.. Quattro passi ad Arcisate ! …

Appuntamento domenicale col Piede d’Oro ad Arcisate per la ’Quatar pass par Arcisà’, classica del circuito varesotto.
Ambientata nella bella cornice del parco della Lagozza, psi tratta di un percorso decisamente nervoso e impegnativo, riuscire a mantenere un adeguato ritmo è di non poco conto, caratterizzato da continui saliscendi dal primo all’ultimo chilometro. Informati preventivamente i gruppi, quest’anno è stata inserita una variante che allunga di circa un chilometro i due percorsi.
Giunto sul posto, subito vedo Giovanni Giò Barabino del mio gruppo sportivo, subito dopo Franco e Natalino quindi alla spicciolata il press e gli altri …ecco poi Giovanni del ‘7 Laghi Runners’ e Francesca, Angelo pres del PO, Antonio Spoti e la moglie, Liliana e Samuele della Mezzanese, poi Stefano, Flavio e Giovanni; saluto Playbeppe, oggi intasato dal raffreddore, Paola e poi Federica (si sente la mancanza di Giuseppe Ramundo bigione 🙂 ) ….
Si parte dalla parte retrostante del parco, che solitamente si fa nella parte conclusiva della corsa, e da subito la strada inizia piano piano a salire (!!)..

La tappa odierna si Arcisate è rinomata anche per lo ‘scaldotto’ che incombe sui podisti lungo il percorso dal momento che nell’attraversamento dei prati diversi sono i tratti scoperti, benché in buona parte si snodi fra campi e boschi. Percorso decisamente impegnativo, che non concede tregua per rifiatare quasi !!
La mattinata si presenta tersa e ad accoglierci è un flebile soffio d’aria che ‘ci mitiga’ un pò (l’illusione però dura ben poco !).
Come al solito, alle 9 la partenza. Ben presto l’asfalto lascia posto allo sterrato. La variante ‘offerta’ si presenta non indifferente, andando poi ad ‘assommarsi ‘ ad un un profilo già POWER! Io, partito con un buon ritmo, ‘non spingo’ consapevole che IL BELLO HA A VENIRE, ma procedo bene; al primo rifornimento – posto al 3° km – mi jetto già dell’acqua per rifrescarmi, e avessi terstato il sudore con una cartina tornasole penmso che si sarebbe disciolta dala salinità, non è mmale !!).
Passato il quarto chilometro si torna sul ‘percorso vecchio’, con la progressiva ed impegnativa salitella che conduce ai boschi e agli estesi campi della ‘Quatar pass’ e che conduce poi al punto più alto del profilo altimetrico odierno.
Da qui, brusco discesone che porta a lambire il percorso vita, quindi di nuovo camminamento nei boschi che riporta i concorrenti al parco comunale.

Concludo con un tempo che la dice lunga sulla mia prestazione odierna, sospesa fra il primo vero caldo e il continuo ‘So e Giò’ proposto.
Con la variante proposta dagli organizzatori il percorso si arricchisce sicuramente dal punto di vista del gesto atletico richiesto (!!); pur se già decisamente impegnativo e muscolare, ha incontrato comunque l’apprezzamento di molti (anche di top runners come Enrico Rodari); personalmente, condivido anche la decisione di spostare la partenza all’interno del parco.

Giro serale a Cavona – StraCavona 2013

Ricordo ancora quando poco meno di un anno fa mi ritrovai a percorrere per la prima volta su quel tratto posto a ridosso del mio paese dell’attuale posta cicalabile ‘Valli del Verbano’  in corrispondenza della baita S. Maria fino alla sua delimitazione in corrispondenza alla strada che risale alla piccola frazione e a Rancio, quando in occasione della SpingiCorriPedala di fine luglio come d’abitudine i podisti nell’affrontare la loro frazione dalla parte boschiva retrostante l’area della baita ridiscendono sul sentiero  sottotante che porta ai piedi del piccolo paese … ‘sentiero’ che in realtà non è più tale bensì una nuova ,’noiosa’ lingua di asfalto ! … nervoso per questo adeguamento (?)che – pensavo in quel momento – ci ruba un altro piacevole camminamento !!!

E invece mi sbagliaaaii !!

