoramica della loro giornata e suggerimenti per “tenerli sincronizzati” con le scadenze di giornata.

Se prima gli utenti dovevano attivare Google Assistant e toccare l’istantanea in basso a sinistra per accedervi adesso, basterà dire “Okay Google, mostrami la mia giornata” e il sistema suggerirà gli impegni e i promemoria impostati in precedenza.


A corredo, disponibili anche altre schede (‘promemoria’) e addirittura selezionare brani da Youtube.
Raggiungere la propria schermata snapshot ora è molto più immediato: toccando il promemoria verranno forniti suggerimenti su come chiamarli o anche per inviar loro una canzone di compleanno personalizzata.

Update già presente su Android di Google e iOs.

La nuova funzione ad ora è però disponibile solo n inglese.

Blu Volley spegne 15 candeline

5 ottobre 2005 – 5 ottobre 2020: 15 anni di passione sottorete che hanno accomunato bambini e ragazze di Cuveglio – ma non – solo per una palla e un rettangolo di gioco; di impegno e sacrifici richiesti e dati da tutti; di droplets sui campi da gioco, ace, rice, “block”, schemi, … Una sana competizione sportiva nata come come sfida educativa e di formazione per tutti, fondata sul rispetto dell’avversario; impegno ma anche divertimento per chi ha partecipato all’avventura, il sentirsi gratificati per un obbiettivo raggiunto, ma ancor prima sentirsi parte di una squadra, quindi in un contesto di coesione e affiatamento, di un percorso di crescita non solo sportiva …15 anni or sono Cuveglio ha salutato la nascita di una realtà giovanile che, abbracciando gli ideali di San Giovanni Bosco, ha fatto di uno sport, la pallavolo, uno strumento educativo per tante ragazze pure dei paesi limitrofi. La società di pallavolo femminile ASD PGS Blu Volley festeggia oggi i 15 anni di costituzione.Presentatasi agli albori della sua storia con una squadra di “under 14/16” nei campionati delle Polisportive Giovanili Salesiane, oggi “la” Blu Volley è una grande famiglia … con tanto di genitori ! … Dalla nascita sono bastati pochi anni poi per fare un ‘salto di qualità’ con l’esordio nei campionati di Federazione, e negli ultimissimi anni il più grande risultato raggiunto, a suggello di ottime stagioni disputate nei campionati di divisione, è quello di presentare una squadra in serie D; dall’altra parte, quella di poter contare su di un brillante vivaio grazie alla preparazione di allenatori e tecnici del micro/minivolley. Quindici anni per chi sta dietro le quinte, accompagnando le ragazze in un percorso di sport e divertimento, ma anzitutto di crescita e formazione.Se il primo ringraziamento va perciò ai fondatori, ad allenatori e tecnici che in questi anni si sono succeduti nelle due attuali palestre ‘di casa’, Cuveglio e Gemonio, analogo ringraziamento va ai genitori che si rendono disponibili a vario titolo ad accompagnare le squadre come pure a sostenerci fra le mura di casa.

Recap sulla seo del 2020

A poco meno di 100 giorni dalla fine dell’anno, facendo un riepilogo del 2020 e di quanto già anticipato dai mesi precedenti, ripercorriamo(e riprendiamo) di seguito le importanti novità in ottica SEO. Novità per lo più improntate all’indicizzazione e posizionamento delle pagine web, obiettivo incentivato dall’introduzione di nuove tecnologie (vocal search e assistenti vocali).
Un ‘refresh’, un recap imprescindibile per chi ha a che fare con la SEO in senso stretto e sviluppo di contenuti.

