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Vedi, a fianco del lago d’Iseo …

(lunedì 18 giugno)

Domenica fuoriporta per il gruppo sportivo del CB S. Andrea che, complice la sosta del circuito varesino di corse del Piede d’Oro, oggi (ieri,ndr) ha preso parte al ‘Giro del Lago d’Endine’ in provincia d Bergamo.

https://www.google.it/maps/place/Lago+di+%C3%88ndine/@45.7789695,9.9190657,12.25z/data=!4m5!3m4!1s0x47815fff63883d2b:0x3dc52d2043822f97!8m2!3d45.779738!4d9.9397537

Situato ad ovest del più blasonato e “gettonato” (ma dimostrerà di non essere da meno) Iseo, Il lago di Èndine, o di Spinone si trova  nella Val Cavallina, Situato a 337 m s.l.m. e presenta una superficie di 2,1 km² (poco più di 1/6 del vicino Iseo); sviluppa un perimetro di circa 14 chilometri ed è diviso tra i comuni di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago.

       

 

Il lago occupa la parte centrale della valle, donandole caratteristiche peculiari tra cui una variegata flora spontanea. Con una forma allungata, il lago è alimentato, com’è tipico dei bacini montani, da numerosi torrenti che scendono dai monti circostanti e ha un unico emissario, il Cherio, che scorre poi nella pianura per andare a confluire nell’Oglio.
Caratteristica come detto la flora: le rive alternano fitti canneti, luogo di riproduzione della ricca fauna ittica e rifugio per la fauna avicola, a piccole spiagge molto frequentate nei fine settimana dai turisti che vi possono piacevolmente sostare apprezzandone gli spazi.
Le acque, sufficientemente limpide, tendono ad assumere un caratteristico colore verde scuro.
L’abitato e il territorio circostante non presentano interesse monumentale di grande rilievo a parte il castello medievale dei Suardi situato a Bianzano, da cui si potevano controllare i traffici sul lago. I piccoli paesi rivieraschi hanno chiesette ricche di opere d’arte. 
Nei giorni più freddi dell’inverno il lago si ricopre di uno strato di ghiaccio e si può percorrere a piedi e in alcuni punti con i pattini o in bicicletta (per quanto vietato dai regolamenti comunali per motivi di sicurezza).

Partiamo di buon’ora per poter raggiungere agevolmente la località di Endine con il suo centro sportivo (con l’autopulmann riusciamo a parcheggiare a ridosso della partenza !) ove è posta la partenza con alcuni “intrusi”, di modo di poter procedere al ritiro pettorali e a fare qualche passo “around”.

 

La “10 Miglia del castello” sul lago di Endine, è una corsa unica nel suo genere, la sua peculiarità sta nel completare il giro di questo, se pur piccolo, grazioso lago.
Il percorso, infatti, è stato pensato per esaltare la bellezza degli scorci lacustri e non, come il castello di Monasterolo e la graziosa Piazza nella frazione San Felice al lago, che si susseguono rapidamente, sottolineando colori, vegetazione e fauna. Lo start della corsa avviene nell’area sportiva di Endine Gaiano, centro che poggia all’estremità nord del lago, nel cuore della Valcavallina, procedendo verso il lago d’Iseo dove si incontra la “Valle del freddo”, caratterizzata da una tipica flora di alta montagna come stelle alpine e rododendri ad un’altezza di 350 mt sul livello del mare, oltre ad un bellissimo borgo e alla chiesa del XXIII sec. Lasciato l’abitato di Endine Gaiano, prosegue slungo la statale verso Ranzanico, dal cui “terrazzo” è possibile godersi l’incantevole lago, circondato da splendidi paesaggi montani.
Proseguendo la corsa incontra Spinone al lago, centro termale famoso per le sue numerose sorgenti di acqua sulfurea, rinomate per le qualità terapeutiche. Superato l’abitato di Spinone, la corsa arriva al suo giro di boa con l’emozionante passaggio all’interno del Castello di Monasterolo, affascinate e tangibile segno di storia Medioevale.
Costeggiando per lunghi tratti il lago la corsa prosegue, prima di transitare per la suggestiva piazza di Monasterolo del castello.
Da qui in avanti le emozioni si susseguono senza sosta, dapprima passando nella piazza di San Felice, ridente frazione di Endine, poi con paesaggi naturalistici a “tu per tu con le rive del lago”, circondati da una natura incontaminata che saprà catturare l’attenzione dei runners fino all’arrivo.

Benché “minore” il lago ci accoglie in tutto il suo splendore oggi !
Quasi 1500 partecipanti alla gara provenienti perlopiù dalle province limitrofe di Varese, Milano, Cremona oltre che ovviamente ad una massiccia dalla bergamasca con qualche presenza straniera (in zona partenza ci si imbatte in qualche conoscenza ‘de no’artri’: Atletica Verbano, GAM Whirlpool e Runner Varese), pronti a sfidarsi su questo tracciato praticamente in linea

 

 

che si articola quasi completamente lungo le rive dello specchio d’acqua ad eccezione di alcuni passaggi disegnati all’interno alternandosi fra asfalto (passaggio sull’attigua statale fino al quinto km) e stradine interne (parte finale) e il piacevole camminamento lastricato del lungolago intervallato da alcune passerelle direttamente sul lago e alcuni ponticelli nei tratti più interni  che ne fa ammirare i riflessi e le peculiarità che la arridono, per uno sviluppo complessivo di quasi 17 chilometri.  

Nonostante la giornata si apra relativamente fresca, e ciò fa ben sperare tutti quanti (!!), allo scoccare del passaggio dalla statale alla sottostante passarella SBBAMMM il sole è là ad attenderci in tutta il suo “splendore” ! Seppur lungo il procedere si alternino  passaggi ombreggiati ad altri più esposti non cesserà di “illuminarci” sino al termine !

      

 

 

 

 

    

Complimenti poi al coriaceo Dante Morandi M75 dell’Atletica Verbano che, unitosi a noi, è arrivato 2° di categoria con il tempo di 1h40’32”, e Rodolfo Bellomo del GAM Whirlpool M60 con 1h15’04”.

Per il prosieguo della giornata, il dopo corsa si consuma spensieratamente in un gradevole agriturismo della zona, prima del rientro.

Il Piede d’Oro abbraccia il Maggiore e il patrimonio borromeo

(domenica 10 giugno)

Stamane altra new-entry nel circuito 2018 del PdO con la ‘Corri sotto la Rocca di Angera’  

 

 

   

 

 

 

 

 

organizzata dal gruppo podistico del 7 Laghi Runners capitanato da Ugo Fantoni.
Dopo la tappa di domenica scorsa sul magniloquente lago di Comabbio, la carovana si dà appuntamento sull’altrettanto suggestivo e imperioso lago Maggiore, con il ritrovo sul lungolago locale.
Giunta alla quarta edizione, quest’anno l’evento sportivo patrocinato dal comitato genitori di Angera ‘cambia il vestito’ entrando nel circuito podistico, modificandone il tracciato da 5 a 10 chilometri, aprendo ad una seconda parte ‘country’. Favoloso scenario ai nostri occhi oggi che si divide fra il verde del prato i riflessi del lago, con cigni e anatre quasi a fare da spettatori al nostro passaggio, e l’azzurro del cielo con sullo sfondo la suggestiva cornice della Rocca !!

