“Il Brinzio” e il Piede d’Oro: buona la prima !!

(domenica 22 aprile)

Prima new-entry di stagione per il circuito del Piede d’Oro, che si dà appuntamento alle porte di Varese in piena montagna a Brinzio per la prima edizione del ‘Trofeo della Balena’, organizzata dal gruppo sportivo Sci Nordico Varese con la collaborazione della Pro Loco. Nome un pò inusuale verrebbe da pesare, quantomeno “fuoriluogo” per una manifestazione che si svolge in un borgo incastonato fra le montagne del nostro Varesotto ! …
Ebbene, la denominazione prende spunto da una leggenda. Direttamente dall’almanacco della cantastorie bosina Diana Ceriani questa bella leggenda per la quale ha anche scritto una poesia musicata. 
Leggenda ambientata nel mese di Settembre. Periodo di temporali. Le prime piogge segnano un graduale abbassamento delle temperature ….. Si comincia a pensare che è meglio mettere legna in legnaia prima che le piogge la bagnino. L’inverno non è così lontano come sembra e dobbiamo essere pronti ad avere scorta per i primi freddi autunnali ……

La leggenda narra di come un tronco d’albero, nelle acque di un tranquillo laghetto, tra il chiaro e lo scuro dei lampi in un forte temporale serale, possa sembrare agli occhi stanchi di due boscaioli vissuti tanti anni fa una spaventosa balena ( Grazie a questo racconto, misto tra realtà di un tempo remoto e leggenda dei giorni nostri, la pro loco di Brinzio, ha come simbolo – curioso per un paesino immerso nei boschi delle prealpi lombarde – una balena).
“Che tempural ca gh’è mi vöri turnà a cà e dal lach ch’el de Brinsc devi pasà,
vuraria pö savè se ur me amis al gh’è o l’è andai a cà, vò a vidè….
menumal ,andem insema! ….Ma varda là tel vedat anca ti a mi ma par…..sì
L’è ‘na balena l’è mia pusibil e la ven föra dal lach da Brinsc
La ma par morta la resta a gala e ma l’è granda andemm a dil
Uè taia bosch si maseràa su dai gni scià sa ghi da di?
Digal a tücc gni scià cun mì
“gh’è ‘na balena in dul lach da Brinsc”
Ma te set cioch sa sii drè dì ?
Ur tempural l’è mia finì ma sun curius vegni cun tì
L’è ‘na balena l’è mia pusibil infat l’è vera l’è dumà un sciüch
Che in dul lach l’è bürlà dentar ma che figüra mi turni a cà.
[: “Che temporale che c’è io voglio tornare a casa e dal lago di Brinzio devo passare. Vorrei poi sapere se il mio amico c’è o è andato a casa, vado a vedere… meno male andiamo insieme!…. Ma guarda là, lo vedi anche tu, a me pare…sì…. E’ una balena, non è possibile e viene fuori dal lago di Brinzio, mi sembra morta, resta a galla, e come è grande, andiamo a dirlo. Ei, tagliaboschi, siete fradici, su, dai, venite qua, cosa avete da dire? Ditelo a tutti, venite con me “c’è una balena nel lago di Brinzio”. Ma sei ubriaco?, cosa stai dicendo? Il temporale non è finito, ma sono curioso, vengo con te… E’ una balena, non è possibile, infatti è vero, è soltanto un tronco che è caduto dentro nel lago, “ma che figura, io torno a casa”].

[Diana Ceriani, tratto dal libro “Almanacco delle tradizioni bosine con le mie canzoni I stagiun dur cör”]

Una bella giornata di sole accoglie i partecipanti che a grappoli raggiungono il ritrovo del parco Tonino Piccinelli sede di partenza e arrivo della gara.
Come sempre, diversi gli amici che ritrovo: Andrea Marzio e il coriaceo Costantino e un “gradito” ritorno: Whisky che fa compagnia a Stefano e Chiara, “I Pirati” junior e senior, Samuele della Mezzanese con Andrea, Stefano e Stefano, Michele Immobile i quali il giorno prima si sono cimentati nel chilometro verticale di Laveno. Un inaspettato e piacevole incontro con un mito del podismo valcuviano: Massimo Lucchina con il quale purtroppo non riesco poi a scambiare quattro chiacchiere. Fabio Casa, Diana Ceriani e la promettente Ari, con cui condividerò i primi chilometri e la (s)faticaccia dell’asfalto; Giorgio Montalbetti – il quale mi sarà poi ‘compagno di avventura’ per lunghi tratti del percorso – Nicola Benevento e gli amici del 7 Laghi Runners; Alessandro Giancane  dello Sci Mordico e Riccardo Luccherini.

Percorso che misura poco più di 8,5 km. e che si snoda fra i camminamenti, i sentieri boschivi e (!) la provinciale che attraversa il paese.

