WordPress incontra Gutenberg: un binomio di web usability

(sabato 11 agosto)

WordPress Gutenberg: il piacere di scrivere

 WordPress 5.0 Gutenberg callout
WordPress 5.0 Gutenberg callout

In molti non se ne saranno accorti (o no ??) o non ci avranno fatto caso: da alcuni mesi accedendo alla bacheca di un blog realizzato con WordPress nella parte centrale si è fatta spazio un’anteprima destinata a scuotere la duttilità e l’utilizzo del CMS, interessandone cioè l’organizzazione strutturale. 

WordPress 5.0 Gutenberg callout

Con l’ultima versione, il CMS per autonomasia ha di fatto compiuto …. un bel salto all’indietro di 7 secoli, andando a scomodare Gutenberg (sì proprio quello della stampa a caratteri mobili) ! … L’adozione cioè di un nuovo editor visuale per la scrittura/gestione dei testi e articoli che scriviamo periodicamente, che inoltre va a semplificare l’approccio anche ai neofiti.

Atteso già dalla versione 4.8 del pacchetto, è con la versione 5.0 dello scorso mese di maggio – nella quale sarà quello predefinito – che è arrivata una ventata di novità in quanto de facto è stato reso fruibile al pubblico l’editor visuale, come alternativa a quello classico.

Il nuovo editor si presenta decisamente flessibile e promette delle novità interessanti nella gestione e stesura dei contenuti, proponendosi come una ineccepibile soluzione WYSWYG. Infatti, dalle premesse e prime indiscrezioni, Gutenberg permetterà di arricchire i nostri testi con una semplicità mai vista prima basata sulla scrittura a blocchi

Gutenberg editor demo
Gutenberg editor demo

, accompagnando l’utente praticamente nella progettazione minimale dei contenuti, rivolgendo questa potenzialità in particolare a chi non ha competenze specifiche, fino alla realizzazione di articoli ben formattati e adeguatamente strutturati.

Scrivere con WordPress Gutenberg è facile.
Scrivere con WordPress Gutenberg è facile
Working with Gutenberg blocks
Working with Gutenberg blocks

 

 

 

 

Pur mantenendo molte analogie con la precedente versione dell’editor, ‘Gutenberg’ si presenta maggiormente orientato alla web usability.

TinyMCE is no more
TinyMCE is no more

 

 

Un primo vantaggio confrontando le due versioni di editor è che quello targato ’GUTENBERG’ mette a disposizione un’area attiva maggiore, in particolare in larghezza, il che va a tutto vantaggio dei dispositivi con schermo ridotto, area che addirittura può essere adattata (“Post settings”) a tutto  schermo. Nella parte superiore a sinistra è inoltre presente uno switch che consente di passare dalla modalità visuale a quella testuale di visualizzazione del codice HTML consentendo così di creare o modificare blocchi direttamente da questa modalità. Ma la ciliegina la si apprezza quando viene selezionato un blocco di testo: vengono cioè mostrate le opzioni per spostarlo (i ‘tasti freccia’, su o giù), cancellarlo o accedere ad altre impostazioni di formattazione e stilizzazione. Sempre restando nella parte superiore dell’editor, si noterà l’assenza della tipica barra degli strumenti tipica di TinyMCE attivabile invece ora clickando sul pulsante “Insert” (.. ecco aprirsi un menu drop-down).

 

WordPress Gutenberg accompagna ad una nuova esperienza di produzione delle pagine basandosi sul concetto dei blocchi: quanto viene aggiunto di volta in volta alla pagina viene considerato come ‘un box separato’ e pertanto indipendente dal resto del testo quanto a formattazione e stilizzazione che vengono apportate.

Cosa significa lavorare per blocchi? Ogni paragrafo, immagine o video ha ora un editor specifico e può essere modificato indipendentemente dalle altre parti senza passare per la barra di formattazione principale (“presente” nello scrolling). Così per esempio se si plana su un paragrafo, ad esempio, si attivano i pulsanti per spostare il testo a sinistra o a destra, per aggiungere il grassetto e il corsivo. Oppure, a sinistra ci sono i comandi per spostare il testo sopra o sotto (le frecce) e il menu per aggiungere heading o quote.

Se parliamo di immagini, invece, ecco le opzioni per posizionare il contenuto rispetto al testo mentre il simbolo + visualizzato consente di aggiungere vari elementi quali titoli, liste puntate, liste numerate, foto e altro ancora. Queste vengono prelevate dalla libreria per essere inserite in un blocco con un certosino effetto fade ; inoltre, su di esse possono essere ora definite proprietà CSS.

 

 

 

 

Ecco le immagini prese da Gutenberg Editor Mockup.

 

 

 

 

 

 

 

Ecco il link ad un buon tutorial sulla presentazione e caratteristiche di WordPress Gutenberg:

 

E per una demo

https://testgutenberg.com/

 

 

Scrivere su web: SEO vs ‘Autenticità’

(sabato 4 agosto)

Ottenere una buona visibilità sui motori di ricerca è un punto fermo per i content writer, chi scrive online.

La scrittura online presenta delle sfaccettature che la distinguono come “arte” dallo scrivere sui mezzi cartacei.

Abilità imprenscindibile per il copywriter  è quella di saper creare contenuti autentici, di continuare cioè a far “traspirare” il proprio stile nei testi.

