Bellezza sublime

Bellezza sublime

traspira e trabocca

dagli occhi tuoi ridenti e fuggitivi.

Il tuo sorriso

è Perla tra le Perle,

custodita gelosamente dall’estimatore

Che ne soppesa il Valore.

Trionfo dell’Amore

e Vanto

per chi può anelarti.

Santo Natale 2018

Gruppo Presepe Parrocchia Cuveglio

Il presepe è dedicato a rappresentare le sette opere di misericordia corporali.
Al centro della scena troviamo la natività, illuminata e impreziosita da una cascata d’acqua, fonte di vita; il percorso della Misericordia inizia alla sua sinistra.
Partiamo da una grande locanda dove dare da mangiare agli affamati e vestire gli ignudi, proseguiamo attraversando un ponte sotto il quale un pozzo consente di dare da bere agli assetati.
Attraversiamo un villaggio di campagna, armonioso e pieno di vita, collegato da un piccolo ponte all’ospedale dove visitare gli infermi.
Lasciata alle spalle la sofferenza dei malati, incontriamo la prigione dove visitare i carcerati.
Sul fronte opposto alla locanda iniziale, ecco l’ostello che permette di alloggiare i pellegrini e accogliere i forestieri.
Alla base, il sepolcro dove seppellire i morti.

Auguri di buon Natale a tutta la comunità pastorale

La Misericordia di Dio si ritrova anche nel Presepe

Concerto d’Avvento – Buon Natale dalla Corale Amadeus

“Buon Natale nel mondo”

(martedì 18 dicembre)

Con uno sguardo al recente allargamento della Comunità Pastorale di Cuveglio alla parrocchia di Cuvio, la Corale Amadeus con la collaborazione della Proloco di Cuvio ha tenuto proprio nella prepositurale di quest’ultima il tradizionale concerto natalizio, dopo l’esibizione di una settimana fa a Caravate.
Nonostante le difficoltà del recente passato, la Corale diretta dal M° Loris Capister e accompagnata all’organo dal M° Marco Cadario, ha saputo (e voluto) mantenere questo appuntamento che da anni è un MUST per la nostra comunità e la corale stessa.
Introdotti dalle parole di compiacimento di Padre Massimiliano, padrone di casa, il coro ha offerto ai presenti un ampio programma natalizio abbastanza eterogeneo, spaziando da brani della tradizione (‘Stille Nacht’, ‘Adeste Fideles’, ‘The First Nowell’), ad altri più ricercati ma altrettanto piacevoli (‘Joy to the world’, ‘O holy Night’, ‘Halleluja’), fino a sconfinare alla scoperta della tradizione e all’atmosfera del Natale in altri paesi del mondo (‘Deck the hall’, ‘Mele Kalikimaka’) con l’accompagnamento all’organo/tastiera del M° Marco Cadario.
Ecco allora un susseguirsi di liete note risuonare, pronte ad annunciare la Santa Notte, la Venuta di Cristo Gesù, che lontanamente facevano ripensare a candidi paesaggi innevati piuttosto che ad invocazioni e gestualità proprie del periodo, immergendo tutti nell’atmosfera natalizia.
La serata coincideva con un’altra “ricorrenza”: l’appuntamento del concerto è infatti conciso coi 20 anni di collaborazione fra Cadario e la Corale Amadeus: era infatti il 1998 quando nella medesima chiesa dei SS. Pietro e Paolo  di Cuvio Marco Cadario fece il suo “debutto” con il gruppo, un sodalizio che compiacevolmente è poi continuato negli anni.

Infine, dai maestri, dal presidente del coro Carla Pellegatta e da tutti i coristi i più sinceri auguri di Buon Natale e Buone Feste !!

Un Presepe … che vuole uscire !!

(domenica 9 dicembre)

Paradossalmente, si dice che ‘ti metti alle spalle l’estate, passano i mesi … ed è già Natale !!’. E non è che rimanga solo un modo di dire ! … Mentre l’aria diventa frizzante, le idee iniziano a prendere forma (o quasi).

