Tregua meteo … vale un lungo (corto)

Cronaca di un (qualunque) allenamento

… acc ! ho dimenticato l’orologio !! .. Ma sì per quel che mi serve ! …, stasera me la voglio prendere con calma; dai, andiamo !
E’ così che inizia una delle mie sgambatine settimanali al fine di ‘mantenere il ritmo’.
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E’ con questo motto rimuginato fra i tanti pensieri che, approfittando di una tregua concessa da dio Pluvio, evitando COSì di dover fare surfing fra le gocce (cadenti, vedi allenamento di settimana scorsa !!), decido di approfittarne in considerazione dei prossimi giorni.
Fortunatamente riesco ad impostare e a mantenere un ritmo blando non stancante che mi consente di mantenere “in media” la frequenza per tutti chilometri in programma (!!!).
Mi viene ad un certo punto in mente una frase sentita tempo fa in una pubblicità alla televisione che più o meno dice così ” ….senti il tuo respiro, …. poi senti i tuoi passi …” (questo penso sia anche un pò il diktat di un buon podista !): in questa uscita è una delle poche volte in cui avverto PERFETTAMENTE questa sensazione, ed è belllisssimooo !!!, sapere di non stancarsi ma riuscire ad andare avanti !!! …
Il solito giro che porta da casa mia a Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno, giro per il caseggiato che poi mi riporta ancora là, quindi allungo attraversando Vergobbio per fiancheggiare il campo polivalEnte di Cuveglio Tragitto interamente su asfalto (!!) ma che si presenta abbastanza nervoso, proponendo qualche tratto impegnativo, in cui non si può non dire di dover stringere i denti ! Mi accingo così a prendere la salita di via Marianne ….. e mi ‘accorgo’ di stare bene !! pur stringendo i denti riesco a non dovermi fermare fin quasi alla risalita poco prima di Porta Bozzolo; qui risalendo il parco una brevissima ma impegnativa (cruccio !!) risalita al paese.
Invece di imboccare per l’interminabile rettilineo che passa davanti al parco giochi e al comune di Casalzuigno, il mio percorso tipico mi porta a prendere la bretella che ridiscende che ridiscende fino ad incrociare la salita ‘dei Ronchi’. Torno così nei pressi del monumento FAI, dritto verso la frazione di Cuveglio ma invece di terminare qui decido di allungare verso la parte opposta del paese: dapprima, svario il mio solito andare decidendo di attaccare per l’ostica salitella di via Piemonte (mio chiodo della ‘Camminata Cuvegliese’), ed esco in via Lombardia per raggiungere il “campo d’atletica” antistante le scuole medie; prendo Via Dante in direzione chiesa di S. Antonio per affrontare la (sfaticante !!) risalita retrostante che sbuca poco sopra le scuole del paese e infine rientro a casa.

Una domenica # … andiamo a prendere acqua a Castelveccana !

