Luce dei tuoi occhi

Scorri la vita.
Corri la giovinezza.
T’impegni e t’ingegni per stare a galla
in un mondo che sin da subito ti mette alla prova
e richiede da Te.

Inconsciamente è inevitabile
finanche ineluttabile
che arrivi a spenderti,
fai anche più del dovuto
per non rimanere indietro,
godere di gioie e dolori.

Ecco qua !
Non posso non fare miei i tuoi occhi semichiusi
il tuo passo incerto
che cerca un sostegno
nel suo andare indeciso e titubante.

Se il Destino ci è precluso
il Fato vi ha messo lo zampino
e ha rincarato la caducità
della nostra fragile natura.

Le mie mani tra le tue

Distesi ridenti, e forse piacenti, su questo campo.
Assaporando le meraviglie
e il silenzio della Natura.
I nostri sguardi che si perdono
e si confondono
inebriati dalla brezza che risale
all’ermo colle.

Gli occhi che si cercano
quasi a cristallizzare le sensazioni le emozioni di ognuno, celate,
forse sopite.

I lineamenti che diventano ispidi,
avvertendo chissa che !

I corpi che si avvicinano,
a cercare un pò di tepore; carezze che si perdono
alla ricerca del fatuo contatto.

Poi, due corpi voluttuosi che
gemono,
si amano.
Infiniti attimi che nascondono voluttà e complicità.

Movimenti repentini e incontrollati
di braccia che si cercano
si sfiorano e si ritrovano,
e infine si toccano
raggiungendo la perfezione
l’apice dell’effimero
il Piacere.

Toh, un derby !! ..

(domenica 16 aprile)

Appuntamento oggi alla ritrovata palestra Falaschi di San Fermo di Varese per una gara della u12 locale … Sì ma con chi ?? …

Questo un pò il preambolo a questo pomeriggio dal cadreghìn perché è solo quando varco la porta della palestra, o meglio ancora entro sul parterre, saluto le panchine, che realizzo … toh, il ‘Derby della Valle Olona‘ !‌ “per un’andata, c’è sempre un ritorno. Infatti da una parte la compagine di Atlas San Fermo guidata da Ambrosetti dall’altra la squadra di Elpis di coach Tanco.

Atlas San Fermo è fresca di ‘fase regionale’, arrivando fino ai quarti di finale della categoria. Pure di Elpis serbo un buon ricordo per cui ….

Pubblico delle grandi occasioni: nell’intervallo fra un set e l’altro, conto 50-60 persone: .. uuaooo !
Se i primi due set terminano dando sfoggio vicendevolmente dei due pesi in campo pariteticamente (17-7 e 7-17), col terzo dopo una prima rotazione a braccetto (5-5, 7-6, 8-8) le locali “escono” (14 a 6 da 8 a 5) per il finale 17-10.

Bel gioco da ambo le parti, con i piccoli atleti attenti nel giocare (finanche a piazzare) la palla, decisamente poche sbavature in fase ricettiva – a parte le “palle morte” -, con dinamiche talvolta intense di gioco.
Ma il bello deve ancora arrivare, forse ! … Due parziali molto intensi quelli che seguono, un pò “burrascosi” anche per talune decisioni arbitrali prese e alcune lungaggini ‘tecniche’, i più lunghi poi – 18′ e 24′ – con continui ‘rincorrersi’ e capovolgimenti di fronte, di nuovo per due parziali antitetici: 17-15 e 15-17.
Vittoria finale di Atlas, ma onore alla formazione di coach Tanco che ha difeso fino all’ultimo ….

Una under 16 … rivedibile

(sabato 15 aprile)

Guardando la classifica del girone VA09 verrebbe da dire ‘partita da dentro o fuori’ quella che è andata in scena al Pala Gemonio fra la corazzata di casa nostra e il sodalizio di Atletico Cedrate. Gara non avvincente, almeno nei primi due set, non per come locali hanno abituato, con la squadra ospite che approfitta di una squadra tatticamente poco aggressiva e convincente per … giocarsela e alla fine piazzare il colpaccio !!, contrariamente in poco meno di due ore.

