Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2024

(domenica 12 maggio)

Come da tradizione, oggi 12 maggio ricorre la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, istituita mezzo secolo fa (per la precisione, questa è la 58ima Giornata Mondiale) dal Concilio Vaticano II per tracciare un proprio orientamento attualizzato sugli strumenti della comunicazione.
Quest’anno il tema scelto da Papa Francesco, al centro della Giornata, é “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana”. Del resto, di fronte ad un fenomeno che, ponendosi come soluzione ideale e ottimale per velocizzare operazioni mnemoniche e non di vari settori, nel giro di pochi anni si è sparso a macchia di leopardo, anche la Chiesa è oramai chiamata a prendere una propria posizione sulla materia, ad assumere un proprio ruolo.
Per dare una valenza alla sua portata, basta riportare alcuni brevi passaggi: ‘… cambiamento che coinvolge tutti …. L’accelerata diffusione di meravigliose invenzioni, il cui funzionamento e le cui potenzialità sono indecifrabili per la maggior parte di noi, suscita uno stupore che oscilla tra entusiasmo e disorientamento e ci pone inevitabilmente davanti a domande di fondo: cosa è dunque l’uomo …. quale sarà il futuro … nell’era delle intelligenze artificiali?’, ‘.. In quest’epoca che rischia di essere ricca di tecnica e povera di umanità, la nostra riflessione non può che partire dal cuore umano … solo recuperando una sapienza del cuore, possiamo leggere e interpretare la novità del nostro tempo …’ (questo forse il nocciolo che traspira), ‘.. l’utilizzo stesso della parola “intelligenza” è fuorviante. Le macchine possiedono certamente una capacità smisuratamente maggiore rispetto all’uomo di memorizzare i dati e di correlarli tra loro, ma spetta all’uomo e solo a lui decodificarne il senso …’, ‘.. A seconda dell’orientamento del cuore, ogni cosa nelle mani dell’uomo diventa opportunità o pericolo. ..’, ‘.. Dalla prima ondata di intelligenza artificiale, quella dei social media, abbiamo già compreso l’ambivalenza toccandone con mano, accanto alle opportunità, anche i rischi e le patologie. Il secondo livello di intelligenze artificiali generative segna un indiscutibile salto qualitativo. È importante quindi avere la possibilità di comprendere, capire e regolamentare strumenti che nelle mani sbagliate potrebbero aprire scenari negativi …’. E’ però imprescindibile che, per cogliere la bontà dei nuovi strumenti di cui si disponne, sia necessario un confronto continuo per coglierne un equo utilizzo improntato ad uno sviluppo delle conoscenze e applicazioni. Ancora, ‘.. la rivoluzione digitale può renderci più liberi, ma non certo se imprigiona in modelli (echo chamber) che, anziché accrescere il patrimonio dell’informazione, rischia di farci piombare in una palude … assecondando gli interessi del mercato o del potere …’.

Non voglio qui soffermarmi su una spiegazione ( e “traduzione”) delle posizioni assunte anche perché non ne sarei in grado, ma dare semplicemente rilevanza alla ricorrenza di questa Giornata dal momento che ricordo di averla vissuta anni fa nella mia parrocchia da sempre cerca di orientare i cristiani alla ‘Buona Lettura‘ con la pubblicità di testate piuttosto che letture indicate, arrivando a toccare argomenti più specifici come quello proposto.
Tralascio quindi la parte più concettuale e mi soffermo sugli aspetti più pratici cioé l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (AI) nei vari campi, dapprima quello più squisitamente informatico dove forse la novità dei risultati raggiunti ha fatto più breccia e, proprio sospinti da questa ‘euforia’, si è poi propagata ad altri come può essere la medicina, il commercio, l’agricoltura nelle sue varie applicazioni.
Anzitutto, problema di fondo che accomuna tutti i settori interessati è quello meramente umano: l’impiego dell’Intelligenza Artificiale può arrivare a compromettere il fattore umano, sostituendosi a lui nelle varie attività ?
Ed è già da qui che prende posizione il messaggio diffuso dal papa: importante sì per la sua utilità in svariate mansioni, magari anche scomode da svolgere per l’uomo, ma mai tale da sostituirlo, preservando nella microeconomia il suo ruolo __. Lo scenario si apre poi a questioni ‘di più ampio respiro’: dal come garantire all’operatore la propria dignità senza essere in questo surclassato dal ‘nuovo arrivato’; la necessità di creare una adeguata ed equa interconnessione fra i vari protocolli. Nel dettaglio poi come poter distinguere simulazioni di eventi dalla realtà.