Mentre prosegue questa stagione da amarcord , in cui il sole coninua a giocare con nuvole e freddo (direi è più sensato il contrario !!), mentre oggi la carovana del Piede d’Oro faceva tappa a Cuasso al Piano, raccogliendo l’invito dell’amico Angelo e Maria Grazia, mi sono recato a Castelveccana per la prima prova del tradizionale ‘Trittico Valli del Luinese’, scelta triade di prove provinciali del circuito ‘IVV’, di cui l’anno scorso avevo fatto solo la tappa di Curiglia-Monteviasco. Il Trittico propone prove indubbiamente impegnative ma che ripagano chi le percorre offrendo (in condizioni ottimali, oggi non tanto ndr) scorci e panorami suggestivi.
Dopo il tradizionale briefing in pasticceria, partiamo di buon’ora da Cuveglio per raggiungere il paese lacustre. Quindi, sbrigate le solite formalità si parte, o meglio, si comincia a Camminare (beh, giusto il tempo di ‘acclimatarsi’, risalendo dalla zona di partenza posta sul lungolago alla sede stradale. Il percorso odierno si presenta in gran parte su asfalto, attraverso le viuzze del paese e delle sue frazioni, con pochi passaggi su sentieri. Passata la bretella ecco che la strada subito si fa in salita per riportarci nel giro di un km nella parte alta del paese. Ci si tuffa poi dapprima in un ampio sterrato che ci conduce ai piedi di una suggestiva cascatella (!!), per poi risalire verso una delle tante frazioni sovrastanti Castelveccana che poi si rivelerà essere il piccolo borgo di Nasca (fino ad ora ne avevo sentito parlare solo pr via del tradizionale ‘Rally dei Laghi’ che interessa anche la Valcuvia, dove la strada ricomincia ad inerpicarsi. Quindi prendiamo uno stretto sentiero 1che fa molto campagna’ e che ci conduce ancora più in alto. Sempre in leggera ascesa, dopo una serie di larghi tornanti (siamo ad occhio verso il 3° km) deviazione a sinistra per un un breve ‘fuori-pista’ di non più di qualche centinaio di metri ___________-Oramai il più del percorso è fatta. infatti ora la strada è pikù gradevole e in lieve ma costante discesa.
Si arriva così agli ultimi due chimlometri di giornata, dove è posta la chicca del percorso: dopo un qualche centianaio di metri asfaltati in salita, si passa ad uno stretto sentiero di montagna che, risalendo il costone di montagna dove è posta la chiesa di Santa Veronica, accompagna al punto forse più alto; qui è praticamente impossibile correre oltre al fatto del sentiero stretto, che si presenta anche tecnico, i precede un gruppetto di persone dall’accento meridionale (‘.. eh Luisella, prendi una piantina di alloro ! …’) in coda a cui rimango fin quasi ai piedi del monumento treligiosio. Secondo ed ultimo posto di controllo prima di tuffarsi nell’ultimo chilometro tutto in discesa e che riaccampagna i partecipanti sul lungolago di Castelveccana; qui, prima di superare l’ultimo ponticello, trovo a fare servizio ad una intersezione stradale l’amicone Zuretti Orazio con il quale mi soffermo a scambiare due parole prima di “tirare” sugli ultimi 500 metri, pensando a “sverniciare” altri due podisti che sopraggiungono: a conti fatti, sommando i parziali che ho rilevato, una buona prestazione, senza esagerare !
E veniamo al momento delle considerazioni: fare questi percorsi, come già rilevato a proposito delle tappe del P.O., è sempre piacevole, perchè danno la possibilità di scorgere borghi mai visitati prima che sicuramente attirano l’attenzione o di scoprire paesaggi suggestivi.
Oggi, in particolare, sono rimasto ammaliato dalla varietà di Chiese presenti nella zona di Castelveccana che, seppur non tutte ancora attualmente in uso, non potevano non attirare lo sguardo.

.. A spasso nel verde !!

(Giovedì 25 aprile)

Tappa infrasettimanale oggi per il Piede d’Oro che, approfittando della festività odierna, masndava in scena la tappa numero 10 del circuito la ‘Morgana’ di Mornago, prova inserita per la prima volta nel calendario.
Una bella giornata di sole ha fatto da cornice alla gara odierna; percorso interamente su sterrato e nei boschi oggi, e che non presentava particolari asperità se non due o tre tratti boschivi in salita.
La partenza è per le 9.30 avrei dunque ampio margine per arrivare sul posto .. che però non si fa trovare (!!, a memoria era dalla location di Crosio della Valle – Winter Challenge 2011, ndr – che non facevo siffatto giro dell’oca !!), trovo già parecchia gente presente: incontro i reduci del gruppo di ritorno da Padova, Samuele e compagni, …, noto la mancanza di Giuseppe Ramundo (a letto ??).
Sulla scia delle buone sensazioni ritrovate decido però di non eccedere con il ritmo (anche perché non conosco il percorso odierno, come ho modo dui scorrere con un amico durante il riscaldamento, ne approfitto poi anche per guardare il paesaggio !) ma sento che C’E’ …, decido perciò di non esagerare con il ritmo: i continui saliscendi proposti hanno comunque fatto la loro parte !!
Complimnnti agli organizzatori per il percorso della gara (già comunque rodato, anche se al di fuori del PO, in una prima edizione); essendo una new-entry, non si può fare a meno di riportare alcuni correttivi: una miglior segnalazione del ritrovo, ulla da eccepire sul percorso se non forse su una partenza un pò troppo costretta su uno stretto sentiero, qualche recriminazione in più sul ristoro finale dal momento che buona parte dei concorrenti non hanno trovato quasi nulla (oggi si era sì in tanti ma a prescindere lo si prevedere per la sua varietà) !!