Persa la palla al sorteggio, pur in ricezione, le gialloblu salgono subito in cattedra (5-2), gap che viene poi mantenuto nei successivi turni (6-3, 9-6). Ambedue le formazioni procedono però “al passo della formica” per tutto il prosieguo della frazione, sintomo di una partita ‘anomala’. Solo in terza rotazione (22-18) si intuisce quale possa essere l’epilogo del set per il conclusivo 25 a 21.
Rientro in campo di nuovo bilanciato (10-11), con le ospiti che ‘mettono la freccia’ ad inizio seconda rotazione (11-15)- Le ragazze di coach Cernecca avvertono la tensione e la loro disgregazione – pure giocando una buona pallavolo – ma non riesce a rientrare (13-17, 14-19, 15-20, 17-21. Cedrate decisamente in questo parziale dimostra di possedere “quella marcia in più …’ per il finale 23-25.
Nella mezz’ora del terzo (31′ a referto) le locali iniziano alla grande sotto l’egida di capitan Milanta (8-2), ma le ospiti non si perdono d’animo e così, mentre le gialloblu paiono ipnotizzate, riescono ricucire il gap (5-4, 10-6, 11-9) Cedrate si rimette in scia 16-14, Blu Volley si irrigidisce 19-26, 20-17, 18-23) per il conclusivo 24-26.
Set decisivo, determinante per tastare le intenzioni di Blu Volley ma la squadra della brughiera rientra subito partendo da piccoli breaks (4-5, 6-8, 7-13) Blu Volley cerca subito di rientrare (9-14) ma Cedrate, pur non sciorinando un gioco complicato mantiene un gap rassicurante (10-15, 11-17). Le ragazze di Cernecca però non convincono in continuità (19-22, 22-24, 123-25) per arrivare al 24-26 finale.
Ok Cedrate ora – zitta zitta – ci crede … Blu Volley deve stringere i denti ! Persa subito la palla, Morazzoni e compagne non cedono il passo (0-3) ma le gialloblu tentano di stare sotto (2-3, 4-4, 6-5). La squadra di coach Gnocchi però non molla e con un gioco semplice ma ben costruito riesce a sopraffare la retroguardia di casa non in peretta forma (6-8). Piccolo realizza un bel break (+5, 7- 13 da 6-8). Comincia ad affiorare la stanchezza “a tirare” da ambo le parti cosicché la seconda rotazione è tutta un “punto-a-punto” (). idem la terza con le ospiti che tentano di allungare (19-22) ma la ‘mai doma’ Franchin rimette in gioco le locali ((22-22). Ennesimo allungo con Kostic per il 22 a 24; palla a Blu Volley che potrebbe così portare i giochi al tie-break ma D’Urso (!!) manda in rete.
Peccato per la prova sottotono delle locali, verosimilmente sbilanciate fra prima e seconda linea; Cedrate realizza invece un risultato forse inaspettato, vincendo i primi set della stagione, ma ha il pregio di averci creduti sino in fondo !
Squadre sostanzialmente poco fallose ma decisamente dinamiche quanto agli scambi; apprezzabile fair-play da ambo le parti che ‘coadiuvano’ l’arbitro …

Il codice a barre

(lunedì 10 aprile)

Il codice a barre è un codice di identificazione costituito da un insieme di elementi grafici a contrasto che vengono letti da un dispositivo di scansione e quindi ‘spacchettati’ ovvero decodificati per ottenere l’informazione contenuta. È costituito da una serie di barre nere e spazi bianchi, in un numero predefinito. Questi elementi insieme, costituiscono la carta di identità di un prodotto o di un articolo, contenendo tutte le informazioni utili al fine di garantirne l’identificazione e la tracciabilità. Infatti, ogni prodotto viene identificato da un’etichetta che riporta il suo codice univoco che, per convenzione, è un codice a barre, lineare o bidimensionale, il quale può essere considerato come la carta d’identità del prodotto. Devono usare questo sistema di catalogazione tutti gli operatori che vendono alla grande distribuzione. In particolare se operano nel settore alimentare; viceversa, se i prodotti sono solo per uso interno, entro cioè i confini di un paese, non hanno bisogno di fare parte del sistema utilizzato dai “Codice a barre”.

