La partita (qquasssiiiii) perfetta

(giovedì 16 maggio)

 

Perché scrivere un articolo come quello che leggerete nelle prossime righe, una cronaca su una delle tante (..?) partite che si arbitrano ?  Probabilmente la risposta sta nel voler mettere nero su bianco le mie sensazioni a suggello di questo periodo di ‘positività’.

Si trattava di una partita di categoria medio- alta (libera femminile) del nostro campionato PGS, categoria non molto ‘frequentata’ da me  come direzione, e guarda caso proprio del girone in cui milita la nostra compagine; non bastasse,  si profilava pure essere una partita ‘dentro o fuori’ – almeno pensavo –  nel senso che chi aveva la meglio poteva ambire alla seconda piazza  quindi si profilava ancora più ‘sentita’ (.. non sono ancora andato a vedere la situazione effettiva  del girone !!), ma la logica che guidava il passaggio alle finali provinciali prevedeva che dal raggruppamento VA15 passasse solamente la prima (cioè BLU VOLLEY, ma la pratica era già chiusa !!!) – della cosa me ne sono accorto  solamente alla chiusura dei giochi.

La gara in questione sapevo dagli ultimi aggiornamenti pervenutimi che fosse già coperta da un mio collega arbitro per cui quando in mattinata una ragazza della squadra locale di Luino mi chiedeva se fossi disponibile a dirigerla non mi sono ‘scomposto’ più di tanto: ma sentito il nostro designatore provinciale ribaltava esattamente la mia supposizione .. quindi ore 19.45 via in macchina destinazione palestra di Giò Sprint / Luino Volley.

L’approccio è stato normale: pur non vedendomi spesso, alcune delle ragazze le conoscevo già; appena arrivata in palestra, colei che mi aveva precedentemente contattato per la disponibilità mi si è presentata subito, insieme ad altre coetanee, mi ha ringraziato per la disponibilità data …

La partita di per sé è filata via liscia: nonostante alcuni errori commessi, poche volte sono dovuto intervenire per interrompere il gioco evidenziando un fallo commesso. Ho avuto un momento in cui altrove andavo dicendo che ‘.. l’arbitro deve sviluppare … una adeguata osservazione della dinamica del gioco …’, e questa partita ne è stato un chiaro esempio – e infatti ! … Devo rilevare invece che più di una volta le panchine mi hanno dato ‘filo da torcere’ ma io diligentemente (!!?) ho cercato di tenermi buoni gli uni e gli altri (conoscendo i ‘miei limiti’ ?). In particolare c’è stato un frangente in cui ho rilevato un fallo ‘di fino’ di ‘giocatori non in campo’ verso cui forse avrei potuto soprassedere si fosse trattato di una categoria inferiore ma trattandosi di una libera … le regole di gioco si devono conoscere !! ebbene, lo stesso è stato riconosciuto dalle stesse giocatrici !

Beh, posso dire di essere tornato a casa soddisfatto dello straordinario fatto !!  J  J

“Sprazzi di luce in un vortice buio”

.. Si avvicinano i 3 anni !!!! …L  L  L – Come a questa età già su una tastiera ??  … no no, sono ‘i miei 3 anni’ – io sono un po’ cresciutello. Non è un compleanno, una ricorrenza da festeggiare ! assolutamente !!! E’ un ‘anniversario’ .. da farne volentieri a meno – aggiungerei ! Tre anni or sono venni convocato in una stanza semilluminata e chiusa da un omone (accio) incaricato dalla ditta presso cui lavoravo di sbrigare le faccenduole del momento per sentirmi dire “ … Grazie, ma lei non serve più ! ….” (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e alla faccia della cosiddetta categoria speciale’  – aggiungevo). Certo, a passare per quella stanza non fui solo io; a passare quella ‘brutta mezzora’ non fui solo io ma tante altre persone che là lavoravano; a passare quelle strane emozioni, a sentirti passare dietro la schiena uno, due, … brividi non fui solo io. Come tanti altri in quel periodo, in quei mesi (… interminabili) rimasi vittima di una situazione che mai tanti di noi avrebbero pensato di attraversare !! E tacqui ! ….

