Image update algorithm

(martedì 2 ottobre)

Dopo lo scossone di inizio agosto che aveva messo in subbuglio gli operatori di settore facendo pensare a dover riscrivere le procedure operative da adottare causato dall’uscita di un repentino aggiornamento algoritmico, circoscritto inizialmente a determinate categorie – i siti meno EAT -,  ma che effettivamente ha sortito i suoi “effetti indesiderati” nella  cerchia dei cosiddetti siti YMYL (Your Money Your Life) e gli e-commerce disattendendone dunque le prerogative, ecco con fine settembre Big-G sfornarne un altro mediante il quale cercare di porre rimedio a quanto venutosi a determinare con l’update precedente, operando una sorta di riequilibrio nelle SERP (da qui il nome di Medical Update) delle varie categorie: il 27 settembre ecco arrivare l’Image Google Update.

 

 

 

Scostandosi dalla considerevole media (attendibile, perché fornita da fonti ufficiali) di modifiche annue al suo algoritmo, con gli accadimenti di questi ultimi due mesi si è andati oltre il muro delle 2000 modifiche.

All’alba del ventesimo compleanno del motore di ricerca per autonomasia, Google sfodera un aggiornamento incentrato sulla ricerca delle immagini, al fine di affinarne la qualità. Fattori discriminanti per il nuovo algoritmo saranno il posizionamento dell’immagine sulla pagina, l’autorevolezza e l’attendibilità dei contenuti connessi. Il nuovo algoritmo sceglierà immagini di qualità dalle pagine maggiormente autorevoli. Se, a sentire le communities dedicate, la rilevanza di problemi è stata di portata inferiore rispetto al precedente, con Google Medic (alias Google Image), che va a colpire un numero ottimale di siti, gli effetti sono ora distribuiti più equamente fra i vari settori, proprio perché si va di fatto a colpire un elemento comune a qualsiasi progetto web.

Secondo Google, le immagini che si presentano all’inizio dell’articolo / pagina e quelle che si trovano nel mezzo riceveranno la priorità nel risultato della ricerca di immagini. Ad esempio, per un negozio online che vende scarpe, avere un’immagine all’inizio di una pagina di prodotto dedicata a un paio di scarpe ottiene più priorità delle immagini in una pagina di categoria che mostra una gamma di stili di scarpe.

Posto che nelle maglie di una qualsiasi ricerca che facciamo su un motore di ricerca finiscono anche le immagini, è dunque inattendibile che immagini e ricerche tradizionali corrano su due binari separati.

Con l’algoritmo di ricerca di immagini il posizionamento di un’immagine avrà molta importanza nella definizione della relativa SERP e quindi delle priorità.

Se per contro l’update dipendesse solo dalle immagini, basterebbe seguire le linee guida indicate da Google:

  • posizionamento delle immagini nella parte superiore della pagina (se un e-commerce ha più immagini per lo stesso prodotto, l’immagine posta in alto sarà più visibile sui motori di ricerca);
  • utilizzare gli attributi ALT previsti a supporto delle immagini, in maniera che ne sia identificabile in qualsiasi caso il contenuto. Accertarsi che ci sia un rapporto semantico tra la pagina e l’immagine inserita al suo interno;
  • evitare di utilizzare immagini duplicate soprattutto per preservare un posizionamento già autorevole.

Operativamente, scansione delle immagini e della pagina web vengono eseguite simultaneamente, creando un indice di ricerca sulle prime. A questo punto entra in gioco l’algoritmo di ricerca che disattenderà le immagini contenenti spam eseguendone il downgrade mentre valorizzerà quelle più pertinenti e inserite in un contesto.