Anche se la qualità e la presentazione di un contenuto dovrebbero essere preservate, a volte la produttività del content writer viene inficiata dal rispetto delle ordinarie regole SEO: così accade che la propria “impronta” venga subordinata ai vincoli imposti dalle tecniche di ottimizzazione, talvolta peraltro innegabili per l’obiettivo di cui sopra.

‘Ma la frittata può essere rigirata’, potrebbe dirsi: se il punto focale del lavoro del copywriter è la buona scrittura nelle sue varie sfaccettature, non è detto che perciò i canoni SEO debbano prevalere su quello che è il proprio stile ma mantenere un carattere irrinunciabile “controcorrente”: l’autenticità. Ecco allora che per ottenere il risultato di attrarre lettori/clienti i testi devono essere formati e malleati senza bisogno di essere SEO-dipendenti. Occorre tenere ben presente che il successo di un contenuto non è tracciato tanto dall’osservanza delle regole delle Search Engine Optmization quanto proprio dal taglio che viene dato al testo e dal coinvolgimento che si è in grado di suscitare nel lettore.

Il lavoro dei copywriter è e resta pertanto quello di scrivere testi che convincano; a questi poi vanno integrati al meglio gli aspetti SEO. Ci sono tre miti in particolare che bisogna sfatare:

Contenuti duplicati – sì, è possibile

E’ e rimane un dato di fatto che Internet va a penalizzare i contenuti duplicati. Peraltro, ciò non rappresenta un grosso problema finché non sia una pratica destinata a creare confusione negli utenti o con il fine di manipolare i risultati di una ricerca. Per “regolarizzare” questa linea si fa ricorso alla canonizzazione, ovvero aggiungere un tag canonico (“rel= canonical”) all’indirizzo URL del contenuto in questione.

Parole chiave in ogni frase – no, non è necessario

Occorre sfatare il mito secondo cui il testo dev’essere imbottito di parola chiave al fine di ottenere un miglior posizionamento sui motori di ricerca. Se rimane vero che le parole chiave rivestono un ruolo importante per i testi online, il “peso” giocato assume importanza limitatamente all’algoritmo di Google aiutando a ricercare il contenuto e non chi legge il testo. Questo il motivo per cui in primo piano deve sempre esserci un’ottima leggibilità del contenuto; ancora meglio se poi si riesce a incorporare le parole chiave in modo ottimale.

Non importa la quantità ma la qualità

Anche se rimane un ‘verbo’ che i post più lunghi abbiano maggiori possibilità di raggiungere un posizionamento migliore, ciò non vuol dire che tassativamente bisogna scrivere articoli di una determinata lunghezza e non meno! Vero sì che questi possano avere un ranking migliore, denotando una trattazione più analitica e dettagliata dell’argomentazione, ma a prescindere dalla lunghezza quello che fa la differenza e che va a premiare sia il posizionamento del contenuto sia il gradimento dell’utente (i contenuti brevi e informativi vengono apprezzati da Google) è creare testi completi ed esaustivi.

Concludendo allora, non bisogna rinnegare la propria scrittura a favore della SEO. Scrivere rivolgendosi al proprio pubblico rimane l’obbiettivo da (per)seguire, tenendo comunque presenti gli aspetti per una valutazione positiva dal punto di vista SEO.

 

he

 

Il futuro della SEO nell’Inbound Marketing

(martedì 31 luglio)

Al periodo compreso fra gli ultimi anni Novanta e il 2000 è corrisposto una crescita esponenziale di attività, commerciali e non, agenzie piuttosto che liberi professionisti singole persone, sbarcare nel mare magnum di Internet. A ciò è conseguito uno sviluppo di tecniche con lo scopo di attaccare al meglio il nuovo mercato digitale per riuscire a posizionare al meglio il proprio spazio web nella SERP rispetto alla concorrenza e ugualmente raggiungendo nuove segmenti di clientela finora fuori portata: ciò è quanto perseguito in particolare dalla SEO.

SEO: uno degli elementi chiave dell’Inbound Marketing

L’Inbound Marketing si identifica come un insieme di attività il cui scopo è quello di attirare visitatori al proprio sito web con l’obiettivo (non scontato) di trasformarli in lead e quindi clienti della propria attività/offerta. Da ciò ne deriva che l’Inbound Marketing è un calderone in cui convergono diverse attività ‘operative’.

Al centro di un’azione di IM sta la creazione di contenuti di qualità e non da meno la determinazione di opportuni strumenti per proporli sulla vetrina del web.  Considerando che Google elabora mediamente 40.000 query al secondo si può ben intuire l’importanza della SEO per farci essere presenti nei risultati delle ricerche. Paradossalmente va detto che la Search Engine Optimization così come viene pensata ed attuata oggi è già obsoleta rispetto a ‘quella di domani’.

Gli aggiornamenti di Google e gli effetti su SEO e Inbound Marketing

Con gli aggiornamenti all’algoritmo degli ultimi anni (come Panda e Penguin, sono state apportate all’algoritmo modifiche finalizzate a contrastare il fenomeno dei ‘Black-hat SEO’ cioè quanti sono disposti a  raggirare i motori di ricerca al fine di posizionare i propri lavori nella SERP pur senza offrire contenuti di qualità. Così fino ai mesi più recenti in cui nelle modifiche agli algoritmi si è andato ad operare: sebbene non verranno svuotati completamente della loro importanza in una struttura, ad esempio keyword e backlink non verranno considerati come fattori primari in termini di indicizzazione di un sito.