 

Un anno fa, vista la mia ‘situazione’ di cassaintegrato/mobilitato decisi, inseguendo chissà quale chimera che mi ha affascinato sin da adolescente, di andare a scuola .. un’altra volta (!):

volli, quasi controcorrente, iscrivermi a una ‘Scuola del Web’, a dei corsi incentrati sulla formazione del ‘Web Master’ _______________,

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Corsi che pure nella loro brevità e compattezza davano a chi ne fruiva una buona infarinatura nonché bagaglio a riguardo.

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Se i partecipanti erano perlopiù inviati dalle ditte presso cui lavoravano alla  frequentazione dei corsi al fine di acquisire una maggiore formazione su quelle che sarebbero state/erano le loro aree di competenza, se non giovani neodiplomati alla ricerca di una prima specializzazione, io mi sentivo un po’ atipico dal momento che, con quanto ne consegue, la scelta è stata mia e basta !

Mentre i singoli moduli del percorso scelto scivolavano via (tranne ricordo gli ultimissimi che, a causa della loro fruizione, erano stati compressi in una sessione straordinaria fra giugno e luglio (!!!) – ricordo qualcosa come il modulo di PHP2 zippato in 3 settimane con 2 lezioni  a settimana – ), cresceva la mia aspirazione di buttarmi a capofitto su quanto appreso, avessi trovato uno sbocco alla situazione contemporanea alquanto statica in cui mi ritrovavo, con la speranza che evolvesse …

Sciroppato l’ultimo modulo, eccomi di ritorno a casa da pendolare.

Balenò in me l’idea ardua di esercitare liberamente la professione, impresa assai ardua e complicata per i tempi che erano !!  A casa non capirono appieno forse le motivazioni e la portata della mia scelta, fatto sta che i miei genitori non condivisero il mio progetto, la mia aspirazione.

Predisposi così ‘in proprio’ dei biglietti da visita per farmi una prima pubblicità (spiccia) in loco, buttai giù un sito personale che facesse da vetrina buttandoci dentro quanto appreso. Sostanzialmente, le aspettative che avevo però non si realizzarono e così mestamente e silente eccomi di nuovo ai giorni nostri.

Quello che è seguito poi – fine 2012 in poi – è stato (ed è) tutto un susseguirsi di speranze ed ansia dal punto di vista del lavoro (!!), sospeso tra la ricerca di un posto e la voglia di … “rischiare”.

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CHI VIVRA’ VEDRA’ !!

 

Caleidoscopio sociale

Riporto un post di una mia conoscente … che fa pensare:

 

