Il Content Marketing: attrarre “pubblico” con le parole giuste

(venerdì 2 febbraio)

 

Ore di studio delle finalità che si vogliono raggiungere nel progetto, innumerevoli incontri con il cliente e conseguenti correzioni, …; poi la bozza, la progettazione su carta; .. quindi gli esperimenti davanti al pc per arrivare dopo chissà quante ore spese al prodotto finale in linea con le esigenze ! …. Questo è il quadro peggiore (ma comunque verosimile) che potrebbe paventarsi ad un web master.

Per quanto egli abbia lavorato sodo per confezionare un buon risultato dal punto di vista metodico e grafico, il contenitore (il sito) può risultare inefficace ed insufficiente per arrivare all’obiettivo finale: quello di comparire in SERP e di conseguenza vendere.

Quello che al giorno d’oggi fa la differenza fra un sito e un sito è il contenuto informativo, il “testo di qualità”, originale ed interessante. Un aspetto del marketing che viene definito come content marketing, con il quale ci si occupa infatti di rendere accurato e originale il testo.

Va anzitutto detto che secondo degli studi il content marketing genera tre volte più leads del marketing outbound tradizionale. Altro dato statistico è che più dell’80% delle aziende oggi ha deciso di puntare sul content marketing, con importanti risultati in tema di link al sto e di leads (indicazione utile per generare una vendita).

Una buona attività di CM può dunque determinare un cospicuo aumento di visibilità per l’azienda.

A chi ha deciso di seguire questa strategia di marketing al fine di acquisire visibilità on line, sarà stata proposta la possibilità di avere un blog aziendale  attraverso cui raccontare mediante articoli, storie legate alla propria attività, oppure che vanno ad affrontare argomenti di particolare interesse, e ancora tutorial e guide, ecc, la propria realtà aziendale e la propria professione.

E si fatto, il blog è indubbiamente una fonte importante in tema di management aziendale in quanto attraverso il contenuto (il cosiddetto storytelling – racconto di storie – mediante cui l’utente entra in contatto con l’azienda, tornando sul suo sito e da lì scatenando le fasi successive che accompagnano alla “call to action” che equivale a “compiere un’azione” quale può essere l’iscrizione alla newsletter, il clic su una determinata pagina, lo ‘sprone’ a contattarci.

In questo, l’aspetto più importante è la qualità del contenuto, in quanto da questa peculiarità dipende l’efficacia di tutto il processo innescato. I contenuti digitali dovranno dunque essere interessanti, interattivi, utili e rilevanti per i potenziali clienti (target di riferimento).

Ma il blog non è la sola strada che si può intraprendere per riuscire a raggiungere i risultati sperati: a seconda del tipo della propria attività professionale, o del servizio offerto, esistono svariati altri strumenti che possiamo adottare: dal video all’e-book, dal podcast alla newsletter, dalle slides all’infografica ad attività maggiormente interattive come il webinar.

A monte però assume importanza – è impensabile farne a meno – la pianificazione del proprio contenuto/prodotto di punta su cui puntare per una eventuale campagna , i propri punti di forza, individuare la presenza e qualità dei competitors  (concorrenza) presenti online e come poter comunicare meglio di loro.

Secondo i dati raccolti dal Content Marketing Institute, il 93% di chi pratica CM utilizza i social media per diffondere i contenuti ed i canali più usati sono:

  • LinkedIn (94%)
  • Twitter (87%)
  • Facebook (84%)
(tratto da www.adsnetwork.it)

SEO Copywriter: evoluzione della figura professionale negli ultimi 10 anni. Scrivere per il web

(lunedì 29 gennaio)

Il SEO Copywriter è un professionista che scrive e realizza contenuti per il web, facendo uso delle tecniche della SEO (Search Engine Optimization) per ottenere cospicui risultati ai fini del miglior piazzamento di un sito sui motori di ricerca.

 

Una figura professionale che ultimamente è in progressiva crescita, ma a cui per lungo tempo non è stata riconosciuta la giusta importanza al punto che era destinata a scomparire in quanto poco utile e concreta in un ‘mondo reale’ cui si contrapponevano i contenuti online e dove erano i video a ‘dettar legge’. A difesa del suo ruolo il motto content is king, “il contenuto regna”, che pian piano si è andato affermando ed è oggi riconosciuto come vero e proprio baluardo della SEO Copywriting.