Nei mesi successivi quella stessa lingua di asfalto fu teatro dei miei periodici allenamenti fino alla conclusione della stagione agonistica di fine ottobre. Fu poi zona di passaggio di successive uscite di allenamento in solitaria come in compagnia di Angelo, Giovanni e Francesca ! …. Da un paio di mesi ne faccio il corridoio delle mie uscite in bicicletta, che di questi tempi – complice il caldo – vanno aumentando, fungendo la pista anche da tramite per arrivare all’attiguo prolungamento della pista ciclabile che porta da Rancio fino a Germignaga e Luino.

Solo ieri martedì 25 l’amico Angelo mi dice ‘.. c’è la StraCavona  … La fai ? …’; io indugio, anche se l’idea di una ‘Stra..’ serale vicinissima a casa mi alletta … ; aggiunge poi che ‘.. ci si ferma al Vallone ! …’. ‘Il Vallone’ è un a piccola azienda agricola sorta nel giro di un anno a Cavona proprio a ridosso dello sbarramento della ciclabile, e in poco tempo devo dire che si è ben sviluppata; ogni tanto nelle mie pedalate in mountain-bike a lato della pista noto un gregge di capre che costituisce la base del loro allevamento. Stamattina, nel mio solito girovagare per Internet apro il sito dell’Atletica Verbano e proprio in homepage vedo un trafiletto ‘StraCavona 2013’ … subito apro il  link per leggere integralmente di che si tratta quando vedo. … 26 giugno – .. ma è stasera ?!! Questa gara rientra nel calendario sociale ‘Run & Food’, un a serie di brevi corse serali in cui dopo lo sforzo ci si trova attorno ad una tavola per ‘socializzare’ allegramente e spensieratamente.

In casa ‘vige’ un preavviso di almeno dieci giorni per preservare mia madre che ‘.. stasera non ci sono a cena ! ..’, dunque mi prefiguro già di dover rinunciare a questa allettante proposta …  Oltretutto, location di questa sgambata è l’attigua fattoria ‘Il Vallone’, che già mi sto ‘gustando’ nelle scampagnate di cui sopra, dove poi è prevista un a spensierata tavolata con i loro prodotti: eh no, non si può mancare, dai Andrea !, “Sì ma con la polenta e il brasato sullo stomaco !”. Passano le ore, la giornata, il pomeriggio, arriva la cena: polenta e brasato, ma decido di tenermi leggero – ddaiii ! -, però al gorgonzola cremosocremoso non si può rinunciare, una fettina ! … Frattanto ho già indossato pantaloncini e maglia da runner anche se effettivamente con il mattoncino non so di preciso cosa fare (al più – mi dico – farò qualche foto !!). Sseee (non mi conoscessi), una ventina di minuti prima delle 20 saluto la famiglia e con la mia fida TREK me ne vo per i campi verso il ritrovo. Di lì a non molto sono sul luogo stabilito: ecco le prime canotte biancorosse, anche se qualche intrufolato c’è: ecco l’amico Fabio Casa e famiglia, Renato Pegorin ed Enrico Stona. Ecco poi Marco Negri, Vincenzo Dabraio, Stefano Beltramello, Giuseppe D’Ascanio il presidente, Antonella e qualche volto che non conosco, scambio qualche parola un po’ con tutti, ma è Giuseppe a dare il ‘la’ alla mia partecipazione attiva nonostante tutto.

Il tempo di posare lo zaino (‘fida 36ore’) che è già ora di partire: Angelo mi aveva già accennato  proposito, 3000 metri circa con partenza dalla staccionata che delimita la pista in direzione dell’ascesa alla frazione di Cavona, attraversamento del paese e ridiscesa per la strada che interseca poi la ciclabile; sono uno dei primi a partire ! il tempo di qualche scatto ‘di rito’ .. e via !!  JQualche metro e la strada già s’impenna con l’ascesa alla frazione di Cuveglio, risalita che è anche teatro dei miei allenamenti oltre che della frazione della SCP e battuta al contrario dalla ‘Camminata Cuvegliese’ di maggio.

Col senno di dopo forse sono partito troppo ‘a manetta’ (ma non avendo fatto neppure riscaldamento non potevo fare altrimenti !), fatto sta che affronto bene l’ascesa; solamente a ridosso del punto più alto dove inizia lo ‘scollinamento’ e la ridiscesa al centro ecco che brasato&compagnia mi costringono a rallentare frenandomi nel ritmo (vengo ‘rinfrancato’da una simpatica ragazza partita poco prima di me !) ma nonostante ciò non voglio mollare ) e ci riesco !!). Siamo in via Filzi e il nostro passaggio è accolto addirittura da un tricolore … al contrario (era stato appeso in occasione del passaggio della domenica precedente della corsa di ciclismo femminile prova per il titolo italiano), e in teoria poi .. GIU’ A MANETTA.