A Gazzada ! … con l’ombrello !!

(Domenica 21 aprile)

Dopo l’appuntamento di domenica scorsa con l’impegnativa tappa di Brenta, la pioggia copiosa caduta nel Fine settimana rendeva ancor più “estrema” (o presunta tale) la gara odierna a Gazzata Schianno, memore della location della pista di motocross attorno a cui si snoda la prova, considerandone poi il profilo: se il primo sole trovato a Brenta aveva rincuorato un pò tutti, oggi acqua, fango e freddo non facevano presagire nulla di buono !
Giunto sul ritrovo arrivo a parcheggiare proprio a ridosso della partenza: subito vedo i pochi rappresentanti del mio gruppo oggi presenti (concomitanza con la partecipazione alla ‘Mezza del Santo’ di Padova). Breve giuro di perlustrazione attorno e quindi ‘vado’ a cambiarmi (oggi la mia consueta corsa domenicale al P.O. era minacciata dall’impraticabilità delle scarpe ufficiali da running ancora intrise d’acqua da venerdì (!!:) !!), per cui pareva dovessi affidarmi ad un paio sgangherato senonché poi in taverna ne ho poi trovato uno un pò più ‘in grazia’ per il tipo di fondo da affrontare oggi. Durante il breve riscaldamento che effettuo, un addetto mi rassicura circa la partenza che avviene proprio sullo sterrato antistante (a memoria pensavo si dovesse affrontare in partenza una salita ostica proprio sul tracciato della pista di motocross !!).
Presumo che la tappa di Brenta abbia qualche influsso strano su di me perché ogni anno quando arriva da un pò il là alla mia stagione, o forse è perché fa sentire arrivata la primavera (see ! ..).
Dopo un minuto di silenzio in memoria delle vittime della maratona di Boston si parte lungo un tratto in linea ma difficile per quantità d’scqua e fango presente, imponendo da subito una andatura attenta e poco ‘in scioltezza’. Ripercorsa la zona parcheggi e dopo un primo tratto boschivo, si prende per il centro abitatio di Gazzada nelle cui viuzze e contrade si articola buona parte della gara. Riesco comunque a mantenere un buon ritmo perlomeno per metà dei 7,5 km odierni e, nonostante il fondo, anche riesco a spingere: il ritrovarmi verso il 4° chilometro con un certo Franchi Virgilio dell’Atletica 3V mi rinfranca sulle buone sensazioni che avverto .. La seconda parte, in particolare la variante su asfalto proposta dall’organizzazione tiro un pò i remi in barca, ‘essendo stato ripagato dalla positività dei km precedenti’: così, effettuo l’ultimo tratto in compagnia di Antonio Spoti con il quale mi do il cambio per tirare l’ultimo strappo. Si torna così sull’ingresso della pista, una lingua di sentiero e sterrato che ci riporta in zona partenza, con un fondo decisamente inzuppato: qui, per onorare la tappa (.. e la giornata), a circa 400 metri dall’arrivo, mi devo arrendere alle leggi della fisica e del baricentro finendo (quasi) rovinosamente a terra (W la prontezza di riflessi !!).
Dai, nonostante tutto è andata bene !