L’arte della Seo Copywriting  non è però per tutti   : benché se ne abbia una concezione “democratica” – leggi per tutti -, non chiunque è in grado di sviluppare testi efficaci in chiave SEO. Alla stessa maniera, esiste il mito che scrivere e scrivere per il web sia un’analogia, “quasi la stessa cosa”, sminuendo in questo modo la dignità e la preparazione necessaria / professionalità del SEO copywriter, formazione che non è fine a se stessa ma va aggiornata di continuo e perfezionata con l’esperienza sul campo.

Se sui social networks la maggior parte delle informazioni sono veicolate da post che presentano una parte testuale “nero su bianco”, o frasi fatte per catturare l’attenzione, sui motori di ricerca è ancora il messaggio, il contenuto, a determinare il successo o meno dell’intento di comunicazione.

Anche operativamente, il ruolo del SEO copywriter è cambiato negli ultimi anni: se prima cioè la scrittura per il web si basava su opportune combinazioni di parole chiave (le keyword) sapientemente ‘date in pasto’ ai motori di ricerca, oggi l’evoluzione degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale adottata per affinare le ricerche effettuate hanno determinato un panorama operativo ben più complesso in cui viene enfatizzata proprio la qualità dei contenuti, il che determina la necessaria adozione di tecniche maggiormente oculate e perché no abilità nel mestiere.

Il mancato accostamento di questa metodologia pratica a (salvaguardia di) meritate posizioni acquisite sui motori di ricerca ottenute facendo fulcro su metriche pressocché generiche, porterebbe gli utenti ad abbandonare determinati siti senza farvi ritorno, ‘trasformando ogni strategia che trascuri la qualità dei contenuti in un pericoloso boomerang mediatico’.

L’ausilio di algoritmi di ranking mirati sul web ha consentito agli stessi di “umanizzarsi”, filtrando cioè il mare di informazioni generate da una qualsiasi ricerca in base ai gusti e alle preferenze dell’utente: i “contenuti di qualità” sono sempre più accetti da un pubblico esigente.

La necessaria e ricorrente alchimia delle parole chiave utilizzate all’interno di un articolo scritto per il web deve cioè ora ispirarsi a regole ben precise, rispondendo a ciò che cerca il lettore e creando contenuti fortemente orientati, pensati e prodotti per agevolare, aiutare, soddisfare le esigenze del lettore, rispondere alla sue domande (“reader oriented“).

E così Il web si pone dalla parte di chi cerca contenuti: il ruolo del SEO copywriter ha acquistato dunque nuova dignità e un’importanza fondamentale.

‘La partita non si gioca più solo a colpi di keyword selezionate, URL oculate, Title e meta tags ben studiati, ma anche e soprattutto attraverso la veicolazione di contenuti di valore, che sappiano soddisfare la curiosità e le reali necessità del lettore.’.

(tratto da www.itschool.it)

Due gare nelle vesti di secondo arbitro ….

(domenica 28 gennaio)

Questo fine settimana in agenda due partite: giovedì la designazione per CSI Luvinate- – Polisportiva Solaro, per coadiuvare il “provato” collega Alessandro, stasera OSGB Induno – Osg Milano, in ambedue svolgo la funzione di secondo arbitro quindi da manuale un ruolo “di supporto” al 1°.
Un compito forse non gravoso – col senno di poi – ma pur sempre complementare all’occhio- vigile devo dire – dei rispettivi primo arbitro.
Ambedue le gare, a fronte dei rispettivi risultati dell’andata, tracciano un epilogo già scontato forse … ma l’ultima parola ce l’ha la palla ! ….
Due epiloghi ‘di bandiera’ diversi: da una parte Luvinate stritolata e asfissiata dall’assetto tattico e molto duttile su tutto il campo delle coetanee milanesi, dall’altro una valida prova sullo stato di salute della libera femminile di Induno Olona che detiene il titolo nazionale di categoria.

Correre sul lago di Comabbio non vale una … ma di più !!