Una delle innovazioni più importanti, che ha creato più rumors nel settore, è senz’altro l’adozione anche nel nostro paese del nuovo algoritmo di Big G: Google Bert il quale avvicina ancor più il “sistema algoritmo” al linguaggio umano, quindi ad un web semantico. Con esso Google ha concentrato gli sforzi sullo sviluppo di un sistema per fornire risultati di ricerca sempre più attinenti e precisi alle esigenze del navigante che sottopone una query. Operativamente, la “responsabilità” è a carico non del SEO specialist ma di chi è reputato a redigere i contenuti perché siano sempre più appetibili per il crawler di turno.
Gli ultimi mesi hanno visto l’introduzione e l’affermazione di metriche sempre più precise (Web Vitals) sulle prestazioni del sito, oramai indispensabili per puntare su indicizzazione e posizionamento del sito, con il chiaro intento di direzionare lo sviluppo delle pagine rispondendo alle esigenze della User Experience. Al contrario del precedente , “l’onere” in questo caso è a carico dello sviluppatore delle pagine web. Dal momento che, come anticipato, dal 2021 l’esperienza di navigazione sarà classificata come fattore di ranking, è perciò irrinunciabile e indifferibile che il sito sia ben progettato e strutturato, nella usability e nella facilità di navigazione oltre che per i contenuti.
Seguendo la tendenza di altri social, anche Google si è allineato a un classico ovvero le “visual storytelling“. Introdurre le Web Stories assume infatti importanza anche in ottica SEO in quanto esse permettono di dare ancor più risalto ai contenuti prodotti.
Altro “scossone” dell’anno è stato quello dei featured snippet, da non confondere con i rich snippets (i f.s. forniscono delle risposte a una query digitata, i r.s. danno una miglioria ad un risultato di ricerca), introdotti da Google per fornire all’utente in poche righe un’informazione completa su ciò che cerca, individuabili da un testo racchiuso in un rettangolo all’inizio di una pagina di SERP con i suoi risultati.
Se l’argomento era già stato trattato negli anni precedenti, nel 2020 il concetto di “dati strutturati” ha assunto ancora più rilevanza, argomentazione che si combina con altre tecniche promettenti es. knowlegdge graph e ricerca vocale. L’introduzione dei dati strutturati consente di “scendere”agli elementi minimi di un costrutto ovvero le entità e di comprenderne le relazioni per fornire la risposta più esaudiente anche per specifiche query; permettono altresì maggiore visibilità e possibilità di essere posizionati anche per particolari ricerche es. local seo.
Già introdotti nel 2019 e ripresi nella primavera de 2020 Google ha stravolto l’interpretazione del tag rel “nofollow” in chiave di posizionamento: vale a dire che ora col tag è possibile passare al crawler se si tratta di un link a pagamento (rel=”sponsored“), se il collegamento fa riferimento a User Generated Content (rel=”ugc“…), che la pagina linkata non venga seguita (rel=”nofollow“).
Anche il capitolo ‘immagini‘ è stato rivisto ai fini di una ottimizzazione migliorandone la compressione e la qualità in upload. Ecco così il nuovo formato AV1 (.avif) 1 2, uscito dalla fase beta già dalla primavera del 2018. Formato tenuto a battezzo da Netflix, superiore in termini di rapporto qualità/compressione ai tradizionali JPEG, PNG e il recentissimo WebP.

La PFCC debutta al Chiostro di Voltorre

(sabato 26 settembre)

Benvenuti al Chiostro di Voltorre

Il magnifico colonnato del Chiostro di Voltorre
L’interno del Chiostro

PFCC – “prove”

In occasione dei festeggiamenti per la festa patronale di San Michele della parrocchia di Voltorre di Gavirate stasera si è esibita nella chiesa adiacente al Chiostro di Voltorre 1 2 la PFCC (Piccola Formazione Con Contrabbasso), un inedito ensemble di sei giovani talentuosi elementi, una fusione di esperienze e studi musicali diversi riuniti per offrire un’esperienza musicale inedita sostenuta dal suono vibrante del contrabbasso: Clarissa Guarneri (flauto e voce), Elena Guarneri (arpa e voce), Gaia Leoni (viola e voce), Matteo Pallavera (contrabbasso), Alessandro Natto (pianoforte), Giuseppe Amoruso (sax, flauto e voce), al loro primo concerto ufficiale. Il sestetto PFCC nasce infatti solamente nel 2019 come proseguimento ed evoluzione del Quintetto Galec .