 

 

Dopo aver corricchiato avanti e indietro dalla partenza ai parcheggi e aver fatto compagnia a Fabio Casa, mi presento sotto il gonfiabile già prono per andare sotto la doccia ! … l’afa sale vertiginosamente, preludio di quello che saranno i 10 km di giornata !
Dopo il consueto spazio riservato ai bambini con il minigiro, alle 9 il via per gli “over” con il tradizionale contdown rallegrato dallo sparacoriandoli multicolore a salutare la partenza degli astanti .

 

 

Dal centralissimo pratone si procede dunque in direzione della passeggiata prospicente alla sponda per guadagnare, nel giro di poche centinaia di metri, le stradine che, con un andamento a zigzag, conducono verso il centro storico che attraversiamo per intero e attraversando il quale si sviluppano i primi chilometri del tracciato odierno di 10km effettivi.
Risbuchiamo così sulla strada e ripercorriamo al contrario il lungolago per indirizzarci così vero l’oasi della Bruschera che, ad eccezione di brevi passaggi su asfalto, farà da sfondo fino all’ultimo km nuovamente su asfalto e che riporta a percorrere il viale del lungolago precedentemente attraversato.

 

Ed è proprio il sole a gogo a fare da “spada di Damocle”  sull’incedere (.. e le prestazioni) odierno.
A rincarare il dispendio di energie e fiato (“dèsaparecido”) le ultime centinaia di metri con il ritorno verso il gonfiabile sono stati alquanto esasperanti … anche per i top con una sorta di doppio giro prima di tagliare l’arrivo.

Mi sto rendendo conto di non attraversare un periodo di buone sensazioni, e oggi una volta di più ne ho la conferma su di un tracciato in linea, dunque congeniale per un RESET, ma non ne capisco l’origine: ennesima occasione .. persa (ssobbb !!!) … e allora cosa fare ? Sapientemente “tirare i remi in barca”, non strafare e gestire i propri passi, e lasciare maggior spazio ad ammirare “di dentro” i luoghi attraversati e al divertimento offerto da questo momento di condivisione.

Complimenti all’amico Ugo e all’impegno del 7LaghiRunners che hanno saputo proporre un percorso ad hoc ed apprezzato per la loro ‘Prima’, nella cornice del lago Maggiore e della Rocca che sovrasta l’intera cittadina.

Benvenuti alla Camminata ‘GiocaGiugno’ nr 7

(martedì 5 giugno)

Pur non reputandomi un habitué delle serali (del resto meritevoli ! …), stasera partecipazione alla classica Camminata abbinata al ‘Gioca Giugno’ di Cocquio Trevisago, un contenitore che si sviluppa per un mese intero pieno di eventi, dimostrazioni, convivialità, tornei vari … che quest’anno arriva alla XXI edizione.
Visto l’andamento delle temperature nelle ore pomeridiane, c’è un pò d’apprensione per lo svolgimento dell’evento, ma per fortuna con l’avvicinarsi della partenza cala una leggera arietta che ridimensiona le sensazioni.

Da denotare anche una buona partecipazione a questa edizione: staccati più di 70 pettorali !

Ritrovo Walter, Vittorio, Fabrizio, Ombretta, Giovanni dell’Atletica 3V, reduci dalla trasferta in Slovenia per i campionati mondiali master di corsa in montagna, Gaetano Rega e il co-organizer Pasquale Buongallino in borghese, Fouad Touti, Marco Tiozzo, Matteo Raimondi, Antonio Rondinelli, Riccardo Luccherini.

 

 

Quello che più ti sorprende in queste garette è che più sono “di nicchia” (leggi locali) più inaspettatamente si ritrova gente (e amici con cui magari già si condivide la passione del running) di spessore, pronta a darsi battaglia in testa al gruppo sin dai primi metri.
Serale di quasi 6 chilometri che si snoda dal centro giovanile  Sant’Andrea di Cocquio per svilupparsi nei primi 2 parallela alla ferrovia, attraversando la frazione di San Bartolomeo,  e che poi propone un bel profilo altimetrico per la risalita attraverso campagne e boschi a Caldana (‘.. circa 1,5 km di ascesa davvero davvero impegnativa, con tratti in grado di impensierire anche il più incallito degli scalatori ! … Con i quadricipiti che stanno per esplodere, arrivo finalmente allo scollinamento ! …‘ – rubo la striscia dall’articolo del grande PlayB di qualche anno fa).
Nella seconda parte, dopo qualche centinaia di metri in falsopiano, di nuovo tuffo nei boschi con una improvvisa discesa (trovandomela innanzi non capisco se davanti ho un megapozza d’acqua o si tratta verosimilmente di un brusco cambio di piano) dove curare bene gli appoggi per il fondo in ciottolato; quindi di nuovo un tratto più o meno lungo su asfalto prima di svoltare a destra per un altro discesone “da bere tutto d’u fiato” per le ultime centinaia di metri.
Bella atmosfera quella offerta da questa serale di inizio giugno, non molto affollata devo dire e dunque affatto caotica, ripercorrendo un tracciato gradevole e affatto monotono !  

          

Alti numeri sul lago di Comabbio

(domenica 3 giugno)

Oggi va in scena un “must” del circuito del Piede d’Oro, una gara/appuntamento che, entrata da pochissimi anni nel calendario stagionale, ha sempre il suo fascino con la cornice del lago di Comabbio;

    

se poi ci metti una giornata come quella odierna, che offre appieno di goderne, con i cigni e le anatre in bella mostra ! …. A Ternate va in scena la ‘Corri con Samia’, giunta alla 4^ edizione, undicesima tappa del circuito di podismo del varesotto, sull’inusuale distanza di 12 km e spicci.
Fortunatamente, visto lo spauracchio delle previsioni meteo dei giorni scorsi (!!), la mattinata si presenta abbastanza fresca e poco umida …. ma sono solo le 8 ! .. e infatti, la seconda parte sarà … ben baciata da sole.
Come consuetudine, giungo al ritrovo del parco Berrini di buonora: tra me e me penso una buona occasione per passeggiare un pò lungo il largo viale interno e godersi l’atmosfera …., prima di dare il via alle solite pratiche. A grappoli il viale antistante la partenza animata dallo speaker Andrea Basoli si riempie di tanti astanti e amici.
Ritrovo Ruggiero il segretario del gruppo e poi vedo sopraggiungere il resto della banda: Graziella, Gianluigi e moglie, Franco, Gianfelice, Giovanna e Osvaldo (??) . Nel frattempo noto che sotto al tendone  aumenta la lunghezza della coda per le iscrizioni giornaliere, preludio al ‘soldout’ che verrà raggiunta dalla manifestazione (1000 partecipanti, come diranno poi Marco Rampi – fautore del gruppo ‘Africa&Sport’ – e il sindaco di Ternate accorso per le premiazioni).

