SEO Audit: cos’è e come si fa

(sabato 3 novembre)

SEO Audit: cos’è e come si fa

 Ecco, un lavoro ci è stato commissionato: la ditta X ci incarica di realizzare un sito per la sua attività … Bene, come da ABC procediamo anzitutto ad un colloquio dettagliato nel quale “capire” il segmento dove lavora, il target di clienti che vuole raggiungere, che finalità ha il sito …..

Dopo una prima elaborazione del progetto web e (gli inevitabili) doverosi successivi aggiustamenti da apportare su richiesta del cliente, la “creatura” è pronta per essere data in pasto al mare magnum di Internet e ai motori di ricerca, con l’obbiettivo di ottenere un buon posizionamento in SERP, sapendo di contare su un sito ottimizzato dal nostro collega.

Già, ma come ogni cosa su questo mondo ‘tutto è relativo’, anche il nostro buon lavoro !

 

Ecco allora che il lavoro del SEO non si ferma al ‘confezionamento’ del sito web con tutti i dogmi richiesti per l’ottimizzazione SEO ma occorre monitorare costantemente quanto fatto: questo è fare SEO AUDIT.

Si tratta di uno step indispensabile per ottenere un buon risultato … da piazzare, e oltretutto necessario nel condurre un’attività SEO. Consiste in una analisi strutturale, dei contenuti e concorrenziale del sito web, andando così ad analizzare tutti gli aspetti – interni ed esterni – che potrebbero influenzare il posizionamento sui motori di ricerca.

Con questa attività è così possibile individuare i punti di forza e di debolezza del sito, e di conseguenza apportare le dovute correzioni con un’opportuna serie di attività SEO al fine di massimizzare il risultato.

Non esiste un’unica strada per perseguire un’analisi di SEO audit anzi, al contrario ognuno avrò una checklist personale.

Questo significa che ognuno di noi avrà una personale checklist per quanto riguarda l’audit SEO di un sito web. Quella che segue è la mia personale lista, spero tu possa trarne qualche spunto interessante. Per prima cosa va detto che la mia analisi SEO è articolata in questo modo:

  • Analizzo il settore.
  • Passo gli aspetti on site.
  • Affronto i punti off site.

Analisi del settore

La prima operazione: fare un’analisi del settore. E’ importante capire chi sono i principali competitor, quali contenuti offrono, come sono strutturati e quali sono i punti di forza.

Cerco di individuare le keyword più importanti del settore e faccio delle ricerche per scoprire i siti che si posizionano, in modo ricorrente, ai primi posti dei motori di ricerca.

Questa sezione è utile per individuare, velocemente, i siti che hanno pagine posizionate per le parole chiave che ci interessano sul serio.

Una volta individuati i competitor passiamo alla parte più importante: analizzare i siti. Questo lavoro va fatto manualmente.

L’obiettivo è quello di capire cosa offrono, in termini di servizi/prodotti/contenuti, i principali competitor. Un buon metodo è di effettuare un’analisi a mano, visitando i siti e annotando gli aspetti rilevanti di ognuno.

Raccolgo i numeri in un file Excel per poi fare delle stime medie; mi interessa individuare quelle che sono i “servizi aggiuntivi” che possono essere inseriti nel settore. Ad esempio, tramite di esso potrei accorgermi che tutti i principali competitor offrono un servizio di informazioni H24 attraverso un numero verde, o magari che nei contenuti più importanti hanno deciso di includere dei video.

Insomma, questa fase preliminare mi permette di avere una panoramica del contesto e di quello che fanno i concorrenti che Google premia, posizionandoli meglio nelle serp di riferimento.

Analisi degli aspetti on site

Mi pongo dinanzi al sito con l’obbiettivo di analizzarlo, mettendomi nei panni dell’ utente standard. Mi pongo una serie di domande cercando di rispondere agli aspetti informazionali, legati all’usabilità e alla fiducia del sito (Il sito è facilmente navigabile ? Capisco subito cosa offre ? Il caricamento avviene in tempi accettabili ? I contenuti soddisfano le mie esigenze ?). Interessa capire se l’utente è messo nelle condizioni di poter trovare quello che cerca.

Il secondo passo è quello di analizzare il file robots.txt per controllare se i motori di ricerca hanno accesso a tutte le pagine che devono essere indicizzate o, viceversa, escluse.

A questo punto, individuati i punti deboli del sito posso procedere con l’analisi attraverso i SEO tool (Search Console, Visual SEO Studio, Seo PowerSuite, Seozoom, Google Analytics). 

 

 

Analisi off site

Per analisi off-site si intende l’insieme dei fattori che sono esterni al sito (link, citazioni, ecc.). In questa fase diventano importantissimi gli strumenti di analisi; fra questi, di indubbia utilità sono:

  • Ahrefs: per fare un’analisi approfondita dei link;
  • Buzzsumo: per analizzare la visibilità sui social network;

L’analisi dei fattori off site siamo consente di perfezionare la strategia SEO: valutare, ad esempio, le azioni per rafforzare una eventuale campagna di acquisizione link.

È il momento dell’analisi SEO del sito

La prima parte della SEO Audit è andata. Hai individuato i dati essenziali del contesto, usato i SEO tool per analizzare i competitor, concentrando l’attenzione su quanto è on site e quanto off site al sito. A questo punto siamo in gradi di determinare i fattori essenziali per la SEO Audit:

  • Abbiamo una panoramica della struttura del sito;
  • Siamo in grado di valutare la user experience;
  • Individuare possibili errori nel codice o nei meta tag;
  • Quali contenuti mancano al sito per poter essere competitivo.
  • Il sito presenta dei contenuti duplicati.
  • Presenza di contenuti che sono impossibili da indicizzare per Google.
  • Cosa manca, dal punto di vista dei link, per poter massimizzare la visibilità sui motori.

Tutte queste informazioni, insieme all’analisi preliminare dei competitor, ci permettono di sviluppare la nostra analisi SEO. Si può ora andare ad elaborare un PDF in cui inserire tutti i dati raccolti in tabelle. In questo ci può essere molto utile Excel, altrimenti ci sono le mappe mentali.

Meglio i SEO tool o un lavoro manuale ?

Parlando di analisi SEO sarebbe ipocrita non sottolineare l’importanza dei tools, i quali assumono un ruolo non indifferente nell’attività e consentono di accedere velocemente a informazioni preziose.

Ma sarebbe corretto però affermare che i tool “sono tutto” in quanto è buona prassi comunque navigare il sito e esplorarlo per comprenderne le sue dinamiche.

Il filo conduttore è che se il sito non è pensato per soddisfare la search intent degli utenti non andrà lontano: se il sito non è semplice da navigare, se i contenuti non sono organizzati nel modo giusto o non sono presenti le informazioni di cui gli utenti necessitano, nessuno acquisterà mai il prodotto/servizio.

 

 

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