Scusate se non ho figli… riflessioni sulla condizione di non madre

Quando una donna non ha figli, le cause e le situazioni che determinano questa condizione possono essere le più disparate.
Supponiamo che la donna in questione abbia un partner, compagno o marito non è importante, in questo caso la prima possibilità è che entrambi, oppure solo lei o magari solo lui, non desiderino in alcun modo avere figli, per cui l’evento non avrà mai luogo con buona pace, si spera, di entrambi gli individui.
Supponiamo invece che i due malcapitati non riescano in alcun modo a procreare nonostante le più buone intenzioni, in questo malaugurato caso la cosa può essere vissuta serenamente, quasi mai, ma si cerca di lasciare che la natura faccia il suo corso e ci si rassegni al fatto che non sia destino, oppure la cosa non sia vissuta assolutamente con rassegnazione, quindi si decida di dare il via ad un impietoso massacro sul proprio corpo, ormoni a nastro, operazioni complicatissime di inseminazioni varie, ma nonostante tutti gli sforzi e le sofferenze ahimè il prodotto sia pari a zero e quindi il risultato finale sia spesso la disperazione più nera, alla quale si cerca di far seguire una rassegnazione oserei dire incazzata, inevitabile, ma molto, molto incazzata.
C’è poi il caso della donna single e anche qui vanno distinte delle situazioni ben precise, ovvero la donna single convinta per eccellenza, che piuttosto che portarsi a casa un partner e ancor di più un figlio, se la farebbe cementare… di solito questa tipologia di donna predilige la figura dell’amico per soddisfare le esigenze corporali, ma farebbe carte false per non perdere la sua indipendenza che vale più di qualsiasi altra cosa.
Poi c’è la donna single diciamo per scelta degli altri, o per pura sfortuna, che farebbe qualsiasi cosa per avere in cambio uno straccio di marito e minimo minimo due pargoli, ma ahimè qualche causa sconosciuta (è ‘na cozza? è acida come lo yoghurt scaduto? è semplicemente sfortunata nel trovare con il lanternino tutti gli uomini più bastardi del mondo?) le impedisce di socializzare con il genere maschile, per cui in mancanza di materia prima oserei dire ‘essenziale’ non riesce a procreare.
In tutti questi casi comunque, a parte la convivenza con un malessere quotidiano portato più o meno bene, la donna senza figli è destinata a fare ben presto la conoscenza di una cosa che non l’abbandonerà mai più nella vita e di cui non poteva immaginare il livello che potesse raggiungere ossia la cattiveria della gente, le lingue taglienti di persone anche le più insospettabili che costantemente giudicano la sua situazione, ergo non si esimono dal farsi i cavoli loro manco fossero stati abilitati dal Supremo ad additarla come un essere di serie B solo perché non sta portando avanti la specie umana.
Se per caso hai osato dire che tu e il tuo partner non volete avere figli, sarete subito catalogati come dei mostri egoisti senza senso della famiglia, poi non importa sapere il perché di questa vostra scelta, non sfiora neanche minimamente il cervello di queste persone, ammesso che ne abbiano uno, pensare o solo immaginare che la vostra scelta è dovuta a un disagio interiore che vi fa vivere il ruolo di genitori come inadeguato alle vostre capacità, la paura di non essere in grado di sostenere un simile ruolo magari psicologicamente o economicamente, perché non pensare anche a questo visto la situazione che stiamo vivendo… ma no, non è così, voi siete dei mostri, punto e basta.
E che dire poi se tu e il tuo partner ci state provando da mesi, da anni e sto’ cavolo di bambino non arriva o peggio l’avete pure perso e ti trovi davanti il parente, magari al classico battesimo del figlio di tuo cugino, il quale non vede l’ora di farti la fatidica domanda ‘e voi, a quando il lieto evento?’, ovviamente davanti ai 200 invitati che improvvisamente rivolgono il loro sguardo impietoso su di te e tu, che stai cambiando tutti i colori dell’arcobaleno in volto e non sai cosa rispondere, ti senti anche incalzare sempre dal parente pirla che aggiunge pure, rivolto di solito ai tuoi suoceri, ‘dai, non vorrete far aspettare a lungo questi due poverini per diventare nonni’ e a questo punto vorresti scavare una buca ma solo per seppellire il parente e tutti i 200 invitati che nel frattempo annuiscono e concordano sul fatto che no, non si può far aspettare questi due poverini, devono diventare nonni al più presto.
E che dire della stronza di turno, perché in questi casi esiste sempre, che fino all’altro ieri era nella tua stessa condizione e improvvisamente non si sa per quale miracolo diventa mamma, non sapeva niente di bambini ma ora è praticamente diventata la Wikipedia dell’infanzia e che se per caso o meglio per sbaglio ti permetti di darle un consiglio, ti risponde con quella frase che la donna senza figli NON vorrebbe mai sentirsi dire ‘e ma tu non hai figli, quindi non puoi capire’… ma veramente sei stronza, è la frase che anche tu fino all’altro ieri non volevi sentirti dire e ora me la butti lì con una cattiveria inimmaginabile… e poi diciamolo, non è vero un cavolo che io non posso capire perché non ho figli, io capisco benissimo e anche meglio di te perché non sono coinvolta e quindi ho più razionalità per prendere una decisione che tu, mamma isterica, non riesci a prendere perché in quel momento non ci stai con la testa.
E poi ci sono i genitori, i suoceri e i parenti tutti, che ogni volta che ti vedono ti lanciano il loro sguardo ‘tenero’ e ti dicono ‘novità?’ e tu, fingendo di non capire per non ficcarti in un ginepraio da dove non ne usciresti più, rispondi ‘no, al lavoro sempre uguale’ e speri che non entrino nel dettaglio per non dover rispondere, dare spiegazioni, che poi non sei tenuta a dare perché nessuno ha diritto di chiederti nulla, tanto meno di metterti in imbarazzo con ipotesi e allusioni stupide.
Ebbene si, sono una donna senza figli, per scelta o perché non mi sono arrivati, perché non mi sono massacrata per averli, perché ho accettato il destino di non essere madre, perché per me c’è un tempo per tutto e per me quel tempo è già passato, perché mi ritengo comunque una donna di serie A, solare, positiva e pronta sempre ad aiutare tutti con una buona parola e con un sorriso, e vivrei questa mia situazione più che serenamente se solo le persone imparassero a rispettare la mia condizione, a non dire cattiverie, più praticamente a farsi gli affari propri e a non giudicare quello che non possono sapere.
Care madri, credetemi se vi dico che avete tutta la mia ammirazione, credetemi se vi dico che ho tutta la sensibilità del mondo per capire il vostro sacrificio e la vostra dedizione, ma capitemi se vi chiedo di non guardarmi con sospetto e con invidia perché io ho tempo per me stessa, perché se non avrò mai la gioia di tenere un figlio tra le braccia, ho deciso che dalla vita mi prendo tutto il resto.