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L’atmosfera si anima, gente di qua gente di là: primo fra tutti, il caro amico Massimo Riva “da quei di Malnate’, poi Arturo Barbieri a immortalare le nostre gesta,Giuseppe Bollini, Antonio Vasi, Simone Prina con famiglia al seguito. Ecco Mirco, il #maidomo Dante Morandi, Mauro Toniolo, Stefano Beltramello e Graziella Lella dell’Atletica Verbano, “#lostyloso” Riccardo Luccherini, Vincenzo Lo Presti dell’Atletica Arcisate, Ugo Fantoni e gli amici del 7LaghiRunners, Massimo Fontana della DiBi,Michele, Daniela e Paolo della Whirlpool, Samuele, Barbara e la banda della Podistica Mezzanese, Sergio, Alessandro e Franca dell’Aermacchi, Giuseppe Ramundo, Omar Spoti e famiglia, Fabio Casa con Diana e Ari, e poi ancora la “#belé” Lorena Castiglioni sorridente. Inaspettatamente trovo pure due compaesani: Christian Boscariol e Sergio Simioni.
Una manciata di minuti dopo le 9 va in scena lo “spettacolo” del minigiro, che calamitizza sempre la partecipazione anche di noi grandicelli e che oggi vede una buona partecipazione ….
Alle 9.30 è il nostro turno: anche quest’anno si procede in senso orario per affrontare il giro del lago, giusto un 200 metri per guadagnare l’uscita dal parco e … fuoco alle polveri (.. per gli audaci !!).
il tracciato si snoda quasi completamente a ridosso dello specchio d’acqua, completamente immerso nel verde che circonda l’habitat circostante, attraversando i comuni che vi si affacciano: oltre a Ternate, Varano Borghi, Corgeno, Mercallo e Comabbio.

Percorso impropriamente tranquillo o, capovolgendo l’espressione, che non presenta asperità di rilievo, fatta eccezione di qualche tratto che riporta a “quota sede stradale” e gli ultimi cinquecento metri che riportano nel parco.

Nella parte centrale la ciclopedonale del lago di Comabbio si congiunge con quella che invece va verso il lago di Varese.

Al terzo chilometro (prossimità di Corgeno) circa incontriamo come ogni domenica degli amici Aldo e Renato con l’EoloTime.

Suggestivi e “leggiadri” alcuni passaggi sull’itinere: il tanto verde attraversato, i ponticelli, …, l’incantevole pontile “sospeso” sullo specchio che ci accompagna alle ultime centinaia di metri
Le mie premesse erano di ritrovare con il percorso odierno il giusto passo, dopo le (s)faticaccie delle ultime settimane e a qualche strano malessere (nulladike!! ttraaa)  che hanno reso più complicati del previsto gli ultimi appuntamenti, ma purtroppo mi devo ricredere dopo poco: non tanto perché ‘manca fiato’ ma perché avverto continuamente una strana sensazione che mi porta a “bloccare il passo”, rallentare la frequenza !! …. ‘Oggi’ – ogni tanto mi ripeto – ‘va così !! …’
Importante è divertirsi – a prescindere dal risultato -, è una convinzione che ormai “umilmente” sostengo da diversi anni, ma ciò non toglie che ci si voglia mettere (comunque) in gioco, alla prova con sè stessi …. e oggi era una ghiotta occasione.

La ‘Camminiamo Insieme’ e le sue mille emozioni

(domenica 27 maggio)

“Non camminare davanti a me, potrei non seguirti. Non camminare dietro di me, non saprei dove condurti. Cammina al mio fianco e saremo sempre amici.” (Albert Camus).     
Questo il motto della manifestazione – ripreso poi dal sindaco della comunità – che ha fatto da sfondo ad una ennesima giornata di festa _____________ che è la ‘Camminiamo Insieme’ organizzata in maniera impeccabile dai tanti volontari dell’istituto Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago coadiuvati da Davide Passeri,  Claudio Pedroni, Claudio Binda ed Emidio Novali unitamente a protezione civile, giunta alla 16^ edizione e valevole come 10^ tappa del circuito del Piede d’Oro,. Di una vera festa si tratta parlando dell’appuntamento dell’istituto n quanto, riprendendo le parole di Davide ed Emidio congiuntamente con quelle del primo cittadino, la manifestazione partita in sordina anno dopo anno si è voluta proporre come occasione per accostare ad un classico appuntamento sportivo come quello del PdO un’opportunità di “outdooring”anche per gli ospiti dell’istituto di cimentarsi anche loro, su di un idoneo percorso, in questa giornata di sport, aiutati dai familiari e collaboratori.
Dopo svariate edizioni in cui il meteo,, in una maniera o nell’altra, ha guastato questo momento di festa aperta a tutti, stamane è stato annoverato “Scipione” – leggi sole a gogo – per fare da cornice alla manifestazione in tutto il suo splendore.

Appena arrivato un caloroso saluto a Emilio Sonzini, collaboratore da diversi anni della Sacra Famiglia e oggi uno dei volontari che spingeranno le carrozzine, come faranno ancheSimona Agnisetta e la moglie di Renato. Mi dirigo da Ruggiero per ritirare il braccialetto di giornata quindi alla spicciolata ecco arrivare gli altri del gruppo: Franco, Gianfelice, Silvio e Marcella, Giò e consorte e Pasquale, e i vacanzieri Antonio e Aureliana. Tanti poi gli amici che ritrovo: a cominciare da Massimo Riva, poi Giuseppe Bollini che sta facendo PR con Lorena Castiglioni (o viceversa), Omar Spoti e la sua band; poi Gianni, Francesca, il coriaceo Giorgio Montalbetti e gli altri del 7 Laghi Runners, Giovanni, Samuele e la PM, Giorgio e Paolo compaesani, Vincenzo Lo Presti , …. Mirco , Renato Pegorin , Clizia Rodari, Marco Negri dell’AV. Ritrovo il mitico Costantino che, alla faccia del profilo odierno, … vuol dire la sua !!

Dopo la fotona di rito sotto il gonfiabile, ecco partire il classico minigiro per i bambini completamente all’interno dell’istituto: non bastasse la calda atmosfera che già ci attornia, anche per cercare un pò di fiato mi accodo ai piccoli partecipanti, introdotti dallo speaker Andrea Basoli, i quali a loro volta seguono il Fiurash-apripista.