Se prendiamo un codice a barre le prime 3 cifre indicano la provenienza e identificano il paese (ad esempio, nei codici a barre le prime 3 cifre identificative dell’Italia vanno dall’800 all’830, per la Francia vanno dal 300 al 379, per la Germania dal 400 al 440), le 4 cifre che seguono rappresentano l’indirizzo del produttore o del fornitore; le 5 cifre successive si riferiscono all’articolo stesso, mentre l’ultima cifra agevola la lettura.

Storia

Il codice a barre nacque il 7 ottobre 1948 da un’idea di due studenti di ingegneria dell’Università di Drexel, Norman Joseph Woodland e Bernard Silver; l’idea nacque dall’esigenza del presidente di un’azienda del settore alimentare di automatizzare le operazioni di cassa. La loro intuizione si antepose a quella di utilizzare il codice Morse sviluppato però in senso verticale, in modo da ottenere barre strette e barre larghe, e a quella di impiegare codici a barre ovali (nel 1972, l’esperimento effettuato in un grande magazzino di Cincinnati con l’aiuto della RCA, non produsse risultati incoraggianti in quanto ma i codici si macchiavano facilmente o producevano delle sbavature durante la stampa, per cui l’esperimento fu un insuccesso). La loro invenzione venne brevettata per la prima volta nel 1952.

La modalità della loro lettura venne poi gradualmente ottimizzata:
i primi tentativi di riconoscere i codici a barre avvennero utilizzando un fotomoltiplicatore (originariamente utilizzato per la lettura ottica delle tracce audio dei film) ma non ebbe successo a causa dell’eccessivo rumore dei dispositivi utilizzati, del calore generato dalla lampada utilizzata per l’illuminazione del sistema oltre che al costo non indifferente per le lampade allo xeno, all’epoca l’unico gas in grado di assicurare un’adeguata fonte luminosa.

Il progressivo sviluppo della tecnologia laser consentì di poter disporre di lettori a prezzi più accessibili; inoltre, lo sviluppo dei circuiti integrati permise la decodifica dei codici.

Silver morì nel 1963, prima di poter vedere le applicazioni pratiche del suo brevetto. Woodland utilizzò presso IBM i codici a barre lineari, i quali vennero adottati il 3 aprile 1973 con il nome “UPC” (Universal Product Code). Il 26 giugno 1974 rappresenta una data centrale: in un supermarket a Troy, nell’Ohio, fu venduto il primo prodotto (un pacchetto di gomme americane) con l’ausilio di un lettore di codici a barre.

Nello stesso anno si volle introdurre anche in Europa un sistema similare, che fosse compatibile con UPC; nel 1977 i rappresentanti di 12 Paesi europei, tra cui l’Italia, fondarono a Bruxelles la European Article Numbering Association (in seguito chiamata EAN), che dal 2005 venne conosciuta a livello internazionale col nome di GS1. Nel 1978 nacque in Italia quella che oggi è GS1 Italy: si chiama Indicod, inizialmente formata da 60 imprese associate, che ad oggi sono circa 35 000.

Nel 1992, Woodland ricevette la medaglia nazionale per la tecnologia.

Tipologie dei codici a barre

Una prima distinzione da fare é fra codici a barre lineari e codici a barre bidimensionali (‘matrici’).

Lineari
Il codice a barre lineare è composto da un susseguirsi di barre e spazi. La barra è l’elemento scuro del codice a barre, formato da un segmento verticale. Lo spazio è l’elemento chiaro del codice a barre e separa due barre tra loro.
Si definisce modulo la larghezza dell’elemento (barra o spazio) più stretto.

Un particolare tipo di codici a barre lineari sono i codici a barre discreti, in cui solo le barre portano l’informazione. Nei codici a barre discreti, ogni carattere del codice ha lo stesso numero di barre e spazi e ciò ne rende facile la rappresentazione con un font di caratteri (ad es. Code 39). Viceversa, nei codici continui troviamo informazioni sia nelle barre che negli spazi; in essi ciascun carattere può avere una lunghezza diversa.
Tra i codici a barre lineari, ce ne sono alcuni che per gli elementi prevedono solo due spessori (largo e stretto); altri prevedono al contrario un numero variabile di spessori. Ogni tipo di codice a barre inoltre prevede i caratteri ammessi (es. solo numerici, alfanumerici, alcuni caratteri speciali). Altri tipi di codici a barre prevedono una lunghezza del codice fissa: ad esempio, EAN 13 ha una lunghezza fissa di 13 caratteri, UPC A di 12 caratteri.
Alcuni tipi di codici a barre possono essere Stacked ovvero impilati (esempi sono GS1 DataBar Stacked Omnidirectional, GS1 DataBar Expanded Stacked e GS1 DataBar Stacked).