Dico in teoria perché a me proprio il cambio di ritmo ’naturale’ non viene, mentre alla spicciolata vedo altri biancorossi partiti dopo di me sopravanzare. Riconosco Giuseppe b e Vincenzo … Siamo infine nuovamente sulla ciclabile, ultimo km scarso e ultima sparata !: qui effettivamente “sto raschiando il fondo”, come si dice nel gergo, anche se effettivamente non ci penso, ma non vedo l’ora di intravvedere il tavolino posto a traguardo della sgambata: 3750 metri ! Aspettiamo l’arrivo di tutti, e si decide di accompagnare Fabio e la figliola negli ultimi metri; ecco poi arrivare anche Antonella e Luisa (?).

Cinque minuti di recupero e primo ristoro e poi tutti si va verso l’agriturismo per la tavolata di rito.

Ebbene, piacevole serata in compagnia, riuscendo nel binomio corsa-socializzazione. A corredo della serata, ‘è prevista’ pure una breve visita al piccolo caseificio annesso e alla stalla dell’amico Mattia.

StraLuino … in agrodolce ;(

 Alternativa stamane con destinazione Luino per partecipare alla ‘Straluino’, gara non competitiva che quest’anno si svolge per volere del comitato organizzatore non ‘.. per le vie del paese, … ma direttamente sulle strade del paese …’, quasi una sorta di rilancio della manifestazione come attrattiva oltre che per i podisti amatoriali e non, anche per residenti e turisti.

Dunque con l’amico Alessandro di buon’ora partiamo alla volta del paese lacuale. Giunti sul luogo del ritrovo con largo anticipo (si parte alle 10, per agevolare presumibilmente la partecipazione anche di famiglie), abbiamo modo di ‘prendere aria’ re prendercela con calma.

Incontro frattanto alcuni amici e alcune vecchie conoscenze: Federico Caleffi, assessore del comune di Luino e membro del comitato organizzatore della Straluino, Costel, amico ‘di vecchia data’  delle superiori fatte qui, quindi Pietro Frendino e compagni  della 3V, i coriacei Costantino De Santis e Dante Morandi, con il quale effettuo un breve riscaldamento sull’ampio piazzale antistante il lido.

Oltre a noi habitué delle corse domenicali,  tante famiglie presenti per questa manifestazione che volutamente sui svolge sulle strade del paese. In tutto, fra i due percorsi si arriva a quota 600 presenze !!

Per noi del corto (5 km circa)  si va dalla zona del parcheggio antistante il lungolago sulla strada principale (è qui, a un centinaio di metri dalla partenza che è posta la deviazione per il 15 chilometri che, risalendo verso la stazione dei treni, attraversa il centro del paese per poi passare  nella zona retrostante di Voldomino, prendere per la ciclabile e infine tornare verso il lungolago dove è posto l’arrivo) verso la sede dei vigili del fuoco per poi prendere la strada che costeggia il Margorabbia risalendo poi fino a Voldomino dove è posto il primo ristoro quindi (!!)  ridiscesa verso il centro paese. Qua il tratto forse più impegnativo con il periplo dell’attuale supermercato del centro, tratto che presenta una breve ma non indifferente (per i muscoli) salitella che porta i concorrenti verso il secondo punto di ristoro posto alla chiesetta dei Ss. Pietro e Paolo nel centro del parte vecchia del paese.  Si prosegue dunque in progressiva discesa verso il  lungolago, quindi dentro fuori tra le vie del paese e risalita verso la centrale piazza Risorgimento in direzione stazione FS; quindi all’altezza dello spartitraffico si scende nuovamente imboccando via Vittorio Veneto per scendere sull’arteria principale.