Percorso confermato in toto articolandosi lungo il territorio comunale di Cocquio Trevisago attraversando le varie frazioni e passando lungo stradine interne e sentieri che le uniscono, ad eccezione di due piccole varianti: una che, oramai giunti nella seconda parte del percorso, ci portava a correre parallelamente ai binari delle Ferrovie Nord con conseguente brusca risalita alla località San Bartolomeo rimpiazzata da un “passaggio in quota” e la seconda giunti ormai a ridosso della “passarella” finale all’interno dell’istituto, un dentro-fuori che ci porta ad attraversare un pò più sopra un pratone che ridiscende verso il cortile stesso.
Dopo una ultima settimana non al “top” e le ultime passate con pochi allenamenti nelle gambe, approccio a questa gara certo non una passeggiata con l’imperativo di gestirla, portandola “saggiamente” a termine.
Alle 9.30 la partenza dall’interno del parco: dopo il count-down e il successivo allegorico sparo di coriandoli a salutare i partenti, giù a manetta (…) – come l’impagabile OmarIX – per guadagnare l’uscita e poi la sede stradale che immette su un lungo rettilineo di 600 metri circa in dolce ma progressiva salita al termine di cui è posta la deviazione fra il percorso corto, che ridiscende verso il paese di Cocquio, e il lungo per il quale gli astanti procedono ancora in salita, più impegnativa, per qualche centinaia di metri, prima di buttarsi in uno dei pochissimi tratti dove è possibile recuperare .
Qui arriviamo all’Eolo Time degli amici Aldo e Renato, svolta a destra e si attacca la tremenda scalinata che risale dalla parte boschiva alla frazione di Caldana, dapprima con i suoi larghi gradoni e poi imperdonabile come sempre nella seconda parte, dove gli scalini si fanno più stretti e ripidi, aprendo peraltro ad una magnifica vista panoramica con il lago di Varese a fare da sfondo.
Attraversamento di strada ed eccoci sulle stradine interne della frazione soprastante prima di ridiscendere verso la provinciale e così passare dall’altra parte per perdersi poi nella “parte country” di Caldana: quindi diversi tratti in discesa per ‘riguadagnare quota’ glissando poi , gradevolmente, la parte che corre parallela alla ferrovia peraltro con una variante non meno impegnativa per quella che può essere la continuità del passo (“stringi i denti e vai !! .. non mollare!”).
Ecco dirigerci verso la casa comunale e quindi le ultime centinaia di metri che conducono a percorrere il perimetro del l’istituto prima di raggiungere il gonfiabile d’arrivo.

Giornata no per il sottoscritto “tirando le fila”. Meglio, poco convincente sin dall’inizio, portandomi poi “gli strascichi” sulla seguente scalinata; cercando poi di riguadagnare quanto perso nella seconda parte ma oggi – complice un mix fra caldo e una condizione poco accettabile non sono riuscito a ‘scuotere’ la prestazione odierna.

Una corsa ‘Gioiosa’

(mercoledì 15 maggio)

Gioia del Colle – 6^ Corri con Gioia

Auciello verso il traguardo

 

La Gioia di esserci, di partecipare, di correre, di divertirsi, di impegnarsi, di ascoltare, di emozionarsi, di arrivare, di reintegrarsi, di ridere, di scherzare, di vivere.

La Gioia di organizzare, di ospitare, di curare ogni dettaglio, di farlo per gli altri, di emozionarsi, di ridere, di piangere, di arrabbiarsi, di premiare, di smontare, di ripristinare.

“Solo” la sesta edizione, ma un organizzazione da classica, da serie A, con l’umiltà di cercare eventuali nei per migliorare per la settima: ecco in poche parole la CorriconGioia.

Era da tempo che non ascoltavo nemmeno una lamentela, i partecipanti hanno gradito e sono andati via più che soddisfatti, dopo una serie di piacevoli sensazioni come indicato nel primo periodo.

Gli organizzatori, i soci della Gioia Running, amano fare le cose per bene, ci mettono cuore, animo a braccia, come descritto nel secondo periodo, e il risultato li premia.

1512 iscritti Fidal (più circa 300 liberi) sono un numero rilevantissimo, considerando quanti assenti ci fossero, impegnati nelle funzioni religiose di questo periodo, dai battesimi alla prime comunioni, che in Puglia sono oramai feste da un giorno intero.

Chi c’era già stato ha commentato che Gioia non tradisce, chi era qui per le prime volta ha detto che tornerà con piacere.

E allora viva Gioia, viva la Gioia Running, viva la CorriconGioia, viva il nuovo presidente Gianni Gemmati che ha compiuto gli anni proprio il giorno della gara.

E poi Michele, Leo, Eugenia, Antonello, Luciana, Giuseppe, Giovanni, Tommaso e… tutti gli altri, tutti coesi, tutti attenti al massimo risultato organizzativo. Quartier generale fissato presso il palazzetto dello Sport “Capurso”, appena fuori città, dove si arriva velocemente e si parcheggia tranquillamente.

Larghi gli spazi anche per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per il ritiro del pacco gara: le code sono brevi per il piacere di tutti. Gara regionale valevole come 9^ prova di Corripuglia, il Campionato regionale Fidal che si basa su 22 tappe nell’intera regione, prevede il costo d’iscrizione pari a 7 euro, per un pacco gara alimentare “ben fatto”.

A disposizione degli atleti alcuni bagni chimici, oltre a bagni, spogliatoi e docce (quest’ultime per il post gara) della struttura.

La novità di quest’anno è la modifica del percorso, con relativa omologazione e certificazione, divenuto più snello e più piacevole, oltre a misurare appunto 10000 metri esatti. La conferma è nell’allestimento di più griglie al via: dopo quella dei più veloci precedentemente selezionati dalla Commissione Master Fidal (con gli atleti contraddistinti da uno speciale bollino posto sul pettorale), altre nove griglie permettono agli atleti rimanenti di schierarsi liberamente e con coscienza secondo il ritmo con il quale vogliono correre (si va dai 4’ ai 6’ al km).

Considerando che nella prima griglia, quella dei più forti, si sono intrufolati tantissimi altri atleti non aventi titolo, c’è da chiedersi se dietro qualcuno abbia accettato di schierarsi, con onestà, nella griglia di competenza o se siano venuti tutti avanti…

Da segnalare la presenza del servizio pacer che guida gli atleti a raggiungere il crono finale desiderato: ecco, proprio la presenza dei pacer della Running Zen, può essere stato un concreto deterrente per le partenza selvaggia, con tantissimi partecipanti a farsi guidare dai “palloncini”, da chi sa dettare i ritmi e condurre gli atleti al raggiungimento del proprio obiettivo.

Comunque, dopo le solite operazioni di vestizione e di riscaldamento muscolare, gli atleti si sono schierati nei pressi della linea di via per la partenza prevista intelligentemente prevista per le ore 9,00.

Temperatura calda ma non caldissima, il cielo è striato da numerosi banchi di nubi, leggero il soffio del vento, si potrà correre insomma in condizioni quasi ideali. E ideale è la voce di speaker Paolo Liuzzi che cita, elenca, nomina, sorride, incita, con la sua faccia pulita e sincera, sempre molto gradito, sempre bravo e partecipe, la classica ciliegina sulla torta per questa appetitosa manifestazione.

Frattanto in zona partenza, fatti schierare gli atleti esattamente dietro la linea di via, non si può partire per un piccolo problema sul tracciato, onde assicurare la massima sicurezza agli atleti; intanto, il sole ha avuto la meglio sulle nubi, oramai domina e picchia sulla testa degli atleti che scalpitano per partire. Pronto l’arrivo di alcune bottiglie d’acqua per bagnarsi, ma giunge il via libera per partite e la pistola del Giudice capo De Lillo dà il via alla competizione.