I codici a barre come siamo abituati a pensarli, ovvero quelli con le barre nere e gli spazi bianchi rientrano nella prima categoria, mentre i QR code, i DataMatrix e i codici farmaceutici nella seconda.

L’EAN (European Article Number), molto utilizzato in Italia, viene utilizzato nella grande distribuzione, seguito dal Farmacode o codice 32 adottato per l’identificazione dei farmaci e delle specialità vendute al banco nelle farmacie. Sempre nella grande distribuzione, si può trovare lo Universal Product Code (UPC) per i prodotti importati da Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti. Dal 2014 nello stesso settore è possibile usare la famiglia di codici a barre GS1 DataBar per la sua caratteristica di memorizzare un maggior numero di informazioni in minor spazio. Nell’ambito industriale hanno trovato grande diffusione il codice 128, il codice 39 e il 2/5 interlacciato.

La maggior parte dei codici ha un codice di controllo (check digit) che viene acquisito dall’unità di lettura per verificare la corretta lettura e l’integrità dei dati.

Bidimensionali I codici a barre bidimensionali hanno due dimensioni appunto, e vengono letti tramite apparecchi fotografici e smartphone.

Lettura dei codici a barre

La disponibilità dei lettori di codici a barre è andata diversificandosi progressivamente con l’avvento di nuove tecnologie e con l’ottimizzazione della componentistica elettronica.

Tipo di collegamento

Se parlando lettori di codice a barre il pensiero va immediatamente a quelli collegati ad un personal computer o ad un registratore di cassa, ci sono anche lettori dotati di memoria “propria” e pertanto in grado di immagazzinare un certo numero di letture prima di avere necessità di scaricarle utilizzando un’unità base (il ‘calamaio‘ nel caso delle penne ottiche). Altri lettori sono invece dotati di un trasmettitore che consente di comunicare in tempo reale ad un’unità ricevente i dati letti.

Tecnologia di lettura

Di base, esistono 26 tipologie di codifica.

La tecnologia prevalente e più affidabile nella loro lettura utilizza uno o più raggi laser, integrati ad una testina oscillante e talvolta ad un sistema di specchi, per avere la certezza, o comunque una maggiore probabilità, che qualsiasi codice stampato venga letto al primo tentativo. Analogamente, esistono anche dei lettori più economici che utilizzano una barra di LED per illuminare i codici a barre e un sensore CCD (Charged Coupled Device) per la lettura: ne risultano dispositivi più leggeri e più resistenti, ideali per scanner da impugnare, i quali però devono essere ravvicinati ai codici a barre da leggere. In ambito industriale, le ultime tecnologie prevedono la lettura del codice a barre tramite l’acquisizione di un’immagine fornita da un sistema video. nella fotografia “impressionata” dal software il codice a barre viene letto e poi interpretato.

Uno dei programmi a disposizione per gli utenti Android è “Barcode Scanner“, disponibile gratuitamente. Una volta installato ed avviato, per potere leggere i codici da fotocamera, è necessario mettere il telefono in orizzontale. Anzitutto, il codice a barre deve essere leggibile sul prodotto; assicurarsi poi che nella foto sia visualizzato integralmente e, quando si scatta la foto, assicurarsi di mettere a fuoco il codice a barre.

Se, utilizzando un lettore o uno scanner, non si riesce a decodificare il codice, si tratta sicuramente di un errore.

Applicazioni

I codici a barre trovano ampio utilizzo nella gestione del magazzino e del movimento delle merci; la spesa per la loro stampa è decisamente poco rilevante, poiché il bozzetto è solitamente parte integrante del bozzetto dell’etichettatura o dell’imballaggio della merce.