(rif: https://www.comunicazione.va/it/giornata-mondiale-comunicazioni-sociali.html; https://www.comunicazione.va/it/giornata-mondiale-comunicazioni-sociali/gmcs_2024/gmcs-2024-messaggio.html)

Chiedimi perché

Chiedimi perché me ne sto qua ai bordi della grande vasca che è quella sfumatura della Vita che porta al divertimento e alla gioia.

Chiedimi perché non sono partecipe del girotondo della Vita non certo nel suo essere ma nelle sue esagerazioni piaceri.

Chiedimi perché …

Forse perché ho cercato sì nella mia gioventù di assaporare tutto quanto mi fosse possibile, auspicando anche al divertimento.

Mi piace vedere la vita scorrere, come fresche acque, cogliere al volo le opportunità che mi offre.

E’ come guardassi scorrere tutto seduto sul muretto.

Elogio della fiducia

Tra i valori relazionali, da ricercare in una persona e di basilare importanza per poter stabilire un rapporto che si vuole stabile è la fiducia (confiance in francese; trust in inglese; confianza in spagnolo: Vertrauen in tedesco). Talento oggi quasi di poco conto o spesso sottinteso (il “dare per scontato’ certe cose è spesso un’arma a doppio taglio, e qui può assumere sfaccettature .. disattese per il legame), che ad un certo punto “l’altro” richiede in chi gli sta di fronte. Esigere fiducia reciproca per potersi fidare ciecamente di chi si ha di fronte, e a prescindere dal rapporto esistente.

Valore che non si riduce a qualcosa di “astratto” ma che si deve propagare nel tempo per preservare il legame stesso che si è creato. Una qualità ricercata e richiesta soprattutto in un legame che vuole tenere unite due persone, quindi irrinunciabile (e interdipendente) per lo stesso.

Valore non facile da ritrovare e tantomeno concedere: legato strettamente per ciò a un altro valore imprescindibile che va sotto il nome di complicità.
Complicità forse è poi lo step successivo alla fiducia, ed esso quando sussiste … apre molte porte !

“Cari i miei pischelli”

– I figli che non ho mai avuto –

Titolo un po’ frivolo, parrebbe poco serio ma volutamente giocoso, ma che racchiude un preciso quanto sottile (e “prezioso” per me) significato.

Una riflessione che nasce semplicemente dalle mie sensazioni ed emozioni.

Da alcuni anni, svolgo un lavoro che mi porta ad essere in contatto con bambini e ragazzi: ciò che a pensarci, “relazionarsi” con i giovani, mi è sempre piaciuto, fa quasi parte del mio DNA: arrivo così ad apprezzare il mio attuale ruolo di collaboratore scolastico.
Cosa non sempre scontata, si può respirare una bella atmosfera in una scuola (“da sapere” costruirsi) che quest’anno ho raggiunto complice il buon rapporto anche con il personale docente oltre che con i ragazzi, alcuni dei quali conosco se non addirittura figli di miei amici.

Tralasciando altre realtà in cui mi metto in gioco, è qua che largamente manifesto la mia sensibilità per i fanciulli, sulla falsariga del ‘Buon padre di famiglia’ riversando forse quel ‘qualcosa’ che mi realizzerebbe.

Proprio la tendenza insita di mantenere questo tipo di legame consente a chiunque di alimentarlo. Del resto, è il fanciullino che è in noi (cit. Pascoli) che tenta di ‘farsi strada’ ed emergere, alla stregua della nostra età e .. storia.

Per ciò si aggiunga che la capacità di dialogare anche in maniera empatica con loro e l’essere disponibili con i professori sono secondo me punti fermi per una gratificazione del “fu” bidello.

Riuscire a mantenere un rapporto di questo tipo anche quando si è adulti, quando “si passa alla maggiore età”, è importante e funzionale e alimenta comunque la crescita del proprio io; non cristallizza cioè la persona a quello che è ma crea una sorta di continuità con la sua giovinezza … i ricordi.