Vanno via gli atleti e ben presto torneranno, è previsto infatti il passaggio su questo lungo viale al secondo chilometro, in testa come da pronostico Auciello e Minerva, la vittoria è affar loro; al femminile, è in testa Labianca con Tropiano che quasi la tallona.

Tracciato interessante, paesaggistico con l’attraversamento del centro di Gioia, tangendo anche il Castello Normanno Svevo, sostanzialmente veloce e piatto se si esclude qualche naturale saliscendi, con ristoro con bottigliette d’acqua a circa metà distanza, continuamente sorvegliato dagli addetti, blindato al traffico, con presenza di buon numero di spettatori, caratterizzato da dieci punti musica con band locali a suonare dal vivo per allietare cuore e orecchie.

Gradiscono i partecipanti, in tanti mi diranno di non aver quasi sentito la fatica, di aver goduto della musica e di aver corso in maniera felice e spensierata, tranne che nell’ultimo chilometro che a detta dei più sembrava non finire mai.

Ben separato l’arrivo tra competitivi e non, si attende orami solo l’arrivo dei primi, con il buon Paolo Liuzzi che intervalla le sue competenze specifiche con i simpatici interventi di dee-jay Piero, un ragazzone gigantesco che esteriormente con l’ambiente podistico non ha nulla a vedere, ma è sempre pronto alla battuta.

31:33, ecco il crono sufficiente a Giovanni Auciello, 38enne di Palo del Colle tesserato per l’Atletica Casone Noceto, di concludere i dieci chilometri e iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione, tagliando il nastro tenuto dalle due simpaticissime miss, una bionda, l’altra mora.

Dieci secondi di distacco ed ecco arrivare Francesco Minerva, 40enne sempre di Palo tesserato per la Montedoro Noci, sempre molto capace, che trova Auciello ad aspettarlo e così vanno via verso il ristoro. Per entrambi domenica prossima trasferta agli Europei Master di mezza maratona, ad Alicante, in Spagna, speriamo di vederli tornare con una medaglia al collo.

Terzo posto, al rientro sulla strada dopo tanta pista, per Giovanni Susca, il 2000 alberobellese dell’Atletica Amatori Cisternino, il pupillo di Michele Cuoco, che conclude in 33:06, stesso tempo accreditato al quarto, il buon Rosario Livatino, il 26enne bitontino tesserato per l’Athletic Academy Bari, che prosegue nel suo processo di ritorno ai vecchi ritmi.

Serio, bravo e… veloce, Allul Sakine (Podistica Taras) è quinto in 33:46, davanti ad Antonio Amodeo, ragazzone della Asd CorriCastrovillari, in Calabria, ottimo sesto in 34:01. Altre certezza, Vincenzo Trentadue (Dynamyk Fitness Palo del Colle) è settimo in 34:31, davanti al capace Giuseppe Rinaldi (Atletica San Nicandro Garganico), ottavo in 35:00, e al triatleta Vito Perta (GS Paolotti Martina Franca), nono in 35:07. E, a chiudere, sprinta come un matto pur di rientrare nei primi dieci, ecco Antonio Di Giulio (Atletica Paro Canosa), che conclude in 35:13.

Sorpresa in campo femminile: sovvertendo tutti gli unanimi pronostici della vigilia, arrivando quasi in sordina anche per via della capigliatura a zero (come la mia!), non dando neanche la possibilità di collocare il nastro riservato all’arrivo della vincitrice, ecco giungere e imporsi Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), quasi incredula e contentissima come non mai, che chiude in 38:48.

Quasi un minuto di distacco, non pensando neanche più a spingere ma a mantenere la posizione, ecco Francesca Labianca (Alteratletica Locorotondo), chiudere seconda in 39:43. Nel post gara le chiedo cosa sia successo, “ero semplicemente stanca” mi risponde Francesca, porgendo prontamente i suoi complimenti a Daniela, la brava vincitrice odierna (Francesca il giorno prima aveva corso anche i 1500 in pista a Lecce). Ottima prestazione anche per Marie France Zaccheo (Amatori Atletica Corato), che conquista il terzo gradino del podio in 40:49.

Col cuore, oltre che con le gambe, Domy Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) è quinta in 41:23, seguita dalla tenacissima Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport Massafra), sesta in 41:51. Sempre generosa, Titti Amatulli (Montedoro Noci) è sesta in 42:25, a precedere un poker di grandi atlete e grandi donne, sempre alla ribalta ogni domenica, nell’ordine: Mara Lavarra (Amatori Putignano), settima in 42:25; Emma Delfine, ottava in 42:28 e Ornella Donghia, nona in 42:38 – entrambe della Nadir on the road Putignano, e da Marisa Russo (Marathon Massafra), decima in 42:40.

In costante aggiornamento, risultano al momento 1409 finisher: hanno chiuso gli arrivi l’irriducibile Vito Armento (Runners Ginosa) in 1:27:24 e Tiziana Catella (Podistica Taras Taranto), visibilmente contenta, in 1:27:25.

Mega ristoro per tutti gli arrivati: integratore, acqua, mozzarelle, gelati, banane, il tutto in quantità industriale con qualcuno che è passato più volte e più volte, raggiungendo alla fine… il chilo di mozzarelle.

Personalmente devo ringraziare il buon Giuseppe Bisceglia che si è ricordato di me, al sole sull’arrivo portandomi un gelato e una bottiglietta d’acqua, anche fresca e per questo più gradita, che hanno seguito il gustoso panino offertomi da Carlo Vitulli, che ho ritrovato con estremo grande piacere.

Terminati tutti gli arrivi, chiusi con grande enfasi e con tutta l’emozione che può donare l’ennesima impresa di un ragazzo che corre su due stampelle e una sola gamba, l’ottimo Cosimo Girolamo da Alberobello, ragazzo da aiutare soprattutto fuori, in termini di lavoro per chi ne avesse la possibilità, è cominciata l’attesa per l’inizio della cerimonia di premiazione.

Bravi Pietro e Paolo a tenere viva la folla con musica, battute e siparietti, ma ben presto è cominciata la protesta, richiedendo almeno la pubblicazione delle classifiche. Purtroppo, un guasto alla stampante e qualche problema informatico, hanno messo in difficoltà gli operatori Fidal, con slittamento delle premiazioni di una decina di minuti, un’interruzione in corso e alcune classifiche sistemate “al volo” dal brillante Paolo, con l’onestà e la collaborazione degli stessi atleti.

Alla presenza del locale sindaco, Donato Lucilla, che ha anche partecipato alla gara, è cominciata la cerimonia, aperta con il premio consegnato ai due primi arrivati, Auciello e Tropiano: un monile, un ricco cesto di prodotti alimentari, scarpe tecniche e altri prodotti. A seguire la consegna di un monile anche per il buon Cosimo Girolamo, quanto mai meritato.

E’ la volta dei meritevoli, i primi cinque, di ciascuna categoria per fascia di età, seguiti dai due primi liberi. Un premio speciale e un assegno per la Comunità “Fratello Sole”, una targa per tutte le associazioni che hanno collaborato (come i ciclisti capitanati da Anna Conte), compresi i fotografi e lo speaker.

