La 7 Campanili: un pò di storia

Per assistere alla nascita del “CROSS COUNTRY DEI SETTE CAMPANILI” bisogna risalire al lontano 1914 grazie all’organizzazione della Società Ginnastica“Sempre Avanti”, gloriosa società sportiva di Cavaria fondata nel 1903 da un gruppo di ragazzi appassionati di sport (ed allora lo sport era appunto un gioco da ragazzi).
Per alcuni anni gli atleti della società si limitarono a gareggiare con importanti risultati tra i quali spiccano i piazzamenti ottenuti nella prima gara Nazionale di corsa campestre (Cross Country) effettuatasi in Italia organizzata dalla Gazzetta dello Sport nella brughiera gallaratese.
Nello stesso anno 1906 il giorno 30 Dicembre, venne organizzata a Cavaria dalla “Sempre Avanti” la prima campestre che, nel 1914 divenne gara a carattere Nazionale e prese l’attuale denominazione “CROSS COUNTRY DEI SETTE CAMPANILI”.
Tale nome nacque grazie all’idea degli organizzatori dell’epoca che, di fronte all’obbligo di fissare dei posti di controllo in determinati passaggi obbligati, decisero di prendere come riferimento i campanili dei paesi vicini quali Santo Stefano, Oggiona, Orago, Jerago, Premezzo, Caiello con partenza e arrivo a Cavaria.
Fu così data vita con il patrocinio della “Gazzetta dello Sport” ad una originale gara per il cui caratteristico percorso non privo di difficoltà per gli ostacoli naturali (tra questi il più duro era il leggendario scalone riprodotto dal famoso disegnatore A.BELTRAME sulla copertina della “Domenica del Corriere” del 2 Febbraio 1926 che gli atleti dovevano superare per raggiungere le diverse località, assunse ad un livello di importanza tale da essere compresa tra le classiche (ritenuta la più classica) delle manifestazioni Nazionali del genere sia dal punto di vista sportivo che spettacolare tanto che a gareggiare si ritrovavano i migliori atleti italiani, il 25 Marzo 1934 per la prima volta la corsa assegnò il titolo di Campione Italiano.
Divenne gara nazionale fino agli anni 60 quando, con il cambio generazionale e il modificarsi delle tradizioni, subì un rapido declino.
Dopo qualche isolata edizione risalente agli anni 70, la corsa venne riorganizzata, se pur a carattere non competitivo, nel 1982 dalla rinata “Sempre Avanti”.Immagine

Fare ‘Una corsa da Re’

Glissando il classico appuntamento della corsa domenicale col Piede d’Oro, che oggi proponeva la storica corsa di Cavaria ‘Cross Country dei 7 campanili’, oggi mi sono recato con il gruppo amico dei ‘7 Laghi Runners’ a Venaria (TO), per una 10k 0
In occasione dei 5 anni di apertura della Reggia di Venaria (TO), una villa di soggiorno estivo dei Savoia, è stata organizzata una particolare giornata di apertura con diversi intrattenimenti e manifestrazioni: è in questo contesto che si inserisce ‘Una corsa da re’, un evento sportivo che si è svolto interamente nel parco della Mandria interno alla lussuosa villa. Per la precisione, il programma prevedeva una ‘family'(4 km), una 10 km aperta anche agli amatori e una mezzamaratona (21,195 km).
Si trattava dunque della ‘prima volta’ per questo appuntamento: contrariamente alle aspettative pure degli organizzatori, ai due nastri di partenza (uno per la family e uno per 0k e mezz, che si disgiungevano più avanti), l’adesione è stata inaspettata: 5000 presenze stamane !!
il percorso era sostanzialmente in linea, privo di asperità, tranne una salitella nei boschi che conduceva ad una collinetta dopo 2 km circa, attraversando appunto l’esteso parco fra gli ampi sterrati e costeggiando le scuderie reali, con un assaggio del borgo antico che riconducecva tutti i partecipanti all’entrata principale della reggia sabauda.
Partiti di buon mattino da Malgesso con fermata intermedia a Vergiate, giungiamo con un discreto anticipo nei pressi della partenza dove ad aspettarci è l’amico Massimo che ha già provveduto a ritirare i pwttorali e, dopo un brevissimo risacaldamento ci avviciniamo alla partenza. Accompagnati dal sottofondo di ‘Momenti di Gloria’ 1,2,3 … ‘si parte’ … per modo di dire: la gente è così T A N T A che dai primi a passare sotto il gonfiabile agli ulktimi passano almeno 5 minuti !!!
Passato così il primo chilometro (abbondante) si comincia a (riuscire a) correre, e ci si imbatte nell’iunica difficoltà di giornata, che almeno per i primi significa ‘impegno muscolare’: un largosterrato che sale solcemente e conduce su una collinetta dove maestoso si erge una bella casa mediecale (il maniero ?) e ai lati ci sono anche reali e dame in costume …., quindi si si costeggiano le imperiali scuderie e poi si scende dolcemente lungo i camminamenti del parco. La parte finale ci porta sulla ciclabile e a riprendere il tratto di sterrato fatto all’inizio, poi negli ultimi 500 metri si attraversa il borgo antistante lungo la via principale che porta proprio dinani alla Reggia.