Dopo la canonica partenza del minigiro, alle 9.30 “scateniamo l’inferno” (AHAH) lanciandoci (… chi vuole !) sul largo sterrato che accompagna verso gli estesi campi limitrofi e che proiettao in direzione Campo dei Fiori, per poi ridiscendere.
Dopo questo ‘giro di lancio’ ripassiamo davanti alla zona di partenza e così  recuperare la strada che porta verso Rasa e Varese e, proprio in prossimità del primo (località Motta Rossa), dopo quasi due km di asfalto assolati, svoltiamo a destra per la parte boschiva di giornata, che già conosco, ombreggiata (per fortuna, vista ls giornata !), molto vallonata ma non particolarmente impegnativa comunque, almeno nella sua parte iniziale.
Ennesimo cambio di direzione sempre nel bosco per spostarsi più in alto percorrendo un tratto ‘lastricato a roccette’ dove arriviamo a toccare il punto più alto del tracciato, prima di affrontare la parte più tecnica caratterizzata da un camminamento più stretto e coperto quasi ovunque da fogliame “complicando” la prontezza dei podisti (.. io ne so qualcosa … mi salvo in extremis un paio di volte !!) e poi una brusca discesa a zig-zag (degna di scavezzacolli – opinione che po ho modo poi di condividere confrontandomi con Giuseppe Bollini e – e temerari ‘che le discese gli fanno un baffo !!’  con tanto di certificato di agilità (!!), per uno sviluppo di qualche centinaia di metri.
Riguadagnamo cosi l’asfalto in corrispondenza delle ultime curve che conducono al paese .
Dopo avere fatto savia compagnia agli amici Roberto e Mauro nel tratto in discesa più tecnico, con Samuele, Stefano e Katia “rompiamo” le fila e ci involiamo sull’ultimo tratto di asfalto … peccato che manchi ancora più di un km al traguardo … E infatti, giunti in zona municipio e della cappelletta dei ciclisti   ennesima deviazione (pensavamo di essere arrivati) e via ancora a risalire i pratoni percorsi in precedenza e poi giù in parallelo verso il gonfiabile.

Per essere una “prima”, complimenti agli organizzatori, anzitutto per il percorso proposto (.. meditavo peggio !)che ha reso meno temeraria (dal punto di vita del profilo) la tappa odierna, scongiurando direi lo “spettro del Brinzio”.
Complimenti poi a quanti il giorno prima si sono cimentati nel Vertical Sass de Ferr di Laveno e in particolare agli amici Samuele (.. “controllato d’eccezione), che ha coperto egregiamente la distanza, e Michele !
Mattinata decisamente baciata dal sole , il che ha (giocoforza) appesantito la parte iniziale subito dopo il giro di lancio tutta sotto al sole per raggiungere la deviazione alla parte boschiva, ripagati però da un percorso boschivo ombreggiato e piacevole da coprire!

Dopo gli appuntamenti precedenti di Gazzada Schianno e Brenta, con quello di oggi di Brinzio si conclude una “triade” di tappe impegnative che hanno messo a dura prova tutti gli atleti che vi si sono cimentati … è bello riuscirne ad avere e a mantenere nel circuito, anche (e soprattutto !) per la suggestione e piacevolezza dei percorsi stessi !! Infatti domenica prossima di torna … in pianura a Cassano Magnago con la ‘Maratonando per Cassano’.

 

E’ di nuovo ‘Su e giò per i Runchitt’ a Brenta

(domenica 15 marzo)

Oggi il PdO va in scena con n’altra impegnativa prova: a Brenta, precisamente S. Quirico, per la 34^ edizione della ‘Su e giò per i Runchitt’, gara che io da anni amo etichettare come “cartina tornasole”, per una strana sensazione personale che sia la “chiave di volta” per l’intera stagione … staremo a vedere se sarà così !!
Benché quasi giochi in casa, ecco di buon’ora sono già sul ritrovo anche perché la location in sé con l’attiguo Santuario dedicato alla Madonna e un magniloquente panorama che si può ammirare da quassù … ha il suo fascino !

Ad accoglierci un’insolita arietta  … frizzante (anche troppo) a raffreddare gli animi (e a rispolverare guanti e scaldacollo) ma che di certo non aiuta a scaldare gli animi a quanto vedo in giro, ma tant’é !
Oramai consuetudine domenicale che corrisponde con il piacevole ritrovare   tanti amici con cui condivido la passione del running: il grande piccolo Lory Piratino accompagnato da mamma Sara, Danilo Giovannacci del 7Laghi, Andrea Marzio ‘Whirlpool’, il “redivivo” Costantino e Valentino (?) dei Runners Valbossa che mi farà poi il tifo sul percorso; Chiara Naso di ‘Attiva Salute’  e Stefano Gornati, Antonio, Aureliana, Michele e la rientrante (?) Francesca Vaccaro. Un saluto a chi ogni domenica si impegna per allestire il palcoscenico del Piede d’Oro: Angelo De Mieri, Gianfranco Riva e Fiorella “alla consolle”, il sior Gianni Lamperti, il Ferdy e gli altri ragazzi che si sono aggiunti o continuano in questa importante “opera”. Intravedo poi gli amici Gianni e Francesca del 7 Laghi Runners. Saluto Giandomenico che è venuto a trovarci, quindi ecco Franco e Ruggiero del CB, poi (ritardatari) Gianluigi, il press, Gianfelice e gli altri. Girovagando sul piazzale Massimo Fontana, Daniela e Paolo dell’Aermacchi, l’amico Luca Negrini, Riccardo Luccherini e il dirimpettaio Alessandro Giancane. Noto poi la presenza anche degli amici della Sacra Famiglia di Cocquio T. Assenti di giornata i Mezzanesi che in toto hanno optato per un’uscita fuoriporta (sportiva) a Venezia 1 e 2.

L’appuntamento di Brenta coincide anche con il rivedere un caro amico, mio ex-vicino di casa: e infatti, di lì a poco fra i banconi  ecco vedo Salvatore.