Brenta vuole sole … e il sole arrivò !

(Domenica 14 aprile)

Prima corsa del Piede d’Oro 2013 col sole … prima corsa di primavera !!! e correre col sole (senza fare i difficili !!) è tutta un’altra cosa, anche per lo spirito .. E’in questa cornice che per gli affezionati del P.O. oggi è andata di scena la 29^ edizione della ‘Su e giò per i runchitt’ di Brenta, classico appuntamento del circuito.
Immutato il tracciato che, con l’unica variante della partenza posta 100 metri prima nella piazzetta antistante la chiesetta di S. Quirico, seppur al di sotto dei canonici 10 km domenicali, si presenta come una gara decisamente impegnativa e muscolare.
Giunto al ritrovo come sempre con buon anticipo, ritrovo gli amici di sempre Giuseppe PEPPO Ramundo, Flavio, Stefano, Samu (ritardatario !!), Monica, Paola, l’amico dell’Athlon Runners, …, e gli amici del mio gruppo Graziella, Alessandro, i ritrovati Giuseppe e Maria Rosa, Carlo, Natalino, il Matteo Turuani sempre presente a Brenta.
Partenza dunque in salita e, dopo una ascesa di 1 km, giù a rottadicollo per un altro km verso i boschi che circondano il paesino della Valcuvia, quindi ritorno sull’asfalto verso l’abitato e deviazione fino a lambire il comune di Cittiglio, per poi affrontare a ritroso l’ultimo chilometro di giornata “daberetuttodunfiato” (peccato che oramai bisogna raschiare il fondo per trovare le energie !!) che riporta verso la collinetta di S. Quirico sovrastata dal monumento religioso.
Anche se uno dei percorsi più tosti dell’intero circuito, bello il tracciato proposto dagli organizzatori (nonostante gli ACC….), gradito ai più, fornitissimo il ristoro finale come pure (da tradizione) le premiazioni finali.
Per quel che mi riguarda una prova al solito passo, conoscendone il profilo: seppur partito con un ritmo non esagerato, ho poi patito le continue variazioni del percorso, con arrivo fantozziano sul traguardo … ma comunque soddisfatto anche oggi !!

Al lavoro per la Don Bosco Cup 2013

Con under 16 e libera mista (!!) qualificate alla Don Bosco CUP 2013, Blu Volley ha conosciuto ieri sera nell`incontro presso l`istituto Maria Immacolata di Milano gli abbinamenti del primo turno. L`under 16 allenata da Manfredi sfiderà in gara secca, novità inedita prevista dal tabellone della categoria, la squadra milanese delle Amazzoni Rho, mentre la compagine della libera mista sfiderà la Pallavolo Solaro nella doppia sfida di lunedì (Solaro) e domenica 3 febbraio (a Cuveglio).
L`epilogo della sessione invernale ha premiato anche il sodalizio di propaganda che domenica 3 febbraio parteciperà alla `Final Eight` insieme a CSI Luvinate, PGS Asso Solbiate A., Sacro Cuore A e B, CG Cavaria A, Pallavolo Lonate e Audax: in palio i due posti riservati alle squadre di Varese per le prossime finali regionali di categoria.