Con l’aggiornamento dell’algoritmo di Google nell’ottobre del 2017 pensato per una buona indicizzazione anche da dispositivi mobile andava a considerare anche il tipo del dispositivo utilizzato, la posizione geografica, le intenzioni e il comportamento dell’utente: in molti, pur non pensandoci, ci avranno fatto caso ! Differentemente prima chi digitava una query approcciava con l’inserire le parole chiave e una volta ottenuti dei risultati doveva filtrare quelli più attinenti con quanto cercato. Adesso le query sono sempre più uniformate al linguaggio parlato e di conseguenza i motori di ricerca stanno migliorando nell’interpretare la volontà (e dunque l’interesse) di chi effettua la ricerca, ottenendo quindi risultati migliori.

I Topic Cluster a supporto della SEO

Se la SEO abituale era basata solidamente sul concetto e utilizzo delle keyword, avendo cura cioè che titoli e contenuti ne contenessero con una adeguata densità, dal 2013 con l’avvento di Hummingbird, il motore di ricerca approccia ad una interpretazione naturale del linguaggio, concentrando la comprensione all’intento di ricerca piuttosto che alle parole chiave. E così che molti operatori del settore vedono Hummingbird come il passaggio ufficiale dell’attenzione di Google dalle parole chiave agli argomenti (topic).

L’esplosione di questo passaggio lo si è avuto nel 2015 con l’aggiornamento a RankBrain, l’algoritmo di ricerca automatico progettato per una migliore comprensione del contesto delle ricerche sottoposte. Ecco allora che semplici ricerche sottoposte al motore di ricerca sortiranno risultati esaurienti sull’argomento, arricchendoli con recensioni, informazioni a corredo e mappe andando così oltre a quanto corrispondente alle sole parole chiave.

In questa maniera Google è passato al modello dei Topic Cluster. Una singola pagina (‘Pillar’) funge da raccoglitore principale di diversi contenuti attinenti un argomento generale, e ad essa sono collegate altre pagine correlate le quali rimandano alla pillar e alle altre pagine del Topic Cluster. Possiamo definirla come una tecnica dal momento che questa azione di collegamento segnala ai motori di ricerca che la pagina pillar è un’autorità sull’argomento e, così facendo, la pagina risulterà sempre più in alto nelle SERP per l’argomento trattato.

 

(tratto da www.extrasys.it)

 

 

L’immancabile appuntamento con S. Anna

(domenica 29 luglio)

La fine di luglio fa rima con corsa serale di S. Anna di Besozzo, immancabile appuntamento di metà estate del podismo del Varesotto, che saluta la pausa estiva per i più. Quest’anno la gara taglia il lungimirante traguardo delle 40 (o 39 ??)  candeline !!  a testimoniare la meticolosità degli organizzatori che stanno dietro.

Il brusco piovasco del pomeriggio, congiuntamente ad un vento abbastanza fastidioso poi (!), pareva poter condizionare lo svolgimento dell’irrinunciabile appuntamento serale   … Ingredienti che tutto sommato hanno reso più gradevole la serata, con Eolo che ha ben pensato (provvidamente) di placarsi e lasciar posto ad un brezza più gradevole che di certo ha alleggerito le fatiche degli astanti !
Tanti gli amici che ritrovo a cominciare da Salvatore Torre, il mai domo Gerardo Ciampi e Luciano Dalle Fratte; ecco il Franco e poi arrivare gli altri del CB Gianfelice in testa con Antonio Spoti e moglie; quindi Nadia e Paride, Liliana, Francesco, Samuele e Stefano della Mezzanese. Il Peppo (per la verità volevo chiamarlo ma immaginavo venisse) con Luciana; gli amici del 7Laghi Runners …

“Gara da gustare” stasera, questa la premessa spenti i “riflettori soliti”.
Diversi gli habitué della carovana delle canoniche gare domenicali presenti stasera che non hanno voluto rinunciare al tradizionale appuntamento.

Alle 20 lo sparo che da il via alla ‘bagarre‘: accanto alle immancabili presenze “di punta”, tanti i giovanissimi presenti e pronti a dare e darsi battaglia sul tracciato decisamente variegato.

Percorso di 9 km circa piacevole e molto ricco di saliscendi quello proposto (‘a naso’ pare essere un mix di tutto quanto la location possa offrire con il ventaglio delle sue gare !) e dopo un giro di lancio tra il centro di Besozzo e la stazione ferroviaria prima e poi lungo le strade interne, rieccoci sbucare sull’arteria principale di via XXIV Aprile.
Giusto il tempo di “rollare“, magari riprender fiato, e vvia ad affrontare la muscolare e impegnativa scalinata che porta verso il faro soprastante il paese e il centro storico  al cui culmine incontro “sugli spalti” l’amico Ugo Fantoni.

 

 

 

‘Arrivati in quota’ attraversiamo la graziosa e suggestiva mulattiera soprastante che esce in zona municipio; si prosegue a destra dunque sul falsopiano e via a prendere la via di Besozzo Superiore.