 

Riflessi di una passione …

 

Mi soffermo su una esperienza che ho voluto iniziare alcuni anni fa e che tuttora pratico con soddisfazione, una sfaccettatura del mio impegnarmi in una realtà di cui mi sono da subito sentito protagonista, seppur con i miei limiti (!), la quale mi ha permesso di rimanere in contatto con i giovani anche se in una nuova dimensione ma nello stesso tempo di essere soddisfatto ‘del mio operato’. Quasi fosse una ‘specializzazione’ del mio già essere educatore (parolone !) e ancor prima animatore d’oratorio, luogo tipicamente di riferimento per bambini e giovani, ho voluto dare un seguito a questa mia inclinazione investendo (forse) su una mia qualità; forse anche per dare una collocazione ‘di fatto’ nella neonata società di pallavolo nata qui a Cuveglio.

Inserito in un contesto ‘di gioco’, la figura dell’arbitro funge da tramite  fra quello che è il lato strettamente ricreativo, per meglio dire divertente, del gioco e il rispetto delle regole proprie della pallavolo, evitando cioè che con astuzia o furbizia gli uni prevalgano sugli altri, ma che ciò avvenga comunque nel rispetto di regole stabilite.

E’ un po’ con questo motto che, sul finire del 2008, sull’onda della nascita dell’ASD PGS Blu Volley, associazione dilettantistica di pallavolo femminile con cui tuttora collaboro, ho deciso di dedicarmi a questo ruolo di responsabilità.

Dopo un ciclo di lezioni di preparazione incentrato sullo studio del regolamento federale della disciplina della pallavolo, io e i miei colleghi eccoci catapultati sul palcoscenico del volley locale; due-tre arbitraggi in coppia con qualcuno d’esperienza e poi subito la prospettiva delle finali provinciali  (e non come i fortunati sfornati all’inizio di quest’anno che – giustamente – hanno modo di sperimentarsi subito affiancati da un buon ‘tutor’ !).

Come in ogni passione, la strada da percorrere è doverosamente ‘non breve’ per arrivare a un certo obbiettivo, nella fattispecie ad una certa maturità (anche condivisa) sul campo.