Gara dal profilo tosto che proprio per la sua tipologia “hors-de-catégorie” prevede uno sviluppo inferiore ai 10 km canonici, la quale può essere suddivisa in tre segmenti: il primo, con l’importante e muscolare ascesa  subito dopo la partenza dal piazzale antistante il santuario e che si sviluppa lungo 500 m ‘senza soluzione di continuità’ (…), a seguire la brusca discesa “a-rotta” che porta nella parte boschiva (i ‘Runchitt’) del paese fino a riguadagnare, seppur brevemente, l’asfalto per ridiscendere sulla provinciale che corre parallela all’arteria della Valcuvia.  Duecento metri e si risale per attraversare camminamenti e sentieri boschivi limitrofi che portano nella parte bassa della zona-partenza, dove è posta la deviazione fra percorso lungo e corto. Lungo stradine interne si raggiunge l’ultimo km non prima di affrontare in progressione un altro bello strappetto che pare non terminare mai il quale ci riporta in quota imboccare un ennesimo passaggio nei boschi ed eccoci proiettati verso le ultime centinaia di metri (qui veniamo osannati dal corteo della fanfara del paese … ma è un’altra storia forse) del percorso di 7,5 chilometri. 
Da alcuni anni la parte conclusiva presenta la “ciliegina della ciliegina – di giornata -“: imboccata l’erta finale si affronta con determinante impegno per gli astanti – cercando di tenere il passo lottando contro le leggi della gravità (e con l’acido lattico a  1000000…) due suggestivi tornantini ‘di non facile interpretazione’ ricavati sulla collinetta sulla quale si erge la chiesa di S. Quirico.

Che dire invece dell mia “prestazione” ? Anche oggi bella gara tosta (ma lo si sapeva !) dopo Gazzada. Il percorso odierno suggeriva una particolare attenzione “anonsgassare” soprattutto nella prima parte fino al termine dell’ascesa, almeno per il sottoscritto (fatto: passo tranquillo in considerazione dello strappo subito all’inizio, con il freno a mano tirato sulla successiva discesa … anche troppo: mi autosanziono per poca grinta ! .. Ma così è !!). Provato dall’inizio ‘probante’, una volta scollinati potevo osare di più nel tratto boschivo seguente ma tra una allacciatura delle scarpe non sicura e la tentazione a riprendere fiato … morale a furia dei saliscendi ho preferito non strafare. Tornati sull’asfalto e sul susseguente strappo che riportava nella parte boschiva ho capito che anche oggi … niente da fare ! Non che sia andato male ma … “interprova” incolore, che mi lascia un gusto dolceamaro.

L’ultimo km, sconfinando verso il comune di Cittiglio prima di tornare verso Brenta, con la temibile ascesa di via Oberdan, è stato paradossalmente il più duro e forse sfiancante per riuscire a dare continuità al gesto dei precedenti.

Mi riparmio per affrontare nel miglior modo possibile l’erta: sì non male ma .. vedi sopra insomma !!  
Concludo soffermandomi un attimo al ristoro, a chiacchierare un pò con gli amici (tra gli altri Fabio Casa e la moglie Diana Ceriani, la quale mi svela la ‘leggenda’ che sta dietro al titolo della prossima prova che, se mi ricordo, svelerò nel prossimo resoconto) e con il sig. Pregnolato dell’organizzazione, assistendo alle prime premiazioni … poi anche alle seconde: le donzelle (10 premiate) e i maschietti (5) e … solo in questo frangente riconosco il PlayBeppe oggi primo mi dicono … iiuuuuuuu 🙂

               

Tutti “insieme” a Gazzada

(domenica 8 aprile)

Messa alle spalle la pausa per le festività pasquali, riprende il circo del Piede d’Oro che questa domenica fa tappa a Gazzada Schianno per la 13^ edizione della ‘Corri con noi x la vita’ organizzata dal gruppo podistico di Gazzada degli amici Luciano Dalle Fratte,Stefano Frattini e Luca Ponti.


Con gli amici Gianni e Francesca raggiungiamo di buon’ora la location della suggestiva Villa de Strens  , sede della casa comunale e delle scuole.

 

 

 

Ecco gli amici di sempre: Antonio Spoti e la moglie Aureliana e Lorena, Simone Prina, Michele Immobile e Andrea Marzio della Whirlpool,  Katia Fornasa e Francesco Piccinelli dell’Atletica Verbano, Nando dell’Athlon Runners; Samuele, Giovanni, Stefano della Mezzanese, Alessandro Carù e Daniela dell’Aermacchi; per ‘prendere aria’ due passi sullo spiazzo della zona di partenza e la sottostante palestra; risalgo la scalinata ed ecco Franco Di Sario e Ruggiero Armida, poi alla spicciolata gli altri del gruppo CB S. Andrea.
Alla stregua degli altri astanti di giornata, mi accingo anch’io ad un pò di riscaldamento “su e giù”, dapprima per conto mio poi a mò di giro di lancio accompagnando il Piratino ed il minigiro che parte alle 9.10.
Alle 9.30 è invece il nostro turno: partenza a fianco del municipio , ‘ad imbuto’ ed essendo in discesa lungo un piacevole passaggio meglio procedere con ‘attenzione & circospezione’. Battuto questo primo camminamento che riscende, usciamo dalla villa ed affrontiamo un lungo rettilineo dove ritrovo l’amico Gero al termine del quale è posto il primo km che ci porta verso il centro del paese e di lì a poco ad immergerci in un primo tratto della ciclabile.
Percorso di 10 km rivisitato, non particolarmente impegnativo, ad eccezione di qualche brusca risalita, ma decisamente ricco di saliscendi che non concedono “vita facile” ! … Ciclabile che conduce ad un tratto di sterrato il quale accompagna verso un belvedere sul lago di Varese e il Monte Rosa ( peccato per la foschia mattutina !). Rientro sulle vie cittadine verso Gazzada e nuovo attraversamento cicolopedonale al termine del quale si trova il ristoro.