La seconda parte ci porta a percorre la lunga e vallonata via Trento, quindi a ridiscendere via Moroni e poi, per tramite di un breve ma ripido strappo, attraversare l’unico tratto di sterrato che nel giro di qualche centinaia di metri ci porta a toccare la chiesa dei Ss. Alessandro e Tiburzio e quindi, passato il cavalvavia sopra la ferrovia, ridiscendere e attraversare la frazione di Bogno (oopsss c’è la Carmen Massarenti ??! :)) tramite via Diaz passando per il santuario di San Nicone prima di riguadagnare l’arteria principale e di nuovo la strada che porta alla stazione dei treni.

 

 

 

Giunti così in zona partenza invece di prendere la stretta laterale che riconduce nei pressi della prepositurale si prosegue l’ascesa verso la strada soprastante e quindi a tagliare il traguardo dal senso opposto.

A seguire la solita cornice della Festa di paese con la girandola delle premiazioni, convivialità e allegria.

Con questo appuntamento chiudo la prima parte di stagione e penso di riprendere (.. !!) con il mese di settembre.

Avvicinandosi alle “notturne” …

(domenica 22 luglio)

Lontano dalle corse ufficiali causa forza maggiore da un paio di settimane,  con il Piede d’Oro andato in ferie, per stimolare la fase allenante stasera (sabato 21, ndr) decido, stuzzicato dal compaesano Salvatore Torre incontrato nei giorni addietro durante un mio giretto, di prendere parte ad una notturna: la ‘Biandronno Night Run’. Nata da una riproposizione/rivisitazione forse della ‘Lago di Comabbio Night Run’, gara piacevole e simpatica che da 7 anni si svolge attorno all’omonimo specchio: la ‘Biandronno Run’  si sviluppa su 7 km, partendo dal campo sportivo locale e risalendo l’attigua ciclabile che lambisce il lago di Varese fino alla “zona trampolino” di Biandronno ove è posto il gonfiabile ‘giro di boa’, e quindi percorrere a ritroso quanto fatto.
Con l’esperienza fascinosa e ammaliante del Giro del lago di Resia sopra Bolzano, a cui ho partecipato anni fa con gli amici del CB S. Andrea, mi faccio ingolosire dall’occasione e “apro” la mia carriera (parolone) di runner amatoriale ad una nuova “dimensione”:  la gara in notturna (partiamo infatti alle 22).

E’ questo un genere di prova che, probabilmente fotocopiata da gara di manifestazioni del genere maggiormente blasonate al fine di portarle anche nei nostri paesi, da alcuni anni sta cercando di farsi largo nel già fitto panorama di serali del momento; difatti, non nasconde un carattere fascinoso il correre “dopo” il calar del sole, al buio facendo affidamento alla luce artificiale.

Mi avvicino al tavolo iscrizioni quando vengo graziosamente e affettuosamente salutato da una ragazza dal profilo sinceramente familiare ma che non riesco “a collocare!: ‘chiedo l’aiuto al pubblico’ – direbbe qualcuno – : è Stefania Panarello, mia ex-compagna di classe ai tempi delle superiori a Luino, in parole povere si parla di 24 anni fa !!! … Rewind allora degli iniziali saluti !
Anche se non si è in tanti (e forse è meglio – vado pensando poi – perché l’atmosfera che si respira poi durante la gara non è affatto assillante, nessuna pressione né “ansia da prestazione” ma solo la piacevolezza di cimentarsi affrontando il buio a 360 gradi) diversi gli amici con cui condivido le domeniche: una non indifferente rappresentanza del 7LaghiRunners Katia, Guido, Nicola, Mimma, Gianni, Francesca, Michele, Stefano, Giuseppe, …
7 km da correre a tutta, nel perfetto stile delle corse serali, ritmo pressocché favorito dallo sviluppo affatto impegnativo del tracciato.
Muniti di luce frontale o torcia e di braccialetto luminoso, si va ! Poche centinaia di metri e, non fosse per il movimento ondulante delle tante luci – siamo press’a poco un centinaio – abbandonato l’attiguo impianto sportivo il buio non si fa attendere, sino a diventare quasi un problems nel prosieguo quando si perdono i riferimento davanti o nei tratti coperti dalla vegetazione: è proprio su uno di questi, in prossimità del giro di boa, poteva accadere un dramma poiché nell’incedere non mi accorgo di un inevitabile cambio di piano a causa di un cordolo di marciapiede ! …

Breve ristoro e si torna indietro affidandosi ancor più al ‘sesto senso’.

Per una volta, posso dire di aver chiuso sotto i 100 (.. e diciamo pure fra il 50° e il 60° !!).
Soddisfatto della condotta di gara almeno per 2/3 dello sviluppo: infatti, allorché là davanti perdo i riferimenti luminosi l’incedere è doverosamente cauto, nonostante l’andamento ‘in linea’, e talora al passo… Pur non forzando, sto andando bene (mi sento bene) avvertendo buone sensazioni (sarà l’effetto”notturna” ??), almeno così fino agli ultimissimi km quando devo rallentare per cercare di ritrovarmi; nel frattempo, da dietro sento sopraggiungere tra gli altri il Peppo (tanto per cambiare) vociante e Guido con i quali condivido dandosi il cambio le ultime quasi interminabili centinaia di metri.