CORSA DEI SANTI: RECORD DI ARRIVATI (2749), IL KENYA VINCE TUTTO

Raddoppiatto il numero di arrivati dopo cinque edizioni.
Si è svolta oggi a Roma la 5^ edizione de “La Corsa dei Santi”,appuntamento classico del calendario podistico nazionale che, dopo la partenza in Piazza San Pietro, ha avuto come scenario il centro storico di Roma con tutte le sue meraviglie.
Nel giorno della festa di Ognissanti, circa 2900 podisti hanno corso i 10,4 chilometri della prova comeptitiva (1200 i partecipanti alla non competitiva di 3 chilometri), inserendo così la corsa tra le prove più partecipate sulla distanza a livello nazionale. Sul traguardo sono arrivati 2749, nuovo record della corsa (nel 2011 furono 2591), circa il doppio rispetto alla prima edizione del 2008 (1395 arrivati).
La gara, come da tradizione, è stata di buon livello tecnico, con atleti africani e italiani a contendersi il successo. La vittoria è stata conquistata dal keniano Ezekiel Meli, già vincitore nel 2009 e 2011 (in quest’ultima edizione ha stabilito il record della prova in 29’46), che ha chiuso in 30’36”2. Secondo posto per l’altro keniano Erastus Chirchir, distaccato di due secondi (30’38”2), al terzo sempre un keniano, David Ngeno (30’40”0). Primo degli italiani è risultato Gianmarco Buttazzo del CS Esercito, giunto 4° in 31’25”3.
Anche in campo femminile il successo è andato a una atleta keniana. Si tratta di Eunice Chebet, che ha staccato le avversarie già dopo metà gara chiudendo da sola sul traguardo in 35’50”9. Secondo posto per la ruandese Angelina Nyiransabimana (37’40”2), terzo per l’azzurra Laila Soufyane del CS Esercito (37’41”9).
La gara è stata solo una delle tante facce dell’evento, che nelle intenzioni degli organizzatori è una festa nella quale si ritrovano insieme ragazzi, adulti e anziani, intere famiglie, in rappresentanza di scuole, parrocchie, circoli sportivi, provenienti da ogni parte d’Italia, nello spirito di una gioiosa condivisione ancor più che di una competizione. Promossa dalla Fondazione Don Bosco nel Mondotra le iniziative che concorrono a sostenere le attività dei missionari salesiani nelle zone più critiche della terra, la Corsa dei Santi ha avuto come obiettivo di questa edizione il sostegno fattivo a un progetto che prevede, a Porto Alegre, in Brasile, di dare accoglienza, scolarizzazione e inserimento nella società a “meninos e meninas de rua”, i bambini abbandonati per le strade brasiliane protagonisti di tanti drammi dei quali abbiamo avuto testimonianza in diversi film e la cui eco giunge spesso anche nelle nostre cronache. L’obiettivo è quello di raccogliere attraverso le donazioni almeno 150.000 euro (nel 2011 furono raccolti 120.000 euro destinati alll’emergenza siccità nel Corno d’Africa).
Info e classifiche su www.corsadeisanti.it

Allenarsi con il freddo

Arrivando le basse temperature bisogna prendere in considerazione diversi elementi per approntare una corretta preparazione. Prima di tutto ci sono da valutare le gare programmate ed in conformità di quelle fare delle scelte per l’indirizzo condizionante. Ci sono da tenere in considerazione anche alcuni fattori indipendenti dal livello e dagli obiettivi. Il freddo implica una maggiore attenzione alla fase di riscaldamento, che dev’essere più estesa e studiata in modo appropriato secondo le condizioni atmosferiche giornaliere.
L’abbigliamento deve avere le giuste prerogative per favorire un adeguato calore senza surriscaldare e impedire la normale termoregolazione corporea. I nuovi tessuti ormai facilmente reperibili sul mercato danno ampie garanzie in chiave leggerezza ed efficienza termica.
Il podista dev’essere libero di esprimere i suoi movimenti senza costrizioni, ma deve avere anche una muscolatura calda per garantire prestazioni ed essere messa al riparo dal rischio infortuni. Il freddo può favorire una muscolatura contratta e quando vi è questa condizione, il rischio di incappare in inconvenienti muscolari sale di molto in percentuale. Occorre quindi una progressiva ed attenta fase di riscaldamento ed un occhio attento all’abbigliamento da utilizzare.
Con il freddo c’è il vantaggio che il corpo ha un dispendio inferiore ed è più difficile avvertire il senso di spossatezza tipico dei periodi caldi.