        Da una decina d’anni (… o forse più ?? .. la “memoria storica” pecca ! .. o stecca eheh .. Un anelito di dubbio aleggia: ‘.. ma avremo spento le 10 candeline ?? …’) con il sopraggiungere del mese di novembre (#nonsibadaa improvvisazioniqui!! : ‘Le grandi idee partono da lontano !!‘) un gruppo di amici dell’oratorio di Canonica, spinti dalla volontà di realizzare qualcosa che vada oltre la tradizione, estasiati e affascinati dalle blasonate creazioni che da alcuni anni a questa parte spiccano qua e là in preparazione del periodo natalizio, e che fanno da sfondo e cornice all’immagine centrale, emulate in ogni casa o chiesa – anche delle nostre zone -, danno vita a vere e proprie opere artistiche (e solo per fare un esempio bastava ammirare quella dell’anno scorso).

Sono una dozzina di amici, figure del nostro oratorio, alcuni dei quali con uno spiccato senso creativo (i cosiddetti ‘capocantiere’, si suole definirli ironicamente), altri più dediti ai lavori di rifinitura, di abbellimento o di “coreografia”; si ritrovano durante le sere per realizzare quel qualcosa (condiviso) che vada oltre al tradizionale presepio mantenendo la centralità del Significato.
Cogliendo sempre uno spaccato del sociale cui fa eco un richiamo evangelico che funge da “tema”, ‘i creativi’ del gruppo iniziano a imbastire lo scenario che può fungere da sfondo al Messaggio ‘da effondere’, e da lì a poco seguono serate (anche estenuanti !) per realizzarla, ore rubate ‘al proprio quotidiano’, a momenti di tranquillo riposo,  le quali trascorrono operosamente mentre i volenterosi con pacatezza incrociano il proprio quotidiano con i ‘problemi sul campo’.
 ‘Imbastirla’ perché come per ogni buon intento di un gruppo, non piacciono le cose semplici ! .. E difatti non è garantito non si debba ricorrere a piccole correzioni in corsa.

Ecco, dopo cena chiuso il portone della prepositurale, si “apre” un laboratorio con tanto di tavoli di lavoro strumenti di ritaglio, chiodi legname fogli di compensato e polistirolo … e tanta polvere !!

Tutti pronti a dare il proprio contributo, ognuno trova il suo ruolo: chi a ideare e a disporre poi sul palco i singoli blocchi creati, chi a lavorare i pezzi sui tavoli approntati, chi a controllare il funzionamento delle lucine che adorneranno il quadro.
E allora … ecco che qui la creatività non manca anzi ! l’obbiettivo è comunque riuscire a sbalordire (“stupire“) chi visiterà poi il Presepio che viene aperto ai fedeli durante la messa della Vigilia di Natale. 

Il risultato finale è comunque sempre quello prefisso, trovando la soddisfazione di tutti.

Bello è poi leggere le parole di apprezzamento ed elogio (e per alcuni accorgimenti visibili è proprio il caso di dirlo !) che vengono lasciate sul “diario delle firme” dove qualsiasi visitatore può lasciare un pensiero.

 

 

Adesso è Natale !!

 

Gli Amici del Presepe

20 novembre 2018: Centenario dell’Aula di Montecitorio

(mercoledì 21 novembre)

Palazzo Montecitorio - 1918
Palazzo Montecitorio – 1918

 

Palazzo Montecitorio - 2018
Palazzo Montecitorio – 2018

                                                                       

 

 

 

 

 

 

Seduta Centenario Aula Montecitorio
Seduta Centenario Aula Montecitorio

 

Camera dei Deputati - Palazzo Montecitorio
Camera dei Deputati – Palazzo Montecitorio

Ieri è ricorso il centenario dell’aula di Montecitorio, dove ha sede la Camera dei Deputati. Era il 20 novembre 1918 quando, trascorsi pochi giorni dalla fine della Prima Guerra Mondiale (9 novembre), i deputati si riunirono nella nuova Camera dei Deputati realizzata dall’architetto Ernesto Basile, caposaldo dello stile Liberty. Nella stessa giornata avvennero le celebrazioni per la pace riconquistata e l’inaugurazione di quello che sarebbe poi stato il cuore della democrazia parlamentare italiana.