‘Datti tempo’  è un imperativo che occorre imporsi e con cui misurarsi continuamente, senza imporsi di fare ‘il passo più lungo della gamba’  (un ambiente come quello delle PGS, Polisportive Giovanili Salesiane,da cui io stesso ho cominciato, è forse il modo migliore per approcciarsi a questo mondo – in antitesi con l’ambito di federazione maggiormente “scrupoloso” e fors’anche stressante) ! Sicuramente però – e questo lo posso assicurare a chiunque si voglia avvicinare a questa pratica, e questa sensazione si rinnova ogni volta che si scende dal seggiolone al termine della partita – la soddisfazione che si prova al termine di questo iter c’è !!

Così, chi più chi meno ognuno fa le proprie esperienze, il proprio cammino, costruendosi il proprio bagaglio, la propria esperienza e sicurezza in tempi magari brevi ! …. Ciò In base alla propria disponibilità data ai referenti (e non sempre – questo lo dico a distanza di tre anni – ci si sente sempre ripagati nelle designazioni !).

I risultati e i progressi che si percepiscono mano a mano sono la cartina tornasole che ‘si sta facendo bene’, si è nella giusta direzione … il sentirti poi fare i complimenti – il che comunque può succedere !! – è forse la soddisfazione migliore !!

Ne consegue anche voglia di mettersi alla prova, che proprio per quanto detto sopra deve essere il filo ‘conduttore’ e ‘stimolante’ di ogni neofita, scevro da ogni timore o paura di sbagliare (ovviamente nei limiti !!).

Importante in questo ruolo è proprio la frequenza dell’esercizio, dal momento che “un buon arbitro si forma sul campo” .

È necessario poi poter acquisire dimestichezza nello svolgimento di questo compito,  nelle gestualità richieste, nello sviluppare un adeguato livello di attenzione e prontezza di riflessi nel seguire il gioco: darsi dunque tempo è fondamentale a mio avviso .

Perché ‘nessuno nasce imparato’.

 

Blu Volley(s) al rush finale del primaverile 2013

Mentre ci avviciniamo alla conclusione dei tornei primaverili PGS  2013 che accompagneranno le squadre meritevoli nelle varie categorie alle finali provinciali che scatteranno dalla fine del mese di maggio con l’epilogo dell’8/9 giugno, continuano le performance anche delle nostre squadre: nell’ultimo impegno stagionale a Castellanza, la libera femminile si conferma concludendo a punteggio pieno il suo girone. Martedì scorso ultima partita casalinga dell’under 14 ‘ Fipav’ contro le prime della classe della Pallavolo Luvinate (2-3, al termine di una sfida quasi perfetta !);  ultima partita anche per l’under 16 di federazione che ospita la compagine di Malnate a cui cede 1-3. Domenica invece a Cuveglio impegni per l’under 13 ‘A’ contro la giovane formazione di Lonate Pozzolo ‘B’  (regolata con un perentorio 5-0) e poi di scena la libera mista contro la squadra di Cuoricino (0-3).

Sempre nel pomeriggio di sabato concentramento micro/minivolley organizzato da Blu Volley presso la palestra di Gemonio e a cui hanno partecipato diverse squadre in ambo i settori.

Settimana scorsa invece epi8logo stagionale per l’altra under 13 ‘B’ che nel giro di cinque giorni, causa recuperi e spostamenti, è chiamata a sostenere 3 partite !! Anche se manca ancora una partite alle compagne, ambedue le formazioni si sono qualificate alla fase provinciale. Epilogo di stagione ‘al fotofinish’ invece per la compagine dell’under14: benché sia piazzata al secondo posto del girone, deve attendere l’esito dell’ultima partita di OSGB Induno (3^) per avere la certezza del passaggio (ad ora, anche l’eventuale classifica avulsa sarebbe a suo sfavore avendo subito più punti !).