CORRERE CON IL MALTEMPO
Alla presenza di condizioni atmosferiche avverse, il podista si trova nel dubbio se uscire a correre per strada o se rinunciare. Spesso sceglie un allenamento in palestra sul tapis roulant o si avvale di macchine per fare una sorta d’allenamento dei vari gruppi muscolari.
Personalmente non mi sono mai posto il dubbio su quello che stava accadendo fuori di casa; quando era il momento di allenarsi, uscivo per strada senza crearmi alcun problema. Avere timore delle condizioni meteorologiche, ha poco senso, di certo non ci si ammala prendendo anche una buona dose d’acqua. È ovvio che subito dopo la conclusione dell’allenamento con la presenza di pioggia, non sia indicato fermarsi a parlare o mettersi a fare esercizi d’allungamento, ma piuttosto preoccuparsi di infilarsi al più presto sotto una doccia calda. Gli indumenti più adatti quando piove, sono quelli che non hanno tessuti che tendono ad impregnarsi dei liquidi. Ottimi sono i giubbetti impermeabili da running traforati nella parte dorsale. Essi permettono di proteggersi dall’acqua sul petto, ma allo stesso tempo favoriscono la circolazione d’aria evitando il formarsi di sudore in abbondanza. Per questo i giubbetti impermeabili completamente chiusi, sono da considerarsi ormai superati.
È utile usare una calzamaglia se oltre a piovere fa anche freddo per non far ghiacciare le gambe. Essa deve permettere una perfetta padronanza nei movimenti.
In caso di pioggia molti podisti usano un cappellino, bisogna saper scegliere quelli adatti che favoriscono lo scorrimento dell’acqua e consentono una corretta aerazione del capo. Eventualmente si può usare una fascetta sulla fronte a chi dà fastidio che l’acqua arrivi dalla fronte agli occhi andandoli ad irritare.
Nel caso che la temperatura è fredda, è importante coprire bene solo alcune parti del corpo. Le parti alle estremità del corpo sono quelle meno irrorate dal sangue e accade di sentirle più fredde. Per mantenerle ad un buon grado di temperatura è opportuno proteggerle. Ad esempio è consigliabile coprire le mani con dei guanti. Sono da evitare i guanti di lana perché tendono ad irritare la pelle, quando comincia a formarsi il sudore. Con i tessuti di nuova concezione, esistono guanti che proteggono e permettono una buona traspirabilità.
Le calze riguardano un argomento più ostico da trattare perché è un capo molto soggettivo per fare una giusta scelta. Io preferisco sempre una calza leggera e corta, anche se con le basse temperature una calza protettiva va senz’altro a difendere meglio i piedi.
Con il freddo, bisogna evitare di coprirsi troppo perché dopo qualche minuto d’attività l’organismo alza di molto le proprie temperature. Una scelta errata mette il corpo nelle condizioni di sudare in modo eccessivo. È bene dunque coprirsi, ma senza esagerare. È meglio mettere due maglie leggere piuttosto di una pesante. Più strati servono maggiormente a proteggere a causa degli strati d’aria che si creano fra i capi indossati.
Alla presenza di neve non è certo un problema uscire per strada, anzi diventa molto divertente. Nel caso però la strada sia completamente ghiacciata, il podista dovrà guardarsi da eventuali cadute per terra a causa del manto scivoloso con relative conseguenze. In questo caso, dev’essere presa in considerazione l’eventualità di usare un’altra forma d’allenamento per non rischiare ripercussioni e quindi è giusto fare una scelta attenta e responsabile. Abituarsi però a scegliere strade diverse rispetto all’allenamento tradizionale all’aria aperta, innesca di solito un meccanismo sbagliato. Bisogna considerare altre soluzioni per la seduta in programma solo in casi limite. C’è da ragionare con calma senza farsi condizionare troppo dal maltempo, vedrete che le volte che non è il caso di andare per strada saranno veramente pochissime.
Cosa c’è di più bello che correre sotto una pioggia battente con le gocce che rigano il viso e si fermano fresche sulle labbra? Il maltempo spesso non è così negativo per correre.
Ammetto che ogni tanto aspetto con gioia l’arrivo della pioggia, questo per ritrovare gli inconfondibili profumi della natura. Una corsa sotto la pioggia aiuta secondo me a ritrovare sensazioni più forti e un’intimità speciale.