Posso dire di aver scelto una bella garetta, aldilà dell’esordio: gradevole il percorso quasi interamente sul lago lontano dai rumori cittadini e privo di asperità e gli amici incontrati, con i quali concludere la serata !

Forse qualche indicazione per l’organizzazione, non tanto logistico (leggi presidio sul percorso) – non è mica necessario essere in 100 a quest’ora – quanto eventualmente per una maggiore copertura luminosa sul percorso la cosa che a sensazione è più mancata lungo alcuni tratti … ma forse è una mia personale pretesa !

Anche quest’anno luglio fa rima con … la ‘Spingi, Corri Pedala’

(lunedì 16 luglio)

Dopo la (quasi) tempesta della nottata, una bella giornata di sole fa da cornice ad un appuntamento che oramai è diventato un appuntamento sentito da tanti oltre che un “MUST” per la Proloco di Cuveglio nonché i diretti interessati ! …

Puntuale come ogni anno arriva, con il week.end della locale Festa della Polenta, la kermesse della ‘Spingi Corri e Pedala’ – manifestazione organizzata dalla ProLoco di Cuveglio in collaborazione con la PolHa Varese giunta alla 8^ edizione – , staffetta a tempo che vede impegnate terne di handbykers, podisti e ciclisti sul percorso oramai collaudato di 8 km interamente su asfalto lungo la via principale di Cuveglio per i primi, fra la ciclabile retrostante la baita – dove avvengono i cambi fra le frazioni – e il paesino di Cavona per podisti e ciclisti. 

Ecco allora di prima mattina sopraggiungere tanti amici: Alessandro, Omar, Lorenzo, Pietro, Mauro, Giuseppe, Fabrizio, Cristina, Renato, Giuseppe, l’altro Alessandro, Francesco, Lorenzo, e così tutti gli altri … Anche fra gli handbykers, all’accoglienza presso la palestra come dopo, ritrovo vecchie conoscenze: capitan Marco Re Calegari, “il chiassoso” Domenico Vinci, Innocenzo e poi la carissima Natasha, Igor ed Elisa.

Una volta sorteggiate le terne, pochi minuti dopo le 9 la “concitata” partenza con le handbykes pronte a mangiarsi la distanza da coprire (per i primi basteranno 20 minuti). E’ poi la volta degli amici podisti che non lesinano a ‘raschiare il fondo’ per il “primato”. Quindi i bikers che, chiamati ad effettuare due volte lo stesso giro, con i loro scatti possono stravolgere i parziali sin qui registrati (“impresa” che ad alcuni – dovere di cronaca – riesce).

Tanta la frenesia organizzativa dietro a questo evento: anzitutto per avere la disponibilità degli atleti (ruolo da non sottovalutare !!), e poi la mattina stessa per approntare percorso e servizi vari in modo da garantire anzitutto sicurezza lungo il percorso stesso e soddisfazione  per tutti i partecipanti. : l’impresa a questa tornata non è delle più semplici, numeri alla mano passati da Alessandro Rossi (eheh) si tratta di allestire 18 terne, anche se poi la mattina se ne conteranno due in meno (..uufff !). La riuscita alla fine “dei giringiri” – come detto – non  nasconde la soddisfazione per chi sta dietro !!

Un doveroso ringraziamento infine a quanti hanno voluto essere presenti e collaborare per la riuscita dell’evento: da Alessandro al suo staff, a tutti gli amici che si sono resi disponibili e ad Atletica Verbano in particolare sempre presente a quanti lavoravano dietro le quinte.

 

SCP 2018 - STAFFETTE

A Cavona per una insolita serale

(sabato 14 luglio)

Stasera (venerdì 13, ndr) a Cavona, frazione di Cuveglio, è andata di scena – dopo due rinvii consecutivi dall’originaria collocazione del mese di marzo causa meteo – la Corsa ideata per la Festa della Donna, giunta alla 5^ edizione, – 3° Memorial Maria Stella Bonetti, personalità molto conosciuta in valle per il suo operato nel sociale, scomparsa prematuramente a soli 49 anni colpita da un male incurabile. La manifestazione come tradizione ribadiva la sua vocazione solidale  dal momento che il ricavato veniva interamente devoluto alla sezione Valcuvia della LILT (Lega Italiana contro i Tumori).