Premiati tutti, restano le società che ritirano uno splendido dipinto inerente la corsa: primo posto per la Montedoro Noci su Nadir on the road Putignano, Gioia Running (che da padrone di casa, sportivamente, si autoesclude), Amatori Putignano, Atletica Tommaso Assi Trani e Marathon Massafra.

La manifestazione è davvero conclusa, nell’aria la viva soddisfazione degli organizzatori, il vivo piacere di esserci stati dei partecipanti.

Tutto molto bello, tutto piacevole, tutto “gioioso”…

Peccato per i problemi nella compilazione delle classifiche che mi impegneranno per tutto il pomeriggio e la serata nel rispondere agli agitati atleti che non si ritrovano in classifica. Alcune situazioni sono state sistemate, altre lo saranno, si cercherà di raggiungere la perfezione anche per questo servizio.

Perfezione che è stata “quasi” (il quasi dà sempre spazio ad ulteriori miglioramenti…) raggiunta dalla Gioia Running, bravi e capaci, con i quali mi complimento vivamente.

Domenica prossima pausa Corripuglia, si ritorna il 27 a Palagianello; non mancano però in Regione tanti eventi, dal trail di Gravina, alle 10km di Taranto, Gallipoli, Trinitapoli e… qualcosa mi darà sfuggita!

(tratto da podisti.net, di Roberto Annoscia)

Isola d’Elba, al via il 28° Giro Podistico

(martedì 14 maggio)
Chiusura sabato a Porto Azzurro: ospite d’onore, venerdì sera, Francesco Panetta che presenterà il suo libro
 
Ai vostri posti! Si parte. Per il 28ª anno consecutivo Il Giro Podistico dell’Isola d’Elba non tradisce le attese. I podisti che sbarcheranno sull’isola sono certi che si troveranno di fronte a un’organizzazione collaudata nel corso degli anni, in grado di poter offrire sport e relax. Si parte lunedì 14 dalla spiaggia delle Ghiaie di Portoferraio; il via (ore 16,00) quando i raggi del sole saranno un po’ più tenui. Il percorso è breve, 4.5 Km, con la riscoperta delle mura Medicee: un assaggio, una prova d’orchestra. Martedì 15 l’appuntamento è a Lacona, con un tracciato immerso nel verde. La gittata sale a km 8,8. Mercoledì 16 poi Capoliveri con 16 km,
“La tappa di Gianni” , come è stata battezzata questo segmento del giro in ricordo di Gianni Vaccari, che è stato sempre presente al giro e negli ultimi anni si era dato anche da fare nell’organizzazione.
Giovedì 17 riposo. Il giro podistico riparte il giorno 18 con il tappone montano, manco fosse una tappa alpina del Giro d’Italia. La partenza e l’arrivo da Rio nell’Elba, 10,9 km, con la tradizionale salita alle Panche. In serata ci sarà come ospite d’onore Francesco Panetta, ex campione mondiale e europeo siepi, che presenterà il suo libro “Io corro da solo”. Il gran finale a Porto Azzurro, 11,3 km, sabato 19 maggio: infine premiazioni alle ore 17,00.
ISCRITTI In attesa delle ultime iscrizioni che si possono ultimare anche nella giornata, il Giro Podistico può già contare sulla presenza di poco meno di 300 concorrenti, suddivisi tra competitivi e non. Le donne sono circa 70. Tra i favoriti della competizione Lucio Fregona, ex campione del mondo di corsa in montagna, con oltre 29 presenze in maglia azzurra. Fregona è alla sua prima esperienza al Giro ma non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad affrontare certe salite.

Domenica di riposo ?? … Ritorno a Germignaga …

(domenica 13 maggio)

      Se oggi il PdO osservava una domenica di sosta, che fare ? potremmo forse stare fermi ?? … Assolutamente no !! Ed infatti ne approfitto per tornare ad assaporare un bel percorso IVV: a Germignaga va di scena la 39^ edizione della ‘Camminata dell’Alto Varesotto’. organizzata dal locale gruppo sportivo con la collaborazione della protezione civile e e del gruppo alpini, a suggellare la fine dei festeggiamenti del centenario della Grande Guerra, studiando dei percorsi che si snoderanno in parte in prossimità delle fortificazioni della “Linea Cadorna” (1  2)  a Brezzo di Bedero.

Contrariamente alle aspettative meteo, si apre una mattinata metereologicamente gradevole e soleggiata, che di certo stimola un pò tutti alla ‘scampagnata’.
Così, con Gianluigi e Maria, Ganfelice e Osvaldo ci rechiamo presso la palestra delle scuole medie di via Ronchi ove sono fissate partenza e arrivo di questa camminata del circuito FIASP-IVV.

Ad a”aprire” la presentazione della manifestazione lo scorso 4 maggio dell’evento, a ricalcare alcune novità e iniziative collegate.

A mio parere, a memoria per meglio dire perchè non sono un assiduo frequentatore, uno dei percorsi in zona più belli quanto a tipologia e sviluppo. Se non poi “correggere il tiro” e constatare che dall’ultima volta che ho partecipato a questa manifestazione, il percorso si sviluppa completamente sul territorio di Germignaga, probabilmente anche per enfatizzare la commemorazione di cui sopra,   

con percorsi che si snoderanno in parte in prossimità delle fortificazioni della “Linea Cadorna” a Brezzo di Bedero  1  2.

Dopo i primi km che, discendendo dal centro sportivo, si sviluppano attraversando le vie interne

e il centro storico mediante cui raggiungere il centro di Luino e dunque la stazione ferroviaria per poi riprendere il lungolago, quindi in direzione di Germignaga e prendere poi per la suggestiva e gradevole passeggiata  sulla foce del Margorabbia.
Risaliamo poi verso la zona di partenza, quindi tramite una piccola scalinata si risale uno stretto camminamento fiancheggiando il fiume San Giovanni e poi ad una zona boschiva che porta dapprima al bosco delle Fate

      

e poi ancora più su verso la zona boschiva soprastante la località di lago; a seguire, una volta giunti in territorio di Brezzo di Bedero, gli avamposti e i camminamenti della Linea Cadorna, un susseguirsi di sentieri e camminamenti più o meno agilmente percorribili

su di un continuo saliscendi – a tratti solo ‘sali’ -, conditi da alcuni passaggi i mezzo a piccoli torrenti.

Al termine dell’ascesa più brusca eccoci su un largo sterrato il quale ci conduce ‘cammin facendo’ verso un’esposizione a cielo aperto di mezzi e documenti dell’epoca della Grande Guerra, e a seguire ancora giù per sentieri che si perdono nei boschi in dolce ma non sempre agile discesa , fino a recuperare l’asfalto.

