Al via la stagione invernale, convince la libera mista

Prime partite della stagione invernale 2012/13. Dopo la trasferta di sabato a Luvinate per piccole dell’u13 (5-0 il risultato finale per la squadra di casa), oggi (domenica, ndr) erano in programma alla palestra di Cuveglio tre partite, di cui una di federazione (u14, contro Kolbe) e due di PGS (u14 e libera mista).

Causa impossibilità a presentarsi della squadra ospite, la prima partita del cartellone non si è disputata.

Quindi alle 17 va in scena l’under 14 guidata da coach Manfredi contro le coetanee di Solbiate Arno con Fusarri in panchina. Asso a  prima vista propone un sestetto rodato, in cui ci si conosce (indice senza dubbio di una formazione che ‘gira’) al cospetto della nostra di cui buona parte delle giocatrici si ritrovano in campo insieme da poco più di due mesi: da subito gli ospiti si presentano come una squadra vigile e pressante, e riesce per tutto l’arco della partita, fatta salva una parentesi  nell’ultimo set, a mantenere un gap rassicurante nei confronti della squadra locale. Il risultato tondo di 3-0 (e dei parziali registrati) la dice lunga …

Esordio positivo per la nascente libera mista gialloblu che, al termine di una partita comunque intensa,  ha la meglio sul ritrovato CSI Luvinate al tie break . La società di casa nostra quest’anno ha voluto iscrivere una formazione di libera mista per potere dare una continuità agonistica a quelle ragazze che, per giustificati motivi, non sono riuscite ad inserirsi nel gruppo della Prima squadra iscritta al campionato di federazione.

Già in avvio i ragazzi di Blu Volley  dimostrano determinazione e tenacia in campo. D’altronde, nonostante un break favorevole (4-0) i locali subiscono un ritorno degli avversari (5-5), che nei successivi scambi non abbassano il livello di gioco a dimostrazione di una buona riorganizzazione della squadra che può contare su buoni elementi maschili (primo timeout di Blu Volley sul 6-9), ma è dall’inizio del secondo rotazione che allungano il passo (12-17) sfruttando alcuni varchi lasciati scoperti dalla seconda linea di casa, mantenendo poi un gap rassicurante per il finale 19.-25. Nel secondo Manfredi rimescola le carte avvicendando Marletta con Bassetto e inserendo il promettente Cavalleri al posto di Sotgiu; proprio quest’ultimo è in giornata d’ispirazione e, autore di una buona prestazione, mette a terra punti preziosi con i compagni (14 punti)  lasciando indietro Luvinate (25-11). Si torna in campo e nonostante una prova convincente di Bassetto, subentrata a Marletta sul 3-6 per dare maggiore fluidità alla manovra, la quale mette a terra dei palloni pesanti da zona 1 (10 punti di break, 13-9), nella seconda parte accusa il ritorno (14-10, 15-13, 16-19) degli ospiti, pagando nel finale alcune leggerezze pesanti (21-25).

Per il quarto set Manfredi mette in campo il giovane Daniele Basso, praticamente all’esordio sul rettangolo di gioco il quale pur accusando la ‘sindrome della prima volta’ (leggi posizione da tenere in campo) è protagonista di un paio di recuperi di palla preziosi. Dopo un break iniziale di 5 punti nuovamente la pressione offensiva degli ospiti che cercano i punti deboli del sestetto locale (5-3) ma poi con Ter Kuile al servizio allunga (16-9); Luvinate non vuole assolutamente cedere e anzi cerca con le sue torri di colmare il gap, ma la tensione sfocia in parecchie palle lunghe da ambo le parti. Arriva poi Oddone a chiudere il parziale per il vincente 25-16 che rimette in gioco la squadra di casa. Si arriva così al tiebreak con Blu Volley che sente di potersela giocare alla pari; per contro, i giocatori di Luvinate, sembrano oramai confusi e incapaci di riuscire a tessere un gioco efficace che metta in scacco la squadra di casa, pagando forse anche il divario d’età. Pur partita in ricezione Blu Volley ottiene un buon vantaggio: dopo Oddone  (2 punti),  Bassetto nuovamente è fautrice di una buona prestazione personale (efficace la performance da zona 1) e porta la squadra al cambio campo (8-2) mettendo a terra sette preziosi punti (cambiocampo di Blu Volley) il che consente così alla squadra di casa di amministrare un buon vantaggio; Luvinate però non ci sta e progressivamente si riporta sotto 13-11 da 11-7 per il finale 15-11.