‘ODE’

 

Dio del cielo,

Signore delle cime,

Un nostro amico

hai chiesto alla montagna.

Ma ti preghiamo:

Su nel paradiso

lascialo andare

per le tue montagne.

 

Santa Maria,

Signora della neve

Copri col bianco,

soffice mantello,

il nostro amico,

il nostro fratello.

Su nel paradiso

Lascialo andare

Per le tue montagne.

 

Corricchiando a Germignaga …

 

Oggi riNunciando alla tappa del Piede d’ORo a Castiglione Olona nella splendida location del Castello di Monteruzzo, con Angelo e Maria Grazia mi sono recato a Germignaga dove era in programma la seconda tappa del Trittico ‘Valli del Luinese’.
Dopo il tradizionale briefing in pasticceria a Canonica, di buon’ora, vista anche la giornata baciata dal sole, giungiamo al luogo del ritrovo del paese alle porte di Luino, presso le scuole medie.
Nello stile IVV, partenza libera con scelta fra i percorsi di 12, 21 e 30 chilometri. Incontro alcuni personaggi già noti tra cui Enrico Stona, Pietro Frendino dell’Atletica 3V e il coriaceo Giulio Dorigo ‘Lo Squalo’, che incrocerò poi anche lungo i primi km del percorso.
Quindi, subito scesa per attraversare le viuzze di Germignaga in direzione Luino, passaggio sul ‘Golden Gate’ di Germignaga e risalita verso il centro di Luino per deviare poi verso la frazione di Voldomino: è qui che si presenta l’unica asperità di giornata con la dolce ma impegnativa risalitsa verso le scuole elementari e poi ancor più avanti per la chiesa del paese (siamo al km. 4). Da qui, ridiscesa verso i prati circostanti in direzione zona Expert, dove è posto il ristoro. Qui, mi fermo un pò più del solito sorseggiando un delizioso té, quindi ai riprende per un tratto della ciclabile verso il paese lacustre, a ridosso della strada principale. Seguendone il tracciato, ci dirigiamo verso le sponde del MNargorabbia ma … – ricordo lo stesso tratto fatto un anno fa in mountain bike – ora dobbiamo guadarlo ? e invece no proprio dove termina il camminamento deviazione a destra giù verso i prati e il caseggiato circostanti e si è dall’altra parte del fiume.
Si risale fino all’intersezione con la strada e poi si ripercorre il tratta fatto inizialmente, quindi deviazione (direi azzeccatissima !!) verso il parco giochi e il lungo-fiume sottostante con tanto di vista aperta sul fiume e il lago Maggiore da una parte e il verde del parco dall’altra. A seguire, tratto abbastanza lungo ma angusto a ridosso della strada su di uno stretto marciapiede, prima di risalire verso dove si era partiti.
Che dire della gara ? Beh fatta decisamente (o volutamente ?) a un ritmo ‘da crociera’, cercando peraltro di allungare dopo i primi chilometri, ‘sentendo il mio respiro, e i miei passi’ (!!, ndr) ammaliato anche a tratti dagli scorci attraversati, resi ancor più ridenti dal sole di oggi, e dallo svilupparsi del percorso; un ritmo non forsennato ma nella media, tempo finale (per gli amanti della statistica) direi soddisafacente.

Un punto sulle squadre blu

Punto sulle squadre blu

 

La stagione iniziata un anno fa significava per le squadre di Blu Volley una ripartenza, come è naturale che sia: la preparazione ad una nuova avventura sportiva, PGS per le une o  FIPAV per le altre.

Ecco così che Teresa, Angelo, Remo e Marco con i vari collaboratori approntano e delineano quello che sarà il roster della PGS Blu Volley per il nuovo anno: sulla linea di partenza una formazione di under 13, una under 14, le due under 16, e la novità della libera mista (fortemente voluta). Parallelamente, la società iscrive un gruppo di ragazze (quelle che nella primavera successiva  costituiranno il nocciolo della libera femminile) al campionato provinciale di federazione di Seconda Divisione, congiuntamente alla Terza Divisione (la compagine dell’under 16), oltre ad una nella categoria under 14.  Come si vede, con il discorso ‘federazione’ si protende sempre ad un maggiore impegno delle stesse ragazze (vedi famoso motto della pallavolo*  !).

