Panoramica sulla SEO

(venerdì 8 febbraio)

Quando eseguiamo una ricerca su un qualsiasi motore di ricerca – Google Chrome, Internet, Safari, .. – viene generata un elenco pressocché infinita di risultati “attinenti” che prende il nome di SERP (Search Engine Results Page, ovvero “Pagina dei Risultati del Motore di Ricerca“). Ma come si origina questa lista ? con che logica e in base a quali criteri viene stilata seppur automaticamente ?
E’ questa una delle sfaccettature del Web che probabilmente rimane seminascosta ai più, specie se non si è interessati ad un “posizionamento” del proprio progetto web.
Esiste una “nicchia” che s’interessa specificamente e studia la collocazione di un sito web nella lista dei risultati che ci appare a terminale: stiamo parlando della SEO (‘Search Engine Optimization’). Un problema che assume indubbiamente particolare rilevanza per chi, titolare di una attività, fa del proprio sito una vetrina per la vendita di prodotti e/o servizi.


Il concetto di SEO nasce attorno al 1995 quando venne introdotto un insieme di strategie con la finalità di ottenere il miglior posizionamento – “ranking” – per un sito; al’epoca vigeva il dominio incontrastato di Yahoo! quale motore di ricerca. L’avvento di Google verso la fine degli anni Novanta comportò uno stravolgimento sul campo e la crescente complessità degli algoritmi che ne sarebbe conseguita, insieme al miglioramento dei nuovi motori di ricerca, compromisero gli equilibri esistenti sul mercato. Google inoltre cominciò a lavorare e lavora attualmente all’aggiornamento del proprio algoritmo per renderlo sempre più efficace e dettagliato nei risultati.

Fare SEO (Search Engine Optimization) significa adottare tutto un insieme di tecniche, strategie e regole finalizzate a far avere al progetto web su cui si sta lavorando un risultato di visibilità in termini di SERP. Scienza per definizione astratta in quanto non si basa su risultati certi e determinabili in un arco temporale definito bensì in continua evoluzione (si pensi all’adozione di algoritmi di ricerca sempre più affinati e specifici per ottenere il meglio dei risultati).

Componenti essenziali per condurre una buona attività SEO

Un’attività SEO, opportunamente preceduta da una attività di studio del settore e di pianificazione della strategia, a prescindere dal tipo di progetto da trattare, poggia fondamentalmente su due pilastri, due modalità operative: si tratta dell’Ottimizzazione SEO On Page e dell’Ottimizzazione SEO Off Page. Ognuna delle due tecniche prevede la necessità di dover operare su diversi parametri (‘fattori’) o adottare idonee strategie. La prima, tassello fondamentale della SEO, concerne l’adozione di determinati accorgimenti/migliorie sulla struttura del sito stesso (codice), la seconda riguarda tutto quell’insieme di strumenti che danno opportunità di far conoscere all’esterno il proprio sito (es. ottenere dei backlink – il fattore più importante per ottenere il miglior posizionamento possibile -. Essi in particolare vengono interpretati da Google come dei ‘punti’: più punti ottiene, più il sito è importante più Google lo premia con le prime posizioni).

Se per definizione l’Ottimizzazione per i Motori di Ricerca fino a non più di due anni fa era incentrata sul concetto di keyword e nozioni ad esse correlate come densità e ricorrenza e dava valore pure all’enfatizzazione del testo (grassetto, corsivo, ecc.), sia pure con l’introduzione di alcuni accorgimenti (ad esempio “long tail“), negli ultimi anni proprio l’inconsistenza del fare affidamento solo su di esse per una ottimizzazione seo emerse l’esigenza di andare oltre all’analisi delle kw per provare a comprendere il significato “intrinseco” delle parole in virtù di un “web semantico” (le keywords non erano più sufficienti ad ottenere risultati di qualità), ovvero guardare ad una specializzazione delle ricerche cogliendo l’accezione del termine ricercato (il valore semantico), ha fatto sì che cambiassero i “pesi” in gioco. L’avvento della semantica ha cioè fatto sì che non fosse più sufficiente affidarsi semplicemente ad uno specifico ed adeguato utilizzo di keywords in un contenuto/pagina web per migliorarne la visibilità in termini di SERP. SEO oggi significa adottare delle semplici regole che consentono ai motori di ricerca di comprendere l’argomento trattato dal sito/pagina e ai visitatori di trovare ciò che cercano.

Approcciando alla SEO occorre inoltre tener distinti i concetti di “indicizzazione” e “posizionamento”, termini spesso confusi … Indicizzazione è un processo naturale conseguente all’indicizzazione del sito; posizionamento è l’attività in senso stretto di ottimizzazione, interna ed esterna, del sito al fine di migliorarne la visibilità in termini di “query”.

Al concetto di SEO si affiancano quelli di SEM e Web Marketing. Detto della prima (‘Search Engine Marketing ‘) l’insieme delle attività messe in atto da un professionista dei motori di ricerca allo scopo di migliorare il posizionamento delle pagine di un sito web sulle pagine dei risultati organici (anche detti risultati naturali)
risultanti dai motori di ricerca – cioè non riconducibili a ‘strumenti a pagamento’ -, come Adwords o Adsense, Web Marketing indica invece le azioni di carattere commerciali – attuate per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web tramite i motori di ricerca.