Con la regia del vulcanico Renato Furigo e del mai domo Vittorio Ciresa viene proposta dunque questa camminata non competitiva  in veste serale
su di un percorso di 4 km attorno l’abitato del piccolo paese, interamente su asfalto per facilitare la partecipazione di tutti.
Ritrovo presso l’adiacente campo sportivo e alle 19.30, ora decisamente ‘consona per una bella sgambettata serale’ – visto il meteo di questi giorni – il via dato dal sindaco Giorgio Piccolo.
Il percorso dunque si sviluppa lungo la via principale che attraversa il borgo, portando i protagonisti praticamente a fare il periplo della piccola località della Valcuvia: messo alle spalle l’iniziale lungo rettifilo iniziale, progressivamente ma dolcemente si scende verso la zona denominata Scavè per prendere così la ciclabile per circa un chilometro e mezzo, fino a raggiungere la fattoria ‘Il Vallone’, dove ad attenderci è un vero e proprio tifo ‘da spalti’ con le capre dell’amico Mattia. Tratto corribile questo ma che richiede agli astanti continuità nel passo, dopo quello iniziale ‘di lancio’. A seguire infatti l’ascesa abbastanza impegnativa per tornare verso il paesino con la sua chiesa madre; a seguire breve tratto in discesa di circa 200 m per raggiungere la piazza e quindi vviaaa per il rettilineo che riconduce all’inconfondibile gonfiabile giallo dell’Avis.
Una cospicua partecipazione a questa serale che in punta di piedi va ad inserirsi nel già folto calendario  stagionale e nel rispetto delle ‘corse di nicchia’ non mancano i cavalli-da-battaglia: ecco tra gli altri Paolo Proserpio, Matteo Raimondi, Francesco Pellicini, Ombretta e Cristina. Inaspettatamente poi ritrovo oltre alle solite “facce da runner” conosciute tanti amici che hanno voluto essere presenti alla serata, anche semplicemente per una semplice camminata: ecco Chiara, Sergio, Gabriella, Laura e Matteo. Inoltre, presente in gran numero il gruppo ‘Sempre per Sempre’, associazione sorta proprio in memoria di MariaStella, con la loro inconfondibile maglia rossa.
Detto del lato prettamente sportivo della manifestazione, la serata è condita poi dall’intrattenimento e dalla convivialità.

PHOTO GALLERY 1

 

PHOTO GALLERY 2

Golasecca (VA) – 5^ Run For Avis – 15^ Tappa Piede d’Oro

(giovedì 12 luglio)
Partenza Run For Avis 2018
Partenza Run For Avis 2018 – Foto di Arturo Barbieri
E’ andata in scena, domenica 8 luglio, la quinta edizione della Run for AVIS, gara di 11 km per il percorso lungo e di 5,5 km per il percorso corto, oltre al minigiro Overmach per i più piccoli. La gara è tappa, ormai per il secondo anno, del celebre circuito del Piede d’Oro, e organizzata da Podistica Mezzanese con il sostegno dell’Avis di Somma Lombardo.

La location della gara era, ancora una volta, il Campo Sportivo Piero Torrani di Golasecca, da cui partiva il percorso che si snodava interamente nei boschi del Parco del Ticino, tra i comuni di Golasecca, Coarezza e Somma Lombardo.
Una corsa piuttosto impegnativa che noi amiamo definire un mini trail proprio per le sue caratteristiche principali, ossia sentieri boschivi con asperità tipiche dei trail: salite mozzafiato, discese tecniche e single track e con fondo prettamente sterrato, a tratti caratterizzato da sassi e radici.
Gli scenari che si attraversavano, erano comunque spettacolari, con improvvise aperture su campi sterminati e colline, senza dimenticare il meraviglioso passaggio attraverso una pineta secolare.
I nostri sforzi per tracciare e presidiare al meglio questo percorso, sembra che siano stati utili a portare tutti al traguardo, cosa non semplice visto che il bosco riserva sempre qualche sorpresa, perché tra incroci di sentieri e stradine, è facile perdere la direzione corretta e trovarsi completamente fuori strada.
Quello che comunque abbiamo potuto constatare all’arrivo, oltre la fatica evidente sul volto di tutti, è stato sicuramente l’entusiasmo di aver portato a termine la corsa, con tanto impegno, ma anche con tanto divertimento e questo ci rende molto orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto per rendere questo evento piacevole per tutti.
Per quanto riguarda il resoconto della gara, atleti davvero straordinari hanno conquistato le prime cinque posizioni che venivano premiate oggi per la competitiva del Piede d’oro.
In campo maschile, vince Argoub Rachid (Whirlpool), seconda piazza per Nader Rahhal (Arcisate), terzo Giuseppe Bollini (Circuito Running), quarto Fernando Coltro (Valbossa) e quinto Daniele Ravelli (Arcisate). In campo femminile, si aggiudica la gara, per il secondo anno consecutivo, Eugenia Vasconi (Team Di Bi), seconda Elena Soffia (Maratoneti Cassano), terza Chiara Naso (AttivaSalute Team), quarta Marta Dani (Valbossa) e quinta Sofia Barbetta (Valbossa).

(tratto da www.podisti.net, by Barbara Imbres)

Differenze tra blogger, webwriter e copywriter ?

 (venerdì 6 luglio)

Gli ultimi anni hanno visto il diffondersi esponenziale anche fra le mura di casa per una innata e sfrenata passione di avere un proprio spazio web. Un vero e proprio fenomeno di proliferazione che, nato fra le mura di casa quasi come fosse una ’emulazione’ di realtà ben più rilevanti e ambizione, ha finito letteralmente per divenire un “aspetto del nostro vivere quotidiano” (ce l’hai o non ce l’hai ?? L’avere un blog è divenuto un fenomeno di massa, realizzando il passaggio epocale dal classico diario dei segreti/dei ricordi cartaceo a uno strumento ‘più in linea con i tempi’ in cui custodire analogamente le stesse cose verosimilmente però con una forma più didattica.