 

Discorso Roberto Fico per Centenario aula Montecitorio
      Discorso Roberto Fico per Centenario aula Montecitorio

«Il Parlamento è il luogo in cui trova espressione la sovranità popolare, il luogo in cui attraverso il confronto si assumono decisioni destinate a incidere sulla vita della comunità e il luogo dove si costruisce il futuro» ha esordito il presidente della Camera Roberto Fico, che ha fatto gli onori di casa nella cerimonia organizzata per l’occasione, alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle cariche dello Stato, il presidente Sergio Mattarella e diversi storici. «Quest’Aula è stata testimone di molti avvenimenti che hanno segnato gli ultimi cento anni di storia italiana. È il luogo in cui trova espressione la sovranità popolare, il luogo in cui attraverso il confronto si assumono decisioni destinate a incidere sulla vita della comunità. Il luogo dove costruire il futuro.» ha proseguito Fico, aggiungendo: «Un Parlamento che mantiene la sua centralità nel sistema democratico infonde nei cittadini il senso di appartenenza alla comunità e di fiducia nel futuro. Un futuro che costruiamo ogni giorno con tutte le azioni che compiamo».

Presenza autorità Stato per Centenario Montecitorio 1

Presenza autorità Stato per Centenario Montecitorio 2

              

 

 

 

 

 

 

 

Vista aula Montecitorio
Vista aula Montecitorio

 

L’Aula parlamentare è fondamentale per l’opera politica di un Paese democratico quale è, o dovrebbe essere, l’Italia, poiché è grazie ad essa e al Senato che le discussioni politiche diventano azioni politiche. «Devono continuare ad alimentarsi il rispetto per la democrazia e la fiducia nelle sue Istituzioni che quest’Aula e la sua storia testimoniano e ispirano. In quest’Aula, così come nelle commissioni parlamentari, si è realizzato e continua a realizzarsi in ogni seduta il senso profondo della nostra democrazia e del dettato costituzionale che si sostanzia nella discussione e nel confronto, nel raggiungimento della giustizia, nel rispetto dei diritti, nella lotta alle diseguaglianze» ha ricordato ancora Fico.

I cittadini, insomma, dovrebbero potersi rispecchiare in questi luoghi, sentirli propri, poiché il Parlamento è la culla stessa del legiferare politico e dell’amministrazione di uno Stato. E proprio in onore del suo valore storico, culturale e politico, sono anche state inaugurate due mostre significative e documentali sulla nascita e sulla storia dell’Aula. «Celebrazioni come questa servono a non dimenticare, a non dare mai niente per scontato. La democrazia non è scontata; non è scontata la pace; non è scontato il nostro sistema di valori, il nostro tenore di vita. Tutti insieme ogni giorno dobbiamo lottare per cercare di mantenere forte e salda la democrazia, che non è mai scontata: nel nostro Paese e nel mondo» ha sottolineato in chiosa alla cerimonia il Presidente della Camera.

Seduta Camera dei Deputati
                         Seduta Camera dei Deputati

Platealmente controcorrente la presa di posizione e l’atteggiamento assunto dai gruppi parlamentari d’opposizione, che si sono scagliati contro le testimonianze “poco veritiere” e nostalgiche degli storici intervenuti. Mentre Fratelli d’Italia che, insieme ai vicepresidenti di Camera e Senato, hanno abbandonato l’emiciclo in segno di protesta contro Fico, accusato dai meloniani di aver usato parole “antipatriottiche e a senso unico”, reo in sostanza di non essersi soffermato a sufficienza sul significato della guerra vinta dagli italiani nel 1918 e di aver usato toni troppo pacifisti. In difesa degli storici, dal Presidente della Camera è arrivato un appello a non dare per scontata la democrazia e a non dimenticare. Perché «solo un Parlamento che opera nell’esclusivo interesse generale e risulta capace di esprimere una visione del Paese può infondere nei cittadini senso di appartenenza alla comunità e fiducia nel futuro, perché l’Aula parlamentare è innanzitutto il luogo della proposta, dell’ascolto e dell’analisi di scelte destinate a incidere sulla vita di milioni di persone».