Ci troviamo ora sul versante che da Brezzo di Bedero guarda il Maggiore e dunque via in discesa fino a guadagnare la statale che si affaccia sul lago Maggiore e rientrare poi per attraversare il centro storico.
Dopo una brusca erta, ci rituffiamo nei boschi circostanti zigzagando per più di un chilometro fra le piante, quindi innanzi noi si staglia una “signora” scalinata che conduce alla prepositurale di Germignaga.
Ridiscendiamo verso il lago (che da qui ci farà compagnia praticamente fino alla fine, con una vista ‘a 360°’, offrendo scorci e      panorami suggestivi, in tutta la sua profondità.

Ennesima risalita per tornare in quota e, passati in un cortile ove è posto l’ultimo ristoro, ancora un lungo attraversamento su sterrato prima di ridiscendere ” a tutta” (ndr per la pendenza) un paio di tornanti e tornare al centro sportivo.

All’arrivo saluto la ritrovata Lella, un paio di amici tra cui l’amico-collega Gianluca e inaspettatamente vedo sopraggiungere anche il mitico Paolino.

Stranamente , non una folta partecipazione quest’anno alla sempre gradevole prova del circuito FIASP.
Soddisfatto come penso molti altri partecipanti del percorso proposto che, personalmente, mi ha fatto scoprire i boschi soprastanti Germignaga che “ignoravo”; gradevoli poi i “pertugi” e i passaggi nel centro storico; nondameno la possibilità di attraversare un tratto della Linea Cadorna.

La ‘Prima’ di Arsago al PdO

(domenica 6 maggio)

Seconda new entry della stagione 2018 del Piede d’Oro con l’appuntamento odierno di Arsago Seprio con l’edizione numero “0” della ‘Arsalonga’    , gara organizzata dal Gruppo Podistico Arsaghese di 11 e 5,5 km.

 

 

Contrariamente alle aspettative, ad attenderci una bella mattinata di sole oggi, il che consente di correre (finalmente) canotta !
Sbrigate le faccende di rito, salutati i tanti amici presenti (Luciano Dalle Fratte, Michele Immobile, Gianni e Francesca, Ugo e Nicola Benevento quest’ultimo in partenza per il Giro dell’isola d’Elba ; Lorena, Omar e Riccardo, Stefano, Roberto, Barbara e Andrea – non vedo o me lo son perso Sam ! -, Diana Ceriani al seguito di Fabio e di Ari, Vincenzo Lo Presti); e ancora Giuseppe Bollini e Francesca Vaccaro “lanciati”. Ritirato il braccialetto, mi accingo ad un pò di riscaldamento (!!) lungo le vie circostanti (non che abbia macinato chissà che ma .. sono già bell’é pronto per tornare a casa a vedermi !) per poi tornare al campo sportivo location dell’evento e assistere agli atti conclusivi del minigiro con un particolare tifo per ‘Il Piratino’.

In queste ultime settimane non riesco ad allenarmi bene, per cui approccio alla gara odierna sugli 11 km pensandola un pò come la cartina tornasole dello stato di forma.
Poco dopo tocca alle due distanze canoniche …. dall’adiacente sede stradale. Prendendo in direzione delle vie del paese, dopo i primi 2 km “di lancio”, in corrispondenza della deviazione fra il “lungo” e il “corto” si imbocca la piacevole zona boschiva di Arsago Seprio che ci farà compagnia per buona parte dello sviluppo odierno. 
A   seguire al 3° km una ‘tranquilla’ ma progressiva ascesa che porta al punto più alto di tutto il percorso (la salita del Monte della Guardia) passando dalla Palude Pollini. Il camminamento spiana poi fino a farci attraversare il sottopasso dell’autostrada.
Si rimane in zona boschiva fino a metà percorso raggiungendo Centenate (frazione di Besnate) dove è allestito il ristoro.
Seguono “interminabili” tratti di sterrato per attraversare i quali è doveroso un continuo sinistra-destra per evitare le cospicue pozzanghere (!) presenti nonché un occhio d’attenzione ai tratti fangosi presenti (ecco sopraggiungere Samuele !!), testimonianza del meteo dei giorni passati.
Lungo l’itinere una breve ma erta ascesa che mi fa venire in mente il famoso ‘Muro’ di Cuveglio per quanto è similare !!
Ci si rituffa dunque lungo i sentieri boschivi toccando alcune caratteristiche zone aree boschive quali la Fontana Vecchia, la Madonna degli Alpini, la chiesa dei S.S. Cosma e Damiano, per poi tornare con l’ultimo km. verso la provinciale.

Ultimo tratto boschivo di circa 400 mt. dietro l’ex pista di motocross per raggiungere il campo sportivo per l’ultimo volatone verso l’onnipresente gonfiabile.

   

 

 

 

 

Al ristoro finale un affettuoso saluto all’amico ultramaratoneta Paolo Fortese della PM.

Tornando alle prerogative di giornata, giornata no a mio parere, a parte i primissimi chilometri dove “mi sento bene”. La serenità “transitoria” delle buone sensazioni avvertite e tutto sommato di un andamento regolare vanno infatti poi scemando !!

Appena abbandoniamo l’asfalto per i sentieri boschivi, vengo affiancato da Federica la quale mi passa leggiadra. Cercando di stringere i denti sull’ascesa di cui sopra raggiungo Vincenzo, anche lui acciaccato, con il quale condividerò buona parte del percorso odierno, adottando pedissequamente un itinere ‘stile elastico’.

Tappa “di pianura” verrebbe da dire ma di fatto tale non è: il tracciato si presenta infatti verosimilmente muscolare per i continui saliscendi – e conseguenti cambi di ritmo consigliati – e nella parte boschiva rimangono ancora tracce delle piogge dei giorni scorsi.

Nonostante dunque un profilo tutt’altro che impegnativo ad eccezione di un paio di punti, pur non forzando ahimé non riesco a mantenere un ritmo regolare.
Nulla da eccepire riguardo questa prima volta per Arsago Seprio: buona la location e la disponibilità di parcheggi (si denota anche una buona partecipazione, favorita dal divenire della giornata), percorso ben presidiato dai volontari della Podistica Arsaghese (è così che mi imbatto nell’omonimo Andrea Paio) e qualche “intrufolato” preso in prestito.

“Il Brinzio” e il Piede d’Oro: buona la prima !!