Le chiavi di un “piccolo paradiso”

(domenica 28 gennaiio)

Una chiave. ‘ Beh ? ..’ -si direbbe – ‘Cosa c’è di strano in una chiave ?? …’.
Non è una “semplice” chiave, ma permette di aprire ad uno spazio reale, tangibile in cui i bambini, i ragazzi finanche i più piccoli possono dare sfogo alle loro passioni: lo stare insieme, il gioco e il divertimento.
Questa chiave dunque è a simboleggiare qualsiasi luogo, spazio o cortile, in cui il fanciullo può correre svagarsi giocare e relazionarsi con altri suoi coetanei. E il pensiero allora corre subito a San Giovanni Bosco e ai suoi insegnamenti.
Nello specifico, la chiave in questione è di una palestra. Uno spazio più circoscritto (e definito) per il gioco. Ecco allora che qui parla di sport, veicolo – proprio come dice don Bosco – per la formazione e la crescita educativa del fanciullo … per la persona di domani.

Lo strumento – il format – migliore è quello dello “sport di squadra” quindi calcio, pallavolo, pallacanestro piuttosto che egualmente eventi organizzati su più discipline che “allenano al divertimento ma anche alla condivisione, e dunque educazione, i ragazzi”, ciò che è proprio alla base dell’oratorio di Don Bosco.

Il cardine che tiene viva questa dimensione di crescita educativa tramite lo sport è attualmente tenuta viva dalle PGS (Polisportive Giovanili Salesiane) nelle varie discipline che propone: pallavolo, pallacanestro, ginnastica soprattutto.

Qui a Cuveglio si è proposta fatta 20 anni fa ai nostri giovani si è basata sulla pallavolo, che già teneva aggregati i ragazzi nelle sere d’estate al campetto del nostro oratorio. Ebbene, se al primo raduno si contava su un gruppo di una dozzina di ragazze nel corso degli anni la società nostrana ASD PGS Blu Volley accoglie un bacino inimmaginabile di ragazzi, di varie fasce d’età, impegnati nelle varie categorie.

Empatia

Guardo attorno e vedo come un caleidoscopio; scruto sfacettature di Vita Esperienze vissute che parlano in silenzio di sé.

Quasi internate rimangono assopite e nell’oblio confondendosi ma lasciando traccia nei propri pensieri, nei propri ricordi.

Maschere del nostro io Spilli dietro cui poter mascherare le nostre nefandezze le cose assopite.

Voci che tutt’attorno nessuno ascolta. E nessuno dà conforto.

Talento non innato ma da saper coltivare.

Mi pongo disinteressatamente alla finestra offrendo il mio orecchio e le mie esperienze.

Conscio che possa risuonare in chi cerca.

“Il vero amore”

(sabato 9 dicembre)

Nato in Libano il 6 gennaio 1883 ed emigrato poi negli Stati Uniti, Gibran è noto per la raccolta di poesie Il Profeta, pubblicata nel 1923. In particolare Il vero amore è una delle più note, spesso letta ai matrimoni, non ai funerali, perché parla della resistenza dei sentimenti attraverso le avversità della vita, «nel bene e nel male», e di come sia più importante la reazione al dolore e alle difficoltà, che il dolore stesso.

‘Voglio leggervi una poesia che credo possa dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe imparare a vivere’. *

Il vero amore non è ne fisico ne romantico.
Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto,
ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.

[* Poesia letta da Gino Cecchetin al recente funerale della figlia Giulia]

‘Il vero amore non uccide’

(lunedì 20 novembre)

Esplosione di sentimenti; di persone che si attraggono, si (ri)trovano complici, e si frequentano con la speranza che … chissà possa scoccare qualcosa …

Poi, accadimenti che lacerano il rapporto- forse incomprensibili -, che complicano quanto raggiunto, che minano il rapporto creato … Tutto quanto costruito quasi dal nulla viene così annientato, travolto con impeto (dalla persona). E il più delle volte è forse l’egoismo esacerbato, portato all’estremo che comanda tutto, in un attimo “ci fa cambiare”, ci toglie quella maschera che forse nascondeva tratti della propria personalità inimmaginabili. Non ci fa vedere e sentire nient’altro che la voglia di vendetta … inconcepibile e bestiale ci insegna la cronaca.

Questo è lo scenario -tipo che apre a comportamenti estremi, inimmaginabili e incomprensibili -dentro e fuori – che preclude ogni possibilità di ragionare finanche riprendere in mano il nostro comportamento, il nostro atteggiamento.