Con ottobre eccole impegnate nei rispettivi campionati. Il corso dei mesi (e della stagione) è occasione pure di opportuni esperimenti, vuoi per necessità o per ‘opportunità’ …

L’epilogo della tornata PGS invernale vede la società raccogliere buoni risultati, sia sul campo sportivo sia su un piano più prettamente tecnico/formativo: così, per la prima volta nella storia della società di casa nostra una formazione under 13 si qualifica alle’Final Four’ provinciali, che decreteranno le due compagini di categoria della provincia di Varese che approderanno alla fase regionale u13 (che poi saranno le squadre Blu Volley e Asso di Solbiate Arno), il passaggio per il secondo sanno consecutivo del sodalizio u16 al tabellone regionale (cammino fino al terzo turno) e inaspettatamente (ma meritatamente !!) della nostra libera mista (all’esordio nel campionato PGS !!).

 

Se la stagione primaverile vede un solo gruppo BV affrontare il campionato nella categoria ‘under16’, visto l’impegno della ‘B’ nella Don Bosco Cup 3013, al fine di tenere impegnate le giocatrici, lo stesso viene iscritto ad un torneo primaverile di federazione (analogo discorso viene fatto per il precedente gruppo u14).

 

..… Veniamo ai giorni nostri. Con due under 13, una under14, una under 16, una libera femminile e la libera mista, Blu Volley sta concludendo i campionati primaverili di categoria che porteranno poi da fine maggio le squadre meritevoli alle finali provinciali (culmine le semifinali/finali dell’ 8/9 giugno prossimi). E che dire dei nostri gruppi ? Che si stanno iImmaginempegnando senz’altro, che stanno facendo di conseguenza, pur non senza incontrare le normali difficoltà di percorso,  che hanno convinto allenatori e aiuti sulle loro potenzialità e la loro crescita e aggregazione,  che stanno inseguendo il traguardo della seconda fase provinciale, discorso ancora aperto per le più !!

 

 

“Tegola” sull’under 16

(Lunedì 22 aprile)

Nubi grigie sono apparse negli ultimi mesi all’orizzonte per la società PGS Blu Volley.
L’ultimo direttivo ha dovuto affrontare la spinosa questione relativa alla decisione di uno degli allenatori di ‘abbandonare’ la barca rosa la prossima stagione.
Messo di fronte a ‘una situazione di fatto’ (il riaccorpamento dell’attuale squadra che milita in Seconda Divisione con quella da lui allenata di Terza il prossimo anno causa retrocessione della prima) che l’ha indotto a una scelta che non può passare inosservata, tanto a livello di società in senso stretto quanto per le ragazze da lui allenate, le quali nell’ultima stagione sono state impegnate in tre diversi campionati: under 16 PGS, under 16 Fipav e III^ Divisione.
Il gruppo che era stato preso in mano un paio d’anni fa, questo l’iter proposto allora dal ds; ha raggiunto una buona maturità delineando delle potenzialità non indifferenti che hanno permesso all’under 16 di sfiorare il titolo regionale (terza classificata nel 2012 ed arrivata fino al terzo turno del tavellone regionale della Don Bosco Cup 2013).
La notizia è arrivata quasi come un fulmine a ciel sereno in coda all’ultimo consiglio direttivo di inizio mese, benché fosse “nell’aria” da qualche tempo, perlomeno fra le ragazze serpeggiava già qualche voce riguardo un possibile discernimento.
Conoscendo la fermezza della decisione presa, il consiglio non ha potuto che prenderne atto e anzi il presidente ha voluto ringraziare per tutto quanto fatto in questi due preziosi anni per Blu Volley e maggiormente per le giocatrici, positivi per la crescita formativa oltreché sportiva delle giovani.
Al momento quello che succederà non è dato saperlo, fermo stante che la società riconosce alle ragazze piena libertà sulla propria scelta se rimanere con la squadra gialloblu oppure seguire l’allenatore nella sua futura avventura (sperando di trovare subito un posto fra le titolari e probabili compagne !!).
Quella che si verrà a creare alla vigilia della prossima stagione sarà così una situazione ancor più caotica stante l`esiguità degli allenatori di cui la società dispone ! … Se non altro, in questi ultimi mesi si sono individuate nuove disponibilità che con lo scorso campionato invernale hanno potuto cimentarsi nel ruolo futuro, si aggiunga poi la nuova linfa `vitale` che potrà arrivare dai mesi estivi ed in particolare dai campi scuola PGS che Blu Volley potrà sfruttare.
Per il dimissionario si tratterà comunque di un arrivederci ‘parziale’ dal momento che se si distaccherà dal settore prettamente femminile, continuerà ad allenare il gruppo della libera mista avviato l’anno scorso con un occhio di riguardo per l’avvio di un settore maschile, suo pallino “di aspirazione”.