(domenica 22 aprile)

Prima new-entry di stagione per il circuito del Piede d’Oro, che si dà appuntamento alle porte di Varese in piena montagna a Brinzio per la prima edizione del ‘Trofeo della Balena’, organizzata dal gruppo sportivo Sci Nordico Varese con la collaborazione della Pro Loco. Nome un pò inusuale verrebbe da pesare, quantomeno “fuoriluogo” per una manifestazione che si svolge in un borgo incastonato fra le montagne del nostro Varesotto ! …
Ebbene, la denominazione prende spunto da una leggenda. Direttamente dall’almanacco della cantastorie bosina Diana Ceriani questa bella leggenda per la quale ha anche scritto una poesia musicata. 
Leggenda ambientata nel mese di Settembre. Periodo di temporali. Le prime piogge segnano un graduale abbassamento delle temperature ….. Si comincia a pensare che è meglio mettere legna in legnaia prima che le piogge la bagnino. L’inverno non è così lontano come sembra e dobbiamo essere pronti ad avere scorta per i primi freddi autunnali ……

La leggenda narra di come un tronco d’albero, nelle acque di un tranquillo laghetto, tra il chiaro e lo scuro dei lampi in un forte temporale serale, possa sembrare agli occhi stanchi di due boscaioli vissuti tanti anni fa una spaventosa balena ( Grazie a questo racconto, misto tra realtà di un tempo remoto e leggenda dei giorni nostri, la pro loco di Brinzio, ha come simbolo – curioso per un paesino immerso nei boschi delle prealpi lombarde – una balena).
“Che tempural ca gh’è mi vöri turnà a cà e dal lach ch’el de Brinsc devi pasà,
vuraria pö savè se ur me amis al gh’è o l’è andai a cà, vò a vidè….
menumal ,andem insema! ….Ma varda là tel vedat anca ti a mi ma par…..sì
L’è ‘na balena l’è mia pusibil e la ven föra dal lach da Brinsc
La ma par morta la resta a gala e ma l’è granda andemm a dil
Uè taia bosch si maseràa su dai gni scià sa ghi da di?
Digal a tücc gni scià cun mì
“gh’è ‘na balena in dul lach da Brinsc”
Ma te set cioch sa sii drè dì ?
Ur tempural l’è mia finì ma sun curius vegni cun tì
L’è ‘na balena l’è mia pusibil infat l’è vera l’è dumà un sciüch
Che in dul lach l’è bürlà dentar ma che figüra mi turni a cà.
[: “Che temporale che c’è io voglio tornare a casa e dal lago di Brinzio devo passare. Vorrei poi sapere se il mio amico c’è o è andato a casa, vado a vedere… meno male andiamo insieme!…. Ma guarda là, lo vedi anche tu, a me pare…sì…. E’ una balena, non è possibile e viene fuori dal lago di Brinzio, mi sembra morta, resta a galla, e come è grande, andiamo a dirlo. Ei, tagliaboschi, siete fradici, su, dai, venite qua, cosa avete da dire? Ditelo a tutti, venite con me “c’è una balena nel lago di Brinzio”. Ma sei ubriaco?, cosa stai dicendo? Il temporale non è finito, ma sono curioso, vengo con te… E’ una balena, non è possibile, infatti è vero, è soltanto un tronco che è caduto dentro nel lago, “ma che figura, io torno a casa”].

[Diana Ceriani, tratto dal libro “Almanacco delle tradizioni bosine con le mie canzoni I stagiun dur cör”]

Una bella giornata di sole accoglie i partecipanti che a grappoli raggiungono il ritrovo del parco Tonino Piccinelli sede di partenza e arrivo della gara.
Come sempre, diversi gli amici che ritrovo: Andrea Marzio e il coriaceo Costantino e un “gradito” ritorno: Whisky che fa compagnia a Stefano e Chiara, “I Pirati” junior e senior, Samuele della Mezzanese con Andrea, Stefano e Stefano, Michele Immobile i quali il giorno prima si sono cimentati nel chilometro verticale di Laveno. Un inaspettato e piacevole incontro con un mito del podismo valcuviano: Massimo Lucchina con il quale purtroppo non riesco poi a scambiare quattro chiacchiere. Fabio Casa, Diana Ceriani e la promettente Ari, con cui condividerò i primi chilometri e la (s)faticaccia dell’asfalto; Giorgio Montalbetti – il quale mi sarà poi ‘compagno di avventura’ per lunghi tratti del percorso – Nicola Benevento e gli amici del 7 Laghi Runners; Alessandro Giancane  dello Sci Mordico e Riccardo Luccherini.

Mattinata decisamente baciata dal sole, il che ha (giocoforza) appesantito la parte iniziale subito dopo il giro di lancio tutta sotto al sole per raggiungere la deviazione alla parte boschiva, ripagati però da un percorso boschivo ombreggiato e piacevole da coprire!

Percorso che misura poco più di 8,5 km. e che si snoda fra i camminamenti, i sentieri boschivi e (!) la provinciale che attraversa il paese.

Dopo la canonica partenza del minigiro, alle 9.30 “scateniamo l’inferno” (AHAH) lanciandoci (… chi vuole !) sul largo sterrato che accompagna verso gli estesi campi limitrofi e che proiettato in direzione Campo dei Fiori, per poi ridiscendere.
Dopo questo ‘giro di lancio’ ripassiamo davanti alla zona di partenza e così  recuperare la strada che porta verso Rasa e Varese e, proprio in prossimità del primo (località Motta Rossa), dopo quasi due km di asfalto assolati, svoltiamo a destra per la parte boschiva di giornata, che già conosco, ombreggiata (per fortuna, vista ls giornata !), molto vallonata ma non particolarmente impegnativa comunque, almeno nella sua parte iniziale.
Ennesimo cambio di direzione sempre nel bosco per spostarsi più in alto percorrendo un tratto ‘lastricato a roccette’ dove arriviamo a toccare il punto più alto del tracciato, prima di affrontare la parte più tecnica caratterizzata da un camminamento più stretto e coperto quasi ovunque da fogliame “complicando” la prontezza dei podisti (.. io ne so qualcosa … mi salvo in extremis un paio di volte !!) e poi una brusca discesa a zig-zag (degna di scavezzacolli – opinione che po ho modo poi di condividere confrontandomi con Giuseppe Bollini e – e temerari ‘che le discese gli fanno un baffo !!’  con tanto di certificato di agilità (!!), per uno sviluppo di qualche centinaia di metri.
Riguadagnamo cosi l’asfalto in corrispondenza delle ultime curve che conducono al paese .
Dopo avere fatto savia compagnia agli amici Roberto e Mauro nel tratto in discesa più tecnico, con Samuele, Stefano e Katia “rompiamo” le fila e ci involiamo sull’ultimo tratto di asfalto … peccato che manchi ancora più di un km al traguardo … E infatti, giunti in zona municipio e della cappelletta dei ciclisti ennesima deviazione (pensavamo di essere arrivati) e via ancora a risalire i pratoni percorsi in precedenza e poi giù in parallelo verso il gonfiabile.

 

 

Per essere una “prima”, complimenti agli organizzatori, anzitutto per il percorso proposto (.. meditavo peggio !)che ha reso meno temeraria (dal punto di vita del profilo) la tappa odierna, scongiurando direi lo “spettro del Brinzio”.
Complimenti poi a quanti il giorno prima si sono cimentati nel Vertical Sass de Ferr di Laveno e in particolare agli amici Samuele (.. “controllato d’eccezione), che ha coperto egregiamente la distanza, e Michele !
Dopo gli appuntamenti precedenti di Gazzada Schianno e Brenta, con quello di oggi di Brinzio si conclude una “triade” di tappe impegnative che hanno messo a dura prova tutti gli atleti che vi si sono cimentati … è bello riuscirne ad avere e a mantenere nel circuito, anche (e soprattutto !) per la suggestione e piacevolezza dei percorsi stessi !! Infatti domenica prossima di torna … in pianura a Cassano Magnago con la ‘Maratonando per Cassano’.