La giornata è proseguita poi per noi con una piacevole e interessante visita guidata alla Reggia Imperiale (guida molto preparata e anche simpatica !) e alla dinastia che l’ha abitata nei diversi secoli.

Essendo stata la ‘prima’ per la piacevole msnifestazione si potrebbero rilevare degli aspetti senz’altro migliorabili: anzitutto, l’elevata partecipazione, segno comunque di qualcosa che piace, attira, potrebbe far pensare a porre un limite alle iscrizioni all’evento, come pure la partenza insieme di 10K e mezzamaratona, dal momento che imponendo agli atleti dei ritmi diversi, le due gare potrebbero ‘pestarsi i piedi a vicenda’ magari un’idea potrebbe essere quella delle famose gabbie se non dividere da subito i due percorsi.
Senz’altro una giornata gradevole passata in compagnia, unita alla visita di un sito storicamente importante !

Europei: I sorteggi del 2013. Azzurre a Zurigo

ZURIGO – Si è svolto questa mattina il sorteggio dei gironi della 28esima edizione dei Campionati Europei Femminili che si disputeranno il prossimo anno in Svizzera e Germania dal 6 al 14 settembre.

Sorteggiate tredici formazioni alle quali si aggiungeranno le vincenti del terzo turno di qualificazione (match di andata e ritorno tra Ucraina-Francia, Romania-Repubblica Ceca e Bielorussia-Slovacchia, gare in programma tra fine maggio e inizio giugno).

Le azzurre, quarte nell’ultima edizione e campionesse continentali nel 2007 e nel 2009, giocheranno a Zurigo nella pool B dove affronteranno Svizzera, Belgio e la vincente tra Ucraina-Francia.

I gironi

Pool A – Halle: Germania, Turchia, Spagna, Olanda.

Pool B – Zurigo: Svizzera, Italia, Belgio, Ucraina/Francia.

Pool C – Dresda: Russia, Azerbaijan, Croatia, Bielorussia/Slovacchia.

Pool D – Schwerin: Polonia, Serbia, Bulgaria, Romania/Rep. Ceca.

Le prime classificate di ciascuna pool accederanno direttamente ai quarti di finale in programma l’11 settembre. Le seconde e le terze si affronteranno invece in uno spareggio (Gara 25: 2A – 3C; gara 26: 2B – 3D; gara 27: 2C – 3A; gara 28: 2D – 3B). Questi gli incroci dei quarti di finale:
1A – vincente gara 27
1B – vincente gara 28
1C – vincente gara 25
1D – vincente gara 26

Le semifinali e finali si disputeranno a Berlino il 13 e 14 settembre 2013.

Il Calendario dell’Italia : 6/9 Italia-Svizzera, 7/9 Italia-vincente Ucraina-Francia; 8/9 Belgio-Italia.

 

“Volleyball.it, 6 ottobre 2012”

 

 

L’atleta – Giovanni Paolo II

Un atleta deve essere non solo un campione nello sport,
ma anche un modello di umanità.
Abbiate sempre comportamenti personali
che incoraggino e stimolino al bene.
(Giubileo dello Sport – 23 marzo 1991)

Ecco l’intervista: Piccini si confessa. “A Londra aria malsana”

TORINO – Nuova vita per Francesca Piccinini, la schiacciatrice sbarcata a Torino dopo 13 anni a Bergamo.