Web semantico e Reti Semantiche

(lunedì 28 gennaio)

Web Semantico e Reti Semantiche

La necessaria specializzazione degli algoritmi che è sotto gli occhi di tutti gli operatori di settore (e non conosce sosta !!) volta a a fornire risultati sempre più precisi e attinenti a quello che è l’intento di ricerca dell’utente ha determinato il passaggio al ‘Web Semantico’ mediante cui, oltre che ad una riorganizzazione. si realizza pure una revisione strutturale della pagina web.

Con il termine web semantico, termine coniato dal suo ideatore, Tim Berners-Lee, si intende ‘la trasformazione del World Wide Web verso un ambiente dove i diversi tipi di contenuti (dalle pagine HTML alle immagini) vengono semplificati e, tramite associazioni ad informazioni e dati (metadati), convertiti in un formato adatto ad essere compreso e interpretato da un motore di ricerca‘ (rif.: www.wikipedia.org).

In questo modo, saranno possibili ricerche più evolute delle precedenti, basate sulla presenza nel documento di parole chiave, e altre operazioni specialistiche come la costruzione di “reti di relazioni“.’

Per stare al passo con un mondo in cui il linguaggio è via via sempre più complesso (“termini neo-nati si accompagnano a vecchie parole le quali vengono tuttavia utilizzate per definire nuovi significati”), il World Wide Web ha trovato la sua “carta vincente” nel creare una associazione tra tutte le differenti informazioni, internet è stato in grado di rivoluzionare la possibilità di passare da un testo ad un altro grazie ai link, che permettono di cliccare su una parola per essere catapultati su altre pagine che ne possono spiegare il significato, dare informazioni.

Una Rete Semantica è una forma elementare di rappresentazione della conoscenza. Schematicamente, è un grafo formato da vertici, che rappresentano concetti, e archi, che rappresentano relazioni semantiche tra i diversi concetti‘ (rif.: www.wikipedia.org). Nate inizialmente come applicazione a supporto dei calcolatori per la traduzione “comprensibile” dei linguaggi naturali, dagli anni Sessanta le ‘Reti Semantiche’ hanno cominciato ad assumere rilevanza culminando nell’enunciato di un certo M. Ross Quillian.

In una definizione di fine anni Novanta, Tim Berners-Lee ammise come ‘i pionieri del web ricorderanno bene come fosse allora articolato effettuare ricerche, sulla meticolosità necessaria nello scegliere le keyword giuste e del pericolo che poi comunque i risultati non corrispondessero a quanto voluto’. ‘Nel web semantico, invece, a ogni documento – che sia un file, un’immagine, un testo – sono associate informazioni, metadati, che, fornendo un contesto semantico appunto, ne rendono più facile l’interrogazione e l’interpretazione automatica, da parte di un motore di ricerca.’


Il web semantico è un web a misura di utente


Ivano Di Biasi afferma che il web semantico è “un metodo per comunicare diversamente con il motore di ricerca, per dargli i dati già pronti ed evitargli di doverli capire da solo analizzando i testi. Un modo, ancora, per rendere più facile a Google acquisire informazioni rapidamente, dal momento che i contenuti aumentano a dismisura ogni giorno, e dare anche i risultati più rapidamente, avere le risposte esatte a ogni esigenza degli utenti“.

Il Web Semantico apre ad una nuova frontiera del web: Web 3.0. Si può pensare a un Web 3.0 dunque per indicare una serie di cambiamenti che di fatto assumono una rilevanza indiscutibile ed inedita se si pensa a come si intendeva il web in passato, a com’era concepito, per l’utente e le sue esigenze.

Intelligenza informatica e Web semantico

Nello specifico, nel mondo informatico, si parla di intelligenza semantica per indicare quelle tecnologie in grado di trasformare informazioni non strutturate, ad esempio i diversi contenuti di un sito web, in un insieme (database) di informazioni strutturate che può essere interpretato ed elaborato automaticamente… ciò è reso possibile dalla combinazione di analisi semantica e codici di mark-up. Dunque, esiste una analogia fra le cosiddette Reti Semantiche e Web Semantico.
Su di essa si basa il concetto di Web 3.0: il World Wide Web si trasforma in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini e così via) diventano interpretabili, cioè vengono associati a informazioni e metadati che ne specificano il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione, all’interpretazione e, più in generale, all’elaborazione automatica.