E’ qui che accade “quello che non ti aspetti”, che non tanto interessa il sottoscritto quanto i primi della gara (come dirò poi di Alessandro !): presente solo un vigile per regolare l’attraversamento pedonale, i primi – convinti di dover procedere verso la zona di partenza per un fantomatico ‘lungolago che non c’è – proseguono diritti.  Lo stesso potrebbe accadere a me ma trovandomi a ridosso di una ragazza che mi è innanzi – nonostante abbia un attimo di esitazione – causa distrazione forse – un momento prima imbocco un piccolo passaggio innanzi  (peraltro senza segnalazione di ‘traguardo’ ecc. – : proprio qui intravedo l’amica Graziella ‘sbraitante’ ma non me ne curo, al traguardo chiedo il tempo: 25’circa. Accidenti – penso tra me e me – non sono poi andato malaccio; quindi torno indietro verso Graziella dalla quale apprendo che ’officiosamente’ sin dal primo ristoro è stato fatto un errore di segnalazione. Poco dopo ritirato il pacco gara mi ridirigo verso la zona di partenza allorché incrocio Alessandro con un amico arrivano leggermente innervositi dalla mancata segnalazione di alcuno al loro arrivo sulla via centrale ! Infatti,  avevano proseguito diritti (erano fra la 3^ e 4^ posizione). Gli dico di aver appreso ’officiosamente’ di un errore di percorso che oltretutto si somma ad una mancata segnalazione da lui riscontrata lungo il percorso che l’aveva portata fuori strada ! … Tanta rabbia per Ale che, trovandosi nelle primissime posizioni a ridosso del traguardo, se era convinto di poter far suo uno dei premi messi in palio scopre invece di aver continuato a correre per nulla !

Ci accingiamo a riprendere il lungolago verso la macchina , e nel mentre in corrispondenza della rotonda principale ecco arrivare i primi della 15 km: in ordine, i primi quattro poi il vuoto ! … Dominio africano in campo maschile, i quali a vederli arrivare hanno imposto un ritmo forsennato (!!!): 1° Salah Argoub, 2° Rachid Argoub e 3° Paolo Proserpio; in campo femminile: 1^ Valeria Airaldi, 2^ Raffaella Poroli, 3^ Sabrina Vigezzi. Sul percorso corto fra gli uomini 1° Mattia De Marchi, 2° Mirko Civitillo, 3° Luca Alessi; fra le donne, 1^ Giuliana Gargioni, 2^ Michela Risciotti e 3^ Sabine Wadle (AUT). Come detto prima, diversi premi speciali: al gruppo e alla famiglia più numerosi, all’uomo e alla donna più e meno giovani.

Di per sé la Straluino, pur non avendola fatta diverse volte, mi ha da sempre affascinato come gara di paese: oltre al fatto di essere una bella gara vicino casa, attrae sempre un buon numero di partecipanti (famiglie del paese come podisti provetti e che magari incontro anche altrove); il percorso è decisamente bello (i passaggi in paese sono a mio personale parere sempre ‘da sensazione’ secondo me). Se però questa era un po’ un’edizione ‘da rilancio’ come voleva l’organizzazione beh allora qualche consiglio ci sta, nella mia piccolezza di podista amatoriale: ci sta la collocazione in un orario ‘atipico – 10 – per attrarre più partecipanti anche di paese, però ad esempio per la partenza si potrebbe adottare un escamotage che prendo dal Piede d’Oro e che comunque infonde sicurezza nei partecipanti: far partire davanti o meglio ancora 5’ dopo bambini e partecipanti al giro corto; secondo, ma molto importante a prescindere è che il percorso, come del resto era nelle intenzioni degli organizzatori (ed è comunque stato fatto), sia adeguatamente segnalato re presidiato; che ognuno preposto al servizio sia informato sul percorso medesimo beh forse è chiedere troppo ma da tenere in considerazione.

.. Quattro tiri sottorete ! …

 

 

 

Calano le luci sull’edizion3 2013 del torneo ‘BLU’, torneo serale misto di pallavolo organizzato dalla PGS Blu Volley in collaborazione con l’oratorio di Cuveglio, con cui ‘si apre’ ai nostri luoghi, ai nostri amici. Un appuntamento piacevole sottorete voluto proprio dall’associazione dilettantistica di casa nostra per coinvolgere diversi appassionati ‘nostrani’ .