In attesa di iniziare il proprio campionato con il primo weekend di  novembre, l’under 16 ‘B’ ha partecipato nei giorni di sabato e domenica ad un quadrangolare a Castiglione Olona piazzandosi al primo posto e cogliendo con Asia Moretti il premio di MVP !!

La Stracascine

Come da tradizione, alla classica di Cavaria di domenica scorsa segue l’appuntamento con la Stracascine di Albuizzate, penultima prova del circuito del PSV. Anche qui, in simbiosi con la gara che la precede, si parla di grandi numeri sia come partecipanti che per alcuni nomi di spicco del panorama podistico nostrano e non (nelle edizioni passate, si è vista la partecipazione di nomi di spicco di atleti di caratura internazionale).
In antitesi con le altre gare, qui partenza alle 9.30. Così dopo essere partito da casa come sempre con buon anticipio, e dopo aver compiuto un periplo del quartiere in cerca del ritrovo della gara (segnaletica non adeguata ?!!), mi avvicino ai miei compagni di squadra, saluto gli amici d’avven tura già presenti (Fra gli altri mi imbatto nel gruppo della Mezzanese con gli amici Giuseppe, Stefano, Silvana, Simone – ma dov’è il Sam ? -; con piacere vedo che è presente Massimo Riva ‘amico dei tempi che fiurono’…) e , dopo aver sbrigato le solite formalità, torno alla macchina per cambiarmi.
Passeggiando sull’ampio parcheggio antistante la partenza ritrovo il Playbeppe che oggi corre in casa il quale però conferma di non essere in buona forma (si vabbé !..)
Benché la partenza sia dunque posticipata, noto già un buon numero di presenze: più di 800 i partenti (rubo il dato dal blog di Giuseppe Bollini).
Sulla falsariga di questi ultimi giorni, la giornata è favorevole, non fa nemmeno freddo; il percorso odierno è molto gradevole e piacevole (sarà per questo la presenza non indifferente ?), un continuo saliscendi attraversando il paese con le sue belle cascine e la campagna circostanti.
Passeggiando sull’ampio parcheggio antistante la partenza ritrovo il Playbeppe che oggi corre in casa il quale però conferma di non essere in buona forma (si vabbé !..)
Benché la partenza sia dunque posticipata, noto già un buon numero di presenze: più di 800 i partenti (rubo il dato dal blog di Giuseppe Bollini).
Quindi si parte, piazzato come sempre a metà del gruppo avverto che le sensazioni sono discrete, nonostante il perpetuarsi di uno stato generale ‘cosìcosì’che non sono riuscito a colmare negli ultimi tempi ! Primo km caratterizzato da una doppia curva e da una salitella capace di testare i muscoli dei podisti di giornata, poi dopo u n passaggio stretto di lato a un cortile ci si tuffa nelle campagne e sentieri boschivi circostanti….attento ad ogni minimo campanello procedo con una andatura da 5’ – 5’20 al chilometro, in media direi !
, ma con il procedere dei km patisco il fondo e sono costretto a fermarmi alcune volte (!!!) per riprendere fiato (.. e perdere di conseguenza quanto guadagnato in precedenza)
Dal quinto chilometro si riprende il sentiero boschivo fatto all’andata e uno stretto passaggio che ci accompagna nei pressi del parco pubblico. Mi raggiunge Michele Immobile il quale mi esorta a ‘non mollare’ ma devo ammette che quando si perde la concentrazione sui propri passi, il proprio ritmo salta tutto !!
In sua compagnia, sopraggiungiamo nella zona verde antistante il campo da calcio il che segnala manca più o meno 1 chilometro e 500 metri circa alla fine; usciti dal parco si percorre un breve tratto in discesa che riporta sulla superstrada e quindi alla fatidica salita di giornata che conduce al Castello (è proprio qui che mi si affianca Samuele) e dopo un lungo (.. e interminanile !! ..) rettilineo al gonfiabile.

Al via i campionati 2012/13

Scatta da domani il campionato PGS invernale 2012/13 per le varie categorie. La nuova stagione vedrà la società Blu Volley partire con formazioni di propaganda , under 14, 2 under 16 e la novità della libera mista. A queste farà seguito prossimamente il gruppo del micro/minivolley con i suoi concentramenti.

Come d’abitudine da qualche anno a questa parte, la  squadra di Cuveglio varcherà anche i campionati di Federazione, con una under 14, una squadra di Terza Divisione e una di Seconda Divisione.