Riferimenti e approfondimenti:

https://www.insidemarketing.it/web-semantico-caratteristiche/

http://www.x-manager.it/2097

Domenica di … doppio impegno

(lunedì 28 gennaio)

Bella partita delle “pulci” dell’under 13 di federazione che stamane ospitano la formazione di Scag Laveno; ritrovo – col senno di poi – una squadra ben coesa, capace di buoni scambi ed ordinata nel gioco … bravi coaches !! Personalmente, posso dire un piacere vederle impegnate dal cadrèghin, seguire ogni palla che arriva nella loro metà campo e non rinunciare ad arrivarci come pure la determinazione nei movimenti non indugiando negli attacchi .. da migliorare (con pazienza !).
(17-25 / 23-25 / 2-22 /22-25)
Partita “testa-coda” questa, con Laveno in clssifica all’inseguimento di Ternate e Orago prima della classe,Vivi Blu Volley praticamente fanalino di coda.
Per come le ragazze si dispongono e tengono il campo e per le dinamiche di gioco che si apprezzano, risulta una bella psrtita: segno del buon lavoro svolto dai coaches Manfredi e Pozzi senz’altro ma anche dall’impegno e volontà che ci mettono le giovani atlete.
Dopo un primo set in equilibrio (1-2, 3-4, 6-7, 8-9…), solo a seconda rotazione il lavoro squisitamente capillare delle ospiti consente alla squadra ospite di ottenere gap importanti (10-1, 17-12, 15-20) …………
Secondo e terzo psrzisle sono i mighliori giocati dalle locali le quali possono contare sul prezioso apporto di centrali e bande.
Già ad inizio del quarto le ospiti sono determinate a chiudee la partita (1-7) ma .. “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”: ecco infatti un bel ritorno delle nostre che nonostante tutto riescono a rientrare (17-14) ma Laveno insiste nel suo pressing e a contenerne il ritorno per il finale 22 a 25.

Nel pomeriggio ppuntamento a Varese San Carlo per “il battezzo” in coppia nell’inedita caegoria under 16 maschile, esordio personsale: di fronte la lovcalr squadra contro Ascor Bettolino.
Ptronabilmente anche per lo spessore delle formaini n campo, l partita scorre via abbastanza tranquillmente __ nonostante alcune situazioni da gestire. Nonostante le poche aspettative di coach Masala, i suoi ragazzi si dimostrano al contrario determinati anche se ogni tanto gli schemi in campo saltano. Partita tranquilla questa, nonostante le aspettative: ambo le formazioni non si presentano eccelse quanto a gioco (vista la giornata di ieri, coach Masala ha chiamato tutti i crismi possibili: neve, parroco con tanto di benedizione iniziale, addirittura s’intravvede una suora !! …). La squadra ospite pur volendo far bene non riesce però a ritrovarsi sul parquet e ad esprimere una grossa qualità di gioco (iniziale 2-0), anche se impeniserisce la squadra di casa. Poi una rotazione fortuita e disattenzioni tattiche di Bettolino consentono a San Carlo di scavare break importanti (12-6, 16-7) .
Ritorno in campo, e di fatto ambedue le formazioni procedono a braccetto fper tutta la prims rotazione (10-9). San Carlo che tenta di rientrsre (11-12, 13-15, 16-16). Al ché, i ruoli si invertono ed è la squadra he ora va “fuori-giri” con il sestetto che si sfilsaccia e perde i riferimenti … Bettolino allunga con un buon break (17-22) per il finale 19-25-
Ol set successivo vede rtangibilmente crescere la tensione dentro e fuori il campo a tutto vantaggio dei locali che vantano subito un buon break (10-5). “‘apparenza inganna” e infatti si e lungi dalla convlusione della fazione: molti infatti gli errori a rete commessi da ambo le prti (7-6)_ La squadra di Varese riesce a mantenere un braeak positivo di di due punti (15-13) che capitalizza per la vittoria finale 25-22.
Si arriva al quarto con i locali che ci credono e già al giro di boa si trovano avanti 10-7. Si prosegue sempre sulla manciatina dei 2-3 punti di scarto . La squadra dell’hinterland non riesce infatti ad essere efficace e a darsi xcontinuitòà (25-21)
Beh non è andata male in questa “Prima”, seppur nei panni di secondo srbitro, ruolo che peraltro mi è servito probabilmente per tastare la gstione della cetagoria_________. Che mi porto a casa sono una indubbia presenza dell’arbitro nelle dinamiche che avvengono nei pressi della rete e nondimeo sotto e sopratutto sopra di essa, un maggior lassismo dietro i tre metri.

Bella partita delle “pulci” dell’under 13 di federazione che stamane ospitano la formazione di Scag Laveno; ritrovo – col senno di poi – una squadra ben dinamica ed ordinata nel gioco … bravi coaches !! Un piacere apprezzarne l’impegno dal cadrèghin, seguire ogni palla che arriva snella loro metà campo e non rinunciare ad arrivarci come pure la determinazione negli attacchi .. velleità non sempre ripagate (da migliorare .. con pazienza !).
Partita “testa-coda” questa con Laveno all’inseguimento di Ternate e Orago prima della classe, Vivi Blu Volley praticamente fanalino di coda.
Per come le ragazze tengono il campo e si muovono e per le dinamiche che si apprezzano, risulta una bella partita: segno senz’altro del buon lavoro svolto dai coaches Manfredi e Pozzi ma indubbiamente anche dell’impegno e determinazione delle giovani.
Dopo un primo set in equilibrio (1-2, 3-4, 6-7, 8-9…), solo a seconda rotazione il lavoro squisitamente capillare delle ospiti consente a Laveno di ottenere gap importanti (10-1, 17-12, 15-20) per il finale 17-25.
Secondo e terzo parziale sono i migliori giovati dalle locali le quali possono contare sul prezioso apporto di centrali e bande.
Già ad inizio del quarto le ospiti sono determinate a chiudere la partita (1-7) ma .. “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”: ecco infatti un bel ritorno delle nostre che nonostante tutto riescono a rientrare 17-14) ma a mettere apprensione sì; Laveno insiste nel suo pressing e a tenerle a debita distanza per il finale 22 a 25.