 

 

Appunti di una domenica pomeriggio alternativa

(domenica 30 settembre)

Proseguendo la giornata sportiva, dopo il consueto appuntamento mattutino con il Piede d’Oro sul lungolago della Schitanna di Varese, nel pomeriggio mi reco a Malgesso, invogliato dall’amico Vittorio Ciresa, per partecipare a una corsa benefica: ‘Memorial Martina e Erika’ e patrocinato dalla Fondazione Giacomo Ascoli , per cui ritrovo Giuseppe e Mariella, la quale da anni combatte per e a fianco dei bambini colpiti da malattie oncoematologiche.
Trattasi di una gara di 5 chilometri circa che si sviluppa fra le vie e i boschi limitrofi, con partenza e arrivo davanti all’oratorio.
“Partecipazione soft” – almeno così si sarebbe detto una volta: si è dato al mattino ora si corre per una giusta causa !
All’arrivo sul piazzale dell’oratorio ritrovo Pietro e gli amici dell’Atletica 3V, qualche rappresentante del 7 Laghi Runners dell’amico Ugo Fantoni, Antonio Rondinelli, Stefano Bordanzi e Matteo Raimondi anch’essi reduci dalla prova del mattino.
Si sarebbe detto gara tranquilla ma, si sa, un conto è parlare … un altro interpretare ! Infatti, sin dall’inizio il ritmo è decisamente alto.
Meno di un km e siamo nella parte boschiva che da subito si profila abbastanza impegnativa con un paio di passaggi … degni di nota fino ad arrivare al punto più alto del percorso.
Noto che lungo lo sviluppo la gara ripropone alcuni passaggi della gara di Malgesso di qualche anno fa.
Siamo attorno al terzo chilometro quando abbandoniamo i boschi per riguadagnare l’abitato, e tornare così in leggera discesa verso ‘la zona di lancio. A questo punto però invece di imbucare nuovamente il rettifilo iniziale teniamo la destra per superare il ponte sulla ferrovia e dirigerci verso il lungo rettilineo delle scuole Manzoni.
Al termine, ci dirigiamo verso il punto di partenza ma veniamo prima portati verso l’attraversamento del parco DinDon, lungo periplo per riuscire dal parco giochi e rientrare più in alto attraversando il viale alberato al termine del quale è posto l’arrivo.

Bel percorso quello proposto dagli organizzatori come buona la partecipazione di grandi e piccini, soprattutto coinvolgendo le famiglie, e accattivante quanto basta … Promosso.

Appuntamento settembrino con la fiaccolata di Cavona

(domenica 9 settembre)
Della serie ‘Piccole cose che lasciano il segno ! ..’

Oggi smetto la skill del podista verace, “doc” per indossare quelli che, da alcuni anni a questa parte, considero un piccolo pregio, un’occasione che non capita tutti i giorni per chi fa della corsa una passione, un piccolo onore: fare il tedoforo, sulle strade di casa !! …
E’ un piccolo ma irrinunciabile gesto questo ma dall’encomiabile significato che si ripete da svariati anni e che porta un gruppo di ragazzi di Cavona e Cuveglio a suggellare, con una marcia di avvicinamento (simbolo di difficoltà e sacrificio) emulando il gesto olimpico, il cammino che porta alla Luce che è Maria.
Come da diversi anni a questa parte avviene, la prima settimana di settembre, in occasione dei festeggiamenti della Madonna Nera nel piccolo paese della Valcuvia, è stato rispettato l’appuntamento con la Fiaccolata. Un ‘rendez-vous’ irrinunciabile e fortemente voluto dalla Comunità che sta diventando una consuetudine dal grande significato in occasione della festività mariana evidenziandone la devozione.

Un gesto che si ripete ogni anno partendo da un santuario o sito religioso della provincia a simulare un cammino non privo di difficoltà e che conduce proprio sul sagrato della chiesa del borgo valcuviano per l’accensione del braciere antistante.
Dopo aver toccato il Sacro Monte di Varese, la prepositurale di Arcisate, San Michele, Agra, Marzio e altre località, partenza quest’anno nel tardo pomeriggio dalla Casa ‘Don Guanella’ di Barza di Ispra passandosi di volta in volta la fiamma per risalire al cuore della Valcuvia dove veniamo accolti da don Lorenzo.