Ferma, stop ! E’ qui che entra in gioco la coscienza della persona. Coscienza – o meglio (saper) prendere in mano la situazione venutasi a creare: una circostanza che ci ha offeso o che in qualche modo mai avremmo pensato capitasse a noi- e imporsi un momento di riflessione ……..Consapevolezza di fermarsi …. capire cosa si sta facendo. Sommariamente , non agire d’impulso, non sempre è la corretta via.

Avere la presunzione che il partner o ex che sia debba pagare – anche amaramente – una propria scelta, decisione o fare un passo indietro – giusto che sia – ha irreprensibilmente in sé qualcosa di inconcepibile e bestiale. Tutto qui.

Una devozione virile e militante

(domenica 17 settembre)

A un confratello che riteneva il Santo Rosario una devozione per donnette anziane e bigotte, san Pio da Pietralcina diceva: ‘Prendi questa corona e considerala, proprio per la sua apparente, straordinaria inutilità, come uno “strumentuccio” per spalancare le porte del Cielo’. E’, infatti, l’arma per eccellenza nell’affrontare il combattimento materiale e spirituale sui campi di battaglia come nel cuore dell’uomo. E’ preghiera virile, che richiede costanza, perseveranza e forza interiore, suscita e rinsalda la volontà per dirigerla con rinnovata determinazione verso il Signore Gesù. Risponde all’invito evangelico della preghiera cotante e ripetuta ed è, come insegna San Tommaso d’Aquino, l’orazione per autonomasia perché pone l’uomo in continuo atteggiamento di adorazione verso Dio, con lo stesso cuore di Cristo: forte, mite e umile.

Con queste premesse si sta diffondendo anche in Italia, prima a Roma (2022) e poi a Milano (25 marzo 2023), l’iniziativa del Rosario degli uomini, che, come dice il nome, è principalmente rivolto agli uomini e ai ragazzi. [ .. ], è una realtà che prende ispirazione dal movimento laicale cattolico brasiliano “Terco dos Homens”, nato in Brasile e presto diffusosi in altri paesi latino-americani, negli Stati Uniti e in alcuni stati europei. Naturalmente la presenza di donne alla recita del Rosario non è vietata, ma la finalità di queste iniziative, oltre a riscoprire la dimensione virile e militante della devozione del Rosario, è rinvigorire la fede degli uomini, in particolare nei padri, perché possano essere esempio di coraggio e libertà per i figli, e sostenere le proprie famiglie nel cammino che conduce alla vita eterna.

Il prossimo appuntamento del Rosario degli uomini si terrà in contemporanea a Milano e a Roma il 7 ottobre 2023, giorno in cui la Chiesa cattolica onora la Madonna del Rosario, in memoria della vittoria della flotta cristiana a Lepanto nel 1571.

[rif.: Wanda Massa – La Domenica, periodico religioso]

“Love of my live” (by F. M.)

(sabato 30 settembre)

Love of my life, you’ve hurt me
You’ve broken my heart, and now you leave me
Love of my life, can’t you see?
Bring it back, bring it back, don’t take it away from me
Because you don’t know what it means to me

Love of my life, don’t leave me
You’ve taken my love (all my love), you now desert me
Love of my life, can’t you see? (Please bring it back)
Bring it back, bring it back, don’t take it away from me
Because you don’t know what it means to me (means to me)

You will remember when this is blown over
And everything’s all by the way (ooh, yeah)
When I grow older, I will be there at your side (ooh)
To remind you how I still love you (I still love you)

Back, hurry back, please bring it back home to me
Because you don’t know what it means to me (means to me)
Love of my life
Love of my life
(Ooh, ooh)

TRADUZIONE

Amore della mia vita, mi hai ferito
Hai spezzato il mio cuore, e ora mi lasci
Amore della mia vita, non lo vedi?
Riportalo indietro, riportalo indietro, non portarlo via da me
Perché non sai cosa significhi per me

Amore della mia vita, non lasciarmi
Hai preso il mio amore (tutto il mio amore), ora mi abbandoni
Amore della mia vita, non lo vedi? (Per favore, riportalo)
Riportalo indietro, riportalo indietro, non portarlo via da me
Perché non sai cosa significhi per me (significhi per me)

Ricorderai quando questo sarà passato
E tutto sarà passato (ooh, sì)
Quando diventerò vecchio, sarò lì al tuo fianco (ooh)
Per ricordarti quanto ti amo ancora (ti amo ancora)

Torna, torna in fretta, per favore riportalo a casa da me
Perché non sai cosa significhi per me (significhi per me)
Amore della mia vita
Amore della mia vita
(Ooh, ooh)

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