Precluso quest’anno ai tesserati Fipav-PGS e di qualsiasi altro ente sportivo, valorizzando così la dimensione ‘amatoriale’ dell’evento, da settimana scorsa, le tre squadre partecipanti (!!!) si sono scontrate in partite di andata e ritorno al meglio dei tre set; ieri sera, con la presenza di primo e secondo arbitro, ufficiali PGS,  invece sono andate di scena sul campo esterno la finalina (ai tre set), che vedeva di fronte la seconda contro la terza classificata, e dunque la finalissima (giocata sui cinque set).

Al termine delle ‘ostilità’, con l’intervento del nostro don Gianluigi si sono svolte le premiazioni: terzi classificati ‘Le Incognite’, secondi ‘San Lorenzo’, al primo posto gli ‘Smidollati’. Giocatore più giovane: Nicole Crugnola; miglior giocatrice: Orietta Cattaneo; miglior giocatore: Giorgio Carretta.

Sui volti di tutti i partecipanti in queste serate s’intravvedeva allegria e divertimento nel proprio coinvolgimento !! Il Comitato Organizzatore manda così in archivio la V^ edizione della manifestazione, augurandosi che la sensazione di compiacimento sia stata condivisa da tutti !!

 

 

 

Scudetti giovanili: cinque titoli in Lombardia e un “en plein” ne femminile

 

Numeri da record per una stagione forse irripetibile. La Lombardia chiude il ciclo delle Finali Nazionali Giovanili con cinque scudetti, “Grande slam” nel settore femminile e, nei tre campionati sfuggiti, ecco un secondo, un terzo e un ottavo posto. Come detto le ragazze non hanno lasciato alle avversarie nemmeno le briciole: Orago Campione d’Italia in Under 14 e 16, Villa Cortese in 18. Nel settore maschile gli scudetti di Malnate (Under 13 “3×3”) e Segrate (Under 15) sono completati dal secondo posto degli stessi segratesi in Under 17, dalterzo di Brugherio in Under 14 e dall’ottavo ancora di Segrate in Under 19.

“Stagione irripetibile? – è il primo commento entusiasta di Adriano Pucci Mossoti, Presidente del CRL – forse, ma speriamo di no! Anzi, speriamo di fare ancora meglio”.

Cosa dimostrano questi risultati ottenuti a livello giovanile dalla Lombardia? “Sono la prova che il lavoro paga sempre. Davanni portiamo avanti progetti mirati sui giovani, puntando sul reclutamento sempre più capillare, sulla qualifi cazione dei tecnici va qualsiasi livello. Un lavoro che sta dando i frutti sperati ma che non si deve assolutamente fermare”. Un lavoro da portare avanti con la preziosa collaborazione dei Comitati Provinciali e delle Società: “I CP operano in perfetta sintonia con il Regionale. Conoscono perfettamente le caratteristiche e le esigenze dei rispettivi territori e quindi possono intervenire nel miglior modo possibile. Le Società dimostrano ancora una volta che quando si opera con passione, competenza eamore per la pallavolo, si possono ottenere grandi risultati anche in momenti particolarmente difficili come quello che stiamo attraversando”. Il CR ha fatto anche da traino con manifestazioni come il “Torneo dell’Avvenire” per le Under 14 organizzato in ottobre e il “Mikasa Teens’ Championship” di marzo per Under 14, 16 e 18 femminili e Under 15 e 17 maschili… “Abbiamo dato risalto e la possibilità di confrontarsi con realtà di altre regioni a tutte le categorie giovanili.

Queste manifestazioni sono un passaggio importante per le nostre Società, appuntamenti che offrono loro la possibilità di uscire dalla quotidianità delle sfide con le squadre della rispettive province anche senza diventare campioni e quindi qualifi carsi per le varie fasi finali regionali e nazionali”. Tornando alla “cinquina” calata dalla Lombardia, ci sono tra questi ragazzi e ragazze le Bosetti o i Fei e Savani (giusto per rimanere in ambito lombardo) del futuro? “Questa è una domanda da rivolgere ai tecnici. Posso solo dire che, ovviamente, se una squadra vince lo scudetto, ha di certo più di qualche elemento interessante e con grandi possibilità di crescita. La speranza e l’augurio sono che tutti mantengano queste “promesse” continuando a lavorare con grande dedizione, senza sentirsi arrivati per questi successi che sono solo un ottimo punto di partenza per costruire la propria carriera.