Oggi, intervistata su La Stampa da Giulia Zonca, la campionessa toscana ha tolto il velo del silenzio all’Olimpiade azzurra.
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Ecco cosa ha raccontato sul prestigioso quotidiano piemontese.

L’ultima avventura, quella olimpica, non è finita bene. 
“Una delusione, non esiste un’altra definizione. Non eravamo un gruppo, non c’era armonia e non si è fatto nulla per superare il problema, che tristezza. Quanti mesi sono passati? Ancora oggi non c’è stata un’analisi del risultato, qualcuno che si sia preso delle responsabilità o che abbia provato a spiegare la prestazione. È per lo meno strano. Il nuoto è andato male e li hanno rivoltati tutti”.

Lei ha provato a dire la sua? 
“Non era il caso di sprecare fiato. L’ho vissuta sulla mia pelle e so che non poteva andare diversamente. Alle singole persone ho detto che cosa pensavo, finisce lì. Non siamo arrivate preparate e non eravamo affatto concentrate”.

Non sarà offesa perché non era titolare e ha giocato poco? 
“Io mi sono comportata da professionista, nonostante fossi emarginata ho retto la pressione e evitato di creare ulteriori guai però ognuno andava per conto suo. Noi dovevamo andare a medaglia, ancora oggi se ci penso mi arrabbio. Non la butto giù. Altre volte la nazionale si è trovata ad affrontare squadre più forti, ad avere stelle acciaccate. Qui si trattava di giocarsela diversamente”.

A 33 anni pensa di restare nel giro azzurro? 
“Me lo auguro. Vediamo cosa succede, per ora non si sa  neppure se confermano il Ct. Aspetto”.

Aspetta di vedere se Massimo Barbolini sarà ancora sulla panchina della nazionale? 
“Ora allena anche in Turchia quindi vediamo che intenzioni ci sono. Se lui resta non sarebbe una buona idea per me insistere. Io all’azzurro ci tengo e per ripartire basterebbe far entrare aria fresca: aprire alle più giovani, mescolare le carte, ricostruire l’entusiasmo”.

Lo dice lei che è la più vecchia del gruppo. Non ha paura di autorottamarsi? 
“Figuriamoci, io sento di avere ancora molto da dare e sono più contenta se ci sono ragazze a cui passare il testimone. Certe colleghe fanno la guerra psicologica appena una nuova arriva in ritiro. Io non soffro la concorrenza. E a questo che mi riferivo prima. C’era un’aria malsana a Londra, ma non sta a me dire i nomi e dare i voti. Mi basterebbe che chi di dovere guardasse in faccia all’insuccesso. Non è arrivato per caso”.

Viste da fuori le squadre di volley femminile sembrano un covo di rivalità. Vero o falso? 
“Ai tempi della Cacciatori il nostro dualismo era costruito da fuori. In realtà ci rispettavamo molto e io avevo grossa ammirazione per la sua carriera. Avercene di rivali così. Ma gli spogliatoi non sono tanto complicati. Magari non ti fai amici veri lì dentro però
io ho vissuto grandi intese”
.

 (tratto da Volleyball.it)

Aria di rimpasto in casa …

L’aria irrespirabile della Nazionale femminile

Della incisiva e molto interessante intervista di Francesca Piccinini, a Giulia Zonca su La Stampa, mi hanno colpito tre passaggi
“Ancora oggi non c’è stata un’analisi del risultato, qualcuno che si sia preso delle responsabilità o che abbia provato a spiegare la prestazione. È per lo meno strano”.

“Se lui resta non sarebbe una buona idea per me insistere. Io all’azzurro ci tengo e per ripartire basterebbe far entrare aria fresca: aprire alle più giovani, mescolare le carte, ricostruire l’entusiasmo”.

“C’era un’aria malsana a Londra, ma non sta a me dire i nomi e dare i voti. Mi basterebbe che chi di dovere guardasse in faccia all’insuccesso. Non è arrivato per caso”.

Non bisogna avere il codice segreto per capire a chi sono diretti questi messaggi. Il rapporto con Barbolini si era guastato e adesso esplode. E questa intervista sembra tanto essere la parola fine sull’Era Barbolini in Nazionale. Non a caso (forse) Francesca Piccinini – che è persona accorta – parla adesso.  Aria di rinnovamento in cucina per forza, anche se Francesca si guarda bene dal fare i nomi di chi – in squadra – le aveva reso l’aria irrespirabile. E ancora una volta penso che non sia un caso.
Di certo il grande merito di questa intervista è stato quello di squarciare un velo. Al contrario di quello che si pensa magari queste dichiarazioni non sono il frutto della sconfitta di Londra, ma qualcosa che covava già da almeno un paio d’anni, quando Piccinini rischiò di essere esclusa dalla rosa del Mondiale in Giappone.