Primi km fino a raggiungere l’Eolo “Point” con gli amici Aldo e Renato costeggiando i binari che attraversano Gazzada i quali – come poi avrò riscontro dall’amico Gianni – danno un’idea della tipologia del percorso “a spirale”.

Di nuovo su un lungo rettilineo che accompagna verso il suggestivo centro storico del paese e, dopo un tratto in dolce discesa con la prepositurale dedicata a S. Giorgio, imbocchiamo un’erta di qualche centinaia di metri la quale ci riporta nei boschi della zona e, attraverso un piacevole (ma da affrontare con attenzione per evitare infortuni) camminamento (nel senso stretto della parola, visto che si snoda alquanto stretto !!) raggiungere la fontana del Febré.
Quindi si procede in direzione della zona industriale del paese prima di affrontare un impegnativo sentiero in salita e ridiscendere verso i rigogliosi e verdi prati della zona ‘Streccione’, riguadagnare il tratto di ciclabile percorso inizialmente prima di rientrare nella villa che ospita il comune, ripercorrere il piacevole tratto verdeggiante della partenza e tagliare il traguardo.

 

 

 

 

Se l’intento di giornata era di tastare lo stato di forma … rivedibile direi ma come detto all’inizio il percorso di giornata con il suo sviluppo era già di per sè impegnativo costringendo ad una buona “tenuta” e a conseguenti cambi di ritmo: io mestamente andavo spesso … “fuori giri” … stringendo i denti al passaggio dall’Eolo Time e sbuffando ‘sommessamente’ quando vengo affiancato dall’amico Ruggiero.

Prossimo appuntamento a Brenta per una nuova tosta tappa !!

‘In giro per Malgesso’ con l’ombrello ?? … ma anche no !! (però …)

(domenica 18 marzo)

IL PROLOGO …

Dopo l’attraversamento della Provinciale si procederà lungo la via San
Michele al termine della quale attraversato il ponte della superstrada si
affronterà un tratto asfaltato (1° Kilometro) per poi tuffarsi in un bel
tratto boschivo in leggera discesa che porterà al termine nella zona
industriale dove è posto il traguardo volante “a.s.d. Lago Ilpea” (2,4 Km.
dalla partenza). Subito dopo si affronterà un bellissimo sentiero boschivo
caratterizzato dalla presenza di un antico lavatoio ristrutturato da alcuni
volontari di Malgesso. Al termine di un tratto in salita si uscirà
sull’asfalto dove gli atleti attraverseranno nuovamente i ponti della
superstrada e quello successivo della ferrovia dove ci sarà la deviazione
tra percorso lungo (che scenderà a destra lungo via dei Quadri dove è posto
il traguardo Eolo Time) e il percorso ridotto proseguirà lungo il rettifilo
delle Scuole e del Comune per poi fare l’ingresso nella zona finale
attraverso un sentiero posto dietro il Parco dopo circa 5,5 Km.
Intanto il giro lungo sempre attraverso strade sterrate e boschive
affronterà la lunga ed insidiosa salita che porterà al Santuario di Bregano
nel punto più alto del percorso. Da qui si scenderà a cannone tramite una
breve scalinata e successivamente in una stradina sterrata in una parte del
tutto inedita del percorso. Dopo un lungo ma scorrevole tratto boschivo gli
atleti affronteranno nuovamente il rettilineo del Comune per poi entrare a
loro volta all’ingresso del parco per poi raggiungere lo striscione
d’arrivo posizionato al centro del pratone dopo 9.800 metri. Concludendo
una gara da fare tutta d’un fiato, molto nervosa ed impegnativa ma
sicuramente affascinante e caratteristica.

… SABATO ….

Attenzione! se le previsioni meteo confermeranno abbondanti precipitazioni
sopratutto nella giornata di sabato, il percorso potrà essere soggetto a
variazioni significative utilizzando tratti asfaltati. Una decisione in
merito sarà presa nella giornata di sabato.

Attenzione! il percorso domani visto le abbondanti pioggie verrà modificato . La gara sarà di 8 km 5 di asfalto e 3 chilometri di sterrato un pò fangosi.

Messa alle spalle l’assenza giustificata che mi ha lasciato un sapore agrodolce all’appuntamento di due settimane fa di Azzate in una cornice bianca, ritorno oggi alle gare del Piede d’Oro che oggi fa tappa a Malgesso per la 26^ edizione de ‘in giro per Magesso’, primo appuntamento scelto per la classifica del ‘TopPdO’ e verosimilmente una delle tappe principe del circuito.