Yaka Malnate: la Stella Azzurra diventa tricolore per la prima volta

I varesini sono campioni d’Italia nella prima edizione dell’under 13 “3×3” maschile

 

Il primo è quello di una Stella. Lo Yaka Volley Stella Azzurra Malnate è infatti la prima squadra ad iscrivere il proprio nome nell’Albo d’Oro delle Finali Nazionali “3×3” maschili.

Ad Assisi i giovanissimi varesini (classe 2000/2001), già Campioni Regionali, conquistano il tricolore superando 15-14 (si giocava al meglio dei tre set con conclusione ai 15 senza il doppio vantaggio) al terzo set la Robur Angelo Costa

Ravenna. “Definire questo successo inatteso è ancora poco – sono le prime parole di Franco Daverio, dirigente dello Yaka – ma, proprio per questo e per il modo in cui è arrivato è ancora più bello”. Ecco il racconto di questa fantastica vittoria: “Siamo partiti per Assisi consapevoli di dover affrontare squadre sicuramente più forti di noi e quindi con l’obiettivo di dare sempre tutto partita dopo partita senza mettere pressione sui ragazzi. Arrivati in Umbria, come si dice, abbiamo toccato con

mano: ci siamo resi conto di dover affrontare squadre sicuramente più “fisicate”, più tecniche ma anche squadre sicuramente alla nostra portata”. Il primo girone è stata, se necessaria, un’ulteriore conferma di tutto ciò: “Dopo le vittorie iniziali, la prima fase

si è chiusa con la sconfitta con Falconara per 1-2. Nonostante questo ko ci siamo qualificati lo stesso tra le top 16 delle Finali e la formula ci ha inserito nuovamente in un girone con i marchigiani”. Non solo nello stesso girone, ma con Falconara è stata ancora l’ultima partita del gruppo per una sfida con una posta in palio altissima: “Chi avesse vinto questa gara, si sarebbe qualificato per le semifinali – prosegue Daverio – Bravi i ragazzi a non ripensare al ko della prima fase e ad affrontare Falconara con lo spirito giusto. Questa volta siamo stati più attenti e fortunati – in queste manifestazioni un briciolo di fortuna ci vuole sempre – vincendo per

2-1 e conquistando il passaggio tra le prime quattro, un traguardo che per noi era già fantastico”.

Però l’appetito vien mangiando … “La semifinale con Francavilla è stata forse

la partita più emozionante. Dopo i primi due set vinti uno per parte in pieno e facile controllo, nel terzo siamo partiti malissimo. 2-9 sotto e strada che definire in salita è poco, con un set che si chiude ai 15”. Invece ecco la rimonta: “Bravi i tecnici

a mantenere la calma e a trasmetterla anche ai ragazzi. Palla su palla

abbiamo agganciato Francavilla e ci siamo aggiudicati il parziale 15-14 conquistando la fin<le con Ravenna”. Che, a dire il vero, non è stata meno emozionante visto come si è conclusa: “Come andamento è stata molto coinvolgente ma, vista forse l’importanza della posta in palio, è stata tecnicamente inferiore alla semifinale: tanti errori da una parte e dall’altra, tanta grinta ma anche tanta paura di sbagliare come del resto, a questa età, è più che normale”. Andamento simile alla gara con Francavilla nei primi due set, quindi 1-1, e poi? “Lotta punto a punto con i nostri ragazzi bravi ad andare 14-12. Sul primo match point abbiamo sbagliato la battuta, poi bravi loro ad annullare il secondo per il 14-14”. Lo scudetto in un punto quindi … “E, a conferma di quanto ho appena detto, è arrivato il loro errore in battuta che ci ha consegnato il tricolore.

Vincere al fotofinish in questo modo è ancora più bello ma è giusto riconoscere i meriti dell’avversario che, ovviamente, si sente ancora più beffato dal destino. Per questo voglio fare i complimenti sinceri sia a Francavilla sia a Ravenna”.

Al di la del grandissimo risultato che manifestazione è stata questa prima Finale Nazionale Under 13 “3×3”? “Bellissima e non lo dico perché abbiamo vinto. Partite all’aperto in una città splendida come Assisi,

giovanissimi atleti che hanno dato tutto sul campo e si sono divertiti anche fuori stringendo nuove amicizie: un clima di grande festa che ha permesso anche di non sentire più di tanto i 30° e oltre che abbiamo affrontato”.