(domenica 28 gennaio)

Percorrere il giro del lago di Comabbio ha sempre il suo fascino, in qualunque stagione lo si faccia, da soli (un po -) o in compagnia.
Queste due domeniche ultime l’ho fatto con l’amico Gianluigi Vanetti e oggi poi si sono uniti altri ‘nostri’ camminatori.
Strabello poter correre in questo scenario – la mia opinione non è cambiata per nulla da quando l’ho “scoperto” alcuni anni fa in una uscita di gruppo, quasi per caso quindi !
Da allora ne è venuta una prima partecipazione alla ‘Lago di Comabbio Run – Corri con Samia‘ con il gruppo della Podistica Mezzanese (2015); poi l’evento è stato inserito nel calendario del circuito del Piede d’Oro, e da allora è praticamente un appuntamento fisso.
Ripercorrerlo al di fuori di gare ufficiali è una meraviglia (peccato la distanza da casa !!), e trovarcisi nei mesi caldi o autunnali è scenoso. una cornice da fare invidia veramente ! E’ in questi momenti che – a prescindere dal passo tenuto – lo si gusta appieno: “se ti va bene” soli tu e i tuoi passi, cercando di scaricare e tener lontani i propri pensieri, il proprio quotidiano, abbandonandosi -in maniera positiva comunque – a quell’ora o due di svgo che ci può concedere ogni tato ! ….

IIIUUUUU ….

Un’omelia, una riflessione

(sabato 27 gennaio)

‘Il più bel ricordo che una persona può lasciare di sè ai [posteri,] coetanei e compagni, sono gli insegnamenti che è riuscito a tramandare durante la sua esistenza …’.
Parole ricorrenti in una qualsiasi omelia …

Oggi queste stesse parole pronunciate da don Luca in una celebrazione funebre mi hanno toccato tanto da ricordarle parola per parola; “significativo” verrebbe da dire, in un frangente come quello di una liturgia, precisamente in un commento ai passi della Sacra Scrittura, ricordarsene a posteriori ! … Non so il motivo, forse perché avevo presente di chi si stava parlando nella circostanza. E quello che è ancor più significativo sono state le parole successive: ‘… perché ha capito cosa fosse importante nella vita, … i veri valori che bisogna tenersi stretti …’.

Una riflessione “dal doppio taglio” – verrebbe da pensare -: chi si può fregiare della “buona” strada intrapresa, chi rimane “in bilico” a queste parole, quasi rappresentassero una chimera ! ….

Traslando un pò la riflessione, nel corso della propria vita, del proprio vissuto, ad ognuno è data la facoltà di sperimentare giorno dopo giorno determinate esperienze e conseguentemente le proprie attitudini dal punto di vista caratteriale e comportamentale, imprescindibilmente dettate dalla propria sensibilità e da ciò, da quello che viene seminato, ne consegue il riscontro, una sorta di filtro dei propri talenti e valori, la cartina tornasole del nostro ego. Questa forse è anche l’essenza del ‘METTERSI IN GIOCO‘, non un dovere – va sottinteso – ma una facoltà per ognuno.

Dunque un invito a ‘conformare’ la propria vita interiore “ai” valori veri e consolidati, mettendo in secondo piano quelli più materiali ed effimeri: ciò non vuole sottintendere però a una vita asociale, al rimanere in disparte – anzi, il contesto sociale è il “campo di gioco” in questi termini ! -.

Anatomia di un sito web

(giovedì 25 gennaio)

 

Che dire di questa lampante, inedita ma intuitiva schematizzazione di un comune listato di codice HTML ?

HTML è “l’ossatura” del codice, il nocciolo appunto del programma, attorno a cui …; DB – alias Database – è la parte pensante, lo “strato” dove risiedono e da cui partono tutte le informazioni che vengono richieste al programma; il PHP che può essere pensato come “l’apparato circolatorio” del corpo, reputato a dare vitalità all’intera struttura, andando a recepire eventuali richieste inoltrate; così come JS “l’apparato vascolare” dando al tempo stesso compattezza e capacità di risposta ‘comportamentale’ al codice; e CSS – che è un pò il precursore di tutto, e da cui tutto è poi conseguito – dedicato a curare l’aspetto esteriore e visivo del nostro “oggetto”.
Uuuaoo però !!

 

(tratto da un post su Italian Webdesign café, di Laura Gargiulo)

Pronti, via !! … Ecco le Regionali !