Anche se le previsioni non promettevano nulla di buono per il fine settimana, ancora nel letto cercavo di capire se effettivamente stesse piovendo: al rilevabile all’orecchio NO. Bene ! – vado pensando – almeno qualcosa di positivo per questa mattina ! Così mi levo di buonora – come sempre – sbrigo “le solite faccende” per uscire quando mi accorgo che ahimé già gocciola !! … Mestomesto mi metto in macchina per raggiungere la località di giornata.
Come consuetudine, l’arrivo al ritrovo è intriso poi di saluti a destra e a manca: anzitutto l’amico Gianni, che poi – non lo si conoscesse – non rinuncia alla gara sverniciandomi già al primo km, e Lidio e i suoi compagni indaffarati nell’allestire le ultime cose preoccupati dalla ripresa più o meno apprensiva della pioggia; quindi Graziella, Franco, Gianluigi e Giovanna del CB, Antonio Spoti con la moglie Aureliana e il Soxy … Visto l’anticipo gironzolo un pò per l’area: sbrigo le solite formalità .., ritiro la graziosa piantina come riconoscimento.; intravedo altri amici sopraggiungere: Samuele e Barbara dell PM; Alessandro, Sergio, Franca, Daniele e marito dell’Aermacchi. Mi dirigo poi verso la macchina, e ancora saluti: ecco Katia Fornasa e Mirco dell’Atletica Verbano, Roberto Zannoni, Mario e altri della Podistica Mezzanese, Andrea Marzio della Whirlpool, Fabio Casa con Arianna, Alessandro Giancane con l’amico Riccardo Luccherini, l’inossidabile Costantino, …. Sulla starting list ecco Jarno Vistalli e compagni dell’Amatori Atletica Gavirate e un Michele Immobile mimetizzato.
Classica partenza dall’interno del Parco Din Don e vvia in risalita verso la strada provinciale e la parte interna di Malgesso. Quindi dopo poche centinaia di metri il primo assaggino di giornata in saliscendi di via Costanza, poi ancora un lungo tratto in falsopiano in leggera discesa prima di prendere la direzione delle campagne e i boschi del paese.
Siamo ai 3 km circa quando effettuiamo il “giro di boa” per recuperare la strada ridiscesa in precedenza su un tratto d’asfalto e a metà della risalita l’altrettanto immancabile (!!) classicissima variante che ci fionda (espressione voluta, visto il fango di giornata ad attenderci !) nei boschi limitrofi che vista la giornata non potevano aspettarsi tanto accoglienti … e infatti il camminamento è risultato qua e là decisamente pesante e muscolare oltre che per essere in risalita verso la zona di partenza per la quantità di pioggia caduta che ha reso alquanto critici alcuni passaggi !
Risaliamo così i due cavalcavia uno sull’autostrada l’altro sulla ferrovia dove è posto il ristoro di giornata. Si prosegue l’ascesa verso l’abitato che presenta una pendenza importante.
Passata la deviazione dei due percorsi, ancora salita per noi del “lungo” fino ad arrivare al Santuario di Bregano e quindi a un’improvvisa scalinata “a rotta” che ci apre al sesto chilometro.
Ridiscendiamo così verso le vie del paese dove, a seguito del cambiamento del percorso, doppiamo un tratto del centro del paese prima di attraversare una contrada e ridiscendere un stretto e ripido passaggio che ci porta ad affrontare le ultime centinaia di metri prima di rientrare nel parco sfidando le leggi gravitazionali (!!) ed effettuare una sorta di periplo per raggiungere il gonfiabile di giornata.

      

 

 

 

 

 

 

Viste le incombenze odierne del meteo e conoscendo la tipologia del percorso “base”, si profilava una gara tostatosta stamane: l’importante oggi era perciò riuscire a rimanersi in piedi nonostante tutto (e difatti !! …). Si parte tutti con la consapevolezza che lungo il tracciato pur rivisto dagli organizzatori avremmo trovato passaggi ostici dove (appunto) riuscire a rimanere con i piedi a terra non sarebbe stato facile dovendo “faticare” complice anche l’ascesa.

Complimenti al gruppo del 7Laghi Runners per l’ottima organizzazione pur in una situazione decisamente drastica (condividendo le parole del sabato del presidente e amico Ugo Fantoni) ! ….

Un plauso anche al mattatore intrattenitore Felice per .. le capacità d’oratore che ha sfoggiato durante le premiazioni in particolare.

Il Piede d’Oro “incontra” Buran. Il gelo non frena una sana passione.

(domenica 25 febbraio)

In una domenica mattina caratterizzata dagli strascichi del Buran, vento gelido di provenienza siberiana che sta imperversando sulle nostre regioni portando una coda di freddo e nevicate sparse prende il via con la tradizionale tappa di Varese la stagione 2018 del Piede d’Oro. Pare che per quest’anno i giorni della merla che si sa a calendario a fine gennaio abbiano deciso di spostarsi di mese !!
Sveglio già dalla prima mattina ancora sotto le lenzuola odo che (ssigggh) sta piovendo !! Pioggia che con l’avvicinarsi dell’ora della levata va fortunatamente diminuendo. Ben imbacuccato viste le rigide temperature di questi giorni, all’uscita da casa mi accorgo però che ha lasciato posto a un leggero nevischio (effetto-Buran !).
Apro Fb e da una diretta sul ritrovo della gara del Lumy, intravedo che anche là nevischia (sempre meglio della pioggia !!) …
Ritrovo con Gaetano Mele per raggiungere la location come consuetudine dinanzi al negozio ‘Lampadari Frigo Nereo’, ed ecco ha inizio un turbinìo affettuoso di saluti. In primis, saluti a Marco Lumynoso e a tutti gli altri collaboratori del PO: Federico Mantovani, Sergio Castagna, Gianni Lamperti, Aldo Racchetti e Renato Brogioli, Eolo’s Time men, Angelo De Mieri, … e poi ‘alla console’ Fiorella e Manuela Riva, Stefano Irato, …. E poi gli amici di sempre: dapprima Simone Prina con Sara e il piccolo Lorenzo, IlPirata e IlPiratino, Samuele, Luciano, Andrea, Giovanni, Liliana, Barbara, l'”ultramaratoneta” Paolo, Flavio e Stefano della Podistica Mezzanese, Rinaldo Francesca dei Runner Varese, Daniela Ferro e marito, Alessandro Carù e Franca dell’Aermacchi, Andrea Marzio della Whirlpool; Davide Passeri, Stefano Beltramello, l’esordiente Mirco e Francesco Piccinelli dell’Atletica Verbanoancora Vincenzo Lo Presti,  Andrea Pezza, Fabio Casa e famiglia dello Sci Nordico Cunardo, Omar, Giuseppe e una ssfrecciante Lorena Castigioni (hai voglia a richiamarne l’attenzione !!; troppo impegnata a “passeggiare”) della Cardatletica; Giovanni e Francesca, Nicola Benevento e la moglie Mimma, Roberto, Ugo, Lidio e Katia del 7 Laghi Runners tra tutti.