 

A Cavona per una insolita serale

(sabato 14 luglio)

Stasera (venerdì 13, ndr) a Cavona, frazione di Cuveglio, è andata di scena – dopo due rinvii consecutivi dall’originaria collocazione del mese di marzo causa meteo – la Corsa ideata per la Festa della Donna, giunta alla 5^ edizione, – 3° Memorial Maria Stella Bonetti, personalità molto conosciuta in valle per il suo operato nel sociale, scomparsa prematuramente a soli 49 anni colpita da un male incurabile. La manifestazione come tradizione ribadiva la sua vocazione solidale  dal momento che il ricavato veniva interamente devoluto alla sezione Valcuvia della LILT (Lega Italiana contro i Tumori).

Con la regia del vulcanico Renato Furigo e del mai domo Vittorio Ciresa viene proposta dunque questa camminata non competitiva  in veste serale
su di un percorso di 4 km attorno l’abitato del piccolo paese, interamente su asfalto per facilitare la partecipazione di tutti.
Ritrovo presso l’adiacente campo sportivo e alle 19.30, ora decisamente ‘consona per una bella sgambettata serale’ – visto il meteo di questi giorni – il via dato dal sindaco Giorgio Piccolo.
Il percorso dunque si sviluppa lungo la via principale che attraversa il borgo, portando i protagonisti praticamente a fare il periplo della piccola località della Valcuvia: messo alle spalle l’iniziale lungo rettifilo iniziale, progressivamente ma dolcemente si scende verso la zona denominata Scavè per prendere così la ciclabile per circa un chilometro e mezzo, fino a raggiungere la fattoria ‘Il Vallone’, dove ad attenderci è un vero e proprio tifo ‘da spalti’ con le capre dell’amico Mattia. Tratto corribile questo ma che richiede agli astanti continuità nel passo, dopo quello iniziale ‘di lancio’. A seguire infatti l’ascesa abbastanza impegnativa per tornare verso il paesino con la sua chiesa madre; a seguire breve tratto in discesa di circa 200 m per raggiungere la piazza e quindi vviaaa per il rettilineo che riconduce all’inconfondibile gonfiabile giallo dell’Avis.
Una cospicua partecipazione a questa serale che in punta di piedi va ad inserirsi nel già folto calendario  stagionale e nel rispetto delle ‘corse di nicchia’ non mancano i cavalli-da-battaglia: ecco tra gli altri Paolo Proserpio, Matteo Raimondi, Francesco Pellicini, Ombretta e Cristina. Inaspettatamente poi ritrovo oltre alle solite “facce da runner” conosciute tanti amici che hanno voluto essere presenti alla serata, anche semplicemente per una semplice camminata: ecco Chiara, Sergio, Gabriella, Laura e Matteo. Inoltre, presente in gran numero il gruppo ‘Sempre per Sempre’, associazione sorta proprio in memoria di MariaStella, con la loro inconfondibile maglia rossa.
Detto del lato prettamente sportivo della manifestazione, la serata è condita poi dall’intrattenimento e dalla convivialità.

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(Mal)Essere

(martedì 13 marzo)

Sto scorrendo le pagine di una rivista scientifica mentre sono in sala d’attesa dal dentista quando la mia attenzione si sofferma come catalizzata dalla lettura di un articolo inerente uno ‘stile di vita’ o meglio un atteggiamento comportamentale che, similarmente ad altri “sulla stessa frequenza”, potrebbe far pensare a … qualcosa di strano, qualcosa che non va, di innaturale nella persona …

Da qui, ho preso spunto per una riflessione sullo sfondo sociale, su come cioè sia facile essere etichettati / targetizzati perché “diversi”, foss’anche per una minuzia (come spesso avviene) alla stregua del romanzo pirandelliano ‘Uno, nessuno, centomila’ .. L’immagine che di ognuno di noi viene creata da chi ci osserva, da chi ci frequenta; questa è una realtà della vita di tutti i giorni. 

Vivere sulla propria pelle, non per nostra scelta o volere nel senso del verbo, quanto per .. “fattori innati” determinati modi d’essere ci fa sembrare “distanti” da chi ci circonda … Ecco che allora ‘essere specchio’ di determinati atteggiamenti piuttosto che comportamenti caratteriali della persona che vanno poi riflettendosi “a macchia d’olio” sulla società potrebbero indurre a ‘sentirsi diversi’ rispetto agli altri quando non addirittura isolati dalla comunità, al considerarsi malati …, finanche all’essere additati, discriminati.