(domenica 21 gennaio)

Esordio nei quadri regionali 2018 come ‘Primo Arbitro’ oggi ad Induno Olona dove trovo la compagine locale contrapposta alla squadra Pallavolo Magenta 2012.
Squadra che nella fase provinciale non ho avuto modo di dirigere: con un “nonsoche” di sorpresa quando sulla panchina locale ritrovo ragazze che già conoscevo come giocatrici o aiuto-allenatori di OSGB alle prime esperienze.

La differenza fra le due compagini appare evidente già sbirciando le due distinte atleti: il sodalizio locale appare ben più giovane, “di primo impatto”, rispetto alle avversarie.

Detto ciò, quanto si vede però in campo è ben altro (!!) con la squadra di casa che si mostra ben all’altezza della situazione, ribaltando le ‘comprensibili paure’, non concedendo nulla di scontato alla squadra milanese: breaks ridottissimi che a fatica raggiungono i 3 punti, a parte la partenza di Magenta nei primi due set, sempre “con il fiato addosso” benché costretta sempre ad inseguire ad eccezione dell’ultimo parziale caratterizzato da diversi errori al servizio da ambo le parti ma in cui se praticamente per buona parte a braccetto (4-4, 9-9) la squadra di casa sopravanza Magenta due volte (set da 30′).
Un epilogo appannaggio delle ospiti ma con le ragazze di OSGB che non sono state di certo a guardare sciorinando anzi un buon gioco … all’altezza – detto da chi non ne ha seguito il cammino – dell’appuntamento.
E che dire dell’arbitro ? Beh, posso dire di aver cercato anch’io di essere all’altezza dell’appuntamento, quindi sono salito sul cadreghino con tranquillità e allo stesso modo condotto .. in porto la gara cercando di fare del mio meglio !! …

Tu chiamale se vuoi ‘AFFEZIONI’

(domenica 21 gennaio)

Uno degli aspetti umanamente (e universalmente) più “luminosi” e appaganti per ognuno di noi è – come ci viene insegnato – la capacità di intavolare, tessere rapporti sociali per così dire a vari livelli.
Quindi qui non voglio parare banalmente del nostro relazionarsi agli altri, siano essi la propria famiglia piuttosto che il frequentare la vita sociale in genere; mi riferisco cioé squisitamente alla nostra ambizione di METTERSI IN GIOCO (come altrove già alluso …).
Spostando l’attenzione su queste “situazioni” di vissuto abbiamo così gruppi di aggregazione per così dire generici (“Gruppo Alpini”, “Protezione Civile”, ecc) dove cioè abbiamo opportunità o meno di stabilire ulteriori legami e altri in cui, senza nulla togliere ai primi, ci si trova maggiormente immersi non per “numero” di rapporti stretti quanto forse “per scelta” e il senso di responsabilità che ci si prende nell’esserne parte e per quanto si spende per esso, …. la possibilità di stabilire e consolidare legami quasi ne consegue !
Un esempio lampante è quello dei gruppi sportivi: aggregazioni “extra-familiari” e “extra-sociali” – o meglio sottoinsieme – che ci danno l’opportunità di mettere in comune nostre passioni con altre persone, adulti e ragazzi. Relazioni che crescono senza che noi ce ne accorgiamo. In essi e con i nostri compagni di viaggio, grandi o piccoli, condividiamo sacrifici, l’Amicizia e parallelamente un rapporto di fiducia, gioie per i risultati raggiunti come le fatiche per i sacrifici sostenuti – leggi anche scelte da adottare – ….
Sembra quasi si venga a creare un nuovo nido se il rapporto coinvolge adulti e fanciulli di differente età ! Momenti rubati al proprio quotidiano – e chi allena in primis lo sa bene -per dedicarsi ad una famiglia costruita, fondata su valori di rispetto reciproco e crescita personale .
Ecco poi che, quando meno te lo aspetti, “ti” arriva una tegola addosso, che mai avresti voluto o pensato interessasse anche te – la quale si traduce nella perdita di qualcuno ‘di famiglia’ …. non l’abbandono, ognuno è poi libero di fare quello che vuole, di “scendere dalla giostra” perché non ritiene opportuno continuare o capisce che ciò non rispecchia effettivamente ciò che pensava …
E’ qui – come dicevo recentemente a un mio amico anche lui dirigente di squadra – che entra in scena il dirigente di squadra con i suoi valori e la sua opportuna vicinanza e – si auspica – la società tutta anzitutto per “proteggerli”, che deve farsi e dare forza ai propri atleti per andare avanti nel percorso intrapreso a prescindere dai momenti ‘bui’, da ciò che non si sarebbe mai voluto, star loro accanto, …..