Nel pomeriggio appuntamento a Varese San Carlo per “il battezzo” in coppia nell’inedita categoria under 16 maschile, esordio personale: di fronte la locale squadra contro Ascor Bettolino.
Probabilmente anche per lo spessore delle formazioni in campo, la partita scorre via abbastanza tranquillamente nonostante alcune situazioni “da gestire”. Nonostante le poche aspettative di coach Masala, i suoi ragazzi si dimostrano al contrario determinanti anche se ogni tanto gli schemi in campo saltano. Partita tranquilla questa, nonostante le aspettative: ambo le formazioni non si presentano eccelse quanto a gioco (vista la giornata di ieri, Masala ha chiamato tutti i crismi possibili: neve, parroco con tanto di benedizione iniziale, addirittura s’intravvede una suora !! …). La squadra ospite pur volendo far bene non riesce a esprimere una grossa qualità di gioco (iniziale 2-0), anche se impensierisce la squadra di casa. Poi una rotazione fortuita e disattenzioni tattiche di Bettolino consentono a San Carlo di guadagnare break importanti (12-6, 16-7).
Ritorno in campo, e di fatto ambedue le formazioni procedono a braccetto per tutta la prima rotazione (10-9). San Carlo che tenta di rientrare (11-12, 13-15, 16-16). Al ché, i ruoli si invertono ed è la squadra di casa che ora va “fuori-giri” con il sestetto che si sfilaccia e perde i riferimenti … Bettolino allunga con un buon break (17-22) per il finale 19-25.
Il set successivo vede tangibilmente crescere la tensione dentro e fuori il campo a tutto vantaggio dei locali che vantano subito un buon break (10-5). “l’apparenza inganna” e infatti si è lungi dalla conclusione della frazione: molti infatti gli errori a rete commessi da ambo le parti (7-6). Peraltro, la squadra di Varese riesce a mantenere un break positivo di due punti (15-13) che capitalizza per la vittoria finale 25-22.
Si arriva al quarto con i locali che ci credono e già al giro di boa si trovano avanti 10-7. Si prosegue sempre sulla manciatina dei 2-3 punti di scarto . La squadra dell’hinterland non riesce infatti ad essere efficace e a darsi continuità (25-21).

Beh non è andata male in questa “Prima”, seppur nei panni di secondo arbitro, ruolo che peraltro mi è servito probabilmente per tastare la gestione della categoria. Che mi porto a casa sono una indubbia e necessaria presenza dell’arbitro nelle dinamiche che avvengono nei pressi della rete e nondimeno sotto e sopratutto sopra di essa, un maggior “buonismo” dietro i tre metri.

Trenta candeline per la Corale Amadeus [BETA]

Chi canta prega due volte !’ – diceva S. Agostino. La musica e il canto sono da sempre legati alla preghiera, ‘una maniera di accostarsi’. Ancora oggi la musica è una parte fondamentale delle celebrazioni della Chiesa, a cominciare dalla Messa. Ma si tende ad andare oltre, esigenza imprescindibile per l’apertura e la sopravvivenza del coro e dei cantori stessi e il compiacimento non solo dei fedeli ma anche di un pubblico più allargato.
Motto che si è rivelato poi “filo conduttore” e cammino per la genesi del gruppo.
Chi canta prega due volte !’ – ricordava anni or sono il nostro “il fu” Arcivescovo don Mario Binda – nostro primo sostenitore -, in occasione del concerto tenuto dalla Corale Amadeus per la dedicazione del nuovo altare e della chiesa di S. Lorenzo di Canonica di Cuveglio (anno 2000), occasione per riproporre il ‘Gloria’ di Antonio Vivaldi e il ‘Cantique di Jean Racine’ di Fauré.

Dedicazione-ChCuveglio-2000-1-of-5

“Amarcord”
“Amarcord”

Il prossimo settembre la Corale Amadeus taglierà il traguardo dei trent’anni di attività: trenta candeline di una passione che ognuno di noi ha voluto mantenere viva in sè e mettere a disposizione della comunità.

Correva l’anno 1989 quando la passione per il “belcanto” che le animava e lo stare insieme alla base dei cori parrocchiali di Rancio Valcuvia e Cuveglio portò alla costituzione della Corale Amadeus, al fine di accompagnare le principali funzioni religiose delle due parrocchie.
Passione e stare insieme che sono rimasti valori indissolubili e innegabili nel corso dei trent’anni trascorsi, collanti nei “tira-e-molla” che possono accadere.