Quello del codice a barre è un meccanismo semplice da capire: ad ogni numero corrisponde “qualcosa” !

Questo sistema facilita lo svolgimento delle attività di di cassieri e magazzinieri andando ad interessare la gestione degli ordini, la collocazione sugli scaffali, gli inventari… ma non da meno il codice a barre è utile anche al consumatore per capire la tracciabilità di un prodotto.

Altra applicazione è quella per le pubblicazioni e i periodici, al fine di facilitare l’identificazione e la classificazione degli stessi.

Particolare è quella finalizzata all’identificazione dei convogli in transito in determinate tratte ferroviarie o nelle linee della metropolitana.

Vengono utilizzati anche sulle carte fedeltà, per rappresentarne il codice identificativo associato al titolare della carta stessa.

Ancora, il codice a barre è presente anche nel retro della tessera sanitaria e codifica il codice fiscale.

Esiste poi un particolare tipo di codice chiamato GSI Digital Link e che rappresenta l’evoluzione del codice bar che permette di aggiungere informazioni quali il numero di lotto, la data di scadenza e un link ipertestuale a una pagina contenente informazioni sulla composizione del prodotto e le modalità di riciclo.

Per acquistare un codice EAN occorre richiesta all’associazione internazionale GS1 (in Italia rappresentata da Indicod-ECR). Il codice a barre viene così richiesto ad un ente terzo, che certifica l’azienda e rilascia i dati fissi (“stringa” di 9 cifre) che ogni codice riporterà.

In Italia sono tre i tipi di codici a barre diffusi. Il più comune è indubbiamente l’EAN, European Article Number. Il codice EAN è un pezzetto del codice ISBN.

Culturalmente …

Secondo una leggenda metropolitana i codici a barre lineari applicati su tutti i prodotti commerciabili nel mondo occidentale contengono il numero 666, il cosiddetto numero della Bestia: tale numero sarebbe rappresentato dalle tre barre di divisione, di forma uguale, delle quali una centrale separa la prima parte del codice dalla seconda, e le altre due sono poste al principio e alla fine del codice: tali barre sono in effetti formate da due righe sottili di uguale misura, identiche a quelle rappresentanti nel codice il numero 6. Questa ipotesi ha dato lasciato spazio a diverse interpretazioni fra cui quella secondo cui esista una corrispondenza con un rimando alle profezie dell’Apocalisse di san Giovanni (13,17-18).

Grazie ai numeri posti sotto le barre nere verticali di un codice a barre, è possibile effettuare delle ricerche su Google per identificare in breve tempo il prodotto.

Il codice a barre è stato adottato anche – impiego significativo questo – nella catalogazione dei libri nel 2007, rapportando cioè il metodo di identificazione dei libri con le tre cifre che ne identificavano la natura editoriale (posizionato sulla confezione del prodotto o sul retro del prodotto, stampato sotto il codice a barre; utilizza da 1 a 5 cifre ma che può raggiungere le 14). Dunque, in buona sostanza, i due codici non sono la stessa cosa ma semplicemente il codice EAN è un pezzetto del codice ISBN.

Under 20 .. sempre più su

(lunedì 3 aprile)

Appuntamento al Palabunker di Cuveglio per una partita della categoria ‘under 120’ tra la compagine gialloblu di Giudici-Magni contro la formazione bustocca di Santi Apostoli. Importante sfida per capire i ‘veri’ pesi del girone VA12: Blu Volley in testa con 18 punti, Santi Apostoli (9 punti, una partita in meno) ad inseguire la seconda piazza alle spalle di Olimpia Pernate.

Dal riscaldamento delle squadre si apprezza che quella a seguire sarà una bella partita; il campo però dirà diversamente.
Pur in ricezione, parte bene la squadra di casa che con Marinaro in battuta realizza ‘il cappotto‘ (7-0). A questi livelli è comunque fisiologico che, pur in vantaggio, l’avversario in poche rotazioni riassorba il gap e così Santi Apostoli rientra subito (8-.6). Le bustocche si rivelano però poco aggressive – al contrario delle aspettative – e Blu Volley riesce a mantenere dei buoni breaks per la prima rotazione e mezza (15-8, 17-9, 19-19) quando il ritorno in battuta di capitan Mancuso ricuce il gap (8 punti, 20-18). Santi Apostoli ritrova la sinergia necessaria e si rimette in scia (21-19, 22-23). Fibrillazione per ambedue le squadre che proprio sugli ultimi punti chiamano reciprocamente il secondo timeout a disposizione. La camaleontica Giorgetti manda poi in rete e le ospiti con Sculco chiudono il set (24-26).