Intelligentemente, “per mantenere alta l’atmosfera e il coinvolgimento”, alle 9.10 la partenza del minigiro e alle 9.30 la partenza dei due percorsi e, 5 minuti più tardi, la ‘Prima’ del Nordic Walking, la camminata coi bastoncini.
Percorso di poco superiore agli 8 chilometri che si snoda fra i quartieri di Masnago, Avigno e Velate.
Sotto un leggero nevischio che ci accompagnerà per tutta la mattinata, dopo una inedita spuntatura ci disponiamo sotto il gonfiabile bianco della Whirlpool; nelle prime fila, adocchio statuario il Soxj che presumibilmente conoscendolo è là pronto per sferrare la sua micidiale partenza “a-rotta”. Confermata una nutrita partecipazione a questa ‘Prima’ della stagione 2018 del Piede d’Oro, a dispetto delle rigide condizioni di giornata (non più di 1-2 gradi): circa 600 partecipanti impegnati sulle distanze proposte .

‘On y va’   ; così risaliamo via Crispi per raggiungere la rotonda dello stadio, quindi prendiamo a destra per poi costeggiarlo risalendo così verso Avigno e proseguire superata la piazzetta verso la Torre Di Velate, ascesa abbastanza impegnativa e muscolare, prima della quale attacchiamo la breve ma muscolare scalinata Dario Bonvini.
Prima di raggiungere l’Eolo Time con gli amici Aldo e Renato (imperterriti) passiamo dinanzi alla chiesetta di S. Cassiano (1100). “Salutati” gli amici in blu, poco più avanti, ecco la Torre. Ma l’impresa non finisce qua: ancora uno strappo di qualche decina di metri di camminamento che ci accompagnano sui sentieri retrostanti. Si percorre quindi un falsopiano su sterrato e poi le strette viuzze di Velate che culminano con la salita Arcelli (800 metri) e il ciottolato Guttuso (300 metri) che non concedono tregua agli astanti fino a raggiungere il traguardo volante ‘Alpi Sistemi’.
L’ascesa è così terminata; dietrofront e praticamente si attraversa in discesa per 600 metri il borgo di Velate, percorrendo a ritroso quanto sinora messo nelle gambe.
In leggera discesa, nel giro di qualche centinaia di metri il ristoro di giornata per poi guadagnare il camminamento del Percorso Vita, che ridiscende per quasi un km fra i boschi, dove è facile incappare in qualche storta. Quindi un breve tratto su asfalto e si prosegue poi sugli stretti tornantini in discesa del Campus.
Superata la sbarra, dopo aver percorso ancora un falsopiano, si va attraverso il Campus per affrontare gli stretti tornanti lastricati per circa 300 metri.
Si abbandona definitivamente la parte sterrata quando si è al 6° chilometro e ci si riavvicina a mò di circumnavigazione allo stadio Franco Ossola.
“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” perché se il più è oramai alle spalle, manca ancora l’ultima ciliegina della torta: la salita Overmach-Montello (500 metri circa) che poi apre su un lungo rettilineo in progressiva discesa da affrontare con attenzione anche per il fondo divenuto viscido e infine, imboccata via Ronchelli una “repentina” ed impegnativa discesa che porta al traguardo di giornata.

                             

Profilo altimetrico a parte, trovo i primi chilometri “bastardi” forse anche per la temperatura prossima agli 0 gradi penso: alternare la corsa al passo qui costa il doppio perché i polpacci “si bloccano in tempo 0” e ripartire con avanti ancora salita non è facile da gestire. E’ qui che incrocio l’amico Giovanni La Grutta, con cui poi condivido buona parte dell’avventura del percorso di giornata.
Buone sensazioni tutto sommato; si poteva azzardare di più sui primi km ma oramai penso di conoscermi ! Così come l’ultima parte il Montello tacciata da tanti come terribile ma, a denti stretti e sottovoce, avendola fatta per la prima volta non l’ho trovata così … estrema difficile da interpretare e gestire, per quanto fatto prima, sì. Ritrovo fiato e continuità rilanciando il passo sul rettilineo finale, sino a girare a destra per prendere via Giovan Battista Ronchelli e l’importante discesa che conduce all’arrivo.