Concerto della Corale Amadeus diretta dalla prof. Tabacchi ad Arcumeggia

Dapprima sotto la direzione della prof. Michela Tabacchi, dal settembre del 1993 si è registrato il “passaggio di testimone” al M° Loris Capister

Da allora via via il coro, animato da fervidi legami di amicizia e unità, ha conosciuto un nuovo slancio (a merito della ventata di novità e “passione” portate dal Maestro) a cominciare dall’organizzazione di un importante (e prezioso) corso sulla vocalità tenuto dal tenore Diego D’Auria che ha dato il la alla preparazione di brani più impegnativi.

“Pietre miliari” della Corale Amadeus sono la ‘Missa Brevis KV 259’ di Mozart, ‘Dies Irae’, ‘Lacrymosa’ e ‘ Ave Verum’ omonime; senza dimenticare dall’Halleluja’ di Georg Friedrich Haendel – nelle due versioni – e il ‘Gloria’ di Antonio Vivaldi.

Poi, l’occasione presa al volo di accompagnare una messa al Duomo di Milano (1997), sfoggiando l’esecuzione dell’Halleluja (nell’iniziale versione italiana) appena “nata”.


Ha così potuto tenere diversi concerti proponendo repertori sia sacri sia profani, da accostare ai primordiali brani dei vari tempi liturgici, spaziando perlopiù dal Seicento ai secoli successivi, arrivando a toccare le pagine più importanti dei grandi compositori dell’epoca (Mozart, Beethoven, Vivaldi, Bach, Saint-Saens, Fauré, Verdi, Donizetti, Perosi), presentando raccolte e brani talora di non facile levatura. Non rinunciando però a fare dei passi all’indietro alla riscoperta di piccole brevi “chicche” (Personent Hodie’, ‘Adventi Enek’, ‘Deck the Hall’, ‘Ding Dong’) anche dal carattere goliardico (‘Capriciata a tre voci’, ‘Insalata italiana’).

Il repertorio si è successivamente arricchito di alcuni arrangiamenti del Maestro: ‘Ave Maria’, ‘Jingle Bells’, ….

Dal 1998 si sono susseguite occasioni di collaborazione con diverse formazioni strumentali come l’Associazione Mozart e l’Orchestra Filarmonica Europea diretta dal M° Marcello Pennuto, l’orchestra da camera ‘Il Setticlavio’di Nerviano e l’orchestra ‘dei Due Laghi’ di Luino, avvalendosi all’occorrenza di voci soliste.

W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Kyrie’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000
W. A. Mozart, Missa Brevis KV259: ‘Agnus Dei’, accompagnamento orchestra ‘Il Setticlavio’ – Chiesa di S. Lorenzo in Cuveglio, 17 dicembre 2000

Da ricordare nello stesso anno il concerto tenuto presso la Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA), gioiello del FAI dove, con la collaborazione della pianista Chiara Nicora, sono state eseguite in particolare una parte del ‘Gloria’ e la celeberrima Halleluja di Haendel.

Nel dicembre del medesimo inizia pure un rapporto di collaborazione ‘più stabile’ con il M° Marco Cadario, eccellente pianista ed organista di fama pressocché internazionale per gli svariati concerti in giro per il mondo
(recentemente tra l’altro abbiamo festeggiato i venti anni di collaborazione con lui !) e con il soprano Antonella Romanazzi, talentuosa voce solista, altrettanto riconosciuta e la quale ha recentemente registrato un cd.

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Dal 2002 al 2004 l’esperienza si è arricchita della partecipazione del Coro del Politecnico di Milano.

25.01.2003 – Concerto con il Coro del Politecnico Chiesa di S. Giulio, Cittiglio

Negli anni successivi ecco il repertorio della corale si arricchisce con l’inserimento di alcuni brani in lingua (‘Praise to the Lord’, ‘Cantique de Jean Racine’, ”Oh holy night’, ‘Tonight’, ..), non sempre facili da assemblare e, messo alle spalle l’esperimento dei generi ‘Gospel’ e ‘‘Spiritual’, ‘aprire’ a brani di derivazione anglofona e afro-caraibica, propri della tradizione locale (‘Thank you for the Christmas’, ‘Esti Dal’, ‘Tonight___’, ‘Mele Kalikimaka’, ‘Praise to the World’, ‘Joy to the world’, ‘Oh holy night’, ___. Fino ad arrivare più recentemente allo ‘Short festival’ e ai due imperiosi ‘Te Deum’ di Mozart e Haydn e all’Halleluja’ di Beethoven, sontuose e impegnative esecuzioni.

La Corale Amadeus ha avuto occasione di esibirsi in concerti sia in Italia che in Svizzera e in Francia a Ronchamps, in occasione del gemellaggio del comune di Cuveglio con la cittadina d’oltralpe sita nella regione dei Volsgi; in particolare uno tenuto nella meravigliosa Cappella di ‘Notre Dame du Haut’ di Le Courbusier dove ha eseguito in prima assoluta il ‘Te Deum’ di Mozart.

Ha partecipato per alcune stagioni alla rassegna provinciale “Provincia in Musica” organizzata da Anbima e dalla provincia di Varese, e tradizionalmente a concerti natalizi sia presso la parrocchiale di Cuveglio (‘Concerti di Avvento’) che in paesi limitrofi.