 

(tratto da Gazzetta.it)

Nuovo format per Blu Volley

Stagione 2012/13 ai nastri di partenza !! … 2005-2012 … e la PGS Blu Volley non finisce di stupire, in campo e fuori … Se alla vigilia di ogni stagione ci ha abituato a presentarsi sempre con delle novità “inaspettate”, che riguardassero le sue squadre piuttosto che aspetti meramente tecnici, strutturali, anche per la prossima non ha voluto ‘essere da meno’: ecco che la società del  pinguino come mascotte cala ora la carta della Libera Mista, dunque una formazione PGS in cui far giocare sia ragazzi che ragazze, ideale per far convergere anzitutto lle atlete che hanno deciso di non impegnarsi in una esperienza più impegnativa come può essere la Federazione ma che non vogliono rinunciare ad abbandonare il rettangolo di gioco e dall’altra alcuni ragazzi “fedelissimi”, anche protagonisti negli anni passati nella Libera Maschile di casa.

I 30 anni del PSV a Cassinetta

MEDAGLIA COMMEMORATIVA 30 ANNI PO - LATO 1  Oggi il Piede d’Oro ha fatto tappa a Cassinetta di Biandronno, in variazione all’appuntamento calendarizzato alla Rasa di Varese; ci si avvicina all’ultimo mese di gare. Giornata odierna particolare oggi, per due motivi: la ricorrenza dei 30 anni di corse che il Piede d’Oro festeggia e lo svolgimento in simultanea con l’evento del Giro del Lago di Varese. Giunto di buon mattino sul luogo del ritrovo presso la ditta Whirlpool con il presidente onorario del CB e consorte, da subito mi accorgo della giornata ‘da grandi manovre’ che, organizzatori in testa, si avrà avanti. Anche oggi per me si profila una giornata ‘da inattivo’, avendo dato disponibilità sul percorso ! Sul piazzale ritrovo i soliti amici della carovana domenicale, Giuseppe, Stefano, Simone, Samuele, Francesca, Gianni e Graziella dell’AV presa a volantinare. Nel mentre, nonostante la possibilità di ritirare i pettorali anche nella giornata di ieri, vengo una grande affollamento agli stand adibiti. Dal momento che da qui partono anche gli handbiker, mi aspetto di incontrare anche la grande amica Natasha Inler ma, ahimé, non riesco a scorgerla ! Il percorso a memoria non presenta particolari difficoltà, risulta essere abbastanza in linea, piuttosto ondulato a giudicare da alcuni passaggi tipo ciclabile. Numeri di tutto rispetto: 1000 e più Girini fra percorso lungo, staffette ed handbyker, e noi su una buona media !! A occhio e croce sono posto sul 6/7 chilometro (contrariamente alle abitudini, oggi sul percorso non sono presenti i cartelli che segnalano i km percorsi – ci viene detto più volte dai podisti !!). Comunque, puntualmente, ecco che dopo poco più di 30 minuti sopraggiungono i primi (noto che tra il primo e gli inseguitori c’è una voragine !!). Peccato al termine della manifestazione non essere riuscito per un imprevisto occorso ad assistere alle premiazioni finali in quanto a suggello della ricorrenza si è voluto dare risalto oggi in particolare ai vari presidenti che si sono succeduti in questi 30 anni: ognuno veniva invitato ad esprimere poi la propria opinione in proposito e veniva coinvolto direttamente nella premiazione delle varie categorie. A suggello della ricorrenza, ad ogni podista veniva poi consegnata una medaglia-ricordo che, se risultava essere più piccola di quella – sicuramente bella – dei Girini, era senza dubbio più ricca di significato, sopratutto per chi – in un modo o nell’altro – ha fatto la storia di questo circuito di gare non competitive del Varesotto.

Tutto sommato il giudizio della giornata è positivo, i podisti non hanno preso la preventivata pioggia, tutto si è svolto senza incidenti, ….. L’unica macchietta – ma questa è un pò scontata quando si organizzano grandi eventi – e oggi c’erano quattro gare in contemporanea ! – è forse ripensare un attimo l’organizzazione alla partenza.