Per quelle impegnate nei campionati PGS, il torneo invernale che scatterà con questo weekend si protrarrà fino a metà gennaio, al termine di cui scatterà la fase regionale, mentre per le squadre che militeranno in Fipav, a seconda della categoria e dei raggruppamenti, si arriverà fino alla prossima primavera inoltrata.

La 7 Campanili: un pò di storia

Per assistere alla nascita del “CROSS COUNTRY DEI SETTE CAMPANILI” bisogna risalire al lontano 1914 grazie all’organizzazione della Società Ginnastica“Sempre Avanti”, gloriosa società sportiva di Cavaria fondata nel 1903 da un gruppo di ragazzi appassionati di sport (ed allora lo sport era appunto un gioco da ragazzi).
Per alcuni anni gli atleti della società si limitarono a gareggiare con importanti risultati tra i quali spiccano i piazzamenti ottenuti nella prima gara Nazionale di corsa campestre (Cross Country) effettuatasi in Italia organizzata dalla Gazzetta dello Sport nella brughiera gallaratese.
Nello stesso anno 1906 il giorno 30 Dicembre, venne organizzata a Cavaria dalla “Sempre Avanti” la prima campestre che, nel 1914 divenne gara a carattere Nazionale e prese l’attuale denominazione “CROSS COUNTRY DEI SETTE CAMPANILI”.
Tale nome nacque grazie all’idea degli organizzatori dell’epoca che, di fronte all’obbligo di fissare dei posti di controllo in determinati passaggi obbligati, decisero di prendere come riferimento i campanili dei paesi vicini quali Santo Stefano, Oggiona, Orago, Jerago, Premezzo, Caiello con partenza e arrivo a Cavaria.
Fu così data vita con il patrocinio della “Gazzetta dello Sport” ad una originale gara per il cui caratteristico percorso non privo di difficoltà per gli ostacoli naturali (tra questi il più duro era il leggendario scalone riprodotto dal famoso disegnatore A.BELTRAME sulla copertina della “Domenica del Corriere” del 2 Febbraio 1926 che gli atleti dovevano superare per raggiungere le diverse località, assunse ad un livello di importanza tale da essere compresa tra le classiche (ritenuta la più classica) delle manifestazioni Nazionali del genere sia dal punto di vista sportivo che spettacolare tanto che a gareggiare si ritrovavano i migliori atleti italiani, il 25 Marzo 1934 per la prima volta la corsa assegnò il titolo di Campione Italiano.
Divenne gara nazionale fino agli anni 60 quando, con il cambio generazionale e il modificarsi delle tradizioni, subì un rapido declino.
Dopo qualche isolata edizione risalente agli anni 70, la corsa venne riorganizzata, se pur a carattere non competitivo, nel 1982 dalla rinata “Sempre Avanti”.Immagine

Fare ‘Una corsa da Re’

Glissando il classico appuntamento della corsa domenicale col Piede d’Oro, che oggi proponeva la storica corsa di Cavaria ‘Cross Country dei 7 campanili’, oggi mi sono recato con il gruppo amico dei ‘7 Laghi Runners’ a Venaria (TO), per una 10k 0
In occasione dei 5 anni di apertura della Reggia di Venaria (TO), una villa di soggiorno estivo dei Savoia, è stata organizzata una particolare giornata di apertura con diversi intrattenimenti e manifestrazioni: è in questo contesto che si inserisce ‘Una corsa da re’, un evento sportivo che si è svolto interamente nel parco della Mandria interno alla lussuosa villa. Per la precisione, il programma prevedeva una ‘family'(4 km), una 10 km aperta anche agli amatori e una mezzamaratona (21,195 km).
Si trattava dunque della ‘prima volta’ per questo appuntamento: contrariamente alle aspettative pure degli organizzatori, ai due nastri di partenza (uno per la family e uno per 0k e mezz, che si disgiungevano più avanti), l’adesione è stata inaspettata: 5000 presenze stamane !!
il percorso era sostanzialmente in linea, privo di asperità, tranne una salitella nei boschi che conduceva ad una collinetta dopo 2 km circa, attraversando appunto l’esteso parco fra gli ampi sterrati e costeggiando le scuderie reali, con un assaggio del borgo antico che riconducecva tutti i partecipanti all’entrata principale della reggia sabauda.
Partiti di buon mattino da Malgesso con fermata intermedia a Vergiate, giungiamo con un discreto anticipo nei pressi della partenza dove ad aspettarci è l’amico Massimo che ha già provveduto a ritirare i pwttorali e, dopo un brevissimo risacaldamento ci avviciniamo alla partenza. Accompagnati dal sottofondo di ‘Momenti di Gloria’ 1,2,3 … ‘si parte’ … per modo di dire: la gente è così T A N T A che dai primi a passare sotto il gonfiabile agli ulktimi passano almeno 5 minuti !!!
Passato così il primo chilometro (abbondante) si comincia a (riuscire a) correre, e ci si imbatte nell’iunica difficoltà di giornata, che almeno per i primi significa ‘impegno muscolare’: un largosterrato che sale solcemente e conduce su una collinetta dove maestoso si erge una bella casa mediecale (il maniero ?) e ai lati ci sono anche reali e dame in costume …., quindi si si costeggiano le imperiali scuderie e poi si scende dolcemente lungo i camminamenti del parco. La parte finale ci porta sulla ciclabile e a riprendere il tratto di sterrato fatto all’inizio, poi negli ultimi 500 metri si attraversa il borgo antistante lungo la via principale che porta proprio dinani alla Reggia.