E a voi di scrivere una pagina di storia dello Yaka Volley Stella Azzurra: “Ci stiamo rendendo conto solo ora di essere Campioni d’Italia e di aver realizzato quello che già defi nire sogno ci sembrava esagerato. Godiamoci questo scudetto ma pensiamo

già al futuro per mantenere questo livello e, se possibile, anche migliorarlo”. I vice campioni regionali del Volley Passirano hanno concluso la loro esperienza al trentesimo posto.

 

 

Presagio

Tra i miei hobby attuali rientra la passione per la fotografia digitale.

Mi è sempre piaciuta la fotografia in senso stretto, ma in particolare ho cominciato ad esserne “soggetto attivo” dagli albori della  nuova era. Le prime ‘esperienze’ in questo senso le ho avute durante i campi estivi con il mio oratorio (ed è proprio a Livigno che ho acquistato la mia macchina attuale !). Effettivamente, quello della fotografia amatoriale è un bell’hobby; l’arrivo poi del digitale l’ha ingigantito a dismisura poi: bello scattare scattare scattare … tanto poi quelle che non piacciono o non interessano si cancellano comodamente ! …­­­­

Ci sono periodi – come questo – in cui se “sono ispirato” (.. ‘vena artistica’ !!) ne faccio ‘a iosa’, una quintalata per una singola esperienza, una mezza giornata vissuta !!

Rientrato alle consuete gare domenicali del Piede d’Oro dopo due settimane di assenza , scoperto il giorno prima che il mio gruppo doveva fare “servizio” sul percorso, TOH (!!) vengo dirottato a  … fare servizio !

E allora, disimpegnato ci metto poco ad approfittare della circostanza per dedicarmi a fare qualche scatto (… qualche ! ….). Recuperata la mia fida Olympus dalla macchina fotografica: eccomi subito alle prese con inquadrature e zoom, non disdegnando qualche foto con gli amici di sempre o di passaggio: Giovanni, Francesca, Samuele, Gabriele, Alessandro, Stefano, Barbara, il grande Giulio Dorigo, ….

Dopo essermi dedicato a scatti ‘di rito’ sul campo sportivo di Bardello luogo del ritrovo della tappa odierna, mi accingo con i protagonisti ad avvicinarmi alla linea di partenza e per la prima volta (beh dovendo fare il ‘fotografo di rito’) non rinuncio a oltrepassare tutti ! … Ecco la partenza del gruppone !! … e via via scorrono tutti dai più forti che non rinunciano a posizionarsi in testa a quelli che ‘la prendono con calma’ a quelli che ‘corricchiano’.

A seguire, ecco la partenza dei bambini per il percorso breve. Dopo un quarto d’ora più o meno eccoli già arrivare: è bello assistere all’arrivo dei ragazzini,  vedere la loro grinta, la loro tenacia, quanta passione ci mettano per arrivare in fondo e il meglio possibile !!

E’ ora di prepararsi per l’arrivo del lungo (la zona di arrivo, a ridosso dell’entrata del campo di calcio, è una ‘location’ suggestiva direi: ecco arrivare i primi: l’amico Oukhrid Lhoussaine (specialista ‘estemporaneo’) taglia il traguardo insieme a Ronnie Fochi, a seguire altri indiscussi protagonisti della stagione: i fratelli Argoub, Andrea Tersigni, Andrea Macchi, Ivan Breda, Matteo Malatrasi, Nadal Rahal fino a Giuseppe Bollini. In campo femminile, dopo un 5’ ecco arrivare la forte portacolori dell’Atletica 3V Sabina Ambrosetti, quindi Cristina Clerici, Martina Gioco e Cristina Grassi.

Commentando con Samuele, infortunato causa distorsione rimediata qualche giorno prima in un pre-gara serale, che perciò oggi ha fatto il corto, anche lui fotografo improvvisato, ci si sta divertendo più stamane a fare “skatting” che a sudare !! …..

Blu Volley fa festa con l’ under 13, la mista sale sul podio provinciale

(Lunedì 10 giugno)

Blu Volley chiude con un buon risultato la stagione primaverile alle finali provinciali PGS che si sono tenute nello scorso fine settimana tra Lonate Pozzolo, Gallarate, Samarate, Busto Arsizio e Cardano al Campo dove pure ha avuto luogo l’atto conclusivo della stagione con le premiazioni finali. Centra l’obbiettivo nella categoria under 13 arrivando domenica ad imporsi nella finale per il primo posto superando con un secco 3-0 (17-8; 17-7; 17-5) le coetanee del CSI Luvinate.