‘Caminava Sota l’Ursa’, simpatica allenante IVV a Besano

(domenica 18 febbraio)

Dopo aver speso le ultime settimane per un motivo o per l’altro poco allenanti forse, ecco che per l’ultima prima della classica stagione del piede d’Oro mi reco con gli amici Angelo, Grazia, Giovanni e Francesca a Besano per una “alternativa” uscita con una tappa dll’IVV, a memoria … meritevole di essere fatta (anche per l’altimetria devo dire !). Tre come di consueto i percorsi proposti: 6, 15 e 23 – che poi saranno qualcosa di meno – chilometri che si snodano fra le strade e i sentieri boschivi di Besano, Bisuschio e Porto Ceresio con il suo lungo lago. Come c’era da aspettarsi, diversi gli amici della consueta carovana che incontro tra cui a giochi fatti il mitico Giulio “Lo Squalo” Dorigo – classe 1936 – Roberto e altri due personaggi frequentatori del PO con i quali affronto gli ultimi km di giornata. Foto ‘di rito’ con gli amici e il 7LaghiRunners e vviaaa dapprima attraverso le stradine del centro ma nel giro di poco già ci si ritrova su sterrato e le nostre amate ascese (e discese) nei boschi circostanti, che ci faranno compagnia per buona parte dello sviluppo …. Messi alle spalle gli abitati di Besano, Cuasso al Piano e Bisuschio con passaggi in quei di Arcisate ridiscendiamo verso le strade e il lungolago (qui il “lungo” non è un caso !!) – affascinante come sempre, peccato per la mattinata un pò tersa !! – di Porto Ceresio con lo sguardo perso fra la profondità dello specchio d’acqua e i suoi cigni da una parte e qua e là le bancarelle domenicali dall’altra.

Al termine della passeggiata dietrofront per recuperare il centro cittadino costeggiando la provinciale (…), quindi attraversamento pedonale per gli ultimi tre chilometri belli tosti (d’altronde occorre risalire al paese della partenza !!), da “bere-tutti-dun-fiato” per i più audaci e … temerari … IO NO 🙂 :). Se l’ascesa percorsa è di per sé importante ancor più mi vien da pensare – ma poi avrò modo di condividere con chi ha optato per la distanza massima – quando mi imbatto nella deviazione per i 23 km, una rampa “tostatosta” su sterrato e un andamento non certo tranquillo e scorrevole mi diranno poi. A questo punto, manca circa un chilometro che copriamo praticamente passando dalle strade di paese a zigzagare fra i camminamenti su pavé che ci riconducono all’oratorio Don Bosco di Besano.

Il tempo finale ?? Mi importa relativamente – anche perché in primis volevo tastare le sensazioni “riprendendo a rullare” su sterrato e nei boschi -, alla partenza poi  non ho guardato l’orologio ! … Sensazioni positive posso concludere, anche se cionostante il passo e “la testa” (che mi vien da etichettare stamattina come il ‘fulcro’ della macchina runner) rimangono quelli di sempre ahimé ! Vabbé comunque una tappa preparatoria e di avvicinamento …. le prossime settimane diranno su quanto seminato !!

Due passi … sulla ciclopedonale del lago di Varese

(domenica 11 febbraio)
Stamane solito ritrovo con gli amici del CB per una sgambata su uno dei classici “percorsi di riscaldamento” fuori-stagione: ritrovo a Biandronno per ridiscendere sulla ciclabile del lago di Varese. La prospettiva oggi è di riuscire in un bel ‘lunghetto’, in vista dell’appuntamento prefisso di metà giugno ..
Come sempre, “concessa” piena libertà di come interpretare l’uscita: ecco dunque chi approcciando in modo pseudo serioso (Luigi), chi “all’inseguimento” (io), chi per fare una bella camminata in compagnia (il Press, Gianfelice, Giovanna e Osvaldo, gli “ospiti” Antonio Spoti  e la moglie Aureliana Vanzago.
Nel giorno dell’edizione numero 86 (!!) della Cinque Mulini in quel di San Vittore Olona, a cui partecipano diversi amici runners, e della ‘Salamellando’ di Abbiategrasso, spersi nella nebbia, noi optiamo per uno pseudo-lungo: ne escono così 16 km per gli “audaci”, da Biandronno fino alle porte di Azzate (arriviamo fin al magniloquente viale dalle alte betulle (??), poco distante dall’altro riferimento per i runners del Centro Commerciale.
Lungo il percorso metà asfalto e metà sterrato notiamo una cospicua presenza di ciclisti e runners che in un modo o nell’altro approfittano di queste domeniche per rispolverare le scarpette e riavvicinarsi al running, a prescindere dai propri obiettivi.
Così percorsa la stimata ma segnalata distanza degli 8 chilometri giro di boa per tornare al punto di partenza. Ritorno che decido di percorre – momenti “di stacco” a parte – corricchiando con l’amico Gianluigi il quale “in spolvero” ben presto riprende in solitaria ! …
Vabbé l’importante è divertirsi tutti quanti in queste domeniche !

.. Una tranquilla sgambata !