La giornata è proseguita poi per noi con una piacevole e interessante visita guidata alla Reggia Imperiale (guida molto preparata e anche simpatica !) e alla dinastia che l’ha abitata nei diversi secoli.

Essendo stata la ‘prima’ per la piacevole msnifestazione si potrebbero rilevare degli aspetti senz’altro migliorabili: anzitutto, l’elevata partecipazione, segno comunque di qualcosa che piace, attira, potrebbe far pensare a porre un limite alle iscrizioni all’evento, come pure la partenza insieme di 10K e mezzamaratona, dal momento che imponendo agli atleti dei ritmi diversi, le due gare potrebbero ‘pestarsi i piedi a vicenda’ magari un’idea potrebbe essere quella delle famose gabbie se non dividere da subito i due percorsi.
Senz’altro una giornata gradevole passata in compagnia, unita alla visita di un sito storicamente importante !

Europei: I sorteggi del 2013. Azzurre a Zurigo

ZURIGO – Si è svolto questa mattina il sorteggio dei gironi della 28esima edizione dei Campionati Europei Femminili che si disputeranno il prossimo anno in Svizzera e Germania dal 6 al 14 settembre.

Sorteggiate tredici formazioni alle quali si aggiungeranno le vincenti del terzo turno di qualificazione (match di andata e ritorno tra Ucraina-Francia, Romania-Repubblica Ceca e Bielorussia-Slovacchia, gare in programma tra fine maggio e inizio giugno).

Le azzurre, quarte nell’ultima edizione e campionesse continentali nel 2007 e nel 2009, giocheranno a Zurigo nella pool B dove affronteranno Svizzera, Belgio e la vincente tra Ucraina-Francia.

I gironi

Pool A – Halle: Germania, Turchia, Spagna, Olanda.

Pool B – Zurigo: Svizzera, Italia, Belgio, Ucraina/Francia.

Pool C – Dresda: Russia, Azerbaijan, Croatia, Bielorussia/Slovacchia.

Pool D – Schwerin: Polonia, Serbia, Bulgaria, Romania/Rep. Ceca.

Le prime classificate di ciascuna pool accederanno direttamente ai quarti di finale in programma l’11 settembre. Le seconde e le terze si affronteranno invece in uno spareggio (Gara 25: 2A – 3C; gara 26: 2B – 3D; gara 27: 2C – 3A; gara 28: 2D – 3B). Questi gli incroci dei quarti di finale:
1A – vincente gara 27
1B – vincente gara 28
1C – vincente gara 25
1D – vincente gara 26

Le semifinali e finali si disputeranno a Berlino il 13 e 14 settembre 2013.

Il Calendario dell’Italia : 6/9 Italia-Svizzera, 7/9 Italia-vincente Ucraina-Francia; 8/9 Belgio-Italia.

 

“Volleyball.it, 6 ottobre 2012”

 

 

L’atleta – Giovanni Paolo II

Un atleta deve essere non solo un campione nello sport,
ma anche un modello di umanità.
Abbiate sempre comportamenti personali
che incoraggino e stimolino al bene.
(Giubileo dello Sport – 23 marzo 1991)

Ecco l’intervista: Piccini si confessa. “A Londra aria malsana”

TORINO – Nuova vita per Francesca Piccinini, la schiacciatrice sbarcata a Torino dopo 13 anni a Bergamo.

Oggi, intervistata su La Stampa da Giulia Zonca, la campionessa toscana ha tolto il velo del silenzio all’Olimpiade azzurra.
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Ecco cosa ha raccontato sul prestigioso quotidiano piemontese.