Avere un “blog” è stato dunque il là per una vera e propria fonte di ruoli professionali, figure accomunante dalla passione per la scrittura su web cosiddetta “creativa“, sostanzialmente tre blogger,webwriter e copywriter, accomunate da una discreta padronanza della lingua italiana o forse per meglio dire capacità di modellarla in base alle esigenze, in ognuna delle quali poi germogliare e svilupparsi peculiarità che finiscono per caratterizzare le stesse. Chi riversa articoli “per il gusto di scrivere” ovvero mettendoci le sue passioni i suoi interessi

blogger webwriter e copywriter
Sovrapposizione nei ruoli fra blogger webwriter e copywriter

le sue riflessioni (blogger), con un occhio di riguardo alla gestione pure dei social; chi con l’obbiettivo di creare “contenuti di qualità” (web writer); chi si dipana per attirare l’attenzione di chi legge con un fine commerciale realizzando una call to action (copywriter).

 

Se dunque il blogger può essere pensato come il prototipo, da qui sono nate sostanzialmente tre figure “professionali” che si dilettano scrivendo sul web: il blogger, il (web)writer e il copywriter: tre modi dunque di intendere chi ha a che fare con la scrittura online ma che si diversificano per tenui sfaccettature. Non dunque distinzioni nette ma diverse specializzazioni di un “essere digitale e creativo” su web. Sfaccettature di una ‘eguale’ offerta, specializzazioni nate per rispondere a specifiche esigenze, le professioni di blogger, webwriter e copywriter (comprese quelle minori non riportate 1  2) si intersecano tra di loro, andando anzi paradossalmente a premiare la capacità di spaziare dall’un all’altra, tanto da non poterne tracciare una distinzione netta. Il successo di una campagna sta proprio nella sinergia tra di esse.

Da che parte stai ?
Chi sono ? .. (Dove vado ?) Cosa faccio ??

Di fronte ad un interrogativo che ci può porre legittimamente, non è però possibile compartimentare tra di loro queste figure, creare dei muri, dei tratti distintivi: come detto, ognuno è complementare all’altro, andando addirittura a premiare la capacità di spaziare dall’un all’altra quindi allargare il proprio raggio d’azione: così il copy si dovrà rapportare comunque con il web per espletare la sua attività, il webwriter dovrà avere una visione a 360° per arrivare al suo obiettivo.
Il blogger per me è “il poeta” quello che affascina il lettore, il copy è “il genio”, ‘quello che una volta letto il post trova il titolo che vale il click’, il webwriter è “il logico”, sa dove e quando!’: una definizione ad hoc per fare da spartiacque tra le tre.

E’ possibile poi individuare un connotato “cartina tornasole” che ha determinato una ulteriore specializzazione nel settore destinata a fare la differenza dal punto di vista professionale, ciò che in parte ha favorito la definizione di altre specializzazione: la SEO (Search Engine Optimization), ovvero l’arte di scrivere on line unita alla capacità di attrarre e ‘far rimanere sulla pagina’ il visitatore/lettore con buoni contenuti 1  2  3.

La riforma sul copyright ucciderà Internet e i suoi fruitori ?

(martedì 3 luglio)

Il prossimo 5 luglio il Parlamento Europeo si troverà a decidere su di una questione che, perlomeno nel nostro paese è rimasto assopito fino all’intervento di Di Maio: la riforma del copyright, cioè del diritto d’autore, volta ad armonizzare il gap esistente tra profitti e remunerazione sul mercato commerciale, approvato in via preliminare dall’apposita commissione parlamentare europea e che dovrà superare il banco di prova di tutto il legislativo di Bruxelles.

Riforma europea copyright
Alla vigilia di una direttiva europea sul copyright
 

Con essa il legislatore europeo ritiene di dover correggere un vuoto legislativo che ha permesso alle piattaforme che ospitano contenuti caricati dagli utenti (come YouTube) di evitare di pagare la relativa licenza per i contenuti stessi (musica, film, libri, ecc.), a scapito dell’industria culturale.
E’dal 2016 che l’Unione Europea caldeggia una riforma sul copyright volta a garantire ad editori e produttori che sviluppano e mettono in Rete contenuti non solo giornalistici una giusta retribuzione per il loro lavoro.
Come facilmente intuibile, è in corso un’accesa diatriba tra i maggiori produttori mondiali da una parte, Youtube e Facebook in testa, e gli editori/produttori dall’altra.
La direttiva è rivolta in primis alle piattaforme per l’uso dei contenuti protetti dal diritto d’autore, con Il fine di armonizzare il gap del valore tra profitti e remunerazione.

Il testo che sarà sottoposto al voto del Parlamento

Timori per sviluppatori e produttori di contenuti
Produttori e fruitori Internet ingabbiati sul libero uso della Rete ?