Rientro in campo con Giudici che propone lo stesso sestetto ad eccezione della sostituzione del ‘martello’ Pregnolato per Savini. Di nuovo, partenza agevole per la squadra di casa (5-0). Ci pensa nuovamente Sculco a ricucire il break (5-3) e a rimettere in careggiata la sua squadra. Le locali – come detto in altra sede – dispongono però di buone individualità: ora, è il turno di Marinaro chiamata a spingere e a “mantenere” la squadra (8-4). La formazione di Bonomi paga frequentemente la famelica “sindrome al soffitto” perdendo così importanti azioni, anche di recupero. Si arriva al giro di boa con le locali che praticamente doppiano Santo Apostoli (17-8) per un “devastante” 25 a 15 finale.
Qualquaglia non cosa” – verrebbe da dire – con Santi Apostoli che, in battuta, manda … con scetticismo in rete favorendo in questo modo una partenza senza indugi delle locali che con Marinaro “in gran spolvero” si portano sul 4-0. La ripartenza di Santi Apostoli è però immediata: con capitan Mancuso (buoni attacchi da seconda linea) mette giù palloni pesanti (4-5). Le gialloblu non mollano e rispondono di pari passo con Lorigiola in zona 1 (9-5). Segue una ‘fase di stallo’ in cui in ambedue le squadre comincia ad affiorare qualche scampolo di stanchezza agonistica ma con le locali che riescono a mantenere un gap rassicurante (15-9).

‘Colpita’ dalla sindrome del Palanbunker (leggi ‘palla sul soffitto’) le bustocche perdono importanti occasioni di ripartenza e di ricolmare un gap che si fa sempre più importante. Capitan Giorgetti e compagne non mollano affatto, attente su ‘ogni centimetro’ del campo (ben plasmate sui 9 metri): 25-16 il finale di frazione.

Si riparte con Savini al posto di Lorigiola per la squadra di casa- Il Palabunker frattanto si scalda sostenendo ambedue le formazioni. Pur sbagliando la palla di sevizio, di nuovo Marinaro – impeccabile prestazione oggi – affonda per Blu Volley (6-3). Poi, le ragazze di coach Bonomi soffrono ancora e non trovano continuità pur impostando un buon gioco sui nove metri (importante la distribuzione per gli attacchi che spesso partono da zona 6). E’ però Blu Volley che si dimostra ‘padrona del campo’ .. facendo il bello e il cattivo tempo ! Pur procedendo a piccoli passi – ma mantenendo una distanza rassicurante alle avversarie – chiude facilmente 25 a 15.


Con due partite ancora da giocare Blu Volley ipoteca la prima piazza del girone VA12.
Più che in altre categorie, qua la palla corre molto velocemente – si punta molto sulla velocità di ‘uscita’ della stessa – così come gli scambi e l’intensità delle dinamiche di gioco per cui .. è facile perdersi qualcosa, che almeno io come arbitro cerco sempre di ridurre al meno possibile, ma nessuno è perfetto. Discreto l’arbitraggio – “e non sono di parte !” – con alcune decisioni ‘di fino’ prese e non sempre condivise dal campo. Nella mia tecnica denoto purtuttavia che manca ancora quella fermezza necessaria e determinante per l’arbitro autorevole: unica ‘pecca’ palpabile è il lasciarmi (probabilmente) sfuggire – anche perché come detto qui i tempi di reazione sono ridottissimi – è il non rilevare prontamente possibili situazioni fallose (leggi “doppie”).

Sin dall’inizio dell’avventura di arbitro di pallavolo, ho tenuto traccia delle partite arbitrate, vuoi come arbitro di casa vuoi come arbitro ufficiale: ebbene, con le due partite del weekend sono 470 i gettoni di presenza !!#

E ora … fritto misto sia !!#

28 marzo

Freddo in me. Questa mattina ad intorpidire ancor più la levata quotidiana e i mesti ricordi che affiorano oggi mi assale anche un tremito.