Palco pronto per l’ensemble PFCC

Accompagnati dalla voce narrante della poetessa Aleksandra Damnjanovic D’Agostino, in tutti i brani eseguiti durante la serata stupisce il suono preciso e puntuale di ognuno degli strumenti che espone la parte tematica così come la puntualità delle parti vocali che richiama all’attenzione gli astanti.

L’amalgama del suono che si sprigiona dagli strumenti poi crea un’atmosfera di armonia e meditazione che trasporta e accompagna il pubblico in un viaggio fatto di autentiche emozioni, passando da componimenti struggenti ed emozionanti (come dimostra l’iniziale ‘Who wants to live forever‘, o il finale ‘Gabriel’s Oboe‘ tratto da ‘Mission’ del maestro Ennio Morricone) che si alternano ad altri in una perfetta sequenza melodica caleidoscopica, un gioco cromatico per intensità sia per chi suona sia per chi ascolta.
Il programma inizia con la toccante ed intensa ‘Who wants to live forever‘ per poi alternare brani, talora sapientemente arrangiati, del patrimonio musicale classico ad altri divenuti dei pezzi celebri perché ripresi come emblematiche colonne sonore di film.
Nelle loro interpretazioni sia strumentali sia vocali i musicisti sfoggiano brani tratti dal repertorio classico e contemporaneo toccando anche alcune celebri composizioni famose scientemente scelte.

Che dire ? Nonostante si sia in un periodo un pò particolare che nello specifico limitano non poco le esibizioni, seppur alla prima uscita l’ensemble PFCC non ha tradito le aspettative di quanti già li seguivano, ed hanno offerto senz’altro una piacevole serata d’ascolto per i partecipanti.

DAL REPERTORIO:

La proclamazione della Parola di Dio

(martedì 22 settembre)

La prima parte della celebrazione eucaristica è chiamata Liturgia della Parola. E’ un momento importante della celebrazione e ha le sue origini nel culto festivo del sabato nella sinagoga ebraica. Questo culto prevedeva – e prevede ancora oggi – due letture bibliche. La prima fa parte della “Torah” o Legge (come sono chiamati i primi cinque libri della Bibbia). La seconda fa parte dei Profeti (Isaìa, Geremìa, ..). Tra le due letture si interpone un canto. Concluse le letture, un membro adulto della comunità interviene a spiegare e a commentare i testi. E’ lo “schema” che anche Gesù ha seguito nella sinagoga […].
La venerazione con cui veniva proclamata la parola di Dio è testimoniata dal testo di Neemìa 8, 1-12:alla lettura della parola di Dio si dà tempo e spazio: il suo rotolo (o libro) è collocato in posizione elevata, verso la quale è rivolto tutto il popolo, che sta in piedi, ascolta, si inchina, risponde, prega e fa festa.
E’, questa, la dignità che anche la Chiesa continua a riservare alla parola di Dio. Per la sua retta proclamazione è stato istituito il ministero del Lettorato. Al lettore si richiedono preparazione, attenzione, fede, familiarità con la Parola di Dio e, naturalmente, una buona dizione.
Alla sua esclusiva proclamazione (e non per avvisi, testimonianze, interventi catechistici, …) è destinato l’ambone, un termine che ricorda la “posizione elevata” del testo di Neemìa sopra riportato. Ma soprattutto evoca la pietra del sepolcro spalancato, da cui si leva l’annuncio angelico della risurrezione di Cristo (cfr. Mt 28, 2-7).
L’ascolto della parola di Dio diventa interiorizzazione con l’ascolto dell’omelia. Questa ci introduce nel compito del culto liturgico, che avviene nella Liturgia Eucaristica. Proprio come ha fatto Gesù con i discepoli di Emmaus: lungo la strada ha spiegato loro le Scritture, facendo ardere il loro cuore, re nello “spezzare il pane” ha aperto i loro occhi perchè lo riconoscessero nella Parola e nell’Eucarestia (cfr. Lc 2, 30-32.44-45).

(tratto da ‘La Domenica’ 20 settembre 2020, don Primo Gironi)