Dal 2000 si sono aggiunti ai coristi il M° Gianluca Fortino e Elena Guarneri. Due punti di forza dal momento che il primo, forte di una significativa preparazione anche come strumentista e conoscitore della musica, riveste inoltre il ruolo di accompagnatore proponendo al pubblico l’accostamento con strumenti particolari; Elena Guarneri talora ha seguito il coro con esecuzioni all’arpa.

Memoria storica della Corale è Rita la quale, nonostante tutto, non manca mai di rallegrarci con il suo impegno e dedizione (chiedere a lei per un excursus sui nostri concerti e .. gesta!!).

Costituitasi in forma associativa nel 1999, suoi presidenti nel corso degli anni sono stati Angelo Maffenini (dal 1999 al 2005) e attualmente Carla Pellegatta.

Con questo passo, per la Corale è stato possibile costituirsi anche come ente organizzatore e promotore di iniziative culturali e di musica, portando in loco anche esibizioni inedite o accompagnando addirittura alla riscoperta di generi sopiti.

Ha cercato anche di avviare degli scambi con altre corali (ad esempio con Tavernola Bergamasca) e occasionalmente con il coro ‘Giovan Battista’ di Caravate diretta dal M° Enzo Cadario.

Folgore Bosto sfrutta il fattore campo per l’ultima

(domenica 20 gennaio)

Ultima di campionato invernale oggi pomeriggio a Bosto. Chiusa la “parentesi” al Centro Giovanile San Carlo, oggi la designazione mi porta in un altro quartiere della città, nella palestra di Folgore Bosto: ad attendermi la compagine u16 locale contro le coetanee di San Marco.
Nessuna ambizione particolare in gioco, solamente voglia di emergere dell’una o dell’altra a conclusione del torneo invernale.
Folgore ha dalla sua il fattore campo – come si dice – ma deve comunque faticare per avere la meglio sulle avversarie che nei quattro set giocati si trovano sempre davanti impensierendo la panchina di coach Sgrò. I ritmi non sono peraltro eccessivi fra le due squadre, al contrario l’intensità è tangibile e si denotano buoni scambi qua e là: anche se le locali ritornano ricucendo i gap iniziali, San Marco non è da meno ed anzi si batte fino all’ultima palla (primo set i vantaggi 27-25), mentre affiora la tensione nelle giocatrici apprezzabile nei diversi errori a servizio o a rete di ambedue. Il ritorno in campo vede ancora Folgore con qualche handicap nella fase iniziale ma riesce poi a gestire agevolmente la pratica (25-13).
Nel terzo periodo San Marco scava subito un gap di +4 , preambolo di quello che sarà l’epilogo del parziale (20-25).
Nel successivo invece Folgore viene fuori con tutta la sua caparbietà a iniziare da un buon servizio e picchiando forte con un bel gioco sulla diagonale lunga e con le centrali, benchè le ospiti punto su punto tentino di riavvicinarsi per cercare il tie-break (25-22).
Dal punto di vista arbitrale, gara sostanzialmente tranquilla con pochi interventi da sanzionate per ambedue le formazioni.

10 anni con le PGS

(giovedì 17 gennaio)

Il prossimo 19 gennaio (andando a memoria) spegnerò le 10 candeline “da un cadrèghin”, un piccolo ma significativo traguardo per me, vuol dire “tanta volontà nel riuscire e migliorarsi .. sempre” “mettersi in gioco“, a testimonianza di vivere ‘in prima persona’ una passione non fine a se stessa ma che “costruisce”, edifica anche chi indossa la maglia: nello stesso periodo infatti 10 anni fa, con altri colleghi che ancora oggi quasi tutti come me si prestano diligentemente per questo servizio non sempre facile da interpretare e ‘gestire’, si è sostenuto il famoso “esame” di abilitazione.
Poi, ognuno ha seguito la sua strada, inseguendo le proprie aspirazioni effettive dettate dall’istinto e sicuramente dal proprio “itere”, dunque se continuare nella carriera arbitrale piuttosto che vivere la pallavolo dal campo più a stretto contatto con i ragazzi, chi ha preferito altre strade.

Chi ha diretto più partite (quindi una maggior “specializzazione”, a più livelli in meno tempo) chi di meno, ma questo prescinde dalle proprie disponibilità e ‘bacino di copertura’ (comunque io quasi 350 partite da arbitro ufficiale, più 94 come dirigente di società).
Aldo, Francesco, Roberto, Francesco, Paolo, Clizia, Paola, … gli amici che con me hanno condiviso quel percorso allora e che oggi ognuno sta vivendo a modo suo, dentro o fuori da un campo da gioco.

Personalmente, una scelta fatta all’epoca per sentirmi ‘attivo’ in un ambiente nuovo appena scoperto ma da cui subito mi sono sentito attratto, quello della pallavolo, iniziato con la costituzione di una società giovanile, e che col senno di poi rifarei 10 100 volte ancora !

Si badi non un cammino a sè stante, dal momento che come per tutte le cose ” l’esperienza te la fai sul campo ! …” – e mai più che in ambito sportivo queste parole sono veritiere. Grazie ai nostri mentori poi – Stefano, Angelo, Elisa, Paolo – che ci hanno affiancato e inizialmente “tutelato” sui campi da gioco, per il senso di rsponsabilità – educativa eprima e sportiva poi, nel segno delle Polisportive Giovanili Salesiane – che ci hanno passato, per i loro insegnamenti, ..