Massimo Santucci – Istruttore FIDAL

 

[Articolo tratto da www.podistidoc.it]

“Ero carico e la luna mi guardava”: 100 chilometri di corsa nel deserto

Mario Paonessa, lo spazzacamino di Cadegliano Viconago ha partecipato ad una corsa nel deserto tunisino dove ha coperto la distanza di 100 chilometri in 11 ore. Il racconto dell’esperienza “mistica” che lo ha portato al traguardo

sahara foto corsaEeccomi qua, l’avventura e finita.
Siamo partiti da Malpensa alle 17.00 il 25 ottobre, dopo alcuni ritardi alle 21,00 giungiamo a Djerba nell’hotel dove dopo la cena ci accingiamo a passare la notte, al mattino sveglia alle 6.00 colazione e partenza in bus per Chenini luogo della partenza della gara. Altri piccoli disagi (uno dei bus fora), e dopo 2 ore e mezza giungiamo a destinazione. Piccolo giro turistico nella città scavata nel tufo, e alle 12.30 pranzo preparato dallo staff di gara. Si arriva alle 13.30: consegna pettorali. Dopo 2 ore e mezza interminabili, si parte con la luce del sole dopo circa un’ora e mezza la luce svanisce: si accende la luce frontale e il lampeggiante retro. Ora si comincia a ballare.
Fino al decimo chilometro mi trovo nelle prime posizioni in compagnia di Ruzza e Salaris i due favoriti, mi accorgo che non è il mio passo rallento anche per un dolore al tallone che ormai mi perseguita da mesi. Dopo un pit stop dopo il primo ristoro mi trovo quarto, il tallone fa male e perdo alcune posizioni transitando al 2° ristoro posto al 40 km in 11° posizione mangio delle banane bevo coca cola e red bull e riparto, le gambe girano bene, dopo alcuni km riprendo un concorrente che mi precedeva, mi carico, proseguo penso alle mie bimbe piango pensando a loro mi carico sono solo nel deserto sto bene, transito al 60° altro ristoro, dove c’è la possibilità anche di mangiare della pasta o della minestra oltre a dei lettini dove riposare: ancora banane, coca e red bull; sto da Dio prima di ripartire mi informano che il favorito Salaris è ritirato e anche altri che sono avanti non vanno benissimo. Mi carico e riparto, dopo alcuni km percorrendo la pista parallela all’oleodotto in lontananza scorgo delle luci, mi dico “devo andare a prenderli”. Nel giro di 6 km li raggiungo scambio due parole e via. Li lascio e vado, loro non ne hanno più, io sono carico, la luna a 3/4 mi illumina la pista, giungo al km 80 ultimo ristoro e al mio arrivo trovo 2 concorrenti che partono al mio arrivo. Mi informano che sono 6, riparto intenzionato ad andare a prenderli, ora inizia il vero deserto, al km 85 iniziano le dune, primo km in 15′ da morire mi riconcentro e proseguo che fatica le dune al km 90 raggiungo un altro atleta: sono 5°. Giungo al traguardo in 11 ore e 21 minuti 4° uomo 5° assoluto.
Vince Ruzza in 9ore e 20, 2° e prima donna Figini Katia in 10:50’; l’amarezza è di essere arrivato a soli 10′ dal podio in una gara di 11 ore. Il mio amico e compagno di avventura Pezzini 39° in 14 ore e 20’: a 61 anni grande impresa.
È stata un’ esperienza unica, emozionante e fantastica che mi ha dato la possibilità di riflettere su molte cose.
Saluti, Mario