Tregua meteo … vale un lungo (corto)

Cronaca di un (qualunque) allenamento

… acc ! ho dimenticato l’orologio !! .. Ma sì per quel che mi serve ! …, stasera me la voglio prendere con calma; dai, andiamo !
E’ così che inizia una delle mie sgambatine settimanali al fine di ‘mantenere il ritmo’.
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E’ con questo motto rimuginato fra i tanti pensieri che, approfittando di una tregua concessa da dio Pluvio, evitando COSì di dover fare surfing fra le gocce (cadenti, vedi allenamento di settimana scorsa !!), decido di approfittarne in considerazione dei prossimi giorni.
Fortunatamente riesco ad impostare e a mantenere un ritmo blando non stancante che mi consente di mantenere “in media” la frequenza per tutti chilometri in programma (!!!).
Mi viene ad un certo punto in mente una frase sentita tempo fa in una pubblicità alla televisione che più o meno dice così ” ….senti il tuo respiro, …. poi senti i tuoi passi …” (questo penso sia anche un pò il diktat di un buon podista !): in questa uscita è una delle poche volte in cui avverto PERFETTAMENTE questa sensazione, ed è belllisssimooo !!!, sapere di non stancarsi ma riuscire ad andare avanti !!! …
Il solito giro che porta da casa mia a Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno, giro per il caseggiato che poi mi riporta ancora là, quindi allungo attraversando Vergobbio per fiancheggiare il campo polivalEnte di Cuveglio Tragitto interamente su asfalto (!!) ma che si presenta abbastanza nervoso, proponendo qualche tratto impegnativo, in cui non si può non dire di dover stringere i denti ! Mi accingo così a prendere la salita di via Marianne ….. e mi ‘accorgo’ di stare bene !! pur stringendo i denti riesco a non dovermi fermare fin quasi alla risalita poco prima di Porta Bozzolo; qui risalendo il parco una brevissima ma impegnativa (cruccio !!) risalita al paese.
Invece di imboccare per l’interminabile rettilineo che passa davanti al parco giochi e al comune di Casalzuigno, il mio percorso tipico mi porta a prendere la bretella che ridiscende che ridiscende fino ad incrociare la salita ‘dei Ronchi’. Torno così nei pressi del monumento FAI, dritto verso la frazione di Cuveglio ma invece di terminare qui decido di allungare verso la parte opposta del paese: dapprima, svario il mio solito andare decidendo di attaccare per l’ostica salitella di via Piemonte (mio chiodo della ‘Camminata Cuvegliese’), ed esco in via Lombardia per raggiungere il “campo d’atletica” antistante le scuole medie; prendo Via Dante in direzione chiesa di S. Antonio per affrontare la (sfaticante !!) risalita retrostante che sbuca poco sopra le scuole del paese e infine rientro a casa.