Essere arbitro è una responsabilità ancor prima che dire meramente ‘un ruolo’: sul campo da gioco occorre sempre saper miscelare quella giusta dose di fermezza con quella del ‘buon senso’ (altro talento che si apprende e si apprezza strada facendo), che se vissuti appieno regalano tante soddisfazioni (e qualcuno più grande di me ne sa qualcosa ! …).

Il Sublime

Bellezza sublime

traspira e trabocca

dagli occhi tuoi ridenti e fuggitivi.

Il Tuo sorriso

è Perla tra le Perle,

custodita gelosamente dall’estimatore

Che ne soppesa il Valore.

Trionfo dell’Amore

e Vanto

per chi può anelarti.

Tra due fuochi ….

(sabato 5 gennaio)

Decisione rimandata di un anno, “voglia di rilanciare” una passione difficile da levarsi ! Ora, per motivi personali .. o “anno sabbatico”, mi ritrovo a dover prendere una decisione di fondo, quasi una “svolta” sulle mie abitudini.
Lo sport si sa da sempre è fonte di benessere oltre che di “medicina” per la persona contro le famose ‘tossine’ e lo stress accumulato e il proprio vissuto quotidiano. Ebbene, proprio quest’ultimo aspetto richiama immediatamente i benefici che scaturiscono dall’attività fisica, a contatto con la natura,e più specificamente penso alla corsa, il “podismo” come si preferisce chiamarlo da un punto di vista amatoriale …
Hobby che mi ha sempre affascinato (e chi non si fa i suoi miti – irraggiungibili o che si vorrebbe emulare -, … da cui imparare o da trarre ‘fonte d’ispirazione ‘ ?).
Ed è così che dagli anni Novanta mi sono aggregato al Piede d’Oro, circuito amatoriale di camminate/corse podistiche qua e là per la provincia di Varese, un sodalizio che dura da più di trent’anni.
Da una decina d’anni poi l’improvvisa passione per la pallavolo, un universo che attualmente mi affascina a 360°: fondatore di una società locale di pallavolo giovanile, diversi i ruoli che copro: dirigente (“supervisore”), segretario, “tuttofare”, arbitro di società nonché arbitro ufficiale PGS.

Due passioni che hanno corso in parallelo finora, l’una vissuta “a ritmo blando, scanzonato senza assillo”, consapevole cioé dei propri limiti, ma che ho vissuto pienamente, l’altro che mi ha fatto vivere il mondo della pallavolo da un’altra angolatura, forse non gradevole ma altrettanto bella e gratificante dal famoso “cadrèghin” …

Il 2019 mi costringe a dover fare una scelta: a dover rinunciare alla corsa, a come l’ho vissuta in tutti questi anni. Non un addio quanto un arrivederci. Non un “taglio netto” ma sto valutando un passo indietro, più o meno importante, da una passione che, anche se vissuta non a livelli d’élite, mi è sempre piaciuta perché ‘mi ha dato molto’: nuove bellissime amicizie, il mettersi in gioco (una volta di più); il volersi misurare con le proprie capacità, il gusto di .. provarci.
Non che sia un veterano, ma tanti ambienti e “cornici” che ho scoperto, luoghi ignoti, le bellezze della natura; unico rimpianto il non avere potuto (o essere riuscito a) immergermi in scenari atipici (penso ai tanti amici che al contrario si sono cimentati in trail piuttosto che gare in montagna per fare degli esempi).

Deliberatamente (.. forse) ma per meglio dire responsabilmente ho preso la mia decisione, che penso molto probabile: da queste righe dico arrivederci ai tanti amici che ho avuto modo di conoscere e con i quali ero solito condividere serenamente e spensieratamente le ore della domenica mattina..

In archivio un’altra stagione di PO

(domenica 11 novembre)

 
 
 Si conclude così l’ennesima stagione di corse del Piede d’Oro, un calendario di 21 gare non privo di interessanti nuovi appuntamenti che hanno aperto a nuovi angoli della nostra provincia.
Una stagione a cui ho cercato di approcciare con convinzione e determinazione, presupposti che nel prosieguo si sono un pò dissolti ahimé ! ….
Un pò di rammarico (..) per non essere riuscito a rientrare nella classifica finale di categoria ma, a parte gli “alti e bassi” dei mesi passati e l’aver saltato alcune tappe, nella parte finale della stagione sono stato un pò … sfortunello ! Resta il piacere di coltivare una passione e di poterla qui condividere con tanti amici !   
… E sullo sfondo .. chissà !

2019: la SEO che sarà

(martedì 6 novembre)

Già il secondo semestre del 2018, disseminato di novità inerenti la parte algoritmica e tendenze di ricerca sempre più dettagliate, ha gettato le basi per quelli che saranno i trend della SEO nel 2019.