14/15 settembre: un arrivederci correndo all’estate

Duplice impegno questo week end con la partecipazione ad una gara serale il sabato sera e la consueta tappa del Piede d’Oro la domenica mattina.

In un ennesimo (e presumibilmente ultimo) finr settimana intriso di corse serali (Legnano, Sumirago, ..) a Besozzo invece va di scena l’ ‘Ultima Corsa d’Estate’ ( presumo azzeccata anche nella denominazione considerando che si è oramai al termine dei mesi caldi, almeno per quanto mi riguarda).
Giunto in prossimità della zona del ritrovo, noto (!) che tutto il centro del paese è stato chiuso al traffico; trovato parcheggio nei pressi della partenza della gara che qui si svolge a luglio, mi reco al tavolo delle iscrizionipo: con stupore noto vhe tuttew le strade adiacenti è un susseguirsi di stand vari nonché tavolate dove poter mangiare, attrattive e gonfiabili per i bambini: realizzo allora che questa serata è la ‘Notte Bianca’ di Besozzo !!, ricollocata rispetto all’anno passato, in cui oltre a ciò che avviene per le strade, pure tutti i negozi rimangono aperti se non addirittura partecipano direttamente con gli stand stessi.
Al banco delle iscrizioni trovo il carissimo Giuseppe D’Ascanio, presidente dell’ASD Atletica Verbano, coinvolto con alcuni suoi scagnozzi nell’organizzazione dell’evento podistico proposto, con il qualr ho modo di scambiare qusalche battuta. Dopo essermi preparato torno sul rettilineo centrale dove è posta la partenza, prevista per le 19.30. Quindi, dopo un blando riscaldamento, condivido con un altro amivo delle corse domenicali (di cui però non so il nome) la sensazione che, pur essendo pochi – non supererremo la cinquantgina – non manca qualche personaggio d’élite che ben conoaciamo !
Pronti, via: il percorso propone nei suoi 5 km il periplo (giro ndr) della frazione di Bogno (= TANTAA SALITA !), cara a noi assidui del PO, con tratto finale lungo la discesa che si fa anche a fine luglio e arrivo sulla via centrale che ha fatto da cornice alla partenza. La partenza è buona,la carreggiata decisamente larga, e subito ci si butta a fionda (.. io .. direi di no, ma inizio con un buon passo !) per entrare nella frazione alquanto collinare: qui, dopo aver attraversato il paese, riconosciuto l’impegnativo tratto vicino al cimitero che si corre anche nella ‘Su par Ul Sass’, da percorrere due volte. La seconda tornata è decisamente provante poiché dovendo condurre gli atleti su un lungo rettilineo che accompagna poi al tratto conclusino ne mette a dura prova la resistenza con una breve .. salita !! Sulla discesa finale cerco di ritrovarmi (ma dove ho messo la 5a ??); e, superata la famosa fontana della piccola rotonda in paese, non rinunciando al mio debole per la volatona, ingaggio con una podista nel frattempo sopraggiunta un serrato tete-a-tete per ‘ottenere il primato’ … vinto !! Al traguardo poi soddisfazione per ognuno dal momento che l’organizzazione ha previsto premi a sorteggio per tutti.

Il Piede d’Oro fa tappa oggi a Castiglione Olona dove il gruppo dell’Athlon Runners organizza la gara odierna.
Percorso gradevole che, dopo un primo tratto asfaltato attraverso il centro del paese e le campagne circostanti, scendere alla ciclabile mentre negli ultimi 2 chilometri propone il piatto forte di giornata della risalita (interminabile !!) al castello di Monteruzzo.
Mi bastano poco più di due km. per capire che “anche oggi non è giornata” con un fastidio al ginocchio che è presagio dei soliti indolenzimenti ..; decido così, visto il tracciato ‘piacevole’, di approfittarne per fare un ‘test di resistenza’. La risposta a questo proposito non è male anche se nel tratto finale con l’ascesa devo gettare la spugna dei buoni propositi.
Dopo un lungo tratto percorso sulla ciclabile si attraversa il caratteristico borgo antico del paese. Messa alle spalle la lunga ascesa, il tratto finale propone un rapido zigozago che riporta i podisti all’arrivo posto a ridosso del castello.