 

(articolo tratto da ‘Varesenews.it’)

Primo week-end in casa, sull’asse Cuveglio-Gemonio

Seconda settimana di campionato per le nostre squadre PGS: impegnate in casa a Cuveglio l’under 13 e l’under 16 guidata da Manfredi-Covella, alla palestra di Gemonio invece il debutto della formazione di seconda divisione di coach Pozzi che alla prima incontra la squadra varesina del Niada.

Il pomeriggio  si apre alle 16 con la seconda gara del torneo per le ragazze dell’under13 che ospitano la squadra di Giò Sprint. Rispetto al primo impegno stagionale di una settimana fa contro Luvinate, in cui Blu Volley ha rimediato  un brusco 5-0, nell’ odierna la squadra di Manfredi ha disputato una buona partita, in cui tutte le giocatrici in campo si son impegnate nella costruzione del gioco, dimostrando di aver lavorato positivamente migliorando visivamente nei fondamentali. La partita vede l’esordio della piccola Chiara De Tomasi, classe 2004 (considerando il tetto di categoria, dove le giocatrici hanno mediamente 10-11 anni, era interessante vederne l’atteggiamento in questo contesto  !)  la quale mandata poi in campo non ha deluso le aspettative, dunque autrice peraltro di una ‘buona prima’ ! …… Di fronte al gioco proposto, Giò Sprint non è stato sopraffatto  (primo set finito 17-13), costringendo nel secondo la formazione di casa ai  vantaggi (19-17), calando in lucidità e determinazione nei successivi (17-9, 17-12, 17-13).

In contemporanea con l’impegno delle ragazze dell’’u16, alle 19 a distanza di qualche chilometro presso la palestra comunale di Gemonio, eletta quest’anno sede ufficiale per le gare delle squadre maggiori, ha fatto il suo esordio stagionale la formazione che milita in Seconda Divisione; ospite è la squadra del Niada di Varese. Rispetto al gruppo dell’anno passato, ora la squadra disposizione di coach Pozzi è strutturalmente eterogenea, dal momento che risulta costituita da tre diversi gruppi:  le ragazze che già giocavano in 2^, l’inserimento di alcuni nuovi elementi, alcuni inserimenti “presi” dal gruppo di u16/III^ Div. ; dunque, il primo impegno era decisamente orientato a verificare la coesione “sul campo” dell’inedito sodalizio, una prima risposta sulla coesione del gruppo e di conseguenza una cartina tornasole sul lavoro da fare. Ebbene, il campo non ha dato dei riscontri eclatanti alla panchina di casa, ha confermato sì delle buone sensazioni individuali, che già si erano intraviste, ma senza dubbio Pozzi deve continuare a lavorare con la squadra su una linea di coesione del gruppo, in modo che ogni pedina riesca a cogliere e ad interpretare a 360° il proprio ruolo in campo e nel contempo a fidarsi reciprocamente delle compagne senza pestarsi i piedi.

Negli stessi frangenti di tempo, alla palestra natìa di Cuveglio l’under 16 impattava in un prezioso 3-0.

Alle 20.30 invece andava di scena a Cuasso al Piano la libera mista contro la formazione di casa. Conquistati i primi punti già al suo esordio, Blu Volley non si presenta al meglio all’appuntamento odierno. D’altronde, i locali sono capaci di imporre un gioco pressante, facendo leva sulla parte maschile di squadra: da qui, ne conseguono dei set tirati e giocati quasi alla pari, in cui Blu Volley non si è fatta senz’altro trovare impreparata, confermando dunque le potenzialità viste domenica scorsa, lasciandosi sopraffare solamente dalla maggiore determinazione della formazione di casa.