L’ultima avventura, quella olimpica, non è finita bene. 
“Una delusione, non esiste un’altra definizione. Non eravamo un gruppo, non c’era armonia e non si è fatto nulla per superare il problema, che tristezza. Quanti mesi sono passati? Ancora oggi non c’è stata un’analisi del risultato, qualcuno che si sia preso delle responsabilità o che abbia provato a spiegare la prestazione. È per lo meno strano. Il nuoto è andato male e li hanno rivoltati tutti”.

Lei ha provato a dire la sua? 
“Non era il caso di sprecare fiato. L’ho vissuta sulla mia pelle e so che non poteva andare diversamente. Alle singole persone ho detto che cosa pensavo, finisce lì. Non siamo arrivate preparate e non eravamo affatto concentrate”.

Non sarà offesa perché non era titolare e ha giocato poco? 
“Io mi sono comportata da professionista, nonostante fossi emarginata ho retto la pressione e evitato di creare ulteriori guai però ognuno andava per conto suo. Noi dovevamo andare a medaglia, ancora oggi se ci penso mi arrabbio. Non la butto giù. Altre volte la nazionale si è trovata ad affrontare squadre più forti, ad avere stelle acciaccate. Qui si trattava di giocarsela diversamente”.

A 33 anni pensa di restare nel giro azzurro? 
“Me lo auguro. Vediamo cosa succede, per ora non si sa  neppure se confermano il Ct. Aspetto”.

Aspetta di vedere se Massimo Barbolini sarà ancora sulla panchina della nazionale? 
“Ora allena anche in Turchia quindi vediamo che intenzioni ci sono. Se lui resta non sarebbe una buona idea per me insistere. Io all’azzurro ci tengo e per ripartire basterebbe far entrare aria fresca: aprire alle più giovani, mescolare le carte, ricostruire l’entusiasmo”.

Lo dice lei che è la più vecchia del gruppo. Non ha paura di autorottamarsi? 
“Figuriamoci, io sento di avere ancora molto da dare e sono più contenta se ci sono ragazze a cui passare il testimone. Certe colleghe fanno la guerra psicologica appena una nuova arriva in ritiro. Io non soffro la concorrenza. E a questo che mi riferivo prima. C’era un’aria malsana a Londra, ma non sta a me dire i nomi e dare i voti. Mi basterebbe che chi di dovere guardasse in faccia all’insuccesso. Non è arrivato per caso”.

Viste da fuori le squadre di volley femminile sembrano un covo di rivalità. Vero o falso? 
“Ai tempi della Cacciatori il nostro dualismo era costruito da fuori. In realtà ci rispettavamo molto e io avevo grossa ammirazione per la sua carriera. Avercene di rivali così. Ma gli spogliatoi non sono tanto complicati. Magari non ti fai amici veri lì dentro però
io ho vissuto grandi intese”
.

 (tratto da Volleyball.it)

Aria di rimpasto in casa …

L’aria irrespirabile della Nazionale femminile

Della incisiva e molto interessante intervista di Francesca Piccinini, a Giulia Zonca su La Stampa, mi hanno colpito tre passaggi
“Ancora oggi non c’è stata un’analisi del risultato, qualcuno che si sia preso delle responsabilità o che abbia provato a spiegare la prestazione. È per lo meno strano”.

“Se lui resta non sarebbe una buona idea per me insistere. Io all’azzurro ci tengo e per ripartire basterebbe far entrare aria fresca: aprire alle più giovani, mescolare le carte, ricostruire l’entusiasmo”.

“C’era un’aria malsana a Londra, ma non sta a me dire i nomi e dare i voti. Mi basterebbe che chi di dovere guardasse in faccia all’insuccesso. Non è arrivato per caso”.

Non bisogna avere il codice segreto per capire a chi sono diretti questi messaggi. Il rapporto con Barbolini si era guastato e adesso esplode. E questa intervista sembra tanto essere la parola fine sull’Era Barbolini in Nazionale. Non a caso (forse) Francesca Piccinini – che è persona accorta – parla adesso.  Aria di rinnovamento in cucina per forza, anche se Francesca si guarda bene dal fare i nomi di chi – in squadra – le aveva reso l’aria irrespirabile. E ancora una volta penso che non sia un caso.
Di certo il grande merito di questa intervista è stato quello di squarciare un velo. Al contrario di quello che si pensa magari queste dichiarazioni non sono il frutto della sconfitta di Londra, ma qualcosa che covava già da almeno un paio d’anni, quando Piccinini rischiò di essere esclusa dalla rosa del Mondiale in Giappone.

 

(tratto da Gazzetta.it)