La chiave per essere all’avanguardia nel settore della SEO è prevedere i futuri sviluppi con un occhio di riguardo alle mosse di Google. E quindi

  • USER EXPERIENCE

Già dal 2015 con l’algoritmo RankBrain, nato e sviluppato sull’onda del coetaneo e predecessore Hummingbird

, si è fatto un determinante passo in avanti nell’ottica di avere risultati sempre più mirati e soddisfacenti per quelli che sono gli intenti di ricerca dell’utente. Ciò a tutto vantaggio della user experience (o UX) si intende l’esperienza che un utente prova quando interagisce con un qualsiasi prodotto, sistema o servizio, di design, che sia fisico o digitale”.

                  

  1. MOBILE FIRST

L’inversione di tendenza registrata da inizio 2018 a proposito delle ricerche online appannaggio dei dispositivi mobile (60% con punte addirittura del 90% in alcun nicchie) è stato l’impulso per quello che è noto come ‘Mobile First’, cioè la realizzazione di un sito web partendo da quella che è la risoluzione di un dispositivo mobile adattandosi via via alle risoluzioni maggiori, rimanendo fedele cioé al progetto iniziale ma capovolgendo il concetto di Responsive Web Design.

 

  1. CONTENUTI VIDEO

Partendo da un’intuizione brillante ma fondata, un elemento destinato a fare la differenza sarà quello di incentivare l’utilizzo di contenuti video e multimediali, in armonia con una giusta combinazione con i testi.

 

  1. RICERCA VOCALE

Correlata alla importante crescita fatta registrare dal settore mobile è quella delle ricerche vocali. Non più intesa come ricerca di un numero di telefono da chiamare o per comunicare keywords, l’intento che si insegue è di dare comandi attraverso la voce consentendo così di risparmiare tempo (si pensi ad esempio quando si hanno le mai occupate).

 

  1. FEATURED SNIPPET

Effettuando una qualsiasi ricerca su Google per una parola chiave popolare oltre ai canonici risultati organici e a pagamento potrebbero essere mostrati, nella parte superiore della pagina, delle porzioni di altre pagine web che vengono richiamate con lo scopo di dare una risposta diretta alla query. Non essendo a pagamento, l’unico modo per far apparire il featured snippet è ottimizzare il sito.

 

  1. OTTIMIZZAZIONE CONTENUTI E SEO ON-PAGE

I focus finora illustrati non devono però mettere in secondo piano l’ottimizzazione on-page e la qualità dei contenuti, dal caricamento delle pagine all’ottimizzazione dei (meta)tag di una pagina all’evitare contenuti duplicati …

(Rif. www.progettofirenze.com/blog)

 

Col nuovo anno dunque la Seo sarà particolarmente incentrata sull’esperienza utente da mobile e sui contenuti di valore, oltre che su link e menzioni.

Entrando più nel tecnico, non si può non denotare che l’annata in corso ha portato alla ribalta il passaggio al protocollo per la comunicazione sicura “HTTPS” in sostituzione del vecchio “HTTP” (in realtà ancora largamente usato) e il sistema “AMP” (Accelerated Mobile Pages, in verità lanciato già da circa tre anni) “spinto” per velocizzare il caricamento delle pagine su dispositivi mobile.

 

Oltre a questi parametri, dovremo continuare a focalizzare la nostra attenzione innanzitutto su contenuti di alta qualità, sulla lunghezza dei testi, su un equo utilizzo delle keyword, dei link interni e dei vari h2 … h6, sull’uso di una adeguata meta descrizione (da molti ormai reputata secondaria, ma invece talvolta di importanza strategica) e di un valido indirizzo URL, sulla valorizzazione di video e fotografie all’interno delle pagine e, naturalmente, sul confronto continuo con altre realtà concorrenti e sulle intuizioni personali in modo da riuscire ad anticipare proprio la diretta concorrenza.

 

Accanto alla Search Engine Optimization, parlando di segnali di evoluzione non va dimenticato il Content Marketing (“Content is the King”), uno dei pilastri del Web Marketing e che procede di pari passo con la realizzazione di siti web in quanto entrambe le attività sono ‘rincorse” al fine di  fornire ai visitatori ciò di cui hanno bisogno, nella forma migliore possibile.

Se è innegabile che  gran parte delle chiavi di ricerca secche a intento commerciale siano ‘in mano’ ai colossi internazionali (eBay, Amazon, ecc.), diversamente avviene per le ricerche di tipo informativo, alle quali ognuno può rispondere con contenuti approfonditi ed esaustivi per guadagnare la fiducia del proprio pubblico. Le ricerche informative infatti possono nascondere intenti di acquisto utili per i propri scopi commerciali.

Soddisfare query informazionali nasconde la possibilità di diventare autorevoli punti di riferimento per le persone che avranno bisogno di prodotti e/o servizi per rispondere ad esigenze simili. Necessità alle quali si può rispondere offrendo articoli per il blog, ebook, video guide, infografiche.

Investire sul Content Marketing significa puntare sulla costruzione di autorevolezza agli occhi del proprio pubblico attraverso la realizzazione di contenuti realmente utili, originali e di valore. La produzione di contenuti è un processo di costruzione di credibilità e valore che permane nel tempo e che si auto-alimenta per mezzo della continua crescita di notorietà del brand.