Ascoltare la realtà e servire la verità

Molto opportuno il tema che papa Francesco ha scelto per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che oggi (domenica 29 maggio, ndr) celebriamo e che si riassume nell’invito : “Ascoltate !“. Sì, opportuno perché la centralità dell’informazione nella vita della nostra società, sempre più complessa, e la delicatezza degli equilibri che può smuovere o rinforzare richiede da parte degli operatori della comunicazione grande professionalità e soprattutto, amore per la verità. Papa Francesco, nella presentazione del tema ” chiede al mondo della comunicazione di reimparare ad ascoltare“, perché “la pandemia ha colpito e ferito tutti e tutti hanno bisogno di essere ascoltati e confortati. L’ascolto è fondamentale anche per una buona informazione. la ricerca della verità comincia dall’ascolto. E così anche la testimonianza attraverso i mezzi della comunicazione sociale”.
E’ un invito all’ascolto, quello del Papa, che non va preso alla leggera o considerato cosa ovvia. Per comprenderlo correttamente è importante ricordare quanto egli stesso scriveva nel Messaggio dello scorso anno, nel quale esortava a “comunicare incontrando le persone dove e come sono“, e chiedeva agli operatori della comunicazione di rinunciare alla comoda presunzione del “già saputo” per mettersi in movimento, per andare a vedere, per stare con le persone, per ascoltarle. In altre parole, chiedeva di far prevalere la realtà, che è sempre portatrice di stupore, piuttosto che le proprie precomprensioni e opinioni.
Purtroppo, non è quello che sempre accade e, accanto a voci e penne coraggiose e attente alla verità delle cose, se ne trovano altre orientate piuttosto a servire interessi particolari. Ben venga, allora, l’invito di Papa Francesco ad “ascoltare” la realtà, perché questo significa innanzitutto “servire” la verità. L’auspicio è che questo invito venga accolto da tutti gli operatori dell’informazione. Ne trarranno vantaggio la dignità della loro nobile professione e il bene comune dei cittadini.

Vieni Signore Gesù, tu sei la gioia del mondo

Terza domenica d’Avvento

Il Vangelo è chiaro: Giovanni Battista non è il Cristo, e il battesimo di Giovanni non è il battesimo di Gesù. Altro è colui che predica la conversione, alto colui che offre al mondo la misericordia divina. Anzi, Gesù, venendo in mezzo a noi, è la misericordia divina in persona. Perciò è lui la luce del mondo ! Quando le forze l’oscurità del male ci sommergono, lui non ci abbandona mai. E, come scrive il profeta Isaia, possiamo esultare nel profondo dell’anima, perché “il Signore fa germogliare” nel modo di oggi – che ne ha tanto bisogno – i propri semi di giustizia e di lode (I Lettura).
Esultare, “essere sempre lieti“, è possibile ? Sì, ci risponde Paolo, perché degno di fede è colui che ancora oggi ci chiama (II Lettura). Ma si tratta di una gioia “nel Signore”, e di una gioia inseparabile dalla preghiera. E’ la gioia che chiediamo per il mondo intero. E’ la gioia che porteremo noi stessi agli altri, se ci lasciamo convertire e consacrare nello Spirito Santo.

Prepariamo le vie del Signore che viene

Seconda domenica di Avvento

Chi tra di noi ascolterà Giovanni Battista e farà vere e proprie scelte di conversione ? Ricordandoci che la conversione non è farci santi con la nostra bravura, bensì orientare la nostra vita verso la misericordia divina che sta per manifestarsi, volgerci verso l’Amore che viene a salvarci !
Si tratta di preparare – insieme – la via del Signore, di togliere tutti gli ostacoli, in noi e tra di noi, che impediscono alla tenerezza divina di raggiungerci (I Lettura e Vangelo). Allora potrà manifestarsi il “battesimo di fuoco“; il fuoco dell’Amore che consuma il non-amore tra noi, e fa ardere i nostri cuori.
L’Avvento ci chiama alla conversione del cuore, così da affrettare la venuta del giorno del Signore. Dobbiamo prepararci insieme, perché verranno nuovi cieli e una terra nuova nei quali la giustizia – e solo essa – abiterà (II Lettura). Dobbiamo prepararvi il mondo intorno a noi: Dio vuole che nessuno si perda, ma questo dipende anche dalla nostra testimonianza !
La tua vita farà intravedere agli altri la bellezza della speranza ? Coraggio ! E’ la tua missione !

Maranà, thà ! “Vieni, Signore Gesù !”

prima domenica d'Avvento
Prima domenica d’Avvento

Nel cammino di fede, di preghiera e di celebrazioni che ogni anno le nostre comunità compiono, il tempo di Avvento è la prima tappa. Nela sua origine, il termine “avvento” (dal latino adventus, che corrisponde al greco parousìa) richiama l’attesa degli abitanti della città che si preparavano alla “venuta” del sovrano, in visita alla loro comunità.
In queste quattro settimane del tempo di Avvento anche le nostre comunità si preparano all’incontro con il loro Signore, Cristo Gesù, nelle sue due venute, quella ebraica (nel suo Natale) e quella definitiva (alla fine del tempo e del mondo). Nelle prime due settimane siamo invitati a preparare la venuta del Signore alla fine del tempo e del mondo.
Le letture bibliche di questo primo periodo orientano i nostri atteggiamenti alla vigilanza, alla veglia dal sonno spirituale e alla preghiera: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete il momento e l’ora” (Mc 13,33). Le due ultime settimane ci preparano alla venuta storica di Gesù, il suo Natale. Le letture bibliche (soprattutto a partire dal 157 dicembre) presentano i testi messianici che lungo la storia di Israele hanno alimentato la speranza nella venuta del Messia e la fiducia nella promessa di salvezza fatta da Dio all’umanità.
La preghiera della Chiesa nel tempo liturgico dell’Avvento è rivolta con fiducia al Signore che è venuto (nel Natale) e che verrà (alla fine del tempo e del mondo), che è presso il Padre, ma è anche presente nella sua comunità che prega, veglia e prepara il cuore ad accoglierlo. Lungo questo cammino di preparazione ci sostengono l’atteggiamento fiducioso della Vergine Maria (l’Avvento è il vero tempo mariano), il silenzio raccolto di San Giuseppe e l’esemplarità del Battista nel “preparare la via del Signore e nel raddrizzare i suoi sentieri” (Mc 1,3: testo che apre la prima domenica di Avvento).

Buon Natale dalla Corale Amadeus

Il tempo d’Avvento culmina nella bellezza delle atmosfere natalizie le quali accompagnano alla venuta del Salvatore. Periodo che poi culmina nei momenti di raccoglimento e meditazione abbandonandosi che propongono e conducono all’ascolto delle melodie natalizie e non solo.

Ecco allora succedersi una sequela di concerti in cui si cerca di avvicinare il pubblico all’intensità vera e al significato del Natale con i suoi valori.

Anche quest’anno la Corale Amadeus non ha voluto mancare a questo appuntamento del celebrare il Natale esibendosi in due concerti, a Rancio Valcuvia e a Germignaga, con un repertorio articolato accostando alle classiche melodie natalizie brani più ricercati e impegnativi, spaziando nei secoli dal Seicento non rinunciando a ripescare anche addietro, e rispolverando alcune pagine importanti.

A tutta la Comunità, ai fedeli, a quanti ci seguono sempre, ai coristi e alle loro famiglie i più sentiti auguri. Buon Natale e buone feste !

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