Te, e me: il caso ci ha fatto incontrare quasi per caso, ma è stato come una folgore per me. Tu distante tuttavia, ammaliata nella tua giovinezza e nelle tue aspettative di vita.

Eppure i nostri fugaci incontri erano così intensi e intrisi di complicità, così sentiti, che non potevano passarmi inosservati. Cercavo io di intravvedere nei tuoi occhi la felicità tua e i tuoi sogni.

Con disincanto Tu affrontavi la vita, comunque dirompente, piena di energia e voglia di vivere, che avresti ‘spaccato il mondo’, cavallo di battaglia di tutti i virgulti.

Il Destino ha però sopraffatto il Fato, o aveva però in serbo ben altro per te: che fossi stella fra le stelle.

Ritorno a San Carlo

(sabato 1 aprile)

Ritorno a San Carlo ( per gli amanti delle statistiche, da metà gennaio fatta l’ultima comparsa qui !)… in stile oggi per dirigere una partita di under 14: la compagine locale ospita le coetanee di CS San Maurizio (Cassano Magnago).
A giudicare dalla classifica del girone VA06 – asetticamente – si definirebbe una ‘pratica facile’ da sbrigare per la squadra di casa ma, in vantaggio 2 set a 0, le avversarie non sfigurano affatto anzi riescono a mettere sotto pressione le ragazze di Monceri almeno per i primi due set. Non riesce a San Maurizio di ribaltare il risultato di 0-3 di una settimana fa, benché la formazione paia … “rigenerata” oggi, mettendo in atto una gara con la ‘G’ maiuscola quanto a dinamiche ed intensità di gioco come per l’apprezzamento da parte del pubblico presente !!
San Maurizio infatti non abbassa la testa di fronte alle padrone di casa sin dalle prime palle (8-12 alla prima rotazione). La formazione di casa cerca di rientrare ma non riesce ad essere convincente e addirittura le giocatrici in campo appaiono sfiduciate (leggi ma perché disunite), e deve soccombere a una gran prova corale delle ospiti (10-21). San Carlo non riesce ad impostare i propri ritmi e a darsi continuità, per uno stretto 18-25.
San Maurizio impone un gioco aggressivo, imperneato molto su palle alte e su un buon dialogo fra prima e seconda linea – la prima in particolare molto preparata in fase di ricezione; diversi gli attacchi invece messi in atto dalla seconda – che mette in apprensione la giovane formazione di San Carlo.
Alla stessa stregua perciò si sviluppa pure il secondo set anche se le padrone di casa rimangono avanti per tutta la prima rotazione (12-8), poi verosimilmente San Maurizio alza i propri ritmi di giovo e le dinamiche nella propria metacampo ‘ipnotizzando’ la squadra di Monceri (19-17, 20-24) per il finale 23-25, agevolato da un errore in battuta della giovanissima Carcano (classe 2012).
Col terzo parziale San Maurizio inizia a “pagare dazio” (4-1, 6-2, 9-3). Buone le prestazioni di Olivini (in cassaforte un gap di 9npunti, 18-4 da 9-3 !) e di capitan Pedrini che spinge la squadra da zona 1.
Le ospiti non abbassano affatto la testa e contendono il set perlomeno per tutta la prima rotazione (per il conclusivo 25-16).
E si arriva così al tie break: si apre bene per San Maurizio che riesce a “far breccia” nella retroguardia locale “presa alla sprovvista”(0-4). Non tarda però la risposta di San Carlo (5-6, 8-9); poi le due squadre procedono sostanzialmente a braccetto: di nuovo Olivini cerca di dare il la all’azione delle compagne (importante break per il 10-9). L’epilogo rimane incerto (11-12, 13-13), San Maurizio ha la palla per chiudere ma Adelardi manda in rete e ai vantaggi San Carlo chiude 16 a 14.
Buono e attento (più o meno) l’arbitraggio, forse un pò zelante nel sanzionare alcune azioni ma … “fallo è quando arbitro fischia !”.

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