Sunto della nostra fragilità quando pur non sapendolo cioè non per nostra scelta ci discostiamo dall’essere normali ed “equilibrati” nella conduzione della vita, o meglio di come siamo succubi e di “come cadiamo” di fronte agli altri che ci vedono così “anormali”.

Quando però dietro alla maggioranza di questi comportamenti “anormali” si nasconde solamente un diverso modo di porsi alla vita, alla relazione con gli altri, senza cioè andare a pregiudicare quelli che possono essere i rapporti amicali, le relazioni sociali.

 

L’argomento trattato è quello dell’asessualità cioè di quel modo d’essere per cui non si prova attrazione l’uno per l’altro, o meglio non si prova alcuna forma di attrazione e desiderio né da una parte né dall’altra, constatazioni che inducono a vedere “storto” chi ci sta innanzi.

Durante l’adolescenza, l’idea di vivere una prima esperienza sessuale “non manda in tilt corpo e cervello e, anche crescendo, il sesso non è mai stato al centro dei propri pensieri”; ma non per una questione di timidezza o per un’educazione religiosa.  Eppure, non c’è nulla che non vada in questi soggetti: benché siano poche le ricerche condotte su questa categoria, da un punto di vista neurofisiologico un gruppo di scienziati ha affermato che in chi è asessuale non c’è nulla che non va: l’eccitazione è dunque simile a quella degli ‘eterosessuali’. Si denota solo una scarsa ‘reazione soggettiva’, come se ci fosse un blocco tra la normale reazione fisica che si prova e le consapevolezza della stessa (attrazione): solitamente infatti il cervello si accorge che il corpo è eccitato e dà il via all’istinto di stare insieme a un partner. Statisticamente, una curiosità, l’asessualità è più diffusa fra i mancini.

Asessualità non significa per forza ‘astensione da’, non deve essere confusa cioè con la castità che è dettata da norme religiose.  Asessualità non significa infine rifiutare e fuggire le relazioni affettive; anche loro desiderano conoscere persone con cui relazionarsi, vivere emozioni forse in modo ‘atipico’: una persona asessuale potrebbe voler vivere una storia d’amore “a modo suo”, e magari costruire comunque anche una famiglia, avere dei figli.

In una società dominata da istinti innati definendo perciò le nostre relazioni, l’idea di una vita senza sesso può apparire inconcepibile. Se allora nei decenni precedenti, a seguito delle prime osservazioni, questi soggetti venivano catalogati come “persone senza contatti o relazioni socio-sessuali, nel 1979 certo Michael Storms scienziato all’università del Kansas identificandolo come “orientamento sessuale”, alla stregua dell’eterosessualità e/o bisessualità.

XXVI Giornata Mondiale del Malato

(sabato 10 febbraio)

 

L’11 febbraio di quest’anno ricorrono i 160 anni dalle apparizioni di Lourdes (1858). La Vergine Santa si mostrò alla giovane Bernadette Soubirous presentandosi ad essa con il titolo di Immacolata Concezione, confermando di fatto quanto era stato definito come dogma dal Beato Papa Pio IX, appena quattro anni prima (1854).

La presenza di Maria a Lourdes è stata, fin dal primo momento, grazie anche alla testimonianza semplice e bella, ma allo stesso tempo faticosa e travagliata di Bernadette, legata al fiducioso affidamento che i fedeli fanno della propria vita a Lei, Madre del Signore,per consegnarle le proprie sofferenze, i propri dolori, le proprie malattie sia fisiche che spirituali.

Fin dai primi tempi, numerosissimi pellegrini, alcuni di essi colpiti da gravi infermità, hanno raggiunto la città francese. E’ stato principalmente questo il motivo che ha spinto il Papa Giovanni Paolo II, a disporre che a partire dal 1993 la memoria della Vergine di Lourdes divenisse Giornata Mondiale del Malato. Quest’anno siamo alla XXVIima edizione. Tema: “Ecco tuo figlio … Ecco tua madre. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sè“.

L’invocazione a Maria “Salute degli Infermi” manifesta con forza la fede nel potere della Vergine di guarirci dai nostri mali ….

 

(tratto da La Domenica, periodico religioso)