è finalizzato ad obbligare i giganti della Rete a pagare le royalties, non graverà pertanto sugli utenti finali ma così come si propone è destinato a creare panico sul “mare magnum” …

Sono due gli articoli che fanno più discutere, il numero 11 e il numero 13. Secondo l’articolo 11 i grandi network on line dovrebbero pagare nel caso di utilizzo di link e/o snippet (l’estratto di due righe che segue il link pubblicato dai motori di ricerca per anticipare all’utente il contenuto di una pagina web) avrà bisogno di un’autorizzazione da parte dell’editore del contenuto “a cui si punta” e/o citato e dovrà pagare a quest’ultimo un compenso. L’articolo 13 invece riguarda il diritto d’autore per opere artistiche caricate dagli utenti sulle piattaforme; prevede la responsabilità legale per piattaforme digitali tipo YouTube o Instagram, che dovranno inserire dei filtri, un algoritmo, capaci di individuare e bloccare il caricamento di contenuti protetti da copyright da parte degli utenti. Erroneamente, i contrari alla  possibile innovazione (tipo il vicepremier Luigi Di Maio) hanno già battezzato questa introduzione con il nome di “link tax“, ma non si tratta di una tassa quanto del pagamento di un diritto d’autore (da intendere come equo compenso per retribuire gli editori per l’utilizzo di un’opera protetta da diritto d’autore. Per poter indicizzare contenuti e permettere la visualizzazione dell’anteprima – snippet – i motori di ricerca dovrebbero pagare le testate, eventualmente sotto forma di abbonamenti).  Se il parlamento dovesse approvarla queste piattaforme dovrebbero inoltre ottenere una licenza per i contenuti di copyright consentendo in questo modo di generare un equo ritorno economico ai creatori. E pubblicare solo contenuti da parte di utenti che abbiano acquistato la licenza. L’obiettivo è risolvere quello che viene chiamato “value gap”, ovvero abbattere la forbice remunerativa che esiste nel mondo dello streaming tra quanto versano piattaforme come YouTube e altri servizi come ad esempio Spotify (addirittura, la prima arriva a pagare 20 volte di meno).

Di questa “causa” si è preoccupato anche direttamente il ministro Luigi Di Maio che ne ha parlato all’Internet Day lo scorso 26 giugno, prima di cui l’opinione pubblica in italia era del tutto ignara di ciò che stesse accadendo, che l’Europa stesse cioè dibattendo su un argomento che più o meno avrebbe influito su un aspetto della loro quotidianità.
Ed è diventato subito chiaro che questa riforma è davvero importante, con possibili conseguenze dirette su interi settori industriali, sulle persone che ci lavorano e non da ultimo sul diritto di tutti all’informazione.
Di Maio vede nel nuovo regolamento un pericolo, un possibile bavaglio per la rete: “Ci opporremo con tutte le nostre forze, a partire dal Parlamento europeo”. Una direttiva che, se approvata, il governo italiano potrebbe omettere di recepire.
Il vicepremier non è l’unica voce critica al provvedimento. In molti hanno espresso più di una perplessità davanti all’articolo 11 della riforma, ribattezzato link tax, che ‘ammazza’ i network fruitori di notizie, costringendoli a dipendere da una licenza a pagamento per potere continuare a segnalare le news provenienti da terze fonti. Una situazione che punirebbe i più piccoli e deboli, lasciando il campo libero a Facebook e a Google. Non solo: anche l’articolo 13 creerebbe non pochi cambiamenti nell’uso della rete: in pratica sarebbe vietato usare qualsiasi genere di contenuto di cui non si possiede il copyright.

Disaccordo Wikipedia
Wikipedia italiano oscurato

Chi il 3 luglio ha provato a fare una ricerca su Wikipedia si è imbattuto nella scritta: “Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet”.
Secondo la popolare enciclopedia digitale, la riforma sui diritti d’autore lederebbe la libertà on line e la stessa Wikipedia rischierebbe di chiudere.

Attorno a questa diatriba si sono facilmente create delle fake news che mirano solamene ad evidenziare ciò che di negativo potrebbe risultare passasse la direttiva:

1. Essere contrari alla proposta di direttiva europea non significa affatto essere contrari al diritto d’autore né non avere a cuore le sorti dell’industria creativa o di quella editoriale.  Il dibattito è volto esclusivamente a mettere nero su bianco proposta contro alcune disegualità del mercato dell’informazione. 
2. La proposta di direttiva non riguarda l’introduzione di nessuna nuova tassa né, tantomeno, di una tassa sui link. Piuttosto, prevede l’introduzione di una nuova forma di “equo compenso” che riguarderebbe gli editori a fronte dell’utilizzo commerciale di link e meta ai loro contenuti.
3. Essere contrari alla proposta di direttiva non significa consegnare Internet ai giganti del web come Google, Facebook & c.. Nel medio periodo è, probabilmente, vero l’esatto contrario. Sebbene obbligandoli a taluni adempimenti, la proposta di direttiva mette nelle mani dei big della Rete la responsabilità e tutti gli strumenti necessari a determinare una sorta di “dieta mediatica” di miliardi di cittadini del mondo. La “ricetta” starà verosimilmente nella capacità di aggregare contenuti, da offrire al pubblico a costo zero.
4. La proposta di direttiva non ha niente a che vedere con la libertà di stampa e la democrazia. Proporre un equo compenso salverà l’industria editoriale dalla crisi economico-finanziaria che sta attraversando e consentirà alla piccole e medie imprese di sopravvivere. 
5. Non è vero che la proposta di direttiva sul copyright abbia intenti censorei e neppure sia il risultato di accordi di sottobanco. Le sue origini sono, più semplicemente, da imputare alla circostanza che, purtroppo, è più facile riunire consensi attorno all’esigenza di difendere uno o più settori industriali ed altrettanti mercati che di difendere una o più libertà o diritti civili. Ma la responsabilità di questo stato di cose non può essere addebitata all’industria dei contenuti perché appartiene a ciascuno di noi e ai decenni di disinteresse.