Parentesi al PalaGemonio

(mercoledì 17 gennaio)

Torno per un partita di federazione al PalaGemonio : di fronte le due under 14 di Vivi Blu Volley e Cantello; gara di ritorno, incastonata infrasettimanalmente.
Questa stagione ho poca “frequenza” con le gare di federazione, per cui presto buona parte dell’attenzione allo svolgimento delle dinamiche nelle due metà campo: quello che infatti traspare dal riscaldamento e ben poco se non la tendenza a qualche sbavatura sottorete.
Nel primo set il sodalizio locale scende in campo ben determinato e concentrato a fare bene … e, pur non illudendosi delle avversarie, riescono agevolmente a portare “a casa” il primo set 25-21.
Ma con il secondo Cantello sale in cattedra e godendo sin dall’inizio di un buon vantaggio (1-7) riesce a giocare come,sa aprendosi a tutto campo (16-25). Quello che segue é invece un periodo abbastanza combattuto da ambo le parti benché la squadra locale non riesca a mettere la freccia sull’avversario ma anzi a costringerlo, almeno nella parte iniziale, a procedere a braccetto, fotocopia del precedente. Determinanti sono alcuni svarioni delle ragazze di Pozzi (17-22) che costano a Blu Volley un break negativo di 3 punti e una redditizia rincorsa (20-25). Se i precedenti set avevano già messo in chiaro le ambizioni di ambedue le squadre, il quarto non è stato che il loro proseguo con Vivi Bluvolley che, pur penalizzata da un brusco break iniziale (0-5), riesce temporaneamente a sopravanzare Cantello che pur con azioni al limite riesce ad avere la meglio e a chiudere il match.
Per quel che mi riguarda, se ho avuto un buon approccio iniziale denoto mio malgrado ancor a una discreta “tenuta”, non ottimale, alla distanza.

Appuntamento a ‘La Prima dell’anno’

(domenica 14 gennaio)

Oggi tradizionale appuntamento con la ‘1^ dell’anno‘, classico appuntamento podistico d’inizio anno della città meneghina. Con gli amici Angelo, Maria Grazia , Giovanni e Francesca dopo l’abituale breathing direzione ippodromo per poi cimentarsi in una delle distanze proposte: 6,10 o 20 km: mentre gli altri si concedono.una tranquilla passeggiata, io.e Angelo optiamo per la distanza intermedia. Come da ABCdario partenza libera per gli astanti. La temperatura non supera granché gli 0° ragion per cui il primo problema è andare a regime !
Come sempre, alta la partecipazione a questa classica la quale,partendo proprio dall’Ippodromo di Varese, subito risale per le vie retrostanti per risalire al bivio che porta al Sacro Monte e alla Prima Cappella, giro di boa per i volenterosi dei 20. Allo stesso modo, tanti i volti conosciuti che subito ritrovo: gli amici dell’ Aermacchi, Samuele, Stefano, Giovanni, Luciano, Liliana della Podistica Mezzanese tra tutti.
Nel giro di 2-3 km si e già proiettati sull’ascesa che porta al Sacro Monte: qui l’attacco e sempre gravoso e impegnativo ! …. A metà salita a ridosso degli stretti tornanti che,salgono la deviazione fra i due percorso maggiori: chi procede per la Prima Cappella dritto e chi ridiscende verso località Rasa per poi dirigersi verso il centro cittadino nei pressi di cui si prende via Molino Grassi .
Lungo rettilineo che ci accompagna verso gli ultimi 3 chilometri di giornata. Ad attenderci e uno scorrevole passaggio sui sentieri che attraversano il parco di Villa Toeplitz.
A questo punto abbandoniamo l’asfalto per lo sterrato. Attraversando un campo per 300 metri prima di affrontare ‘a pata verta‘ un tratto in discesa che scende sul lungo e largo viale adiacente il quale ci riporta verso l’abitato e il punto partenza.