(venerdì 3 febbraio)

Uscita pomeridiana “dalle mie parti” oggi, lungo la ciclabile che dal mio paese arriva sino a Rancio Valcuvia. Le sensazioni sono buone ma “voglio staccare” concedendomi un’uscita abbastanza soft prediligendo un percorso sì in falsopiano ma non impegnativo. Dunque eccomi sulle ‘solite strade’ che mi accompagnano nelle campagne retrostanti prima di imboccare la sopracitata ciclabile ‘Valli del Verbano’; procedendo, noto che inizio a gestire (?!!) i cambi di passo e “ad alternare” (…), forse favorito dal percorso in linea – buon segnale “di testa” ! -. Mi metto alle spalle il terreno dell’Ema e dopo poco più di un chilometro ‘Il Vallone’ dell’amico Mattia, che non esito a salutare -; quindi via lungo l’ultimo tratto realizzato in ordine cronologico – molto bello da percorrere anche camminando -, che curva e controcurva attraversa i boschi limitrofi fino a riavvicinarsi alla sede della provinciale dov’è posta una deviazione: o l’uscita verso l’attigua stazioncina dei pulmann o proseguendo dritti per continuare verso Germignaga e Luino. Opto per la 1) ed ecco la rotatoria che rappresenta un pò il “target” per le mie uscite da qualche tempo.
Ad attendermi è poi lo strappo di via Giovanni XXIII che dalla sede stradale principale risale al municipio e le scuole elementari del paese: uno strappo di 300 metri circa non “hors-de-catégorie” ma di cui gli ultimi 20 – quando sei già al limite, almeno il sottoscritto – sono terribili (!!!). Giunto poi ‘in cima’ odi il vociare altisonante dei bambini nel vicino parco giochi mentre tu arrivi alquanto trafelato e – come fatto stasera – non puoi evitare di “gridare” il tuo impegno.
Proseguo poi per la via parallela che dal campo sportivo ‘Frattini’ locale riporta verso la frazione di Cavona e, per terminare lo scarico, riprendere la ciclabile ripercorrendola fino al campo dell’amico Emanuele (tratto che riesco a fare ‘tutto-dun-fiato‘, rincorsa già cominciata sulla ridiscesa precedente di via per Rancio, e di buona gamba). Quel che mi rimane per tornare a casa praticamente ‘scarico-dello-scarico’: corricchio, cammino, corricchio per recuperare quanto speso in precedenza.

Correre sul lago di Comabbio non vale una … ma di più !!

(domenica 28 gennaio)

Percorrere il giro del lago di Comabbio ha sempre il suo fascino, in qualunque stagione lo si faccia, da soli (un po -) o in compagnia.
Queste due domeniche ultime l’ho fatto con l’amico Gianluigi Vanetti e oggi poi si sono uniti altri ‘nostri’ camminatori.
Strabello poter correre in questo scenario – la mia opinione non è cambiata per nulla da quando l’ho “scoperto” alcuni anni fa in una uscita di gruppo, quasi per caso quindi !
Da allora ne è venuta una prima partecipazione alla ‘Lago di Comabbio Run – Corri con Samia‘ con il gruppo della Podistica Mezzanese (2015); poi l’evento è stato inserito nel calendario del circuito del Piede d’Oro, e da allora è praticamente un appuntamento fisso.
Ripercorrerlo al di fuori di gare ufficiali è una meraviglia (peccato la distanza da casa !!), e trovarcisi nei mesi caldi o autunnali è scenoso. una cornice da fare invidia veramente ! E’ in questi momenti che – a prescindere dal passo tenuto – lo si gusta appieno: “se ti va bene” soli tu e i tuoi passi, cercando di scaricare e tener lontani i propri pensieri, il proprio quotidiano, abbandonandosi -in maniera positiva comunque – a quell’ora o due di svgo che ci può concedere ogni tato ! ….

IIIUUUUU ….

Appuntamento a ‘La Prima dell’anno’

(domenica 14 gennaio)

Oggi tradizionale appuntamento con la ‘1^ dell’anno‘, classico appuntamento podistico d’inizio anno della città meneghina. Con gli amici Angelo, Maria Grazia , Giovanni e Francesca dopo l’abituale breathing direzione ippodromo per poi cimentarsi in una delle distanze proposte: 6,10 o 20 km: mentre gli altri si concedono.una tranquilla passeggiata, io.e Angelo optiamo per la distanza intermedia. Come da ABCdario partenza libera per gli astanti. La temperatura non supera granché gli 0° ragion per cui il primo problema è andare a regime !
Come sempre, alta la partecipazione a questa classica la quale,partendo proprio dall’Ippodromo di Varese, subito risale per le vie retrostanti per risalire al bivio che porta al Sacro Monte e alla Prima Cappella, giro di boa per i volenterosi dei 20. Allo stesso modo, tanti i volti conosciuti che subito ritrovo: gli amici dell’ Aermacchi, Samuele, Stefano, Giovanni, Luciano, Liliana della Podistica Mezzanese tra tutti.
Nel giro di 2-3 km si e già proiettati sull’ascesa che porta al Sacro Monte: qui l’attacco e sempre gravoso e impegnativo ! …. A metà salita a ridosso degli stretti tornanti che,salgono la deviazione fra i due percorso maggiori: chi procede per la Prima Cappella dritto e chi ridiscende verso località Rasa per poi dirigersi verso il centro cittadino nei pressi di cui si prende via Molino Grassi .
Lungo rettilineo che ci accompagna verso gli ultimi 3 chilometri di giornata. Ad attenderci e uno scorrevole passaggio sui sentieri che attraversano il parco di Villa Toeplitz.
A questo punto abbandoniamo l’asfalto per lo sterrato. Attraversando un campo per 300 metri prima di affrontare ‘a pata verta‘ un tratto in discesa che scende sul lungo e largo viale adiacente il quale ci riporta verso l’abitato e il punto partenza.