Qualcosa di analogo, almeno nella provenienza dell’avversario, è successo per la libera mista. Qui,  dopo la sconfitta subita sabato contro PGS Cuoricino, si è giocato domenica per il 3° posto di categoria contro gli omonimi  del CSI Luvinate riuscendo ad imporsi, giocando una partita da ‘Amarcord’, con il risultato di 2 a 0.

Il Web Design vissuto da Freelance

 

Weekend impegnativo ma interessante quello passato nel segno della partecipazione ad un convegno di Web Designer che si è tenuto a Roma e a cui ho deciso di partecipare, dapprima ‘titubante’ per un altro impegno nello stesso weekend e a cui tenevo essere presente,  su invito dell’amico Roberto Di Prima, organizzato a Roma presso una struttura vicino all’aeroporto di Ciampino per l’8/9 di giugno.

Il seminario ha visto da subito coinvolti i 150 partecipanti provenienti da tutta Italia (partecipazione esponenzialmente cresciuta dopo la prima edizione del meeting diranno poi i responsabili, spronati in particolare nei momenti di stanchezza psicologica e di ripresa al motto “100%”.

E’ così che abbiamo avuto occasione di conoscere il guru del giovane movimento italiano, al nome di Nando Pappalardo, il quale proprio nell’ambito degli incontri proposti ha avuto occasione di riportare la propria vita e le circostanze che lo hanno indotto a intraprendere questa carriera.

Si articolava in singoli task che venivano presentati a turno dai diversi componenti del team. Mi ha stupito e ci ha stupito l’esperienza di alcuni di loro che seppur ancora giovanissimi (23-25 anni !!) avevano già messo alle spalle tappe di crescita di non poco conto (America, Silicon Valley, ! …) ! I contenuti spaziavano da quelli che possono essere ritenuti argomenti più generici (fiscalità, come mettersi in rete, iniziare, … , ‘di pubblico dominio’ ad altri più settoriali forse anche tecnici (SEO, questo sconosciuto …), talora richiedevano una certa attenzione e comunque nel complesso direi che si è rivelato  TOSTO per l’articolazione dei contenuti.

Era chiara nelle intenzioni di Mando e dei suoi colleghi una’voglia’ smaniosa di trasmetterci ‘in maniera definitiva’  il tarlo del web designer. Il tutto comunque è filato decisamente per il meglio, mai una sbavatura da parte dei relatori,  attenzione di tutta la sala ‘ai massimi livelli’, noi per il possibile ‘al 100%’. Forse, e in alcuni casi è stato anche evidente, il tempo a disposizione per il relatore era insufficiente per l’articolazione dell’argomento ma anche qui si è cercato di infondere nel pubblico ‘il meglio di’. Inedito ma molto efficace e penso produttivo il momento di ‘Networking’ al termine sia del sabato sia della domenica, spazio pensato per avvicinare, magari mettere in contatto per future collaborazioni i giovani partecipanti al convegno.

Così, lentamente le luci in sala sono andate spegnendosi ma, come in una iperbole in cui al diminuire della misura X aumenta in maniera inversamente proporzionale ’Y’, già aleggiava in sala la smania un po’ per tutti di volere3 mettersi alla prova ! …

‘Se son rose fioriranno ! …’ o ‘Chi vivrà vedrà ! …’.

Un primo bilancio sui quarti della fase provinciale

Archiviati il derby gialloblu di martedì scorso e l’uscita dal tabellone della nostra under14 venerdì contro Sacro Cuore, in attesa del ‘primo’ impegno nel suo tabellone della libera mista proiettata dalla formula della categoria già alle semifinali di sabato prossimo, ieri sera è toccata alla libera femminile scendere in campo. Il tabellone predefinito del secondo turno la poneva di fronte alla blasonata compagine di Folgore Bosto ‘B’, la quale recentemente ha vinto il titolo nazionale di categoria ad Alassio.  Si profilava dunque un bell’impegno per le nostre ragazze, che infatti hanno sofferto molto nel primo set (25-5), tentando poi  di recuperare nel parziale successivo (finito 25-13) e cercare di contenere gli affondi delle padrone di casa lanciate (25-20), riuscendo quasi a frenare lo slancio delle locali verso il passaggio alle semifinali.